fbpx
Menu
A+ A A-
Anna Elisa De Santis

Anna Elisa De Santis

Anna Elisa De Santis. Avvocata. Vive a Ceccano, impegnata in ricerche della giurisprudenza dell'ambiente e della coerenza dell'attività imprenditoriali con l'Art 41 della Costituzione italiana. Ama scrivere poesie e favole.

URL del sito web:

C'è un problema di metodo nelle decisioni che riguardano questa valle

S.Maria a fiume 390 260 mindi Anna Elisa De Santis, Avvocata - Prendo la parola per ringraziare la rivista organizzatrice di questo interessante incontro, Unoetre.it.
La rivista ha anche dato spazio per rendere nota l’iniziativa della poesia collettiva per il fiume Sacco che qualche mese fa pensai per aprire un’esperienza di espressione poetica collettiva attorno al nostro fiume, emblema dell’inquinamento ambientale nella valle.

Scrissi così una poesia di apertura, Acqua dolce, a cui sono seguite altre. Amiche, conoscenti, Vittoria, Antonio, Marina, Giovanna, Maria Teresa, Lucia, prima con esitazione, poi rompendo i dubbi, hanno accolto il mio invito a scrivere per questo nostro fiume, come atto di impegno civile.
Unoetre ha richiamato alcuni versi e l’iniziativa nella locandina della sua iniziativa sociale odierna.

Mi sembra necessario che di fronte all'aggressività degli inquinamenti occorra un atto di fiducia nell’uomo a partire dalla sua sostanza che è nella cultura, senza la quale uomini non saremmo, né donne, ma solo maschi e femmine frammisti. La mia idea è che occorra una presa di coscienza personale sapendo di poter contare l’uno nell'altro, con fiducia in un percorso di unione rispettosa e reciproca per contrastare la prepotenza del pensiero di chi inquina.

Così come non lasceremo solo il nostro fiume, il nostro ambiente indebolito, modificato nelle sue matrici dall'inquinamento, così non lasceremo solo nessuno di noi nella difficoltà, quindi un contenuto di speranza nel futuro di questa valle a partire dalla speranza nella cultura, portatrice di pace e benessere.
Ma questa è solo una parte io credo, delle questioni vaste che la bonifica del fiume pone.

C'è un problema di metodo nelle decisioni che riguardano questa valle.
Si tratta di trovare il baricentro e questo non può che essere ritrovato attorno alla realtà. La realtà che è stata negata, sia quella del valore naturale e di risorsa economica stravolto dall'inquinamento, che quello delle patologie umane, e ricordiamo anche animali, sviluppate nella zona.
La realtà è stata invece evocata a sproposito per dividere gli interessi dei lavoratori e dei disoccupati da quelli dell'ambiente, isolare l'ambientalismo. Dividere, anche, chi ha un punto di vista religioso dell'ambiente, da chi invece ha scelto altro, un punto di vista unicamente laico che nulla toglie al senso di emozione di essere parte minima di un insieme di meravigliosa perfezione, di fronte ad una notte stellata, a una collina fiorita, al mare. Il senso del nostro limite.
Questi problemi, ma non solo questi vengono in luce con la bonifica della valle.
C'è quello, grande, di ristabilire equità fra le condizioni di persone e territori resi diseguali dall'inquinamento e di farlo in modo da aprire una nuova stagione di legalità.

Significa riuscire ad invertire le ragioni che spingono all'abbandono delle nostre aree avvelenate, per avviare condizioni di vivibilità, anche per chi arriva da lontano. I migranti, che possano trovare uno schema di vita chiaro in cui a nessuno è lecito arricchire in danno di altri e nemmeno dell'ambiente.

Bonificare la valle veramente, significa agire a livello istituzionale perché il risultato da raggiungere non venga stravolto da una distorsione della funzione delle procedure, in primo luogo di quelle di partecipazione.
Bonificare la valle come occasione di legalità, significa tornare a scoprire le ragioni profonde delle norme per la bonifica.

Rileggiamo quindi con pazienza i riferimenti normativi degli innumerevoli documenti prodotti. L’art. 253 c.1 dlgs 152/06 in materia di ambiente, la legge 2141/90 sulla partecipazione. È vero che c'è stata la legge 134./2012 ha rivisto i criteri per individuare i siti, ma dobbiamo trovare il cuore di questa normativa intera, per comprenderne il senso e la vitalità.
Le bonifiche fondano la loro ragion d'essere in una scelta di riparazione del danno ambientale che impegna la pubblica amministrazione in prima persona, senza che questo significhi trasferire a danno della comunità la responsabilità di chi ha inquinato.

Il principio chi inquina paga, viene integrato dal dovere di garantire il diritto alla salute, al paesaggio, all'ambiente. Un principio che è frutto di una grande elaborazione del diritto attivo nella società, dei giudici, degli avvocati. Ricordiamo qui il giudice Gianfranco Amendola. Ma voglio sottolineare qualcosa sul rapporto tra l’elaborazione di un principio come quello “Chi inquina paga”, e le norme su cui le bonifiche ambientali che qui invochiamo si basano.
L’art. 253 c.1 del dlgs 152/2006, cardine della regolamentazione nella questione che stiamo affrontando, è una piccola parte di un notevole testo normativo di riordino dell’intera materia ambientale, ma in poche linee traccia le basi su cui oggi ci muoviamo. Il riferimento di principio è chiaro, ed è proprio al “chi inquina paga” nato dal vivo dell’impegno ambientalista e giuridico.
Nel 2006, le tracce di quel lavoro già lontano negli anni, si sono intrecciate con l’elaborazione del momento, punto avanzato di produzione normativa ambientale. Sottolineo questo sia per la ricerca del punto di orientamento nell’individuare la logica che muove le regole pubbliche sulla bonifica ambientale, che per evidenziare l’altra consistenza che è invece storica e politica. Dobbiamo essere consapevoli di essere un popolo dotato di forza e insieme una nazione in uno Stato che è forte, ha stabilità, riesce a conservare la produzione di qualità del suo pensiero, a farla transitare nel tempo. Nulla si perde di ciò che vale. E’ questa una democrazia solida.

Leggendo ancora il Dlgs 152/06 per la parte che riguarda le bonifiche, ci rendiamo conto di quanto questo sia ver,o infatti il principio chi inquina paga si salda al dovere pubblico di garantire il diritto alla salute e all’ambiente, comunque e anche se non si riesca, per le ragioni più diverse, a trovare i responsabili del danno. Anche in questo caso, sarà cura dello Stato, nelle sue articolazioni, assicurare il recupero delle aree danneggiate. La salute è un diritto, l’ambiente sano e integro anche, e lo Stato ha l’onere di assicurarlo. Vediamo allora che niente è andato perso dell’impegno per l’ambiente e la salute, dunque da questa forza profonda del nostro Stato dobbiamo partire nel fissare i termini anche dei momenti di conflitto che possano esservi tra i diversi interessi che ruotano attorno alle bonifiche ambientali, alla nostra stessa attesa bonifica. Anche il conflitto, che a livello sociale si esprime nel fenomeno della lotta sociale, nelle forme pacifiche possibili e se necessarie, ha questo quadro affidabile di riferimento.
Un quadro di riferimento che è nell’equilibrio di poteri, giudiziario, amministrativo, legislativo, richiamato dal principio “chi inquina paga” in rapporto continuo con il dovere pubblico di garantire il diritto alla salute.
Questo significa che, nelle zone interessate dalla bonifica, bisogna prestare attenzione perché può crearsi confusione sul sistema e disordine. Può crearsi la percezione che sia possibile inquinare senza pagare, dato che poi comunque lo Stato deve garantire garantire il diritto alla salute.

Il sito del bacino della valle del Sacco corre anch'esso questi rischi, dunque sarebbe opportuno che nelle scuole, nei luoghi di lavori, nei centri di aggregazione sociale, venisse diffusa la comunicazione dello stato delle cose.
La bonifica sarà occasione di legalità e crescita culturale se anche le imprese che saranno impegnate nelle attività di bonifica, svilupperanno i loro protocolli di gestione nel rispetto non formale dei principi di responsabilità sociale d'impresa, spesso formulati nei loro modelli organizzativi elaborati sul Dlgs 231/2001 e soprattutto sulle sue successive modifiche che hanno allargato con i reati ambientali il ventaglio dei reati presupposto, in un contesto di tendenziale estensione delle sanzioni penali e amministrative per gli illeciti ambientali. Parliamo soprattutto della terra dei fuochi e dei disastri ambientali, ma il contrasto all’inquinamento non può che avere il suo contestuale punto di forza nell’assunzione di responsabilità da parte delle imprese, per l’esercizio organizzato della quale, come si è appena detto, vi sono precisi e solidi riferimenti normativi. Il Dlgs 231/2001.

Un modello di contrasto dell'inquinamento da sviluppare con cura, non limitato all' applicazione della sanzione, ma attivo per il risultato di recupero dell'area, sapendo già che notevole è il divario tra siti e danno effettivo nell'area Sin. Che vi è anche, contestualmente, un’amministrazione regionale attenta alle istanze locali, ma di fatto messa alla prova, con la bonifica del bacino della Valle del Sacco, di un confronto profondo con il punto della gestione nelle aree sofferenti del Lazio diverse dalla metropoli e dalle periferie metropolitane. Aree in cui la democrazia arranca insieme ai problemi della popolazione.
L’impellenza delle necessità di efficienza e di umanità nella soluzione dei problemi ambientali impone un impegno sostanzialmente maggiore degli uffici e degli organi, che non possono essere lasciati soli, né incastonati in una concentrazione del potere istituzionale e burocratico.. Ragioniamo sul fatto che in Italia abbiamo avuto l’istitituzione del podestà e non è stato solo il contesto fascista a renderla inidonea, ma l’assolutezza delle funzioni .attribuite a quell’organo di governo Anche in democrazia, come è ormai noto,,possono inserirsi elementi sia economici, che istituzionali, che culturali, capaci di modificare in senso autoritario la vita e l’ordine democratico. Una delle forme autoritarie di organizzazione dello Stato e della società, è stata proprio il fascismo.

Il contesto culturale di cui è espressione il Governo attuale, l’ostilità alla cultura e al confronto, il populismo sostitutivo del popolo, devono indurre al ragionamento attento, alla riflessione. La questione della bonifica della Valle del Sacco sarà un’ interessante, anche se faticosa, area di prova per tutta la realtà sociale e istituzionale.

Scusami

seawatch 350 260 minScusami

 

Scusami,
Se hai avuto freddo.
È freddo il mare d'inverno.

Scusami se hai avuto paura.
Il mare non è la terra, dove chi decide
cammina sicuro, mentre decide di te.

Scusami se la notte non hai dormito.
Dorme tranquillo chi ha un letto fermo
sulla terra. Non oscilla la terra.

Scusami se hai avuto sete.
Il sale del mare brucia.

Scusami se ti sei sentito solo.
Ognuno è solo, nella sua gabbia.
Non è meno solo se la sua gabbia è il mare.

Scusami se mi hai cercato senza trovarmi.
Ero sulla riva che ti aspettavo, ma
erano lì le mani di chi separava
l'umanità dal mare. Ma, non finisce l'attesa.

 

Anna Elisa De Santis Ceccano 8 gennaio 2019

Invito a esprimere sostegno all'ambiente e al fiume Sacco

Fiume Sacco a Ceccano

Anna Elisa De Santis -  Insistono. Gli inquinatori del fiume Sacco sfidano leggi dello Stato e equilibri naturali, con la prepotenza di chi è nella parte del più forte.

È uno scontro culturale profondo.

L'altra idea, le ragioni dell'ambiente e del fiume, il valore immenso del paesaggio, è la stessa che sostiene la fatica umana per una convivenza sociale non egoistica e rispettosa dell'unicità delle persone e delle esperienze. Della biodiversità nella natura. Della fiducia nella cultura e nelle parole che la sensibilità non avversa al pensiero sa produrre.

L'emozione che il fiume Sacco bellissimo accende ogni mattina, resiste più della schiuma sversata da mani incoscienti.

La "Poesia collettiva per il fiume Sacco. Acqua dolce e altri versi", è aperta su Unoetre.it, rivista web, per esprimere i sentimenti e i pensieri a sostegno dell'ambiente e del fiume.
Anna Elisa De Santis

 

 Per leggere i versi già arrivati cliccate sul link che segue https://www.unoetre.it/creativita/poesie/itemlist/category/210-acqua-dolce.html

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Ritmo

popoliinmarcia 350 260 minRitmo

Un calpestio di poverelli piedi
scuote la terra,
il suo mare,
il cielo che lo racconta.

Vene ancorate alle navi, barche,
tavole sparse,
ritmano il tempo
dell'assedio a chi
nella sua sacca amniotica,
agognata, si è perso
d'odio e rancore.

Anna Elisa De Santis 23 novembre 2018

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

La fatica umana

faticaUmana gelsominaie minLa fatica umana
ha la sua voce.
Unica,
travalica frontiere,
paesaggi innevati, deserti
rossi di fuoco, oceani.

Scorre,
la fatica limpida
su pareti rocciose, attraversa
miniere, a volte d'argento,
si addentra fra i segreti dell'origine
e il presente, invisibile il presente.
Insegue il senso
della bellezza straziante della rosa
e l'enigma dello sguardo che la sfiora.

Affila il canto,
per debellare il male
che insinua la sua forza
autoritaria accidiosa avvolta
nei drappi di arcane voluttà,
sciami
di inoperose supremazie
aduse all'inganno,
all'alterigia del pennacchio
alto sulla fronte,
sottratto a fragili ali di gallo.

Insopprimibile suono
ostico alla violenza,
la fatica,
scritta in tre sillabe,
traccia
l'impenetrabile forza
del lavoro e di chi lo cerca,
il ritmo irregolare della vita
quando si discosta
da inesorabili scirocchi, nebbie
e si riavvolge, tra nuvole arrochite
e sprazzi
di pallido sole, giocando
la sua ultima ora
come se fosse solo la prima.

Anna Elisa De Santis 28 ottobre 2018

Una poesia collettiva in difesa del fiume Sacco e della sua valle

Il fiume Sacco a Ceccanodi Anna Elisa De Santis - Il fiume Sacco è nelle condizioni attuali di grave degrado ambientale, non per caso né per destino avverso.
L'incedere aggressivo di chi inquina sposta l'equilibrio della valle sempre più nell'orbita di interessi esclusivi a svantaggio di popolazioni, ambiente e cultura.
Cultura che, nell'aggressività corrente, resta marginalizzata nel suo anelito a condizioni umane basate sulla dignità e il rispetto.
Rispetto anche per il paesaggio e la libertà di vivere in un territorio di rara bellezza naturale.
Il fiume, che nonostante tutto vive, è nella coscienza di chi con esso convive. Popolazioni, turisti, viaggiatori.
Ha una forza ancora ben visibile allo sguardo, nonostante tutto. Forza antica. È esso stesso una poetica manifestazione della natura, che nessuna incuria o calcolo indicibile potrà declassare.
Questa è la realtà immateriale del fiume, insieme alla sua incolpevole sofferenza, che traspare a giorni, da chiazze, strie, viraggi anomali. Sofferenza ormai da troppo tempo della salute e del benessere per gli abitanti e le altre specie viventi, gli animali del fiume, i pesci, le piante, i fiori.
Ad essa possiamo dare voce, parlando nella forma semplice della poesia, che dal profondo di ogni uomo trae origine, dal suo essere parte dell'ecosistema, di cui cerchiamo incessantemente di avere cura, nel nostro Paese e in molte parti del mondo, con ricerche, studi. Leggi, regole che tuttavia hanno la forza che noi destinatari riconosciamo a queste stesse leggi, regole, principi. Noi cittadini, noi imprese, noi comunità, noi Stato in ogni sua espressione.
Dare voce al fiume Sacco, esso stesso poesia, perché non ci rassegniamo e anzi ancora di più amiamo, questo tratto d'acqua fragile che ci appartiene, almeno quanto gli apparteniamo.
Da questa appartenenza al territorio che tanto deve al fiume nella sua storia di cui siamo minima parte, deriva la volontà che personalmente mi ha spinta a proporre di scrivere insieme, abitanti e conoscenti, amici del fiume Sacco e della sua valle, una poesia collettiva. Ne ho scritto l'incipit, la poesia "Acqua dolce".
La rivista Unoetre.it ha dato la sua disponibilità a raccogliere il materiale che arriverà al suo indirizzo .
Sarà, per tutti coloro che contribuiranno a realizzarla sotto ogni aspetto, un'azione culturale di cura del fiume, volontaria, gratuita e civile.

 

Cliccare sul link che segue per andare alla poesie di "Acqua dolce" già raccolte  https://www.unoetre.it/creativita/poesie/itemlist/category/210-acqua-dolce.html

 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it

Per Genova che soffre

Genova ponte Morandi comera comè 350 mindi Anna Elisa De Santis - «Una poesia che ho scritto per Genova, dove tutto per me ha avuto inizio, non da sola. Genova straziata dalla tragedia del ponte crollato, è la città che molto ha dato a tanti di noi. La ricordo quando ci accolse giovanissimi, insieme ad Enrico Berlinguer, per discutere del sogno di un'Italia migliore, quando tutto ancora sembrava possibile. Era il 1975. Poi, molto altro, ma sempre Genova è rimasta lo snodo delle speranze e dei viaggi di chi continua a cercare la propria strada, il senso del nostro vivere. Basta viverla un giorno e ti conforta, con il suo orgoglio e la semplicità di chi la abita. Ora, Genova che soffre.»

 

Per Genova che soffre

Genova che la dici
e già ti porta altrove,
sulla soglia dell'Atlantico, a Lisbona.

Genova dove il canto inciampa
nella rima occitana
e nelle rose.

Genova inerpicata, i tendini,
le caviglie le braccia tese
dei palazzi,
graffiati d'oro e di sogni,
stretti alla roccia e al cielo.

Genova dove ognuno è
e ogni viaggio ritrova la sua meta,
dove sentire la lingua del coraggio,
quando il coraggio cede.

Genova senza vanto,
né degli occhi nel mare
né della terra,
aggrappata alle mani
che la tengono stretta.

Genova strada,
sdrucita di passi, ruote, carri,
senza tempo per guardarla,
chi dovrebbe,
senza riguardo come d'ordinanza
per chi perde il pudore e la ragione.

Genova che non piange,
asciughera' le lacrime
di chi maledirà chi l'ha straziata.

(da Annalisa, 16 agosto 2018, versi per Genova che soffre)

 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it

Acqua dolce

 Ceccano fiume sacco 400 minAnna Elisa De Santis scrive questi versi, "Acqua dolce", per la pubblicazione su UNOeTRE.it, ma rivolge, insieme, anche un invito ai lettorì: «questa mia potrebbe essere l'incipit di una poesia collettiva di rispetto per questo fiume che amiamo come il più fragile della nostra comunità, martoriata dall'aggressività e dall'indifferenza di chi inquina acque e ambiente. Basterebbe che chi accoglie questo invito scrivesse un verso per il fiume».  Si tratta del Sacco.

 

Acqua dolce

 

l fiume taglia
la terra e i passi che l’attraversano.
Spinge specie straniere, pesci.
Pinne, squame alternano bagliori,
scatti nel mormorio liquido.

Il fiume accoglie
scarti di incerta origine,
coscienze arrese
al quieto scorrere del giorno,
resti d’urla rapprese,
saperi smaltiti con furia.
Poesie, a volte,
affiorano tra le onde lente.

Materno utero il fiume,
aspetta
tempo e silenzio.

Il Cielo di marzo....2018

InceneritoreMarangoni 350 260Può una campagna elettorale ispirare una poesia? Ad Anna Elisa De Santis lo ha fatto.
Anna Elisa ha scritto la poesia che segue pensando a queste convulse elezioni che si avvicinano, al futuro eventuale per il nostro ambiente.

 

 

 

 

 

 

Il Cielo di Marzo

 

Quasi che terra tremula

è il cielo,

solcato da faglie

tracciate da schianti inquinati,

folgoranti di inquieta bellezza.

 

Anidride insidia Afrodite,

nella Ciociaria  scalzata

d’aria e di libero ossigeno,

di lavoro altro dal piegare la testa.

 

Si inabissa il cielo di Ciociaria,

nei corpi increduli, abitanti

ma increduli

di doversi fermare

nella terra smeraldina, uno alla volta,

prima i più giovani,

fermare le mani un po' alla volta.

 In ordine sparso

fermano gli occhi, le gambe,

chi le braccia, infine il cuore.

 

Con rabbia il cuore si ferma,

a tratti,

nel gorgo di nuvole chiare,

veleni tiepidi, inodori alcuni,

fermano i corpi sospesi, non sai se donne,

molte lo erano state,

quasi che più non siano umani, adesso,

ma falene,

sparse tra fossi e rovi,

eppure brillano,

inconsuete all’inchino.

 

Qualcuno, che abbia ancora memoria

dell’arcaica bellezza, chi ancora conosce pietà,

potrà vedere, se vorrà

potrà vedere i fuochi fatui in cui

si è sversato il respiro perso di Ciociaria,

arginare il cielo potrà.

Se lo vorrà

potrà riaprirlo

il cielo di Ciociaria mutato.

Potrà ,

con semplice uso di forza gentile

trapassata

da notti aperte partigiane della

libertà,

uguali

per chi voleva stringere senza

paura

il ciclamino nel pugno.

 

Chi vuole, potrà

scostare la nebbia che,

traslocata dal Po

senza il velo della malinconia,

trasmigra acida tra la valle e i vitigni

di colina.

 

Chi vuole dovrà,

se lo vorrà, abbracciare

il cielo di Ciociaria, dove

ancora fioriranno ginestre,

a marzo potranno ancora fiorire

ruvide

sul ciglio delle vie, da qui a

Santiago

fioriranno, e della carreggiata

al margine del viaggio

che insinuò molecole avverse,

spiragli

di fatica tra gli ingranaggi.

Solo quella è rimasta,

la fatica.

  

Anche le rane, decise a restare,

garanti aspettano

strette al bordo del fosso,

Qualcuno sentirà, se vuole,

la loro voce che gracida perfetta.

(Anna Elisa De Santis)

 

 

 

 

  Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it

Riflessioni sulla partecipazione alla vita politica

anagniprotestadirossi 350 260di Anna Elisa De Santis - Riflessioni sulla partecipazione alla vita politica. Esperienze.

La partecipazione politica, sia attraverso la rappresentanza che in forma diretta, è uno dei punti di forza della costruzione di un Paese democratico.

Ragionando sulla realtà della partecipazione istituzionale, è interessante il libro di Franca Chiaromonte, a lungo parlamentare e donna politica dotata di saggezza, che nel titolo già esprime la sostanza dei contenuti: “Il Parlamento non è un pranzo di gala".

Ancora meno, si può osservare, lo sono le assemblee non istituzionali, che tuttavia restano il luogo irrinunciabile della realtà democratica.

Che vengano pure assemblee vivaci, convulse se è, con le loro regole scarne, purchè riusciamo ad avere istituzioni salde e libertà non formale per le persone, così la penso, ma è un punto di vista non isolato. L’apporto della partecipazione diretta alla vita democratica è stato, ad esempio, oggetto degli studi approfonditi del Prof. Rodotà.
L’efficienza democratica riesce bene a contenere al suo interno la realtà delle assemblee, che a loro volta conferiscono efficienza alla democrazia, sono metodo per molteplici relazioni di comunità, tra le quali anche quella commerciale. Ci basti considerare il peso che hanno le assemblee nella vita societaria, sempre più rilevanti nella dinamica aziendale anche rispetto all’attività dei Consigli d’amministrazione. Assemblee che hanno preso anima, inciso nelle decisioni relative all’energia, alle comunicazioni (Telecom in primo luogo), in generale assemblee che si pongono attive. Grillo non è stato che l'interprete di un sentimento diffuso di partecipazione diretta anche in quelle sedi.

L’Assemblea del 1 dicembre appena trascorso, promossa dalle testate giornalistiche Unoetre. it e l’Inchiesta presso l’Amministrazione provinciale di Frosinone, nel Salone di rappresentanza, è stato un fatto su cui ragionare, anzitutto e proprio per il suo essersi definita Assemblea, nel costituirsi come aggregazione di volontà attorno al tema dell’uguaglianza che a Frosinone è drammatico, anzitutto per il dilagare della disoccupazione, ormai da troppo tempo. Democrazia e uguaglianza, le parole chiave dell’appello che ha promosso l’Assemblea.

La presenza dei disoccupati, dei cassintegrati, di partecipanti appassionati e attenti, di formazioni e partiti politici della sinistra, ha dimostrato l’aspettativa suscitata dall’Assemblea. Resta poi che l’Assemblea stessa è rimasta cambiata rispetto alla sua funzione originaria: quella di partecipare alla costruzione del percorso organizzativo e politico avviato con il Brancaccio, bruscamente interrotto prima, fatto questo che in sé ha posto interrogativi. Io stessa ne ho apertamente posti al riguardo. Del resto, se non allora, a ridosso del 18 novembre, quando parlarne? C’è altro da dire, precisare, definire, ora. E ora, nelle valutazioni che si faranno resta un fatto, questo momento del 1 dicembre, denso di volontà ispirate da fini dichiarati e chiari, forse “irrituale” in alcune parti, ma vivo, senza che la profondità, la misura e la qualità degli interventi abbia attutito la sensibilità sociale e umana dei problemi affrontati, né la realtà del percorso spinoso nel costruire l’unità della sinistra. Del resto, lo dico sottovoce, il clima rigido dell’inverno ben presente in sala, ha fatto da cornice all’asprezza dei temi.

Aggiungo questo particolare, ma sottovoce, e solo per ricordare che, se certo sono serissime le questioni che ci troviamo ad affrontare: il lavoro, la disoccupazione, l’inquinamento, ad esempio. Altrettanto seri sono i nostri limiti umani: ne abbiamo molti e la natura con il suo freddo, il caldo, la polvere, è quello più grande e acquisirne coscienza, giorno per giorno, può darci anche l’umiltà di avvicinarci a trovare le misure per vivere dentro l’ambiente e non contro di esso. E’ lì che si trovano le risorse culturali per creare lavoro e fare del lavoro la struttura portante di una società degna.

Agli organizzatori, a Ignazio Mazzoli, alla sua conduzione della pluralità assembleare, va il merito dell’incontro, che è stato complesso, difficile per i temi e per la varietà di approcci sollecitati, per la contestualità dei "format" diversi che li hanno accolti, quello conformato sul contributo scritto e letto; quello dell’intervista; quello del dibattito aperto. Tali erano i format, perché tale è la molteplicità di istanze e di enti che nel territorio aspirano a trovare nel solco della sinistra il nuovo avvìo del governo nazionale e locale, pur essendo divenuta esiziale la scarsità di spazi di libero confronto, di sedi non meramente materiali per l’esperienza della politica.

Spero che ci saranno altri momenti di incontro, spazi per continuare a discutere.
Come ha detto Anna Falcone nel suo intervento nell’assemblea di Frosinone, un percorso unitario della sinistra continua.
Come ci si riuscirà, è altra questione, che riguarda il futuro non solo della sinistra, ma del Paese, dove già tanto abbiamo pagato alla chiusura del confronto politico, nel movimento e nei partiti, alla limitata prassi democratica della quale il renzismo è stato l'epilogo triste, esito che abbiamo visto concludersi in danno delle parti fragili del paese, e infine con l’indebolimento dell’intero sistema economico e sociale, culturale.
E’ questione che riguarda molto la Ciociaria.

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Sottoscrivi questo feed RSS
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici