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Lazio. Sanità e territori un binomio ormai improponibile

consiglio lazio 350 260di Loreto Marcelli, M5S, Consigliere reg.le Lazio - Oggi è stato respinto in Consiglio Regionale l’ordine del giorno alla Proposta di legge n°85/2018 inerente il declassamento del laboratorio di analisi dell’Ospedale di Rieti previsto dal DCA U00219.

Il commissario ad acta, Nicola Zingaretti, ha inteso attuare un programma operativo (2013-2015) riguardante la riorganizzazione della rete dei laboratori di analisi pubblici, per cui il laboratorio di analisi dell’Azienda Ospedaliera S. Filippo Neri viene individuato come laboratorio ad elevata complessità con settori specialistici (LEC - S HUB 5) ed il laboratorio di analisi dell’Ospedale De’ Lellis di Rieti è stato classificato e definito come semplice Laboratorio di Base afferente ad esso. Per inciso la ASL di Rieti è l’unica nel Lazio a non essere dotata di un laboratorio Hub nonostante le ottime performance, sia in termini qualitativi che quantitativi, raggiunte dal personale operante nell’attuale laboratorio di analisi. Con tale decisione non si è tenuto conto della particolare articolazione di tale provincia, che risulta essere molto vasta e difforme per tipologia geo-morfologica e culturale e con una popolazione residente con un elevato indice di vecchiaia, il cui territorio ha subìto un notevole impatto socio ambientale in merito agli ultimi eventi sismici, comportando, di fatto, un depotenziamento dell’offerta sanitaria locale. Inoltre, l’ospedale De’ Lellis rimane l’unico riferimento sanitario di una provincia i cui indici epidemiologici non risultano essere in significativa flessione; va ribadito che il laboratorio di analisi del De’ Lellis effettua un elevato numero di esami, in media superiori ai 2.000.000 l’anno, quantitativo ben oltre gli standard previsti per un laboratorio di Base. Per tali motivi, si era chiesto al Consiglio regionale di impegnare la Giunta regionale di provvedere ad adottare tutti gli atti necessari per garantire il giusto mantenimento degli standard organizzativi, e di servizio, del laboratorio di analisi dell’Ospedale di Rieti a tutela dell’utenza dell’intera provincia.

A tale richiesta, incomprensibilmente, la maggioranza non ha voluto prestare la giusta attenzione. Si prende atto di tale decisione e la si stigmatizza considerato il rischio di impoverimento della qualità del servizio sanitario in provincia con la speranza che possa essere rivista in tempi brevi.

 

 

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Sora. 99milioni per rimediare ad un grave errore

  • Pubblicato in Partiti

ospedalesora 350 260 minOspedale di Sora, 99milioni di euro stanziati per rimediare ad un grave errore. Il nosocomio non doveva essere costruito in quell’area che è pericolosissima.

Negli anni ’70 si opposero al progetto SOLTANTO i Comunisti. Avevamo ragione!

Sora, 05.01.2019 – In questi giorni in tanti esultano per i 99 milioni di euro stanziati per l’ospedale SS. Trinità di Sora. Addirittura politici di entrambi gli schieramenti fanno a gara per prendersi i meriti relativi allo stanziamento. Peccato che nessuno ricordi la storia, quella vera. Ve la ricordiamo noi.

L’Ospedale volsco è ubicato in una zona sismica, classificata ad alto rischio! SOLTANTO i Comunisti già dagli anni ’70 si opposero alla sciagurata progettazione in quanto sbagliata e pericolosa. Ma i democristiani preferirono speculare!

Oggi, qualche generazione più avanti fatta anche di figli e figliocci di democristiani della prima ora che proprio benedirono la follia dell’ospedale costruito a San Marciano, ci viene a dire che tutto va bene e che dobbiamoPRC - Ospedale di Sora festeggiare perché piovono milioni per il nostro nosocomio. A loro e poi a tutta la cittadinanza va detta la verità: costruire un ospedale in zona altamente sismica è stato un grave errore, che paghiamo ancora a caro prezzo.

Pensate soltanto a quanto sia difficoltoso accedere alla collina di San Marciano; pensate alla struttura simil labirinto che è stata realizzata. Un ospedale che si possa definire Ospedale, è un’altra cosa. Questo noi lo chiamiamo, da sempre, spreco. Questo noi lo chiamiamo, da sempre, sperpero di danaro pubblico. Noi conosciamo la storia e la ricordiamo. I Comunisti avevano ragione, peccato solo che di ragione a volte si può morire, così proprio come sta succedendo alla nostra amata Sora.

Il segretario Prc -Provincia di Frosinone

Paolo Ceccano

Il segretario Prc – Circolo di Sora

Giuseppe Di Pede

 

Inviato da Irene Mizzoni

Clicca sulla locandina a destra per ingrandirla

 

 

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Globo Sora, niente da fare Trento è di un altro pianeta

Timeout Sora 350 260 minCarla De Caris* - Alla BLM Group Arena si giocano solamente tre set nell’ultima gara del 2018, con l’Itas Trentino a imporsi nettamente sugli ospiti della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora. Il match valido per la seconda giornata del girone di ritorno, e che ha aperto il week and di SuperLega Credem Banca, è stato affrontato dai ragazzi dei coach Barbiero e Colucci a testa alta solo nel primo set, nel secondo hanno tirato i remi in barca sul 12-9 per il 25-11 finale, mentre in chiusura del terzo hanno provato a reagire d’orgoglio senza però purtroppo riuscire a portare gli avversari ai vantaggi. Così l’Itas di coach Lorenzetti allunga la striscia positiva chiudendo l’anno solare con un’altra vittoria, la decima consecutiva in campionato, che la tiene prepotentemente attaccata alla capolista Perugia attesa domani dall’impegno con Verona e che, anzi, in attesa che la Sir giochi il suo turno, la fa salire in vetta alla classifica. La superiorità di Trento guidata da Vettori in perfetto stato di grazia e dunque MVP del match, è venuta impeccabilmente fuori, con Sora a dimenticarsi completamente dell’ottimo momento di forma che aveva caratterizzato la sua settimana sui campi di Bari contro Castellana Grotte e di Veroli contro Modena.

“Eravamo partiti bene – dice a caldo coach Mario Barbiero, poi abbiamo accusato un calo vistoso dettato anche dalla qualità del gioco mostrata da Trento. Questa squadra non è campione del mondo a caso e lo ha dimostrato anche stasera”. “Sora non era al massimo – afferma invece l’allenatore trentino Angelo Lorenzetti, perché era reduce dai cinque set giocati a Santo Stefano con Modena e priva di Nielsen, e noi ne abbiamo approfittato per chiudere la partita già sul 3-0, risultato che ci permette di chiudere bene il 2018 e di guardare al prossimo anno con maggiore serenità. La partita ha avuto un andamento lento che forse a gioco lungo ha favorito la nostra squadra”.

*Resp. Ufficio Stampa Globo BPF Sora

Isola del Liri, SR 82. La Giunta approva il progetto Astral

cascata isola liri 350 260 minIsola del Liri, 22.12.2018 – La Giunta comunale di Isola del Liri, guidata dal sindaco Quadrini, ha formalmente approvato il progetto di ripristino del piano viabile della ex Strada Regionale 82 Della Valle del Liri, presentato dall’Astral. Un intervento che dovrebbe trasformare profondamente il volto della viabilità cittadina.

Il progetto è finanziato con Deliberazione di Giunta Regionale n. 658 del 13.11.2018 per un importo complessivo di € 1.500.000,00 ed è finalizzato al regolare ripristino del piano viabile e della segnaletica stradale sull’intera tratta di strada regionale n. 82 dal km 58+908 al km 64+323.

La ex strada regionale n. 82 Della Valle del Liri è un'importante strada di collegamento interregionale che attraversa tutta la valle del Liri. Permette il collegamento con diversi siti industriali e commerciali dislocati lungo il suo percorso ed è percorsa da un elevato flusso di traffico. Sul tronco di strada sono presenti diversi incroci con altre strade principali per i quali è stato previsto il ripristino della segnaletica orizzontale.
La Giunta di Isola del Liri ha operato in questi mesi per poter giungere a questo traguardo che metterà fine a molti disagi evidenziati finora.

La giunta Quadrini, nell’ultima riunione, ha esaminato con attenzione il progetto dell’Astral che prevede, fra l’altro, la fresatura della pavimentazione esistente per spessori variabili da 3 a 8 cm; la posa in opera di uno strato di binder per uno spessore di centimetri 5 nei tratti maggiormente deteriorati; la posa in opera di uno strato di usura con spessori parti a 3 centimetri. Il rifacimento della segnaletica orizzontale dell’intero tratto dal km 58+908 al km 64+32, compresi gli attraversamenti pedonali, a raso e rialzati. La segnaletica per i parcheggi, per gli stalli, per le fermate COTRAL, per i parcheggi handicap e zebrature e frecce direzionali in corrispondenza di alcuni incroci. Per la segnaletica verticale sono previste installazioni di segnali per i nuovi limiti di velocità, di segnaletica verticale per attraversamenti pedonali a raso e per attraversamenti pedonali rialzati. Per questi sono previsti impianti fotovoltaici di alimentazione per i lampeggianti, la targa dell’attraversamento pedonale e del pannello integrativo indicante “rialzato”. Per ogni attraversamento pedonale è previsto inoltre l’installazione di occhi di gatto.

Un intervento che ha convinto gli assessori comunali che lo hanno approvato all'unanimità. Circa 90 giorni sarà il tempo necessario allo svolgimento dei lavori.

Ne danno notizia la Giunta Comunale di Isola del Liri e il capogruppo di maggioranza Massimiliano Quadrini

 

 

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Anagni: C’è un muro che può crollare!!

M5S logo mindi Tiziana Petriglia, M5S - Un dissesto lungo tre amministrazioni. C’è un muro che può crollare!!

Proprio così, ad Anagni c’è un muro di contenimento in pietra, alto ben 8 metri, la cui possibile rovina incombe, dal 2013, sull'incolumità delle famiglie che vivono all'ombra di quel manufatto: stiamo parlando del muro di San Michele.

Sono passate ben tre amministrazioni da quando, nel Gennaio2013 sotto il governo Noto, i residenti in Vicolo San Michele nel centro storico di Anagni, hanno denunciato i primi segni di dissesto strutturale del muro che delimita a monte la zona.

A seguito della segnalazione sono intervenuti congiuntamente i VV.FF. e l'Ufficio Tecnico comunale, che hanno provveduto ad effettuare le operazioni di salvaguardia urgenti quali il puntellamento del paramento murario. Un anno e mezzo dopo, con l’arrivo della bella stagione, la risoluzione della problematica è stata affidata alla nuova amministrazione Bassetta che ha dovuto gestire una situazione aggravata dall’inerzia dei predecessori.

Le condizioni del muro, infatti, destano maggiori preoccupazioni a causa dei puntelli che sono ormai allentati dall'inesorabile effetto delle escursioni termiche che ben si accaniscono sui presidi in acciaio e legno. 

Ai cittadini, allarmati da sinistri scricchiolii di quello che ormai viene visto come un “mostro”, non resta che invocare nuovamente un sopralluogo dei VV.FF.

 L'ordine immediato è di rinserrare i puntelli e grazie alla caparbietà del Sindaco Bassetta si procede all'appalto dei lavori ma, per velocizzare le operazioni di messa in sicurezza, si adotta la formula detta di “Somma Urgenza”. Per intenderci la procedura adottata dalla Protezione Civile in caso di calamità, che permette di procedere in deroga alle lungaggini burocratiche.

Viene quindi realizzata una paratia con pali in cemento armato alle spalle del paramento murario e, a fine lavori, viene revocata l'Ordinanza di sgombero, invitando i residenti, precedentemente allontanati, a rientrare nelle loro abitazioni.

Queste le dichiarazioni espresse nell'Ordinanza n.225/2014: “Preso atto che le suddette opere sono state regolarmente eseguite (…) Preso atto dell'avvenuta eliminazione del pericolo per la pubblica e privata incolumità”.

A questo punto è lecito credere che il pericolo sia rientrato e che il muro sia stato messo in sicurezza ma attenzione, la deroga per “Somma Urgenza” è solo temporanea, permette di iniziare le opere al fine di eliminare la situazione di pericolo, ma contestualmente ai lavori deve comunque essere avviata la normale procedura autorizzativa con conseguente deposito del progetto presso il Genio Civile e prima della messa in esercizio, le opere, comprese quelle direttamente realizzate dalla Pubblica Amministrazione, devono essere soggette a Collaudo Statico.

Ricordiamo, solo per completezza di informazione, che il territorio di Anagni è classificato in zona sismica, pertanto le costruzioni devono resistere non solo ai carichi gravitazionali ma anche alle spinte orizzontali innescate da un possibile evento sismico.

Ad oggi, a distanza di 6 anni dalla prima segnalazione, il muro rimane puntellato ed è una minaccia per i frequentatori della zona.

Nel mese di Agosto2018, la nuova amministrazione guidata dal sindaco Natalia ha ricevuto una nuova segnalazione dai residenti che convivono ormai con la paura del “mostro”.

Così un corteo di responsabili dell'Ufficio Tecnico e di delegati dell'Amministrazione appena insediata, con il “neo-assessore” ai lavori pubblici, hanno effettuato un nuovo sopralluogo. Riportiamo di seguito le parole dell'Assessore Simone Pace e dell'Architetto Coletti Conti rilasciate al giornale FROSINONETODAY in data 10 Agosto 2018: “ Per prima cosa vogliamo rassicurare i cittadini: da sopralluogo il muro di Via San Michele non risulta pericolante (...)”

Noi del Meetup Anagni 5 stelle non vogliamo più aspettare!

Viste le lungaggine e soprattutto l'inefficacia delle interrogazioni presentate da alcuni esponenti dell'opposizione consiliare, abbiamo richiesto un accesso agli atti per verificare la regolarità della documentazione in archivio presso l'Ufficio Tecnico comunale e avendo riscontrato la mancanza del documento propedeutico alla dichiarazione di cessato pericolo, ovvero il Certificato di Collaudo Statico delle opere di messa in sicurezza, abbiamo rimesso il tutto nelle mani delle autorità competenti, protocollando in data 18 Dicembre 2018, un esposto indirizzato al Prefetto, al Genio Civile, ai Vigli urbani e al Sindaco.

Ci teniamo a precisare che non stiamo affermando che non sia stato redatto il Certificato di Collaudo Statico, anche perché auspichiamo che le dichiarazioni di assenza di pericolo siano state rese confortati dalla presenza delle obbligatorie certificazioni. Stiamo però dicendo che non vi è traccia del documento nel fascicolo visionato presso l'Ufficio tecnico comunale.

Nell’attesa che le autorità interpellate facciano chiarezza su quanto accaduto, vogliamo sottolineare che noi del Meetup Anagni 5 Stelle faremo un'opposizione extra consiliare decisa, come anticipato nell'articolo. “(https://www.tg24.info/anagni-il-meetup-5-stelle-dure-critiche-allamministrazione-natalia/)” Pertanto ci teniamo a puntualizzare che la strada dell’interrogazione consiliare, proposta dal Consigliere del Movimento 5 Stelle Fernando Fioramonti e attivista del nostro meetup non ci appartiene in quanto, come abbiamo già visto in casi analoghi, la riteniamo poco risolutiva. Avendo liberamente scelto di declinare il nostro invito a sottoscrivere l'esposto, lo solleviamo da qualsiasi responsabilità ma proseguiamo seguendo quei principi che ci spingono a difendere ad ogni costo l’incolumità dei cittadini.

 

 

 

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Il coraggio di cambiare

Dems 350da Dems - Mercoledi 5 dicembre, organizzato dall’Associazione politico-culturale DEMS, si terrà un incontro pubblico per riflettere su quanto è accaduto in Italia in questi anni. Il voto del 4 marzo ha chiuso un ciclo politico. Il PD e l’intera sinistra, anche in Italia, hanno subito la più grande sconfitta politica dal dopo guerra da parte degli elettori.

Per la prima volta forze politiche, eterogenee nella loro origine e formazione si sono unite spostando di fatto il Paese verso destra. Cosa fare è la domanda alla quale non sarà semplice dare una risposta. La crisi della sinistra è cosi profonda, che occorre serietà, umiltà ma soprattutto la ricerca di nuove idee e di un diverso modello organizzativo.

Il Paese e L’Europa hanno bisogno è un nuovo centrosinistra di governo, radicalmente innovativo, che faccia riforme sostanziali, che non ceda sui propri valori e non si limiti a criticare ma prenda tutte quelle misure necessarie per dare una svolta profonda a un Paese in affanno. L’obettivo è quello di favorire un dialogo non solo tra le forze del centrosinistra, ma anche con le componenti vive della società che tengono a cuore i temi della diseguaglianza, povertà, lavoro, Europa, immigrazione. Nel territorio della provincia di Frosinone, le gravi sconfitte elettorali degli ultimi anni e la vittoria delle forze del centrodestra, pongono la necessità di avviare un processo unitario per la costruzione di un nuovo centrosinistra capace di costruire proposte e iniziative politiche sui temi del lavoro, in modo particolare dei giovani e delle donne, del risanamento ambientale e di uno sviluppo ecosostenibile, della sicurezza.

Saranno questi i temi che animeranno la giornata di mercoledi 5 dicembre ore 17.30 presso l’Hotel Astor di Frosinone, alla quale parteciperanno tra gli altri, Peppe Provenzano, Marco Sarracino della direzione Nazionale PD, Noberto Venturi e Alessandra Sardelliti consiglieri comunali, Alessandra Maggiani Assemblea Nazionale PD, Maurizio Fadiani vicesindaco di Amaseno.

Frosinone, 01 dicembre ’18

 

 

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Provvedimenti che comprimono lo stato di diritto.

antigone 350 260di Patrizio Gonnella* - In Parlamento sono in discussione provvedimenti che comprimono in maniera preoccupante lo stato di diritto.
Uno di questi è il DL Salvini su sicurezza e immigrazione, già approvato in Senato e che il 22 novembre tornerà alla Camera. E' un provvedimento emanato in nome di un'emergenza che non c'è, che ha introdotto norme punitive contro migranti, marginali, poveri e occupanti. Il testo originario è stato ulteriormente peggiorate in fase di conversione, con il maxi-emendamento presentato dal Governo che introduce il reato di accattonaggio molesto, già abrogato nel 1999.
E' stata approvata in prima lettura - sempre al Senato - la proposta di legge per l'ampliamento della legittima difesa. Si vuole far sì che il ricorso alle armi nella propria dimora o nel proprio negozio sia sempre legittimo, indipendentemente dalle circostanze (e se un ragazzo entra in giardino a cercare un pallone?). E' una proposta contraria ai principi costituzionali che, se approvata, renderà più insicura la nostra società.

Altri provvedimenti destano la nostra preoccupazione. Leggendo il testo di riforma dell'ordinamento pentienziario abbiamo scoperto che da una norma sono state depennate le righe che prevedevano la possibilità per i medici di documentare con documentazione fotografiche i segni di violenza presenti sul corpo delle persone visitate al momento dell'ingresso in carcere.

E' poi emersa l'intenzione di dotare gli agenti di polizia penitenziaria delle pistole elettriche taser. Infine si è affermata la volontà della maggioranza di sospendere la prescrizione dopo il primo grado di giudizio.

Di questo e molto altro ci stiamo occupando in questi giorni, tentando di opporre all'irragionevolezza di questi provvedimenti le ragioni del garantismo, quelle di un diritto penale minimo.

*Presidente di Antigone

https://antigone.voxmail.it/user/h2eput/show/q0wh7u?_t=d538570c

 

 

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La frustrazione degli anonimi

sezzebenecomune 350 260 minRita Palombi, Sezze Bene Comune, giovedì 1 novembre 2018 - L’atteggiamento del Premier Salvini, ha sdoganato l’azione di una massa di frustrati che, girando in anonimato sul web, incitano all’odio e all’intolleranza verso chi non la pensa in maniera omologata. Nell’arco di poche ore, diverse persone sono state attaccate in modo indiscriminato da un profilo di cui non è dato sapere l’identità. Il Parroco della cattedrale di Santa Maria di Sezze (LT) e la Dott.ssa Marie Terese Mukamitsindo che gestisce la cooperativa Karibù per richiedenti asilo, sono stati direttamente attaccati.

Come Movimento politico SBC, esprimiamo la massima solidarietà sia nei confronti delle persone direttamente lese e sia nei confronti di tutti coloro che operano negli ambienti presi di mira, quali la chiesa e il centro accoglienza. La volontà di esprimere un’opinione diversa, non può limitarsi a forme di violenza e intolleranza perché questo dimostra di non avere capacità dialettica al confronto, evidenziando inoltre il disprezzo per la democrazia non sempre scontata. Stiamo attraversando un periodo storico pregno di rancore, astio, odio, intolleranza, frustrazione, causati da una moltitudine di aspetti complessi che meriterebbero analisi più approfondite non riconducibili all’esemplificazione a cui ci hanno abituato con le comunicazioni social, spesso banalizzata da fake news. La politica ha il dovere di restituire dignità al corretto confronto, al dialogo costruttivo e propositivo, condannando le forme di azione estrema volte a minare la stabilità democratica del paese.

Per questo motivo, come gruppo politico, non ci stancheremo mai di difendere le sane regole e ci batteremo per una società più equa, fondata sui diritti umani e per la difesa delle regole democratiche. A tal proposito, condividiamo una interessante battaglia intrapresa da 60 amministratori locali di 'Italia in Comune Puglia' che scendono in campo contro il decreto Salvini sull'immigrazione: sindaci, assessori e consiglieri comunali già iscritti al partito sono pronti a presentare nei rispettivi comuni un ordine del giorno in cui chiederanno al Governo di sospendere gli effetti del decreto legge e di rivalutarne le ricadute con i territori; e alla Regione Puglia di condividere i loro intenti.

E’ detto in una nota in cui si precisa che il decreto del ministero dell’Interno prevede 23mila migranti in meno nel circuito dell’accoglienza, la revoca di circa 1.500 permessi di protezione umanitaria e la chiusura di decine di Cas e Sprar. Tuttavia, precisano gli amministratori, le stime Anci sono raccapriccianti per i Comuni: 280 milioni di euro di costi amministrativi che ricadrebbero su Servizi sociali e sanitari territoriali.

https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1075926/immigrazione-60-amministratori-pugliesi-contro-decreto-salvini.html

Italcementi, rifiuti a Colleferro

Colleferro Italcementi 350 260 mindi Ina Camilli* - Il 18 ottobre 2018 la Regione Lazio ha indetto la prima Conferenza dei Servizi per sottoporre il progetto di Italcementi spa di Colleferro “Attività di recupero rifiuti come materia prima nella cementeria”, presentato il 23.6.2016, alla valutazione di impatto ambientale (VIA), procedimento richiesto dalla Città Metropolitana di Roma Capitale.

La Regione ha convocato i Comuni, gli Enti, le Amministrazioni pubbliche e la società proponente per acquisire i loro pareri ai fini del rilascio della VIA, in mancanza dei quali vale il silenzio-assenso.

Il Comune di Colleferro informato dal mese di settembre non si è presentato e non ha delegato un suo rappresentante. Per un disguido tardivo nella comunicazione della convocazione, comitati e associazioni non hanno potuto partecipare e presenteremo le nostre osservazioni, sottolineando che Italcementi ricade anch’essa nel SIN (sito di interesse nazionale), dove è stato rinvenuto il cromo esavalente, di cui accerteremo se sia stato attivato il procedimento e richiesto il parere del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Per avere contezza del progetto della Italcementi abbiamo consultato i documenti, in particolare lo Studio d’Impatto Ambientale e la Scheda di Sintesi, pubblicati dalla Regione al link https://regionelazio.app.box.com/v/073-2017.

Da quest’ultima si ricava che il progetto consiste nell’ampliamento (non adeguamento) dell’attività già esistente, nel recupero di rifiuti speciali non pericolosi (non rifiuti urbani, ma “inerti provenienti da cicli industriali”) e nella capacità di trattamento di 226.000 tonnellate l’anno di rifiuti. La relazione per lo Studio d’Impatto Ambientale descrive sinteticamente il processo produttivo (Cap.1.1 e 1.2).

In sostanza i rifiuti vengono miscelati ad altre materie prime e “cotti” nei forni ad alta temperatura per realizzare il cosiddetto clinker il quale – una volta raffreddato ed indurito - viene frantumato e macinato, e, con l’aggiunta di altre sostanze (gesso), diviene il cemento di uso comune nell’edilizia.

Nel cementificio i rifiuti, invece di essere bruciati direttamente nei forni, vengono mescolati ad altre materie prime e “cotti”; ma gli effetti sul piano dell’inquinamento ambientale vanno considerati attentamente, poiché il problema è dato dai “fumi di cottura” e dai procedimenti di macinazione dei materiali ovvero dalle emissioni e dalle polveri di detti processi industriali.

Tanto che fra gli elaborati progettuali c’è un ponderoso studio di oltre 100 pagine sulla “Dispersione degli Inquinanti in Atmosfera”, nel quale vengono indicati gli inquinanti oggetto dello studio d’impatto: monossido di carbonio (“CO”); ossidi di azoto (“NOx”); biossido di zolfo (“SO2”); polveri sottili (“PM10”); polveri sottili (“PM2,5”); metalli (antimonio “Sb”, arsenico “As”, cadmio “Cd”, cobalto “Co”, cromo “Cr”, manganese “Mn”, mercurio “Hg”, nichel “Ni”, piombo “Pb”, rame “Cu”, tallio “Tl” e vanadio “V”); acido cloridrico (“HCl”); acido fluoridrico (“HF”); ammoniaca (“NH3”); carbonio organico totale (“TOC come propano”); idrocarburi policiclici aromatici (benzo(a)pirene “C20H12”); diossine (“PCDD/F”).

Il tutto per dimostrare che: “l’utilizzo di rifiuti non pericolosi in sostituzione delle materie prime naturali non influisce quantitativamente e qualitativamente sui parametri emissivi. Si osserva, infatti, come il contenuto di inquinanti nei fumi emessi da cementerie che utilizzano rifiuti in sostituzione delle materie prime sia comparabile a quello delle cementerie dove l’attività R5 non viene svolta.” Affermazione, quest’ultima, tutt’altro che rassicurante.

La domanda che Amministrazione comunale, comitati, associazioni e cittadini dovrebbero porsi, con equilibrio, senza mettere la testa nella sabbia, né trincerarsi dietro presunte competenze, è se un altro impianto di trattamento di rifiuti – perché tale è il progetto della Italcementi - della capacità di 226.000 ton/anno di rifiuti è un carico ambientale sostenibile dal contesto esistente a Colleferro e nella valle del Sacco.

Discarica, cementificio, inceneritori con il cromo esavalente e/o altri quattro futuri impianti del nuovo Consorzio Minerva, tutti votati al trattamento dei rifiuti, non costituiscono un impatto sanitario insostenibile dal territorio?

L’accertata contaminazione dei suoli e del Sacco (SIN) nonché la qualità dell’aria compromessa tanto che Colleferro, Anagni e Paliano sono censiti in Classe 1 (DGR 536/2016), non rischiano di aggravarsi ulteriormente in conseguenza dell’esercizio di tutti questi impianti industriali?

In sede di aggiornamento del Nuovo Piano rifiuti regionale chiederemo un impegno politico volto ad impedire il conferimento e l'utilizzo di rifiuti presso le due cementerie del Lazio e di investire in politiche di supporto alla raccolta differenziata.

*Ina Camilli - Rappresentante CRC (Comitato Residento Colleferro)
Colleferro, 26.10.2018

 

 

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Una dichiarazione di Enzo Valente (Ugl)

Attesa e grande attenzione per la firma dell’Accordo Programma per l’Area Crisi Complessa di Frosinone. Il sindacato ugl logoritiene sicuramente positivo la sottoscrizione del protocollo che arriva a conclusione di un percorso iniziato qualche anno fa attraverso il tavolo provinciale del lavoro, ma questa volta attende, al contrario di quanto accaduto per il passato, ricadute importanti per l’occupazione del territorio ciociaro: «Siamo contenti di aver raggiunto l’obiettivo – spiega il Segretario Provinciale UGL Enzo Valente – ma pretendiamo che stavolta ci siano i frutti sperati in termini d’occupazione. Non è la prima volta che il territorio porta a casa importanti accordi come quello che qualche anno fa aveva aperto alla speranza i cuori di migliaia di ex lavoratori Videocon per una ricollocazione nel mondo del lavoro. In realtà non sappiamo se le due aziende vincitrici del bando, nonostante l’accesso ai fondi messi a disposizione dell’accordo e le condizioni vantaggiose per le assunzioni, abbiano offerto una nuova pos- sibilità di impiego a qualcuno dei nostri disoccupati». I nuovi bandi che nasceranno dal nuovo Accordo di Programma devono essere differenti rispetto ai precedenti: «Erano inaccessibili alle piccole e medie imprese del no- stro territorio mentre i prossimi dovranno essere tarati per dare la possibilità alle aziende ciociare di partecipare».

 

fonte, L'Inchiesta quotidiano del 23 ottobre 2018

 

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