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Azioni programmate per la bonifica del SIN del bacino del fiume Sacco

Anagni-protesta contro marangoniLe giornate del 20 e 21 dicembre hanno visto svolgersi due importanti iniziative per l'ambiente della Valle del Sacco. Il giovedì 20 nella Sala del Consiglio Provinciale, per iniziativa dell'Assessora all'Ambiente del Comune di Ceprano Elisa Guerriero, ha preso vita un confronto fra i rappresentanti dell’Ambientalismo, di 9 Comuni e i tecnici della Regione Lazio e Ministero dell’Ambiente che è sembrato essere promettente.

Il venerdì 21 a Roma presso la Camera dei Deputati si è tenuta la conferenza stampa per la presentazione della mozione con prima firmataria la deputata Rossella Muroni che dichiara l'intento di «Portare in Parlamento, per sostenerle, le vertenze territoriali che ho incontrato in tanti anni di impegno con Legambiente. Nasce anche così la mozione a mia prima firma per la tutela della Valle del Sacco. Un atto ispirato dalle richieste di comitati e associazioni locali e dal segretario regionale di Sinistra Italiana Marco Maddalena con cui insieme ai colleghi Fornaro, Epifani, Occhionero, Rostan e Fassina chiediamo al governo un impegno forte per il risanamento ambientale e la tutela della salute dei cittadini».

 

UNOeTRE.it ha ritenuto utile che tutti i lettori possano tenere presente e sotto controllo il calendario delle iniziative concordate per arrivaree alla bonifica delle arre della Valle del Sacco

 L’Ingegner Elisa Guerriero* ci ha aiutato in questo intento realizzando un riepilogo delle azioni programmate per l’iter della bonifica del SIN del bacino del fiume Sacco.

 

TabellaProcedureBonificaSINbacinodelSacco

 

Pagina correlata Angelino Loffredi intervista Elisa Guerriro

*Elisa Guerriero

*Ingegnere ambientale, abilitata alla professione Albo Civile e
Ambientale nell'ordine degli Ingegneri di Frosinone.
Fra molte attività svolge anche quelle dì consulenza per enti pubblici e privati su tutte le tematiche ambientali e di sistemi integrati di raccolta differenziata.
E' Ricercatrice in ambito ambientale, Verificatrice dell'ambiente e esperta nello sviluppo sostenibile.

 

 

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L'Ingegnere Elisa Guerriero intervistata da UNOeTRE.it

ElisaGuerriero 260h minAngelino Loffredi intervista (nel video) l'Assessora all'Ambiente del Comune di Ceprano, Ingegnere Elisa Guerriero*, sui tempi  e le procedure per la bonifica del SIN (Sito di Interesse Nazionale) Valle del Sacco, alla luce della riunione di 9 Sindaci ciociari con gli esperti del Ministero dell'Ambiente svolta il 20 dicembre a Frosionone nell'Aula consigliare dell'Amministrazione Provicnciale.

 

 

 

 

 

Elisa Guerriero

*Ingegnere ambientale, abilitata alla professione Albo Civile e
Ambientale nell'ordine degli Ingegneri di Frosinone.
Fra molte attività svolge anche quelle dì consulenza per enti pubblici e privati su tutte le tematiche ambientali e di sistemi integrati di raccolta differenziata.
E' Ricercatrice in ambito ambientale, Verificatrice dell'ambiente e esperta nello sviluppo sostenibile.

 

pagina correlata Riepilogo delle azioni programmate per l’iter della bonifica del SIN del bacino del fiume Sacco

 

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Briciole di bellezza - Libro del mese

Briciole di Bellezza 350 min

"Briciole di bellezza" è il "Libro del mese di UNOeTRE.it". 8 dicembre '18 - 12 gennaio '19

 

"Briciole di bellezza. Dialoghi di speranza per il futuro del paese" è il primo libro di Filippo Cannizzo,  filosofo e ricercatore universitario. Nato a Roma il 21 luglio 1982, ha insegnato a Bologna, Napoli e Roma. Dopo aver collaborato con l’Istituto Luigi Sturzo e la Fondazione Ugo Spirito, ha diretto l’ICC Castelli. È autore di numerosi articoli sul tema della crisi del mondo moderno e sulla figura di Enrico Castelli (Enrico Castelli Gattinara di Zubiena [Torino, 20 giugno 1900 – Roma, 10 marzo 1977] è stato un filosofo e storico della filosofia italiano)

 

 

Nella recensione che abbiamo già pubblicato, Paola Bucciarelli così presenta il libro «Iniziamo subito col dire che il libro di Filippo Cannizzo, “Briciole di bellezza. Dialoghi di speranza per il futuro del Bel Paese” – Mimesis Edizioni (13,60€), – non è il solito libro retorico su quanto sia bella l’Italia.

È diviso in cinque capitoli (a loro volta suddivisi in cinque paragrafi), ognuno dei quali è occasione e pretesto per parlare di uno o più temi (ambiente, istruzione, lavoro, violenza contro le donne, disabilità, Europa) in maniera approfondita e dettagliata. Si tratta di un libro ben documentato e quindi ricco di dati (tratti da studi scientifici nazionali e internazionali).»

Cannizzo, Abbruzzese, Mastracci

Il viaggio racconta la storia d’amore che una coppia vive e quella che prova verso il proprio Paese. Si viaggia «attraverso la fragilità della bellezza dell'Italia.» Non solo. Non si dimentichi il sottotitolo: "Dialoghi di speranza per il futuro del paese". C’è di più. Negli innumerevoli dialoghi si trovano attente analisi e ricerche delle ragioni dei malanni d’Italia e una continua “voglia” di trovare risposte positive e utili.

 

 Questo viaggio si rivela un delicato pretesto per un intreccio di racconto e dialoghi che presentano un’armonia di questioni e di problemi e di soluzioni che suggeriscono la scoperta di un umanesimo che manca a questi due primi decenni del ventunesimo secolo.

