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No secco a Marangoni da M5S Lepini

  • Pubblicato in Partiti

tavololepini M5S 350 260 minM5S, 6 meetup dei Monti Lepini - IL TAVOLO MONTI LEPINI ( è il luogo dove i sei meetup territoriali di: Morolo, Supino, Patrica, Sgurgola, Ferentino ed Anagni, coadiuvano, convergono, uniscono idee, soluzioni, problemi comuni che affliggono il nostro territorio) è contrario alla scelta della regione Lazio, di autorizzare la MARANGONI Spa all’uso dell’impianto di termodistruzione di rifiuti non pericolosi limitatamente a pneumatici fuori uso con produzione di energia elettrica.

Partiamo da ciò che tutti sanno: la valle del Sacco è uno dei siti più inquinati d'Europa! Decenni di emissioni non monitorate e colpevolmente non controllate e dismissioni industriali, alle quali non sono seguite le necessarie opere di bonifica dei siti produttivi improvvisamente abbandonati, hanno trasformato il nostro fiume in un vettore di veleni con conseguente contaminazione dei suoli da esso bagnati, suoli che una volta erano campi coltivati, orti, pascoli. La situazione, nel tempo, è divenuta talmente tanto drammatica da far catalogare nel 2006 una vasta area come Sito di Interesse Nazionale (SIN); si perimetrano, quindi, le aree contaminate, aree da sottoporre ad urgente bonifica, e poi tutto tace; perché l'area è talmente tanto vasta e le risorse stanziate così miserevoli che nulla successivamente viene fatto. Bisogna aspettare il 2019 e l'intervento dell'attuale Ministro dell'Ambiente Costa perché vengano stanziate le prime risorse che portino ad una prioritaria bonifica delle aree industriali dismesse ricadenti nell'area SIN.

Ma finora si è parlato solo di acqua e di suolo e, quindi, di emissioni idriche; ancor più grave è il problema che riguarda le emissioni in atmosfera: la concentrazione di polveri sottili, di particolati, di sostanze nocive quali metalli pesanti e di monossidi è così grave che le centraline di monitoraggio di ognuno dei centri urbani della valle contano sforamenti dei valori limite ben superiori a quelli accettabili annualmente perché non vi siano danni per l'uomo. La valle del Sacco, "chiusa" in tutta la sua lunghezza da due catene montuose e, quindi, poco aerata e ventilata, si gioca

il suo futuro sulla qualità dell'aria: perché l'area contaminata da un fiume si può perimetrare, l'aria che quotidianamente viene respirata arriva anche in collina e lontano dai centri abitati.
La panacea di tutti i mali, per i nostri amministratori locali, è la limitazione del traffico veicolare (targhe alterne, domeniche ecologiche ed altri interventi propagandistici similari), mentre pochissimo o nulla viene fatto per il controllo delle emissioni atmosferiche provenienti dalle attività industriali. Giusto difendere le attività produttive e il lavoro da esse generato, ma interventi legislativi che mirassero a ridurre, mediante obbligatori impianti di filtraggio e di depurazione, le emissioni in atmosfera di sostanze inquinanti o nocive da parte dei siti industriali, sarebbero i benvenuti. Non a caso, ultimamente, sempre il Ministro Costa ha posto l'attenzione sulla necessaria revisione al ribasso dei limiti normativi di concentrazione di sostanze inquinanti all'interno delle emissioni in atmosfera prodotte dalle attività industriali.

In questo quadro generale, si inserisce la vicenda dell'inceneritore della Marangoni; l'azienda di Rovereto, dopo aver interrotto, intorno al 2013, ogni attività produttiva di pneumatici nuovi, lasciando senza lavoro circa 400 addetti, ora vuole utilizzare lo stabilimento di Anagni come termovalorizzatore ovvero vuole incenerire, ai fini della produzione di energia elettrica, i "Pneumatici Fuori Uso" (PFU); la produzione industriale di pneumatici nuovi in Corea del Sud o Sri Lanka e lo sfruttamento di quelli usati in Ciociaria: il massimo profitto con la minima ricaduta occupazionale (si prevede che nell'inceneritore di Anagni lavoreranno all'incirca 15 addetti).
Per raggiungere tale scopo, a seguito dell'interruzione della produzione, la Marangoni, con un intento che parte da lontano poiché la prima autorizzazione al termovalorizzatore dello stabilimento di Anagni fu rilasciata nel 2001, chiede alla Regione Lazio, nel marzo 2016, il rilascio di un'Autorizzazione Integrata Ambientale affinché possa non solo rinnovare ma anche incrementare l'attività di termovalorizzazione da svolgersi presso Anagni (portandola da 1450 kg/h a 2000 kg/h). E andiamo a parlare di ciò che non tutti sanno.

Dopo tutto quello che si è detto in premessa sulla perimetrazione SIN e sull'inquinamento della valle, dopo che la proposta, eccessivamente dispendiosa, avanzata dall'allora Presidente Provinciale Scalia di realizzare un aeroporto civile tra Frosinone e Ferentino fu bocciata dal Ministero perché avrebbe provocato un incremento delle emissioni atmosferiche inquinanti non tollerabili in una valle poco aerata come quella in cui viviamo, uno si sarebbe aspettato che il fascicolo Marangoni, in sede di conferenza di servizi, avrebbe goduto di una particolare attenzione sia da parte dei nostri amministratoti regionali che da quelli provinciali: e, invece, nulla!
La Provincia di Frosinone, guidata dal Presidente PD Pompeo, sempre pronto a fregiarsi di onori a favore di telecamera o fotocamera, prontamente si disinteressa del problema: nell'agosto del 2016, ad appena cinque mesi dalla richiesta della Marangoni, delega la Regione Lazio a rappresentarla in sede di conferenza di servizi per il rilascio dell'A.I.A. Parafrasando una nota battuta del libro Gomorra, la domanda nasce spontanea: ma Lei, Presidente Pompeo, respira l'acqua minerale, visto che vive in linea d'aria ad appena 12 Km dallo stabilimento della Marangoni? O pensa veramente

che il ponentino non trascini mai verso Ferentino le emissioni del termovalorizzatore della Marangoni con il suo inevitabile contenuto di benzene, di metalli pesanti (piombo, cromo, cadmio, mercurio) e di butadiene? Perché queste sono le sostanze che si accompagnano all'attività di incenerimento dei PFU!
Ripetiamo, fra tutti i possibili modi di trattare un pneumatico fuori uso, incenerirlo rappresenta la scelta con il massimo profitto per l'azienda, con la minima ricaduta occupazionale e con il massimo danno per l'ambiente. Dal recupero dei PFU si possono ottenere asfalti modificati, superfici per impianti sportivi, materiali per isolamento acustico, opere di ingegneria civile, opere di arredo urbano, materiali per pacciamatura fino a riutilizzi in mescola e rigenerazioni, tutti processi produttivi realizzabili a freddo che non prevedono fusioni ed emissioni in atmosfera, quindi non nocivi, con conseguente creazione di posti di lavoro e impatto positivo sul territorio. Bruciarlo è, forse, l'uso più stupido che si possa farne, non stupido per l'azienda ma stupido per chi accetta di farlo fare nel proprio territorio genuflettendosi ai desiderata dell'azienda.
Amministrare un Ente Locale, significa, per noi, valutare attentamente i pro e i contro di ogni scelta politica e amministrativa che si adotta, difendere la storia, i luoghi e l'ambiente che ci circonda, cercare di ottenere il massimo valore per quei parametri universalmente riconosciuti come causa di benessere per la popolazione che vi abita, non disinteressarsi dei problemi, non delegare ad altri le scelte, avendo come unico parametro redditi, economia e bilanci. Capito, Presidente Pompeo?
Ancora peggiore il comportamento della ASL provinciale e della Regione Lazio del Governatore e Segretario PD Zingaretti: la prima non partecipa ad alcuna delle riunioni previste dalla conferenza di servizi garantendo così un silenzio-assenso costante alla Marangoni, la seconda conclude positivamente, con inesplicabile e sospetta celerità, la conferenza di servizi relativa al rinnovo dell'autorizzazione per l'impianto di termovalorizzazione PFU di Anagni con Determinazione del 27/07/2017. Ad appena una settimana dall'approvazione, da parte del Ministero dell'Ambiente, delle Linee Guida per gli adempimenti in area SIN "Bacino del Fiume Sacco", avvenuta il 4 agosto 2017. Non sia mai che poi si incagli l'iter! Caro Governatore, non si poteva aspettare una settimana? O per Lei, noi saremo sempre la pattumiera della regione? Ogni intervento normativo che Ella ha firmato è, infatti, romano-centrico, tarato sulle esigenze di Roma e del suo hinterland (bacino di 5.000.000 di abitanti, dieci volte più numerosi degli abitanti della Ciociaria, e, quindi, rappresentanti un bacino elettorale più importante da blandire). Ma noi ricordiamo l'importanza che Ella ha dato alla parola ambiente nel suo discorso di insediamento alla segreteria del PD, era solo spot, propaganda e luogo comune oppure ci crede veramente? Sicuramente non ci crede il suo Assessore regionale all'Ambiente Buschini, che essendo nostro conterraneo avrebbe potuto analizzare e gestire meglio la vicenda.
Noi siamo stanchi ed è ora di alzare la voce; la voce dei nostri concittadini che non ne possono più di avere paura di ammalarsi di mali spaventosi e il più delle volte incurabili, siamo stanchi di subire una politica permeata dalla logica dei figli e dei figliastri, una politica attenta solo a soddisfare le

istanze delle grandi aziende e dei grandi potentati locali e totalmente disinteressata alle richieste della cosiddetta gente comune. Esiste un'economia diversa, un'economia ricchissima fatta di agricoltura, di turismo, di produzioni "pulite" e non pericolose, di ricerca e sviluppo di nuove tecnologie. La politica dovrebbe guidare le scelte, non accomodarsi e accettare passivamente quelle avanzate dalle S.p.A.
Presidente Pompeo, Assessore Buschini, Governatore Zingaretti, pensateci bene, per favore, che a cercare di fermare questa follia e quest'ennesima Impresa a perdere ci stiamo pensando noi attraverso la capillare rilettura di ogni atto dell'iter procedurale per trovare quel cavillo legislativo a cui appigliarsi per ricorrere nei confronti della Determina regionale del 27/07/2017.
E anche se non riuscissimo nel nostro intento, avremo, comunque, ogni mattina, il coraggio di guardarci nello specchio, consci di non aver tralasciato nulla per cercare di difendere il nostro territorio.

 

 

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Patrica, la nuova frontiera dei rifiuti inerti

Patrica panorama 400 minCoordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute Valle del Sacco e bassa Valle del Liri

 da Re.Tu.Va.Sa - A nulla valgono le grida di dolore della valle del Sacco scesa in manifestazione unitaria il 13 aprile a Frosinone sotto una pioggia battente ma con la forza che la contraddistingue.

Nel nostro territorio si continuano a proporre progetti di impianti legati al ciclo dei rifiuti, al di fuori di ogni pianificazione (continuiamo ad essere in attesa del nuovo piano regionale dei rifiuti) e di ogni criterio di rispetto per l’ambiente. Si continuano a proporre insediamenti lungo il corso del fiume, in aree sottoposte ai vincoli del Sito di Interesse Nazionale di cui deve essere verificato il grado di inquinamento, facendo prevalere la logica del profitto al rispetto dell’ambiente

Ora si insiste su Patrica (Fr) luogo già pesantemente compromesso a livello ambientale, ma che risveglia continuamente appetiti.

