fbpx
Menu
A+ A A-

La bonifica del Sacco sia lavoro per tutti i disoccupati

platea26mar16 350 mindi Valentino Bettinelli e Maria Giulia Cretaro - Vertenza Frusinate alle prese con una nuova assemblea, ancora una volta capace di riempire il Salone di Rappresentanza della Provincia di Frosinone. Pomeriggio di martedì 26 marzo; all’ordine del giorno il nuovo accordo quadro per lo stanziamento dei fondi per le mobilità in deroga 2019. Ulteriore punto di discussione, l’opportunità occupazionale legata alla futura bonifica del SIN della Valle del Sacco. L'incontro inizia con più di un'ora di ritardo, in attesa di tutte le figure di rappresentanza contattate e dalle quali è mancata persino la cortese risposta.

L’apertura ,affidata come sempre al portavoce Gino Rossi, il quale, con triste consuetudine, punta il dito sugli assenti. “Tutte le sigle sindacali, i rappresentanti parlamentari e regionali del territorio sono stati invitati, ma non hanno raccolto l'invito. C’è rabbia per una evidente mancanza di comprensione da parte di chi non raccoglie le istanze di questo gruppo di lavoratori. Ancora oggi siamo da soli. Politici e sindacalisti non rispondono. Abbiamo tutte le prove che dimostrano questa latitanza indegna da parte di chi dovrebbe rappresentarci. Fa soffrire ancora di più la mancata informazione su un importante comunicato del 18 marzo, reso pubblico dalla Segreteria Nazionale della CGIL. Nel documento un chiaro riferimento alla gestione dei fondi riguardanti la mobilità in deroga per le 18 aree di crisi complessa e la loro immediata erogazione. Come può essere sfuggito all'attenzione dei delegati locali, nonostante le numerose richieste inoltrate da parte dei disoccupati?”
Unica risposta è stata la non necessità di ulteriori assemblee, a causa della mancanza di novità.

Vertenza Frusinate porta avanti la lotta, non solo come protesta ma sostituendosi all'evanescenza dei rappresentanti di riferimento. I Sindacati rimandano l'accordo quadro attendendo notizie dalla Regione e dal Governo. Ma dove sono le pressioni necessarie alla causa? Come operano affinché i tempi possano essere ridotti? Sembra che un possibile incontro per l'accordo potrà esserci tra Aprile o Maggio, un rinvio imbarazzante che non tiene conto della contingenza drammatica dei bisogni dei lavoratori.
Anche per un’altra circostanza molto attuale, i contatti tra i delegati di Vertenza e i Sindacati non hanno avuto l'attenzione in materia di politiche attive. Esist26marzo19 350 mine, infatti, un'occasione concreta creatasi grazie ai 53 milioni per la Bonifica della Valle del Sacco, tuttavia la materia non sembra ancora essere stata presa sul serio con azioni di interesse per i progetti già finanziati. Come può un'opportunità simile sfuggire all'attenzione di chi è deputato dai tesserati alla tutela del Lavoro?
Su questo tema Rossi affonda chiamando a raccolta “gli attori protagonisti della vicenda sui territori. Per noi la bonifica è un’occasione per ottenere quello che in tutti questi anni abbiamo chiesto a gran voce: il lavoro. I comuni e le amministrazioni devono rispondere per difendere i diritti del lavoro. I disoccupati devono sfruttare il megafono politico per rivendicare le proprie necessità”.

L’Accordo di Programma per la bonifica del SIN del Sacco, investe un’area vasta di 19 comuni in Provincia di Frosinone, da Paliano a Ceprano. 10 progetti che nei prossimi sei mesi dovranno essere caratterizzati per una futura bonifica. Le amministrazioni puntino su questa opportunità e facciano chiarezza sulle modalità di messa in opera degli interventi. Ancora una volta bisogna porsi delle domande: perché i Comuni, attraverso i loro consigli, non si sono resi parte attiva dopo che sono state escluse le assemblee elettive? Perché i sindacati non chiedono di essere coinvolti sfruttando i progetti per le politiche attive?
La conclusione dell'accordo è di dubbia chiarezza, ma c'è ancora modo di comprendere e monitorare il progresso di queste opere. Non dovrebbero però essere i disoccupati a ricordarlo alla classe dirigente.

Anche nei rapporti con il governo, Vertenza Frusinate recita il ruolo di intermediario. Di recente una delegazione ha incontrato il sottosegretario Claudio Durigon, il quale ha affermato che il ruolo politico del governo si è concluso con lo stanziamento dei 117 milioni in finanziaria. Secondo l’esponente della Lega la palla deve ora passare alle competenze tecniche per dirimere le questioni pratiche.
La Politica, per Vertenza Frusinate, sembra essersi persa tra Riunioni di Segreterie e Campagne Elettorali perenni, rinunciando al ruolo democratico affidato dai cittadini.
Gino Rossi ha annunciato un incontro in Prefettura per sollecitare gli interventi istituzionali in mancanza di risposte. L’occasione potrebbe consentire anche, a piccole delegazioni di disoccupati, di dialogare con le diverse strutture sindacali, approfittando dell'appuntamento offerto dal sit-in.
La sollecitazione è destinata anche al Presidente della Provincia Antonio Pompeo, perché recuperi un ruolo esecutivo, di cui lo ha privato l’istituzione del RUA, togliendo, così, tutto il peso che devono avere il territorio e i cittadini della Valle del Sacco. A lui il compito di attivare un tavolo, sull’esempio di quello a cui aveva già dato vita in passato, al fine di mettere in sinergia tutte le forze produttive in campo.

Ad ora almeno le parole sono aleatorie. Senza incertezze i disoccupati aspettano fatti concreti.

26 mar ’19 ore 17:51

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

 

Leggi tutto...

Lavorare meno, lavorare tutti

detassazione straordinari 350 260 mindi Ivano Alteri - Come appreso dall'articolo di Lidia Baratta sull'Inkiesta online, il consigliere regionale dell'Emilia Romagna Piergiovanni Alleva, eletto con la lista “L’altra Europa con Tsipras”, ha presentato al Consiglio una proposta di legge per una riduzione di orario di lavoro di un giorno a settimana, utilizzando lo strumento normativo dei “contratti di solidarietà espansiva”. A conti fatti, dice Alleva, “per ogni 4 [lavoratori] che accettano, si crea un posto di lavoro”. La riduzione dovrebbe avvenire a parità di salario, attingendo a strumenti già esistenti ed altri da definire. In sintesi, è l'antica ricetta: lavorare meno, lavorare tutti. A sostegno della sua tesi, Alleva adduce delle ottime ragioni, alle quali se ne possono aggiungere almeno altre due.

