fbpx
Menu
A+ A A-

Voto 2019. La nuova Giunta Cretaro

cretaroelagiunta 350 260 mindi Maria Giulia Cretaro - Veroli ha la sua tela di Penelope, consegnata alla cittadinanza della confederata nel pomeriggio del 20 Giugno.
Aula consiliare gremita come non si vedeva da tempo (riscoperta la magia dei consigli aperti) per la prima sessione ordinaria della nuova giunta. Una platea di cittadini e tanti, molti non eletti, calamitati dal fascino di un seggio che poteva essere e non è stato.

Tra saluti e auguri di rito, la frenesia tra gli scranni è palpabile, soprattutto per chi è già pronto ad occupare quelli accanto al Sindaco. Tutti presenti gli appartenenti al nuovo consiglio, anche e soprattutto i sindaci non eletti, pronti a giurare sullo statuto e a scoprire quali dinamiche li coinvolgeranno. Dopotutto, a più di 20 giorni dalla sua vittoria schiacciante, Simone Cretaro non poteva più rimandare nomine e convocazione.Varca così la soglia del suo gabinetto, e recupera il suo posto a guida della città. Nessun sorriso superfluo, cravatta amaranto istituzionale pronto ad iniziare questo nuovo quinquennio. Il tempo che si è riservato per decidere, è valso il peso di equilibri interni delicati. Il primo mandato è una sfida, il secondo è la conferma e l'azzardo.

Il coup de théâtre è già incastonato nell'ordine del giorno, la nomina e l'elezione del Presidente del Consiglio. Un ruolo centrale, ma per natura più amministrativo e garantista che politico. Il nome presentato dalla maggioranza è quello di Cristina Verro, già Vice Sindaco e Assessore con delega alla Cultura nella passata consiliatura. In seno alla proposta si palesano le simmetrie politiche della nuova giunta: se l'idea di partenza di Simone Cretaro era assegnare un assessorato per ogni lista rappresentata in consiglio, la più votata della coalizione vincente, Veroli Proxima, non poteva indietreggiare sul suo peso specifico. Così cambio al vertice e Cristina Verro con 11 voti favorevoli, prende il posto di Giuseppe Mignardi alla guida del nuovo consiglio. A lei il compito di svecchiare un'istituzione sopita ed investire attivamente in un organo potenzialmente interessante.

La catarsi è dunque arrivata così come la nomina dei nuovi assessori; nessuna sorpresa a riguardo, piuttosto equità e proporzione.
Ad Assunta Parente, prima eletta del PD, vanno la carica di Vice Sindaco e la delega al Bilancio, Tributi e Politica del Lavoro.
Augusto Simonelli, per Impegno Civico, si occuperà di Lavori pubblici, Assetto e uso del territorio, Edilizia scolastica, Decoro e arredo urbano.
Andrea Iaboni, chiamato come tecnico esterno ma in rappresentanza di Idea Comune, avrà la delega al Commercio, Artigianato, Personale e Fondi europei
Emanuele Fiorini (Cittadini di Veroli) per Ambiente, Nettezza urbana, Igiene e patrimonio, Trasporti, Affari legali e contenzioso.
Patrizia Viglianti, porta avanti Veroli Proxima confermando la delega ai Servizi sociali, Politiche della solidarietà, Sport e Politiche giovanili.
La cultura per ora, rimane appannaggio del Sindaco, che si riserva un piccolo margine per concludere l'acquisto di Palazzo Campanari e nel frattempo non scontentare altri. Di fatto con un'opposizione timida e composta, che si astiene dalla votazione sugli assessori più per convenzione che per convinzione, la vera aria belligerante potrebbe palesarsi proprio tra le fila di maggioranza.

La roccaforte ernica è stato il termometro provinciale dell'affaire Dem, e questa giunta è l'espressione di come si sia risolta contando i voti e non i veti. Un PD risorto e vivo a Veroli, con i primi cinque eletti suoi tesserati, ma che si trascina dietro le divergenze ai vertici.
Assunta Parente, con la sua storica militanza, si prende onore e gloria senza porre vessilli. Germano Caperna, capolista di Proxima, può tornare in Provincia consapevole del suo successo personale e di squadra. La deangelissiana Francesca Cerquozzi con il suo risultato deve accontentarsi del solo ruolo di consigliere, e sopire almeno per ora le alte aspirazioni.

Tra i sopracitati e qualche altra figura di spicco è già partito il toto nome per la prossima tornata comunale. Ma avanzare ipotesi su quanto succederà tra cinque anni è velleità da rimandare, lasciamo prima che questa giunta inizi a camminare.
Lo fa rimpinguando l'ala dei consiglieri con la surroga post nomina degli assessori. Antonio Perciballi (Impegno Civico), Luca Renzi (Cittadini di Veroli), Egidio Lombardi (PD), Alessandro Viglianti (Veroli Proxima), tutti grandi esclusi il 26 Maggio e richiamati all'appello nell'immediato.
Si può non entrare dalla porta, ma la politica lascia sempre qualche finestra aperta.

Questo primo consiglio chiude definitivamente la tournée elettorale e apre una stagione di politica attiva che parte già corazzata e ben equipaggiata.
Per ora tra i tanti vincitori e altrettanti vinti, spicca superstite l'intelligente arte dell'attesa del Sindaco Simone Cretaro. La vera arma di questa giunta per scongiurare i mala tempora.

Leggi tutto...

Cassino vince Salera, ma non il PD

Cassinomunicipio 350 260di Ermisio Mazzocchi - La vittoria di Enzo Salera richiede una analisi ampia e realistica di quanto è avvenuto e delle motivazioni che hanno portato al suo successo e a quello del centrosinistra. Credo che essa non sia casuale né sull'onda di spinte populiste. E' il risultato di un impegno politico, anche travagliato, soprattutto nel PD, di un insieme di forze che hanno ritenuto necessario fare una scelta per il bene dei cittadini.

Le primarie svolte in modo trasparente e partecipato, aperte a esperienze di diverse origini sono state l'inizio di un processo che ha segnato i successivi avvenimenti, arrivando alla formazione di una coalizione ampia e diversificata composta da diverse culture politiche e professionali.
Il centrosinistra conquista il governo della città. Un risultato che apre una nuova stagione della politica a Cassino come nelle stessa provincia. Salera vince in modo eclatante con il 58,8%, pari al 9.933 voti, mentre Abbruzzese si ferma al 41,1% pari a 6.947 voti, subendo uno stacco di 2.986 voti. Un risultato che porta ad alcune considerazioni. I cittadini di Cassino hanno voluto chiudere una stagione politica stantia, vecchia, inconcludente e hanno condannato l'arroganza e la violenza verbale e gli stessi personalismi. La coalizione di centrosinistra, che si è presentata con forze alternative al malgoverno del centrodestra, è composta da liste aperte e inclusive di parti essenziali e significative della società più viva e laboriosa. Si è preparato un campo aperto che ha dato i suoi frutti. E, ancora, ed è la parte più rilevante, il sindaco Salera e la nuova maggioranza, costituiscono la dimostrazione che è possibile costruire condizioni per dare alla città di Cassino un ruolo determinante nel panorama politico della provincia, riscuotendo fiducia e ottimismo. Quanto oggi è avvenuto portano a una nuova configurazione geopolitica provinciale. Nulla potrà essere come prima, a iniziare da tutto ciò che riguarda il PD e non si può fare finta che nulla sia avvenuto. Infine, il nuovo governo di centrosinistra a Cassino, il significativo posizionamento del PD, come prima forza della coalizione, l'aggregazione di forze determinanti nel territorio, le condizioni di sviluppo dell'economia, richiedono, e non solo per queste ragioni, una nuova impostazione organizzativa - politica dello stesso PD, arrivando a ipotizzare strutture organizzative composte da vaste aree territoriale, come potrebbe essere quella del Lazio meridionale, che dovrebbero godere di piena autonomia politico organizzativa. Partire da questo evento politico per ripensare e rilanciare il ruolo del PD.

Non si può tenere conto che questa competizione si svolge nel momento in cui in Italia il PD è il secondo partito con il 22,7%, mentre nel frusinate è il terzo con il 16,0%.
A Cassino il PD si attesta sul voto europeo al 15,3% con 3.147 voti, risultando il terzo partito, mentre ottiene alle amministrative un buon risultato con una flessione rispetto alle europee, con 2.354 voti pari al 11,3%, risultando il primo partito tra tutti i partiti e liste civiche presenti alla competizione e nella stessa coalizione di Enzo Salera.
Credo che si debba comprendere in modo specifico che è avvenuta una netta rottura con il passato, provocata da un insieme di forze che hanno saputo meglio di altri presentare alternative al centrodestra.
Un incontro fruttuoso tra una coalizione libera da condizionamenti correntizi e da personalismi e una volontà di cambiamento della maggioranza dei cittadini di Cassino.
Un fatto rilevante che ha avviato un processo irreversibile in quanto libera energie nuove, costruisce convergenze ampie e articolate, obbliga a un totale cambiamento nei metodi e nel governo che riguardano il PD.
Gli effetti si propagano, anche se incombe il voto europeo con la Lega al primo posto, sia nel PD sia per nei rapporti di forza nel panorama politico provinciale.
Il risultato di questa competizione elettorale ha innescato una reazione non limitata a Cassino né circoscritta al momento contingente, ma si estende per il suo valore politico all'intero territorio provinciale.

Salera e la sua coalizione hanno dimostrato che essere liberi da ingabbiamenti di ogni sorte produce risultati positivi e vincenti.
La sapiente convergenza di forze con metodi che rompono con il passato, fatto di leadirismo e di aree di appartenenza, sollecita e incoraggia un nuovo percorso della politica provinciale e una revisione del ruolo del PD.
Non si può negare che in questa occasione il PD ha subito traumi profondi e dilanianti. E non è la prima volta. A iniziare dalle dimissioni del segretario del Circolo per arrivare alla fuoriuscita dal PD di Petrarcone e di altri.
Sono state superate e sconfitte dalla compattezza e dalla natura della coalizione, dalla corretta e indipendente scelta del candidato a sindaco, indicato senza alcuna mercanteggiamento e compromessi di ogni sorta, da una tenuta dell'insieme del gruppo dirigente del PD, a iniziare dallo stesso Salera, pur in una condizione di commissariamento avvenuto nel fuoco vivo della campagna elettorale.

Non sarebbe tutto questo sufficiente a giustificare un consenso così ampio, se non ci fossero altre ragioni che per riflesso riguardano lo stesso avversario del centrodestra, Abbruzzese.
I cittadini sono stati portati con il loro voto a dare un giudizio netto secondo una loro convinzione e convenienza, bocciando la vecchia esperienza del centrodestra e quelle impasticciate da protagonismi di altre stagioni amministrative.
Una spiegazione è nel voto europeo. Significativa la differenza di voto tra le europee, dove a Cassino la Lega raccoglie 7.069 voti e, a ben vedere, tutta la destra ottiene complessivamente circa 15.000 voti e la sinistra circa 5.000. Alle amministrative il centrodestra perde voti e viene sconfitto.
L'elettore ha fatto una precisa ponderazione nel consenso politico alle europee (Lega) e allo stesso PD (secondo partito) e dall'altro canto esprime un giudizio di merito, bocciando Abbruzzese e Pretarcone, ritenute insufficienti a garantire una rinascita della città e ridarle prestigio politico e amministrativo.
Nello stesso tempo viene premiata la coerenza e la trasparenza, che sono presupposti per la credibilità, che nel voto si è riversata sul centrosinistra.
Le dinamiche sono diverse, ma le aspettative per i cittadini sono le stesse.
Se è così, come lo è, si sono infranti su lo scoglio della credibilità le vecchie politiche e gli antiquati metodi.

Il problema rimane nel PD. Esso, in un contesto provinciale, deve superare un handicap politico dal momento che non si assiste a una efficace conduzione del governo del partito e della sua identità, che non può essere scaricata su i sindaci. Si può essere soddisfati che in molti comuni di questa provincia, andati al voto amministrativo in contemporanea con le europee, si sia avuto una conferma di un governo del centrosinistra, premiando l'operato dei sindaci. Ma il 26 maggio l'elettore ha dato un giudizio politico sul PD e uno di merito su il sindaco, con una differenza notevole. Il PD, come partito, in tutti i 39 comuni in cui si è votato per le amministrative, alle europee risulta essere il terzo partito, in qualche caso il quarto. La Lega è sempre il primo partito con percentuali che oscillano tra il 35% e 54%. Nello stesso giorno l'elettore vota la fiducia su la base di un giudizio rivolto alla persona a candidato sindaco, che capeggia una coalizione civica di ispirazione di centrosinistra, e alla maggioranza che ha governato. E' pur vero che nelle comunali non c'era il simbolo, ma anche nelle realtà in cui appare il simbolo, vedi Cassino e Veroli, il PD risulta essere terzo. Non cambiano i risultati nel resto dei comuni che non hanno avuto elezioni amministrative, non disprezzando il suo 16%, che supera del 2% il risultato delle politiche, che deve essere considerato un incoraggiante inizio del percorso politico proposto da Zingaretti.
Il programma della coalizione di centrosinistra è stato più convincente perché ha proposto soluzioni chiare e facilmente recepibili e soprattutto rispondenti alle esigenze di tutta la comunità della città di Cassino.

Considero che la nuova stagione politica di Cassino rappresenta e la deve rappresentare soprattutto per il PD a tutti i livelli organizzativi, un rilancio di un progetto essenziale per rimettere in piedi una nuova cultura politica per riportare in primo piano il lavoro, diritti, giustizia sociale, ambiente in una società smarrita che ha bisogno di riferimenti chiari e forti.
Credo che Cassino, come gli altri innumerevoli comuni di centrosinistra, come Ceprano, Veroli, Isola del Liri, possano svolgere questo compito ed essere vettori del nuovo corso del Partito Democratico, cui spetta il primato degli orientamenti e delle scelte politiche per il governo del paese.

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Il voto 2019 merita una particolare attenzione

VotoUE 2019 in Italia mindi Angelino Loffredi - Il risultato nelle elezioni europee del 26 maggio 2019 ottenuto in provincia di Frosinone merita una particolare attenzione: destra e centrodestra raggiungono il 57,38% di voti mentre sinistra, centrosinistra e verdi arrivano a mala pena al 20%. Se rimaniamo nella statistica si tratta di cifre e differenze mai registrate, non è esagerato dunque ritenere che siano sconvolgenti.
Per le preoccupazioni emergenti e per gli oggettivi pericoli sia per la tenuta democratica e sia per l’avventurismo antieuropeo, che per motivi di spazio ora non affronto, credo che nessuno possa sottrarsi a dare un giudizio, affrontando le questioni aperte nel profondo della società riguardanti appunto le condizioni di vita generali e il destino di milioni di persone.

Preciso subito di non volermi lasciare trasportare da chi vuole bilanciare il risultato delle elezioni europee con la tenuta del sistema di alleanze del centrosinistra in provincia di Frosinone nelle elezioni comunali. Confesso anche che su questo risultato mi mancano dati essenziali per cui non mi sento sicuro nel dare un giudizio ben definito. A tale proposito mi accorgo, aldilà del solito e inconcludente trionfalismo sentito, di non aver letto alcuna analisi pertinente e rigorosa. Sono però convinto di un punto: è con il voto alle lezioni europee che i cittadini hanno voluto dare un segnale alle forze politiche. Il segnale per quanto mi sia indigesto mi sembra essere chiaro e nettamente penalizzante per le forze di sinistra e centrosinistra. Dice insomma che tante cose non sono andate.

Salvini si afferma ovunque, nella città di Frosinone supera il 43%. Non per merito della sua comunicazione, così come si prova ad affermare. Certo la comunicazione è importante ma i contenuti ritengo siano più decisivi. I contenuti, gli argomenti usati ( che usa ) da Salvini sono semplici e sempre pertinenti alle richieste ed alle aspettative dei cittadini. Altra cosa è ritenere, come ritengo, siano ingannevoli e non risolutivi.

L’altro aspetto da valutare riguarda quello “ideologico“, il pensiero profuso in ogni intervento: individualismo, egoismo e nazionalismo. Un corpo di idee che (ora) non sono estranee e nemmeno minoritarie nella società italiana e che viene da lontano. Come non ricordare la Lady di Ferro quando già nel lontano 1979 affermava che non esiste la società e le classi ma solo gli individui ? Seguito a ricordare le idee/ previsioni annuncianti che le disuguaglianze avrebbero favorito lo sviluppo, o l’impegno ad asciugare lo Stato per dare spazio al privato o addirittura la ricchezza indicata come Valore. Queste idee, mai decisamente contestate, hanno rappresentato la goccia che nel corso degli anni ha battuto continuamente sulla pietra dello stato sociale fino ad incrinarlo. Quante volte abbiamo sentito che le idee di solidarietà, uguaglianza, giustizia sociale appartenevano a cascami ottocenteschi? E siamo stati zitti, intimoriti ed altri sempre più consenzienti. Stanno smantellando lo stato sociale, crescono le disuguaglianze, le povertà ed ora si stanno creando le condizioni di nuove e vecchie schiavitù. Oggi un grande economista francese Thomas Piketty ci allerta “L’ingiustizia favorisce i populisti “ Certo favorisce i nazionalismi se le forze politiche e sindacali rinunciano a individuare il disagio, farlo proprio e andare a vedere le cause che lo provocano. Insomma non si individua il nemico e nemmeno come si vuole cambiare questa società. I nemici agli occhi dei penultimi non sono i produttori di armi che nel mondo hanno creato 100 conflitti, portato morte, disperazione, costretto milioni di persone all’esodo. I nemici non sono coloro che hanno accumulato ingenti ricchezze finanziarie ma gli ultimi, gli emigranti e molto spesso diventa nemico il cassaintegrato o lo stesso collega di lavoro con il quale si apre una competizione per abbassare il salario, rinunciare a diritti conquistati e soddisfare così il padrone.

Il voto arrivato a Salvini non è solo quello urlato di Casalbruciato e di Torre Maura ma anche di tante, tantissime persone ragionevoli e silenziose che nessuno ha intercettato , di cui non si aveva alcuna traccia e delle quali ora in ogni momento si deve tenere conto.

Le forze di sinistra e di centro sinistra hanno di fronte una situazione difficile, non facile da modificare che impone comunque una ripartenza non basata sulle rituali , generiche e inconcludenti dichiarazioni di buona volontà ma la necessità di individuare contenuti di lotta che partano appunto dalla difesa degli ultimi. L’individuazione dei contenuti chiari, dopo aver scelto ceti e classe da sostenere, non è qualcosa di “ divisivo “ , così come si teme, ma al contrario unificante. Le divisioni fra partiti e dentro i partiti sono legate alla mancanza proprio di contenuti. Avere rinunciato agli obbiettivi di lotta riguardanti le questioni sanitarie, ambientali, il malfunzionamento della scuola pubblica, Acea, i temi dimenticati posti da Vertenza Frusinate hanno portato alla personalizzazione della politica, alla lotta fra uomini e fra correnti legate ai personaggi di turno.

Il catastrofico risultato elettorale delle forze di sinistra e di centrosinistra sono direttamente legate alla rinuncia a individuare obbiettivi e lotte da portare avanti al prevalere di forme attendisti che, aver civettato con la Confindustria, non aver indicato gli industriali avvelenatori della Valle del Sacco. Non basta infatti dichiararsi di sinistra, sventolare un drappo rosso, alzare qualche pugno chiuso, ricordare Berlinguer e fare qualche dichiarazione di principio a difesa della Costituzione perché i cittadini giudicano sulla base dell’agire politico quotidiano e sulla coerenza degli atti e delle posizioni . E’ stata questa rinuncia , tale assenza che ha scavato il fossato fra partiti e popolo. E’ attraverso questo vuoto che è passata la sconfitta.

4 giugno 2019

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Voto 2019. Partiti e altro

VotoUE 2019 in Italia minIl “centro” non c’è più, cosa rincorreranno ora i cosiddetti riformisti? Il quadro politico, come si dice in gergo, è fortemente radicalizzato a destra. Quel centro aveva una funzione, essere il ring dove due forze con la stessa vocazione capitalistica si confrontassero per vedere chi sopraffaceva l’altra. Capitalisti buoni contro capitalisti cattivi, (audace e improbabile alternativa, che non esiste) ma stando a questa vulgata bisogna dire che stanno vincendo quelli cattivi che hanno Trump, come capo riconosciuto.
Cosi, però, chi vive il disagio combatte una guerra che non è sua, ma è solo quella fra chi deve assumere il comando di questa disperata stagione capitalistica. L’ingiustizia, la povertà, la mancanza di diritti può mai essere solo un solo un problema di polso? La campagna elettorale risulta il più ridicolo emblema del conflitto in cui si resta coinvolti per stabilire chi deve vincere. E il Paese e i cittadini che fine fanno? Solo tatticismi sulla pelle di tutto un popolo. «Il voto arrivato a Salvini non è solo quello "urlato" ma anche quello silenzioso, che non si è fatto sentire». Questo voto va individuato e abbiamo il dovere di individuarlo. Cosa difficile ma necessaria per capire la nostra gente e i loro bisogni, per capire tutti noi...

La cintura rossa di Torino, quelle delle grandi lotte operaie e delle grandi conquiste democratiche, come lo Statuto dei diritti dei lavoratori, votano massicciamente "Lega", in alcuni comuni da sola, questa formazione, arriva al 50%. In Emilia-Romagna la somma dei voti di Lega, FI e FdI delinea una maggioranza pronta a governare questa regione dove si voterà nel 2020.
Scrive Loffredi, in un post su FB: «Come è possibile che Vertenza Frusinate non abbia mai avuto una adesione da parte dei partiti sedicenti di sinistra? Come è possibile che a favore di questo raggruppamento ho dovuto assistere ad un impegno di amministratori di Fratelli d'Italia? E le questioni sanitarie e la scuola e le privatizzazioni, le false cooperative?»

Sono solo alcuni esempi, ma la domanda da porsi è: Perché si vota per un partito che nulla fa per nascondere il suo autoritarismo e la sua natura illiberale?
I voti che si sono succeduti in questo primo ventennio del XXI secolo sono la manifestazione del tentativo di trovare risposte alla crisi che viviamo e che ha connotati economici assai penalizzanti per la maggioranza delle popolazioni. Qui, in Italia, più che nel mondo, è come se si avanzasse per tentativi, prima speranza nel M5S e ora nella Lega. Parafrasando il titolo “Sei artisti in cerca d'autore” di Luigi Pirandello, si potrebbe dire: un popolo in cerca di guida e di speranza.

Come già successo con la destra americana di Trump, quella europea di Salvini, Le Pen, Orban vince perché coglie la nuova rottura fra "classi sociali", la fine del “contratto sociale di mutua collaborazione insito nel welfare del dopoguerra”. È la fine della solidarietà e della sua cultura. Il suo successo come si spiega? Non con il richiamo al fascismo, o con la coltivazione delle paure, del razzismo. Fascismo, paure, razzismo, appaiono la forma di un profondo risentimento sociale. La rabbia del disagio. Non ne sono l’origine.
Il crollo dei 5 stelle suggerisce, a questo proposito qualche ulteriore lezione sulle correnti di pensiero e sensibilità che percorrono la società italiana. La politica intesa come puro elemento di corteggiamento del voto non paga. La CREDIBILITA' di cui si vantavano, l’hanno persa strada facendo, Ilva, Tap, Tav, il voto a sostegno di Salvini e poi i tenti errori di politica quotidiana. I 5 stelle pagano quella promesse irrealizzabili e irrealizzate, ad esempio la “sconfitta della povertà”. Pagano pure, diciamoci la verità, di non aver saputo reggere all’attacco smodato e indecente dei liberisti, ma non solo, alla loro proposta più significativa: il Reddito di cittadinanza inteso come strumento di tutela fra un lavoro ed un altro, sostegno nella ricerca di un lavoro che impedisse ai disoccupati di svendersi di fronte alle offerte di lavoro e cercando anche per questa strada di recuperare valore ai salari, si sono fatti massacrare la proposta originaria al punto che non si capiva più se era sussidio alla povertà o strumento per un nuovo approccio al lavoro. Manca però una politica per il lavoro e l’occupazione che non si può individuare nel “Decreto Dignità”, manca proprio. Con quali fondi si finanzia? Perché non c’è una patrimoniale? Perché toccare le pensioni? Dagli errori al ridicolo dei 40 euro al mese alla guerra fra poveri. Ma c’è dell’altro. Salvini si è giovato di due circostanze: a - una indulgenza, ingiustificata, dei media verso le rozze e violente smargiassate di Salvini mentre era costante l’attacco ai 5 stelle contro i provvedimenti da loro proposti, a prescindere. Non hanno saputo cogliere neppure le timide aperture verso di loro confronti, insiti nelle disponibilità a discutere di sindacati e qualche altro per migliorare il migliorabile; b - Salvini e la Lega hanno beneficiato di una struttura radicata, e di forze sperimentate, non solo quelle della Lega impegnate nelle amministrazioni locali, ma anche quelle raccolte con operazioni simili a quella di Ottaviani a Frosinone, sindaci e altre figure sopraggiunti con le loro sperimentate organizzazioni elettorali.
Niente di tutto questo per il M5S. Grande sordità alla dialettica fra forze politiche. Ma, si può guidare un movimento che raccoglie milioni di voti fino al 33% senza strutture territoriali, senza efficienza organizzativa nei comuni, affidandosi a delle consultazioni online ridicolizzate da avversari e media? Non può, questa forza politica, galleggiare nell'indefinito “né destra e sinistra”. Si getta un patrimonio al vento. Anche nel caso dei 5 Stelle, gli elettori, hanno esercitato in questo voto una straordinaria forza di selezione nella convinzione di farsi del bene.

Come si interviene? Guardando la realtà in profondo ed anche nelle sue manifestazioni più elementari. Quando Nadeia De Gasperis, per UNOeTRE.it, intervistò Nicola Fratoianni, mi colpì il desiderio di intervenire che si manifestò negli ascoltatori pur in una circostanza non proprio definita a quello scopo. Intervennero in quella occasione Pietro Fargnoli animatore dell’Associazione Pendolari Roma Cassino, Stefano Pizzutelli Consigliere comunale di Frosinone, Daniela Bianchi che guida il movimento per il recupero della Certosa di Trisulti da Stive Bannon e il giornalista Gino De Matteo. Senza entrare nel merito dei singoli temi affrontati va sottolineato come in ognuno di essi ci fosse chiara e precisa la richiesta di promuovere la protesta per portare alla luce disagi e sofferenze, obiettivi promessi e mai realizzati. Il loro dire si potrebbe riassumere nelle parole “Riscatto e Protesta”, oltre alla voglia di poter dire la propria perché segnalavano di essere privi di sedi dove esprimersi. Interessante mi parve quanto accadde all’intervento di De Matteo. Il giornalista, impegnato nell’Ufficio stampa del comune di Frosinone e nel quotidiano L’Inchiesta pose un problema chiamando in causa i sindacati: qui in provincia di Frosinone, dice, non c’è movimento, non ci sono proteste e usando un termine errato di cui si pentì subito dopo, chiamò mestieranti i sindacalisti che a suo parere non svolgono adeguatamente il loro lavoro.

In questo rapido accadimento occasionale vennero alla luce due questioni importanti: l’assenza di promozione delle proteste e l’individuazione di chi dovrebbe promuoverle.
Dico subito che in questo manifesto interesse c’è una novità, benvenuta, ma piuttosto assente e qualche volta demonizzata, soprattutto dal PD che ha conculcato sempre ogni minima rivendicazione. Benvenuta quindi questa esigenza. Ma la protesta nasce da sola? Anche, ma non sempre, ha bisogno a volte di una levatrice e chi meglio dei sindacati dovrebbe svolgere questa funzione? Al De Matteo fu risposto che non era vero, perché in giugno ci sarebbe stata una manifestazione unitaria di pensionati Cgil, Cisl, Uil a Roma. Quella grande e bella e forte che abbiamo visto il 1° giugno.
A ben guardare l’osservazione non è infondata e la risposta è insufficiente e deviante rispetto alla richiesta, che è riferita al territorio, ai bisogni specifici del territorio. Qui c’è un vuoto doloroso e colpevole. Non si protesta e neppure se ne vuole sentire parlare.

C’è una forte centralizzazione dell'iniziativa, giustamente indispensabile oggi, ma a questa deve urgentemente seguire il massimo decentramento dell'attività nei territori.
Una domanda, ma perché le forze della sinistra dovrebbero lasciare la protesta alla destra? La protesta è il potere negoziale della sinistra, è il suo legame con le donne e gli uomini, è la sua identità nel territorio e questo bene può e deve ritrovarsi nelle grandi iniziative nazionali, ma non ne può essere sostituito.
Giorgio Amendola nel suo bel libro “Una scelta di vita” ricorda di un suo comizio in un comune dove in altri tempi, prima di lui, parlava suo padre e sottolineava la differenza: allora finito il comizio restavano solo echi di parole che sarebbero svaniti. Nella sua epoca invece c’era un partito, il Pci, che ogni giorno avrebbe operato perché quelle parole, quelle impostazioni non solo fossero ricordate ma diventassero iniziative concrete. Questa è l’importanza di essere radicati nel territorio.

Vai alla parte terza: Il PD - Primo articolo

 

aggiornato il 5 giugno '19

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Voto 2019. Il 26 maggio cosa è successo

VotoUE 2019 in Italia minIl voto del 2019 è sotto la lente di tutti gli analisti nazionali. Vediamo di riuscire a leggere quello espresso nello spazio dove viviamo.. la comunità frusinate, nel Lazio.

418.116 elettori; 251.174 votanti 60,07%; schede nulle 5.884; schede bianche 5.703: schede contestate 9. Questi voti si suddividono come segue:
Lega Salvini Premier 96.671 (40,35%); M5S 44.494 (18,57%); PD 38.536 (16,08%); FdI 21.319 (8,90%); FI 19.472 (8,13%). La destra arriva a 137.462 voti (57,38)], la sinistra si ferma a 43.179 (18%)], anche aggregando altre piccolissime formazioni e non proprio definibili di sinistra, a mala pena sfiora il 20%, ma è una forzatura.
Diverso il quadro che emerse dalle urne nel 2014: 427.063 Elettori; 253.001 votanti cioè il 59,24 %) Schede bianche 7.989; Schede non valide (bianche incl.) 20.300 che cosi destinarono le loro preferenze: PD 86.328 (37,10%); FI 56.764 (24,39%); M5S 51.172 (21,99%); FdI 9.616 (4,13:); Lega Nord 3.401 (1,46%); L'altra Europa con Tsipras 6.808 (2,93%); Italia dei Valori 1.317 (0,57%); Verdi Europei- Green Italia 1.298 (0,56%) [9423 (4,6%)]

L’inversione dei rapporti di forza è compiuta: la Lega è il primo partito d’Italia. Lo è anche in provincia di Frosinone. La destra a pié pari si appropria o meglio si riappropria (?) della provincia di Frosinone. Leggere quello che accade qui potrà esser utile anche fuori di qui? Provo trattando separatamente due questioni: le scelte operate e i comportamenti dei partiti, delineando il quadro generale che tutti possiamo vedere intorno a noi. (in 3 articoli separati: questo, Partiti ed altro, Il Pd)
Destra e centrodestra raccolgono 137.462 voti pari al 57,38%; centrosinistra e sinistra raccolgono 43.179 pari al 18% e se si volesse aggiungere qualche verde comunque non si arriva neppure al 20% pieno. E, se centrosinistra e sinistra sono un manipolo allo sbando, ce dell’altro, non c'è più il “centro” in provincia e non solo. Il ceto medio che votava quel tipo di centro non c'è più. Deluso e sfiancato dalle promesse non mantenute e dalla malapolitica, ora cerca risposte a destra. Un brutto segno.
Cioè, in generale, a 15 secondi di distanza lo stesso elettore vota Matteo Salvini e sindaci come, per esempio, Marco Galli, Simone Costanzo, Simone Cretaro, Enrico Pittiglio.... Roba da infarto per qualcuno? Ma no! Accade. Che strana contraddizione, dall'aggressività disumana di Salvini all'ipermoderazione dei sindaci (quella che impedisce loro qualunque coraggio verso la STO di Acea Ato 5 o nel Comitato dei Sindaci per governare la Asl, o nella gestione privatizzata dei rifiuti e in generali nei confronti di Regione e Ministeri, o nel chiedere con la dovuta fermezza a Enel che sistemi le reti e le cabine della fornitura di energia elettrica a dovere tanto da non avere lunghissime interruzioni di erogazione alla prime quattro gocce di pioggia o al primo tuono con fulmine), ma comunque sono e restano le uniche orecchie che ascoltano il cittadino. Almeno l’ascolto qui c’è. Sicuramente le amministrazioni locali meritano una trattazione a parte. La farò.

Torno al voto europeo. Rappresenta un quadro politico in cui il “centro” non c’è più. Possiamo pure considerare che esso sia fagocitato in qualche formazione, ma, tuttavia ugualmente non c’è con una sua identità come in precedenza. Significa qualcosa?
Penso proprio di sì. Quella cosiddetta moderazione che ha sempre voluto indentificarsi con il centro mediatore che governa non è più ricercata dagli elettori, ma solo da anacronistici inseguitori collocati nei vertici di alcuni partiti.
Questo centro, che ha ricercato e ancora ricerca d’identificarsi nella rigorosa austerità “europea” ha distrutto le politiche per il lavoro ed ha privato di diritti ceti fragili e ceti medi per la prima volta, è oggi identificato con i responsabili del disastro. La rincorsa al centro non paga più. Soprattutto ora dopo l’esperienza del “centro” delle “larghe intese”. Le ricordate quelle tanto care a Napolitano e a Renzi? L’ossessione della quadratura dei conti non viene apprezzata dagli elettori, perché quei conti non li riguardano. Quel far di conto che ha premiato banche e grande finanza non esercita alcun rassicurante interesse per chi è senza lavoro, per chi ha perso diritti sociali, reddito e prospettive di vita. I Calenda di questa stagione parlano di un far di conto che non torna a chi non sa come sopravvivere. «La paura del “baratro” non ha inciso. Hanno continuato a fare effetto, invece, le altre paure, quelle propinate dalla Lega e da Fratelli d’Italia della Meloni. (Lucia Annunziata)» (alcune paure sono indotte da vere e proprie invenzioni menzognere, indimostrate, come quella che definisce le navi delle ONG in accordo con gli scafisti e operino per l’immigrazione clandestina. Non esiste neppure una prova, infatti proprio sabato 1° giugno è stata dissequestrata anche la nave “Sea Watch”).

Se, poi, passata la paura, perché il sovranismo in Europa non è prevalso, è da sciocchi e sprovveduti tornare a respirare, riproponendo rigori e norme ormai respinte dal voto: pareggi di bilancio, risanamenti forzati e forzosi, occorre cambiare non solo linguaggi, ma adottare misure nuove, diverse e di contrasto alla povertà, alla mancanza di diritti ed alla mancanza di ascolto dei bisogni. Quale forza di convincimento possono avere discorsi di aritmetica contabile per chi non trova lavoro da anni, ma è costretto ad arrangiarsi giorno dopo giorno e non ha interlocutori credibili?
Jean Paul Fitoussi (economista francese premio Nobel)*, scrive ne “Il teorema del lampione o come mettere fine alla sofferenza sociale ...”: «la UE sbaglia sempre, come prende fiato ricomincia come prima a sbagliare». Come pure rincara la dose Thomas Piketty (altro economista francese)* che dopo questo voto ha affermato: «L'ingiustizia favorisce i populisti». E già!

La speranza è dura a morire a fa fare i “tentativi” più diversi e anche sbagliati e forse pure pericolosi, ma il voto sta tutto qui, dentro questa sagra delle diseguaglianze.
Occorre far ripartire una dialettica reale nella società e fra i partiti. Partiti con tutti dentro non servono, perché lì i potenti sopraffanno gli altri, come non servono pulviscolari formazioni in grado di gratificare solo qualche capetto, ma non hanno alcuna capacità attrattiva. Sono solo demotivanti.

Molto pungente questo post di Margherita Eufemi, che trovai subito dopo l’esito elettorale su Facebook: «La formica che odiava lo scarafaggio votò per l'insetticida. Morirono tutti quanti, anche il Grillo che si era astenuto». Contiene delle verità. Ora, tuttavia, occorre affrontare I problemi, che restano tutti interi e forse anche più gravi se seguirà una crisi di governo e il voto anticipato.

*cioè entrambi europei

Seguono: I partiti e altro, il PD e non solo.

 

aggiornato il 18 giugno '19 alle 8,20

Leggi tutto...

“L’Italia l’è malada…”

VotoUE 2019 in Italia mindi Aldo Pirone - Se l’Italia fosse una persona che legge i risultati delle sue analisi del sangue, scoprirebbe con allarme di avere tutti i valori sballati. Le frecce all'insù e all'ingiù del referto sarebbero così numerose da riempire una faretra. I globuli bianchi, diventati grigio-neri, sarebbero in grande eccesso, mentre quelli rossi sprofondati all’ingiù segnalerebbero una netta diminuzione delle difese immunitarie tale da esporre il corpo a ogni patologia.

Fuor di metafora, la lettura dei dati delle elezioni europee di domenica scorsa ci dice in termini nudi e crudi che “l’Italia l’è malada”, come diceva un’antica canzone proletaria. Non è una novità, né una sorpresa. Anzi, il cancro nazionalista e, per così dire, “reazionario di massa” che l’aveva già attaccata da qualche tempo, ovvero il leghismo salviniano, è diventato metastasi diffusa nei dieci mesi di governo gialloverde. Lo si sapeva e lo si vedeva, i sondaggi ne rilevavano la progressione geometrica ma guardarlo fissato al 34,4% fa un certo effetto, così come fa un certo effetto, soprattutto fra gli interessati “grillini”, vedere il loro quasi dimezzamento. Un qualche sollievo c’è stato nel PD nel vedere un recupero in percentuale che ha fatto dire al segretario del PD Zingaretti, come al Papillon in fuga dall’isola del diavolo nella Guyana francese, “siamo ancora vivi”.

I risultati elettorali sono noti, tuttavia si prestano a qualche considerazione.
La prima è che sul piano europeo il nostro paese è in controtendenza con la maggior parte degli altri Stati in fatto di partecipazione. Non sono andati a votare 4,5 elettori su 10. Di ciò non importa un fico a nessuno del circo politico-mediatico, tuttavia ci dice che le percentuali di ogni partito, a cominciare da quella vertiginosa della Lega, vanno rapportate all’astensionismo crescente, sebbene temperato dalla tornata amministrativa che ha interessato una Regione, il Piemonte, e diversi paesi, cittadine e città capoluogo.

La seconda è la constatazione che le elezioni europee si sono giocate esclusivamente sui temi nazionali. L’agenda era già stata imposta da Salvini che è partito, anzi ha proseguito senza soluzione di continuità rispetto alle elezioni politiche nazionali, il tour elettorale fin dal suo insediamento al Viminale. Ha toccato in questi dieci mesi tutti i temi, in primis quello dell’immigrazione, che solleticavano le paure degli italiani e gli istinti primordiali dell’egoismo sociale e dell’anti solidarismo. Dal tema securitario (legittima difesa e campi rom), ai temi di un certo cattolicesimo integralista ossessionato dal femminismo, dai comportamenti omosessuali, dalla famiglia aperta e non tradizionale (family day), fino ai grembiuli nelle scuole e alla chiusura dei negozi che vendono cannabis terapeutica ecc.. Il tutto condito con il repêchage di memorie e pose fascistoidi. La persistente questione sociale è stata da Salvini, complice l’inanità del M5s e della sinistra, indirizzata verso temi e tasti securitari tipicamente xenofobi e di destra Salvini ha stravinto anche in luoghi, come Riace, dove sembrava che la politica d’integrazione degli immigrati di Mimmo Lucano avesse funzionato ottenendo il consenso dei residenti. La sinistra non è riuscita a imporre né la propria agenda né le proprie proposte, piuttosto vaghe, a cominciare da quelle sul lavoro, né la giustificata paura sullo stato dell’economia e delle sue prospettive. La paura del “baratro” non ha inciso. Hanno continuato a fare effetto, invece, le altre paure, quelle propinate dalla Lega e da Fratelli d’Italia della Meloni.

Terza osservazione. Il M5s ottiene non una sconfitta ma una disfatta. Dimezza in un anno il suo consenso, paga soprattutto l’astensionismo degli elettori specie al sud e cede elettorato alla Lega. I “grillini” sembrano aver fatto in questi mesi non da argine ma da ponte nello spostamento a destra del paese. In circa un anno di governo i rapporti di forza interni al governo gialloverde sono ribaltati a favore di Salvini. Tuttavia il M5s rimane ancora il primo partito nel Mezzogiorno e nelle isole. Non gli rimane che prendere atto di una situazione irrecuperabile a livello di governo e darsi un’exit strategy. E poi aprire subito una riflessione sui limiti di fondo della sua costituzione sociale e culturale che non può più basarsi sulla trasversalità politica; sulla pagliacciata della democrazia diretta fondata sul clic; sulla selezione di una classe dirigente con il metodo roussoiano della pesca a strascico sia al centro che nei comuni e nelle Regioni; sulle proclamazioni epocali quanto ridicole del superamento delle categorie di destra e sinistra, della nascita di una terza Repubblica, quella “ dei cittadini”, dell’ “abolizione della povertà” ecc. Anche perché chi era di sentimenti e orientamenti di destra se n’è già andato di corsa incontro alla Lega.

Quarta osservazione. Il PD, come si è detto, si è scoperto vivo anche per luce riflessa di un sorpasso all’indietro dei “grillini”. Le vittorie ottenute in alcune grandi città e i buoni risultati nella Capitale, non devono, però, oscurare il disastro cui si è di fronte: la perdita del Piemonte, la Lega primo partito nelle regioni ex rosse come l’Emilia e l’Umbria, il dilagare di Salvini al centro e la crescita al sud. Zone tradizionalmente rosse che prima sono diventate giallo-grilline e poi rapidamente verde-leghiste. Non ha fatto un bell’effetto vedere, dopo il primo exit poll, una foto del vertice dem, Zingaretti e Gentiloni, sorridenti e soddisfatti – evidentemente del sorpasso sui grillini e del 4% in più – mentre complessivamente la destra xenofoba e fascistoide di Salvini e Meloni conquistava vette mai raggiunte in Italia dalla Liberazione in poi. Salutare il 22,7% come un ritorno al bipolarismo fra destra e sinistra è ancora presto, visto che ultimamente i poli nascono e declinano con una certa facilità. Anche se, sotto il profilo puramente numerico, l’area del vecchio centrosinistra oggi raggiunge una percentuale tra il 28 e il 30%. Ma non sempre in politica due più due fa quattro se la somma non è fondata su un idem sentire e, soprattutto, su un solido rapporto con i ceti e le classi popolari. Tuttavia, a parte questo, le prime dichiarazioni di Zingaretti e la sua relazione alla direzione di giovedì scorso concernente la prospettiva politica del partito, hanno teso alla prudenza e, soprattutto, a sottolineare il grande cammino che il PD “revenant” ha davanti a sé per riconquistare un consenso popolare ridottosi fortemente negli ultimi anni renziani.

Le montagne da scalare sono almeno tre. La prima, una linea politica che metta da parte l’arroccamento dettato finora da Renzi e si dispieghi a tutto campo. Il senso comico del rignanese l'ha portato a rivendicare a sé, da una parte, il risultato conseguito dai dem, subito definito, però, dall’altra parte, con malcelata invidia, un “pareggio”. Avendo sempre considerato il M5s il nemico principale, è giusto che consideri il risultato complessivo un suo successo. Che poi a stravincere sia una destra xenofoba, evidentemente, la cosa per lui è del tutto secondaria.

La seconda montagna da superare è una politica economica e sociale che sappia parlare al mondo variegato dei lavoratori e del ceto medio impoverito e che ponga con forza il tema redistributivo della ricchezza nel quadro di una politica neo keynesiana. D’Alema ha esplicitato il problema con una battuta delle sue: farsi spiegare da Landini come si parla agli operai. Una politica, inoltre, che non rifugga con sufficienza le paure dei più deboli, che di esse sappia farsene carico smontandole attraverso risposte concrete diverse da quelle puramente strumentali e xenofobe di Salvini. Il buonismo delle prediche in questi casi è del tutto inadatto alla bisogna.

La terza vetta, quella più alta e difficile, è la trasformazione del PD in un partito dal profilo pienamente di sinistra e socialista in grado di eliminare la “questione morale” che ha infettato larga parte dei suoi gruppi amministrativi nei Comuni e nelle Regioni. Ciò sarà possibile solo se la struttura del PD viene riformata aprendola all’apporto delle energie vive e vitali del vasto associazionismo della società civile progressista. In sostanza Zingaretti dovrebbe dare celermente quei segni di discontinuità che speranzosamente si aspettano coloro, non moltissimi stando al dato dei voti assoluti in leggero calo, che hanno rivotato PD dopo i nefasti renziani. Segni corposi in grado di avviare la riconquista di milioni di voti rifugiatisi nell’astensione o nel voto ai “grillini”; e che lì ancora stanno. Nell’immediato, due sembrano essere le cose su cui si aprirà il dibattito tra i dem. La prima, come si è detto, quali proposte e iniziative politiche concrete sulla questione sociale tali da dare il senso di una svolta popolare a sinistra del PD; e la seconda come atteggiarsi nei confronti dei “grillini”. Su quest’ultima gli esponenti della corrente di Franceschini (ex Margherita-popolari) e quelli di una parte degli ex DS sembrano essere i più propensi ad aprire un confronto con il M5s.

La sinistra, complessivamente intesa anche nel suo associazionismo presente nella società civile, sbaglierebbe, però, se si ponesse solo il problema del M5S. Ve n’è uno ben più grande segnalato dai risultati elettorali: come aggredire il voto popolare per Salvini. Dice il proverbio: “Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto”. Qui è vero il contrario, è Maometto che deve muoversi celermente perché sulla montagna si è assiso il capo leghista. La dimensione del problema l’ha delineata, qualche mese fa, un’indagine Ipsos sulla composizione sociale del voto salviniano: “L’elettore leghista è tipicamente una donna, intorno ai 40 anni e con una bassa istruzione. Dal punto di vista lavorativo, gli operai che votano il partito di Matteo Salvini superano il 40%, mentre tra chi si ferma alla licenza elementare la Lega ottiene il 37,3% dei consensi, solo il 21% tra i laureati. Nonostante l’aumento del voto al Sud, l’elettore tipico leghista vive nel nordest d’Italia ed è credente”.

Alla sinistra urge armarsi di piccozza e scarponi chiodati.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

 

Leggi tutto...

Il voto 2019 e il PD

VotoUE 2019 in Italia mindi Ermisio Mazzocchi - Il PD deve affrontare la più grande sfida della sua storia. Ne vale il suo futuro. Il risultato ottenuto nelle elezioni europee incoraggia, ma deve consolidarsi e ampliarsi. Per farlo occorre da parte del PD, costruire una rinnovata proposta politica-programmatica con scelte forti e coraggiose che abbiano al centro una nuova cultura politica nella lotta alle disuguaglianze e in difesa della democrazia. Il modello della lista per le europee rappresenta una significativa operazione politica che ha messo in campo diverse energie della società. Su di esso bisogna impiantare una piattaforma politica capace di aggregare e sollecitare con interesse ampi settori della società. Non basta considerare che per il PD e per le forze progressiste, l'avversario da battere sono i rappresentanti di una destra illiberale e reazionaria, come quella di Salvini, accompagnata dalle oscillazioni e dalla confusione del Movimento 5Stelle, che subisce un collasso con una perdita di sei milioni di voti rispetto alle elezioni del Parlamento. L'autoritarismo di Salvini costituisce un pericolo per la democrazia, rappresentando l'altro fronte su cui combattere. Si pone quindi il problema di una ricerca più approfondita delle condizioni del paese per comprendere quali sono le forze in campo e le contraddizioni di un capitalismo violento, rafforzato dal sistema della globalizzazione.

Le disuguaglianze sono cresciute, prodotte da un sistema economico che concentra la ricchezza in poche mani, aumentando la povertà, l'insicurezza, disoccupazione e precarietà. Lasciati senza offrire una alternativa e la paura per l'incertezza del futuro, le parti più deboli e quelle più a rischio della società, sono portate a sostenere e votare il presenzialismo della Lega, complice di interessi finanziari di enorme portata nel paese e non solo. La destra è la forza che più genera disuguaglianze, dice Zingaretti. Se si comprende che i conflitti e gli effetti distruttivi di un capitalismo liberale, che ha sconvolto la vita sociale di un paese, sarà possibile individuare quale deve essere il ruolo del PD e di una rinnovata sinistra. Perché è proprio in questa partita italiana, che è dentro una dimensione mondiale, che si innesta l'alleanza tra la destra della Lega e di altre forze conservatrici e nazionalistiche e quelli che sono gli interessi delle multinazionali e di un capitalismo internazionale del mondo finanziario, che specula sulle disuguagliane e la povertà, la precarietà del lavoro, producendo in essi timori che portano a divisioni, all'arroccamento, alla chiusura a qualsiasi integrazione sociale. E il riferimento non è rivolto solo agli immigrati. Sono coinvolti aree del paese, come la realtà del Mezzogiorno, sempre più abbandonato al degrado e alle efferatezze della mafia, e quelle regioni del nord, la parte più ricca del paese, dominata oggi dalla Lega. E non è un caso visto, che è la dimostrazione di quell'asse tra potere finanziario e rappresentanze politiche che si identificano nel partito di Salvini. Comprendere con uno spirito critico, le ragioni del ridimensionamento della sinistra e della stessa condizione del PD, costituisce un elemento essenziale per rimettere in piedi una nuova cultura della politica fondata su la concretezza, su una credibile progettualità, pervasa da una morale robusta contro la corruzione e il malaffare.

Il voto del 26 maggio consente al PD, incoraggiato da quel 22,7%, di ripartire per attrezzare una proposta economica e sociale capace di ribaltare e di colpire privilegi e interessi, riportando in primo piano il lavoro, diritti, giustizia sociale, ambiente in una società smarrita che ha bisogno di riferimenti chiari e forti.
Questo implica che il PD sia "un partito che agisca nella società" come afferma il segretario nazionale, anche in una provincia come quella di Frosinone, in cui alle europee la Lega risulta essere il primo partito, seguito da 5Stelle e terzo il Partito Democratico.

Un risultato che deve essere approfondito, rilevando le contraddizioni e le carenze della presenza e del ruolo del PD. Occorre avere una precisa conoscenza dei fatti e della realtà che avvolgono questo territorio, valutarli su la base di principi generali da cui fare scaturire una impostazione politica organica rivolta ai bisogni e alle prospettive per il futuro.
Approfondire la ricerca delle condizioni in cui si muove la società nel suo insieme e nelle condizioni delle singole persone, costituisce l'essenza della politica
Le sofferenze di una condizione precaria del mondo del lavoro e di quello dei giovani, sono abbastanza evidenti. Basta per tutti l'odissea vicenda di "Vertenza frusinate", per arrivare all'incerto futuro della FcA di Cassino, alla criticità delle aree interne alla provincia, senza parlare dei livelli di disoccupazione.
Se il PD, avviando il nuovo corso zingarettiano, non riesce a ristabilire una presenza politica e organizzativa su tutto il territorio per conquistare la fiducia di quanti lo hanno abbandonato nelle elezioni politiche del 2018 e in quelle europee del 2019, rischia un suo ulteriore arretramento.

Esso deve superare un handicap politico dal momento che non si assiste a una efficace conduzione del governo del partito e della sua identità, che non può essere scaricata su i sindaci. Si può essere soddisfati che in molti comuni di questa provincia, andati al voto amministrativo in contemporanea con le europee, si sia avuto una conferma di un governo del centrosinistra, premiando l'operato dei sindaci. Ma il 26 maggio l'elettore ha dato un giudizio politico sul PD e uno di merito su il sindaco, con una differenza notevole. Il PD, come partito, in tutti i 39 comuni in cui si è votato per le amministrative, alle europee risulta essere il terzo partito, in qualche caso il quarto. La Lega è sempre il primo partito con percentuali che oscillano tra il 35% e 54%. Nello stesso giorno l'elettore vota la fiducia su la base di un giudizio rivolto alla persona a candidato sindaco, che capeggia una coalizione civica di ispirazione di centrosinistra, e alla maggioranza che ha governato. E' pur vero che nelle comunali non c'era il simbolo, ma anche nelle realtà in cui appare il simbolo, vedi Cassino e Veroli, il PD risulta essere terzo. Non cambiano i risultati nel resto dei comuni che non hanno avuto elezioni amministrative, non disprezzando il suo 16%, che supera del 2% il risultato delle politiche.

Valutazioni che impongono un inversione di tendenza del ruolo del PD, riappropriandosi di un suo ruolo attraverso una presenza sui territori e soprattutto prospettare soluzioni rispetto alle esigenze di una intera società in condizioni fortemente critiche e che cerca ancoraggi più solidi e fidati, elaborando una sua proposta che non sia in risposta, che viene data nelle sedi istituzionali, alle forze populiste e nazionaliste, ma come la presentazione di un suo progetto per governare il paese e tirarlo fuori dal baratro in cui è precitato.
Tutto ciò ripropone una revisione strutturale del partito e una cultura politica che superi "l'articolazione dei gruppi di potere che non ha corrisposto alle aspettative di militanti e amministratori", ammonisce Zingaretti.
Una impostazione necessaria per recuperare anche in questa provincia, una efficace politica collegiale, che favorisca una pluralità di idee e sia in grado di portare a sintesi un progetto per la sua rinascita.

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 



lì 31 maggio 2019

Leggi tutto...

Veroli al voto: Confronto diretto dei candidati a Sindaco

Veroli confrontofraicandidatiasindaco 350 mindi Maria Giulia Cretaro - Sembrava un incontro archiviato, eppure è arrivato quello tra i candidati alla carica di Sindaco di Veroli, tra rimpalli . La conferma della testata organizzatrice è arrivata nella serata del 22, annunciando per il rotto della cuffia il confronto del giorno dopo, nell'Aula Magna del Liceo Sulpicio. Ad anticipare l'incontro del pomeriggio, un messaggio social del Sindaco uscente Simone Cretaro, che in un inciso affonda il primo gancio "... L'incontro è organizzato da un editore locale che è manifestamente schierato a sostegno di un altro candidato e che, nei cinque anni passati attraverso la sua testata on line, ha avuto un costante atteggiamento critico e ostile nei confronti dell'amministrazione comunale. Tali circostanze dovrebbero indurmi a non accettare l'invito. Invece ho accettato senza porre alcun tipo di condizione, perché sono fermamente convinto che il problema non è mai rappresentato dal contenuto delle domande o da chi le pone.. ". Della serie “qualcuno avrà pure il vantaggio nella prima mano, ma io gioco lo stesso, anzi rilancio".

E al tavolo, infatti sono accorsi tutti e tre, fatti accomodare dal mazziere, pardon moderatore, scelto per l'occasione, Alessio Brocco. Uno pseudo dibattito all'americana, ovvero nove domande, un minuto per rispondere a disposizione di ogni candidato: queste le regole della partita in virtù della par condicio. Per non far torto a nessuno, il giornalista ad ogni quesito ha estratto l'ordine di risposta, un rocambolesco metodo che ha placato il ritmo del dibattito ma non la fame dei candidati. Perché dopo un mese di campagna affidata agli slogan, urgeva un confronto sui programmi. E in un paio di mani, i bluff vengono a galla. Nei discorsi introduttivi ognuno rimane nel suo. Fabrizio Cretaro avanza con la ricetta consueta del Movimento: question time e sportelli di contrada, diretta streaming del consiglio comunale, compostaggio di quartiere per i rifiuti. Simone Cretaro si affida ai fatti del suo quinquennio e ai dati concreti ovvero incremento turistico ed investimento massimo dell'amministrazione per il sociale. Marco Bussagli riconquista il ruolo di candidato sindaco per il centrodestra, illustrando la sua Veroli "imprenditrice", con il turismo caposaldo, istruzione a colonna portante e nuovi assessorati tecnici.

Quindici minuti di platea in ossequioso ascolto, pronta a scaldarsi per i temi cruciali. Alessio Brocco riprende il microfono e distribuisce le carte. Un bouquet di domande che sembra calcare i punti programmatici di un candidato specifico, gli altri due capiscono al volo ma tengono salda la partita. Centro storico, Prato di Campoli, raccolta differenziata, turismo e commercio senza mancare la sanità; grande assente la questione acqua, Acea e Ato 5 possono attendere la prossima tornata elettorale. Sul sistema sanitario locale parte la stoccata di Bussagli, che fa la voce grossa sulle condizioni del vecchio ospedale e l'operatività mozzata della guardia medica. Un'ovvia occhiataccia all'operato di Cretaro Simone, peccato che a chiarire le idee al professore ci pensa anche il Cretaro pentastellato. Le competenze in merito sono della ASL e il bene in questione appartiene alla Regione, ergo il primo cittadino di autonomia in merito ne ha poca. Due risposte al prezzo di una: regola numero uno, mai sottovalutare l'avversario. Il climax dell'incontro si raggiunge con l' intramontabile domanda su Palazzo Campanari; Bussagli cerca di capire il perché di un tale acquisto gravoso per i contribuenti senza un progetto alla base conquistandosi applausi a gogo, Fabrizio Cretaro rilancia sostenendo che lasciar scegliere i cittadini su accendere o meno un mutuo sarebbe stata cosa buona e giusta. Ed è qui che la calma di Simone Cretaro si svela e placido cala il poker d'assi: esistono tutte le condizioni per procedere all'acquisto del Palazzo e l'iter è avviato. La sua amministrazione ha però scelto di rimandare a dopo le elezioni il lasciapassare definitivo, per attendere l'appoggio completo dei verolani. Democrazia diretta dai tempi delle polis greche in barba a quella 2.0.

Con lo stesso serafico appeal di chi ha la legge dalla sua, il Sindaco uscente bypassa la provocazione sull'utilizzo improprio del Palacoccia, sottolineandone la completa agibilità e fruizione per eventi di ampio respiro. Mentre il candidato di centrodestra vede arginato il suo cavallo/cavillo di battaglia, il pentastellato incassa il colpo e con eleganza non ribatte.
Era l'occasione per i tre di puntare tutto, per uscire trionfanti seppur scalfiti, nel solo incontro diretto.

Fabrizio Cretaro, inedita scoperta di questa tornata, guadagna approvazione e rispetto per i modi e l'attenzione mostrata. Perdonato anche lo scivolone sulla non conoscenza del bilancio Comunale, ha difeso le sue idee e palesato con garbo e lessico puntuale il suo programma, senza perdere mai l'obiettivo. Un esordio pubblico a cui ha reso giustizia.

Marco Bussagli, sicuramente più avvezzo a platee di uditori, tenta di uscire dai toni cauti del suo ruolo accademico per vestire quelli di politico, con qualche difficoltà di approccio. Recupera in corsa, proponendosi come alternativa credibile sul territorio e per il territorio grazie alla sua coalizione.

Simone Cretaro, che da amministratore uscente aveva tutto da perdere, conferma la sua padronanza della macchina comunale e la coscienza dei tempi e delle dichiarazioni in politica. Il silenzio che molti gli hanno rimproverato in questo mese, gli è valso il vantaggio nell'incontro.

Non sarà certo questo dibattito a sancire vinti e vincitori, a questo penseranno gli elettori domenica, ma è stato senza dubbio un guizzo di concretezza in una campagna elettorale poco politica e troppo d'azzardo. E chissà che qualcuno non abbia puntano troppo.

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

UE voto 2019. Lina Novelli, Sindaca candidata del PD

lina novelli 2 ridimensionato minA differenza della fine del '900 oggi l'UE è percepita come responsabile delle condizioni di crisi che colpiscono i ceti più deboli dei paesi europei. Si può correggere questa percezione, come?

Si, la percezione è cambiata notevolmente e oggi il sentimento antieuropeo è cresciuto molto.
Purtroppo dopo l’entrata in vigore dell’Euro è mancata la costruzione di una vera sovranità politica europea capace di guidare uno sviluppo equilibrato e sostenibile con le scelte più adeguate per favorire la crescita e l’inclusione sociale.
Moltissimo c’è da fare per riavvicinare L’Europa ai tanti cittadini della comunità, a cominciare da un cambiamento vero e profondo delle politiche che hanno prodotto questa rottura tra popoli e istituzioni. Cambiamento che certo non può essere rappresentato dai sovranisti e dai nazionalisti perché l’Europa ha già conosciuto i nazionalismi quando questi sono stati la causa dei conflitti più gravi della storia dell’umanità.
Ciò che serve è riavvicinare l’Europa ai bisogni veri dei cittadini con istituzioni rinnovate e più rappresentative della volontà popolare. Noi proponiamo di lavorare alla costruzione degli Stati Uniti d’Europa dove i cittadini che votano lo fanno per scegliere sia il parlamento e sia il governo dell’Unione.

 

Qual è a suo parere la critica più fondata e quale correzione principale andrebbe introdotta?

La critica più fondata è che l’Europa è apparsa via via più distante dalla vita materiale di milioni di cittadini. E il problema principale, almeno di questi ultimi dieci anni, è stata la cosiddetta “austerity” che ha imprigionato molti paesi dell’Unione alle più rigide regole di bilancio senza avere la possibilità di investire risorse per la crescita economica e occupazionale e reagire alla crisi del 2007-2008.
Adesso, più che mai, ciò che serve è il ritorno a politiche più espansive che aumentino le opportunità per i cittadini, per le imprese e per i territori. Bisogna rimettere al centro il lavoro e lo sviluppo sostenibile.

 

In questa situazione qual è il punto di forza del programma del PD? Ha in sé le proposte perché la voce dei popoli pesi nella giusta misura sulle decisioni legislative del Parlamento europeo?

IL PD propone un’Europa riformata e democratica come strumento essenziale per superare le disuguaglianze, perseguire la giustizia fiscale, affrontare le minacce dei cambiamenti climatici, gestire i flussi migratori e garantire la sicurezza per tutti i cittadini europei.
In un’Europa veramente democratica il Parlamento, che rappresenta direttamente i cittadini dell’Unione, e il Consiglio, che rappresenta gli Stati, devono essere sullo stesso piano. Il principio della co-decisione sugli atti legislativi, oggi in vigore su molte materie, deve essere esteso a tutte le materie proprio per realizzare la pari dignità tra la voce dei cittadini e quella dei governi.
In ogni caso il prossimo Parlamento Europeo deve promuovere una profonda riforma costituzionale dell’Unione Europea.

