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Azioni programmate per la bonifica del SIN del bacino del fiume Sacco

Anagni-protesta contro marangoniLe giornate del 20 e 21 dicembre hanno visto svolgersi due importanti iniziative per l'ambiente della Valle del Sacco. Il giovedì 20 nella Sala del Consiglio Provinciale, per iniziativa dell'Assessora all'Ambiente del Comune di Ceprano Elisa Guerriero, ha preso vita un confronto fra i rappresentanti dell’Ambientalismo, di 9 Comuni e i tecnici della Regione Lazio e Ministero dell’Ambiente che è sembrato essere promettente.

Il venerdì 21 a Roma presso la Camera dei Deputati si è tenuta la conferenza stampa per la presentazione della mozione con prima firmataria la deputata Rossella Muroni che dichiara l'intento di «Portare in Parlamento, per sostenerle, le vertenze territoriali che ho incontrato in tanti anni di impegno con Legambiente. Nasce anche così la mozione a mia prima firma per la tutela della Valle del Sacco. Un atto ispirato dalle richieste di comitati e associazioni locali e dal segretario regionale di Sinistra Italiana Marco Maddalena con cui insieme ai colleghi Fornaro, Epifani, Occhionero, Rostan e Fassina chiediamo al governo un impegno forte per il risanamento ambientale e la tutela della salute dei cittadini».

 

UNOeTRE.it ha ritenuto utile che tutti i lettori possano tenere presente e sotto controllo il calendario delle iniziative concordate per arrivaree alla bonifica delle arre della Valle del Sacco

 L’Ingegner Elisa Guerriero* ci ha aiutato in questo intento realizzando un riepilogo delle azioni programmate per l’iter della bonifica del SIN del bacino del fiume Sacco.

 

TabellaProcedureBonificaSINbacinodelSacco

 

Pagina correlata Angelino Loffredi intervista Elisa Guerriro

*Elisa Guerriero

*Ingegnere ambientale, abilitata alla professione Albo Civile e
Ambientale nell'ordine degli Ingegneri di Frosinone.
Fra molte attività svolge anche quelle dì consulenza per enti pubblici e privati su tutte le tematiche ambientali e di sistemi integrati di raccolta differenziata.
E' Ricercatrice in ambito ambientale, Verificatrice dell'ambiente e esperta nello sviluppo sostenibile.

 

 

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L'Ingegnere Elisa Guerriero intervistata da UNOeTRE.it

ElisaGuerriero 260h minAngelino Loffredi intervista (nel video) l'Assessora all'Ambiente del Comune di Ceprano, Ingegnere Elisa Guerriero*, sui tempi  e le procedure per la bonifica del SIN (Sito di Interesse Nazionale) Valle del Sacco, alla luce della riunione di 9 Sindaci ciociari con gli esperti del Ministero dell'Ambiente svolta il 20 dicembre a Frosionone nell'Aula consigliare dell'Amministrazione Provicnciale.

 

 

 

 

 

Elisa Guerriero

*Ingegnere ambientale, abilitata alla professione Albo Civile e
Ambientale nell'ordine degli Ingegneri di Frosinone.
Fra molte attività svolge anche quelle dì consulenza per enti pubblici e privati su tutte le tematiche ambientali e di sistemi integrati di raccolta differenziata.
E' Ricercatrice in ambito ambientale, Verificatrice dell'ambiente e esperta nello sviluppo sostenibile.

 

pagina correlata Riepilogo delle azioni programmate per l’iter della bonifica del SIN del bacino del fiume Sacco

 

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Riunione del tavolo dei sindaci per la Valle del Sacco

legambienteLazio 350 260SIN Valle del Sacco - Riunione del tavolo dei sindaci, presso il palazzo dell'amministrazione Provinciale di Frosinone.

La riunione del Coordinamento dei Sindaci della Valle del Sacco, che ha avuto luogo questa mattina a Frosinone, ci ha visto partecipare come soggetto portatore di interesse invitato ufficialmente.
Alla riunione erano presenti il MATTM, con il Capo della Segreteria Tecnica del Ministro, dott. Tullio Berlenghi, ed altri funzionari competenti per il SIN, la Regione Lazio, con il dott. Eugenio Monaco, responsabile delle Bonifiche, molte amministrazioni Comunali della Valle del Sacco (ricordiamo, tra le altre, Colleferro, Paliano, Morolo, Ferentino, Patrica, Ceccano, Ceprano, Pastena), molte associazioni di cittadini.