In pratica Alleva, già ordinario di diritto del lavoro all’università di Bologna, propone di compensare la perdita di salario (20%) che deriverebbe dalla riduzione dell'orario di lavoro, attraverso forme di welfare aziendale, con la erogazione al lavoratore di voucher da parte del datore di lavoro, pari al valore del salario perduto, a copertura del costo che sopporterebbe per accedere a servizi essenziali o per fare la spesa (per quest'ultimo aspetto, la Coop si è già detta disponibile a offrire all'uopo sconti del 15%).
Affinché l'operazione sia sostenibile anche per il datore di lavoro, Alleva propone di modificare il 2° comma dell'art. 51 del Testo unico delle imposte sui redditi, allo scopo di inserire tali specifici voucher nell'elenco dei bonus aziendali non soggetti a tassazione. Ciò dovrebbe avvenire, nelle sue previsioni, a livello nazionale e regionale.

Inoltre, spiega Alleva, il sistema proposto si potrebbe integrare col Reddito di Cittadinanza in via di attuazione, prevedendone l'erogazione “solo ai disoccupati che fanno parte delle fasce della popolazione fuori dal mercato del lavoro, sopra i 55 anni d’età ad esempio”.
La proposta è stata accolta con favore sia dalla maggioranza del Consiglio, sia dalle opposizioni; in particolare dal M5S, che potrebbe portare e sostenere la proposta in Parlamento e sollecitare il Governo in tale direzione.

Secondo Alleva, l'insieme di questi accorgimenti “è in grado di riassorbire la disoccupazione anche nel giro di uno o due anni”. E se non bastassero le sue già ottime argomentazioni a sostegno della proposta, se ne potrebbero aggiungerne altre due, tutt'altro che marginali.PG Alleva 350 260 min

La prima, sull'utilizzazione consona della Riduzione dell'Orario di Lavoro (ROL). Ogni contratto nazionale ne prevede una certa quantità di ore; per esempio, quello del commercio 104 (32 di ex festività, 72 di riduzione di orario propriamente detta); altrettanto quello dei metalmeccanici. Tale istituto ha una lunga storia di contrattazione sindacale, sviluppatasi quando la riduzione dell'orario di lavoro si considerava prioritaria; in qualche caso è stato effettivamente utilizzato allo scopo, ma molto più spesso le relative ore sono state utilizzate “in aggiunta alle ferie”, come permessi retribuiti. Attualmente, per di più, pochi sono i lavoratori a conoscerne l'esistenza e a fruirne; e spesso, molto spesso, quelle ore finiscono per “scomparire” dalla busta paga (eufemismo). Integrare queste ore nella proposta di Alleva riporterebbe l'istituto ROL alla sua dignità originaria e ai suoi scopi principali: alleviare la gravosità del lavoro per chi ce l'ha, creare occupazione per chi non ce l'ha.

La seconda, sul godimento totale delle ferie nell'anno di maturazione. Chiunque abbia competenze in materia di lavoro sa che la gran parte dei lavoratori, per ragioni indipendenti dalla sua volontà, non riesce a godere di tutte le ferie maturate nel corso dell'anno; in questo modo, gli restano delle ferie-non godute. Normalmente, come ognuno potrà verificare anche sulla propria busta paga, queste ammontano ad almeno una decina di giorni l'anno. Se moltiplicassimo queste giornate per i 22 milioni di lavoratori dipendenti (pubblici e privati) avremmo un monte ferie-non godute di 220 milioni di giornate annue; quindi: 220mln/250gg (giornate di lavoro medie annue; esclusi sabati, domeniche, festività)=880 mila; ossia: 880 mila nuovi posti di lavoro!

Il tutto, per di più, avverrebbe pressoché a costo zero. Allo stato attuale, non facendo godere tutte le ferie maturate a tutti i propri dipendenti nel corso dell'anno, il datore di lavoro ha solo l'illusione di risparmiare sul personale, mentre in realtà ci rimette; due volte. Infatti, con un organico tarato non considerando il godimento di tutte le ferie, egli rinuncia al lavoro di un dipendente ogni dodici circa (e relativa maggiore produttività), mentre ne mantiene i costi; che rinvia soltanto alla fine del rapporto di lavoro col dipendente in organico, quando dovrà pagargli, appunto, le ferie-non godute. Inoltre, l'ammontare economico delle stesse ferie-non godute va ad aggiungersi al montante-salariale su cui si calcola il Tfr, più interessi e rivalutazioni come da legge, aggiungendo costi a costi.
Insomma, se tutti godessero di tutte le ferie maturate nell'anno, si avrebbe quasi un milione di posti di lavoro in più, quasi senza aggravio di costi per l'azienda che, inoltre, ringiovanirebbe l'organico incrementando la produttività.

(A queste argomentazioni se ne potrebbe aggiungere ancora un'altra, sull'uso smodato che spesso si fa del lavoro straordinario; e su cosa si ricaverebbe, in termini occupazionali e di produttività, portandolo a livelli fisiologici. Ma il discorso si farebbe troppo complesso e problematico per questa sede.)

Oltre che necessarie, dunque, la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario e la conseguente eliminazione della disoccupazione sono anche tecnicamente possibili. Senza aggravi per il sistema, con aumento della produttività e gran sollievo per occupati e disoccupati.

Frosinone 8 gennaio 2019

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

La violenza contro le donne è un problema di tutti

Drammasilenzioso BrunellaFerrari minLa violenza contro le donne è un problema di tutti. Invito a partecipare alla Manifestazione presso l'Aula Magna de il Campus Folcara il 30 novembre ore 10,30 in occasione della "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne".

Il 30 novembre presso l’Aula Magna dell’Università di Cassino e Lazio Meridionale, dalle ore 10, si terrà una manifestazione dal titolo La violenza contro le donne è un problema di tutti, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, ( risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999).

Patrocinata dal Comitato Unico di Garanzia, dal Laboratorio Anti Discriminazione e dalla Consigliera provinciale di parità, Fiorenza Taricone, che è anche Presidente del Comitato e Responsabile del Laboratorio, la manifestazione è stata ampiamente condivisa dalle organizzazioni sindacali.

La manifestazione, dopo i Saluti istituzionali del Rettore, Giovanni Betta, della Direttrice del Dipartimento di Scienze Umane, Sociali e della Salute, Elisabetta De Vito e della prof.ssa Fiorenza Taricone, avrà il piacere di ospitare il Coro Vesuviano, composto di sole donne, insegnanti e musiciste di valore, che hanno arrangiato testi antichi e moderni, dedicandoli a quelle che in ogni tempo che hanno conosciuto la violenza, privata e pubblica.

Come è scritto nel CD che raccoglie i loro testi, in napoletano, accompagnati sullo schermo dalla traduzione in italiano e in inglese, questo progetto è in memoria di tutte le donne fatte sparire talvolta ancora prima che nascessero. I brani sono quindi dedicati a Eva, Antigone di Tebe, Gertrude da Monza, Eleonora Pimentel Fonseca, Margherita Hack, ma anche a tutte le Brave Donne che studiando e giocando, cantando, imprecando e cucinando alzano la testa, lasciando traccia di sé, imprimendo passi di pace su questa terra.

