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Angelino Loffredi

Angelino Loffredi

Angelino Loffredi: nato il 2 Luglio 1941 è collaboratore di Edicolaciociara.it dal 2000. Diplomato presso l'Istituto Superiore di Educazione Fisica del L'Aquila, è stato dirigente del Pci fino al suo scioglimento con i seguenti impegni nelle Istituzioni: Consigliere Provinciale dal 1970 al 1981, consigliere comunale a Ceccano dal 1970 al 1993, Sindaco di Ceccano dal 1981 al 1985.

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Sanità ciociara: sordità totale

sanità malasanità 350 260di Angelino Loffredi - E’ trascorso un mese da quando Francesco Notarcola, coordinatore di Cittadinanza attiva- Tribunale del malato, ha riportato per filo e per segno la situazione esistente nell’interno dei 21 ambulatori ubicati nei locali dell’ex ospedale Umberto I° di Viale Mazzini, in Frosinone.

La ricognizione dal titolo “Il caos è sovrano nei 21 ambulatori della Asl” esposta non è (era) generica perché scende in profondità, rileva infatti sia aspetti apparentemente secondari (tapparelle delle finestre rotte ma tenute ferme da manici di scopa) che questioni strutturali quali i condizionatori d’aria che non funzionano a strumenti d’indagine medica mancanti o mal funzionanti quali l’elettrocardiografo e l’ecocardiografo. Non mi dilungo, per ovvi motivi, sulla dettagliata esposizione limitandomi però a riportare che Notarcola ricorda l’allarme lanciato dai medici attraverso lettere inviate alla Direzione del Distretto B e mai prese nella necessaria considerazione da parte dei diretti responsabili.

Il Coordinatore del Tribunale del Malato dopo aver evidenziato non solo i limiti organizzativi e di indirizzo ma anche la condizione di pericolo per ammalati e personale si meraviglia attorno a tali questioni della mancata attività da parte del Nas e della Magistratura ma anche, e in particolar modo, della completa assenza di iniziative da parte del Sindaco e dei Consiglieri del capoluogo, dei Sindaci del Distretto B, oltre che del Presidente della Provincia e di quello della Regione Lazio, al quale riserva una particolare osservazione finale, in quanto non “ può continuare ad affermare che in questo nostro territorio, continuamente martoriato ed offeso, la sanità è cresciuta e migliorata. Alla faccia del cacio cavallo!!!

Francamente mi aspettavo che di fronte ad un esame tanto particolareggiato potessero esserci delle prese di posizione, in particolar modo correttive o di rettifica. Invece prevale il silenzio. Ma il silenzio riguarda, con mia grande delusione, anche le organizzazioni che dovrebbero sostenere la ricognizione esposta da Notarcola. A cominciare dai Sindacati, dai Consiglieri Regionali, dai partiti. Niente di niente. Potrei scrivere che è una storia vecchia che ancora si ripete. Mi viene alla mente il 2017 quando per sei mesi, fortunatamente sostenuto dal giornale “ L’inchiesta” e dal sito unoetre.it riportai le questioni sanitarie che non andavano nella nostra provincia, da Anagni a Cassino e non solo dal punto di vista dei servizi ( liste di attesa ) ma in particolar modo indicando il fenomeno sostenuto dalla Regione Lazio riguardante le privatizzazioni, caratterizzate dall’aumento dei costi per la pubblica amministrazione, dalla notevole riduzione dei servizi e dalle aumentate forme di sfruttamento del personale dipendente.

Anzi potrei confortarmi dal fatto che alcune prese di considerazioni sia di sostegno e incoraggiamento le riscontrai tanto da convincermi a raccogliere l’indagine e trasformarla, nel 2018, in un opuscolo titolato “ Attacco alla salute/ 12 milioni di persone senza cure “ che chiunque interessato al tema può leggere accedendo gratuitamente a questo collegamento http://www.loffredi.it/attacco-alla-salute.html

Al di la della mia esperienza personale c’è la necessità di richiamare, ora più che mai, tutti ad un impegno collegiale attorno a questione che non possono essere affrontate e risolte con iniziative individuali o volontaristiche ma utilizzando l’organizzazione, allargando pazientemente i collegamenti ed evitando primogeniture che non fanno fare alcun avanzamento al movimento di lotta. Francesco Notarcola sa che può contare sul mio impegno. E necessario che tutti siano consapevoli che solo una nuova unità può farci fare un passo in avanti dal punto di vista della difesa e dell’ampliamento dei servizi sanitari.

Ceccano 21 Luglio 2019

 

 

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Il voto 2019 merita una particolare attenzione

VotoUE 2019 in Italia mindi Angelino Loffredi - Il risultato nelle elezioni europee del 26 maggio 2019 ottenuto in provincia di Frosinone merita una particolare attenzione: destra e centrodestra raggiungono il 57,38% di voti mentre sinistra, centrosinistra e verdi arrivano a mala pena al 20%. Se rimaniamo nella statistica si tratta di cifre e differenze mai registrate, non è esagerato dunque ritenere che siano sconvolgenti.
Per le preoccupazioni emergenti e per gli oggettivi pericoli sia per la tenuta democratica e sia per l’avventurismo antieuropeo, che per motivi di spazio ora non affronto, credo che nessuno possa sottrarsi a dare un giudizio, affrontando le questioni aperte nel profondo della società riguardanti appunto le condizioni di vita generali e il destino di milioni di persone.

Preciso subito di non volermi lasciare trasportare da chi vuole bilanciare il risultato delle elezioni europee con la tenuta del sistema di alleanze del centrosinistra in provincia di Frosinone nelle elezioni comunali. Confesso anche che su questo risultato mi mancano dati essenziali per cui non mi sento sicuro nel dare un giudizio ben definito. A tale proposito mi accorgo, aldilà del solito e inconcludente trionfalismo sentito, di non aver letto alcuna analisi pertinente e rigorosa. Sono però convinto di un punto: è con il voto alle lezioni europee che i cittadini hanno voluto dare un segnale alle forze politiche. Il segnale per quanto mi sia indigesto mi sembra essere chiaro e nettamente penalizzante per le forze di sinistra e centrosinistra. Dice insomma che tante cose non sono andate.

Salvini si afferma ovunque, nella città di Frosinone supera il 43%. Non per merito della sua comunicazione, così come si prova ad affermare. Certo la comunicazione è importante ma i contenuti ritengo siano più decisivi. I contenuti, gli argomenti usati ( che usa ) da Salvini sono semplici e sempre pertinenti alle richieste ed alle aspettative dei cittadini. Altra cosa è ritenere, come ritengo, siano ingannevoli e non risolutivi.

L’altro aspetto da valutare riguarda quello “ideologico“, il pensiero profuso in ogni intervento: individualismo, egoismo e nazionalismo. Un corpo di idee che (ora) non sono estranee e nemmeno minoritarie nella società italiana e che viene da lontano. Come non ricordare la Lady di Ferro quando già nel lontano 1979 affermava che non esiste la società e le classi ma solo gli individui ? Seguito a ricordare le idee/ previsioni annuncianti che le disuguaglianze avrebbero favorito lo sviluppo, o l’impegno ad asciugare lo Stato per dare spazio al privato o addirittura la ricchezza indicata come Valore. Queste idee, mai decisamente contestate, hanno rappresentato la goccia che nel corso degli anni ha battuto continuamente sulla pietra dello stato sociale fino ad incrinarlo. Quante volte abbiamo sentito che le idee di solidarietà, uguaglianza, giustizia sociale appartenevano a cascami ottocenteschi? E siamo stati zitti, intimoriti ed altri sempre più consenzienti. Stanno smantellando lo stato sociale, crescono le disuguaglianze, le povertà ed ora si stanno creando le condizioni di nuove e vecchie schiavitù. Oggi un grande economista francese Thomas Piketty ci allerta “L’ingiustizia favorisce i populisti “ Certo favorisce i nazionalismi se le forze politiche e sindacali rinunciano a individuare il disagio, farlo proprio e andare a vedere le cause che lo provocano. Insomma non si individua il nemico e nemmeno come si vuole cambiare questa società. I nemici agli occhi dei penultimi non sono i produttori di armi che nel mondo hanno creato 100 conflitti, portato morte, disperazione, costretto milioni di persone all’esodo. I nemici non sono coloro che hanno accumulato ingenti ricchezze finanziarie ma gli ultimi, gli emigranti e molto spesso diventa nemico il cassaintegrato o lo stesso collega di lavoro con il quale si apre una competizione per abbassare il salario, rinunciare a diritti conquistati e soddisfare così il padrone.

Il voto arrivato a Salvini non è solo quello urlato di Casalbruciato e di Torre Maura ma anche di tante, tantissime persone ragionevoli e silenziose che nessuno ha intercettato , di cui non si aveva alcuna traccia e delle quali ora in ogni momento si deve tenere conto.

Le forze di sinistra e di centro sinistra hanno di fronte una situazione difficile, non facile da modificare che impone comunque una ripartenza non basata sulle rituali , generiche e inconcludenti dichiarazioni di buona volontà ma la necessità di individuare contenuti di lotta che partano appunto dalla difesa degli ultimi. L’individuazione dei contenuti chiari, dopo aver scelto ceti e classe da sostenere, non è qualcosa di “ divisivo “ , così come si teme, ma al contrario unificante. Le divisioni fra partiti e dentro i partiti sono legate alla mancanza proprio di contenuti. Avere rinunciato agli obbiettivi di lotta riguardanti le questioni sanitarie, ambientali, il malfunzionamento della scuola pubblica, Acea, i temi dimenticati posti da Vertenza Frusinate hanno portato alla personalizzazione della politica, alla lotta fra uomini e fra correnti legate ai personaggi di turno.

Il catastrofico risultato elettorale delle forze di sinistra e di centrosinistra sono direttamente legate alla rinuncia a individuare obbiettivi e lotte da portare avanti al prevalere di forme attendisti che, aver civettato con la Confindustria, non aver indicato gli industriali avvelenatori della Valle del Sacco. Non basta infatti dichiararsi di sinistra, sventolare un drappo rosso, alzare qualche pugno chiuso, ricordare Berlinguer e fare qualche dichiarazione di principio a difesa della Costituzione perché i cittadini giudicano sulla base dell’agire politico quotidiano e sulla coerenza degli atti e delle posizioni . E’ stata questa rinuncia , tale assenza che ha scavato il fossato fra partiti e popolo. E’ attraverso questo vuoto che è passata la sconfitta.

4 giugno 2019

 

 

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Parte la verifica della concessione a Steve Bannon

Certosa di Trisulti 390 260 mindi Angelino Loffredi - Sulla assegnazione della Concessione del Ministero dei Beni culturali alla Associazione Dignitatis Humanae Istitute, per capirci Steve Bannon, per l’utilizzo della Certosa di Trisulti si è aperta da ieri una verifica per accertare la veridicità degli elementi che ne determinarono la scelta.

E’ un fatto positivo. Un tema che ha appassionato un Movimento di opposizione alle scelte del già Ministro Franceschini, sollecitato dalle Reti Solidali, animato da Daniela Bianchi che portò a due marce in direzione della Certosa e a conseguenti dichiarazioni e prese di posizione. Il giornale UNOeTRE.it fece la sua parte contribuendo a mantenere alta nella nostra provincia l’attenzione attorno alla depredazione. A chi è interessato a conoscere di più propongo di leggere questa nota https://www.unoetre.it/notizie/opinioni/item/6550-certosa-di-trisulti-non-restare-con-le-mani-in-mano.html

In attesa che ci venga resa giustizia è necessario, proprio ora, mantenere alta l’attenzione perché tutto è ancora da decidere. Nello stesso tempo mi corre l’obbligo di ricordare che l’azione di autotutela è stata preparata da l’Architetto Marcello Cervini e l’avvocato Felice Spirito. E’ vero che ci sono state le marce ma va anche riconosciuto che l’unico atto politico è stato determinato dall’incontro e dalla iniziativa dell’Onorevole Fratoianni con il Sottosegretario Vacca. Giustamente Daniela Bianchi inoltre riconosce anche il contributo dato dalla stampa nazionale e internazionale, in particolar modo quella tedesca. Al nostro territorio insomma è stato più solidale chi è lontano che non chi è vicino. Mancano infatti ancora le adesioni ed il sostegno del Presidente dell’Amministrazione Provinciale e del Sindaco di Frosinone. Oltre che quello dei Sindacati e dei Partiti.

1 giugno 2019

 

 

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Da Ceccano: 'ripristinare subito la palina che ricorda Aldo Moro'

Ceccano Palina AldoMoro 350 minAngelino Loffredi - «Gentilissimo Sindaco,
qualche tempo fa insieme a due concittadini, Vincenzo Del Brocco e Peppino Diana, ci incontrammo nella sua stanza, nel palazzo comunale. Era l’11 aprile del 2018. L’oggetto del’incontro riguardava la nostra sollecitazione a ripristinare la palina, demolita per un incidente stradale, con relativa targa viaria titolata Circonvallazione Aldo Moro, Statista. Le venne chiesto inoltre di rendere visibile l’altra targa ( annerita ) posta al termine della Circonvallazione stessa, adiacente via Gaeta.
Le venne ricordato che il 9 maggio successivo sarebbero stati 40 anni dal sacrificio dell’Eminente Statista Italiano, pertanto, l’eventuale ricordo in tale importante ricorrenza avrebbe dovuto essere accompagnato da una certa dignità e decoro.Ceccano PalinaMoro intera 350 min

Le tre persone che La incontrarono non rappresentavano alcuna organizzazione ma ci tennero a precisare che occasionalmente esprimevano solamente un sentimento civile.
Tale incontro non venne seguito da alcun comunicato, non venne pubblicizzato, prevalsero insomma sobrietà e discrezione onde evitare l’insorgere di retro pensieri. Anche perché la discussione fu serena e senza contrarietà, tenendo conto oltretutto che il costo sarebbe stato irrisorio, insomma non avrebbe superato le 100 euro.
Trascorre prima il 9 maggio 2018, poi quello del 2019 senza alcun intervento.
Ora, proprio oggi, 21 maggio 2019, dopo tredici mesi mi accorgo che una palina ( arrugginita) non è stata sistemata nel vecchio sito, ancora vuoto e identificabile, ma dietro un vecchio segnale stradale irregolare e arrugginito con sopra la scritta.
La scritta nella parte inferiore della Circonvallazione, quella su via Gaeta, rimane purtroppo sporca e poco leggibile su la vecchia palina sempre di più arrugginita.
A questo punto Onorevole Sindaco non c’è riservatezza che tenga e senza allungare una rappresentazione che può essere vista da chiunque sento il dovere di dirLe in modo forte e amareggiato “la memoria dell’Onorevole Moro non può essere offesa nel modo come avete fatto“ .
Rispettosamente
Angelino Loffredi»

 

 

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BASTAACEA

bastaacea 350 minBASTAACEA è il titolo dato alla Manifestazione indetta per sabato 23 marzo 2019 promossa dal variegato mondo dei Comitati per l’Acqua Pubblica. Il raduno si terrà a Ceccano con partenza del corteo dal Piazzale della Stazione alle ore 10 ed arrivo con interventi degli organizzatori a Piazza Berardi.

Una manifestazione necessaria considerato il silenzio delle forze politiche, sindacali e istituzionali. E visti gli aumenti tariffari, i pessimi servizi, l’incapacità gestionale e il non rispetto degli adempimenti dovuti.
Nel sostenere l’iniziativa dei Comitati dell’Acqua Pubblica voglio accompagnare la mia adesione con alcuni dati che ritengo fondamentali. Già un anno fa espressi alcune considerazioni sulla politica di ATO5 con un articolo che ripropongo attraverso il seguente link http://www.loffredi.it/files/Acea-aumenti-astronomici.pdf
Cosa è successo? In questi giorni i cittadini stanno pagando le bollette non quelle deIiberate a marzo '18 ma quelle approvate il 1 agosto dello stesso anno. Insomma in un anno il gruppo monopolista, attraverso la complicità di alcuni sindaci, ha stabilito due aumenti tariffari. Con aumenti che arrivano alle stelle e che vengono sottoposti all’attenzione di chi legge.

 

 

Categoria domestico residente
Agevolata, consumo da 0 a 55 mc rispetto a marzo aumento del  83%
Base, consumo da 56 a 109 mc           “           “           “               5%
I Supero, consumo da 110 a 162 mc   “           “           “             24%
II Supero, consumo da 163 a 216 mc  “           “           “              7%
III Supero, consumo oltre i 217 mc     “           “           “            16%

Le tariffe sono condizionate anche dalle perdite idriche. E’ interessante allora sapere che sia durante il 2016 che nel 2017 la stessa Acea Ato 5 riconosce che le perdite si attestano attorno al 77%. Incredibile: la grande impresa che avrebbe dovuto assicurare efficienza e razionalizzazione e che nel 2003 prometteva di ridurre le perdite al 25 % ora ammette che la dispersione è aumentata !
Oggi, a confermare incapacità e inefficienza, il grande Gruppo arriva ad ipotizzare che lo spreco dell’acqua non avrebbe la motivazione legata solo all’usura delle tubature ma anche altre motivazioni: gli allacci abusivi.
Dopo sedici anni i luminari della tecnica e della razionalizzazione ipotizzano una ruberia che ammesso fosse vera aggraverebbe la loro situazione e renderebbe ancora più risibile la loro credibilità.

Ecco perché è necessario affermare con forza e decisione BASTAACEA
Ceccano 20 Marzo 2019

 

 

 

 

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Basta genericità senza interventi concreti e immediati

Industria ed ambientedi Angelino Loffredi – Dalla genericità alla concretezza. Con molta soddisfazione il giornale ww.unoetre.it in questo ultimo periodo rileva una lunga serie di prese di posizione e di iniziative attorno al tema inquinamento, su cui da tempo sta sollecitando interventi e proposte. La nostra iniziativa di Ceccano del 25 gennaio dunque produce effetti tali da mantenere ancora alta l’attenzione attorno alla grave questione. Registriamo infatti prese di posizione provenienti dal Movimento 5 Stelle, dal Sindaco di Ceccano e dal senatore Ruspantini. Certo sentire intervenire quest’ultimo attorno ai temi della sanità è sorprendente, visto che dal 2009 da Assessore alla provincia di Frosinone è ricordato come il più fedele pretoriano della Presidente Polverini, nel sostenerla appunto nella missione di disintegrare la sanità pubblica nella provincia di Frosinone: meno ospedali, meno posti letto, meno servizi, più privato, più sfruttamento dei dipendenti delle imprese private, più sofferenze per gli ammalati. Infausta opera proseguita purtroppo anche dal Presidente Zingaretti.
Come sottovalutare inoltre le convocazione straordinarie del Consiglio Comunale di Frosinone e del Consiglio Regionale del Lazio. Momenti che vanno evidenziati perché dopo anni di solitudine dell’associazionismo ambientale finalmente si sta facendo strada una sensibilità nell’interno delle Istituzioni?

Nel valutare positivamente queste novità e lasciando ai nostri lettori il giudizio sulle forze politiche e sugli amministratori che irresponsabilmente ancora tacciono, fiancheggiando gli inquinatori, è altresì necessario evidenziare alcuni tratti del confronto fra le parti che meritano essere evidenziati: prevale ancora una discussione generica, sostenuta da buone intenzioni, spesso dello scarica-barile ( Comuni contro la Regione, Regione contro il Ministero, i governanti di oggi contro quelli di ieri). Anche se importante, non mi sembra essere sta all’altezza della situazione la stessa discussione avvenuta in Consiglio Regionale. Per trasparenza ne riportiamo la sintesi non fatta da unoetre.it ma A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio.

La sottoponiamo alla vostra attenzione affinché chi legge possa elaborare un autonomo giudizio.
Questo è il documento votato dalla maggioranza «il Consiglio ha impegnato la Giunta regionale a: predisporre una Struttura di missione formata da personale specializzato in materia di bonifica di siti inquinati con il compito di dare corretta attuazione a tutte le azioni ad oggi programmate; promuovere il coordinamento di tutti gli interventi sulla Valle del Sacco a livello sanitario, ambientale, agricolo, di bonifica e di sviluppo, in accordo con gli altri enti; a farsi parte attiva nei confronti del Ministero per la redazione di un accordo di programma dettagliato e puntuale».

Questo è il documento proposto dal centro destra «istituire un Tavolo istituzionale sulla Valle del Sacco con la Presidenza del Consiglio dei ministri, l’Ispra, l’Arpa Lazio, la Città metropolitana di Roma Capitale, la provincia di Frosinone, le prefetture di Roma e Frosinone, le Asl competenti, i comuni ricadenti nella zona interessata e i Consorzi industriali, per approvare in Consiglio regionale, entro 180 giorni, un “Piano straordinario per la bonifica della Valle del Sacco”; ad attivare entro 90 giorni un “Piano straordinario di assistenza sanitaria per i residenti della Valle del Sacco».

«Il documento del Movimento 5 stelle, respinto dall'Aula, chiedeva tra l'altro alla Regione Lazio di firmare subito l'accordo di programma con il Ministero dell'Ambiente, di aggiornare i Piani di bonifica inserendo regole certe per le aziende che inquinano e di istituire una task force con le istituzioni coinvolte e la polizia provinciale di Frosinone per individuare i responsabili degli sversamenti illeciti».

Proviamo interesse invece al modo preciso, incisivo e propositivo di alcune dichiarazioni sentite e prese di posizione provenienti da persone che non vivono di politica, ma ugualmente impegnate nella ricerca scientifica e nella proposta.

La dottoressa Teresa Petricca, intervenendo nella discussione nel Consiglio Comunale di Frosinone ha dichiarato «Una morte su quattro è dovuta all^inquinamento, Ischemie cardiache in primis. A Frosinone tra marzo e settembre 2018 al Pronto soccorso del capoluogo su 436 accessi, il 69 % è per malattie cardiovascolare. A Frosinone bassa si sono registrati 314 casi. Il 72% contro il 28% di Frosinone alta. Il 61% degli accessi di Frosinone bassa proviene da Madonna della Neve»Ceccano fiume Sacco h260 min

Pregnante è la sollecitazione proveniente da Margherita Eufemi della Università di Tor Vergata «In particolare ritengo importante la proposta di uno screenig sanitario sopratutto negli adolescenti. In effetti considerando la pleiotropicità degli inquinanti presenti nella Valle del Sacco (metalli pesanti, solventi organici, composti organoclorurati, amianto, polveri sottili), che una pletora di ricerche scientifiche, li correlano nell’uomo a patologie di tipo cronico-degenerativo, ai tumori, alle disfunzioni dell'apparato riproduttivo, risulta imprescindibile una azione sanitaria, rivolta in particolare alle giovani generazioni, che valuti lo stato di contaminazione delle persone nei diversi contesti ambientali e gli eventuali effetti sulla loro salute. Quindi un’azione di screening sanitario permetterebbe una valutazione precoce del danno biologico causato da tali inquinanti, e quindi un immediato intervento di protezione sulla salute.
Importante altresì lo “svegliarino” di Elisa Guerriero, Assessora all’ambiente presso il Comune di Ceprano, rivolto al Ministero Ambiente a proposito della prevista bonifica di otto siti in provincia di Frosinone per i quali sono previsti complessivamente 53 milioni di euro..
“ avevamo richiesto la visione dell’Accordo di programma quadro prima della sottoscrizione. Chi farà, che cosa, come e quando nel Sin Bacino del Fiume Sacco, oggi, è ormai di vitale importanza. Perciò sono seguite già due note dove è stato rinnovato questo invito. Ancora due mesi di silenzio.
Noi gli impegni del 20 dicembre li abbiamo rispettati, ora - e siamo a ben 60 gg dopo l’incontro dal vivo - il Ministero, ben più strutturato di noi piccoli enti, dovrebbe fare quanto promesso, concordato e dovuto. Continuare a spostare le decisioni sul SIN SACCO e le relative discussioni altrove, fuorchè nell’unico posto deputato, nel MINISTERO, non fa altro che aggiungere confusione e creare inutili forme di esibizionismo».

Prima di concludere mi sento di rilevare che una coerente e continua lotta all’inquinamento va portata avanti tenendo conto contemporaneamente dell’inquinamento dei terreni, di quello delle acque, di quello atmosferico e delle azioni sanitarie di tipo preventivo e non affrontando fra questi solo un tema.
Per ultimo, anzi per primo, è necessario fronteggiare una emergenza, spesso dimenticata o comunque sottovalutata: l’area vicina al fiume riconosciuta come contaminata su cui esistono attività agricola e di allevamento. Non si può rimanere a guardare o girare la faccia da un’altra parte. E’ necessario al contrario intervenire.

 

 

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Lotta ai reati ambientali o licenza d'inquinare?

Nucleo Operativo Ecologico Noe Carabinieri 400 mindi Angelino Loffredi - Il pomeriggio del 25 gennaio 2019 vissuto con tanta passione presso la Sala Parrocchiale di Santa Maria a Fiume di Ceccano per contrastare l’inquinamento nella Valle del Sacco ha rappresentato e deve rappresentare un punto di partenza per mantenere aperta l’attenzione sul tema, ampliando l’approfondimento sulle cause e il dibattito scientifico connesso, la ricerca di strade da percorrere individuando ulteriori interlocutori ed obbiettivi da raggiungere, a breve e medio termine.
Tutto ciò al giornale unoetre.it è imposto dalla qualità del confronto al quale abbiamo assistito e dal clima rispettoso mantenuto per tutta la durata dell’iniziativa. Chiunque infatti può verificare quanto scritto collegandosi con il link https://youtu.be/NcoDFpnMEb8

Il giornale pertanto ha intenzione di mantenere alta l’attenzione sui fenomeni che dovessero nuovamente emergere, alzare il livello della conoscenza, divulgare, favorire e valorizzare iniziative di altri soggetti (ambientalisti, sindacali, politici, istituzionali). Il nostro obbiettivo, insomma è allargare l’area dell’impegno, di provare a non far disperdere le forze disponibili a dare un contributo contro la rassegnazione e indicare al contrario costruttive proposte. Per questo vogliamo dare continuità al nostro lavoro ricordando scadenze e impegni. Primo fra tutto quello annunciato dal dottor Berlenghi, rappresentante del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, quando avanti ai 19 sindaci della Valle e alle organizzazione ambientaliste, il 20 dicembre 2018, si impegnava a tornare entro il mese di gennaio 2019 per garantire la messa a conoscenza della bozza di programma degli otto siti da bonificare nella provincia di Frosinone: accordo di programma quadro prima che venga sottoscritta una ipotesi calata dall’alto e inadatta alla Valle.

 

Di cosa si tratta? Sulla base di disposizioni previste dal DM 321/2016, i comuni della provincia sin dal 2017 hanno inviato al Ministero, attraverso la Regione, proposte di bonifica nei propri territori. Dopo 18 mesi il Ministero ha messo a disposizione la somma di 53 milioni e individuato nella nostra provincia otto siti da bonificare: tre a Ceprano, uno a Frosinone, Ferentino e Anagni, 2 a Ceccano.
Per la precisione i siti riguardanti Ceccano sono l’ex discarica di via Anime Sante, per il quale il comune ha richiesto la somma di 760.000 euro e l’ex plesso industriale SNIA BPD di Bosco Faito per il quale è stata richiesto un intervento pari a 1.388.000.

E’ importante dunque tenere al più presto l’incontro promesso per gennaio e non ancora realizzato, anche perché bisogna conoscere tante cose a cominciare dalla gestione delle risorse. Inoltre mi sembra opportuno sollevare una questione non secondaria, ne marginale: degli otto siti solo tre sono su proprietà pubblica, gli altri 5 sono su proprietà privata. Ora mi sembra strano che non si definiscano, per questi ultimi, procedure e forme di garanzia. Non mi sembra giusto che il privato inquini creando pericoli, il pubblico impiega risorse e bonifica e poi il privato ricuperi il sito bonificato e valorizzato.

Oltre a quanto illustrato è necessario sapere che sono necessari anche provvedimenti di tipo sanitario quali il dimenticato Registro dei Tumori, importante per conoscere la connessione esistente fra la malattia e i luoghi di lavoro e di residenza; uno screening verso la popolazione giovanile considerate la pericolosità di alcuni materiali in grado di colpire gli organi genitali e le possibilità di riproduzione.

Inoltre non dobbiamo dimenticare che sono necessari interventi normativi nazionali perché il Reato Ambientale è vero che entrato nel Codice come reato penale ma accessorio e questa postilla da la possibilità agli inquinatori di essere sanzionati amministrativamente e non penalmente. Sempre sinteticamente mi sembra utile prima di terminare porre una necessaria domanda: chi sanziona nei comuni? Dal 2006 il Testo unico Enti Locali sta subendo una serie di modifiche e correzioni inventando in modo impreciso e incoerente una nuova figura: un Responsabile o un Dirigente che dopo un lungo giro di palleggiamenti amministrativi, accertamenti e placet dei tanti enti preposti emette la Sanzione. Indecisioni, sovrapposizioni, lungaggini portano inevitabilmente a rimpiangere in tali casi il ruolo del Sindaco, in grado di assicurare velocità ed efficacia e contrastare quella che mi sembra essere una Licenza di Inquinare.

 

 

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Certosa di Trisulti: non restare con le mani in mano

CertosadiTrisultidi Angelino Loffredi - Questo giornale volendo mantenere alta l’attenzione attorno al tema riguardante la Concessione della Certosa di Trisulti sente la necessità di puntualizzare alcuni momenti che si stanno vivendo, rilevando nello stesso tempo modifiche di posizioni, contraddizioni e ambiguità.

Per riepilogare, due settimane fa abbiamo fatto circolare in rete questa Nota "Violenza alla Certosa di Trisulti e più ancora alla Costituzione" (https://www.unoetre.it/notizie/opinioni/item/6499-violenza-alla-certosa-di-trisulti-e-piu-ancora-alla-costituzione) ora vogliamo partire approfondendo la delibera del Ministero dei beni e delle attività culturali che all’inizio del 2018 assegnava la Concessione della Certosa di Trisulti alla Fondazione Dignitatis Humanae Istitute, organizzazione finanziata da Steve Bannon, ex consulente di Tramp, che gode l’appoggio del cardinale Burke, ritenuto anti papa Francesco, per l’irrisoria somma di 100.000 euro l’anno con possibilità di riduzione per lavori di ristrutturazioni o di restauro.

Bisogna riconoscere che il primo tempestivo segnale di opposizione a tale scelta fu di Luca Frusone, deputato di 5 Stelle, il quale sin dal 8 gennaio 2018 inviava all’Autorità Nazionale Anticorruzione un esposto denuncia. Nello stesso il parlamentare evidenziava che il Bando richiedeva una “documentata esperienza nella gestione, nell’ultimo quinquennio antecedente alla pubblicazione del presente avviso, di almeno un immobile pubblico e privato“. Lo stesso, entrando minuziosamente nel merito, metteva in evidenza che la fondazione assegnataria “ha indicato la gestione di un piccolo museo monastico di Civita“ Per precisare poi ulteriormente “A Civita di Collepardo vi è una piccola chiesa dedicata a San Michele, con in corso lavori di consolidamento, senza alcun museo“.

Ecco dunque un punto centrale, inequivocabile: fra i requisiti è stato inventato una museo, oltre tutto di pochi metri quadrati. Ma l’onorevole un anno fa scopriva anche un altro “altarino” “Risulterebbe direttrice del museo tale Martina Veglianti che a quanto risulta non ha alcun rapporto di lavoro con la Fondazione Dignitatis Umanae Insitute“. (*altro)
L’Autorità anticorruzione non ha accolto l’esposto del deputato, forse, per le gravi informazioni evidenziate, avrebbe dovuto inviarlo alla Magistratura ordinaria. Non lo fece, ancora non lo fa ma il fatto più sconcertante è che da quando sostiene questo governo, pur di fronte ad un clamore mondiale non è in grado di prendere alcuna iniziativa.

Luciano Granieri con la sua “Cronaca di un affidamento annunciato“ (http://aut-frosinone.blogspot.com/2019/01/certosa-di-trisulti-cronaca-di.html) nelle ultime settimane ha messo in evidenza con una dettagliata ricostruzione il verminaio che vorrebbe avvolgere Papa Francesco, i vari tentativi per favorire la Fondazione di Bannon e di condizionare la scelta dell’allora Ministro Franceschini. Nella complessa ricostruzione appare anche una lettera del Vescovo di Anagni Loppa del 24 ottobre 2014, molto tempo prima del Bando. Con tale lettera il Vescovo assicurava il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente onorario della famigerata fondazione, a proposito della Certosa, di essere “personalmente contento che la vita di questo complesso possa continuare con un istituto come Dignitatis Umanae dedito alla promozione umana“.
Nella lettera il vescovo si metteva a disposizione del Cardinale al quale assicurava “può contare senz’altro sul mio sostegno tenuto debito conto anche il parere e la disponibilità della Congregazione Cistercense di Casamari e dell’Abate dom Silvestro Buttarazzi".

Se questa adesione veniva scritta quattro anni fa, oggi assistiamo ad un capovolgimento di posizione. Se prima il vescovo era vicino alle posizioni degli anti papa Francesco oggi infatti leggiamo una intervista pubblicata dal quotidiano Avvenire che “gli fa male vedere che Trisulti è finita in mano a un gruppo di vetero-cattolici, a dei tradizionalisti che compongono la fronda anti Francesco”.
E’ più che evidente che dentro il mondo cattolico è aperta una lotta senza quartiere, il cui esito è imprevedibile per colpire il Papa e la sua idea di Chiesa. I suoi avversari vogliono batterlo per estendere nuove crociate ed eliminare nel mondo ogni forma di democrazia. Il tema è al centro dell’attenzione di tutti i giornali del mondo ma vanno rilevati anche i silenzi dell’ex Ministro Franceschini ma anche la mancanza di notizie riguardanti il nome del funzionario ministeriale firmatario la scandalosa Concessione.

Esistono validi motivi per richiedere la revoca della concessione sia per mancanza di requisiti della Fondazione e sia perché il fine, lo scopo della stessa è in contrasto con la natura della nostra Costituzione. Non dimentichiamo che lo stesso Steve Bannon ha dichiarato al Corriere della Sera “ ll compito” sarà quello di addestrare 300 persone ogni anno a diventare gladiatori guerrieri della cultura giudaico cristiana“.
Insomma, la scuola rappresenta il punto di partenza per lanciare una crociata contro gli “infedeli“, contro coloro che non la pensano come gli adepti della Fondazione. Idee, scopi, volontà che non hanno niente a che fare con la Costituzione italiana.

* altre notizie http://www.farodiroma.it/un-abuso-allombra-della-madonna-del-sacchetto-la-certosa-destinata-ai-teocon-bannon-anche-non-requisiti-p-rolletta-s-cavalleri/

 

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Violenza alla Certosa di Trisulti e più ancora alla Costituzione

Certosa di Trisulti 390 260 mindi Angelino Loffredi - Nella giornata di sabato 29 dicembre il paesino di Collepardo ha ospitato due iniziative organizzate dalla Rete delle Comunità Solidali (in mattinata la Marcia, il pomeriggio il dibattito) per difendere la Certosa di Trisulti dall’assalto predatorio della destra integralista ed anti-Bergoglio.

Il dato che a me preme evidenziare riguarda il fatto che se teniamo presente che tali momenti sono stati fatti conoscere solo qualche giorno prima, privi di una necessaria ricostruzione del (mis)fatto e di una ipotesi di iniziative da tenere a medio termine, oltre che dalla non adesione del sindaco di Collepardo mi sento di dire che la presenza di 300 persone alla marcia rappresenta un lusinghiero risultato.

Cosa è successo di così importante e grave da far accendere i riflettori da parte di giornali e tv nazionali e esteri, su la Certosa di Trisulti, sito benedettino consacrato nel 1211, situato a 825 metri sul mare nel territorio di Collepardo?

Proverò, pertanto, a ricostruire gli avvenimenti accaduti negli ultimi mesi. Scrivo “proverò” perché tanti di questi non risultano essere di chiara comprensione. Parto allora da un dato inequivocabile: il Ministro Dario Franceschini, sviluppando il pensiero perverso delle privatizzazioni, decide di dare in Concessione un bene pubblico e monumento nazionale, sotto la cura e la gestione del Ministero dei beni culturali, attraverso un Bando. Vincitrice dello stesso risulta essere la Fondazione Dignitatis Humanae Istitute, organizzazione vicina o meglio finanziata da Steve Bannon, già consigliere di Trump e al cardinale Raymond Burke meglio conosciuto come l’oppositore di Papa Francesco. La Fondazione quindi potrà utilizzare il sito versando allo Stato 100.000 euro l’anno, somma riducibile se accompagnata da opere di ristrutturazione o di manutenzione.

A proposito della fase preparatoria che ha preceduto il Bando, l’avvocata Carla Corsetti, in un articolo pubblicato sul settimanale LEFT il 28 settembre 2018, ci porta a conoscenza di una missiva del Cardinale Martino, già Presidente della succitata Fondazione, inviata a Parolin Segretario di Stato, per sollecitare il Papa ad intervenire sul Ministro Franceschini a favore della Fondazione.

Alla data di oggi lo scritto della Corsetti non ha avuto nessuna contestazione, rettifica o richiesta di precisazioni. L’altro dato da conoscere riguarda la presenza nel Bando, sulla base del quale si è giunti alla concessione, di Parametri soggettivi, discrezionali che hanno permesso di escludere altre organizzazioni.
La funzione del sito non sarà ne museale, ne religiosa, ne storica se ti tiene conto di una realtà di studio applicato della farmacologia anche perché l’intervista di Bannon al Corriere della sera (rilasciata a Viviana Mazza) conferma il carattere completamente diverso. “Il compito” dice Bannon “sarà quello di addestrare 300 persone ogni anno a diventare gladiatori guerrieri della cultura giudaico cristiana“. Insomma, la scuola rappresenta il punto di partenza per lanciare una crociata contro gli “infedeli “, contro coloro che non la pensano come gli adepti della Fondazione.

Benjamin Harnwell, guardiano del sito, durante l’incontro pomeridiano di sabato 28, tenuto presso la Sala del Consiglio Comunale di Collepardo, ha avuto una reazione idrofoba nei confronti di Carla Corsetti quando questa metteva in evidenza che la Concessione non era un atto del Vaticano, ma dello Stato italiano, pertanto ogni atto deve essere adeguato ai princìpi costituzionali. Una scuola, così come disegnata da Bannon, ostile a chi non accetta quelle idee, è fuori da ogni valore della Costituzione.

Se la Concessione è a dir poco “discutibile“, cosa si fa ? Innanzi tutto, bisogna respingere l’ipotesi che non ci sia più niente da fare, per essere pronti ad incassare qualche misero piatto di lenticchie. È necessario, al contrario, dare corpo al significato delle iniziative del 29 dicembre: creare una organizzazione, ipotizzare ricorsi e raccogliere contributi, coinvolgere studiosi di materie giuridiche e forze politiche.

La vicenda che stiamo vivendo è molto inquietante, non riguarda solo il destino di Papa Francesco, ma anche quello della sua chiesa e soprattutto della democrazia nostra e della stessa Europa.

 

 

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Per la bonifica della Valle del Sacco: novità del 20 dicembre '18

marangoni protesta 350 260 mindi Angelino Loffredi - Il confronto tenuto questa mattina (20 dicembre 2018) nella Sala del Consiglio Provinciale fra i rappresentanti dell’Ambientalismo, dei Comuni e i tecnici della Regione Lazio e Ministero dell’Ambiente è sembrato essere promettente.
Il merito va riconosciuto a Elisa Guerriero, assessore all’ambiente del Comune di Ceprano, organizzatrice a nome del coordinamento dei sindaci, della iniziativa tanto attesa. La Guerriero infatti ha diretto l’incontro con mano decisa e competenza, stroncando inutili liturgie, lunghi e fastidiosi interventi, eliminando passerelle varie. Necessari altresì i suoi richiami a non discutere su tutto ma a circoscrivere la discussione ad un solo tema: Bonifica Valle del Sacco. La discussione pertanto non si è focalizzata sulle acque superficiali, sugli sversamenti abusivi e nemmeno sul pessimo funzionamento dei depuratori.

Il dato che merita essere riportato riguarda il fatto che la crescita del grande Movimento di lotta ha ottenuto un risultato: contenere gli antagonismi e la corsa alle primogeniture, spingere tutti ad un esame rigoroso dei temi. Un incontro, anche se tante questioni restano da verificare, privo d’insulti e argomenti generici.

Gli interventi dei rappresentanti delle associazioni e dei sindaci (quasi tutti presenti) ha sollecitato i tecnici regionali e ministeriali a dare risposte precise.

Il dato importantissimo riguarda il fatto che per la Bonifica il Ministero conferma la messa a disposizione la somma di oltre 56 milioni di euro. Tale impegno riguarda le bonifiche, individuate dall’ISPRA, dei siti di:

- ex Olivieri, ex Vita Mayer, ex Europress, in territorio di Ceprano;
- Ex discarica comunale di Via Anime Sante, ex BPD- Snia, in territorio di Ceccano;
- Ex polveriera di Anagni;
- Ex cartiera di Ferentino;
- Discarica di via Lame Frosinone.

Berlenghi, rappresentante del Ministero dell’Ambiente, ha annunciato che entro gennaio 2019 a tale proposito verrà fatta circolare la bozza dell’Accordo di Programma con la Regione, l’avvio dell’indagine epidiemologica, la realizzazione di una piattaforma web per acquisire i dati legati alle analisi delle acque del fiume e del territorio.

Rimangono aperte, perché non oggetto di discussione, le altre importanti questioni legate agli sversamenti abusivi industriali e civili nel Sacco, al pretrattamento dei reflui che ogni industria deve fare prima dell’immissione nell’impianto ASI di Ceccano, infine il buon funzionamento di quest’ultimo.

L’importante è non smobilitare, verificare gli impegni, mantenere un continuo rapporto con il Movimento, conoscere di più, dare risposte concrete.

 

 

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