Da tempo si è aperto un nuovo fronte sul terreno ciclo dei rifiuti, quello del trattamento degli inerti, si tratta di una categoria molto ampia che passa da rifiuti derivanti dalla costruzione di edifici, a estrazione di miniera e cava, da raffinazione del petrolio a terreni prelevati da siti contaminati, a trattamento delle acque reflue e altri ancora.

Questo in sintesi è il progetto, tutta la documentazione al link https://regionelazio.app.box.com/v/027-2018, della Minotti Lavori SRLS sempre a Patrica e sempre nell’area industriale a gestione ASI. Progetto presentato a metà dello scorso anno e in fase istruttoria presso gli uffici preposti della regione Lazio per una capacità di trattamento con successiva presentazione in Autorizzazione Integrata Ambientale di 300.000 tonn/anno.

Inaccettabile nel modo più categorico in riferimento a quanto detto precedentemente oltremodo all’interno del Sito di Interesse Nazionale (SIN) la cui fotografia reale post-caratterizzazioni si avrà entro il 2023 secondo l’Accordo Quadro di Programma per cui la logica impone precauzione massima

Nell’istruttoria sono stati già espressi pareri, alcuni positivi in base alla collocazione dell’impianto in una area a destinazione industriale. L’amministrazione Comunale si sofferma sulla richiesta di integrazioni al progetto relative all’inquinamento indotto dal traffico veicolare, all’ utilizzo di terre e rocce di scavo ed alla collocazione in area SIN che richiede il parere ministeriale. Successivamente il Comune di Patrica, in data 31.01.19, fa richiesta di archiviazione del procedimento per difetto di applicazione dell’istruttoria e per mancato rispetto dei tempi previsti per l’integrazione documentale in riferimento alle normative vigenti, che però erano state inviate dal proponente in data 22.01.19 ma non pubblicate nell’apposita spazio web dell’area VIA della Regione Lazio e comunque in ritardo rispetto ai tempi normativi. In ogni caso ad oggi non risultano contro risposte dall’ente autorizzativo.

Tra le note degli Enti interpellati spicca però la relazione dell’Arpa Lazio del 16.11.18 che in 18 pagine descrive il quadro catastrofico dell’area in oggetto.

Lo stato delle acque superficiali del fiume Sacco da Colleferro a Falvaterra -come risulta dai dati delle centraline di rilevamento- risulta essere in gran parte “SCARSO” per i parametri ecologici e “NON BUONO” per i parametri chimici. Quelle sotterranee non fanno testo in quanto sono verificate solo in due punti per i parametri chimici su Anagni.

Della qualità dell’aria vengono confermati i rilevamenti delle centraline che già conosciamo, introducendo però un rilevamento specifico su Patrica nel 2017 che riporta 56 superamenti per le PM10, oltre la normativa di Legge.

A questo punto si passa al comparto suolo e acque sotterranee e qui la situazione è desolante.

Ex Discarica Comunale Valesani/Le Cese: per il terreno superamenti per Vanadio e Arsenico; per le acque sotterranee Piombo totale e Ferro.

Chemi SPA: per le acque di falda concentrazioni rilevanti (CSR) di 1,2 –Dicloropropano, Tetracloroetilene, Tricloroetilene, 1,1- Dicloroetilene, 1,2- Dicloroetilene (cis) e concentrazioni superiori (CSC) di 1,2- Dicloroetilene (cis+trans), 1,1,2-Tricloroetano, 1,1- Dicloroetilene, Triclorometano, Sommatoria Organo Alogenati, 1,2 Dicloroetano.

Mater Biopolymer SRL: per le acque sotterranee campioni ARPA superamenti (CSC) per Arsenico totale, Cromo totale, Ferro totale, Nichel Totale, Piombo totale, Manganese disciolto, Manganese totale e Nitriti; campioni della Ditta superamenti per Antimonio, Ferro e Manganese disciolti. Per i terreni nessun superamento.

Ditta Rizzi Francesco per l’Ambiente: per i terreni superamenti (CSC) per i parametri Arsenico, Vanadio, Cobalto, Stagno, Piombo, Cromo totale, Nichel, Selenio, Idrocarburi C>12 e Diossine/Furani (quest’ultimo parametro in un solo topsoil), per le acque sotterranee superamenti per Alluminio, Berillio, Cromo totale, Ferro, Nichel, Piombo, Manganese, Arsenico e Triclorometano.

Klopman International SRL: per le acque sotterranee superamenti (CSC) per Alluminio, Triclorometano, Cloruro di vinile, Tricloroetilene, Tetracloroetilene, 1-2, Dicloroetilene e Sommatoria organoalogenati.

Fosso Vadisi: concentrazioni significative di Arsenico, Cadmio, Zinco, Cromo Totale, Cromo VI, Piombo, Mercurio, Nichel, Stagno/organo Stannici, Rame, Cianuri, Solventi Organici aromatici (BTEXS), Idrocarburi C>12 e C<12, Grassi ed Olii Vegetali ed Animali, Fenoli (2-clorofenolo, 2,4-diclorofenolo, 2,4,6-triclorofenolo, Pentaclorofenolo)

Ex discarica comunale Gorgona: per i terreni superamenti (CSC) di Idrocarburi C>12; per le acque sotterranee di Alluminio, Arsenico, Cobalto, Ferro, Nichel, Piombo, Selenio, Manganese, Tallio, Solfati e Ammoniaca. I rilevamenti della Ditta superamenti (CSC) di Arsenico, Ferro, Nichel, Manganese, Solfati, Ammoniaca e Idrocarburi totali.

BERG SpA (ex DSI SRL/SpA: per i terreni superamenti (CSC) di Berillio; per le acque sotterranee (CSC) Alluminio totale.

Gabriele Group SRL: per le acque sotterranee superamenti (CSC) per il Cromo totale, successivamente solo per Manganese e Ferro.

L’ARPA Lazio fa rilevare che per altre attività produttive nei pressi “gli interventi ispettivi effettuati presso alcuni degli insediamenti sopra citati hanno comportato la comminazione di sanzioni amministrative nonché segnalazioni all’Autorità Giudiziaria ai sensi dell’art. 29-quattuordecies del D.lgs 152/06.”

In conclusione la relazione riporta quanto segue: “In considerazione di quanto sopra, si ritiene che l’area oggetto di intervento sia da considerarsi affetta da particolare criticità ambientale e pertanto si invita codesta Autorità competente a tenere conto degli eventuali effetti derivanti dal progetto in correlazione al cumulo con gli effetti derivanti da altri progetti esistenti e/o approvati.”

A questo punto gli uffici della regione Lazio non possono che prendere in seria considerazione il parere dell’Ente di Controllo preposto e -unitamente alle richieste dell’Amministrazione Comunale- archiviare il procedimento.

Il Coordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute esaminata la documentazione relativa al progetto e valutate le probabili ripercussioni ambientali esprime preoccupazione e chiede che il procedimento sia dichiarato concluso con un parere negativo.

In caso contrario i cittadini di Patrica e della valle del Sacco dovranno mettere in atto le contromisure del caso, peraltro a loro congeniali.

Valle del Sacco, 12.06.2019

 

 

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L'elezione di Pietro Bartolo a Bruxelles

art1mdp 350 260Articolo 1 esprime grande soddisfazione per il risultato di Pietro Bartolo a Roma e nel Lazio.

Attorno alla sua candidatura si sono coagulate forze diverse: organizzazioni politiche, sindacati, mondo dell’associazionismo, del volontariato e del terzo settore e tanti cittadini che con il loro voto hanno mandato un segnale chiaro e inequivocabile, una volontà di cambiamento radicale rispetto alle scelte operate nel passato.

La sua credibilità, il suo impegno per i diritti umani e contro l’ingiustizia sociale hanno consentito ai nostri militanti di impegnarsi al massimo e siamo orgogliosi di avere contribuito a raggiungere questo straordinario risultato.

In particolare a Roma è il più votato di tutta la lista.

Auguri Pietro! Ora mettiamoci al lavoro per cambiare l’Europa e ricostruire una grande forza della sinistra, una forza popolare, inclusiva e unitaria.

Riccardo Agostini Coordinatore Regionale, Piero Latino Coordinatore Provinciale Roma, Gaetano Ambrosiano Coordinatore Provinciale Frosinone

Nota di Art.UNO

 

 

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Scuola: Tasse anche sulla trasparenza

MIUR 350 260SCUOLA – Maxi tassa sulla trasparenza, per saperne di più su atti e trasferimenti docenti, Ata e genitori devono pagare decine di euro

È quello che da qualche giorno devono sborsare i lavoratori e le famiglie degli alunni che vogliono vederci chiaro su documenti conservati dall’amministrazione scolastica, domande di mobilità, verbali degli organi collegiali, atti di gestione del rapporto di lavoro oppure conservati nel fascicolo personale custodito nelle segreterie: per effetto di un decreto Miur di metà aprile, attuativo della Legge 241/90, in presenza di documenti cartacei serviranno 12,50 euro per ogni ricerca, 10 euro per le notifiche, più i costi per la visura (10 centesimi a pagina), per l'estrazione di copia (25 centesimi a pagina) e l'oscuramento degli eventuali dati personali (1 euro a pagina). Poi ci sono i bolli.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “premesso che tutto questo è assurdo, visto che in Italia si pagano già le tasse più alte d’Europa, siamo convinti che ci troviamo davanti ad un’operazione nata non tanto per motivi di spending review, ma con il preciso scopo di disincentivare la trasparenza degli atti pubblici. Noi non ci stiamo e siamo pronti a fare ricorso al Tar.

Diventa salato il conto da pagare per chi nella scuola vuole vederci chiaro su trasferimenti, concorsi e burocrazia. In base al decreto n. 662 emanato dal ministero dell'Istruzione il 17 aprile scorso, d’ora in poi per estrarre copia degli atti e dei documenti in possesso dell'amministrazione scolastica e universitaria non basterà più pagare 25 centesimi per ogni fotocopia, ma cifre ben consistenti: 10 euro per la notifica al controinteressato, un euro a pagina se la domanda contiene dati personali da oscurare e 10 centesimi a pagina solo per la visura, sintetizza Italia Oggi. E se l'accesso e l'estrazione di copia avverranno per posta, i relativi costi saranno posti a carico del richiedente: le spese per l'eventuale scansione saranno quantificati come se si trattasse di fotocopie.

I COSTI DA AFFRONTARE

Le somme da sborsare non finiscono qui. “Se poi i documenti richiesti dovessero essere in formato cartaceo – continua la stampa specializzata - bisognerà anche pagare 12,50 euro per ogni ricerca in archivio. I contributi saranno dovuti solo se il costo dell'operazione supererà i 50 centesimi. Al di sopra di tale importo, dovrà essere effettuata la riscossione dell'intera cifra. Compresi i 50 centesimi”. E nel caso di richiesta di copie di documenti in bollo, al pagamento dell'imposta provvederà direttamente il richiedente, fornendo all'ufficio competente al rilascio la marca da bollo. L'importo è pari a euro 16 per marca da bollo ogni 4 fogli/facciate.

È ampio il ventaglio dei casi per cui bisognerà mettere mano al portafoglio: “L'accesso a pagamento vale per tutti gli atti e documenti conservati dall'amministrazione scolastica, comprese le domande di trasferimento, i verbali degli organi collegiali, gli atti di gestione del rapporto di lavoro e tutti gli atti conservati nel fascicolo personale di docenti e Ata presso le segreterie scolastiche. Ma anche gli atti della selezione per i Prin da parte delle università escluse”.

30 ANNI DI ATTESA

Le norme erano attese da tempo, quasi 30 anni: danno infatti attuazione all'articolo 25, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241. Il quale dispone che il diritto di accesso si esercita mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi, nei modi e con i limiti indicati dalla presente legge. Il mero esame dei documenti è gratuito. Ma il rilascio di copia «è subordinato al rimborso del costo di riproduzione, salve le disposizioni vigenti in materia di bollo, nonché i diritti di ricerca e di visura». Ciò che si paga, dunque, non è la cosiddetta ostensione del documento richiesto e la relativa lettura (che può comprendere anche la possibilità di prendere appunti), ma tutto ciò che viene prima della messa in mostra dell'atto o del documento richiesto, affinché il richiedente possa visionarlo (cosiddetta ostensione) e per l'eventuale estrazione di copie. Il procedimento di accesso, peraltro, dal 2006 è gravato anche dall'onere, per l'amministrazione, di individuare e notiziare il controinteressato all'accesso (si veda il dpr 184/2006).

IL COMMENTO DI MARCELLO PACIFICO

“Riteniamo incostituzionale questo modo di procedere a danno dei cittadini: è chiaro che si vuole ostacolare la trasparenza e l’acceso agli atti pubblici – annuncia Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – e per questo siamo pronti a fare ricorso al Tribunale amministrativo regionale ovvero a fare pagare all'amministrazione queste spese aggiuntive. Quello che si sta compiendo sulle richieste dei documenti, inoltre, è legato in qualche modo all’innalzamento delle tasse che vengono chieste per svolgere i concorsi pubblici: si tassa per disincentivare, come se il cittadino fosse un problema da tenere lontano dalla cosa pubblica”.

PER APPROFONDIMENTI:

SCUOLA – Precariato, 350 mila assunzioni in 10 anni non sono bastate: rimangono 100 mila supplenti da assumere e 20 milioni di risarcimenti da assegnare

Docenti precari, novità per l'aggiornamento delle GaE grazie alle battaglie legali di Anief

Precariato, decreto aggiornamento GaE è questione di giorni. Appello Anief: se non si aprono a tutti gli abilitati pronti al maxi-ricorso

Precariato, aggiornamento GaE: da domani la presentazione delle domande. Anief presenterà ricorso per gli abilitati esclusi

Precari, due procedure inutili per salvarli. Anief: basta speculare sui docenti con 36 mesi e dimenticare gli abilitati

Parte l'adesione ai ricorsi Anief in merito all'aggiornamento GaE 2019/2021

Precari. Sono passati pochi giorni e in migliaia chiedono d'inserirsi nelle GaE

Due Italie, due sistemi di reclutamento, alla faccia dell'accordo tra Governo e sindacati

Docenti precari esclusi dall’aggiornamento GaE, i precedenti dicono che vale la pena provare: meno di una settimana alla scadenza

Il 17 maggio Anief in prima fila, uno sciopero contro un accordo che non risolve i problemi della scuola

Per il ministro Bussetti mancano gli insegnanti. Replica Anief: non è vero, ce ne sono 150 mila già pronti

Precariato, il Miur vuole una pre-selezione su PAS e assunzioni. Anief si oppone: vanno tutti abilitati e immessi in ruolo, c’è posto in abbondanza

Precariato, proposta unitaria dei sindacati al Miur. Per Anief è inutile: non risolve i problemi dei supplenti

I posti di ‘Quota 100’ subito liberi, senza provvedimenti straordinari a settembre sarà tracollo.

19 maggio 2019 Ufficio Stampa Anief

Zimarri: giovane frusinate alle Europee 2019

Europa verde possibile 350 260 minIn vista delle prossime Elezioni Europee, nelle fila di Europa Verde-Possibile, scende in campo Umberto Zimarri, Classe 1989. Un giovane impegnato in politica e nel sociale. Dopo aver creato il Comitato Salvador Allende di Possibile, la candidatura a Sindaco nel suo paese di origine, San Giovanni Incarico e dopo il ruolo di Coordinatore della Campagna Elettorale di Leu, per la Provincia di Frosinone alle ultime amministrative, arriva alla candidatura Europea nella circoscrizione Italia Centrale.
Tra i tanti temi del giovane Zimarri, ne emerge con forza, uno: quello della difesa ambientale che lo ha accompagnato per il suo impegno politico e associativo. A tal proposito ci dice: «Per chi vive in questa Provincia, non è una scelta è un obbligo verso le future generazioni. Passo dopo passo ho cercato di studiare, di approfondire, di capire come i temi a me più cari come le politiche progressiste, la centralità del problema delle disuguaglianze, la lotta senza quartiere alle mafie ed alla corruzione, i problemi occupazionali dei giovani, l’attenzione verso i beni comuni e la partecipazione popolare, lo sviluppo dei piccoli comuni, siano in realtà uniti da una grande filo verde. Ed è proprio su quella matrice che si deve insistere per ribaltare lo schema xenofobo e sciovinista che vuole riportare l’Europa al Medioevo.»
Il candidato di Europa Verde, ha una visione politica ben precisa, dove la sua passione politica si evince ancora dalle sue parole di presentazione: «Per appassionare le persone bisogna essere prima di tutti appassionati, per far torUmberto Zimarri 350 260 minnare la speranza bisogna prima di tutto crederci e gettare il cuore oltre l’ostacolo. Per rigettare l’onda nera che avanza prepotentemente non c’è spazio per eccessivi tatticismi: c’è bisogno di coraggio e praticità. Solo così sconfiggeremo la paura, la forza che alimenta l’internazionale sovranista. La mia candidatura vuole anche essere rappresentativa di un mondo quello dei piccoli centri di Provincia, abbandonati dalla politica. Quei centri che vengono considerati di Serie B, quei centri in cui le infrastrutture digitali e logistiche non arrivano, quei centri in cui il welfare è inesistente, quei centri in cui i signorotti della Politica locale spadroneggiano, o meglio credono di farlo, in un mix di prepotenza ed impreparazione.
In quei borghi, però, è incastonato il cuore pulsante dell’Italia autentica, vera, solidale e genuina. Una delle grandi sfide europee è proprio quella di avvicinare i territori e quindi le persone alle Europa. Capire che quella continentale è ancora di salvezza e prospettiva di Sviluppo. Parallelamente diventa urgente un cambio di rotta nella gestione comunitaria: i processi di democratizzazione non possono attendere oltre. In gioco non c’è un’elezione ma il futuro stesso dalla Ue.»
Umberto Zimarri sottolinea la marea umana di ragazze e ragazzi che ha messo alle strette i potenti del Mondo ricordando loro che non abbiamo un Piano B, così come non abbiamo un altro Pianeta. «Il tempo è adesso, il tempo è ora».
Questo giovane candidato sogna una campagna elettorale partecipata che dia voce ai problemi e alle eccellenze dei territori, legando il tutto ad una visione e ad un’azione Europea. La corsa verso il 26 maggio acquista un contendente nuovo nel proporsi e nell'agire quotidiano, almeno sino ad ora così è stato.

 

 

 

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Certosa di Trisulti: le 'preoccupazion' a scoppio ritardato di Zingaretti

Certosa di Trisulti 350 260«La "preoccupazione" di Zingaretti, Segretario del PD e Presidente della Regione Lazio, sulla presenza di "formazioni politiche sovraniste" nella Certosa di Trisulti arriva fuori tempo massimo perché la concessione del bene culturale è del 14 febbraio 2018, atto finale di un percorso cominciato anni prima: l'intera procedura è quindi stata gestita dal governo precedente a guida PD» dichiara il deputato del MoVimento 5 Stelle Luca Frusone che continua «Zingaretti ha fatto bene a scrivere al Ministro dei Beni culturali. Peccato che abbia sbagliato tempi e destinatario, visto che il responsabile della concessione è Franceschini. All'attuale Ministro dei Beni culturali, Bonisoli, il Segretario del PD Zingaretti avrebbe dovuto scrivere per scusarsi delle decisioni nefaste prese dal suo partito. Da parte nostra - assicura il deputato pentastellato - c'è la massima attenzione nel vagliare i profili di legittimità della concessione, voluta da PD.

Come ha sottolineato il ministro Bonisoli l'associazione DHI, a cui è stata affidata la gestione della Certosa, è lontana anni luce dal nostro modo di pensare. Ma qui non siamo a una scelta su Bannon; è una questione di rispetto delle regole che stiamo verificando partendo dal mio esposto all'Anac». In conclusione, il deputato M5S Frusone ricorda che «quando c'era da sollevare la questione, oltre alle associazioni, sono intervenuti giornalisti locali coraggiosi, che hanno raccontato i fatti, e il sottoscritto, unico a denunciare all'Anac, mentre dalle parti del PD si preferiva stare in silenzio per tenere nascosta la propria responsabilità. Adesso che c'è qualche telecamera, gli esponenti del PD si rifanno vivi e il consigliere regionale Buschini ci fa sapere che condivide le "preoccupazioni" a scoppio ritardato di Zingaretti. Ma quando entrambi potevano incidere sul comportamento del ministro Franceschini, perché se ne sono ben guardati?»

Quello che un utente vorrebbe sapere da Acea

acquaprivatizzata 350 260La Lettera che UNOeTRE.it pubblica gli è stata inviata da un suo lettore, che pone un quesito ad ACEA dopo avere ricevuto l’ultima bolletta del mese di marzo in cui ha notato  ulteriori aumenti. Meriterebbe una risposta da ACEA?

La lettera inizia cosi:

“prendiamo in esame la mia bolletta del 23 marzo 2019 nella quale si evince che ho consumato 56 mc di acqua in 123 giorni.

Ora se prendiamo la tabella ACEA, quella ultima approvata dal consiglio dei Sindaci, i miei 56 mc di acqua mi vengono ripartiti in 19 mc nella fascia a tariffa agevolata;

17 mc a tariffa base; 18 mc a tariffa 1^ fascia; 2 mc a tariffa 2^ fascia

Per un costo totale di 81,28 €. Questo importo è riferito al solo consumo di acqua senza considerare la fognatura, la depurazione e quant’altro.

Secondo le mie considerazioni la ripartizione dovrebbe essere fatta secondo questo criterio:

1. La fascia agevolata va da 0 a 55 mc/anno, quindi il calcolo dovrebbe essere 55:365= 0,15 mc/ giorno che X 123 gg= 18,5 mc. Quindi a 56 mc consumati devono essere tolti 18,5 mc e conseguentemente il calcolo andrebbe fatto su 56-18,5= 37,5 mc restanti.

2. La fascia base va da 56 a 108 mc/anno, quindi i 37,5 mc restanti dal calcolo precedente, entrano in questa fascia. Ne restano quindi 56-18,5-37,5= 0. Conseguentemente dovrei pagare su due fasce: quella agevolata per 18,5 mc e su quella base per 37,5 mc, per un importo di 65,03 €.

Come si può notare la differenza è notevole da 81,28 € secondo la ripartizione ACEA a 65,03 € secondo la mia ripartizione. (16 euro e 31 centesimi in più che corrispondono a ben 32.620 delle vecchie lire o se si preferisce in quinto in più del dovuto o no? ndr)

Questo mio quesito mi piacerebbe rigirarlo all’ACEA chiedendogli quale modello matematico utilizza per l’attribuzione delle fasce. Su internet non ho trovato nulla che potesse chiarirmi il quesito”.

 

L'autore delle lettera è noto alla Redazione di UNOeTRE.it

 

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Una generazione che è più viva che mai

studentiperl'ambientedi Giampiero Cinelli - Che questo non sia un paese per giovani, quasi sempre etichettati come fannulloni, lo si sente dire spesso. Ma a forza di ripeterlo si tende a trascurare una generazione che è più viva che mai. Quella generazione che venerdì 15 marzo a Roma si è fatta sentire ed è stata numerosissima in occasione della manifestazione mondiale contro il cambiamento climatico.

Tra le migliaia di studenti, c’era anche chi è partito dalla provincia di Frosinone. In totale pare fossero ottanta, membri del liceo Scientifico Francesco Severi e del Liceo Norberto Turriziani di Frosinone, del liceo scientifico e linguistico di Ceccano. Presenti anche universitari ed ex studenti accorsi a dar manforte ai loro ex compagni. Abbiamo raccolto le voci di cinque di loro, cercando di capire che identità hanno gli esponenti del movimento “Fridays for Future”, cosa chiedono e come vedono il mondo.

Sembrano infatti molto diversi dai loro coetanei e ci hanno detto che il loro interesse per l’ambiente nasce da ben prima che Greta Thunberg iniziasse le sue proteste ispirando il movimento globale.

Ci interessava sapere cosa un ragazzo attivo su questi temi faccia tutti i giorni a favore delle sue battaglie: «Credo che l’impegno debba partire dalle piccole azioni e dalla forza di mantenere buone abitudini. Personalmente non uso plastica monouso (bottigliette d’acqua, bicchieri, piatti, posate), oltre a fare la raccolta differenziata», ci risponde Marco Mirone, studente di architettura».

Assieme a lui Giovanni Andrea Mignardi, rappresentante d’istituto al Severi di Frosinone, il quale ha evidenziato: «Si parte dai semplici gesti. Ad esempio in classe quando finisce la giornata mi assicuro sempre che le luci siano spente, non butto mai la cicca di sigaretta per terra e chiedo a chi è con me di fare lo stesso, mi assicuro di riciclare i rifiuti nei contenitori corretti e limito al minimo il residuo indifferenziato; adesso sto cercando di abbandonare le bottigliette di plastica».

Anche Lorenzo Vellone, presidente della Consulta provinciale degli studenti di Frosinone, ha la sua ricetta: «Personalmente provo a diminuire l’impatto ambientale scegliendo il treno rispetto all’aereo o alla macchina quando devo spostarmi, contenendo i consumi di acqua, tenendo i riscaldamenti ad una temperatura adeguata e svolgendo la raccolta differenziata sia a casa che a scuola».

Quando facciamo notare ai ragazzi che il problema dell’inquinamento è mosso alla base dal modello di sviluppo occidentale, non vacillano e ribattono puntualmente: «Credo che senza sostenibilità e giustizia non possa esserci sviluppo. Il modello produttivo occidentale è totalmente da rivedere, non possiamo aspettarci che l’ambiente venga tutelato in un ambito economico che predilige la concorrenza selvaggia e l’anarchia produttiva», esclama Lorenzo. Giovanni puntualizza che bisogna partire da un presupposto: «L'umanità ha il primario bisogno di energia. Questo è ineluttabile, quindi bisogna muoversi in due direzioni. Trovare energia da fonti rinnovabili e fare in modo che l'energia una volta utilizzata possa essere riconvertita e non dispersa, principio alla base del riciclo ad esempio; dall'altro evitare gli sprechi a tutti i livelli sia nelle grandi opere».studentiperambiente

Non sembrano dunque i soliti fanatici dell’abbigliamento e degli smartphone, criticano invece gli eccessivi consumi e sanno che questo stile di vita non si adatta alla svolta che loro vorrebbero.

Non a caso Aldo Bracaglia, responsabile della Rete Studenti medi di Frosinone, puntualizza: «Siamo la generazione del tutto e subito, è normale che si abbia la pretesa di fregarsene dell'ambiente e dei cambiamenti climatici soprattutto quando per anni i nostri padri incuranti del problema hanno attuato a nostre spese la politica consumistica».

Consci del legame che c’è tra riscaldamento climatico e consumo industriale di cibo, specificano che non aderiscono a particolari mode alimentari, ma sono a favore di produzioni a chilometro zero. «Bisogna incentivare gli agricoltori locali, evitare alimenti che arrivano dall’altra parte del mondo», suggerisce Elena Straccamore, ex studentessa del Turriziani e neo-laureata in scienze gastronomiche. Mentre Marco si concentra il più possibile sul riuso degli alimenti senza sprecarli.

In generale sono tutti concordi sul regolamentare meglio gli allevamenti intensivi, ma senza demonizzare la carne e nemmeno i fast food. Predicano dunque l’equilibrio, una buona gestione di sé, convinti che, anche se la questione è globale e di sistema, il primo passo sia individuale.

Alla domanda se la loro battaglia politica continuerà, la risposta è affermativa: «Assolutamente, abbiamo in mente di costituire anche a Frosinone una sezione del movimento Fridays for future e di chiedere che ogni venerdì (così com’è nella prassi del movimento) sia concessa a scuola un’ora per approfondire e sensibilizzare su questi temi, attuando altri sit-in».

 

 

 

 

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Lazio: M5S, Giunta proroghi vecchio PTPR in attesa del nuovo

  • Pubblicato in Partiti

movimento 5 stelle bandiera 350 260da M5S Lazio - Vecchio testo scade il prossimo 14 febbraio con il rischio di dare via libera ai palazzinari.

Roma, 28 gennaio – “Abbiamo sempre sostenuto che per noi l’unica soluzione possibile è il nuovo Piano Territoriale e Paesaggistico Regionale (PTPR), che pende ormai da 20 anni. Purtroppo, per motivi tecnici che non attengono alla parte politica, il provvedimento è stato nel tempo rimpallato tra i vari uffici (comprensibilmente data la complessità dell'atto) ed è stato calendarizzato appena possibile in Commissione Urbanistica, dove si è registrato uno spirito collaborativo da parte delle forze politiche, necessario anche nei prossimi mesi se si vuole arrivare all’approvazione del testo. Tutte le forze hanno infatti convenuto sull'esigenza di prorogare il Piano per poter lavorare lucidamente nel merito: atto che ci aspettiamo da parte della Giunta prima della scadenza del termine, fissata al 14 febbraio prossimo.

Non potendo quindi approvare in pochi giorni un provvedimento di questa portata, se la proroga non intervenisse si rischierebbe di lasciare i territori del Lazio senza misure di salvaguardia, aprendo la strada a nuove colate di cemento, pianificazioni sproporzionate e possibili speculazioni. Chiediamo pertanto che la Giunta proceda al più presto con la proroga del testo vigente, sperando che sia finalmente l'ultima: nell’attesa che sia portato a termine l’iter di discussione e approvazione del nuovo PTPR”. Così in una nota i consiglieri regionali M5S del Lazio.

 

 

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Frosinone, inaugurata la Hall of Fame del “Benito Stirpe”

Stirpe inaugura 350 260 minda Giovanni Lanzi, Ufficio stampa Frosinone - FROSINONE. Inaugurato il "Luogo dei Ricordi" dal Presidente Maurizio Stirpe, come dirà di seguito il direttore Gualtieri. E’ un momento emozionante per il Frosinone e per il massimo dirigente giallazzurro che ha realizzato un altro dei suoi progetti: ha tradotto e veicolato al meglio un’idea che portava avanti da anni. Al suo fianco tutti i dirigenti del Club, l’art director Salvatore Lala che ha lavorato alla realizzazione dell’opera, i cronisti, le tv, qualche gloria come l’inossidabile Angelo Brunello e la figlia dell’indimenticato Pierino Del Sette, Alessia. E le persone, tifosissimi giallazzurri, che hanno contribuito alla nascita del Museo di casa-Frosinone. E’ un momento emozionante per la Storia del Frosinone. Una Storia lunga novanta anni. Che Stirpe osserva letteralmente affascinato in quei 50-60 metri di esposizione che passano alle spalle della ‘hall conference’ e arrivano agli uffici. Commenta anche con un pizzico di naturale emozione. Perché quei colori sono davvero una Storia che per lui si tramanda di padre in figlio.

Decine di maglie, scarpini, calzoncini, fotografie. Gigantografie a colori e in bianco e nero, una miscela emozionante. Da Massitti e Trentini a Vigorito e Bardi passando per Marco Cari (recordman di presenze in maglia canarina), Recchia, Flammini, il povero Luciani che proprio in queste ore ci ha lasciato (condoglianze alla famiglia) portando un pezzo di quei colori lassù in Cielo. E poi Egidio Fumagalli fotografato in loden al momento di un imbarco in aereo. E ancora quell’anello di congiunzione che va da Mettus a Raniero Pellegrini passando per decine di allenatori e centinaia di giocatori di ieri, l’altroieri e di oggi che hanno indossato questa maglia dai colori sgargianti, i colori del sole e del cielo terso e pulito. All’improvviso il presidente – prima di iniziare la conferenza stampa – mostra una foto che gli porge il segretario generale Pellegrini: ci sono 8-9 ragazzini attorno al custode dell’epoca Paolino, uomo buono come il pane, anche lui una pietra miliare come lo furono in tanti in quell’epoca. E tra quei ragazzini c’è proprio Maurizio Stirpe, è l’anno 1966, il presidente di quel Frosinone è il papà cavalier Benito.

“Voglio ringraziare tutti quelli che hanno contributo alla realizzazione di questa piccola opera che ha lo scopo di riportarci alle origini – esordisce il presidente – ed alla memoria di questa Società. Come ho avuto modo di dire più di una volta in passato, il percorso del Frosinone deve partire dalla riscoperta della propria identità. Identità attraverso la squadra, l’identità del territorio che devono essere la base sulla quale poggiano tutte le iniziative che portiamo avanti”.

“Il ringraziamento va all’architetto Salvatore Lala – ha proseguito Stirpe – che ci ha curato nei minimi dettagli sia la parte dello stile che della scelta del materiale. E un ringraziamento a tutti quelli che ci hanno fornito il materiale stesso. Tenete presente che qui abbiamo solo una piccola parte di quello che ci sarà a breve. Tutto questo fa parte della nostra memoria, su questi valori si deve fondare la vicinanza e l’amicizia della nostra Società. Il museo cercheremo di ampliarlo in tutte le sue parti. Cercheremo di utilizzare tutto il materiale che ci è stato fornito. Cercheremo di farlo visitare dalle Scuole, fondamentale. I ragazzi dovranno rendersi conto il punto di partenza del Frosinone. E cercheremo anche di esporre i trofei che abbiamo, vicino agli uffici ed agli spogliatoi. Questo deve essere un percorso dinamico che deve essere arricchito ogni qual volta dovesse esserci un contributo nuovo che ci arriverà”.

“Tra qualche giorno – conclude Stirpe, dando anche due notizie in anteprima – saranno ultimati anche i locali del ristorante, valuteremo il bando per il progetto migliore. Un progetto collegato alla nostra Società, alla identità dei tifosi e al messaggio che attraverso il calcio vogliamo veicolare. Un’altra iniziativa che stiamo cercando di realizzare è quella che permetterà ai tifosi di esporre i loro striscioni, i loro messaggi. Mi è stato dato lo spunto da cose che accadono quotidianamente. Vorremmo realizzare questo spazio apposito nelle zone delle due curve. E così chiunque vorrà lasciare un messaggio potrà farlo su quello spazio che chiameremo ‘muro della comunicazione’. Evitiamo così anche polemiche strumentali, lo concorderemo con i tifosi ed andremo a realizzarlo. Ripeto, il mio grazie di cuore va indirizzato veramente a tutti”.

(foto da www.frosinonecalcio.com)

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