A seguire, la proiezione del video “Stupri di guerra” in cui Angelino Loffredi e Lucia Fabi parlano, intervistati da UNOeTRE.it giornale online, delle cosiddette marocchinate, alla luce di esperienze personali e conoscenze storiche condensate nel libro a loro firma “Il dolore della memoria”.

Invitiamo inoltre tutte le scuole, le persone interessate, gli studenti, chiunque ritenga di poterlo fare, di lasciare all’entrata un paio di scarpe rosse, che da anni simboleggiano ormai le donne scomparse violentemente e per noi sempre presenti.

 

unicas 150 logocug ok 150 min logoLAD 150 min LOGO CONSIGLIERA PARITA FROSINONE 150 min

 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

'Arrestateci tutti'

MimmoLucano 350 260 mindi Nadeia De Gasperis - Non è passato molto tempo, era giugno dell’anno corrente, quando Salvini definiva amabilmente il sindaco di Riace, “uno zero”, intimandogli di farlo finire in galera, lo diceva mentre in un video annunciava una sua prossima visita nella Locride, commentava dicendo che al sindaco non avrebbe dedicato mezzo pensiero, perché non lo meritava.
Un atteggiamento deprecabile da parte di qualsiasi uomo, ma inaccettabile per un uomo eletto dal popolo, un popolo, che sebbene non abbia simpatia per i migranti, abita i territori del nostro Paese e conosce le dinamiche che stanno spopolando i piccoli nuclei.

Se l’arresto di Domenico Lucano non è frutto di una manovra politica, certo i presupposti per un atteggiamento persecutorio da parte di alcuni esponenti politici c’erano tutti.
Perché il modello Riace non piace alla destra? Naturalmente perchè smonta i toni propagandistici di una campagna razzista che si tiene in piedi per l’odio che respira. Qualcuno molto placidamente risponde “perché non mi piace che un paese sia abitato da questa gente.” Meglio spopolato che colorato, insomma.
Eppure, la gente lo sa, sa che gli anziani non amano abitare questi vecchi paesi da soli ed è proprio grazie ai giovani che li ripopolano, che ha un senso la loro resistenza ad abitare quei luoghi. Che sia viva l’idea che ci sia un futuro dopo di loro.

“Non è giusto che i cittadini italiani siano andati via e ora arrivino gli immigrati”, replica qualche giornalista d’assalto di stampo destroide, una offesa alla propria intelligenza o cosa? Se i paesini si sono spopolati, lo sappiamo bene, la colpa è delle mancate politiche sui territori, è la crisi economica che costringe a lasciare paesini e Paese, è la mancata attenzione al welfare sociale.
Questo uomo della Locride che chiamano ‘u curdu ha avuto la lungimiranza di capire la ricchezza di questa gente venuta dal mare, da varie terre ma dal mare, tutti approdati a questi speranza.
Lo ha riconosciuto tutto il mondo, perché sebbene la gestione del problema del flusso dei migranti non sia di facile soluzione, non può esistere politico illuminato che non capisca la grande risorsa delle piccole soluzioni che si consumano agli angoli del mondo, che sono satelliti di speranza, modelli da studiare e seguire, lo ha capito chi ha collocato Mimmo Lucano tra i 50 uomini più influenti della terra, speriamo lo capisca anche la legge italiana, che a volte bisogna abdicare a se stessa perché a volte la disobbedienza civile è la forma di resistenza che conserva la nostra sana e robusta costituzione democratica.

Ora questo dice la stampa estera:
«La piccola cittadina di Riace, situata in una delle regioni più povere d'Italia, è diventata famosa negli ultimi anni per aver messo al laccio la tendenza dei tassi di disoccupazione e dell'emigrazione netta, in quanto gli italiani del sud fuggono a nord alla ricerca di un'occupazione retribuita. E piuttosto che rispondere alle crisi economiche e del mercato del lavoro incolpando i migranti stranieri come il nuovo governo populista di destra, Riace ha ospitato almeno 6.000 migranti dal 1998, quando una barca di profughi curdi che fuggono dalla repressione in Turchia e in Iraq è atterrata Sulla Costa Calabrese a pochi chilometri dalla città.»

Mentre i nostri politici di governo festeggiano per l’arresto di Mimmo Lucano e la destra cerca di trovare del marcio laddove la propria coscienza non può aspirare di arrivare, perché è più facile rigettare che accogliere, è più facile ritenere un problema irrisolvibile che rimboccarsi le maniche per cercare di trovare una soluzione, è più facile essere disumani che umani, perché essere umani costa fatica, la fatica di essere fedeli sempre a se stessi e agli altri, alla idea di un mondo giusto e migliore.

Gli stessi PM sostengono che Mimmo Lucano non abbia avuto alcun arricchimento personale dalle vicende per le quali è stato arrestato, ma forse solo da questa affermazione il sindaco desidererà difendersi, perché non c’è ricchezza più grande di quella che ha costruito lui.

 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

M5S: La prima stella è l’Acqua, ”un bene di tutti non un affare di pochi”.

M5S logo mindi Antonella Liburdi – Attivista del Meetup Anagni 5 Stelle - L’incontro del 30 Luglio voluto dal Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico con i comitati per l’Acqua Pubblica porta finalmente alla ribalta uno dei referendum più votati nell’ultimo decennio: nel 2011 infatti oltre 26 milioni di Italiani scelse una gestione PUBBLICA dell’acqua.
Finora questa volontà era stata ignorata da tutti i governi che si sono susseguiti , in ultimo il governo Renzi che con il Decreto “Sblocca Italia”, ha radicalmente modificato il Testo Unico sull’ambiente (Dlgs n. 152/2006) promuovendo di fatto l’affidamento della gestione del Servizio Idrico a privati e permettendo a questi, di fare processi di aggregazione e di fusione nell’interesse dei grandi operatori in grado di competere sui mercati finanziari.

Tali azioni hanno permesso sempre di più che l’acqua fosse considerata merce dal quale ricavare profitto piuttosto che un diritto umano essenziale.

Il M5S da sempre ha come prima stella l’Acqua considerata ”un bene di tutti non un affare di pochi”. Con questo spirito l’impegno del governo si è mosso subito sul tema , non solo con l’evento promosso dal Presidente Fico ma soprattutto con la deposizione della proposta di Legge AC 52 alla commissione Ambiente sulla gestione pubblica e partecipata dell’acqua da parte della nostra portavoce nonché primo firmatario Federica Daga, ed anche grazie alla pianificazione da parte del ministro dell’Ambiente Costa di: ” investimenti sul Servizio idrico integrato di natura pubblica, con particolare riferimento alla ristrutturazione della rete idrica, anche attraverso l’implementazione e il finanziamento di un piano nazionale perdite, garantendo la qualità dell’acqua, le esigenze e la salute dei cittadini”. ( cit. Audizione del 25 luglio in VIII commissione alla Camera).

La strada da percorrere sarà di certo lunga ma la direzione del Governo è chiara.

Queste problematiche di gestione pubblica, attenzione agli sprechi e investimenti sul servizio idrico sono argomenti che devono essere affrontati anche a livello locale, volgendo cioè particolare attenzione al nostro Ato5.

Nel corso degli anni il rapporto tra ATO 5 e gestore ACEA è stato lacunoso e superficiale a discapito soprattutto degli utenti e che nel 2014 ha permesso ad ACEA di chiedere 75,18 mln di conguaglio tariffario relativo al 2006-2011 . Ricordiamo che, fino a questo momento, la Conferenza dei Sindaci non si era mai opposta alla violazione del gestore sugli obblighi contrattuali , sui mancati investimenti offerti e sui servizi fondamentali per la determinazione della tariffa ed infatti è stato proprio questo comportamento a determinare la definizione delle tariffe pretese e riconosciute ad ACEA ATO 5 S.p.A. e successivamente al riconoscimento legale del conguaglio succitato. ( sentenza del TAR n.316/2016)

Nonostante le proteste sempre più tangibili da parte di cittadini e comitati si è dovuto attendere ulteriori 3 anni affinché nel 2017, nella Conferenza dei Sindaci , si procedesse con una votazione per la risoluzione contrattuale nei confronti di ACEA ; manovra squisitamente politica più che tecnica e legale (voto compatto pro-risoluzione da parte dei sindaci di centro dx ed astensione o voto contrario di quasi tutti i sindaci di centro sx) dove si denigrava ovviamente il Sindaco Raggi (allora da 8 mesi in carica!) e si prometteva battaglia senza tregua al gestore.
Come è andata a finire lo sappiamo . Acea ha infatti vinto il ricorso presentato poiché:“A fronte delle inadempienze del gestore sussistono inadempimenti degli obblighi convenzionali da parte di Ato5 che hanno influito sulle carenze di gestione e a volte ne hanno impedito la regolarità. Come i ritardi nell’approvazione del piano di gestione e nell’adeguamento della tariffa, che hanno determinato per Acea un deficit”

(sentenza del TAR n.638/2017) .

E dunque, sempre per la negligenza passata dei nostri Sindaci, di fatto le delibere della Conferenza dei Sindaci dell’ATO5 sulla risoluzione sono state annullate.

E mentre per ATO2 (ambito di Roma) e ATO 4 ( Latina) sono stati avviati i percorsi volti alla ripubblicizzazione, tramite la definizione di specifici tavoli tecnici, il nostro ATO 5 cosa fa?

Il 1 Agosto la Conferenza dei Sindaci deliberera’ sulla nuova tariffa acqua 2018/2019, inoltre l’assemblea dovrà valutare l’apertura di un tavolo di conciliazione con ACEA ATO 5 voluto dal gestore ed accettato dalla Segrateria tecnico operativa “STO” da sempre contraria alla risoluzione.
Sembrerebbe essere tornati al punto di partenza ma stavolta per Anagni una differenza c’è.
Anagni ha oggi un nuovo Sindaco che deve indicare come intende regolarsi sulla questione della gestione del servizio idrico.
Risoluzione o no del contratto, conciliazione a parte, Il MU di Anagni 5 Stelle ritiene che sia fondamentale che il Sindaco Natalia cerchi di fare chiarezza su
quali siano gli investimenti riguardanti il territorio di Anagni fatti da ACEA in questi anni.
Sarebbe opportuno che venga fatta una verifica sugli obblighi contrattuali, investimenti e servizi offerti dal gestore poiché è con questi criteri che viene calcolata la tariffa dell’acqua.

Si controllino , dunque, non solo gli investimenti proposti da ACEA in questo ultimo Piano Finanziario 2016-2019 , ma “in primis” quale sia stata la reale entità degli investimenti effettuati nel piano il 2014-2017 e che già sono stati fatti pagare agli anagnini.

Mai come in questo contesto “GESTIONE ACQUA”, la parola TRASPARENZA sembra la più giusta

Antonella Liburdi – Attivista del Meetup Anagni 5 Stelle

Leggi tutto...

Il Caffè. Un amico di quasi tutti noi

caffè espresso 400 minDr. Antonio Colasanti - La pianta del caffe e un arbusto sempreverde coltivato nelle regioni equatoriali dell'Africa, dell'America e dell'Asia, il suo uso è cosi profondamente inserito nelle abitudini dell'uomo moderno da far parte dei riti quotidiani. Incerta è l'epoca in cui si bevve il primo caffe. In passato si riteneva che la bevanda ricostituente denominata -Bunc- dal grande medico arabo Ibn Sinā, detto Avicenna intorno all'anno 1000 fosse già caffè.
Nel 1554 a Costantinopoli vi erano numerosi negozi di caffè. Per molto tempo rimase per il mondo europeo una curiosità raccontata da mercanti navigatori. La sua diffusione in Europa venne ostacolata da abitudini storiche e non pochi tabù.
Successivamente i mercanti veneziani cominciarono ad importare insieme ai tessuti ed alle spezie anche il caffè.

La prima caffetteria venne aperta a Venezia nel 1676 in piazza S. Marco.
L'uso del caffe ha conquistato ogni ceto sociale sconfinando dalle assunzioni mattutine o alla fine dei pasti, a piu frequenti e ripetute consumazioni durante la giornata senza che da questa abitudine possano ricavarsi prove certe di danno sociale od individuale come è stato ampiamente documentato per fumo ed alcool.
Il caffè possiede un azione stimolante sul tono generale dell organismo.
In seguito ad assunzione di una tazzina di caffè si osserva generalmente un incremento delle capacita fisiche e psichiche, delle facolta mnemoniche e della capacita di attenzione. Tali effetti non si ottengono con la sola somministrazione di 20 mg di caffeina pura ed è evidente allora che per spiegare l'azione del caffè si deve prendere in considerazione la presenza di altre sostanze in particolare di quelle aromatiche quali: esteri, olii, forfuroli, acido clorogenico, trigonellina, che sono quelle che danno alla bevanda l'aroma ed il gusto caratteristico.

Molto studiati sono stati i rapporti tra caffè e coronaropatie.
La malattia coronarica rappresenta una controindicazione all'uso abbondante del caffe. Vi sono studi dove i forti bevitori - piu di 5 tazzine al dì - aumenta il rischio di cardiopatia ischemica, il tutto dovuto in larga misura all'aumento del colesterolo LDL -il cattivo- che provoca placche ateromatose (arteriosclerotiche).
E' accertato che l'intossicazione cronica di caffeina può dar luogo a fenomeni di dipendenza segnata da effetti di astinenza. Del tutto infondata l'accusa rivolta al caffè di favorire il cancro al pancreas. L'unica controindicazione sicura all'uso di modiche quantità di caffè sono rappresentate da aumento dello stato ansioso da ipertiroidismo e da ulcere peptiche.