Questi i punti principali:
- il dott. Monaco ha ripercorso la storia del SIN, con i vari passaggi che hanno portato alla attuale perimetrazione, formalizzata con D.M. 22/11/2016 e ha comunicato che sono disponibili 53.6 milioni di Euro per le bonifiche, così ripartiti:
-10 milioni di Euro stanziati dalla Legge 208/2015;
-11 milioni di Euro residuo gestione commissariale del SIN;
-16,3 milioni dai fondi comunitari assegnati alla Regione Lazio
-16,3 milioni di Euro di fondi comunitari assegnati al MATTM

- il dott Berlenghi conferma l'impegno del Ministero a condividere con le amministrazioni e le associazioni di cittadini la bozza dell’Accordo di Programma per i primi interventi urgenti di bonifica, come individuati da ISPRA sulla base della documentazione fornita dalle amministrazioni; l'obiettivo è di formalizzare e rendere effettivo l'accordo di programma entro la fine di Gennaio 2019. Per il comune di Anagni l'intervento individuato come prioritario è la bonifica dell'area della Ex Polveriera.

- l'ing. Elisa Guerriero, assessore ambiente del comune di Ceprano, a nome del Tavolo di Sindaci, ha sollecitato il Ministero per la approvazione del Protocollo per gli interventi edilizi e di altra natura ricadenti nel perimetro del SIN, di estremo interesse per cittadini ed imprese. Il MATTM si impegna a emanarlo entro fine gennaio 2019, seguito entro la metà dell'anno dall'altrettanto fondamentale normativa per la caratterizzazione delle aree agricole.

Come associazione, continueremo a seguire le iniziative del Tavolo dei Sindaci per l'ambiente per la Valle del Sacco, che riconosciamo come l'unico serio tavolo di confronto tra le amministrazioni locali e le istituzioni superiori. La battaglia per la bonifica della valle deve essere caratterizzata dal perseguimento del bene comune, a prescindere dal colore politico delle diverse amministrazioni.
20/12/2018
___
Rita Ambrosino
Segreteria Regionale Legambiente Lazio
Presidente Circolo Legambiente Anagni

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Valle del Sacco, parla il Sindaco Caligiore

scarichi valle del SaccoValentino Bettinelli intervista il Sindaco di Ceccano, Roberto Caligiore - La questione della Valle del Sacco rappresenta una ferita aperta per l’intera ciociaria. Un taglio netto nel tessuto vitale di un’area che si estende da Colleferro a Ceprano, provocato dall’incessante corso di un fiume, il Sacco, che porta con sé sostanze inquinanti e gravi problemi legati alla salute.
Nella mattina di venerdì 21 dicembre abbiamo raccolto le parole di Roberto Caligiore, Sindaco di Ceccano, comune simbolo del problema Valle del Sacco. Al primo cittadino abbiamo posto tre domande:

La qualità delle acque del fiume Sacco è nel livello più basso della scala di valori. Come giudica questa condizione e qual è, a suo giudizio, la causa. Come sono sanzionate le infrazioni delle aziende che sversano nel fiume?
La situazione di Ceccano proviene da una storia industriale molto lunga. Non bisogna dimenticare la presenza di aziende come la “Snia”, il saponificio “Annunziata”, la “Viscolube”. Abbiamo, inoltre, sul nostro territorio la discarica di Via Anime Sante e il depuratore del Consorzio ASI. L’inquinamento di acque e suolo circostante è dunque il risultato di anni di industrializzazione poco sostenibile a livello ambientale nell’intera zona della Valle del Sacco, partendo da Colleferro e Anagni, passando per Ceccano e arrivando fino a Ceprano. Proprio ieri (20 dicembre 2018), nell’incontro in Provincia con i funzionari del Ministero, si è discusso, nello specifico con il Dott. Berlenghi (Capo della Sezione Tecnica del Ministro Costa), di un piano sostenibile a livello ambientale di riqualificazione industriale dell’intera area. Non c’è da confondere però lo sviluppo con l’incontrollata attività criminosa di chi continua a bypassare i meccanismi di depurazione dei rifiuti di risulta delle lavorazioni industriali. È dunque compito del Comune segnalare alle autorità competenti tali situazioni, al fine di sensibilizzare le istituzioni al controllo.

Come migliorare la gestione dei rifiuti solidi urbani negli impianti di Colfelice, Roccasecca e San Vittore. Come si può dunque procedere per impedire il sovraccarico di rifiuti conferiti nei siti gestiti da Saf, Mad e Acea Ambiente?
La questione del trattamento dei rifiuti è un altro tassello importante nel quadro dell’inquinamento del SIN della Valle del Sacco. Molte aziende continuano a lavorare sullo smaltimento dei rifiuti sul nostro territorio. Emblematico il caso della “Tecnofusti Sud” alla quale era stato permesso, da parte della Regione Lazio, il trattamento di altre 60 sostanze nocive. Concessione poi revocata dalla stessa Regione a seguito di indagini e tavoli tecnici ad hoc. Proprio la Tecnofusti, attraverso un sistema di deviazione degli scarichi, aggirava il depuratore, scaricando direttamente nel corso del fiume.
Il problema Saf è complesso, in quanto gli azionisti dell’azienda sono i Sindaci. Per le votazioni però, non esiste una quota ponderata, per cui vige la regola dell’uno vale uno. Il Comune di Ceccano ha votato negativamente all’ipotesi di ingresso di rifiuti provenienti dal Comune di Roma, in quanto ha valutato questa mossa come una strategia per ripianare politicamente i bilanci della società.

Unificare l’azione civica è una condizione necessaria per raggiungere risultati tangibili. Come pensa di perseguire la realizzazione di questo obiettivo di unità delle compagini di cittadini che si stanno mobilitando?
A mio parere la libertà di espressione è sacrosanta e va assecondata piuttosto che guidata. La guida presuppone un condizionamento che andrebbe a limitare la libertà stessa. Credo che la forza dei comitati sia proprio questa grande e autonoma libertà. Come Sindaco e uomo delle istituzioni offrirò sempre la mia completa disponibilità a partecipare ad eventi o manifestazioni che servano a sensibilizzare i poteri trasversali e mantenere alta l’attenzione su un problema che sta completamente attanagliando un’intera valle.

 

 

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Presentata la mozione "Muroni" per la Valle del Sacco

inquinamento acqua 350 260di Laura Genga - Valle del Sacco – On. Rossella Muroni (LeU): «il Governo si impegni per le bonifiche e per una moratoria su conferimenti rifiuti extra-ato e nuove discariche a tutela di salute e ambiente». Una dichiarazione di Gianmarco Capogna*  Il video della Confernza stampa

 

«Portare in Parlamento, per sostenerle, le vertenze territoriali che ho incontrato in tanti anni di impegno con Legambiente. Nasce anche così la mozione a mia prima firma per la tutela della Valle del Sacco. Un atto ispirato dalle richieste di comitati e associazioni locali e dal segretario regionale di Sinistra Italiana Marco Maddalena con cui insieme ai colleghi Fornaro, Epifani, Occhionero, Rostan e Fassina chiediamo al governo un impegno forte per il risanamento ambientale e la tutela della salute dei cittadini.

La Valle de Sacco infatti è un territorio che già pagato i costi ambientali e sociali di un’idea di sviluppo vecchia e merita di poter investire sulle sue vocazioni e su uno sviluppo equo, inclusivo e sostenibile».

Lo afferma la deputata LeU Rossella Muroni presentando in conferenza stampa la mozione a sua prima firma a tutela della Valle del Sacco insieme al segretario regionale di SI Marco Maddalena, alla prof.ssa Margherita Eufemi dell’Università La Sapienza, ad Alessandro Coltré di Rifiutiamoli e ad alcune associazioni della Valle del Sacco.

«Diversi i fenomeni all’origine di quello che lo stesso Ministero dell’Ambiente, nel decreto di definizione del nuovo perimetro del SIN Bacino del fiume Sacco, chiama un grave inquinamento ambientale di una vasta area a cavallo tra le province di Roma e Frosinone e lungo tutta l’asta fluviale – prosegue la Muroni -. Da una parte le 121 discariche di rifiuti solidi urbani nel territorio della provincia di Frosinone, per molte delle quali al 2016 non era conclusa ancora la bonifica. Dall’altra la contaminazione legata allo sversamento abusivo di sostanze pericolose di origine industriale, a un sistema di collettamento e depurazione non idoneo e allo smaltimento illecito di rifiuti industriali e pericolosi. Sversamenti che sarebbero all’origine della schiuma densa e bianca che spesso copre lunghi tratti di fiume, come accaduto nella notte del 30 ottobre nei pressi di Ceccano e denunciato da comitati, associazioni e cittadini. E se non bastasse tutto questo, nella zona vengono superati troppo spesso anche i limiti delle polveri sottili.

Secondo la stessa Regione Lazio nella Valle del Sacco la compromissione delle matrici ambientali suolo, acqua e aria ha avuto indubbie ricadute sullo stato di salute della popolazione. Ricadute di cui ci può testimoniare la professoressa Eufemi dell’Univesità La Sapienza, impegnata in uno studio sul lindano, l’insetticida ampiamente usato in agricoltura fino ai primi anni duemila quando venne vietato dalla Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti, tra la popolazione di questo territorio».

«Per la Valle del Sacco e per i suoi cittadini - spiega la Muroni - va recuperato il ritardo sul fronte delle bonifiche, vanno individuate tutte le fonti di inquinamento, scarichi abusivi compresi, e non vanno aggiunti fattori di ulteriore pressione ambientale. Questo territorio deve essere messo in condizione di recuperare le sue vocazioni artigiane, agricole e turistiche. Preoccupa ogni ipotesi di utilizzare gli impianti per il trattamento dei rifiuti di questa provincia per accogliere la frazione indifferenziata dei rifiuti urbani di Roma, nonché per soddisfarne il bisogno di smaltimento in discarica e di impiego di Cdr.

Vista l’urgenza ambientale e sanitaria della Valle del Sacco – conclude Rossella Muroni - la mozione che oggi presentiamo impegna il governo a una moratoria del conferimento dei rifiuti destinati all’incenerimento e alla discarica in Provincia di Frosinone provenienti da altri ATO e a fermare le procedure per l’apertura di nuovi impianti impattanti dal punto di vista ambientale e di nuove discariche nella Valle del Sacco. All’esecutivo si chiede anche un impegno sul fronte del censimento e del monitoraggio di tutti i siti compromessi e delle bonifiche».

Una dichiarazione di Gianmarco Capogna - “La bonifica non è un traguardo ma l’inizio di una nuova visione per questo territorio – ha affermato Gianmarco Capogna, membro del Comitato Scientifico nazionale di Possibile, presente alla conferenza – La Valle del Sacco e tutta l’area del Lazio a Sud della Capitale ha bisogno di una nuova speranza che passa dalla bonifica, dalla messa in sicurezza del territorio e da un modello di sviluppo completamente diverso fondato su rispetto ambientale ed ecologia elementi con i quali sono certo si possa contrastare non solo la deriva ambientale e sanitaria ma anche impattare il fenomeno della forte disoccupazione e lo spopolamento in particolare tra le nuove generazioni che in questi anni si sono formate con grande qualità sul risanamento di zone a rischio come la nostra. Proprio per questo a breve proveremo a convocare amministratori e associazioni ad un tavolo di confronto operativo per mettere insieme le proposte già esistenti e rilanciare un nuovo piano verde a tutto campo per la nostra Valle”.

 ll video della Presentazione

 

In allegato si trasmette il testo della mozione e il link da cui scaricare la presentazione della prof.ssa Margherita Eufemi, PhD Department of Biochemical Sciences "A. Rossi Fanelli" Sapienza - University of Rome, relativa ai suoi studi sul lindano

https://wetransfer.com/downloads/8ed627fc9ea33f603d0bd30805bc5ba920181221143601/fcf201a50af0001c8351fc87580a171220181221143601/2064c8

 

Scarica dal link che segue il testo della mozione 

Files:
Mozione per la Valle del Sacco
(0 voti)
Autore Rossella Muroni Data 2018-12-21 Dimensioni del File 130.21 KB Download 6 Scarica

 

 

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Per la bonifica della Valle del Sacco: novità del 20 dicembre '18

marangoni protesta 350 260 mindi Angelino Loffredi - Il confronto tenuto questa mattina (20 dicembre 2018) nella Sala del Consiglio Provinciale fra i rappresentanti dell’Ambientalismo, dei Comuni e i tecnici della Regione Lazio e Ministero dell’Ambiente è sembrato essere promettente.
Il merito va riconosciuto a Elisa Guerriero, assessore all’ambiente del Comune di Ceprano, organizzatrice a nome del coordinamento dei sindaci, della iniziativa tanto attesa. La Guerriero infatti ha diretto l’incontro con mano decisa e competenza, stroncando inutili liturgie, lunghi e fastidiosi interventi, eliminando passerelle varie. Necessari altresì i suoi richiami a non discutere su tutto ma a circoscrivere la discussione ad un solo tema: Bonifica Valle del Sacco. La discussione pertanto non si è focalizzata sulle acque superficiali, sugli sversamenti abusivi e nemmeno sul pessimo funzionamento dei depuratori.

Il dato che merita essere riportato riguarda il fatto che la crescita del grande Movimento di lotta ha ottenuto un risultato: contenere gli antagonismi e la corsa alle primogeniture, spingere tutti ad un esame rigoroso dei temi. Un incontro, anche se tante questioni restano da verificare, privo d’insulti e argomenti generici.

Gli interventi dei rappresentanti delle associazioni e dei sindaci (quasi tutti presenti) ha sollecitato i tecnici regionali e ministeriali a dare risposte precise.

Il dato importantissimo riguarda il fatto che per la Bonifica il Ministero conferma la messa a disposizione la somma di oltre 56 milioni di euro. Tale impegno riguarda le bonifiche, individuate dall’ISPRA, dei siti di:

- ex Olivieri, ex Vita Mayer, ex Europress, in territorio di Ceprano;
- Ex discarica comunale di Via Anime Sante, ex BPD- Snia, in territorio di Ceccano;
- Ex polveriera di Anagni;
- Ex cartiera di Ferentino;
- Discarica di via Lame Frosinone.

Berlenghi, rappresentante del Ministero dell’Ambiente, ha annunciato che entro gennaio 2019 a tale proposito verrà fatta circolare la bozza dell’Accordo di Programma con la Regione, l’avvio dell’indagine epidiemologica, la realizzazione di una piattaforma web per acquisire i dati legati alle analisi delle acque del fiume e del territorio.

Rimangono aperte, perché non oggetto di discussione, le altre importanti questioni legate agli sversamenti abusivi industriali e civili nel Sacco, al pretrattamento dei reflui che ogni industria deve fare prima dell’immissione nell’impianto ASI di Ceccano, infine il buon funzionamento di quest’ultimo.

L’importante è non smobilitare, verificare gli impegni, mantenere un continuo rapporto con il Movimento, conoscere di più, dare risposte concrete.

 

 

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'Salute e stili di vita nella Valle del Sacco'

Sanità GiovaniMediciFrosinone 350 260 minEppur si muove: continua la valutazione del territorio da parte del gruppo GMF - Il 7 agosto 2018 il nutrito gruppo di medici ciociari ha dato il via ad un’imponente raccolta dati sul territorio di tutti e 91 i comuni della provincia di Frosinone. L’intervista “Salute e stili di vita nella Valle del Sacco” cercherà di mettere a confronto determinanti ambientali e comportamenti legati al proprio stile di vita per quanto riguarda la genesi di patologia tumorale.

In circa 40 giorni sono 2000 le interviste validate (una media costante di 50 soggetti al giorno) raccolte sia tramite mezzo informatico che cartaceo, di queste ricordiamo che:

● Il 25% circa degli intervistati appartiene al territorio di Ceccano (che raggiunge il valore statistico per uno studio significativo)

● Con quasi 300 interviste per comune Castro dei Volsci e Pofi raggiungono il valore statisticamente significativo per il loro territorio

● Segue il capoluogo ciociaro con circa il 9% degli intervistati sul totale

● Al momento hanno partecipato allo studio, seppur con valori differenti, circa il 65% dei comuni della provincia

Il questionario rimarrà attivo fino a fine anno, dopodiché inizierà la fase di analisi e valutazione dei risultati. Se vogliamo cambiare le cose abbiamo bisogno di studiare e stadiare il territorio in cui viviamo, Sarà importante avvicinare la popolazione il più possibile così da poter formare sempre un numero maggiore di abitanti alla logica della prevenzione attiva e dei giusti comportamenti da attuare per un virtuoso stile di vita.

Qui il link per partecipare allo studio: https://goo.gl/forms/UlBAZC4LkqOJauXI3

Contatto: Damiano Pizzuti - 3401711030 -

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Una poesia collettiva in difesa del fiume Sacco e della sua valle

Il fiume Sacco a Ceccanodi Anna Elisa De Santis - Il fiume Sacco è nelle condizioni attuali di grave degrado ambientale, non per caso né per destino avverso.
L'incedere aggressivo di chi inquina sposta l'equilibrio della valle sempre più nell'orbita di interessi esclusivi a svantaggio di popolazioni, ambiente e cultura.
Cultura che, nell'aggressività corrente, resta marginalizzata nel suo anelito a condizioni umane basate sulla dignità e il rispetto.
Rispetto anche per il paesaggio e la libertà di vivere in un territorio di rara bellezza naturale.
Il fiume, che nonostante tutto vive, è nella coscienza di chi con esso convive. Popolazioni, turisti, viaggiatori.
Ha una forza ancora ben visibile allo sguardo, nonostante tutto. Forza antica. È esso stesso una poetica manifestazione della natura, che nessuna incuria o calcolo indicibile potrà declassare.
Questa è la realtà immateriale del fiume, insieme alla sua incolpevole sofferenza, che traspare a giorni, da chiazze, strie, viraggi anomali. Sofferenza ormai da troppo tempo della salute e del benessere per gli abitanti e le altre specie viventi, gli animali del fiume, i pesci, le piante, i fiori.
Ad essa possiamo dare voce, parlando nella forma semplice della poesia, che dal profondo di ogni uomo trae origine, dal suo essere parte dell'ecosistema, di cui cerchiamo incessantemente di avere cura, nel nostro Paese e in molte parti del mondo, con ricerche, studi. Leggi, regole che tuttavia hanno la forza che noi destinatari riconosciamo a queste stesse leggi, regole, principi. Noi cittadini, noi imprese, noi comunità, noi Stato in ogni sua espressione.
Dare voce al fiume Sacco, esso stesso poesia, perché non ci rassegniamo e anzi ancora di più amiamo, questo tratto d'acqua fragile che ci appartiene, almeno quanto gli apparteniamo.
Da questa appartenenza al territorio che tanto deve al fiume nella sua storia di cui siamo minima parte, deriva la volontà che personalmente mi ha spinta a proporre di scrivere insieme, abitanti e conoscenti, amici del fiume Sacco e della sua valle, una poesia collettiva. Ne ho scritto l'incipit, la poesia "Acqua dolce".
La rivista Unoetre.it ha dato la sua disponibilità a raccogliere il materiale che arriverà al suo indirizzo .
Sarà, per tutti coloro che contribuiranno a realizzarla sotto ogni aspetto, un'azione culturale di cura del fiume, volontaria, gratuita e civile.

 

Cliccare sul link che segue per andare alla poesie di "Acqua dolce" già raccolte  https://www.unoetre.it/creativita/poesie/itemlist/category/210-acqua-dolce.html

 

 

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Valle del Sacco: Si all'avvio del Programma di Valutazione Epidemiologica

valle del sacco 350da Civis - Il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato la mozione per l’avvio del Programma di Valutazione Epidemiologica sulla Valle del Sacco

Il Consiglio Regionale, nella seduta del 20 Giugno 2018, ha approvato la mozione presentata dai Consiglieri Barillari, Lombardi, Porrello, Cacciatore, Marcelli, Pernarella e De Vito del Movimento 5 Stelle che, con il primo punto, impegna il Presidente Zingaretti, l’Assessore alla Sanità D'Amato e la Giunta Regionale, all’attuazione di quanto previsto dalla DGR 228/2017, ovvero ad avviare finalmente il Programma di Valutazione sulla popolazione residente nel territorio del SIN Valle del Sacco, elaborato dal DEP Lazio.

Le associazioni firmatarie del comunicato sono soddisfatte di questo primo intervento del Consiglio regionale: gli organi politici della Regione hanno fatto la loro parte ma il territorio sconta un ritardo di anni e terrà alta l'attenzione per verificarne la reale attuazione del Programma.

Ora spetta agli uffici ed agli assessori concretizzare l’impegno assunto ieri: non ci sono più alibi, scusanti o motivi per ritardare ancora l’avvio del Programma che costituisce uno strumento importante poiché “gli esiti sanitari (in primis mortalità, malattie cardiovascolari e respiratorie) saranno studiati in relazione all’esposizione alla residenza. Verrà ricostruita la storia residenziale e ogni indirizzo di residenza verrà georeferenziato”.
Il Programma, perciò, non riguarda solo lo studio di possibili tumori ma tutta un’altra serie di patologie legate allo stato delle matrici ambientali nella Valle del Sacco, i cui risultati sono strategici anche per la pianificazione e l’attuazione di misure contro l’inquinamento atmosferico, la depurazione delle acque e l’uso dei suoli.

Come già reso noto dalle associazioni, nonostante l’iniziativa sia stata finanziata nel bilancio regionale del 2017 e 2018, di recente approvazione, le risorse di 960.000 € non sono mai state trasferite al DEP Lazio per avviare lo Studio Epidemiologico ed il Programma che è rimasto, fino ad ora, solo sulla carta.
Le associazioni Civis, Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone, ATES di S.Elia Fiumerapido, Comitato La Rinascita di Patrica, Movimento Civico Paliano e Comitato A difesa dell’Ospedale di Colleferro, nel novembre 2017 hanno inoltrato agli uffici regionali una formale diffida ad adempiere, senza alcun esito.Civis Ferentino min

Ora, a seguito dell’approvazione della mozione del Consiglio Regionale le associazioni attendono un segnale concreto di avvio del Programma, in tempi brevi, da parte dell’Amministrazione regionale.
In caso di ulteriori ritardi e inadempienze le associazioni sono pronte a dare avvio all’azione giudiziaria.
Il ricorso al TAR per imporre alla Regione Lazio l’adempimento ai suoi obblighi è pronto e se necessario si ricorrerà a tutti gli strumenti previsti dalla legge per individuare eventuali responsabilità amministrative.

E segnaliamo che il Registro Tumori - altra iniziativa fondamentale di prevenzione, pur essendo dotato di tutti gli strumenti amministrativi e finanziari, non è ancora attivo nella nostra Provincia, unica a non avere ancora adempiuto alle indicazioni regionali.
Rivolgeremo la nostra attenzione all’operato della ASL di Frosinone e dei suoi dirigenti.

Tutti i documenti sono pubblicati sul sito www.civisferentino.eu


Ferentino, lì 22 Giugno 2018

CIVIS, Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone, ATES di S.Elia Fiumerapido, Comitato La Rinascita di Patrica, Movimento Civico Paliano, Comitato A difesa dell’Ospedale di Colleferro.

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Le dimenticanze di Zingaretti: Valle del Sacco e questione idrica

valle del sacco 350Comitato residenti Colleferro - Consiglio Regionale Lazio: priorità il risanamento ambientale della valle del Sacco

Nicola Zingaretti, riconfermato Presidente della Regione Lazio, ha recentemente indicato i 10 punti fondamentali dell’azione di governo per i prossimi anni. Tra questi non c’è il risanamento ambientale della Valle del Sacco (e la questione idrica).

Eppure, il territorio che va da Colleferro a Ceprano, che si estende lungo tutta l’asta fluviale del fiume Sacco, comprende più di 30 Comuni per oltre 200.000 abitanti, con una serie di “emergenze” ambientali e sanitarie, ormai strutturali, da sempre trascurate e che sembra continueranno ad esserlo.

Tutte e tre le matrici ambientali –acqua, aria, suolo - risultano in uno stato di grave degrado.

La qualità delle acque del bacino del Sacco è allo stato di “pessimo” o “scarso”, i gradini più bassi della scala di valutazione europea. A gennaio l’ISPRA ha rilevato, per l’ennesima volta, livelli inaccettabili di concentrazione del HCH (esaclorocicloesano) nelle acque del fiume, e ha denunciato la presenza di fonti di contaminazione attive dopo oltre 20 dalla prima dichiarazione di emergenza.
E quali provvedimenti sono stati adottati a tutela della salute della popolazione? Nessuno!
La valle del Sacco è sotto procedura d’infrazione in sede comunitaria per la mancata depurazione di reflui civili ed industriali; basti pensare che il depuratore che dovrebbe servire l’area industriale di Anagni, dopo un lustro ed oltre 20 milioni di € spesi è ancora inattivo, nonostante rassicurazioni, protocolli d’intesa ed impegni formali di tutte le Amministrazioni coinvolte: gli scarichi di più di 100 attività industriali e di circa 10.000 abitanti finiscono nel Sacco senza adeguata depurazione.

La recente Relazione di Arpa Lazio (Determina 28.32018, n. G03901) ha riconfermato che in tutti Comuni della valle del Sacco la qualità dell’aria è in classe 1, la peggiore, con l’obbligo per le Amministrazioni di adottare provvedimenti urgenti a tutela della salute dei cittadini.
A parte l’adozione - sulla carta - di Piani d’Intervento Operativo da parte dei Comuni, nessuna misura è stata avviata per interventi strutturali volti al risanamento della qualità dell’aria. La maggior parte delle risorse regionali sono state indirizzate su Roma Capitale, lasciando la valle alla mercè della Commissione Europea, che non solo ha avviato da tempo una procedura d’infrazione ma sta per comminare una pesantissima sanzione, che ricadrà sulle nostre tasche.
Le conseguenze sanitarie dell’inquinamento atmosferico si manifestano con esiti che non è esagerato definire drammatici, esiti del tutto ignorati dagli enti preposti alla difesa della salute pubblica.

La nuova perimetrazione del SIN Bacino del fiume Sacco approvata a novembre 2016 ha definitivamente sancito, con apposito divieto, la grave compromissione di estese parti del territorio; basti pensare a tutte le fasce ripariali, per 100 metri dagli argini del Sacco e per tutta la sua lunghezza. Il divieto tuttora vigente viene fatto rispettare?
I siti da bonificare, fra quelli inseriti nel SIN e quelli “esterni”, sono oltre 300, come ha dichiarato il Prefetto di Frosinone nell’audizione avanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti svolta nella precedente legislatura.
Il Piano delle bonifiche della Regione Lazio risale al 2012 e non è mai stato aggiornato.
Le risorse necessarie per le bonifiche, notevolissime, sono stimate in oltre 150 milioni di €.

Inoltre, le questioni relative alla gestione del ciclo dei rifiuti da decenni pendono come una spada di Damocle sulle teste dei cittadini della valle del Sacco.
E’ vero che nell’agenda politica del Presidente Zingaretti, tra le 10 azioni prioritarie, c’è la definizione del nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti, ma troppe sono le opacità e le incertezze sugli indirizzi e le azioni che l’Amministrazione intende attuare: finora solo titoli generici, come il richiamo all’economia circolare e la revisione dell’impiantistica ma, in concreto, quali saranno in sintesi i contenuti del nuovo Piano?

Il Piano Rifiuti risale al 2012 e il 31.12.2017 è scaduto il termine per la sua revisione; fin dal 2013 l’Amministrazione regionale aveva avviato il procedimento per la definizione del nuovo fabbisogno impiantistico, vero nodo centrale: quanti impianti, quali e dove collocarli.
Solo nel 2016 con la “famigerata” DGR n.199 la Regione ha indicato il quadro del fabbisogno impiantistico in modo assai deludente: nuove volumetrie di discarica, revamping degli inceneritori di Colleferro, potenziamento dei TMB (impianti di trattamento meccanico biologico).
Insomma, la vecchia, vecchissima, obsoleta gestione del ciclo dei rifiuti, altro che economia circolare!
Dell’anarchia del settore ne ha fatto le spese il nostro territorio che supplisce con gli impianti già esistenti alle deficienze del resto della Regione, mentre nel corso degli ultimi anni si è aperta una vera e propria gara per collocare nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti nella valle del Sacco, impianti ad elevato impatto ambientale, non sostenibile dall’attuale situazione, così come descritta.
All’ignavia degli amministratori pubblici e dei rappresentati politici hanno risposto solo i comitati e le associazioni di cittadini con tutto lo spettro delle azioni possibili, dalla mobilitazione popolare, all’intervento nei procedimenti autorizzativi, ai ricorsi al TAR; ne dà persino conto la Relazione finale della già citata Commissione Parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti:
“In questo contesto l’attenzione posta dalla Commissione alla posizione di comitati e associazioni ambientaliste ha fornito il riscontro di una situazione in cui la percezione della mancanza di un quadro di riferimento programmatico da parte dei poteri pubblici genera sfiducia e la sensazione della necessità di attivarsi con interventi diretti come spinte esterne rispetto alla ritenuta inerzia dei soggetti istituzionalmente competenti”.

Più volte comitati e associazioni hanno chiesto, inascoltate, la moratoria per la valle del Sacco, in attesa della definizione del nuovo Piano Rifiuti che la Regione non ha ancora presentato, e neppure è stata avviata l’indispensabile Valutazione Ambientale Strategica (VAS) sul fabbisogno impiantistico, come pure aveva stabilito la stessa Amministrazione regionale nel dicembre 2016.
Il mancato governo del ciclo dei rifiuti lascia il settore in balia dei fragilissimi equilibri strutturali, sempre sull’orlo dell’emergenza.
E’ forse questa la vera intenzione della Regione? Gestire il ciclo dei rifiuti – anche in futuro - con provvedimenti emergenziali, infischiandosene delle ricadute ambientali e sanitarie?

E in proposito, basta rileggere le conclusioni del DEP Lazio nell’ultima Relazione del 2017 sullo stato di salute della popolazione della Valle del Sacco: “La contaminazione del fiume Sacco rimane un disastro ambientale di proporzioni notevoli che ha comportato una contaminazione umana di sostanze organiche persistenti considerate tossiche dalle organizzazioni internazionali. Proprio perchè la contaminazione è purtroppo persistente non esistono metodi di prevenzione e di rimozione dell’inquinante”.

A nostro avviso, è mancata una reale presa di posizione degli Amministratori locali a favore della bonifica e del ripristino ambientale delle aree dei Comuni della valle, di cui sono Sindaci, Assessori e Consiglieri.

Anche per questo e per effetto dei meccanismi elettorali nazionali e regionali il 4 marzo 2018 la rappresentanza eletta è stata penalizzata e ha subito un ridimensionamento per quel discredito – non certo astratto - che circonda il mondo della politica.

In un contesto di perdita di consenso popolare, senza una reale alternativa tra le forze di sistema, un passo avanti nell’interesse della collettività è possibile se si riconosce il ruolo attivo e propositivo di comitati e associazioni.
A nostro avviso, è necessario un rapporto completamente diverso tra il territorio e il Consiglio regionale, in particolare con la Commissione Ambiente e la Commissione Rifiuti, che stanno per insediarsi, affinchè il risanamento ambientale e la salvaguardia della salute nella valle del Sacco siano iscritte tra le questioni prioritarie dell’Amministrazione regionale.

Colleferro, 2.5.2018

Ina Camilli
Rappresentante Comitato residenti Colleferro

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