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Una generazione che è più viva che mai

studentiperl'ambientedi Giampiero Cinelli - Che questo non sia un paese per giovani, quasi sempre etichettati come fannulloni, lo si sente dire spesso. Ma a forza di ripeterlo si tende a trascurare una generazione che è più viva che mai. Quella generazione che venerdì 15 marzo a Roma si è fatta sentire ed è stata numerosissima in occasione della manifestazione mondiale contro il cambiamento climatico.

Tra le migliaia di studenti, c’era anche chi è partito dalla provincia di Frosinone. In totale pare fossero ottanta, membri del liceo Scientifico Francesco Severi e del Liceo Norberto Turriziani di Frosinone, del liceo scientifico e linguistico di Ceccano. Presenti anche universitari ed ex studenti accorsi a dar manforte ai loro ex compagni. Abbiamo raccolto le voci di cinque di loro, cercando di capire che identità hanno gli esponenti del movimento “Fridays for Future”, cosa chiedono e come vedono il mondo.

Sembrano infatti molto diversi dai loro coetanei e ci hanno detto che il loro interesse per l’ambiente nasce da ben prima che Greta Thunberg iniziasse le sue proteste ispirando il movimento globale.

Ci interessava sapere cosa un ragazzo attivo su questi temi faccia tutti i giorni a favore delle sue battaglie: «Credo che l’impegno debba partire dalle piccole azioni e dalla forza di mantenere buone abitudini. Personalmente non uso plastica monouso (bottigliette d’acqua, bicchieri, piatti, posate), oltre a fare la raccolta differenziata», ci risponde Marco Mirone, studente di architettura».

Assieme a lui Giovanni Andrea Mignardi, rappresentante d’istituto al Severi di Frosinone, il quale ha evidenziato: «Si parte dai semplici gesti. Ad esempio in classe quando finisce la giornata mi assicuro sempre che le luci siano spente, non butto mai la cicca di sigaretta per terra e chiedo a chi è con me di fare lo stesso, mi assicuro di riciclare i rifiuti nei contenitori corretti e limito al minimo il residuo indifferenziato; adesso sto cercando di abbandonare le bottigliette di plastica».

Anche Lorenzo Vellone, presidente della Consulta provinciale degli studenti di Frosinone, ha la sua ricetta: «Personalmente provo a diminuire l’impatto ambientale scegliendo il treno rispetto all’aereo o alla macchina quando devo spostarmi, contenendo i consumi di acqua, tenendo i riscaldamenti ad una temperatura adeguata e svolgendo la raccolta differenziata sia a casa che a scuola».

Quando facciamo notare ai ragazzi che il problema dell’inquinamento è mosso alla base dal modello di sviluppo occidentale, non vacillano e ribattono puntualmente: «Credo che senza sostenibilità e giustizia non possa esserci sviluppo. Il modello produttivo occidentale è totalmente da rivedere, non possiamo aspettarci che l’ambiente venga tutelato in un ambito economico che predilige la concorrenza selvaggia e l’anarchia produttiva», esclama Lorenzo. Giovanni puntualizza che bisogna partire da un presupposto: «L'umanità ha il primario bisogno di energia. Questo è ineluttabile, quindi bisogna muoversi in due direzioni. Trovare energia da fonti rinnovabili e fare in modo che l'energia una volta utilizzata possa essere riconvertita e non dispersa, principio alla base del riciclo ad esempio; dall'altro evitare gli sprechi a tutti i livelli sia nelle grandi opere».studentiperambiente

Non sembrano dunque i soliti fanatici dell’abbigliamento e degli smartphone, criticano invece gli eccessivi consumi e sanno che questo stile di vita non si adatta alla svolta che loro vorrebbero.

Non a caso Aldo Bracaglia, responsabile della Rete Studenti medi di Frosinone, puntualizza: «Siamo la generazione del tutto e subito, è normale che si abbia la pretesa di fregarsene dell'ambiente e dei cambiamenti climatici soprattutto quando per anni i nostri padri incuranti del problema hanno attuato a nostre spese la politica consumistica».