Ricordiamo un fatto storico suggestivo.
Nel 1770 il re Gustavo di Svezia firma una condanna a morte a due manigoldi e scelse come pena di morte la somministrazione di alte dosi di caffe a scopo letale.
Siccome le due persone sopravvivevano a queste alte dosi si stabilì di continuare fino a morte avvenuta.
Passarono molti anni. I condannati continuarono a bere i loro caffe e nel frattempo morirono le altre persone compreso il re. Si racconta che i condannati raggiunsero 85 anni. Fu da allora che l'umanita si convinse che poteva bere tranquillamente il caffe anche se con giudizio.

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

Frosinone. Perchè i Beni comuni siano davvero di tutti

Frosinone villa comunale 350 260di Ivano Alteri e Luciano Granieri - Nel referendum sulla riforma costituzionale del 4 dicembre i cittadini di Frosinone, come nel resto del Paese, hanno bocciato in modo perentorio il tentativo di sovvertire la Carta del ’48. Un attentato ordito dal governo Renzi, sotto dettatura delle multinazionali e delle lobby finanziarie. Nonostante il fragore di un tale pronunciamento e di quelli precedenti, la nostra città è da anni ostaggio delle manovre di grandi gruppi privati interessati a speculare sui Beni Comuni. In particolare, Sanità ed Acqua sono da tempo alla mercé delle azioni predatorie ordite da grandi compagnie private, così come le ricchezze Archeologiche del territorio. Tali dinamiche non sarebbero possibile se non vi fosse una evidente acquiescenza degli amministratori locali. Nonostante la cittadinanza si sia espressa a favore dell’attuale Costituzione e in particolare ne invochi la sua applicazione, insomma, i governi nazionali e locali continuano a favorirne lo scempio.

Sanità

La tutela la Salute come “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, sancita dall'art. 32, è una delle previsioni costituzionali non garantite. Nonostante a Frosinone esista una struttura ospedaliere moderna, la dotazione di posti letto è inferiore al numero stabilito dai Lea (Livelli essenziali di assistenza).
Nel nosocomio cittadino mancano diverse unità operative complesse, come ad esempio pneumologia: un reparto fondamentale in una città il cui tasso di inquinamento atmosferico è il più alto in Italia.
La diagnostica preventiva e i laboratori di analisi sono stati totalmente ceduti alla gestione privata. Sono in essere convenzioni con strutture private oggetto di provvedimenti giudiziari, per comportamento fraudolento verso la Regione.
Il pronto soccorso è un girone infernale, con malati spesso parcheggiati in barelle di fortuna e con i medici in servizio per turni lunghissimi, anche 48 ore .
La medicina di prossimità, rivendicata come fiore all’occhiello dall’attuale Amministrazione regionale, è di fatto fallita per mancanza di personale medico.
Sovente capita di vedere pazienti che chiedono il costo di analisi e terapie, per capire se possono farvi fronte e spesso la decisione di curarsi viene rimandata a data da destinarsi per mancanza dei soldi necessari.

Acqua

Parallelamente alla critica situazione sanitaria, si registra la desolante questione dell’Erogazione Idrica, totalmente in mano alla multiutility Acea-Ato5 Spa. Nonostante il referendum del 2011 abbia sancito che sull’acqua è vietato fare profitti, l’azienda, che ha come maggiore azionista il Comune di Roma, continua a fatturare la quota di capitale garantito.
Calcolata in base agli impegni di spesa per l’adeguamento della rete, e per il presunto efficientamento del servizio, la tariffa idrica imposta è fra le più alte d’Italia. Il problema vero però è che degli investimenti promessi e addebitati in bolletta, ne sono stati realizzati meno della metà. La rete cittadina è obsoleta, il 70% dell’acqua non arriva ai rubinetti ma si perde per strada.
Una tale situazione richiederebbe un impegno economico rilevante per sistemare le tubazioni e ridurre le perdite, ma i soldi in Acea servono per foraggiare gli azionisti. A fine esercizio è fondamentale assicurare dividendi milionari ed è irrilevante se gran parte dell’acqua tracima dai tombini.
Dopo anni di lotte portate avanti da movimenti ed associazioni, la conferenza dei sindaci si era convinta a chiedere la “rescissione per colpa” del contratto di gestione con Acea. L’iter, lungo e tortuoso, era comunque iniziato, ma dalla riunione della consulta d’ambito, svoltasi nella prima decate di ottobre 2017, il sindaco del Capoluogo - condottiero dei primi cittadini disposti a rompere con la multiutility - dopo essere stato confermato alle elezioni cittadine, ha chiesto la “ricomposizione bonaria” del contenzioso, innescando una clamorosa retromarcia.

Archeologia

Nel corso degli anni, il territorio di Frosinone è stato interessato da importanti ritrovamenti archeologici che hanno suscitato grande interesse tra gli addetti ai lavori e tra i semplici cittadini. L'Anfiteatro Romano a Viale Roma, le Terme Romane e il Cittadino Volsco a De Matthaeis, il Villaggio Eneolitico e la Struttura Quadrata di epoca romano-repubblicana a Selva dei Muli..., sono testimonianze di valore inestimabile di una presenza antropica persistente sin dalle epoche più remote.
Tuttavia, le amministrazioni locali che si sono succedute nei decenni hanno avuto scarsa cura di tali ritrovamenti ed, anzi, hanno consentito il loro depauperamento. L'Anfiteatro Romano è sepolto sotto un palazzo; le Terme Romane sono minacciate da un'autorizzazione a costruire concessa dal Comune di Frosinone ad un privato; il Villaggio Eneolitico è stato rimosso a seguito dei lavori per la realizzazione dell'Interporto di Frosinone (poi mai realizzato!) e alcuni reperti sono irreperibili, mentre della Struttura Romana si sono perse le tracce.

Tutto ciò a dimostrazione del fatto che se le grandi compagnie di servizi, e in generale gli interessi privati, stanno facendo affari sulla pelle dei frusinati è anche grazie ai buoni uffici degli amministratori locali. In una città in cui la tutela della salute e l’accesso all’acqua hanno costi esorbitanti, e la cura della memoria è del tutto assente, “gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana” sono presenti come macigni sulla strada dell’eguaglianza sociale; mentre invece sarebbe compito della Repubblica rimuoverli, come sancito dall’art. 3 della Costituzione.

Per questi motivi riteniamo che dopo la vittoria del 4 dicembre, decisiva per preservare la nostra Costituzione da una manomissione devastante, il passo successivo fondamentale sia quello di assicurare l’applicazione dei principi costituzionali. E che sia importante iniziare questa battaglia a partire proprio dal nostro territorio.

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

Tutti pazzi per le revoche

valledeitempli 350 260di Antonella Necci - La notizia diffusa oggi dal quotidiano La Repubblica in un articolo scritto dalla redazione di Palermo, da Claudio Reale, deve far riflettere e meditare.
L'articolo, intitolato ”Sfiducia a Cambiano. Pioggia di solidarietà al sindaco di Licata. Attacchi ai 5 Stelle”, mette in evidenza come un sindaco, in una provincia come Agrigento, dove l'abusivismo edilizio ha scempiato luoghi considerati la culla della civiltà del Mediterraneo, ha pensato bene, con onestà, di applicare la legge. Apriti cielo.

Ma dico io? È impazzito. Già vive in una terra poco tranquilla. Lui stesso vive sotto scorta. Prendere posizioni così legittime lo può condurre dritto dritto nella tomba.
Perciò il consiglio comunale, con grande senso civico e generosità, pensando di evitargli questo momento estremo, ha escogitato l'idea di sfiduciarlo e mandarlo a casa.
E la giornata di oggi, a ben vedere, si è rivelata più che bollente. Vabbè che il 10 agosto è da sempre la notte di San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti, la notte più calda dell'anno, ma qui si esagera. Su un altro articolo, infatti, stavolta pubblicato dal giornale Italia Oggi, si parla addirittura di sette sindaci sfiduciati in un colpo solo. Potete verificare, se non vi fidate. Il titolo è “Sicilia. Cadono 7 sindaci in un colpo solo“ di Filippo Merli. La data è la medesima: il 10 di Agosto.
Che poi, in una ricerca più accurata, pare che la caduta e la sfiducia dei sindaci dipenda dal clima. Spulciando tra notizie non tanto recenti, esce fuori che nel 2015, esattamente l’otto Luglio, fu sfiduciata la sindaca di Sesto Fiorentino. Sfiduciata dalla sua stessa maggioranza, più SEL e un appartenente al gruppo misto. Un filotto totale. La sindaca in questione, Sara Biagiotti, era anche presidente dell’ ANCI Toscano. La Sindaca dei Sindaci! Andiamo bene!

abbazia di montecassino cassino 350 260Ora, però, a me sorge un legittimo quesito: come mai le maggioranze e le opposizioni nei consigli comunali ci mettono così poco a sfiduciare sindaci che si danno da fare per far rispettare la legge, ma ci mettono una enormità di tempo per alzare la voce con quei sindaci che ungono a destra e a sinistra, scrivono su blog come il profeta Isaia, e agiscono facendo credere di essere a favore dell'umanità tutta, ma di fatto non muovendo una foglia che chi li manovra non voglia?
Questi sindaci, non ho capito bene perché, riescono a restare con il deretano ben saldo sul seggiolone da sindaco e anche a farsi rispettare e stimare. Cose ben strane accadono nel nostro cosiddetto bel paese.
E in questo momento la mia mente si sposta un po' più a nord della Sicilia, in una terra che si chiama Ciociaria.
No, tranquilli. Qui la legge non arriverà mai.

La corruzione resterà legittima proprietaria tenendo saldamente bloccato lo sviluppo sia economico che culturale della provincia. Dormite pure sonni tranquilli. Qui i profeti non ci sono, a parte qualche blogger della parte bassa della provincia, che crede di essere proprio il Messia. Ma di certo ne è la reincarnazione, in formato commercializzato. Ad uso e consumo di chi gli chiede cosa, dove, quando scrivere. E soprattutto contro chi scrivere. Perché è questo che mi spaventa. La calunnia degli internauti da social.
Quanto sono avulsi dalla realtà tutti coloro che vivono in simbiosi con il proprio blog e i propri social network?
Lo sono in formato sempre più esponenziale. È chiaro che simili meccanismi rubano lo spazio alla vita reale. È evidente,però, che simili persone stanno dominando, con l’irrazionalità che automaticamente si sviluppa dal distacco dalla realtà, e stanno soprattutto condizionando le scelte dell'umanità tutta.
Si evince perciò che tali blogger pensano, magari con qualche aiutino, che se un sindaco deve “smammare” perché troppo scomodo e poco accomodante, si debba attivare una campagna contro di esso. La calunnia è un venticello….così dicono, ma questi blogger, per paura di restare intrappolati nella baraonda di venticelli che i social creano, pensano bene di creare un temporale, magari anche un uragano. Sanno bene, per grande esperienza, che la gente si farà travolgere in modo acritico. Contano proprio sulla passività intellettiva per consolidare le informazioni distorte.
Insomma distruggere la reputazione di chi è onestamente e consapevolmente dedito al proprio dovere è, oggigiorno, molto facile. Riformare la dignità di chi è onesto e viene ingiustamente attaccato è, di contro, di una difficoltà estrema. E allora che fare?
Io credo che l'unica soluzione sia mantenere ben saldo dentro di noi, ciò che si chiama “l'ombra di un ragionevole dubbio”. Solo quel “ragionevole dubbio” ci può far riflettere sul perché i tanti che detengono le redini del potere da decenni, si incattiviscano e tentino in tutti i modi di far affondare chi, da uomo di legge e delle istituzioni, tenta, con tenacia e dedizione, di riportare l'ordine, la civiltà, lo sviluppo sociale in un paese di anime morte. E chi vuole capire capisca. Chi non vuole capire è perché non ha seguito il filo logico dell'articolo.
10/08/2017

 

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

“Guardare tutti verso domani, non verso oggi”

opinioni 350 260di Daniela Mastracci - Cosa penso di D’Alema? Bersani? Pisapia? Cosa penso dell’esperienza del Brancaccio? L’idea è che prima o poi all’interno del PD rovesceranno i rapporti di forza? Che qualche esperto uomo politico capisca che Renzi porterebbe tutti a sbattere? E che perciò non conviene più stargli dietro? Quindi lo abbandonerebbero al suo personale fallimento politico e raddrizzerebbero il PD verso posizioni che lo risolleverebbero?
Io non so cosa accada dentro al PD. Non potrei esprimere né pregiudiziali verso questa speranzosa visione, né potrei sostenerla. Dico che il PD, esattamente come altri partiti di centro e di destra, non sono entro il mio orizzonte di pensiero. Sono qualcosa che non mi riguarda, perché ne avverto una distanza che me li rende estranei.
Detto questo, riservo le mie attenzioni e riflessioni al mio partito, Sinistra Italiana e, a quei partiti che sento affini per radicale critica antiliberista. Credo che il punto di convergenza stia qui.

Che mondo vogliamo?