 

Ill pubblico del 7 dic 18UNOeTRE.it condivide quanto si legge nella prefazione «È una storia d'amore. La storia d'amore per il Bel Paese (…)
È un libro dedicato a chi coltiva la speranza, a chi percorre nuove strade, a chi libera idee, a chi ancora si commuove, ai fragili, a chi preferisce vivere di passione piuttosto che morire di noia….»


 

UNOeTRE.it si è impegnata nella presentazione di questo libro che si è svolta il pomeriggio del 7 dicembre '18 presso la Biblioteca provinciale di Frosinone. Hanno dialogato Stefano Pennacchicon l'autore le professoresse Barbara Abbruzzese e Daniela Mastracci in un ambientazione di musiche di Federico Palladini e letture di brani e poesie di Stefano Pennacchi . Federico Palladini

Nella sala c'era anche un'antologia dell Mostra fotografica "IO SONO" a cura di 2.0 Fotografi.

 

Per chi è interessato: è possibile acquistare il libro su Amazon.com,  Feltrinelli.it, Mondadori.it, IBS.it e Ubiklibri.it o presso i loro distributori Ubik Frosinone, Mondadori Cassino e tutte le librerie Feltrinelli

Per acquistare un libro con dedica dell'autore, inviare un'email a

 

 "Briciole di bellezza" è il "Libro del mese di UNOeTRE.it". 8 dicembre '18 - 12 gennaio '19

Cliccare sulle foto con le persone per ingrandirle

 

 

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Scuola. La parola a Jacopo Nannini

JacopoNannini 350 300 minUNOeTRE.it intervista, per la prima volta, Jacopomaria Nannini, studente, coordinatore della Rete degli Studenti Medi di Frosinone.

Gli studenti, nei giorni scorsi, sono tornati in piazza in 70 città per reclamare più investimenti per l'istruzione. Gli studenti di questa provincia condividono queste richieste?

In questa fase politica, dinanzi ad un governo che del “cambiamento” tanto decantato non ha fatto vedere nemmeno l’ombra, anche la Provincia di Frosinone con i suoi studenti si è mossa verso un momento di contestazione. I ragazzi si sono mobilitati dal 12 ottobre, in cui tanti studenti sono scesi in Piazza Gramsci a Frosinone insieme alla Rete degli Studenti Medi, fino al 17 Novembre (giornata dello studente) in cui si sono organizzati nelle scuole con assemblee straordinarie e a Sora siamo scesi per un corteo. Condividiamo in toto questa necessità di mobilitarci contro un esecutivo di governo che si è mostrato ostile al dibattito democratico nella scuola e che ha scelto di non investire sul settore più importante per lo sviluppo della società: scuola, università e ricerca. Siamo scesi in piazza e abbiamo creato momenti di discussione nelle scuole anche perché siamo fortemente convinti che la mobilitazione e la contestazione studentesca debbano passare necessariamente per i territori, riavvicinando gli enti locali al mondo della scuola.

Le bandiere della Lega e del Movimento 5 Stelle sono state bruciate in piazza Duomo, a Milano, durante il corteo "No Salvini day". Quale valutazione politica è alla base di queste scelte?

Parto affermando che le “piazze dure e violente” siano spesso una stampella politica dell’autoritarismo di certe fazioni, ma possiamo considerare questi episodi come la naturale risposta a una maggioranza politica di governo che fa della repressione e della violenza del linguaggio (sovente anche violenza fisica) pane quotidiano per becera propaganda. La contestazione a Lega e Movimento 5 Stelle (e ai rispettivi leader) parte dalla constatazione della loro totale barbarie nella gestione politica del Paese e della scuola, responsabili della messa in scena di una tragicomica favola che sta danneggiando il presente e il futuro della mia generazione, lasciata allo sbando e alla disperata ricerca di un nemico (Immigrato, Rom, Europa, Centri sociali), distraendo tutti dalla reale condizione del nostro Paese. La contestazione studentesca, che non deve essere ridotta all’immagine dei fantocci bruciati in piazza (come molti giornalai e non giornalisti fanno descrivendo la mia generazione come una massa di lavativi insolenti), è mossa anche dal merito delle azioni concrete portate avanti specialmente da Salvini, in primis con il buffonesco “decreto sicurezza” che prevede telecamere e cani antidroga nelle scuole. Lungi da me esprimere che sia giusto l’utilizzo di sostanze stupefacenti, ma è ridicolo investire fondi ministeriali sulla repressione (e non sulla prevenzione) per setacciare classi e corridoi alla ricerca del ragazzo con un po’ di fumo. La vera sicurezza per gli studenti si ottiene con investimenti su migliaia di strutture fatiscenti, garantendo strutture idonee all’attività didattica e all’apprendimento e non ostentando una politica securitaria mediatica e demagogica. Sicuramente questo è uno dei moltissimo punti su cui gli studenti attaccano Salvini non come persona, ma come incarnazione di una politica autoritaria, violenta e profondamente anti-culturale.

Alcune parole d’ordine: "Dal governo solo promesse e tagli ai finanziamenti, vogliamo l'approvazione dei nostri emendamenti alla manovra", dice Giacomo Cossu, Coordinatore nazionale di Rete della Conoscenza. Ci fate conoscere questi emendamenti?

Le manifestazioni studentesche del 12 ottobre e del 16/17 novembre sono state indette per la maggior parte dalle sigle studentesche Rete degli Studenti Medi, Uds e Link. Come Rete degli Studenti Medi, di cui sono coordinatore provinciale qui a Frosinone, continuiamo a chiedere al governo e al MIUR che ci sia una fase di discussione con gli Studenti per rielaborare quella che è un’idea di scuola come modello per una società nuova. Dinanzi ad ulteriori tagli e sonori “NO” alla richiesta di fondi chiediamo che ci sia la volontà politica di investire sull’edilizia scolastica, sul diritto allo studio per una scuola accessibile a tutti, che si superi la dicotomia tecnici-licei per un’istruzione culturale per la formazione di una coscienza civile, contestando una scuola ridotta e asservita alle necessità altalenanti e attualiste del mercato del lavoro. Questa nuova idea di scuola, che deve essere portata ovunque, dovrà imprimere il moto ad una società più cosciente, equa, solidale e multietnica.

"Dal Ministero dell'Istruzione in questi mesi abbiamo ricevuto solo tagli e orecchie da mercante: il massimo esempio è il falso superamento dell’alternanza” … ancora: "un governo che mette la scuola in secondo piano", "si smetta di giocare con il nostro futuro". Un po’ di chiarezza sull’ “alternanza” e sulle precise richieste degli studenti.

L’alternanza scuola-lavoro rappresenta uno dei nodi fondamentali nella nostra discussione politica fra gli studenti e nella Rete. Essa ha dimostrato, nella primordiale attuazione predefinita dalla “Buona Scuola” un fallimento in molte sue declinazioni. Consideravamo eccessivo un monte ore di 200 nei Licei e 400 nei tecnici, svolte in progetti non inerenti al percorso di studio e spesso terminati in vero e proprio sfruttamento legalizzato in aziende e agenzie improbabili. Possiamo vedere come un tampone insignificante, la decisione del ministro Bussetti di ridurre a 80 il monte ore, trovandoci a contestare la vera e propria concezione di alternanza: essa rappresenta un tentativo maldestro di avvicinare senza nessuna volontà programmatica il mondo della scuola e il mondo del lavoro, trasformando la necessità di educare lo studente alle nuove sfide del mondo del lavoro nel vassallaggio necessario dell’istruzione alla praticità, all’impiego, all’attuale senza scopo e troppo spesso al suo sfruttamento. Non vogliamo cancellare l’alternanza, ma eliminare questa concezione di alternanza scuola-lavoro e chiedere che sia riscritta la sua sostanza e la sua attuazione insieme agli studenti e con chi quotidianamente vive il mondo della scuola. Non dobbiamo troncare ogni rapporto fra i due mondi, scuola e lavoro, ma preservare l’autonomia di un sistema educativo che istruisca le nuove generazioni a una coscienza sociale e civile nell’etica del lavoro come dignità per l’uomo, non come sfruttamento e ambizione senza scopo.

Gli studenti sono scesi in piazza anche a Roma. Quelli frusinati erano li? Come è andato il colloquio con il ministro Marco Bussetti?

Il 16 e il 17 novembre gli studenti di Frosinone sono rimasti sul territorio, mobilitandosi fra piazze e assemblee speciali, ma abbiamo seguito il colloquio con il ministro Bussetti con la nostra struttura nazionale della Rete Degli Studenti Medi e gli altri rappresentanti nazionali degli studenti. Il tavolo ha dimostrato la mancanza di progettualità di chi è a capo del dicastero dell’istruzione, che oltre ad annunciare gli ultimi chiarimenti sulla maturità 2019, anch’essa mutilata e sconvolta senza alcun fine, non ha saputo dare risposte concrete alle nostre criticità esposte. Dopo questo incontro riteniamo sia fondamentale proseguire la mobilitazione nelle scuole e nei territori per far si che tutta la popolazione studentesca del Paese sia coinvolta in questa necessaria opposizione. La lotta e l’opposizione non sono il fine della nostra azione studentesca, ma lo strumento per ottenere risposte concrete per una scuola che chiede aiuto e investimenti a gran voce.

Qual è lo stato delle scuole nel nostro territorio? Eppure, dicono ministri di questo governo, i fondi ci sono e sarebbe interessante sapere perché non sono stati spesi", qual è l’opinione degli studenti?

La situazione delle scuole della provincia di Frosinone si è dimostrata critica sotto molti aspetti. Da ormai due anni come Rete degli Studenti Medi abbiamo un tavolo permanente con l’Amministrazione Provinciale per le problematiche relative alle strutture. Le criticità concernenti i fondi sull’edilizia scolastica sono dovute alla scarsità di investimenti del ministero e soprattutto allo svuotamento politico del ruolo delle Province, che con la riforma Delrio si trovano con molto meno peso nella gestione, ma detengono ugualmente a carico la manutenzione e la responsabilità di tutte le scuole superiori. Ci siamo mobilitati come sindacato studentesco per la situazione dell’Istituto Agrario Angeloni, privo di una sede idonea alle attività peculiari dell’indirizzo da anni e ormai dislocato in Via Roma, lontani dall’azienda-scuola in Via Fabi. Un’altra scuola al centro della nostra mobilitazione del 12 ottobre e dell’assemblea straordinaria del 17 novembre è il Liceo Severi, relegato in una sede provvisoria e adibita in partenza ad edilizia residenziale da ormai più di 35 anni, sovraffollata e priva di classi e laboratori. Il nostro intento è stato e sarà sempre quello di mobilitarci e contrattare per sedi idonee, così abbiamo ottenuto per il nuovo anno solare il trasferimento di 6 classi dell’Angeloni nella nuova sede e per il Severi si sta lavorando per un’eventuale ulteriore succursale e la realizzazione di una nuova struttura. Naturalmente la situazione resta drammatica in molte scuole ma ciò che continuiamo ad affermare e che ciò che pretendiamo per l’edilizia scolastica, non sono saltuari aggiustamenti e situazioni tampone, ma un progetto a lungo termine che miri alla riqualificazione delle strutture per rimettere al centro lo studente e la didattica di cui necessita. Quella sulla qualità e idoneità delle strutture sono una battaglie ardue e lunghe, ma che combatteremo sempre al fianco di ogni studente

Gli episodi di violenza da parte degli studenti contro gli insegnanti da cosa sono generati? Come ripristinare o impostare un dialogo franco e rispettoso di studenti e insegnanti?

Questa problematica della reciproca violenza e tensione nel rapporto studente-alunno, è icastica del depauperamento del sistema scolastico e dei suoi momenti didattici e educativi. Sicuramente una dialettica sana e rispettosa fra le due parti, che rappresenta lo spirito del conflitto generazionale e la lotta per i diritti, rappresenta per noi la base di un sistema scolastico, ma esso non dovrà mai essere pura violenza personale. Siamo dinanzi a l'imbarbarimento totale di una società, che ha perso la capacità di vedere la scuola come comunità di convivenza e confronto e questo è da imputare anche ad una didattica e ad un sistema educativo incapace di creare nello studente una coscienza, un’educazione al rispetto e al confronto che non scada nella lotta ferina, come spesso vediamo sul palcoscenico circense della nostra politica. Per superare questo problema urge ripensare la scuola come luogo inclusivo e dialogante, educativo e formativo, e che sappia coinvolgere lo studente in un processo di vera maturazione in cui le regole non si rispettano per l’autoritarismo ma per il dialogo e la convivenza

Un'ultima domanda: nel sistema docenti,  famiglie, studenti ci sono problemi e guasti? Una risposta per riprendere in una nuova occasione la conversazione in modo approfondito.

Sicuramente si sono incancreniti i rapporti che sono alla base di questo sistema.

 - Oggi c'è la necessità assoluta di ribadire il ruolo della scuola nell'educazione, il suo primato nell'istruzione delle future generazioni, per far sì che essa sia lo strumento più importante per ricostruire una società che vive troppe contraddizioni e iniquità.

 - Ribadire la centralità della scuola vuol dire recuperare la sua funzione didattica come agenzia formativa pubblica, che faccia si che lo studente non trascorra anni di studio nell'attesa della fine, ma sappia lì dentro vivere e convivere per la realizzazione di una comunità civile.

 - Recupero anni, istituti privati, abbandono scolastico sono tutti quanti fatti e conseguenze relative alla svalutazione del ruolo educativo della scuola nella società.

 - In questa discussione il compito della famiglia deve essere messo in discussione, discutendo e superando in parte il "patto di corresponsabilità" tra essa e la scuola, accettando il primato educativo di un sistema d’istruzione scolastico.

- Fondamentale però è il ruolo degli studenti e della famiglie, non come puri "avvocati" degli studenti ma componente del sistema scuola, all'interno degli organi collegiali per ribadire che la scuola non è e non deve essere un banale luogo di lavoro, ma uno spazio fisico e culturale per l'educazione delle nostre nuove generazioni.

 Intervista rilasciata a Ignazio Mazzoli il 23 novembre 2018

 

 

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La rivoluzione del nostro tempo

La rivoluzione del nostro tempo paolo ciofi 250 minCome interrogarsi sulla crisi? Abbiamo titolato così la presentazione di questa iniziativa sul nostro giornale. Perché vorremmo che la lettura di questo saggio spingesse a cercare le cause più profonde e quindi le più vere di questo gigantesco travaglio della umanità intera.
Questo saggio è di Paolo Ciofi, lo stesso autore di altri libri che sembrano preparare in maniera assai approfondita l'uscita di quest'ultimo: "Il lavoro senza rappresentanza" (2004, nuova edizione 2011); "Viaggio nell'Italia del lavoro" (2008); "La bancarotta del capitale e la nuova società" (2012); "Enrico Berlinguer. Un'altra idea del mondo", scritto insieme a Guido Liguori (2014); "Togliatti, il rivoluzionario costituente" in collaborazione con Gianni Ferrara e Gianpasquale Santomassimo (2016); "Costituzione e rivoluzione" (2017).

La presentazione svolta presso la Biblioteca Provinciale di Frosinone "A. Bragaglia" il 26 otobre 2018 ha impegnato L'autore e Nadeia De Gasperis vicedirettrice di UNOeTRE.it, Valentino Bettinellio e Maria Giulia Cretaro anche loro della Redazione di questo giornale.

L'Iniziativa è stata promossa dal giornale online UNOeTRE.it, dall'Associazione Futura Umanità e dalla libreria Ubik di Frosinone

Per chi è interessato: è possibile acquistare il libro da Ubik in via Aldo Moro, 150 a Frosinone anche prenotandolo al n° 0775 271657, oppure con un mesaggio riservato su Facebook agli indirizzi https://www.messenger.com/t/libreriaubik.frosinone o https://m.me/libreriaubik.frosinone?fbclid=IwAR3E0fPb6iZHsY-hPoVephIt0ncdLlu7hwCv1ut2P4iCNbwDd7FY-pGKobM

 

 

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Al Ministro della Sanità lo stato di Asl e Ospedali del frusinate

M5S logo minI deputati del MoVimento 5 Stelle Luca Frusone ed Enrica Segneri hanno incontrato il ministro della Salute Giulia Grillo per discutere del sistema sanitario in provincia di Frosinone con le sue enormi criticità. “Abbiamo da sempre criticato l’operato del commissario straordinario della Asl di Frosinone, Macchitella, che dovrebbe essere rimosso dal suo ruolo per carenza dei requisiti e per le sue azioni che passano dalla chiusura del Punto di Primo intervento (PPI) di Anagni all’atto aziendale completamente disatteso” affermano i deputati pentastellati.

“La Asl di Frosinone – continuano Frusone e Segneri – è stata così trasformata in un totale far west amministrativo dove qualcuno viene lautamente ricompensato per non fare nulla e molti si trovano a fare turni massacranti per dare una risposta alle esigenze del territorio in carenza cronica di servizi. Una gestione pessima che si basa su esternalizzazioni a non finire e che a malapena riesce ad assicurare gli stipendi”.

I due portavoce alla Camera sottolineano come tutto questo “avvenga con il silenzio assordante di Zingaretti, commissario regionale della sanità nel Lazio troppo preso a scalare il suo partito” e concludono senza fare sconti “Abbiamo presentato in passato molti esposti su quelli che riteniamo essere abusi, danni erariali e sprechi. Tutto il carteggio è ora nelle mani del ministro: pensiamo che sia arrivato il momento di cambiare realmente passo salvaguardando e potenziando finalmente la sanità pubblica. Per noi, questo, è in assoluto la priorità”

 

 

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Non restare con le mani in mano

GinoRossi 2 350 260Ieri, martedì 9 ottobre, una rappresentanza di Vertenza Frusinate ha incontrato, alle ore 10, una delegazione di Cgil, Cisl, Uil e Ugl di Frosinone, composta da Anita Tarquini, Segretaria generale della Uil e Enzo Valente, Segretario generale della Ugl, per fare il punto dopo l'incontro convocato dal presidente della Provincia Antonio Pompeo a cui erano presenti molti eletti del frusinate alla Camera, al Senato e alla Regione Lazio.

Purtroppo mancano risposte e soprattutto certezze sulla possibilità che l'accordo Regione-Sindacati del 28 febbraio scorso venga rispettato. Al termine dell'incontro, Vertenza Frusinate ha diffuso una dichiarazione di Gino Rossi, portavoce dei disoccupati.

NON RESTARE CON LE MANI IN MANO

«Le parole hanno perso ogni significato, peggio non hanno più alcuna dignità di verità. La dichiarazioni dei politici sono l'esempio più manifesto.

Il 29 settembre il Consigliere Regionale Mauro Buschini, nell'incontro che vedeva di fronte i disoccupati di Vertenza Frusionate e gli eletti della provincia di Frosinone affermava che: a) è confermato il pagamento per quanto concerne concerne la prima e seconda finestra per la quale le domande sono già state inoltrate al Ministero. Per la terza e quarta finestra si prevede un incontro con il Ministero confidando in un risultato positivo per un intervento parlamentare a sostegno, come è stato per la Campania.

Od oggi tutto ciò è smentito. Il 29 sono state fatte affermazioni infondate. Non vere.

In queste ore ho cercato notizie aggiornate anche nello staff del Consigliere Buschini per sapere o capire se ci sono problemi di mancanza di fondi. Ho appreso che secondo la loro esperienza capiremo tutto nei prossimi giorni, oggi nessuno è in grado di rispondere con esattezza alla mia domanda perchè si rischia di diventare di parte parlando di impressioni personali. Meglio aspettare per capire bene. Ancora dopo giorni non si conoscono di preciso le cifre del DEF".

Che significa? Secondo la "mia esperienza" siamo di nuovo ad una "indisponibilità finanziaria”?

E' ora di ricordare a tutti quanto apprendemmo il giorno 9 maggio 2017 al Ministero del Lavoro: All'Inps giacciono 60 milioni di competenza della Regione Lazio. Sono lì bloccati perché, destinati per la CIG straordinaria, non sono stati utilizzati. La Regione Lazio può sbloccarli.
Noi chiediamo lo sblocco di questi 60 milioni A GRAN VOCE e inviatiamo i sindacati a fare passi ufficili in questa direzione.

Nessuno ci dica che sono stati utilizzati. Sarebbe inammissibile perchè il precendente assessore regionale al lavoro Lucia Valente era presente quando al Ministero si disse ti attingere in quella risorsa le somme per la proroga della DEROGHE alla mobilità. E, in quella sede, il 9 maggio '17, c'erano anche le Senatrici Franca Biondelli e Maria Spilaborre e il Deputato Nazzareno Pilozzi.

E' indispensabile procedere così se si vuole evitare una gravissima ingiustizia, inaccettabile sul piano umano e sociale, capace di fomentare una guerra fra poveri; fra quelli capitati nelle prime due finestre di erogazione e quelli che sono nelle finestre tre e quattro.

Nessuno se ne lavi le mani.»

 

 

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Come hanno salutato Angelo Compagnoni

Angelo CompagnoniUNOeTRE.it ha voluto raccogliere i saluti che la piazza dei suoi funerali ha ascoltato il 26 giugno 2018. Dolore, ammirazione, testimonianze di vita vissuta, rispetto per la sua opera e un grande affetto, quello che si prova per una persona popolare e amata, si ritrovano in questi messaggi che seguono.
In quell'occasione hanno parlato il Sindaco di Ceccano Roberto Caligione; Ignazio Mazzoli, Direttore di UNOeTRE.it; Jacopo Nannini, Coordinatore della Rete degli Studenti Medi della Provincia di Frosinone; Anselmo Briganti Segretario generale della Cgil di Frosinone e Latina; Alberto Giombetti della CIA Nazionale; Ettore Togneri, Pres. Cia Lazio; Emanuela Piroli, Segretaria del Circolo PD di Ceccano.
Qui ora pubblichiamo, per i nostri lettori,  il testo dei saluti nell'ordine in cui sono stati pronunciati, che ci hanno inviato il Sindaco di Ceccano, Jacopo Nannini, Ettore Togneri e la dottoressa Emanuela Piroli. I due che non ci sono ancora giunti, appena arriveranno, completeranno questa raccolta.
Sempre da qui, cliccando sui link che seguono si può accedere al saluto di Ignazio Mazzoli ed a quello di due giovani cronisti, Maria Giulia Cretaro e Valentino Bettinelli, che questo giornale pubblicò sin dal 27 giugno. Sono già in cantiere inziative per ricordarlo anche rendendo disponibili i materiali che documanetano il suo pensiero e il suo impegno, perchè l'operato di Compagnoni resti sempre presente anche alle nuove generazioni.  (completata una pagina per continuare a leggere torna qui e clicca sul titolino successivo)

  1. Il Sindaco
  2. Gli studenti
  3. La Cia naz.le
  4. PD Ceccano

Roberto Caligiore, Sindaco di Ceccano - «Per tributare l'ultimo saluto a una delle personalità più illustri che la nostra città abbia mai avuto mi è sembrato logico e opportuno concedere, per le esequie, Piazza Municipio, che è di sicuro il punto più importante e simbolico di quella che è la vita politica del nostro paese.È da Palazzo Antonelli ,che da sempre sembra proteggere e custodire la Piazza antistante, che il Senatore COMPAGNONE ha dato vita e portato a compimento alcune delle sue battaglie più importanti.Durante la cerimonia era davvero tangibile il dolore e il vuoto che la morte del senatore stava lasciando, non solo in coloro che avevano avuto modo di conoscerlo , sia da un punto di vista umano che politico, ma anche in coloro che di lui avevano solo sentito parlare per il lavoro svolto nei tanti anni instancabili di attività e per i tanti risultati raggiunti sempre e solo nell'interesse della cittadinanza. La Città di Ceccano perde un punto di riferimento importante; la mia attività politica non si è incrociata con la sua e di questo mi dispiaccio ma reputo un grande onore aver potuto tributare a lui l'ultimo saluto da Sindaco, parlando prima di coloro che lo avevano conosciuto, amato e che con lui avevano avuto la possibilità di confrontarsi e crescere.Le barriere e le divergenze politiche svaniscono davanti alla grandezza degli uomini, giungano alla famiglia e ai suoi cari tutti ancora una volta le condoglianze da parte di tutta l'Amministrazione Comunale della Città di Ceccano che lui ha contribuito in modo determinante a rendere grande.»

(continua a leggere. Vai in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

Jacopo Nannini, Coordinatore Provinciale Rete degli Studenti Medi - «Mi sento in dovere come responsabile politico di un movimento studentesco, ma soprattutto come giovane impegnato in politica, a rendere omaggio alla grande figura del senatore Compagnoni. Non ho voluto dire “ultimo saluto”, perché le sue idee e il suo carisma nella difesa dei più deboli, devono essere le luci che illuminano il cammino di noi giovani nelle quotidiane battaglie politiche e sociali.
Nonostante la cecità del senatore fosse quasi totale negli ultimi tempi, l’acume della vista politica di Angelino Compagnoni offuscava la miopia di questa classe dirigente, che troppo spesso affronta le politiche giovanili con puro giovanilismo e superficialità.
Il senatore però ci ha insegnato anche l’importanza del territorio nella vita politica, come esso non sia un semplice collegio elettorale, ma un insieme di idee, persone e valori che vanno quotidianamente vissuti
per poter essere democraticamente rappresentati.
La rappresentanza dei contadini, degli operai, degli sfruttati e dei meno fortunati, era il perno dell’azione politica di Angelino Compagnoni, che cercava di compiere quello che è il fine più nobile e alto della sinistra e della democrazia: “portare avanti chi nasce indietro”, dare a tutti le stesse possibilità di realizzarsi umanamente nella società.
Infine mi ha colpito, in questo frangente politico in cui il moralismo (ma non la morale) di alcuni dirigenti sembra essere l’unico oggetto dibattimentale, un articolo che descriveva alcune regole prescritte
per i senatori e deputati di quella vecchia sinistra. Fra queste vi era una in cui il comitato centrale del vecchio Partito Comunista obbligava i parlamentari a viaggiare in treno per recarsi a Roma, cosi da dar loro modo di percepire i bisogni, le necessità, le opinioni della gente. Dunque è tremendamente attuale, in un momento in cui il divario fra politica e società sembra impressionante, la necessità di riavere la percezione del Paese reale e del territorio non per cavalcare e fomentare le paure, ma per capire tra la gente e con la gente come risolvere i problemi che originano questi timori.»

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Alberto Giombetti della CIA Nazionale, Responsabile del Gabinetto del Presidente - «Porto le condoglianze alla CIA di Frosinone, al figlio Giuseppe e a tutta la famiglia di Angelo Compagnoni da parte del Presidente Dino Scanavino e di tutta la CIA Nazionale.
Compagnoni è stato un dirigente contadino del ‘900 che sapeva interpretare il suo ruolo nella rappresentanza delle masse agricole e nelle istituzioni. Infatti è tra i fondatori della Alleanza dei Contadini, è parlamentare e Sindaco di Ceccano. Sapeva coniugare gli interessi di parte, cioè della rappresentanza degli interessi di categoria, con quelli generali nelle istituzioni democratiche.
Il superamento dei patti agrari arcaici è stata la battaglia della sua vita. Ha dato dignità alle persone. Attraverso il superamento della colonia e della mezzadria i contadini sono diventati imprenditori spesso di successo.
Inoltre, Angelo Compagnoni è anche stato Presidente nazionale dell’INAC, il Patronato della CIA. Anche in questo ruolo ha saputo interpretare e tutelare le persone dal punto di vista della assistenza e per una previdenza più giusta. Infatti si è speso nella battaglia per giuste pensioni ai coltivatori diretti, coloni e mezzadri.
Ha contribuito, alla emancipazione di milioni di persone sul piano economico, culturale e sociale, insieme ad altri dirigenti del suo Partito di militanza PCI – PDS – DS e poi PD e a quelli delle organizzazioni sindacali CGIL e CIC-CIA.
Mi piace ricordare Angelo così, come il militante che in qualsiasi ruolo istituzionale e di rappresentanza era capace di dare risposte ai bisogni delle persone più deboli.
Grazie Angelo»

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Emanuela Piroli, Segretaria del Circolo PD di Ceccano - «Non era previsto che io oggi prendessi la parola, ma ci ho riflettuto e ho ritenuto fosse la cosa giusta, ho pensato che lui, il senatore Angelo Compagnoni, ne sarebbe stato contento. E in fondo glielo devo, per l’eredità meravigliosa che ci ha lasciato e per il rispetto che ha sempre nutrito nei confronti del suo partito. Così, ho l’onore di porgere l’ultimo saluto, mio e di tutto il circolo del PD di Ceccano, che guido da ottobre 2017, al senatore Angelo Compagnoni, all’”Onorevole Contadino”, anzi no, a zio Angelino, come l’ho sempre chiamato. Non ho avuto la fortuna, per motivi anagrafici, di vivere direttamente la sua attività politica e parlamentare, ma la sua storia, i racconti della sua vita, mi hanno accompagnato sempre e continueranno a farlo per sempre.
Chi era zio Angelino? Un uomo buono, onesto, corretto, coerente. Era un uomo di una intelligenza superiore alla media, moderno, lungimirante, che non ha vissuto di nostalgie, ma di presente proiettato al futuro, con un occhio a quel passato che l’ha visto protagonista. Tanto da sostenere con convinzione ogni passaggio del suo stesso partito, senza traumi. Maestro di tanti rappresentanti politici ed amministratori, presenti qui a salutarlo. Lui, sempre al fianco dei più deboli, dei contadini, fino a scendere nei campi con loro, in canottiera, in sostegno del loro sciopero. Dove lo immaginerei oggi zio Angelino? Sempre al fianco delle classi di lavoratori più disagiate, ad esempio al fianco dei precari dei call center, senza alcuna tutela, oppure al fianco dei braccianti neri sfruttati dai caporali, a difendere i loro diritti.
Con zio Angelino se ne va un pezzo di storia del nostro territorio, di Ceccano, un pezzo di storia bella, di battaglie, di solidarietà, quella solidarietà che sembra essersi persa ed aver ceduto il passo all’egoismo sociale e al personalismo, un pezzo di storia che ci rende orgogliosi.
Ripartiamo dal suo esempio positivo, dai suoi valori, dai suoi principi, che io sento miei, ma nello stesso tempo sento di non avere la sua forza, ed è proprio ciò che gli chiedo, di trasmettermi un po’ della sua forza. Raccontiamo ai nostri ragazzi di zio Angelino, di questo ceccanese determinato, “tignoso, che ha messo la sua vita a servizio della comunità attraverso la politica, affinché possano far tesoro dei suoi insegnamenti, e lottare per una società migliore, e soprattutto più giusta.
Buon Viaggio!»

Frosinone. Raccolta differenziata: lamentele

rifiuti 350 260Il 16 luglio scorso fu segnalato a UNOeTRE.it, anche con un certo fastidio «le sorprese non finiscono mai per quanto riguarda la [raccolta] differenziata». Cosa ha spinto a sollecitare che si trattasse delle modalità con cui si raccolgono i rifiuti nella città di Frosinone?
«Ho scoperto – ci hanno scritto – che per i piatti, bicchieri, bottiglie finite di detersivo, secondo lo scienziato che ha partorito il contratto, noi “dobbiamo” e non “dovremmo” prima sciacquare questi oggetti, quindi consumando acqua e poi metterli nei contenitori a loro destinati». Non è la prima volta che mi capita di ascoltare questa osservazione, anche se non sempre generata dalla stessa motivazione, che nel caso riportato si condensa nell’esclamazione «ma questi sono matti e chi ci ripaga dell’acqua che consumiamo? Ci sarebbe voluto almeno uno sconto considerevole della tariffa». Non solo, aggiungeva «Altra discrepanza è quella che per due giorni consecutiva tenere in casa l'umido, ma in quale paese succede? Ci avevano pensato a Ferentino e sono dovuti tornare indietro di corsa…. il secco passa un solo giorno a settimana.... ma chi è che ha ideato "STA …?".
Il nostro lettore, che chiaramente non parlava a titolo personale, chiedeva «Scusa fai un articolo? Grazie»

 

Il principio al qual ci atteniamo è quello di non lasciare mai inascoltata una rimostranza e quindi dedicare ad essa almeno la ricerca delle vere cause che la determinano. Sappiamo, leggendo alcuni siti che si occupano della qualità della vita nel capoluogo, come ad esempio “frosinonebenecomune.altervista.org”, che spesso le lamentele nella città di Frosinone hanno riguardato e riguardano questo delicato settore dell’ambiente e dell’igiene.

Qual è la situazione nel caso denunciato? La società che gestisce la raccolta a Frosinone è la De Vizia (presente anche a Cassino e a Ferentino); la quale ha ottenuto l'appalto di Frosinone dopo ricorso al Tar di Latina; il quale, a sua volta, ha sentenziato l'illegittimità dell'assegnazione dell'appalto alla società Sangalli, già protagonista della vicenda giudiziaria per l'appalto precedente, culminata con l'arresto del vice sindaco De Santis.
E’, come dire, un settore di vita amministrativa e sociale della città dalla fisiologia un po’ sofferente. E’ bene non dimenticarlo

Secondo il calendario settimanale distribuito dalla De Vizia, è vero che l'umido viene raccolto tre volte a settimana, con un "salto" di due giorni tra lunedì e giovedì e poi il sabato; ma, per quanto è di mia diretta esperienza, tale frequenza è analoga anche a quella che la Sangalli impone nei comuni da lei serviti, senza sollevare particolari perplessità. A Frosinone, quelli che abbiamo interpellato, ci descrivono che i cassonetti interni ai condomini, riferiti all'umido, sono sempre semivuoti il giorno della raccolta. Per quanto concerne il secco (raccolto una volta a settimana) bisogna considerare che esso è potrebbe essere del tutto residuale, ma… ci sono delle disposizioni diverse in provincia, dove opera la Sangalli, pe resempio, i giorni sono due, martedì e venerdì ed inoltre bisogna tener conto di controverse indicazioni che circolano nel frusinate: se non risciacqui a dovere se per esempio non ti è possibile, quel rifiuto va nell’indifferenziata. Domanda: ma allora quella non sarà più solo raccolta del secco? Giusto? Allora il secco non sarà più residuale perché diverrà un generico indifferenziato e come tale aumenta di volume.

Un discorso a parte, invece, andrebbe fatto sulle tariffe applicate ai cittadini soprattutto per l'assenza di ogni meccanismo "premiale" da destinare a chi effettua correttamente la raccolta differenziata.
Infine, la contraddizione si ravvisa nell'onere di dover "sciacquare" i piatti di plastica, con consumo d'acqua, prima di immetterli nella raccolta della plastica (e non nell'indifferenziato!) è vera. Anche se "sciacquare", in questo caso, significa soltanto togliere i residui di cibo, e non sgrassare o igienizzare a fondo.

 

Invece, nella ricerca di opinioni e valutazioni ci siamo imbattuti in una osservazione che ci sembra importante, anzi forse è il problema principale. Al di là dell'organizzazione della raccolta che può sempre migliorare se i cittadini sin fanno ascoltare, riguarda la monetizzazione dei materiali differenziati, che va a costituire ulteriore profitto per la società che gestisce la raccolta medesima, in aggiunta a quello già abbondantemente garantito dalle tariffe gravanti sui cittadini.
La sensazione percepita di confusione e inadeguatezza generata dalla organizzazione della raccolta rifiuti a Frosinone definisce un quadro già fragile per 10 anni di mancata raccolta «secondo le indicazioni del precedente contratto di appalto», scrive “frosinonebenecomune.altervista.org”, a cui si sono aggiunte le note vicende giudiziarie, con forti ripercussioni nell’ambito politico, che hanno mantenuto la città in una situazione di stallo.
Non bisogna mai avere la memoria corta e ricordarsi le responsabilità sempre e soprattutto quando si vota senza avere ingiustificate amnesie.
Continuiamo a monitorare questo problema ringraziando chi ce l’ha segnalato.

 

 

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Un giallo. Troppo cuore

Troppocuore 250 mindalla quarta di copertina di "Troppo cuore"  L'ultima inchiesta di Marè - Autore Mario Quattrucci, Editore Robin Edizioni Srl, via Massena, 45 10128 Torino - Costo 15 euro

 

Un romanzo popolare, anzi "un romanzetto”: cosi l'Autore ama chiamare i suoi quattordici gialli. E il presente, niente meno, per l'ultima inchiesta di Mare. E naturalmente l'ultima non sarà.

Ma giallo e popolare sì. Di genere? Ma sì, con tutti i crismi: trama, mistero, feuilleton, indagini, indagati, svelamento (ma non conso-latorio) del mistero.,. Se poi anche in questo ultimo Mare — come alcuni critici severi e quei venticinque lettori forse ipocriti ma cer¬to ben statati hanno rilevato già per gli altri — il genere si eleva e travalica, lo diranno i lettori. E i suddetti critici, of course.

Sembra però di poter dire che quest'ultima prova in prosa di em-mequ segni un passo indietro — o in avanti? o di lato? — rispetto ai precedenti. La storia narrata è ancora, come sempre, vicenda pri-vata inserita e intrecciata alla Storia dell'Italia e del tempo; come sempre i caratteri si danno soprattutto attraverso il dialogo; come nei precedenti Roma non è solo teatro ma coprotagonista della storia...: sì, ma in questo Troppo cuore, l'azione va ad esaurimento (solo un colpo di pistola, insomma), mentre lievita e cresce, col sottofondo di gran jazz e di songs belle assai, ricerca culturale sociologica e morale. C'è insomma, a dispetto del titolo, molto più di cervello che di cuore. Fino alle soglie, o ben addentro, quello che, nato nel '900 (e se Dio vuole ancora in vita), romanzo saggio fu detto. E così la lingua: la quale, forse per codesto, si dà meno mossa ed impastata, meno impasticcata, meno intruglio di italia¬no e dialetto, di colto e di volgare. E di seguito il Mare, come fosse davvero all'ultima balera, ci diventa tormentato insicuro e mal-mostoso come mai. E, ma stavolta veramente, sempre più triste solitario y fina'.

Artigianato d'autore, dunque. Di cui lui, l'autore, del resto si fa vanto. Chiamando ancora per sostegno, orgogliosamente, il venerato Ber tolt Brecht: "Chi si limita a considerare solo i sommi non capisce niente di letteratura. Un cielo con solo stelle di prima grandezza non è un vero cielo.

 

Mario Quattrucci del 1936. Dal 1953 impegnato nel lavoro politico e amministrativo. Ha insegnato all'Istituto Palmiro Togliatti, ha fatto parte di organismi dirigenti del PCI (provinciali, regionali e centrali), è stato consigliere provinciale e regionale, presidente del Gruppo Regionale e poi Segretario Regionale del PCI, membro del Comitato Centrale del medesimo partito. Autorottamato nel 1991.

Si è occupato di teatro, cinema, arti visive.
Ha collaborato o pubblicato in giornali e riviste tra cui: Paese Sera, L'Unità, Rinascita, Ricerche, Critica Marxista, Studi Storici, Teorija in praksa (Ljubljana), La rinascita della sinistra. Avvenimmti, llortus Musicus, Almanacco Odradek.

Ha fondato e dirige la webzine malacoda,it

Ha pubblicato:
Poesia: La traccia (Roma 1983); Mb appannato (Padova 1989); Materia del contendere (Roma 1992); Perché un oc¬chio l'osserva (Roma 1994); Variazioni (Roma 2001); Gra (2005); Da una lingua marginale (2011); Ogni giorno è quel giorno (2015).
Narraliva: A Roma, novembre (Lecce 1999); Tariffe (Roma 2000); 11 Governatore (Lecce 2001); La formula (hard-boiled) (Lecce 2002), tinis listoriae — Racconti (Onyx 2012). Con Robin-Biblioteca del Vascello: È normale, commissario Marè (2001 — 2007); Troppi morti, C0171- missario Marè (2003 — 2007, poi col Sole 24 Ore 2013); Hai perso, commissario Marè (2004); Questione di tarif¬fe, commissario Marc' (2005); è novembre, commissario Marc' (2006); Una vedova per Mare (2007); Che spettacolo. commissario Maré (con Alessandra Vitali, 2008); Mare in luogo di mare (2009); l•affacci brutti a via del Boschetto (2010); l.a tormula, nuova edizione (2010); Hanno am¬mazzato Montalbatto - Racconti (2011); Omicidio latera¬le - Racconto lungo (2012); Omicidio a Piazza dell'Olmo (2012); Nelle immediate vicinanze (2015); Memoria che ancora hai desideri e altri racconti (2016); Un delitto del '43 e altri racconti (2016).
I la diretto la collana Segmenti delle Edizioni Quasar e di¬rige la collana 1 Libri di Poesia della Robin.

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