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Ignazio Mazzoli

Ignazio Mazzoli

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UE voto 2019. Lina Novelli, Sindaca candidata del PD

lina novelli 2 ridimensionato minA differenza della fine del '900 oggi l'UE è percepita come responsabile delle condizioni di crisi che colpiscono i ceti più deboli dei paesi europei. Si può correggere questa percezione, come?

Si, la percezione è cambiata notevolmente e oggi il sentimento antieuropeo è cresciuto molto.
Purtroppo dopo l’entrata in vigore dell’Euro è mancata la costruzione di una vera sovranità politica europea capace di guidare uno sviluppo equilibrato e sostenibile con le scelte più adeguate per favorire la crescita e l’inclusione sociale.
Moltissimo c’è da fare per riavvicinare L’Europa ai tanti cittadini della comunità, a cominciare da un cambiamento vero e profondo delle politiche che hanno prodotto questa rottura tra popoli e istituzioni. Cambiamento che certo non può essere rappresentato dai sovranisti e dai nazionalisti perché l’Europa ha già conosciuto i nazionalismi quando questi sono stati la causa dei conflitti più gravi della storia dell’umanità.
Ciò che serve è riavvicinare l’Europa ai bisogni veri dei cittadini con istituzioni rinnovate e più rappresentative della volontà popolare. Noi proponiamo di lavorare alla costruzione degli Stati Uniti d’Europa dove i cittadini che votano lo fanno per scegliere sia il parlamento e sia il governo dell’Unione.

 

Qual è a suo parere la critica più fondata e quale correzione principale andrebbe introdotta?

La critica più fondata è che l’Europa è apparsa via via più distante dalla vita materiale di milioni di cittadini. E il problema principale, almeno di questi ultimi dieci anni, è stata la cosiddetta “austerity” che ha imprigionato molti paesi dell’Unione alle più rigide regole di bilancio senza avere la possibilità di investire risorse per la crescita economica e occupazionale e reagire alla crisi del 2007-2008.
Adesso, più che mai, ciò che serve è il ritorno a politiche più espansive che aumentino le opportunità per i cittadini, per le imprese e per i territori. Bisogna rimettere al centro il lavoro e lo sviluppo sostenibile.

 

In questa situazione qual è il punto di forza del programma del PD? Ha in sé le proposte perché la voce dei popoli pesi nella giusta misura sulle decisioni legislative del Parlamento europeo?

IL PD propone un’Europa riformata e democratica come strumento essenziale per superare le disuguaglianze, perseguire la giustizia fiscale, affrontare le minacce dei cambiamenti climatici, gestire i flussi migratori e garantire la sicurezza per tutti i cittadini europei.
In un’Europa veramente democratica il Parlamento, che rappresenta direttamente i cittadini dell’Unione, e il Consiglio, che rappresenta gli Stati, devono essere sullo stesso piano. Il principio della co-decisione sugli atti legislativi, oggi in vigore su molte materie, deve essere esteso a tutte le materie proprio per realizzare la pari dignità tra la voce dei cittadini e quella dei governi.
In ogni caso il prossimo Parlamento Europeo deve promuovere una profonda riforma costituzionale dell’Unione Europea.

 

Secondo lei dovrebbe concludersi l'esperienza della Commissione europea per fare posto a pieni poteri del Parlamento UE?

Chiedere, come noi facciamo, una riforma costituzionale dell’Europa significa innanzitutto voler semplificare e rendere più efficienti le istituzioni europee. Avere insieme la Commissione Europea e il Consiglio d’Europa, entrambi in rappresentanza dei governi degli Stati, è qualcosa che deve necessariamente essere superata per lasciare il posto ad un limpido confronto tra Parlamento europeo e Governo europeo.

 

Dopo Greta Thunberg, l'UE dovrebbe legiferare per aumentare le normative ambientali destinate alle imprese al fine di ridurre le emissioni di diossido di carbonio e gli sversamenti di inquinanti nei fiumi?

L’iniziativa ‘Fridays for future’ di Greta, sostenuta da milioni di giovani in tutto il mondo, impone una significativa attenzione alle tematiche ambientali. Nella lotta ai cambiamenti climatici non si può e non si deve perdere altro tempo perché è ormai un’emergenza e una priorità.
Secondo noi, in materia di emissioni, si deve rivedere il pacchetto clima-energia per giungere al dimezzamento delle emissioni nel 2030 e a zero emissioni nette nel 2050. Inoltre, serve un piano straordinario con il quale l’UE dovrà essere capace di mobilitare 290 miliardi di Euro per la completa decarbonizzazione del sistema energetico europeo.
Per quanto riguarda gli sversamenti di inquinanti nei fiumi, si tratta di veri e propri reati ambientali che vanno perseguiti come prevede la legge italiana introdotta nella precedente legislatura e meglio conosciuta come “legge sugli ecoreati”. La legge italiana fa seguito ad una direttiva europea del 2008, proprio in materia di reati ambientali.

 

Il rapporto Europa territori, in termini di ascolto e risposta ai disagi e nuove esigenze può offrirsi a nuove opportunità ed esperienze, in che modo principalmente?
E’ necessaria una nuova visione per i territori, le città e le periferie affinchè nessuno resti indietro. Noi, per esempio, pensiamo che i fondi di coesione devono diventare sempre di più il centro di una politica attiva contro la povertà e le disuguaglianze, a cominciare dalle aree più deboli. Nella prossima programmazione europea serviranno almeno 5 miliardi di Euro per le aree urbane e per i piccoli comuni che soffrono lo spopolamento e la perdita di servizi essenziali.
La mia esperienza di Sindaco di un piccolo comune, Canino, che si mette in gioco in una competizione di ambito sovranazionale vuole proprio rappresentare una domanda di partecipazione forte dei territori alle scelte fondamentali dell’UE. Ma rappresenta anche la consapevolezza che i territori devono sapersi organizzare per essere all’altezza della sfida europea e coglierne tutte le opportunità. I territori, le comunità locali, devono fare rete se vogliono dire la loro ed essere ascoltati. In Europa vincono le reti, e noi dobbiamo accettare questa sfida se vogliamo veramente realizzare un salto di qualità.

 

 

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“Suprematismo in Europa. Dalla rabbia all’odio”

Ruth Dureghello 350 260 mindi Aldo Pirone - Ieri su “Repubblica” la Presidente della comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello lancia un grido di allarme sul cosiddetto “suprematismo” che secondo molti è all’origine dei rigurgiti di “razzismo che pervade la società e colpisce tutti”.

Intervistata da Alessandro Longo, la Presidente Dureghello denuncia: “Pensavamo che le società avessero sviluppato degli anticorpi contro fascismo e nazismo. Le manifestazioni di questi giorni dimostrano che non è così” e cita come “Inaccettabile lo striscione di Forza Nuova contro Papa Francesco”. Poi aggiunge: “Mi chiedo che cosa possiamo fare insieme per evitare che il cittadino si abitui a certe immagini, o a certi linguaggi. Dico che non ci può essere ambiguità. Certe manifestazioni bisogna soffocarle sul nascere, dichiarare chi sta dentro e chi sta fuori il consesso civile. Gli anticorpi devono palesarsi”. Molto giusto e sacrosanto.
Al che l’intervistatore le fa notare: “Bisogna ricordare che c’è chi con i suprematismi sta giocando pericolosamente. La Lega al governo guarda con benevolenza, usando un understatement, a questo mondo”. La Presidente Dureghello ne conviene, ma con prudenza diplomatica risponde: “Lo faccio dire a lei”. Ricorda, poi, che oggi si svolgerà un convegno promosso dalla Comunità ebraica dal titolo: “Suprematismo in Europa. Dalla rabbia all’odio”. Infine, la massima esponente ebraica romana individua nel suprematismo americano l’origine dell’ondata che, partita dagli States, è arrivata fino all’Europa.

A proposito di anticorpi, qualche consiglio, per non dire una vera e propria strigliata, la signora Dureghello lo dovrebbe dare anche a Benjamin Nethanyau premier di destra, appena rieletto, di Israele. Nel dicembre scorso, infatti, “Bibi” ha ricevuto con tutti gli onori Matteo Salvini nel suo solito e permanente tour elettorale, definendolo “grande amico di Israele”. Il “bauscia” milanese ha partecipato anche a una cerimonia allo Yad Vashem, il museo dell’Olocausto, indossando per l’occasione la kippà ebraica. Come tutto ciò si concili con il suo patrocinio di Casa Pound e Forza Nuova, degli umori di destra d'ogni gradazione e colore nonché con l’adozione di pose fascistiche di vario genere e tenore, è tutto dire.

Ma ancor di più occorre sottolineare come Nethanyau abbia potuto chiamare “grande amico di Israele” uno come Salvini. Il nazionalismo israeliano a forza di trovare sostegno nel suprematismo americano adottato da Trump si sta trasfigurando nel suprematismo ebraico nei confronti degli stessi arabi palestinesi appartenenti a Israele, per non dire dei palestinesi profughi negli stati arabi confinanti. Un’involuzione contro natura se si pensa ai progrom, alle persecuzioni razziali fino all’Olocausto patiti dagli ebrei. Sta di fatto che nazionalismi e suprematismi razziali di varia origine, stanno trovando convergenze una volta impensate. Questo significa che i famosi “anticorpi”, giustamente invocati dalla Presidente Dureghello, sono un problema che tocca anche Israele.
E per gli ebrei di tutto il mondo, questa non è una buona notizia.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

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Frosinone, immeritato ko con l'Udinese

Dionisi dopo il gol a Udinese 350 mindi Tommaso Cappella* - Aria di smobilitazione in casa Frosinone che subisce un altro ko interno, questa volta per mano dell'Udinese che, a due giornate dal termine del campionato di serie A, deve però ancora lottare per la salvezza, dopo la vittoria dell'Empoli in casa della Sampdoria. I giallazzurri, retrocessi al termine della sfida pareggiata 2-2 in casa del Sassuolo, hanno affrontato la squadra di Tudor con la mente ormai rivolta altrove e, quindi, senza gli stimoli giusti per cercare magari di conseguire un risultato positivo. Una gara che ha visto Paganini tra i migliori in campo e il ritorno al gol dopo un lunghissimo digiuno da patte di Dionisi, anche se non è servito per evitare la sconfitta.

Primo tempo comunque in balia dei friulani. Dopo un tentativo di Pinamonti con l'ex De Maio a liberare in angolo, all'11' l'Udinese passa: azione del tutto personale di Okaka che parte dai trenta metri, protegge col fisico la sfera e va via a Sammarco e Capuano, tirando in diagonale sul secondo palo. Il Frosinone si scuote e ci provano i vari Paganini, Valzania e Ciano, quest'ultimo soprattutto su calcio piazzato. Si da un gran da fare anche Daniel Ciofani, ma al 41' la squadra di Tudor raddoppia. Da calcio di punizione De Paul crossa sul secondo palo, palla facile per Samir che schiaccia di testa in fondo al sacco. E poco prima del riposo arriva addirittura il tris. Ancora De Paul recupera palla a centrocampo e pesca Lasagna in area di rigore, su di lui esce Bardi lasciando la porta vuota, lo stesso Lasagna serve così Okaka al centro dell'area di rigore che libero, trova facilmente il tap-in. Nella ripresa l'Udinese contreolla la sterile reazioin e del Frosinine. Al 20' entra Dionisi per Daniel Ciofani. Alla mezz'ora tenta il tap-in Paganini, Musso respinge con i piedi, Frosinone anche sfortunato, non riesce a trovare il gol. Al 40' però i giallazzurri vanno a segno: da calcio d'angolo il colpo di testa proprio di Dionisi sorprende Musso. Finisce così 3-1 per l'Udinese.

A due giornate dal termine del torneo, per il Frosinone ci sarà domenica prossima alle ore 18,00, a meno di posticipo alle 20,30 come richiesto dalla società rossonera, a San Siro l'impegno con il Milan, in lotta per un posto in Champions League, per poi chiudere allo “Stirpe” con il già da tempo retrocesso Chievo Verona. E' chiaro che ci si aspetta una prova d'orgoglio da parte dei giallazzurri, proprio perché hanno tutto da guadagnare e nulla da perdere contro una squadra blasonata come lo è sicuramente il Milan. Se lo augurano soprattutto i tifosi i quali si apprestano a vivere di nuovo una stagione tra i cadetti che ci si augura possa essere di passaggio per poi tornare nella massima serie già a giugno dell'anno prossimo. Nel corso della gara contro l'Udinese, tra l'altro, la parte calda del tifo giallazzurro ha anche esposto uno striscione con scritto: “Il nostro amore il finale ignora, cio' che conta è noi due ancora”. Chiaro messaggio d'amore da parte di tifosi a squadra e società.

*giornalista volontario in pensione

Lavoro. E' già finanziata la bonifica della Valle del Sacco, partiamo da lì

13maggiodisoccupati 1 350 mindi Valentino Bettinelli - È ancora tempo di assemblea per i disoccupati del comitato di Vertenza Frusinate. Ad ospitare i tanti presenti, ancora una volta il Salone di Rappresentanza del palazzo della Provincia di Frosinone. Tra i presenti non figura il Presidente della Provincia Antonio Pompeo, il quale aveva assicurato la sua partecipazione.

Tema centrale dell’incontro, iniziato con circa un’ora di ritardo, ancora lo stallo sul rifinanziamento della mobilità in deroga per le aree di crisi complessa. 117 milioni ancora in attesa dello sblocco e della ripartizione per le varie regioni interessate.
A fare il punto della situazione il solito Gino Rossi. “Questa assemblea serve a tenere alta l’attenzione sul nostro livello di partecipazione, fondamentale per smuovere la politica”. Il discorso di Gino Rossi mette in evidenza come nella manifestazione di Isola del Liri del Primo maggio “Vertenza ha dimostrato che ci sono anche i disoccupati nella nostra provincia. Quando chiediamo parola non è per fare carriera sindacale o politica. Il nostro spirito è la sopravvivenza delle nostre famiglie. Ad Isola del Liri questo diritto ci è stato negato, perché forse il nostro sguardo sulla realtà darà fastidio a qualcuno”.

La realtà di cui parla Gino Rossi è la “drammatica necessità per la sopravvivenza delle famiglie. Lo snodo fondamentale sarà l’accordo tra Regione e sigle sindacali. Il decreto attuativo per lo sblocco dei fondi è stato firmato da Di Maio e Tria con notevole ritardo. Adesso bisogna aspettare il pronunciamento della Corte dei Conti”.
Il passaggio tecnico ancora non è stato ratificato, ma, secondo le prime voci, pare che alla Regione Lazio, che aveva chiesto 35 milioni, ne verranno destinati circa 25-26.

I disoccupati di Vertenza Frusinate hanno piena coscienza che, prima o poi, lo strumento della mobilità in deroga verrà dismesso dallo Stato. Per questo13_maggio_19_disoccupati_assemblea il portavoce sottolinea che “il tema più importante è quello del lavoro. Lo abbiamo ribadito anche ai segretari provinciali dei sindacati; sono 4 anni che chiediamo il lavoro. Lavoro per noi significa politiche attive. A tal proposito abbiamo chiesto al presidente Pompeo l’organizzazione di un tavolo ad hoc sulle politiche attive; incontro che ci sarà il 10 giugno”.

La questione politiche attive è un nodo cruciale per la risoluzione del dramma dei disoccupati ciociari. A Vertenza Frusinate il merito di aver ostinatamente sollecitato le autorità competenti al fine di sedersi attorno ad un tavolo e creare dialogo tra tutti gli attori del territorio: Sindaci, Provincia, Regione, organizzazioni sindacali, lavoratori e imprenditori, parte necessaria per la fattiva riuscita del tavolo.
La speranza è che questo tavolo non sia l'ennesima occasione di discussione sterile tra le parti, piuttosto il volano per lo sviluppo di progetti utili per l’effettivo avvio delle politiche attive.

Gli stessi membri di Vertenza ricordano come un progetto chiaro e finanziato ci sia già, quello della bonifica della Valle del Sacco. Si chiede la trasparente pubblicazione di un elenco di tutti i disoccupati del territorio, che fornisca dati puntuali per l’effettivo inserimento degli stessi nei progetti di bonifica.
Le lungaggini burocratiche hanno ancora una volta allontanato l’attuazione di soluzioni concrete. Le decisioni che seguiranno l’appuntamento di giugno richiederanno i canonici tempi tecnici, quindi è più che mai necessaria la solerzia e la collaborazione tra gli attori protagonisti.

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Voto 2019. Veroli: Simone Cretaro

Simone Cretaro 350 minMaria Giulia Cretaro - Intervista a Simone Cretaro Candidato a Sindaco di Veroli per il centrosinistra.

Acea è tra gli argomenti più spinosi per i Comuni Ciociari, in caso di vittoria di elezioni, come verrebbe gestita la questione Acqua ed i servizi ad essa correlati?

La questione Acea implica due differenti considerazioni: la prima di ordine politico, l’altra di natura giuridica.
A livello politico, sono fermamente convinto che la gestione deve tornare ad essere pubblica e, più precisamente, comunale. Non mi convince la progettualità che vede la creazione di una società pubblica tra enti, rimanendo invariato l’attuale assetto organizzativo, perché si creerebbe un nuovo “carrozzone” che, a mio avviso, non porterebbe alcun vantaggio ai nostri concittadini.
L’altro aspetto che, invece, ci riguarda direttamente è quello del vincolo contrattuale vigente con Acea Ato 5 Spa e che scade nel 2034. In questi anni, è stato fatto passare il messaggio per cui la risoluzione del contratto fosse una decisone di carattere politico e non giuridico. Ovviamente passata la tornata elettorale dello scorso anno non si è parlato più di risoluzione, né, tanto meno, della sentenza del Tar Lazio che ha annullato la delibera di risoluzione, rigettando fortunatamente la richiesta di risarcimento dei danni formulata da Acea. Allora, realisticamente, bisognerà controllare il rispetto da parte del gestore di tutte le obbligazioni contrattuali in modo da garantire un servizio efficiente per i nostri concittadini.

 

La Regione Lazio ha riconosciuto a Veroli un primato culturale nella Provincia, come nel vostro programma questo punto di forza sarà portato avanti?

Le nostre istituzioni culturali sono da tempo uno dei punti di forza da cui ha tratto linfa lo sviluppo sociale, culturale ed economico della nostra comunità. Continueremo, pertanto, ad investire le risorse necessarie affinché le politiche culturali siano il motore economico della città di Veroli. Recentemente è stato inaugurato il Museo Civico archeologico “I luoghi del tempo”. Si tratta di un primo importante passo, che ci consentirà, nei prossimi mesi, di creare una rete museale cittadina attraverso: il Museo delle erbe, la Biblioteca Giovardiana, il Museo della Civiltà Rurale, il Tesoro della Cattedrale, la Basilica di S. Maria Salome e la Scala Santa, e il Calendario dei Fasti Verolani. Continueremo ad investire, inoltre, nella crescita dei nostri eventi culturali, grazie ai quali in questi anni la nostra città si è distinta a livello regionale e provinciale per il numero e, soprattutto, per la qualità degli eventi culturali. Abbiamo investito molto in questo settore, con la convinzione che gli eventi culturali di qualità siano lo strumento migliore per la promozione della città e per generare economia locale.

 

È facile scadere, dopo la campagna elettorale, in una distanza con la cittadinanza. Da qualche anno è stato introdotto il bilancio partecipativo; può essere sufficiente questa iniziativa per conoscere le aspettative dei cittadini e come pensate di assicurare dialogo con la cittadinanza e la sua partecipazione attiva nelle scelte del comune?

Il bilancio partecipativo rappresenta uno straordinario strumento di partecipazione diretta, mediante il quale i cittadini si rendono protagonisti della vita amministrativa della propria comunità. La partecipazione di migliaia di cittadini in questi anni ne è la prova. I tanti progetti presentati ci hanno dato la possibilità di individuare una serie di priorità che abbiamo inserito nel nostro programma elettorale.Un altro importante strumento di dialogo e di ascolto è rappresentato dalla rete associativa presente sul territorio, che si esplica nel settore culturale, sportivo, ricreativo e di protezione civile, ed è frutto della gran voglia di “fare” che anima molti nostri concittadini, sempre disponibili a collaborare. Si tratta di una risorse fondamentale, che abbiamo cercato di valorizzare stimolando una loro collaborazione reciproca attraverso la Consulta delle Associazioni. Lo strumento migliore resta però sempre la capacità degli amministratori di essere presenti sul territorio. Questo è e rimane lo strumento migliore di ascolto perché richiede un contatto umano diretto.

 

Veroli è un comune di grande estensione, particolarmente frazionato. Come conciliare le necessità del centro storico e quelle delle contrade, per rispondere alle domande degli oltre 20mila residenti? Esempio:Quali sono le esigenze principali del centro storico? Nelle contrade ci sono esigenze comuni o anche particolari per ognuna di esse, quali?

Il nostro Centro Storico si caratterizza per lo straordinario patrimonio artistico, monumentale ed archeologico. Gli ingenti sforzi fatti dalla nostra Amministrazione comunale volti a fare del centro storico di Veroli un luogo di interesse e di attrazione iniziano a dare frutti concreti. Ne è prova la presenza di moltissimi turisti che hanno visitato la nostra Città. Nel 2018 circa 10 mila persona hanno dormito a Veroli, circa 6 mila solamente nel Centro Storico. Le nostre Frazioni hanno un ruolo importante nella vita pubblica del nostro ampio territorio e sarà necessario continuare ad investire nella realizzazione di spazi pubblici, nel potenziamento dei servizi e nel miglioramento della viabilità. Il bilancio partecipativo ci è stato molto utile, perché ci ha consentito di individuare le esigenze che riguardano le varie realtà territoriali. Abbiamo già programmato diversi interventi, molti già finanziati, che daranno ulteriori servizi e, soprattutto, miglioreranno la qualità della vita di molti nostri concittadini.

 

Il Comune di Veroli è uno dei comuni con il In un momento economicamente difficile come questo, parlare di imposte è quanto mai delicato. Quali misure sono previste? Come progettate la vostra gestione fiscale del comune e come incideranno o dovrebbero incidere sui contribuenti?

E’ il Comune con il più basso livello di imposte locali non solo in provinciale, ma in Italia. La nostra addizionale IRPEF, l’imposta locale sul reddito delle persone fisiche, che rappresenta una leva finanziaria molto importante per le casse comunali è pari allo 0,20% a fronte di una media provinciale che è dello 0,80%.Inoltre, anche il costo dei servizi comunali risulta essere inferiore alla media provinciale. Lavoreremo per efficientare i nostri servizi, tra tutti l’aumento del livello di raccolta differenziata, in modo da poter diminuire ulteriormente i costi per i nostri concittadini.

 

Nota biografica

Simone Cretaro, avvocato con studio a Frosinone. Dopo un passato da vice Sindaco e cinque anni da primo cittadino, si presenta all'elezione del 26 Maggio per concorrere nuovamente per la carica di Sindaco di Veroli

 

 

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Il PD c'è, a Veroli '19

di Maria Giulia Cretaro - Il Partito Dempd veroli2 350 minocratico benedice Veroli, Veroli benedice il Partito Democratico con il sigillo di Francesco De Angelis.
Dopo lo scisma di 5 anni fa, il partito consacra il suo appoggio alla candidatura di Simone Cretaro. Una conferma per niente ovvia, visto il mancato sostegno nella scorsa tornata elettorale. Ma davanti al buon governo, certe posizioni possono essere riviste, senza essere tacciati di incoerenza. Va sottolineato che il Partito Democratico verolano, dopo il frullatore interno che lo ha investito negli ultimi anni, ha aperto una nuova fase con l'elezione del Presidente Cesidio Trulli e il Segretario Toni Pironi. Una guida rinnovata che ha da subito inaugurato una rotta decisa.

Così dalla sede di Passeggiata San Giuseppe, il nuovo direttivo PD presenta i suoi candidati al consiglio comunale. Sabato ore 18e 30, al cospetto di Francesco De Angelis, Sara Battisti e Mauro Buschini, il neo Segretario apre le danze.
Toni Pironi, non lascia spazio a convenevoli di poco conto, punta il focus da subito sulla stagione elettorale "La campagna che ci aspetta non sarà affatto semplice. Siamo circondati da un clima di grande sfiducia e preoccupazione. Uno dei nostri compiti principali sarà restituire ottimismo. Quello che ci si presenta davanti è un anno di spartiacque, che lascerà ferite sociali ed economiche che toccherà anche noi risanare. Veroli però parte in vantaggio, perché vive di un'amministrazione seria, rigorosa e puntuale. Non è un comune tenuto a galla, è un comune che può permettersi investimenti, senza tagliare servizi importati e funzionali. Veroli ha dimostrato un'attenzione al sociale superiore a tutte le altre realtà limitrofe. Presenta una tassazione che si assesta tra le più basse possibili. Gli ultimi 25 anni hanno migliorato la città; le amministrazioni Campanari, D'onorio e Cretaro hanno tenuto fuori Veroli dal pantano che circonda le altre".

Tra gli amministratori di quei mandati, molti provenivano dalla squadra PD, e rinnovano la loro candidatura anche in questa tornata. pd veroli1 350 min
Il discorso del segretario, non dimentica anzi sottolinea, l'incrinatura del 2014: momento che ha portato il suo partito a ricoprire nel Palazzo Comunale sia gli scranni della maggioranza che dell'opposizione. Situazione quanto mai complessa, ma che non ha sottratto serietà al ruolo ricoperto dai consiglieri, soprattutto senza sacrificare il rispetto personale. La capillare ricostruzione del circolo, è stata la svolta per riassemblare le fila e presentarsi ora come compagine unita. In questo la lista del Partito Democratico diverge da tutte le altre sostenitrice di Simone Cretaro: unico partito che vive un clima nazionale non dei più favorevoli.

Da questo punto però rilancia Toni Pironi ricordando come "Il simbolo ci assicura una filiera che collegherà Veroli alla Pisana: un contatto diretto tra il territorio e i nostri rappresentanti. Questo, così come competenza e serietà, metteremo al servizio di Simone Cretaro Sindaco, che merita la riconferma perché non c'è alternativa ad un'amministrazione che ha operato bene"
L'appoggio dei vertici regionali oltre ai discorsi in loco di Sara Battisti e del neo Presidente del Consiglio regionale, Mauro Buschini, arriva sintetico e puntuale in un messaggio del Presidente Nicola Zingaretti, "Fate brillare i nostri simboli e le nostre idee, siamo l'unico argine alla deriva della destra. Mettiamocela tutta.Ce la possiamo fare, ce la faremo". Mauro Buschini aggiunge alle parole del Presidente, il sostegno della Pisana, che in questi anni si è mostrata attenta alle istanze della cittadina ernica, e continuerà a farlo. Una promessa è un impegno, non sempre traduzione logica in politica, speriamo che lo sia in questo caso.

Non è certo passata inosservata la presenza di Francesco De Angelis, che tra elogi e lodi per il Sindaco Simone Cretaro, lancia il proclama a sbarrare PD in entrambe le votazioni: la tornata europea non può e non deve essere dimenticata. La battaglia al blocco Antieuropeista merita attenzione e affluenza alle urne.
Dopo i nomi altisonanti della Provincia, è la volta del candidato sindaco. Simone Cretaro sembra essersi lasciato alle spalle ogni screzio politico delle passate amministrative, tanto da aver "accolto" nella sua squadra di coalizione anche chi, nel suo mandato, è stato all'opposizione. Una pacificazione totale che consta del rispetto amministrativo e personale. Perché a questa lista, l'Avv. Cretaro riconosce coerenza e competenza. Caratteristiche ormai pensate come marginali, invece che portanti in contesti amministrativi. "La prima voce della nostra spesa sono i servizi sociali, per non lasciare nessuno indietro. Abbiamo messo al centro la cultura, anche se ci viene rinfacciato di sprecare soldi se vi investiamo. Sicuramente abbiamo sbagliato, sicuramente potremmo migliorare. Il clima che si è creato è favorevole per un lavoro attimale, la squadra è compatta ed inclusiva. Lo faremo ascoltando tutti gli attori della città, perché Veroli è di tutti, per migliorarla bisogna battersi e chiedere aiuto".

Tra i candidati, spazio a due portavoce, quote rosa anche nell'attuale consiglio, Assunta Parente e Francesca Cerquozzi. Entrambe sottolineano la volontà di superare le vecchie divergenze per concentrarsi su Veroli e le azioni necessarie per lavorare al meglio. Non sarà semplice, mettendo la faccia sotto un simbolo di partito, ma per coerenza ideologica non poteva essere altrimenti.
La chiusa del Segretario Toni Pironi è tutta dedicata alle europee "I valori di fondanti che da 70 anni assicurano a questo continente stabilità sono messi in discussione. La vittoria del fronte opposto sarebbe preoccupante. Siamo Verolani ma siamo anche e soprattutto Europei".

Una pace politica, quella emersa dalla presentazione, che arriva, seppur dopo anni, ancora in tempo sulla tabella di marcia. Un accordo programmatico che rilancia il Partito, ma che si dimostra funzionale specialmente per la città. Il 27 Maggio saranno sotto la lente d'ingrandimento tutti i risultati, quello del PD sicuramente più degli altri.

 

 

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Veroli al voto '19. Si presenta il centrodestra

presentazioneBussagli 2 350 260 mindi Maria Giulia Cretaro - Mancavano bandiere sventolanti, per il resto la Sala dell'Uliveto scelta per la presentazione ufficiale della Candidatura di Marco Bussagli e i suoi consiglieri, gridava destra.

Un merito sicuramente da riconoscere al contributo del Senatore di zona, Gianfranco Rufa, che gioca in casa e spende i nomi dei pezzi forti della Lega per sostenere il Dott. Bussagli; non certo casuale ad esempio, la presenza dell'eurocandidato Alberto Bagnai. L'aria nazionale sarà pure a tiratura giallo verde, ma quella verolana con la rediviva Forza Italia in pole position trasuda Seconda Repubblica. Ed infatti a sostenere Marco Bussagli, tra un discreto numero di cittadini, c'era tutto l'entourage berlusconiano della Provincia; dal Consigliere Regionale Pasquale Ciacciarelli, al Coordinatore Provinciale Tommaso Ciccone, fino al Consigliere comunale di Frosinone Danilo Magliocchetti. Un appello unanime, a dispetto dei diversi ruoli, a votare per il Professore, uomo di indubbia levatura morale e professionale, l'uomo giusto per restituire a Veroli la centralità che merita ed oggi non ha. Il compito che spettare al futuro di Sindaco di Veroli, di fatto ascoltando la platea di oratori è cosa già scritta, sarà proprio riattivare i canali turistici e culturali che in questi anni non hanno espresso tutto il loro potenziale. Una città che non ha nulla da invidiare ad altri centri, e governarla sarà il primo passo per darle lustro. L'invito più verace è quello che Ciccone rivolge ai suoi, ma anche agli altri candidati consiglieri: meno spot divulgati sui social e più porta a porta. La politica si fa suonando ai campanelli degli elettori non seduti dietro una tastiera. Un ritorno, dunque, alla concretezza di qualche anno addietro, quasi di democristiana memoria, a discapito dei metodi dell'era digitale (ammesso che sia possibile). Per non dimenticare nessun partito sostenitore, in rappresentanza di Fratelli d'Italia, il suo portavoce Antonio Abate, vista l'assenza del Senatore Massimo Ruspandini.

A riportare l'attenzione sullo scontro elettorale, ci ha pensato l'On. Rufa. "Mandiamo a casa questa amministrazione. Siamo una grande famiglia e dobbiamo farlo nel modo più leale e corretto possibile. A rovinarsi ci penseranno da soli". Un inciso che non lascia spazio ad interpretazioni o a diverse chiavi di lettura. presentazioneBussagli 1 350 260 min
Solo dopo la carrellata di interventi, la presentatrice della serata, nonché candidata, Ramona Basile, ha consegnato il microfono al contendente per la carica di Sindaco. Parole garbate e a tratti timide, quelle del Professor Bussagli, sintomo di una totale assenza di spirito di protagonismo. La sua attenzione è tutta per il programma. "Veroli ha bisogno di un progetto e noi l'abbiamo. Dobbiamo rimettere in moto una macchina amministrativa zoppicante e cercare di rendere viva una città che purtroppo non si nutre ancora delle sue ricchezze. Per questo la nostra intenzione è istituire due nuovi assessorati. Uno ai Finanziamenti Europei, per intercettare risorse e fondi che permetterebbero a questo comune di crescere senza gravare sullo stato. Ed un altro assessorato per il Territorio: ogni angolo di Veroli parla, per questo bisogna ascoltare le esigenze del singolo cittadino e attivarsi per rendere il territorio unito. Il nostro progetto più ambizioso è senza dubbio la volontà di portare a Veroli un Dipartimento di Agraria; un'iniziativa tale permetterebbe la valorizzazione del patrimonio locale, un incremento dell'offerta didattica e nuove opportunità per i giovani nella loro città di origine. In sintesi sarebbe un connubio perfetto per il territorio, le sue ricchezze ed il suoi cittadini"

Proposte ambiziose, che sicuramente fanno breccia nel cuore dell'elettore ed esercitano una forza attrattiva. Un blocco unito, quello schierato accanto al Dott. Bussagli, che copre tutto il territorio ed è pronto a conquistare le cariche più alte del Palazzo Municipale, tra volti noti e molti alla prima esperienza politica.
Saranno sufficienti le idee accattivanti e il benestare dei partiti ad assicurare a Marco Bussagli il ruolo di Sindaco di Veroli?

 

 

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Veroli 2019. Simone Cretaro verso il 26 maggio

Miravalle 28apr19 400 mindi Ignazio Mazzoli - Domenica 28 aprile ’19 intorno alle 18, nel grande salone della Pizzeria al Miravalle di Veroli era già campagna elettorale. Qualcuno da giorni mormorava che si stava facendo tardi. Non ce ne siamo accorti.
L’impressione generale è che la coalizione che sosterrà Simone Cretaro Sindaco (per la rielezione) sia stata la prima ad aprire i giochi.

In un clima da “convention” all'americana, gestita senza inibizioni da Egidio Cerelli, l‘ampio spazio che ospiterà una nuova pizzeria che si inaugurerà nei prossimi giorni, si è riempito di candidati, 96 di tutte le sei liste e di tantissimi elettori o semplicemente cittadini giunti da tutta Veroli.

Una atmosfera non dissimile da quella che nel 2014 assisteva al passaggio di testimone da Giuseppe D’Onorio a giovane Simone Cretaro. Nel chiacchiericcio in attesa dei discorsi era fresca la memoria del libro "SERIAMENTE... una politica dei fatti" che l’uscente D’Onorio presentò raccogliendo in otto capitoli un decennio di amministrazione da lui diretta. 10 anni per una svolta impressa al Comune di Veroli che se oggi può essere indicato come uno dei meglio amministrati in provincia di Frosinone si deve assegnarne il merito a quel decennio che costruì le basi economiche di quel comune e il suo profilo politico dando vita ad una sortà di continuità nel rinnovamento che quasi dappertutto è scomparsa.

Ma non solo nei colloqui dei presenti c’era il segno di quella stagione, ma anche nelle parole d’ordine di oggi: “Le Parole sono i Fatti” è il motto che campeggia nel manifesto del candidato a sindaco.

Bene veniamo a questi fatti dopo aver ascoltato l’inno d’Italia e una strana dichiarazione d’identità verolana elaborata da Cerelli: “Veroli potrebbe sembrare di centrodestra, ma a livello locale è tutt’altro…”. Nel timore di qualche smentita (da che parte?) a nessuno è scappata una parola e neppure per sbaglio che il 26 maggio si voterà anche per rinnovare il Parlamento Europeo.
In sala il neopresidente del Consiglio Regionale Mauro Buschini, la Consigliera Sara Battisti, noti e famosi ex Sindaci Carlo Fiorini, Peppe Marcoccia, Danilo Campanari, Cretaro, il papà dell’attuale sindaco il Presidente dell’Asi ed altre rappresentanze di associazioni. Dopo i brevi interventi di Sara Battisti e Germano Caperna è Cretaro che si racconta.

I fatti: Oltre 15 milioni di opere pubbliche, grazie ai fondi europei, regionali e provinciali, di questi una gran parte investiti nel sociale, ci dice. Vero è che a Veroli nessun bambino è restato senza mensa scolastica. “Meglio una buca scoperta che un bambino senza mangiare” ha commentato, aggiudicandosi l’applauso commosso e sincero di tutti i presenti. Strutture sportive all’avanguardia, lavori di efficientamento energetico in molte scuole del territorio, riqualificazione aree urbane, eventi culturali, apertura di decine di attività commerciali, incremento del turismo, interventi stradali, tutto lascia intendere una “Veroli amministrata con passione e competenza, nonostante le difficoltà incontrate". La solidarietà verso i senza lavoro è un tratto distintivo che stranamente si dimentica. Ma se la Regione Lazio è stata ed è smemorata come a Veroli acini sindaci se ne sono ricordati anche se non in gran numero.

Sulle realizzazioni torneremo in campagna elettorale, perché sicuramente se ne parlerà, altrimenti che competizione è? Qualche accenno se lo meritano le sei liste che costituisce a coalizione che si candida a vincere. Vedremo? In tutto a Veroli sono tredici le liste e 195 i candidati al Consiglio.
La lista che viene indicata come quella del Sindaco si chiama “Impegno civico”, poi “Idea Comune”, “Veroli Proxima”, Cittadini di Veroli” e “Civiltà dei Monti Ernici che nel simbolo richiama un orientamento europeo “DIEM 25”, anche se preceduto da un “Carpe” lascia intendere un collegamento alla creazione di Varoufakis. E, per concludere, quest’anno torna la lista ufficiale del PD che nel 2014 non c’era, a causa di dissidi interni. Nel complesso se si cerca qualche appartenenza a formazioni politiche, tranne per la lista ufficiale del PD, perdete ogni speranza o voi che la cercate!

La novità interessante, che apprendo parlando con Gemano Caperna è che tutte e sei le liste sono formate da cittadini di tutto il territorio. Salta subito all’occhio che non ci sono prime file. In passato spesso, spessissimo le liste erano espressione di realtà territoriali di contrade, oggi no tutte e sei liste si sono fatte carico di portare in competizione rappresentanze di tutto il Comune. Sembra un segnale di unità e di volontà solidale? Contrapposizioni localistiche superate? Si può provare a crederlo, perché, senza nulla togliere ad ogni legittimo sentimento di rappresentanza, arrivare a ricercare e raggiungere soluzioni comuni e condivise sarebbe indubbiamente una grande conquista.

E’ tutto oro quello che luccica? Domanda scontata, nella politica di oggi. Domanda che ogni candidato di ogni coalizione si può porre. Essere orgogliosi di ciò che si è fatto e di ciò che si pensa di fare è un modo di proporsi universale e giustificato.
Noi vorremmo da queste poche righe manifestare l’attesa per un confronto civile e leale, in un quadro di per sé chiaro: una coalizione che si definisce di centrosinistra con Simone Cretaro, una di centrodestra guidata da Marco Bussagli e la lista del Movimento 5 Stelle con in testa Fabrizio Cretaro. Tre competitori alla luce del sole: vinca il migliore.

Da ultimo vorremmo a tutti ricordare che realizzazioni e programmi debbono confrontarsi con i bisogni sociali, possiamo anche fare i grattacieli di Dubai, ma dobbiamo sempre chiederci che cosa percepiscono i cittadini? E se il grattacielo di Dubai non corrispondesse a quello che necessita? Se per esempio volessero che anziché essere attenti solo ai collegamenti assolutamente necessari e indispensabili con Provincia, Regione e Parlamento si avessero rapporti costruttivi e non subalterni, per ottenere risultati concreti, con altri enti che si occupano per esempio di sanità, di erogazione dell’energia elettrica, dell’acqua, dei servizi telefonici, cioè quei servizi che fanno la qualità della vita accettabile, solo se funzionano. C’è qualcun che se lo vuole chiedere?

 

 

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Abbiamo cantato 'Bella Ciao'

nadeia 350 minIl 25 aprile 2019, appena trascorso è stato preparato con una vera e propria campagna di cancellazione dei suoi simboli. Dall'insultante derby fascisti-comunisti, inventato da Matteo Savini, Ministro di questa Repubbica nata dalla Resistenza, al tentativo di non far suonare "Bella Ciao" dalla Banda di Ceccano, per citare due casi fra gli altri. Le risposte non son mancate. A partire dal sondaggio di Renato Mannheimer per il Giornale in cui il 67% degli italiani sopra i 17 anni ricorda il significato della celebrazione. C'è poi il 33% che del 25 aprile ignora tanto se non tutto, e quindi bisognerebbe insegnarglielo. Ma con tutti i commenti che si possono fare resta fermo il dato che due terzi degi italliani sa perchè e come siamo liberi da una terribile dittatura.
Si è cercato di cancellare "Bella Ciao" simbolo canoro della lotta al nazi-fascismo e simboo di una grande vittoria di popolo, in cui tutti gi italianii si sono ritrovati. Un odio ideologico vuole falsificare la storia e la realtà.
Bella ciao è uno dei simboli della Resistenza italiana.
Bella ciao è un canto popolare antifascista italiano, nato prima della Liberazione, diventato poi celeberrimo dopo la Resistenza perché fu idealmente associato al movimento partigiano italiano. Oggi è il canto della dignità riconquistata.
Oggi c’è grande attenzione riguardo a questa canzone che si associa ideamente nel mondo, tutto, alla lotta contro ogni totalitarismo. Ultimamente, la serie in streaming di Netflix intitolata "La casa di carta" l'ha vista protagonista anche per la nuova cover lanciata proprio oggi da Tom Waits. Si tratta di una traduzione molto fedele del canto partigiano originale (il testo è in inglese), che apparirà nel prossimo album del chitarrista (e suo storico collaboratore) Marc Ribot, intitolato Songs of Resistance 1948-2018.
Consigliamo a chi ignora la nostra storia la lettura di "Bella ciao. La Resistenza raccontata ai ragazzi". E' un testo di Tina Anselmi (partigiana democristiana e Ministra di questa Repubblica) edito da Biblioteca dell’immagine. E' il testo perfetto per far avvicinare i lettori più giovani alla storia italiana e alla Resistenza.

Ma qui oggi, da queste colonne, vogliamo rendere omaggio ad un gesto di grande e coraggioosa dignità, compiuto a Sora da due donne straordinarie, Nadeia De Gasperis, videdirettrice di questo giornale e da sua madre Anna Maria Bellisario. Leggete da soli il racconto di una delle protagoniste, Nadeia (dal suo diario Facebook).

«Questa mattina mi son svegliata -oh bella ciao-, sono corsa in camera, ho recuperato la mia maglietta rossa, saltando sul letto, ho salutato Claudio, dicendo che raggiungevo la manifestazione, o parata militare che sia, che non potevo lasciare che non cantassero "bella ciao" che non ricordassero neppure il sacrificio di un partigiano.
Lui mi ha detto -ti farai arrestare, ma fai sul serio!?-
-certo che faccio sul serio- Ho alzato il pugno per rafforzare l'intenzione, sono scesa di corsa, ho infilato il vialetto di casa, sono corsa fino al luogo d'incontro. Li ho visti partire, ho corso a perdifiato, ho raggiunto una sagoma familiare, quella di mia madre, che spiccava come un fiore, un fiore rosso, in mezzo a tante sagome imbalsamate.
Le ho preso la mano, quella mano che da sempre accarezza la mia idea di libertà. Abbiamo sfilato, per i partigiani, quelli di ieri e di oggi, per tutte le vite che vivono resistendo.
Abbiamo chiesto se avessero intenzione di cantare "bella ciao", il maestro di banda ha risposto di non conoscerla,
venivano da fuori Sora, come se "bella ciao" fosse nata a Canceglie.
Abbiamo chiesto al sindaco di farla cantare (... )
Quando stavano per rompere le file, impettiti nelle loro divise, nei loro eloqui retorici, abbiamo intonato le prime note...
un silenzio surreale ha gridato vergogna, qualcuno ha detto -ma che fate, no... ,- dimenticando da dove è venuto ma forse ben conscio di dove è arrivato, qualcuno paonazzo di rabbia e imbarazzo qualcuno ha cantato con noi,
e questo è il fiore del partigiano, morto per la libertà...
anche la vostra.»

Grazie Anna Maria e Nadeia. La convinta e appassionata determinazione di voi due è un bene comune che fa ricchi tutti noi che ci sentiamo umani. Senza questa volontà individuale non ci sono valori nè diritti per tutti.

 

 

 

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Cercasi somme delle Aree di complessa

Leoni che si battono 350 260 minPasqua, 25 aprile, 1° maggio. Per molti un lungo ponte dal 21 aprile alla Festa dei Lavoratori, per tantissimi altri, festività e ricorrenze nelle quali riconfermare la fedeltà alla democrazia conquistata unitariamente - al di là dell’imbarbarimento di qualche vicepremier - e rinnovare gli impegni di lotta per garantire lavoro e occupazione a questo nostro Paese.
Ormai si aspetta il Primo Maggio ’19 che quest’anno ha, da noi, una vigilia altrettanto importante, il 29 aprile di Vertenza Frusinate con una assemblea convocata come in tante altre occasioni nel salone dell’Amministrazione provinciale.

Come gli stessi disoccupati ricordano senza posa su Facebook, per “voce” di Luigi Carlini, due sono gli argomenti principali: “Quante risorse darà il governo alla Regione Lazio per l'area di crisi complessa Frosinone/Rieti per l'accordo quadro 2019 /2020?”
Dove sono le cosiddette politiche attive senza le quali nessun intervento di sostegno per sopravvivere sarebbe stato possibile? Le hanno individuate i disoccupati, per intanto, nei 53 milioni di euro stanziati per la bonifica della Valle del Sacco in 19 comuni. Da qui non intendono retrocedere chiedendo che allo scadere dei sei messi previsti per la “caratterizzazione“ dei territori inclusi (analisi degli interventi da effettuare e modalità della loro realizzazione), si individuino lì posti di lavoro certi sia per giovani inoccupati che per quelli che il lavoro l'hanno perso, iniziando sin da ora a conoscere procedure e modalità di accesso trasparenti.
Come si legge, si tratta di temi ed argomenti che influiranno anche sugli impegni del 1° Maggio.

Sulla prima questione posta dai disoccupati bisogna rammentare che si tratta di tradurre in pratica gli impegni dell’accordo del 28 febbraio 2018, riconfermato ed aggiornato il 28 dicembre scorso, ma ad oggi ancora “incompiuto” nel rispetto degli impegni assunti verso i disoccupai, dei quali così Gino Rossi descrive lo stato d’animo: «non ci sono più parole per descrivere questa indifferenza da parte chi oggi rappresenta la Ciociaria, dopo la finanziaria approvata a dicembre che rifinanziava per 117 milioni di euro le mobilità in deroga nelle aree di crisi complesse ad oggi nessuna novità da parte del governo, quanto dovranno aspettare le (nostre) famiglie…?»

Vale la pena ricordare due fatti di cui poco si è parlato, tranne rapidi annunci a caldo. Poi silenzio.
Il 18 marzo scorso la Segreteria nazionale della Cgil chiedeva al Governo lo sblocco delle risorse per le aree di crisi complessa, ricordando che «oltre 60.000 lavoratori attendono, ormai da mesi, gli ammortizzatori sociali che spettano loro di diritto» chiedendo ai Ministri del Lavoro e dell’Economia di emanare “immediatamente” il necessario decreto interministeriale. E, concludevano mettendo in evidenza che con questi ritardi il «Governo del cambiamento sta replicando, nei modi e nei tempi, quelli precedenti».
Ad oggi nulla è accaduto e neppure è stato convocato dal Ministro Di Maio il tavolo specifico sugli ammortizzatori sociali per cui si era impregnato con Landini, Furlan e Barbagallo. Un duro atto di critica, quindi quello della Cgil. Inascoltato. Punto e basta.

Esiste anche un secondo richiamo, più ravvicinato, infatti si verifica al Senato della Repubblica nel "question time" del 4 aprile 2019 (seduta n° 107). La Senatrice Teresa Bellanova (PD), illustra la sua interrogazione (n° 3-00754 ) al Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, sulla soluzione delle attuali crisi occupazionali e sul sostegno alla riconversione industriale, ricordando che «l'Istat, l'OCSE, Confindustria (attraverso il suo ufficio studi) e tanti altri ancora certificano che in Italia la crescita è negativa. Praticamente, siamo in recessione: il fatturato industriale è a -7,3 per cento, gli ordinativi a -5,3 per cento… gli occupati diminuiscono» (nei giorni successivi i numeri cominciano a ballare…diventano positivi. Meglio così?!!).

C’è un ben di più, tuttavia, che c’interessa qui. Dice la Senatrice «Signor Ministro, la situazione è molto grave. È chiaro che la vostra ricetta non funziona. Ma c'è una situazione ancora più grave che è quella delle aree di crisi complessa. Sono 18 in Italia, distribuite su tutto il territorio, da Portovesme a Taranto, a Savona, a Trieste, a Gela, e così via dicendo, territori che hanno subito crisi devastanti nel corso dell'ultimo decennio: 60.000 lavoratori dislocati in queste 18 aree di crisi, da gennaio sono senza stipendio perché lei, il suo collega dell'economia, il suo Governo non avete avuto il tempo di fare un decreto. E non ci dica che ha firmato due giorni fa. Quello era un atto dovuto, ma il decreto non è ancora applicabile perché non porta la firma dell'Economia e la registrazione alla Corte dei conti.».

Queste parole sono state pronunciate in Senato. E’ chiaro perché i soldi non arrivano?

Nella stessa interrogazione, anzi nel suo resoconto stenografico, attenzione, si apprende che la storia “non ci sono i soldi”, non è vera. La Senatrice Bellanova rivela che «sulle aree di crisi avete una dote di 721 milioni di euro in gran parte della scorsa legislatura»; la cifra viene ridimensionata nella replica del Ministro, ma non smentisce che i fiondi ci sono in abbondanza, infatti «sono complessivamente 283 milioni di euro» (senza pudore ci viene da chiedere: la differenza fino a 721 milioni esisteva o no e se esisteva dove è andata a finire?). Comunque, bene disoccupati, tenetelo a mente. Non lo dimenticate e non fateveli toccarei 283 miioni a voi destinati.

Buon Primo Maggio a Isola del Liri.

I virgolettati sono tratti dal resoconto stenografico dell’interrogazione 3-00754 nella seduta n°107 del 4 aprile 2019 in Senato.

25 aprile 2019

 

 

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