 

Secondo lei dovrebbe concludersi l'esperienza della Commissione europea per fare posto a pieni poteri del Parlamento UE?

Chiedere, come noi facciamo, una riforma costituzionale dell’Europa significa innanzitutto voler semplificare e rendere più efficienti le istituzioni europee. Avere insieme la Commissione Europea e il Consiglio d’Europa, entrambi in rappresentanza dei governi degli Stati, è qualcosa che deve necessariamente essere superata per lasciare il posto ad un limpido confronto tra Parlamento europeo e Governo europeo.

 

Dopo Greta Thunberg, l'UE dovrebbe legiferare per aumentare le normative ambientali destinate alle imprese al fine di ridurre le emissioni di diossido di carbonio e gli sversamenti di inquinanti nei fiumi?

L’iniziativa ‘Fridays for future’ di Greta, sostenuta da milioni di giovani in tutto il mondo, impone una significativa attenzione alle tematiche ambientali. Nella lotta ai cambiamenti climatici non si può e non si deve perdere altro tempo perché è ormai un’emergenza e una priorità.
Secondo noi, in materia di emissioni, si deve rivedere il pacchetto clima-energia per giungere al dimezzamento delle emissioni nel 2030 e a zero emissioni nette nel 2050. Inoltre, serve un piano straordinario con il quale l’UE dovrà essere capace di mobilitare 290 miliardi di Euro per la completa decarbonizzazione del sistema energetico europeo.
Per quanto riguarda gli sversamenti di inquinanti nei fiumi, si tratta di veri e propri reati ambientali che vanno perseguiti come prevede la legge italiana introdotta nella precedente legislatura e meglio conosciuta come “legge sugli ecoreati”. La legge italiana fa seguito ad una direttiva europea del 2008, proprio in materia di reati ambientali.

 

Il rapporto Europa territori, in termini di ascolto e risposta ai disagi e nuove esigenze può offrirsi a nuove opportunità ed esperienze, in che modo principalmente?
E’ necessaria una nuova visione per i territori, le città e le periferie affinchè nessuno resti indietro. Noi, per esempio, pensiamo che i fondi di coesione devono diventare sempre di più il centro di una politica attiva contro la povertà e le disuguaglianze, a cominciare dalle aree più deboli. Nella prossima programmazione europea serviranno almeno 5 miliardi di Euro per le aree urbane e per i piccoli comuni che soffrono lo spopolamento e la perdita di servizi essenziali.
La mia esperienza di Sindaco di un piccolo comune, Canino, che si mette in gioco in una competizione di ambito sovranazionale vuole proprio rappresentare una domanda di partecipazione forte dei territori alle scelte fondamentali dell’UE. Ma rappresenta anche la consapevolezza che i territori devono sapersi organizzare per essere all’altezza della sfida europea e coglierne tutte le opportunità. I territori, le comunità locali, devono fare rete se vogliono dire la loro ed essere ascoltati. In Europa vincono le reti, e noi dobbiamo accettare questa sfida se vogliamo veramente realizzare un salto di qualità.

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

E pure Salvini venne a Veroli

gliombrellidisalvini minVeroli è la città prescelta; mentre tutti gli altri appuntamenti in Ciociaria vengono annullati, Matteo Salvini, approda nella città ernica sul carroccio messo in piedi da Gianfranco Rufa, fiero cocchiere dell'incontro.

Palco da feste di paese, e impianto fonico corroborante, tutto ad hoc per accogliere il volto politico più fotografato d'Italia. A sostegno di Bussagli sindaco ci saranno anche liste civiche, Forza Italia e Fratelli D'Italia, ma la cavalcata delle valchirie è tutta leghista. Non c'era Wagner ad accompagnare il superbo ingresso del Capitano in Piazza Mazzoli, ma un più rigoglioso "Nessun dorma" pucciniano e al grido "Vincerò" Matteo Salvini spunta sul palco.

Un auspicio trionfale, condito da ovazioni e applausi del pubblico. Non certo l’orda di folle e urla a cui è abituato, ma si sa Veroli è sempre stata politicamente timida, al massimo curiosa. In fondo ai tanti accorsi da tutto il basso Lazio (meno del previsto ma la pioggia ha giocato il suo tiro mancino), poco interessavano i preamboli di Senatori, Candidati alle Europee e compagnia cantante, l'attenzione e gli occhi erano tutti per lui, il frontman della politica e dei selfie. Si, perché il Ministro dell'Interno, non ha assistito agli interventi dei suoi, tanto meno del candidato Sindaco, sale sul pulpito a propaganda già iniziata. Forse perché la dialettica di partito marca ad uomo e viaggia su binari definiti e dettati dall'alto, non serve una supervisione diretta. I candidati alle Europee poi, possono dormire sonni tranquilli, Salvini è capolista in ogni circoscrizione, possono risparmiare discorsi e programmi, a far campagna ci pensa lui. E dire che la squadra della Lega ci ha provato a prendersi qualche momento di gloria nella storica giornata di Mercoledì 15 Maggio. Ottaviani, lascia presagire il predominio assoluto di Salvini sulla coalizione di Destra, salutando gli ormai leader, surclassati dal capitano per lungimiranza e acclamazione. Il patron della kermesse Gianfranco Rufa, cerca di ricordare anche il candidato Sindaco, dimesso e mesto all’angolo del palco, e conferma il bisogno di cambiamento per Veroli. Ritorna sull'assetto nazionale, riferendosi "alla rigidità necessaria per educare i nostri figli e contrastare i radical chic e gli antifascisti più fascisti dei fascisti". Se due negazioni fanno un’affermazione, la conclusione vien da sè. Rilancia anche Francesco Zicchieri, che punta sul trend del momento, la "difesa è sempre legittima" raccimolando quegli applausi necessari per tornare a casa soddisfatto. La stoccata finale la da appellandosi alla tutela della famiglia tradizionale, indiscutibile e saldo valore d'Italia.

Autarchia, famiglia, incremento delle nascite: è il 2019 ma in un attimo è ventennio nei discorsi di Rufa e Zicchieri. Mancava una foto di Salvini a torso nudo nelle campagne ciociare e la rievocazione storica sarebbe stata completa.ilselfidisalvini 350 min
Ci pensa però l’italico virgulto a riportare l’attenzione sull’attualità; Salvini inizia sciorinando un elenco infinito di successi del Governo, non per ultimo l’abolizione della Legge Fornero “Oggi a Veroli non piove, sono le lacrime della Fornero”,e giù applausi da chi la pensione già ce l’ha e da, chi inconsapevole, non la vedrà mai. “Il 26 Maggio andate a votare, dobbiamo farci valere in Europa e non sottostare più alle regole dei burocrati”. Sistemi che, in vent’anni al Parlamento europeo, non è riuscito a contrastare, forse per il basso numero di presenze, ma questa è un’altra storia.
L’affondo più interessante e forse il solo tema nuovo rispetto ai comizi a cui ci ha abituato Matteo nazionale, è il Decreto Sicurezza Bis: dal prossimo anno saranno le società sportive a provvedere al pagamento completo del personale negli stadi, non più lo Stato. Chi potrà permetterselo giocherà, gli altri a casa, perchè per legge, senza sicurezza non si scende in campo; selezione naturale a suon di capitale. Dichiarazioni che arrivano alla vigilia del fascicolo aperto su Salvini dalla Corte dei Conti del Lazio. Perché il bel Piaggio P-180, la Ferrari dei cieli, sembra aver accompagnato il Vice premier su e giù per la Penisola anche per eventi elettorali con un massiccio dispiegamento di Forze dell’Ordine. Negli Stadi no, ma per acclamazione a furor di popolo i soldi dei contribuenti sembrano essere ben spesi.

Dopo tutto la prassi formale per il Capitano è quanto mai superata; ed infatti, in barba alla buona creanza istituzionale, che chiede ad un Ministro della Repubblica italiana di avvisare il Sindaco della città che visita, Salvini entra a Veroli senza suonare il campanello di Simone Cretaro. Al di là delle posizioni ideologiche si è Stato, ma in campagna elettorale tutto è concesso, anche una svista al galateo politico.

Si conclude così il pomeriggio; con indosso la felpina blu e la gloriosa scritta “Veroli” stampata in giallo, Matteo Salvini si appresta a scattare la carrellata di selfie, che impone una fila più lunga di tutto il comizio. Tutti contenti, felici e partecipi, anche il Professor Bussagli, nonostante non sia nemmeno stato nominato dal Ministro. Eppure la corsa per diventare Sindaco dovrebbe essere la sua, per fortuna c’erano gli striscioni alle loro spalle a ricordarlo.
La folla si accalca per una foto e le mamme avvicinano i bambini alle mani del Capitano. Sembrano lontani i tempi in cui eravamo chiamati terroni usurpatori di lavoro, ora il grido è “prima gli italiani” e tanto basta al popolo per dimenticare il passato.
Anche quello verolano calamitato dal fasci(n)o leghista.

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici