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Angelino Loffredi

Angelino Loffredi

Angelino Loffredi: nato il 2 Luglio 1941 è collaboratore di Edicolaciociara.it dal 2000. Diplomato presso l'Istituto Superiore di Educazione Fisica del L'Aquila, è stato dirigente del Pci fino al suo scioglimento con i seguenti impegni nelle Istituzioni: Consigliere Provinciale dal 1970 al 1981, consigliere comunale a Ceccano dal 1970 al 1993, Sindaco di Ceccano dal 1981 al 1985.

URL del sito web:

BASTAACEA

bastaacea 350 minBASTAACEA è il titolo dato alla Manifestazione indetta per sabato 23 marzo 2019 promossa dal variegato mondo dei Comitati per l’Acqua Pubblica. Il raduno si terrà a Ceccano con partenza del corteo dal Piazzale della Stazione alle ore 10 ed arrivo con interventi degli organizzatori a Piazza Berardi.

Una manifestazione necessaria considerato il silenzio delle forze politiche, sindacali e istituzionali. E visti gli aumenti tariffari, i pessimi servizi, l’incapacità gestionale e il non rispetto degli adempimenti dovuti.
Nel sostenere l’iniziativa dei Comitati dell’Acqua Pubblica voglio accompagnare la mia adesione con alcuni dati che ritengo fondamentali. Già un anno fa espressi alcune considerazioni sulla politica di ATO5 con un articolo che ripropongo attraverso il seguente link http://www.loffredi.it/files/Acea-aumenti-astronomici.pdf
Cosa è successo? In questi giorni i cittadini stanno pagando le bollette non quelle deIiberate a marzo '18 ma quelle approvate il 1 agosto dello stesso anno. Insomma in un anno il gruppo monopolista, attraverso la complicità di alcuni sindaci, ha stabilito due aumenti tariffari. Con aumenti che arrivano alle stelle e che vengono sottoposti all’attenzione di chi legge.

 

 

Categoria domestico residente
Agevolata, consumo da 0 a 55 mc rispetto a marzo aumento del  83%
Base, consumo da 56 a 109 mc           “           “           “               5%
I Supero, consumo da 110 a 162 mc   “           “           “             24%
II Supero, consumo da 163 a 216 mc  “           “           “              7%
III Supero, consumo oltre i 217 mc     “           “           “            16%

Le tariffe sono condizionate anche dalle perdite idriche. E’ interessante allora sapere che sia durante il 2016 che nel 2017 la stessa Acea Ato 5 riconosce che le perdite si attestano attorno al 77%. Incredibile: la grande impresa che avrebbe dovuto assicurare efficienza e razionalizzazione e che nel 2003 prometteva di ridurre le perdite al 25 % ora ammette che la dispersione è aumentata !
Oggi, a confermare incapacità e inefficienza, il grande Gruppo arriva ad ipotizzare che lo spreco dell’acqua non avrebbe la motivazione legata solo all’usura delle tubature ma anche altre motivazioni: gli allacci abusivi.
Dopo sedici anni i luminari della tecnica e della razionalizzazione ipotizzano una ruberia che ammesso fosse vera aggraverebbe la loro situazione e renderebbe ancora più risibile la loro credibilità.

Ecco perché è necessario affermare con forza e decisione BASTAACEA
Ceccano 20 Marzo 2019

 

 

 

 

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BASTAACEA

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Una manifestazione necessaria considerato il silenzio delle forze politiche, sindacali e istituzionali. E visti gli aumenti tariffari, i pessimi servizi, l’incapacità gestionale e il non rispetto degli adempimenti dovuti.
Nel sostenere l’iniziativa dei Comitati dell’Acqua Pubblica voglio accompagnare la mia adesione con alcuni dati che ritengo fondamentali. Già un anno fa espressi alcune considerazioni sulla politica di ATO5 con un articolo che ripropongo attraverso il seguente link http://www.loffredi.it/files/Acea-aumenti-astronomici.pdf
Cosa è successo? In questi giorni i cittadini stanno pagando le bollette non quelle deIiberate a marzo '18 ma quelle approvate il 1 agosto dello stesso anno. Insomma in un anno il gruppo monopolista, attraverso la complicità di alcuni sindaci, ha stabilito due aumenti tariffari. Con aumenti che arrivano alle stelle e che vengono sottoposti all’attenzione di chi legge.

 

 

Categoria domestico residente
Agevolata, consumo da 0 a 55 mc rispetto a marzo aumento del  83%
Base, consumo da 56 a 109 mc           “           “           “               5%
I Supero, consumo da 110 a 162 mc   “           “           “             24%
II Supero, consumo da 163 a 216 mc  “           “           “              7%
III Supero, consumo oltre i 217 mc     “           “           “            16%

Le tariffe sono condizionate anche dalle perdite idriche. E’ interessante allora sapere che sia durante il 2016 che nel 2017 la stessa Acea Ato 5 riconosce che le perdite si attestano attorno al 77%. Incredibile: la grande impresa che avrebbe dovuto assicurare efficienza e razionalizzazione e che nel 2003 prometteva di ridurre le perdite al 25 % ora ammette che la dispersione è aumentata !
Oggi, a confermare incapacità e inefficienza, il grande Gruppo arriva ad ipotizzare che lo spreco dell’acqua non avrebbe la motivazione legata solo all’usura delle tubature ma anche altre motivazioni: gli allacci abusivi.
Dopo sedici anni i luminari della tecnica e della razionalizzazione ipotizzano una ruberia che ammesso fosse vera aggraverebbe la loro situazione e renderebbe ancora più risibile la loro credibilità.

Ecco perché è necessario affermare con forza e decisione BASTAACEA
Ceccano 20 Marzo 2019

 

 

 

 

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Basta genericità senza interventi concreti e immediati

Industria ed ambientedi Angelino Loffredi – Dalla genericità alla concretezza. Con molta soddisfazione il giornale ww.unoetre.it in questo ultimo periodo rileva una lunga serie di prese di posizione e di iniziative attorno al tema inquinamento, su cui da tempo sta sollecitando interventi e proposte. La nostra iniziativa di Ceccano del 25 gennaio dunque produce effetti tali da mantenere ancora alta l’attenzione attorno alla grave questione. Registriamo infatti prese di posizione provenienti dal Movimento 5 Stelle, dal Sindaco di Ceccano e dal senatore Ruspantini. Certo sentire intervenire quest’ultimo attorno ai temi della sanità è sorprendente, visto che dal 2009 da Assessore alla provincia di Frosinone è ricordato come il più fedele pretoriano della Presidente Polverini, nel sostenerla appunto nella missione di disintegrare la sanità pubblica nella provincia di Frosinone: meno ospedali, meno posti letto, meno servizi, più privato, più sfruttamento dei dipendenti delle imprese private, più sofferenze per gli ammalati. Infausta opera proseguita purtroppo anche dal Presidente Zingaretti.
Come sottovalutare inoltre le convocazione straordinarie del Consiglio Comunale di Frosinone e del Consiglio Regionale del Lazio. Momenti che vanno evidenziati perché dopo anni di solitudine dell’associazionismo ambientale finalmente si sta facendo strada una sensibilità nell’interno delle Istituzioni?

Nel valutare positivamente queste novità e lasciando ai nostri lettori il giudizio sulle forze politiche e sugli amministratori che irresponsabilmente ancora tacciono, fiancheggiando gli inquinatori, è altresì necessario evidenziare alcuni tratti del confronto fra le parti che meritano essere evidenziati: prevale ancora una discussione generica, sostenuta da buone intenzioni, spesso dello scarica-barile ( Comuni contro la Regione, Regione contro il Ministero, i governanti di oggi contro quelli di ieri). Anche se importante, non mi sembra essere sta all’altezza della situazione la stessa discussione avvenuta in Consiglio Regionale. Per trasparenza ne riportiamo la sintesi non fatta da unoetre.it ma A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio.

La sottoponiamo alla vostra attenzione affinché chi legge possa elaborare un autonomo giudizio.
Questo è il documento votato dalla maggioranza «il Consiglio ha impegnato la Giunta regionale a: predisporre una Struttura di missione formata da personale specializzato in materia di bonifica di siti inquinati con il compito di dare corretta attuazione a tutte le azioni ad oggi programmate; promuovere il coordinamento di tutti gli interventi sulla Valle del Sacco a livello sanitario, ambientale, agricolo, di bonifica e di sviluppo, in accordo con gli altri enti; a farsi parte attiva nei confronti del Ministero per la redazione di un accordo di programma dettagliato e puntuale».

Questo è il documento proposto dal centro destra «istituire un Tavolo istituzionale sulla Valle del Sacco con la Presidenza del Consiglio dei ministri, l’Ispra, l’Arpa Lazio, la Città metropolitana di Roma Capitale, la provincia di Frosinone, le prefetture di Roma e Frosinone, le Asl competenti, i comuni ricadenti nella zona interessata e i Consorzi industriali, per approvare in Consiglio regionale, entro 180 giorni, un “Piano straordinario per la bonifica della Valle del Sacco”; ad attivare entro 90 giorni un “Piano straordinario di assistenza sanitaria per i residenti della Valle del Sacco».

«Il documento del Movimento 5 stelle, respinto dall'Aula, chiedeva tra l'altro alla Regione Lazio di firmare subito l'accordo di programma con il Ministero dell'Ambiente, di aggiornare i Piani di bonifica inserendo regole certe per le aziende che inquinano e di istituire una task force con le istituzioni coinvolte e la polizia provinciale di Frosinone per individuare i responsabili degli sversamenti illeciti».

Proviamo interesse invece al modo preciso, incisivo e propositivo di alcune dichiarazioni sentite e prese di posizione provenienti da persone che non vivono di politica, ma ugualmente impegnate nella ricerca scientifica e nella proposta.

La dottoressa Teresa Petricca, intervenendo nella discussione nel Consiglio Comunale di Frosinone ha dichiarato «Una morte su quattro è dovuta all^inquinamento, Ischemie cardiache in primis. A Frosinone tra marzo e settembre 2018 al Pronto soccorso del capoluogo su 436 accessi, il 69 % è per malattie cardiovascolare. A Frosinone bassa si sono registrati 314 casi. Il 72% contro il 28% di Frosinone alta. Il 61% degli accessi di Frosinone bassa proviene da Madonna della Neve»Ceccano fiume Sacco h260 min

Pregnante è la sollecitazione proveniente da Margherita Eufemi della Università di Tor Vergata «In particolare ritengo importante la proposta di uno screenig sanitario sopratutto negli adolescenti. In effetti considerando la pleiotropicità degli inquinanti presenti nella Valle del Sacco (metalli pesanti, solventi organici, composti organoclorurati, amianto, polveri sottili), che una pletora di ricerche scientifiche, li correlano nell’uomo a patologie di tipo cronico-degenerativo, ai tumori, alle disfunzioni dell'apparato riproduttivo, risulta imprescindibile una azione sanitaria, rivolta in particolare alle giovani generazioni, che valuti lo stato di contaminazione delle persone nei diversi contesti ambientali e gli eventuali effetti sulla loro salute. Quindi un’azione di screening sanitario permetterebbe una valutazione precoce del danno biologico causato da tali inquinanti, e quindi un immediato intervento di protezione sulla salute.
Importante altresì lo “svegliarino” di Elisa Guerriero, Assessora all’ambiente presso il Comune di Ceprano, rivolto al Ministero Ambiente a proposito della prevista bonifica di otto siti in provincia di Frosinone per i quali sono previsti complessivamente 53 milioni di euro..
“ avevamo richiesto la visione dell’Accordo di programma quadro prima della sottoscrizione. Chi farà, che cosa, come e quando nel Sin Bacino del Fiume Sacco, oggi, è ormai di vitale importanza. Perciò sono seguite già due note dove è stato rinnovato questo invito. Ancora due mesi di silenzio.
Noi gli impegni del 20 dicembre li abbiamo rispettati, ora - e siamo a ben 60 gg dopo l’incontro dal vivo - il Ministero, ben più strutturato di noi piccoli enti, dovrebbe fare quanto promesso, concordato e dovuto. Continuare a spostare le decisioni sul SIN SACCO e le relative discussioni altrove, fuorchè nell’unico posto deputato, nel MINISTERO, non fa altro che aggiungere confusione e creare inutili forme di esibizionismo».

Prima di concludere mi sento di rilevare che una coerente e continua lotta all’inquinamento va portata avanti tenendo conto contemporaneamente dell’inquinamento dei terreni, di quello delle acque, di quello atmosferico e delle azioni sanitarie di tipo preventivo e non affrontando fra questi solo un tema.
Per ultimo, anzi per primo, è necessario fronteggiare una emergenza, spesso dimenticata o comunque sottovalutata: l’area vicina al fiume riconosciuta come contaminata su cui esistono attività agricola e di allevamento. Non si può rimanere a guardare o girare la faccia da un’altra parte. E’ necessario al contrario intervenire.

 

 

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Lotta ai reati ambientali o licenza d'inquinare?

Nucleo Operativo Ecologico Noe Carabinieri 400 mindi Angelino Loffredi - Il pomeriggio del 25 gennaio 2019 vissuto con tanta passione presso la Sala Parrocchiale di Santa Maria a Fiume di Ceccano per contrastare l’inquinamento nella Valle del Sacco ha rappresentato e deve rappresentare un punto di partenza per mantenere aperta l’attenzione sul tema, ampliando l’approfondimento sulle cause e il dibattito scientifico connesso, la ricerca di strade da percorrere individuando ulteriori interlocutori ed obbiettivi da raggiungere, a breve e medio termine.
Tutto ciò al giornale unoetre.it è imposto dalla qualità del confronto al quale abbiamo assistito e dal clima rispettoso mantenuto per tutta la durata dell’iniziativa. Chiunque infatti può verificare quanto scritto collegandosi con il link https://youtu.be/NcoDFpnMEb8

Il giornale pertanto ha intenzione di mantenere alta l’attenzione sui fenomeni che dovessero nuovamente emergere, alzare il livello della conoscenza, divulgare, favorire e valorizzare iniziative di altri soggetti (ambientalisti, sindacali, politici, istituzionali). Il nostro obbiettivo, insomma è allargare l’area dell’impegno, di provare a non far disperdere le forze disponibili a dare un contributo contro la rassegnazione e indicare al contrario costruttive proposte. Per questo vogliamo dare continuità al nostro lavoro ricordando scadenze e impegni. Primo fra tutto quello annunciato dal dottor Berlenghi, rappresentante del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, quando avanti ai 19 sindaci della Valle e alle organizzazione ambientaliste, il 20 dicembre 2018, si impegnava a tornare entro il mese di gennaio 2019 per garantire la messa a conoscenza della bozza di programma degli otto siti da bonificare nella provincia di Frosinone: accordo di programma quadro prima che venga sottoscritta una ipotesi calata dall’alto e inadatta alla Valle.

 

Di cosa si tratta? Sulla base di disposizioni previste dal DM 321/2016, i comuni della provincia sin dal 2017 hanno inviato al Ministero, attraverso la Regione, proposte di bonifica nei propri territori. Dopo 18 mesi il Ministero ha messo a disposizione la somma di 53 milioni e individuato nella nostra provincia otto siti da bonificare: tre a Ceprano, uno a Frosinone, Ferentino e Anagni, 2 a Ceccano.
Per la precisione i siti riguardanti Ceccano sono l’ex discarica di via Anime Sante, per il quale il comune ha richiesto la somma di 760.000 euro e l’ex plesso industriale SNIA BPD di Bosco Faito per il quale è stata richiesto un intervento pari a 1.388.000.

E’ importante dunque tenere al più presto l’incontro promesso per gennaio e non ancora realizzato, anche perché bisogna conoscere tante cose a cominciare dalla gestione delle risorse. Inoltre mi sembra opportuno sollevare una questione non secondaria, ne marginale: degli otto siti solo tre sono su proprietà pubblica, gli altri 5 sono su proprietà privata. Ora mi sembra strano che non si definiscano, per questi ultimi, procedure e forme di garanzia. Non mi sembra giusto che il privato inquini creando pericoli, il pubblico impiega risorse e bonifica e poi il privato ricuperi il sito bonificato e valorizzato.

Oltre a quanto illustrato è necessario sapere che sono necessari anche provvedimenti di tipo sanitario quali il dimenticato Registro dei Tumori, importante per conoscere la connessione esistente fra la malattia e i luoghi di lavoro e di residenza; uno screening verso la popolazione giovanile considerate la pericolosità di alcuni materiali in grado di colpire gli organi genitali e le possibilità di riproduzione.

Inoltre non dobbiamo dimenticare che sono necessari interventi normativi nazionali perché il Reato Ambientale è vero che entrato nel Codice come reato penale ma accessorio e questa postilla da la possibilità agli inquinatori di essere sanzionati amministrativamente e non penalmente. Sempre sinteticamente mi sembra utile prima di terminare porre una necessaria domanda: chi sanziona nei comuni? Dal 2006 il Testo unico Enti Locali sta subendo una serie di modifiche e correzioni inventando in modo impreciso e incoerente una nuova figura: un Responsabile o un Dirigente che dopo un lungo giro di palleggiamenti amministrativi, accertamenti e placet dei tanti enti preposti emette la Sanzione. Indecisioni, sovrapposizioni, lungaggini portano inevitabilmente a rimpiangere in tali casi il ruolo del Sindaco, in grado di assicurare velocità ed efficacia e contrastare quella che mi sembra essere una Licenza di Inquinare.

 

 

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Certosa di Trisulti: non restare con le mani in mano

CertosadiTrisultidi Angelino Loffredi - Questo giornale volendo mantenere alta l’attenzione attorno al tema riguardante la Concessione della Certosa di Trisulti sente la necessità di puntualizzare alcuni momenti che si stanno vivendo, rilevando nello stesso tempo modifiche di posizioni, contraddizioni e ambiguità.

Per riepilogare, due settimane fa abbiamo fatto circolare in rete questa Nota "Violenza alla Certosa di Trisulti e più ancora alla Costituzione" (https://www.unoetre.it/notizie/opinioni/item/6499-violenza-alla-certosa-di-trisulti-e-piu-ancora-alla-costituzione) ora vogliamo partire approfondendo la delibera del Ministero dei beni e delle attività culturali che all’inizio del 2018 assegnava la Concessione della Certosa di Trisulti alla Fondazione Dignitatis Humanae Istitute, organizzazione finanziata da Steve Bannon, ex consulente di Tramp, che gode l’appoggio del cardinale Burke, ritenuto anti papa Francesco, per l’irrisoria somma di 100.000 euro l’anno con possibilità di riduzione per lavori di ristrutturazioni o di restauro.

Bisogna riconoscere che il primo tempestivo segnale di opposizione a tale scelta fu di Luca Frusone, deputato di 5 Stelle, il quale sin dal 8 gennaio 2018 inviava all’Autorità Nazionale Anticorruzione un esposto denuncia. Nello stesso il parlamentare evidenziava che il Bando richiedeva una “documentata esperienza nella gestione, nell’ultimo quinquennio antecedente alla pubblicazione del presente avviso, di almeno un immobile pubblico e privato“. Lo stesso, entrando minuziosamente nel merito, metteva in evidenza che la fondazione assegnataria “ha indicato la gestione di un piccolo museo monastico di Civita“ Per precisare poi ulteriormente “A Civita di Collepardo vi è una piccola chiesa dedicata a San Michele, con in corso lavori di consolidamento, senza alcun museo“.

Ecco dunque un punto centrale, inequivocabile: fra i requisiti è stato inventato una museo, oltre tutto di pochi metri quadrati. Ma l’onorevole un anno fa scopriva anche un altro “altarino” “Risulterebbe direttrice del museo tale Martina Veglianti che a quanto risulta non ha alcun rapporto di lavoro con la Fondazione Dignitatis Umanae Insitute“. (*altro)
L’Autorità anticorruzione non ha accolto l’esposto del deputato, forse, per le gravi informazioni evidenziate, avrebbe dovuto inviarlo alla Magistratura ordinaria. Non lo fece, ancora non lo fa ma il fatto più sconcertante è che da quando sostiene questo governo, pur di fronte ad un clamore mondiale non è in grado di prendere alcuna iniziativa.

Luciano Granieri con la sua “Cronaca di un affidamento annunciato“ (http://aut-frosinone.blogspot.com/2019/01/certosa-di-trisulti-cronaca-di.html) nelle ultime settimane ha messo in evidenza con una dettagliata ricostruzione il verminaio che vorrebbe avvolgere Papa Francesco, i vari tentativi per favorire la Fondazione di Bannon e di condizionare la scelta dell’allora Ministro Franceschini. Nella complessa ricostruzione appare anche una lettera del Vescovo di Anagni Loppa del 24 ottobre 2014, molto tempo prima del Bando. Con tale lettera il Vescovo assicurava il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente onorario della famigerata fondazione, a proposito della Certosa, di essere “personalmente contento che la vita di questo complesso possa continuare con un istituto come Dignitatis Umanae dedito alla promozione umana“.
Nella lettera il vescovo si metteva a disposizione del Cardinale al quale assicurava “può contare senz’altro sul mio sostegno tenuto debito conto anche il parere e la disponibilità della Congregazione Cistercense di Casamari e dell’Abate dom Silvestro Buttarazzi".

Se questa adesione veniva scritta quattro anni fa, oggi assistiamo ad un capovolgimento di posizione. Se prima il vescovo era vicino alle posizioni degli anti papa Francesco oggi infatti leggiamo una intervista pubblicata dal quotidiano Avvenire che “gli fa male vedere che Trisulti è finita in mano a un gruppo di vetero-cattolici, a dei tradizionalisti che compongono la fronda anti Francesco”.
E’ più che evidente che dentro il mondo cattolico è aperta una lotta senza quartiere, il cui esito è imprevedibile per colpire il Papa e la sua idea di Chiesa. I suoi avversari vogliono batterlo per estendere nuove crociate ed eliminare nel mondo ogni forma di democrazia. Il tema è al centro dell’attenzione di tutti i giornali del mondo ma vanno rilevati anche i silenzi dell’ex Ministro Franceschini ma anche la mancanza di notizie riguardanti il nome del funzionario ministeriale firmatario la scandalosa Concessione.

Esistono validi motivi per richiedere la revoca della concessione sia per mancanza di requisiti della Fondazione e sia perché il fine, lo scopo della stessa è in contrasto con la natura della nostra Costituzione. Non dimentichiamo che lo stesso Steve Bannon ha dichiarato al Corriere della Sera “ ll compito” sarà quello di addestrare 300 persone ogni anno a diventare gladiatori guerrieri della cultura giudaico cristiana“.
Insomma, la scuola rappresenta il punto di partenza per lanciare una crociata contro gli “infedeli“, contro coloro che non la pensano come gli adepti della Fondazione. Idee, scopi, volontà che non hanno niente a che fare con la Costituzione italiana.

* altre notizie http://www.farodiroma.it/un-abuso-allombra-della-madonna-del-sacchetto-la-certosa-destinata-ai-teocon-bannon-anche-non-requisiti-p-rolletta-s-cavalleri/

 

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Certosa di Trisulti: non restare con le mani in mano

CertosadiTrisultidi Angelino Loffredi - Questo giornale volendo mantenere alta l’attenzione attorno al tema riguardante la Concessione della Certosa di Trisulti sente la necessità di puntualizzare alcuni momenti che si stanno vivendo, rilevando nello stesso tempo modifiche di posizioni, contraddizioni e ambiguità.

Per riepilogare, due settimane fa abbiamo fatto circolare in rete questa Nota "Violenza alla Certosa di Trisulti e più ancora alla Costituzione" (https://www.unoetre.it/notizie/opinioni/item/6499-violenza-alla-certosa-di-trisulti-e-piu-ancora-alla-costituzione) ora vogliamo partire approfondendo la delibera del Ministero dei beni e delle attività culturali che all’inizio del 2018 assegnava la Concessione della Certosa di Trisulti alla Fondazione Dignitatis Humanae Istitute, organizzazione finanziata da Steve Bannon, ex consulente di Tramp, che gode l’appoggio del cardinale Burke, ritenuto anti papa Francesco, per l’irrisoria somma di 100.000 euro l’anno con possibilità di riduzione per lavori di ristrutturazioni o di restauro.

Bisogna riconoscere che il primo tempestivo segnale di opposizione a tale scelta fu di Luca Frusone, deputato di 5 Stelle, il quale sin dal 8 gennaio 2018 inviava all’Autorità Nazionale Anticorruzione un esposto denuncia. Nello stesso il parlamentare evidenziava che il Bando richiedeva una “documentata esperienza nella gestione, nell’ultimo quinquennio antecedente alla pubblicazione del presente avviso, di almeno un immobile pubblico e privato“. Lo stesso, entrando minuziosamente nel merito, metteva in evidenza che la fondazione assegnataria “ha indicato la gestione di un piccolo museo monastico di Civita“ Per precisare poi ulteriormente “A Civita di Collepardo vi è una piccola chiesa dedicata a San Michele, con in corso lavori di consolidamento, senza alcun museo“.

Ecco dunque un punto centrale, inequivocabile: fra i requisiti è stato inventato una museo, oltre tutto di pochi metri quadrati. Ma l’onorevole un anno fa scopriva anche un altro “altarino” “Risulterebbe direttrice del museo tale Martina Veglianti che a quanto risulta non ha alcun rapporto di lavoro con la Fondazione Dignitatis Umanae Insitute“. (*altro)
L’Autorità anticorruzione non ha accolto l’esposto del deputato, forse, per le gravi informazioni evidenziate, avrebbe dovuto inviarlo alla Magistratura ordinaria. Non lo fece, ancora non lo fa ma il fatto più sconcertante è che da quando sostiene questo governo, pur di fronte ad un clamore mondiale non è in grado di prendere alcuna iniziativa.

Luciano Granieri con la sua “Cronaca di un affidamento annunciato“ (http://aut-frosinone.blogspot.com/2019/01/certosa-di-trisulti-cronaca-di.html) nelle ultime settimane ha messo in evidenza con una dettagliata ricostruzione il verminaio che vorrebbe avvolgere Papa Francesco, i vari tentativi per favorire la Fondazione di Bannon e di condizionare la scelta dell’allora Ministro Franceschini. Nella complessa ricostruzione appare anche una lettera del Vescovo di Anagni Loppa del 24 ottobre 2014, molto tempo prima del Bando. Con tale lettera il Vescovo assicurava il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente onorario della famigerata fondazione, a proposito della Certosa, di essere “personalmente contento che la vita di questo complesso possa continuare con un istituto come Dignitatis Umanae dedito alla promozione umana“.
Nella lettera il vescovo si metteva a disposizione del Cardinale al quale assicurava “può contare senz’altro sul mio sostegno tenuto debito conto anche il parere e la disponibilità della Congregazione Cistercense di Casamari e dell’Abate dom Silvestro Buttarazzi".

Se questa adesione veniva scritta quattro anni fa, oggi assistiamo ad un capovolgimento di posizione. Se prima il vescovo era vicino alle posizioni degli anti papa Francesco oggi infatti leggiamo una intervista pubblicata dal quotidiano Avvenire che “gli fa male vedere che Trisulti è finita in mano a un gruppo di vetero-cattolici, a dei tradizionalisti che compongono la fronda anti Francesco”.
E’ più che evidente che dentro il mondo cattolico è aperta una lotta senza quartiere, il cui esito è imprevedibile per colpire il Papa e la sua idea di Chiesa. I suoi avversari vogliono batterlo per estendere nuove crociate ed eliminare nel mondo ogni forma di democrazia. Il tema è al centro dell’attenzione di tutti i giornali del mondo ma vanno rilevati anche i silenzi dell’ex Ministro Franceschini ma anche la mancanza di notizie riguardanti il nome del funzionario ministeriale firmatario la scandalosa Concessione.

Esistono validi motivi per richiedere la revoca della concessione sia per mancanza di requisiti della Fondazione e sia perché il fine, lo scopo della stessa è in contrasto con la natura della nostra Costituzione. Non dimentichiamo che lo stesso Steve Bannon ha dichiarato al Corriere della Sera “ ll compito” sarà quello di addestrare 300 persone ogni anno a diventare gladiatori guerrieri della cultura giudaico cristiana“.
Insomma, la scuola rappresenta il punto di partenza per lanciare una crociata contro gli “infedeli“, contro coloro che non la pensano come gli adepti della Fondazione. Idee, scopi, volontà che non hanno niente a che fare con la Costituzione italiana.

* altre notizie http://www.farodiroma.it/un-abuso-allombra-della-madonna-del-sacchetto-la-certosa-destinata-ai-teocon-bannon-anche-non-requisiti-p-rolletta-s-cavalleri/

 

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Violenza alla Certosa di Trisulti e più ancora alla Costituzione

Certosa di Trisulti 390 260 mindi Angelino Loffredi - Nella giornata di sabato 29 dicembre il paesino di Collepardo ha ospitato due iniziative organizzate dalla Rete delle Comunità Solidali (in mattinata la Marcia, il pomeriggio il dibattito) per difendere la Certosa di Trisulti dall’assalto predatorio della destra integralista ed anti-Bergoglio.

Il dato che a me preme evidenziare riguarda il fatto che se teniamo presente che tali momenti sono stati fatti conoscere solo qualche giorno prima, privi di una necessaria ricostruzione del (mis)fatto e di una ipotesi di iniziative da tenere a medio termine, oltre che dalla non adesione del sindaco di Collepardo mi sento di dire che la presenza di 300 persone alla marcia rappresenta un lusinghiero risultato.

Cosa è successo di così importante e grave da far accendere i riflettori da parte di giornali e tv nazionali e esteri, su la Certosa di Trisulti, sito benedettino consacrato nel 1211, situato a 825 metri sul mare nel territorio di Collepardo?

Proverò, pertanto, a ricostruire gli avvenimenti accaduti negli ultimi mesi. Scrivo “proverò” perché tanti di questi non risultano essere di chiara comprensione. Parto allora da un dato inequivocabile: il Ministro Dario Franceschini, sviluppando il pensiero perverso delle privatizzazioni, decide di dare in Concessione un bene pubblico e monumento nazionale, sotto la cura e la gestione del Ministero dei beni culturali, attraverso un Bando. Vincitrice dello stesso risulta essere la Fondazione Dignitatis Humanae Istitute, organizzazione vicina o meglio finanziata da Steve Bannon, già consigliere di Trump e al cardinale Raymond Burke meglio conosciuto come l’oppositore di Papa Francesco. La Fondazione quindi potrà utilizzare il sito versando allo Stato 100.000 euro l’anno, somma riducibile se accompagnata da opere di ristrutturazione o di manutenzione.

A proposito della fase preparatoria che ha preceduto il Bando, l’avvocata Carla Corsetti, in un articolo pubblicato sul settimanale LEFT il 28 settembre 2018, ci porta a conoscenza di una missiva del Cardinale Martino, già Presidente della succitata Fondazione, inviata a Parolin Segretario di Stato, per sollecitare il Papa ad intervenire sul Ministro Franceschini a favore della Fondazione.

Alla data di oggi lo scritto della Corsetti non ha avuto nessuna contestazione, rettifica o richiesta di precisazioni. L’altro dato da conoscere riguarda la presenza nel Bando, sulla base del quale si è giunti alla concessione, di Parametri soggettivi, discrezionali che hanno permesso di escludere altre organizzazioni.
La funzione del sito non sarà ne museale, ne religiosa, ne storica se ti tiene conto di una realtà di studio applicato della farmacologia anche perché l’intervista di Bannon al Corriere della sera (rilasciata a Viviana Mazza) conferma il carattere completamente diverso. “Il compito” dice Bannon “sarà quello di addestrare 300 persone ogni anno a diventare gladiatori guerrieri della cultura giudaico cristiana“. Insomma, la scuola rappresenta il punto di partenza per lanciare una crociata contro gli “infedeli “, contro coloro che non la pensano come gli adepti della Fondazione.

Benjamin Harnwell, guardiano del sito, durante l’incontro pomeridiano di sabato 28, tenuto presso la Sala del Consiglio Comunale di Collepardo, ha avuto una reazione idrofoba nei confronti di Carla Corsetti quando questa metteva in evidenza che la Concessione non era un atto del Vaticano, ma dello Stato italiano, pertanto ogni atto deve essere adeguato ai princìpi costituzionali. Una scuola, così come disegnata da Bannon, ostile a chi non accetta quelle idee, è fuori da ogni valore della Costituzione.

Se la Concessione è a dir poco “discutibile“, cosa si fa ? Innanzi tutto, bisogna respingere l’ipotesi che non ci sia più niente da fare, per essere pronti ad incassare qualche misero piatto di lenticchie. È necessario, al contrario, dare corpo al significato delle iniziative del 29 dicembre: creare una organizzazione, ipotizzare ricorsi e raccogliere contributi, coinvolgere studiosi di materie giuridiche e forze politiche.

La vicenda che stiamo vivendo è molto inquietante, non riguarda solo il destino di Papa Francesco, ma anche quello della sua chiesa e soprattutto della democrazia nostra e della stessa Europa.

 

 

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Certosa di Trisulti 390 260 mindi Angelino Loffredi - Nella giornata di sabato 29 dicembre il paesino di Collepardo ha ospitato due iniziative organizzate dalla Rete delle Comunità Solidali (in mattinata la Marcia, il pomeriggio il dibattito) per difendere la Certosa di Trisulti dall’assalto predatorio della destra integralista ed anti-Bergoglio.

Il dato che a me preme evidenziare riguarda il fatto che se teniamo presente che tali momenti sono stati fatti conoscere solo qualche giorno prima, privi di una necessaria ricostruzione del (mis)fatto e di una ipotesi di iniziative da tenere a medio termine, oltre che dalla non adesione del sindaco di Collepardo mi sento di dire che la presenza di 300 persone alla marcia rappresenta un lusinghiero risultato.

Cosa è successo di così importante e grave da far accendere i riflettori da parte di giornali e tv nazionali e esteri, su la Certosa di Trisulti, sito benedettino consacrato nel 1211, situato a 825 metri sul mare nel territorio di Collepardo?

Proverò, pertanto, a ricostruire gli avvenimenti accaduti negli ultimi mesi. Scrivo “proverò” perché tanti di questi non risultano essere di chiara comprensione. Parto allora da un dato inequivocabile: il Ministro Dario Franceschini, sviluppando il pensiero perverso delle privatizzazioni, decide di dare in Concessione un bene pubblico e monumento nazionale, sotto la cura e la gestione del Ministero dei beni culturali, attraverso un Bando. Vincitrice dello stesso risulta essere la Fondazione Dignitatis Humanae Istitute, organizzazione vicina o meglio finanziata da Steve Bannon, già consigliere di Trump e al cardinale Raymond Burke meglio conosciuto come l’oppositore di Papa Francesco. La Fondazione quindi potrà utilizzare il sito versando allo Stato 100.000 euro l’anno, somma riducibile se accompagnata da opere di ristrutturazione o di manutenzione.

A proposito della fase preparatoria che ha preceduto il Bando, l’avvocata Carla Corsetti, in un articolo pubblicato sul settimanale LEFT il 28 settembre 2018, ci porta a conoscenza di una missiva del Cardinale Martino, già Presidente della succitata Fondazione, inviata a Parolin Segretario di Stato, per sollecitare il Papa ad intervenire sul Ministro Franceschini a favore della Fondazione.

Alla data di oggi lo scritto della Corsetti non ha avuto nessuna contestazione, rettifica o richiesta di precisazioni. L’altro dato da conoscere riguarda la presenza nel Bando, sulla base del quale si è giunti alla concessione, di Parametri soggettivi, discrezionali che hanno permesso di escludere altre organizzazioni.
La funzione del sito non sarà ne museale, ne religiosa, ne storica se ti tiene conto di una realtà di studio applicato della farmacologia anche perché l’intervista di Bannon al Corriere della sera (rilasciata a Viviana Mazza) conferma il carattere completamente diverso. “Il compito” dice Bannon “sarà quello di addestrare 300 persone ogni anno a diventare gladiatori guerrieri della cultura giudaico cristiana“. Insomma, la scuola rappresenta il punto di partenza per lanciare una crociata contro gli “infedeli “, contro coloro che non la pensano come gli adepti della Fondazione.

Benjamin Harnwell, guardiano del sito, durante l’incontro pomeridiano di sabato 28, tenuto presso la Sala del Consiglio Comunale di Collepardo, ha avuto una reazione idrofoba nei confronti di Carla Corsetti quando questa metteva in evidenza che la Concessione non era un atto del Vaticano, ma dello Stato italiano, pertanto ogni atto deve essere adeguato ai princìpi costituzionali. Una scuola, così come disegnata da Bannon, ostile a chi non accetta quelle idee, è fuori da ogni valore della Costituzione.

Se la Concessione è a dir poco “discutibile“, cosa si fa ? Innanzi tutto, bisogna respingere l’ipotesi che non ci sia più niente da fare, per essere pronti ad incassare qualche misero piatto di lenticchie. È necessario, al contrario, dare corpo al significato delle iniziative del 29 dicembre: creare una organizzazione, ipotizzare ricorsi e raccogliere contributi, coinvolgere studiosi di materie giuridiche e forze politiche.

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Per la bonifica della Valle del Sacco: novità del 20 dicembre '18

marangoni protesta 350 260 mindi Angelino Loffredi - Il confronto tenuto questa mattina (20 dicembre 2018) nella Sala del Consiglio Provinciale fra i rappresentanti dell’Ambientalismo, dei Comuni e i tecnici della Regione Lazio e Ministero dell’Ambiente è sembrato essere promettente.
Il merito va riconosciuto a Elisa Guerriero, assessore all’ambiente del Comune di Ceprano, organizzatrice a nome del coordinamento dei sindaci, della iniziativa tanto attesa. La Guerriero infatti ha diretto l’incontro con mano decisa e competenza, stroncando inutili liturgie, lunghi e fastidiosi interventi, eliminando passerelle varie. Necessari altresì i suoi richiami a non discutere su tutto ma a circoscrivere la discussione ad un solo tema: Bonifica Valle del Sacco. La discussione pertanto non si è focalizzata sulle acque superficiali, sugli sversamenti abusivi e nemmeno sul pessimo funzionamento dei depuratori.

Il dato che merita essere riportato riguarda il fatto che la crescita del grande Movimento di lotta ha ottenuto un risultato: contenere gli antagonismi e la corsa alle primogeniture, spingere tutti ad un esame rigoroso dei temi. Un incontro, anche se tante questioni restano da verificare, privo d’insulti e argomenti generici.

Gli interventi dei rappresentanti delle associazioni e dei sindaci (quasi tutti presenti) ha sollecitato i tecnici regionali e ministeriali a dare risposte precise.

Il dato importantissimo riguarda il fatto che per la Bonifica il Ministero conferma la messa a disposizione la somma di oltre 56 milioni di euro. Tale impegno riguarda le bonifiche, individuate dall’ISPRA, dei siti di:

- ex Olivieri, ex Vita Mayer, ex Europress, in territorio di Ceprano;
- Ex discarica comunale di Via Anime Sante, ex BPD- Snia, in territorio di Ceccano;
- Ex polveriera di Anagni;
- Ex cartiera di Ferentino;
- Discarica di via Lame Frosinone.

Berlenghi, rappresentante del Ministero dell’Ambiente, ha annunciato che entro gennaio 2019 a tale proposito verrà fatta circolare la bozza dell’Accordo di Programma con la Regione, l’avvio dell’indagine epidiemologica, la realizzazione di una piattaforma web per acquisire i dati legati alle analisi delle acque del fiume e del territorio.

Rimangono aperte, perché non oggetto di discussione, le altre importanti questioni legate agli sversamenti abusivi industriali e civili nel Sacco, al pretrattamento dei reflui che ogni industria deve fare prima dell’immissione nell’impianto ASI di Ceccano, infine il buon funzionamento di quest’ultimo.

L’importante è non smobilitare, verificare gli impegni, mantenere un continuo rapporto con il Movimento, conoscere di più, dare risposte concrete.

 

 

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Fiume Sacco: bonificare subito e basta chiacchiere

ilfiumesacco 350 260 mindi Angelino Loffredi - La mia "Nota" apparsa sul sito unoetre.it e leggibile attraverso il link https://www.unoetre.it/notizie/ambiente/ambiente/item/6386-fra-schiumate-e-depuratori-povero-fiume-sacco.html ha ottenuto un buon numero di letture e qualche lusinghiero commento da parte del professore Antonio Limonciello: «Finalmente un articolo/intervento che mette un po' d'ordine nelle responsabilità dei vari soggetti. Avevo già esposto le mie perplessità in altri luoghi sul fatto che troppo facilmente si lasciava la parola ai sindaci senza chiedere loro il conto, senza pretendere gli interventi che da sempre potevano mettere in atto e che non hanno fatto» e di Anna Maria Tedeschi, già Consigliera Regionale: «Leggendo attentamente questo articolo scritto da chi conosce bene il territorio tutto diventa tragicamente chiaro. Non ci prendiamo in giro. Grazie Angelino».

Inoltre, per completare la ricognizione, debbo rilevare una ventina di mi piace e nessun commento sfavorevole. A me, persona interessata a conoscere sotto ogni aspetto il parere di tutti e lo sviluppo degli avvenimenti legati al tema inquinamento e bonifica del Sacco, preme anche rilevare che esistono in giro dichiarazioni che pur non replicando direttamente al sottoscritto sono direttamente legate al tema da me sollevato: funzionamento dei depuratori e le scadenze riguardanti la Bonifica.
Francesco De Angelis, Presidente dell’ASI dall’aprile del 2015 e responsabile del (mal) funzionamento del Depuratore sito in territorio di Ceccano, con la sfrontatezza che gli è naturale arriva a dichiarare «L’ASI è sempre stata in prima linea per la difesa dell’ambiente. Noi parte lesa in questa situazione». Ogni commento a questa ridicola e surreale presa di posizione mi sembra superfluo, ma è incomprensibile il silenzio dei Sindaci dei comuni rivieraschi, la loro subalternità ad accettare e subire un evidente e ingannevole dichiarazione.
A proposito se sia necessario individuare una cabina di regìa, così come ipotizzavo, mi accorgo che Mauro Buschini, capogruppo PD presso il Consiglio Regionale del Lazio, dice «Serve un tavolo tecnico per coordinare il regime dei controlli nell’area evitando la sovrapposizione dei livelli istituzionale». Nelle linee generali concordo con lui ma purtroppo non precisa, non argomenta, non definisce le caratteriste del tavolo tecnico. Temo che ci troviamo di fronte alle solite, inconcludenti buone intenzioni.

Sara Battisti, Consigliera Regionale, a proposito di una riunione tenuta giovedi in Regione, sui depuratori afferma che «tolta la questione di Anagni (depuratore non funzionante, di cui non motiva le cause, l’ammontare dei costi sinora sopportati e l’indicazione di inizio di attività) che rappresenta una questione nota che la Regione sta cercando di affrontare, è stato rimarcato come i depuratori funzionino meglio che in passato e che il vero problema è chi sversa aggirando la depurazione».

La Consigliera Battisti forse non è sfrontata come De Angelis ma comunque poco allenata a descrivere e approfondire la situazione e il suo è completamente privo di proposte. Per argomentare e convincere dovrebbe indicare il numero e le sedi dei depuratori che funzionano e poi dovrebbe anche dirci cosa hanno fatto sia l’ARPA, struttura regionale, che i Sindaci (a cominciare da quelli PD. Quando erano in carica) per fronteggiare e sanzionare gli scarichi abusivi direttamente nel fiume.
I tre autorevoli rappresentanti sopra indicati invece di far conoscere, alimentare con i dovuti approfondimenti, sostenere e provare ad indirizzare il movimento di lotta emerso in questo periodo preferiscono percorrere la solita via della serie “Va tutto bene madama la marchese“ per cercare di devitalizzare il movimento buttando in giro tanto cloroformio.

Per quanto riguarda invece la Bonifica della Valle non ho letto prese di posizione di politici ciociari, ma una dichiarazione del Ministro Sergio Costa «Per quanto riguarda la Valle del Sacco abbiamo già firmato 40,8 milioni di euro per l’avvio delle bonifiche che è già una cifra significativa per partire. Aspettiamo i progetti della Regione Lazio. Il Ministero finanzia e coordina, ma chi progetta è la Regione. Di questo si parlerà in un vertice fissato per il 20 dicembre. Incontreremo i 19 sindaci per fare il punto della situazione».

Il giornale indipendente www.unoetre.it ed il sottoscritto seguiteranno a seguire gli avvenimenti, a sostenere il movimento di lotta, ad evidenziare la coerenza dei comportamenti, la coniugazione fra il dire e il fare, ma anche ed in particolar modo a verificare i metodi che verranno usati per progettare e per assegnare i lavori necessari alla Bonifica della Valle del Sacco.
Insomma rimarrà aperta l’urgenza per affermare i valori della partecipazione e trasparenza. Per evitare, appunto, truffe, inganni e ruberie.

 

 

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