Consci del legame che c’è tra riscaldamento climatico e consumo industriale di cibo, specificano che non aderiscono a particolari mode alimentari, ma sono a favore di produzioni a chilometro zero. «Bisogna incentivare gli agricoltori locali, evitare alimenti che arrivano dall’altra parte del mondo», suggerisce Elena Straccamore, ex studentessa del Turriziani e neo-laureata in scienze gastronomiche. Mentre Marco si concentra il più possibile sul riuso degli alimenti senza sprecarli.

In generale sono tutti concordi sul regolamentare meglio gli allevamenti intensivi, ma senza demonizzare la carne e nemmeno i fast food. Predicano dunque l’equilibrio, una buona gestione di sé, convinti che, anche se la questione è globale e di sistema, il primo passo sia individuale.

Alla domanda se la loro battaglia politica continuerà, la risposta è affermativa: «Assolutamente, abbiamo in mente di costituire anche a Frosinone una sezione del movimento Fridays for future e di chiedere che ogni venerdì (così com’è nella prassi del movimento) sia concessa a scuola un’ora per approfondire e sensibilizzare su questi temi, attuando altri sit-in».

 

 

 

 

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Lazio: M5S, Giunta proroghi vecchio PTPR in attesa del nuovo

  • Pubblicato in Partiti

movimento 5 stelle bandiera 350 260da M5S Lazio - Vecchio testo scade il prossimo 14 febbraio con il rischio di dare via libera ai palazzinari.

Roma, 28 gennaio – “Abbiamo sempre sostenuto che per noi l’unica soluzione possibile è il nuovo Piano Territoriale e Paesaggistico Regionale (PTPR), che pende ormai da 20 anni. Purtroppo, per motivi tecnici che non attengono alla parte politica, il provvedimento è stato nel tempo rimpallato tra i vari uffici (comprensibilmente data la complessità dell'atto) ed è stato calendarizzato appena possibile in Commissione Urbanistica, dove si è registrato uno spirito collaborativo da parte delle forze politiche, necessario anche nei prossimi mesi se si vuole arrivare all’approvazione del testo. Tutte le forze hanno infatti convenuto sull'esigenza di prorogare il Piano per poter lavorare lucidamente nel merito: atto che ci aspettiamo da parte della Giunta prima della scadenza del termine, fissata al 14 febbraio prossimo.

Non potendo quindi approvare in pochi giorni un provvedimento di questa portata, se la proroga non intervenisse si rischierebbe di lasciare i territori del Lazio senza misure di salvaguardia, aprendo la strada a nuove colate di cemento, pianificazioni sproporzionate e possibili speculazioni. Chiediamo pertanto che la Giunta proceda al più presto con la proroga del testo vigente, sperando che sia finalmente l'ultima: nell’attesa che sia portato a termine l’iter di discussione e approvazione del nuovo PTPR”. Così in una nota i consiglieri regionali M5S del Lazio.

 

 

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Frosinone, inaugurata la Hall of Fame del “Benito Stirpe”

Stirpe inaugura 350 260 minda Giovanni Lanzi, Ufficio stampa Frosinone - FROSINONE. Inaugurato il "Luogo dei Ricordi" dal Presidente Maurizio Stirpe, come dirà di seguito il direttore Gualtieri. E’ un momento emozionante per il Frosinone e per il massimo dirigente giallazzurro che ha realizzato un altro dei suoi progetti: ha tradotto e veicolato al meglio un’idea che portava avanti da anni. Al suo fianco tutti i dirigenti del Club, l’art director Salvatore Lala che ha lavorato alla realizzazione dell’opera, i cronisti, le tv, qualche gloria come l’inossidabile Angelo Brunello e la figlia dell’indimenticato Pierino Del Sette, Alessia. E le persone, tifosissimi giallazzurri, che hanno contribuito alla nascita del Museo di casa-Frosinone. E’ un momento emozionante per la Storia del Frosinone. Una Storia lunga novanta anni. Che Stirpe osserva letteralmente affascinato in quei 50-60 metri di esposizione che passano alle spalle della ‘hall conference’ e arrivano agli uffici. Commenta anche con un pizzico di naturale emozione. Perché quei colori sono davvero una Storia che per lui si tramanda di padre in figlio.

Decine di maglie, scarpini, calzoncini, fotografie. Gigantografie a colori e in bianco e nero, una miscela emozionante. Da Massitti e Trentini a Vigorito e Bardi passando per Marco Cari (recordman di presenze in maglia canarina), Recchia, Flammini, il povero Luciani che proprio in queste ore ci ha lasciato (condoglianze alla famiglia) portando un pezzo di quei colori lassù in Cielo. E poi Egidio Fumagalli fotografato in loden al momento di un imbarco in aereo. E ancora quell’anello di congiunzione che va da Mettus a Raniero Pellegrini passando per decine di allenatori e centinaia di giocatori di ieri, l’altroieri e di oggi che hanno indossato questa maglia dai colori sgargianti, i colori del sole e del cielo terso e pulito. All’improvviso il presidente – prima di iniziare la conferenza stampa – mostra una foto che gli porge il segretario generale Pellegrini: ci sono 8-9 ragazzini attorno al custode dell’epoca Paolino, uomo buono come il pane, anche lui una pietra miliare come lo furono in tanti in quell’epoca. E tra quei ragazzini c’è proprio Maurizio Stirpe, è l’anno 1966, il presidente di quel Frosinone è il papà cavalier Benito.

“Voglio ringraziare tutti quelli che hanno contributo alla realizzazione di questa piccola opera che ha lo scopo di riportarci alle origini – esordisce il presidente – ed alla memoria di questa Società. Come ho avuto modo di dire più di una volta in passato, il percorso del Frosinone deve partire dalla riscoperta della propria identità. Identità attraverso la squadra, l’identità del territorio che devono essere la base sulla quale poggiano tutte le iniziative che portiamo avanti”.

“Il ringraziamento va all’architetto Salvatore Lala – ha proseguito Stirpe – che ci ha curato nei minimi dettagli sia la parte dello stile che della scelta del materiale. E un ringraziamento a tutti quelli che ci hanno fornito il materiale stesso. Tenete presente che qui abbiamo solo una piccola parte di quello che ci sarà a breve. Tutto questo fa parte della nostra memoria, su questi valori si deve fondare la vicinanza e l’amicizia della nostra Società. Il museo cercheremo di ampliarlo in tutte le sue parti. Cercheremo di utilizzare tutto il materiale che ci è stato fornito. Cercheremo di farlo visitare dalle Scuole, fondamentale. I ragazzi dovranno rendersi conto il punto di partenza del Frosinone. E cercheremo anche di esporre i trofei che abbiamo, vicino agli uffici ed agli spogliatoi. Questo deve essere un percorso dinamico che deve essere arricchito ogni qual volta dovesse esserci un contributo nuovo che ci arriverà”.

“Tra qualche giorno – conclude Stirpe, dando anche due notizie in anteprima – saranno ultimati anche i locali del ristorante, valuteremo il bando per il progetto migliore. Un progetto collegato alla nostra Società, alla identità dei tifosi e al messaggio che attraverso il calcio vogliamo veicolare. Un’altra iniziativa che stiamo cercando di realizzare è quella che permetterà ai tifosi di esporre i loro striscioni, i loro messaggi. Mi è stato dato lo spunto da cose che accadono quotidianamente. Vorremmo realizzare questo spazio apposito nelle zone delle due curve. E così chiunque vorrà lasciare un messaggio potrà farlo su quello spazio che chiameremo ‘muro della comunicazione’. Evitiamo così anche polemiche strumentali, lo concorderemo con i tifosi ed andremo a realizzarlo. Ripeto, il mio grazie di cuore va indirizzato veramente a tutti”.

(foto da www.frosinonecalcio.com)

Lazio. Sanità e territori un binomio ormai improponibile

consiglio lazio 350 260di Loreto Marcelli, M5S, Consigliere reg.le Lazio - Oggi è stato respinto in Consiglio Regionale l’ordine del giorno alla Proposta di legge n°85/2018 inerente il declassamento del laboratorio di analisi dell’Ospedale di Rieti previsto dal DCA U00219.

Il commissario ad acta, Nicola Zingaretti, ha inteso attuare un programma operativo (2013-2015) riguardante la riorganizzazione della rete dei laboratori di analisi pubblici, per cui il laboratorio di analisi dell’Azienda Ospedaliera S. Filippo Neri viene individuato come laboratorio ad elevata complessità con settori specialistici (LEC - S HUB 5) ed il laboratorio di analisi dell’Ospedale De’ Lellis di Rieti è stato classificato e definito come semplice Laboratorio di Base afferente ad esso. Per inciso la ASL di Rieti è l’unica nel Lazio a non essere dotata di un laboratorio Hub nonostante le ottime performance, sia in termini qualitativi che quantitativi, raggiunte dal personale operante nell’attuale laboratorio di analisi. Con tale decisione non si è tenuto conto della particolare articolazione di tale provincia, che risulta essere molto vasta e difforme per tipologia geo-morfologica e culturale e con una popolazione residente con un elevato indice di vecchiaia, il cui territorio ha subìto un notevole impatto socio ambientale in merito agli ultimi eventi sismici, comportando, di fatto, un depotenziamento dell’offerta sanitaria locale. Inoltre, l’ospedale De’ Lellis rimane l’unico riferimento sanitario di una provincia i cui indici epidemiologici non risultano essere in significativa flessione; va ribadito che il laboratorio di analisi del De’ Lellis effettua un elevato numero di esami, in media superiori ai 2.000.000 l’anno, quantitativo ben oltre gli standard previsti per un laboratorio di Base. Per tali motivi, si era chiesto al Consiglio regionale di impegnare la Giunta regionale di provvedere ad adottare tutti gli atti necessari per garantire il giusto mantenimento degli standard organizzativi, e di servizio, del laboratorio di analisi dell’Ospedale di Rieti a tutela dell’utenza dell’intera provincia.

A tale richiesta, incomprensibilmente, la maggioranza non ha voluto prestare la giusta attenzione. Si prende atto di tale decisione e la si stigmatizza considerato il rischio di impoverimento della qualità del servizio sanitario in provincia con la speranza che possa essere rivista in tempi brevi.

 

 

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Sora. 99milioni per rimediare ad un grave errore

  • Pubblicato in Partiti

ospedalesora 350 260 minOspedale di Sora, 99milioni di euro stanziati per rimediare ad un grave errore. Il nosocomio non doveva essere costruito in quell’area che è pericolosissima.

Negli anni ’70 si opposero al progetto SOLTANTO i Comunisti. Avevamo ragione!

Sora, 05.01.2019 – In questi giorni in tanti esultano per i 99 milioni di euro stanziati per l’ospedale SS. Trinità di Sora. Addirittura politici di entrambi gli schieramenti fanno a gara per prendersi i meriti relativi allo stanziamento. Peccato che nessuno ricordi la storia, quella vera. Ve la ricordiamo noi.

L’Ospedale volsco è ubicato in una zona sismica, classificata ad alto rischio! SOLTANTO i Comunisti già dagli anni ’70 si opposero alla sciagurata progettazione in quanto sbagliata e pericolosa. Ma i democristiani preferirono speculare!

Oggi, qualche generazione più avanti fatta anche di figli e figliocci di democristiani della prima ora che proprio benedirono la follia dell’ospedale costruito a San Marciano, ci viene a dire che tutto va bene e che dobbiamoPRC - Ospedale di Sora festeggiare perché piovono milioni per il nostro nosocomio. A loro e poi a tutta la cittadinanza va detta la verità: costruire un ospedale in zona altamente sismica è stato un grave errore, che paghiamo ancora a caro prezzo.

Pensate soltanto a quanto sia difficoltoso accedere alla collina di San Marciano; pensate alla struttura simil labirinto che è stata realizzata. Un ospedale che si possa definire Ospedale, è un’altra cosa. Questo noi lo chiamiamo, da sempre, spreco. Questo noi lo chiamiamo, da sempre, sperpero di danaro pubblico. Noi conosciamo la storia e la ricordiamo. I Comunisti avevano ragione, peccato solo che di ragione a volte si può morire, così proprio come sta succedendo alla nostra amata Sora.

Il segretario Prc -Provincia di Frosinone

Paolo Ceccano

Il segretario Prc – Circolo di Sora

Giuseppe Di Pede

 

Inviato da Irene Mizzoni

Clicca sulla locandina a destra per ingrandirla

 

 

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Globo Sora, niente da fare Trento è di un altro pianeta

Timeout Sora 350 260 minCarla De Caris* - Alla BLM Group Arena si giocano solamente tre set nell’ultima gara del 2018, con l’Itas Trentino a imporsi nettamente sugli ospiti della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora. Il match valido per la seconda giornata del girone di ritorno, e che ha aperto il week and di SuperLega Credem Banca, è stato affrontato dai ragazzi dei coach Barbiero e Colucci a testa alta solo nel primo set, nel secondo hanno tirato i remi in barca sul 12-9 per il 25-11 finale, mentre in chiusura del terzo hanno provato a reagire d’orgoglio senza però purtroppo riuscire a portare gli avversari ai vantaggi. Così l’Itas di coach Lorenzetti allunga la striscia positiva chiudendo l’anno solare con un’altra vittoria, la decima consecutiva in campionato, che la tiene prepotentemente attaccata alla capolista Perugia attesa domani dall’impegno con Verona e che, anzi, in attesa che la Sir giochi il suo turno, la fa salire in vetta alla classifica. La superiorità di Trento guidata da Vettori in perfetto stato di grazia e dunque MVP del match, è venuta impeccabilmente fuori, con Sora a dimenticarsi completamente dell’ottimo momento di forma che aveva caratterizzato la sua settimana sui campi di Bari contro Castellana Grotte e di Veroli contro Modena.

“Eravamo partiti bene – dice a caldo coach Mario Barbiero, poi abbiamo accusato un calo vistoso dettato anche dalla qualità del gioco mostrata da Trento. Questa squadra non è campione del mondo a caso e lo ha dimostrato anche stasera”. “Sora non era al massimo – afferma invece l’allenatore trentino Angelo Lorenzetti, perché era reduce dai cinque set giocati a Santo Stefano con Modena e priva di Nielsen, e noi ne abbiamo approfittato per chiudere la partita già sul 3-0, risultato che ci permette di chiudere bene il 2018 e di guardare al prossimo anno con maggiore serenità. La partita ha avuto un andamento lento che forse a gioco lungo ha favorito la nostra squadra”.

*Resp. Ufficio Stampa Globo BPF Sora

Isola del Liri, SR 82. La Giunta approva il progetto Astral

cascata isola liri 350 260 minIsola del Liri, 22.12.2018 – La Giunta comunale di Isola del Liri, guidata dal sindaco Quadrini, ha formalmente approvato il progetto di ripristino del piano viabile della ex Strada Regionale 82 Della Valle del Liri, presentato dall’Astral. Un intervento che dovrebbe trasformare profondamente il volto della viabilità cittadina.

Il progetto è finanziato con Deliberazione di Giunta Regionale n. 658 del 13.11.2018 per un importo complessivo di € 1.500.000,00 ed è finalizzato al regolare ripristino del piano viabile e della segnaletica stradale sull’intera tratta di strada regionale n. 82 dal km 58+908 al km 64+323.

La ex strada regionale n. 82 Della Valle del Liri è un'importante strada di collegamento interregionale che attraversa tutta la valle del Liri. Permette il collegamento con diversi siti industriali e commerciali dislocati lungo il suo percorso ed è percorsa da un elevato flusso di traffico. Sul tronco di strada sono presenti diversi incroci con altre strade principali per i quali è stato previsto il ripristino della segnaletica orizzontale.
La Giunta di Isola del Liri ha operato in questi mesi per poter giungere a questo traguardo che metterà fine a molti disagi evidenziati finora.

La giunta Quadrini, nell’ultima riunione, ha esaminato con attenzione il progetto dell’Astral che prevede, fra l’altro, la fresatura della pavimentazione esistente per spessori variabili da 3 a 8 cm; la posa in opera di uno strato di binder per uno spessore di centimetri 5 nei tratti maggiormente deteriorati; la posa in opera di uno strato di usura con spessori parti a 3 centimetri. Il rifacimento della segnaletica orizzontale dell’intero tratto dal km 58+908 al km 64+32, compresi gli attraversamenti pedonali, a raso e rialzati. La segnaletica per i parcheggi, per gli stalli, per le fermate COTRAL, per i parcheggi handicap e zebrature e frecce direzionali in corrispondenza di alcuni incroci. Per la segnaletica verticale sono previste installazioni di segnali per i nuovi limiti di velocità, di segnaletica verticale per attraversamenti pedonali a raso e per attraversamenti pedonali rialzati. Per questi sono previsti impianti fotovoltaici di alimentazione per i lampeggianti, la targa dell’attraversamento pedonale e del pannello integrativo indicante “rialzato”. Per ogni attraversamento pedonale è previsto inoltre l’installazione di occhi di gatto.

Un intervento che ha convinto gli assessori comunali che lo hanno approvato all'unanimità. Circa 90 giorni sarà il tempo necessario allo svolgimento dei lavori.

Ne danno notizia la Giunta Comunale di Isola del Liri e il capogruppo di maggioranza Massimiliano Quadrini

 

 

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Anagni: C’è un muro che può crollare!!

M5S logo mindi Tiziana Petriglia, M5S - Un dissesto lungo tre amministrazioni. C’è un muro che può crollare!!

Proprio così, ad Anagni c’è un muro di contenimento in pietra, alto ben 8 metri, la cui possibile rovina incombe, dal 2013, sull'incolumità delle famiglie che vivono all'ombra di quel manufatto: stiamo parlando del muro di San Michele.

Sono passate ben tre amministrazioni da quando, nel Gennaio2013 sotto il governo Noto, i residenti in Vicolo San Michele nel centro storico di Anagni, hanno denunciato i primi segni di dissesto strutturale del muro che delimita a monte la zona.

A seguito della segnalazione sono intervenuti congiuntamente i VV.FF. e l'Ufficio Tecnico comunale, che hanno provveduto ad effettuare le operazioni di salvaguardia urgenti quali il puntellamento del paramento murario. Un anno e mezzo dopo, con l’arrivo della bella stagione, la risoluzione della problematica è stata affidata alla nuova amministrazione Bassetta che ha dovuto gestire una situazione aggravata dall’inerzia dei predecessori.

Le condizioni del muro, infatti, destano maggiori preoccupazioni a causa dei puntelli che sono ormai allentati dall'inesorabile effetto delle escursioni termiche che ben si accaniscono sui presidi in acciaio e legno. 

Ai cittadini, allarmati da sinistri scricchiolii di quello che ormai viene visto come un “mostro”, non resta che invocare nuovamente un sopralluogo dei VV.FF.

 L'ordine immediato è di rinserrare i puntelli e grazie alla caparbietà del Sindaco Bassetta si procede all'appalto dei lavori ma, per velocizzare le operazioni di messa in sicurezza, si adotta la formula detta di “Somma Urgenza”. Per intenderci la procedura adottata dalla Protezione Civile in caso di calamità, che permette di procedere in deroga alle lungaggini burocratiche.

Viene quindi realizzata una paratia con pali in cemento armato alle spalle del paramento murario e, a fine lavori, viene revocata l'Ordinanza di sgombero, invitando i residenti, precedentemente allontanati, a rientrare nelle loro abitazioni.

Queste le dichiarazioni espresse nell'Ordinanza n.225/2014: “Preso atto che le suddette opere sono state regolarmente eseguite (…) Preso atto dell'avvenuta eliminazione del pericolo per la pubblica e privata incolumità”.

A questo punto è lecito credere che il pericolo sia rientrato e che il muro sia stato messo in sicurezza ma attenzione, la deroga per “Somma Urgenza” è solo temporanea, permette di iniziare le opere al fine di eliminare la situazione di pericolo, ma contestualmente ai lavori deve comunque essere avviata la normale procedura autorizzativa con conseguente deposito del progetto presso il Genio Civile e prima della messa in esercizio, le opere, comprese quelle direttamente realizzate dalla Pubblica Amministrazione, devono essere soggette a Collaudo Statico.

Ricordiamo, solo per completezza di informazione, che il territorio di Anagni è classificato in zona sismica, pertanto le costruzioni devono resistere non solo ai carichi gravitazionali ma anche alle spinte orizzontali innescate da un possibile evento sismico.

Ad oggi, a distanza di 6 anni dalla prima segnalazione, il muro rimane puntellato ed è una minaccia per i frequentatori della zona.

Nel mese di Agosto2018, la nuova amministrazione guidata dal sindaco Natalia ha ricevuto una nuova segnalazione dai residenti che convivono ormai con la paura del “mostro”.

Così un corteo di responsabili dell'Ufficio Tecnico e di delegati dell'Amministrazione appena insediata, con il “neo-assessore” ai lavori pubblici, hanno effettuato un nuovo sopralluogo. Riportiamo di seguito le parole dell'Assessore Simone Pace e dell'Architetto Coletti Conti rilasciate al giornale FROSINONETODAY in data 10 Agosto 2018: “ Per prima cosa vogliamo rassicurare i cittadini: da sopralluogo il muro di Via San Michele non risulta pericolante (...)”

Noi del Meetup Anagni 5 stelle non vogliamo più aspettare!

Viste le lungaggine e soprattutto l'inefficacia delle interrogazioni presentate da alcuni esponenti dell'opposizione consiliare, abbiamo richiesto un accesso agli atti per verificare la regolarità della documentazione in archivio presso l'Ufficio Tecnico comunale e avendo riscontrato la mancanza del documento propedeutico alla dichiarazione di cessato pericolo, ovvero il Certificato di Collaudo Statico delle opere di messa in sicurezza, abbiamo rimesso il tutto nelle mani delle autorità competenti, protocollando in data 18 Dicembre 2018, un esposto indirizzato al Prefetto, al Genio Civile, ai Vigli urbani e al Sindaco.

Ci teniamo a precisare che non stiamo affermando che non sia stato redatto il Certificato di Collaudo Statico, anche perché auspichiamo che le dichiarazioni di assenza di pericolo siano state rese confortati dalla presenza delle obbligatorie certificazioni. Stiamo però dicendo che non vi è traccia del documento nel fascicolo visionato presso l'Ufficio tecnico comunale.

Nell’attesa che le autorità interpellate facciano chiarezza su quanto accaduto, vogliamo sottolineare che noi del Meetup Anagni 5 Stelle faremo un'opposizione extra consiliare decisa, come anticipato nell'articolo. “(https://www.tg24.info/anagni-il-meetup-5-stelle-dure-critiche-allamministrazione-natalia/)” Pertanto ci teniamo a puntualizzare che la strada dell’interrogazione consiliare, proposta dal Consigliere del Movimento 5 Stelle Fernando Fioramonti e attivista del nostro meetup non ci appartiene in quanto, come abbiamo già visto in casi analoghi, la riteniamo poco risolutiva. Avendo liberamente scelto di declinare il nostro invito a sottoscrivere l'esposto, lo solleviamo da qualsiasi responsabilità ma proseguiamo seguendo quei principi che ci spingono a difendere ad ogni costo l’incolumità dei cittadini.

 

 

 

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Il coraggio di cambiare

Dems 350da Dems - Mercoledi 5 dicembre, organizzato dall’Associazione politico-culturale DEMS, si terrà un incontro pubblico per riflettere su quanto è accaduto in Italia in questi anni. Il voto del 4 marzo ha chiuso un ciclo politico. Il PD e l’intera sinistra, anche in Italia, hanno subito la più grande sconfitta politica dal dopo guerra da parte degli elettori.

Per la prima volta forze politiche, eterogenee nella loro origine e formazione si sono unite spostando di fatto il Paese verso destra. Cosa fare è la domanda alla quale non sarà semplice dare una risposta. La crisi della sinistra è cosi profonda, che occorre serietà, umiltà ma soprattutto la ricerca di nuove idee e di un diverso modello organizzativo.

Il Paese e L’Europa hanno bisogno è un nuovo centrosinistra di governo, radicalmente innovativo, che faccia riforme sostanziali, che non ceda sui propri valori e non si limiti a criticare ma prenda tutte quelle misure necessarie per dare una svolta profonda a un Paese in affanno. L’obettivo è quello di favorire un dialogo non solo tra le forze del centrosinistra, ma anche con le componenti vive della società che tengono a cuore i temi della diseguaglianza, povertà, lavoro, Europa, immigrazione. Nel territorio della provincia di Frosinone, le gravi sconfitte elettorali degli ultimi anni e la vittoria delle forze del centrodestra, pongono la necessità di avviare un processo unitario per la costruzione di un nuovo centrosinistra capace di costruire proposte e iniziative politiche sui temi del lavoro, in modo particolare dei giovani e delle donne, del risanamento ambientale e di uno sviluppo ecosostenibile, della sicurezza.

Saranno questi i temi che animeranno la giornata di mercoledi 5 dicembre ore 17.30 presso l’Hotel Astor di Frosinone, alla quale parteciperanno tra gli altri, Peppe Provenzano, Marco Sarracino della direzione Nazionale PD, Noberto Venturi e Alessandra Sardelliti consiglieri comunali, Alessandra Maggiani Assemblea Nazionale PD, Maurizio Fadiani vicesindaco di Amaseno.

Frosinone, 01 dicembre ’18

 

 

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Provvedimenti che comprimono lo stato di diritto.

antigone 350 260di Patrizio Gonnella* - In Parlamento sono in discussione provvedimenti che comprimono in maniera preoccupante lo stato di diritto.
Uno di questi è il DL Salvini su sicurezza e immigrazione, già approvato in Senato e che il 22 novembre tornerà alla Camera. E' un provvedimento emanato in nome di un'emergenza che non c'è, che ha introdotto norme punitive contro migranti, marginali, poveri e occupanti. Il testo originario è stato ulteriormente peggiorate in fase di conversione, con il maxi-emendamento presentato dal Governo che introduce il reato di accattonaggio molesto, già abrogato nel 1999.
E' stata approvata in prima lettura - sempre al Senato - la proposta di legge per l'ampliamento della legittima difesa. Si vuole far sì che il ricorso alle armi nella propria dimora o nel proprio negozio sia sempre legittimo, indipendentemente dalle circostanze (e se un ragazzo entra in giardino a cercare un pallone?). E' una proposta contraria ai principi costituzionali che, se approvata, renderà più insicura la nostra società.

Altri provvedimenti destano la nostra preoccupazione. Leggendo il testo di riforma dell'ordinamento pentienziario abbiamo scoperto che da una norma sono state depennate le righe che prevedevano la possibilità per i medici di documentare con documentazione fotografiche i segni di violenza presenti sul corpo delle persone visitate al momento dell'ingresso in carcere.

E' poi emersa l'intenzione di dotare gli agenti di polizia penitenziaria delle pistole elettriche taser. Infine si è affermata la volontà della maggioranza di sospendere la prescrizione dopo il primo grado di giudizio.

Di questo e molto altro ci stiamo occupando in questi giorni, tentando di opporre all'irragionevolezza di questi provvedimenti le ragioni del garantismo, quelle di un diritto penale minimo.

*Presidente di Antigone

https://antigone.voxmail.it/user/h2eput/show/q0wh7u?_t=d538570c

 

 

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