Quale mondo vorremmo? Un mondo dove siano equità in distribuzione della ricchezza, in giustizia, amore per la cultura, attenzione e cura del paesaggio e dell’ambiente, pieno diritto alla salute, libertà di essere e poter essere. Ovvero un mondo ove al centro vi fosse il Valore essere umano. Ove non si rincorresse più il profitto, a scapito dell’essere umano e del mondo in cui tutti abitiamo. Ove non si metta a valore (cioè a costi e ricavi - ndr) tutti e tutti.
Questo mondo con l’uomo al centro è però esattamente l’opposto del mondo che stiamo vivendo: ciò che vale per questo mondo è il profitto, il denaro, le posizioni sociali di prestigio perché rese tali dalla ricchezza, dalla capacità economica. Se libertà c’è in questo mondo contemporaneo, è la libertà dei flussi finanziari che hanno assoggettato tutto al loro dominio. E’ una politica che li asseconda e che rende sempre più deboli i suoi avversari perché non ne vuole impaccio: ad essi, capitali finanziari, occorre lavoro, ma questo deve essere povero e ricattabile, pena una diminuzione dei profitti, perché appunto se ne richiederebbe la redistribuzione. Ciò che conta è invece l’accumulazione indiscussa, rispetto alla quale l’essere umano povero è strumento.
Quando sento le punte altissime ove si spinge l’accumulazione, in pochissime mani, nel contesto largo dell’intero mondo, io inorridisco: a me sembra una piramide indegna. Ove al vertice troviamo una manciata di uomini e mano a mano che scendiamo migliaia, milioni, miliardi di essere umani poveri che, qual vertice, sono costretti a tenere in piedi. Non rassomiglia forse alle piramidi sociali con cui vengono esemplificate le società antiche? Tutti i libri di storia sono pieni di queste piramidi. Oggi non è uguale a ieri se guardiamo da questa angolazione?

Occorre un rovesciamento

Allora cosa occorre se non un rovesciamento? Una battaglia contro tale ingiustizia? Allora le mezze misure, i posizionamenti, le rendite di posizione, le paure di non posizionarsi e perciò di restare fuori dai giochi, mi appaiono come ridicole. Un gesticolare e azzuffarsi per una briciola, e forse nemmeno quella.
Una volta ho scritto una riflessione sulla capacità di vedere le cose umane dall’alto, come da una sorta di scala che si alzi al di sopra delle nuvole e ancora più su: non sembrano ridicoli gli uomini visti da lassù? Si affannano per cosucce piccole piccole, ma non vedono all’orizzonte l’approssimarsi di uno tsunami che li polverizzerà tutti. Il loro sguardo fermo su piccole cosucce non permette loro di alzarlo a guardare oltre, a guardare le conseguenze nefaste che certe meschinità porteranno. Ecco, io vorrei che la politica guardasse fin laggiù, avesse il coraggio di non essere più di questo o quel politico, più di questo o quell’altro posticino assicurato, e vedesse oltre l’immediato presente.
E se la politica riuscisse a guardare oltre l’immediato presente forse capirebbe che sigle e siglette sono piccinerie che, anziché impattare i drammi, spostano attenzione ed energie, che andrebbero spese per vedere il problema e tentarne una coraggiosa soluzione.
Allora vedrei con favore l’unità della sinistra se portasse in quella direzione: tutti dovremmo avere il coraggio di andare oltre le posizioni che oggi abbiamo, chi ce le ha, e guardare tutti verso domani, non verso oggi. Interroghiamoci sulle conseguenze di lungo periodo, non soltanto su quelle di oggi e immediato domani. Interroghiamoci sul mondo che stiamo per lasciare. Su quello che stiamo lasciando ai nostri figli e nipoti. Se non facciamo così, non solo perderemo le elezioni, ma saremo complici delle ingiustizie perché non avremmo il necessario coraggio di affrontarle: occorre un radicale pensiero e altrettanto radicale agire, di contro e in faccia alle diseguaglianze che hanno prodotto una piramide che va rovesciata. A partire ciascuno dal proprio Paese. Ma poi con lo sguardo aperto e rivolto a tutti gli altri Paesi. La concentrazione della ricchezza e l’assoggettamento ad essa della politica vanno combattuti, e gli indugi, i piccoli timori elettoralistici, la ricorsa alle sommatorie di modestissime percentuali, ostacola questa battaglia.

"Vorrei punti di convergenza politica di lungo periodo"

Allora io auspicherei che la si smettesse di pensare a Tizio o a Caio, a chi dice cosa, oggi. Auspicherei che ci si sedesse attorno ad un tavolo (Sinistra Italiana, Possibile, Prc, Pci –ma dovrebbero almeno loro saper essere una cosa sola- associazioni, comitati, centri sociali, vertenze, cittadini pronti al servizio politico e chiunque senta di potercisi sedere) e a questo tavolo uscissero punti di convergenza politica di lungo periodo. Forse le mediazioni sono il sale della politica, però circoscrivere il terreno delle mediazioni stesse cosa è? Non è già mediazione politica?
Ecco, di quel terreno io non vedo essere parte quelle forze che stanno tentennando tra centro e destra, perché ritengo che quella piramide non vogliano combatterla, ma ne siano avvinti, tutto sommato facendone parte, a diverso titolo e misura, ma facendone parte.
E questo lo si vede se andiamo a scandagliare le classi sciali di appartenenza: non sono la parte debole e chi sta dalla parte debole, ma sono dalla parte forte del sistema, tesi quindi a mantenere deboli i deboli, a scacciarli, a eliminarli dalla visuale, ma mantenerli in vita perché servono così come sono.
(credo che la Flat tax possa essere un chiaro esempio di quali interessi voglia farsi portavoce l’attuale pd)
Se voglio abbattere un sistema iniquo e ingiusto, devo dire chiaro a me stessa, in primis, e a chi mi è vicino in questa battaglia, devo dire con chi sto e perché. Devo prendere una parte e portare avanti la battaglia in cui credo. Essa sarà frutto di mediazioni che ho già elaborato. E devo cercare chi, queste mediazioni altrettanto come me, le abbia già elaborate. C’è stato tempo per elaborarle, perciò tentarle adesso è già tardivo, a mio parere.

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

Ora, ritrovare il Lavoro e pensare a tutti i disoccupati di oggi e domani

Il lavoro prima di tuttoIgnazio Mazzoli - Attenti e concentrati, ma sereni. Proprio il comportamento di chi non vuole perdere una parola delle informazioni che ha atteso da tanto tempo. Per capirle e verificarle, anche.
Sono i disoccupati e in particolare quelli organizzati in Vertenza Frusinate Disoccupati Uniti ad affollare la saletta della Cisl in Via Marco Tullio Cicerone. 70 a Frosinone, che ospita la conferenza stampa di Cgil, Cisl, Uil e Ugl convocata a tambur battente ieri pomeriggio dopo la firma alla Regione Lazio dell’Accordo Quadro Ammorizzatori Sociali per l’Area di Crisi Complessa.
E’ presente una nutrita rappresentanza degli organi di stampa e d’informazione come nelle grandi occasioni. Notiamo anche la Consigliera regionale Daniela Bianchi.
Questo incontro deve essere proprio importante. Enrico Coppotelli, segretario generale della Cisl lo rende subito evidente: «ieri, con la Regione Lazio, abbiamo firmato il primo accordo in Italia, unico nel suo genere, che si regge sulla saldatura di politiche passive (di sostegno al reddito) a quelle attive per la ricollocazione al lavoro di chi l’ha perso, in questo caso attraverso tirocini extracurriculari. Ha un valore nazionale.»

La novità non è di poco conto visto che sulla contrapposizione fra le “due politiche” si è retta l’incomprensione e, addirittura, si è sviluppato il conflitto che rendeva impossibile l’ascolto da parte dell’Istituzione regionale delle sofferenze sociali in cui si trovavano e si trovano i 380.000 disoccupati del Lazio. È certamente un passaggio non di poco conto che apre forse nuove prospettive nella lotta al disagio sociale ed economico, non solo nel Lazio ma forse in Italia come tutti i sindacalisti hanno richiamato.

Sulle facce dei lavoratori e dei sindacalisti si legge anche molto realismo. Gabriele Stamegna dichiara che le misure illustrate oggi sono “terapia intensiva” e Enzo Valente della Ugl rammenta all’interlocutore politico (Consiglio regionale e partiti ndr) «non ci deve vedere come ostili. Occorre ridisegnare un nuovo modello di sviluppo se si vuol far rinascere una nuova amicizia fra territorio e imprese. È urgente proprio in questa area meridionale dove i territori di Frosinone e Latina tardano ancora ad agganciare la ripresa». (Purtroppo non sono in soli in Italia ndr)

L’occhio al domani era d’obbligo, perché, come è stato ripetutamente ricordato, quella annunciata oggi è solo una “boccata d’ossigeno” di 12 mesi, forse 24, ma senza alcuna certezza oggi, anzi è meglio non contarci. Anselmo Briganti della Cgil con molto realismo gela ogni distrazione: “la mobilità finirà”. Non solo, molto correttamente viene ricordato che non tutti saranno beneficiari dai tirocini, solo la firma del “patto di servizio” darà diritto al sostegno. Poi è necessaria l’iniziativa, indispensabile di comuni e imprenditori, da “0 a 1000 dipendenti, per dare senso e concreti risultati ai tirocini extracurriculari”.

 Ora, con determinazione, ritrovare il Lavoro e pensare a tutti i disoccupati di oggi e domani

Di fronte ad una platea smaliziata o meglio, ripetutamente delusa, passa come lieve onda sullo scoglio la sottolineatura che la Regione Lazio “ci ha messo del suo”, perché senza un’anticipazione di 21 milioni si sarebbe dovuta attendere la fine del 2017 per utilizzare le somme utili alla proroga della mobilità. Il mormorio è immediato: «e sai che sforzo, a fine d’anno, fra 5 mesi se li riprende!?!! La Giunta regionale non si smentisce mai.»
Le domande si potranno fare per via telematica attraverso i CAF di appartenenza dopo aver firmato il “patto di servizio” presso il Centro per l’impiego. Ci viene detto che questa pratica superan vecchi metodi “borbonici”. Speriamo che le novità siano anche trasparenti quanto serve.

È chiaro a tutti. È un panino. abbondante certo, ma un panino. Qui bisogna raggiungere le certezze di pranzi e cene per vivere. Briganti, torna su un tema che gli è caro, questo è: «un primo accordo in Italia, coerente e virtuoso. Riguarda una platea enorme. Ora, però, bisogna riprogettare questo territorio perché dopo la stagione della Cassa del Mezzogiorno c’è stato il vuoto progettuale e programmatico. Non solo industrializzazione nel senso più tradizionale del termine, ma saper utilizzare gli strumenti che già esistono: la Legge sui parchi non pensando solo a gestori privati. Programmare un ciclo dei rifiuti che nel riutilizzo trovi molte nuove occasioni di lavoro. Mentre si assicura una sopravvivenza anche per alcuni LSU e si dà un aiuto agli ultrasessantenni per arrivare alla pensione, bisogna immaginare e costruire il futuro anche utilizzando la “Riconversione delle aree produttive in Aree produttive ecologicamente attrezzate (APEA)”. A Cassino ci saranno molte assunzioni.»
Molto bene indicare prospettive anche se da costruire. Intanto entrare in Fca è molto complicato con Marchionne che sfugge a ogni negoziato con le istituzioni e con le quali mai si è incontrato se non per le cerimonie come è già avvenuto in passato con la Regione Lazio e con il Governo. FCA, uno stato nella Stato.
Come sono sembrati lontani, stamattina, gli anni e i mesi dell’ostracismo come in particolare fu il 2015. Sindacati mai presenti alle riunioni del tavolo InterIstituzionale convocato dal Presidente della Provincia Antonio Pompeo e concordato con i disoccupati. L’agosto e il settembre di quell’anno con le promesse d’incontri andate a vuoto fino al quello del 23 settembre in cui la Regione per bocca dell’Assessora Lucia Valente lasciò balenare la possibilità di una proposta di legge per un Reddito minimo mai venuta alla luce. Ora Vertenza Frusinate e alcuni partiti: Sinistra italiana, Possibile, PRC e PCI nelle prossime settimane avvieranno la raccolta di firme per presentare e sostenere la loro proposta d’iniziativa popolare.

 

Recuperato il dialogo con i sindacati si rilancia una nuova dialettica sociale, indispensabile ad affrontare e risolvere le criticità che dalla Giunta Polverini si sono aggiunte a quelle create della maggioranza Zingaretti per il lavoro, la sanità, l’acqua, pubblica e l’ambiente. Il frusinate ne è l’esempio per eccellenza.
Un promemoria ai sindacati. Il 28 maggio a Ceccano fu dichiarato che fra gli impegni prioritari dei sindacati avrebbe dovuto esserci quello verso i disoccupati. Lo affermò il Segretario della Cisl Enrico Coppotelli, nel concludere la cerimonia del cinquantenario dell’assassinio di Luigi Mastrogiacomo, operaio del saponificio Annunziata.
Da qui vogliamo far conoscere una richiesta che viene da questo popolo di senza lavoro: i Sindacati si doteranno di una struttura permanente che organizzi queste genti? La disoccupazione richiede un’attenzione quotidiana e specifica alla ricerca di ogni misura di sopravvivenza perché ormai la mancanza di occupazione lavorativa è cronica. Tutte le statistiche mondiali segnalano questo fenomeno in crescita prodotto dalla tenaglia congiunta dell’automazione avanzante e dalla disoccupazione organica voluta dalle scelte liberiste per tenere bassi i salari.

18 luglio 2017

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici