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Antonio Colasanti

Antonio Colasanti

dr A Colasanti 350quDottor Antonio Colasanti, medico-farmacista specializzato in fitoterapia, omeopatia, consulente della rivista: “Piu Sani Piu Belli”.

 

Per chi volesse approfondire argomenti trattati può prendere contatto con il dottor Colasanti ai seguenti recapiti:


Email:


Tel. 347102038

URL del sito web:

Onorari del medico. Piccola storia

ippocrate 350 260 minDr Antonio Colasanti - "dum dolet infirmus, medicus sit pignore firmus expers languoris non est memor huius amoris" (a senso si può gtradurre così: "Quando il paziente avverte dolore, promette al medico una ricompensa per la sua cura; ma una volta guarito, sente dolore per la promessa fatta")
L'origine degli onorari per il pagamento medici si ricollega alle origini della medicina.
Pindaro narra che il famoso Esculapio venne fulminato da Giove perché avendo risuscitato un morto ne percepì un compenso in denaro e gli venne attribuito il nome di"amante dell'argento".

Prima dell invenzione della moneta i medici venivano pagati in natura e la ricompensa era proporzionale non già all'importanza delle cure prestate bensì alla condizione del personaggio curato.

In egitto il compenso era dato in grano, in Grecia la tradizione vuole che molti medici pur non essendo pagati in denaro ebbero compensi esorbitanti e di gran lunga superiori ai servizi resi.

Cosi Polidario ebbe in moglie la principessa Sirna per averla salassata da ambo le braccia e conseguentemente divenne erede al trono. Melampo si fece promettere agli argivi metà del loro territorio come prezzo per la guarigione dei Pretidi ed il megalomane Menecrate di Siracusa, che si vantava di essere Giove e si faceva scortare, esigeva dai malati che si affidavano alle sue cure un formale impegno a divenire suoi schiavi in caso di guarigione.

Di fronte a tali esempi di attaccamento al denaro non mancavano quelli di disenteressato altruismo.
Epimenide rifiutò un compenso dagli ateniesi per averli liberati dalla peste, mentre il sommo Ippocrate rinunciò all'onorario di dieci talenti per aver guarito il filosofo Democrito dicendo che era stato un onore curare un tale personaggio. In grecia molte volte il compenso era fissato prima della cura e spesso si richiedeva durante la cura un pegno o una garanzia per il pagamento.
Ippocrate raccomandava di non essere troppo esigenti, di tener conto delle condizioni del paziente e di curare gratuitamente i poveri e gli stranieri, in parole povere esortava a esercitare la medicina non come un qualsiasi mestiere, ma come una nobile professione e con vero spirito umanitario e caritatevole.

Libanio, infatti, parla di medici i quali non solo non percepivano onorari, ma soccorrevano i poveri con il proprio denaro.

Anche oggi, il messaggio di Ippocrate padre della medicina, dovrebbe essere ricordato dai colleghi medici che chiedono onorari smisurati alle prestazioni non considerando le condizioni economiche del paziente.

 

 

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Il The e le sue virtù

Pianta del the Camellia sinensis 350 260 minDr Antonio Colasanti - Facciamo il punto su una bevanda millenaria e sulle sue virtù in funzione di studi recenti.
La pianta del the è la "camellia sinensis" appartenente alla famiglia delle "theaceae" originaria dell'India settentrionale e della Cina.
In passato si pensava esistessero piu specie di tale pianta lo stesso Linneo (Carl Nilsson Linnaeus, divenuto Carl von Linné) padre della classificazione botanica cadde in errore considerando l'esistenza di due piante nero e verde.
Negli anni 50 si concordò con l'esistenza di un'unica specie presente in 2 varieta-assamica e sinensis-

I the che abbiamo in commercio derivano tutti dalle foglie. La pianta è un arbusto di 4-5 metri e coltivata nelle regioni caldo umide. Si trova dal livello del mare ai 2000 metri. I the d'alta quota sono i piu pregiati perche le foglie crescono piu lentamente sviluppando gusto e aroma migliore. Nelle zone favorevoli si fanno fino a 20 raccolti l'anno. Dopo la raccolta le foglie vengono lavorate per determinare la tipologia del the.
The nero: le foglie vengono appassite tramite ventilazione con aria calda a 30 gradi poi compresse in rulli meccanici che rompono le curvature ed inizia il processo di fermentazione durante il quale si formano le sostanze che conferiranno sapore ed aroma al the. Dopo 1 ora si inizia l'essiccazione con aria calda a 60 gradi che dà alle foglie il tipico colore scuro.

The verde: le foglie appena raccolte sono trattate a vapore per breve tempo per impedire processi di fermentazione, questo consente di conservare inalterati i componenti presenti nella foglia fresca. Le foglie vengono poi arrotolate ed infine essiccate.

Esistono numerosi the semifermentati: oolongo, matcha, wulong nei quali i processi di fermentazione sono piu brevi. Infine the aromatizzati preparati con the nero o verde cui si aggiunge petali di fiori, pezzi di frutta, spezie ed olii essenziali quali gelsomino o bergamotto.

The verde: sono chiamati i non fermentati e sono i piu venduti al mondo, questi sono alla base del the alla menta consumato in marocco.
Il gunpowder (molto conosciuto) è il piu noto the cinese, è a forma di palline che ricorda la polvere da sparo per cui il nome. Le foglie essiccate non subiscono il processo di fermentazione matenendo tutte le sostanze in particolare i polifenoli che promuovono il benessere.

The verde bancha: è usato in tutte le età, da bambini ad anziani, perchè contiene poca teina, è preparato con foglie grandi raccolte in estate e usato in macrobiotica per accompagnare e seguire il pasto. Si prepara in acqua a 80 gradi con una infusione di 3 minuti.

The hojicha (verde e giapponese) Con le foglie di questo the, tostate, di colore nocciola, si prepara in infuso per accompagnare i pasti, contiene poca teina e ha un sapore delicato.

The kukicha (giapponese) si ottiene da piccoli rami e foglie che subisconi un'essiccazione leggera. Privo di teina e quindi adatto a tutti ha un sapore dolce e leggero. Far bollire per 10 minuti.

The Sencha (verde e giapponese) è il piu consumato in giappone e cotto a vapore, emana un aroma fresco erbaceo di clorofilla ha un colore giallo

The Oolong, il nome significa "drago nero", è conosciuto anche come tè blu o tè quing è assai diffuso in Cina e a Taiwan. E' un semifermentato di colore rossastro a fermentazione breve, somiglia al the verde sia nel sapore che nei principi attivi.

Ancora
The nero Assan dell'India orientale dalm sapore forte e deciso;

The nero di Cylon, pregiato, essiccato e fermentato, dal sapore aromatico;

The nero english, classico, da gustare al naturale, ideale per prima colazione;

The bianco Pai mu tan un tè ricco di cime bianche e argentate. Il colore in tazza è brillante e limpido e il suo sapore è molto morbido, vellutato, leggero e floreale. Il Tè bianco è chiamato per la sua bontà, the degli imperatori, è di pregiatissima qualità, per l'alto contenuto di antiossidanti, stimola il metabolismo dei carboidrati. E'il piu pregiato tra i the, mix di germogli raccolti in primavera povero di tannini, delicato infuso giallo a 70 gradi per 3 minuti.

The rosso-rooibos, non e un vero the, si estrae da l'aspalatus linearis pianta africana, si fermenta ed essicca i ramettiò Di colore rosso ha proprieta astringenti antiossidanti, non contiene teina e ha un basso contenuto di tannini.
Il rooibos e una bevanda rinfrescante adatta a tutte le eta anche per bambini anziani e persone nervose.

Cosa contiene il the: caffeina, teofillina, tannini, ad azione astringente e antibiotica ha vitamina c e fluoro.
Per la caffeina il nero ne contiene 70 mg, il verde la metà.

Indicazioni terapeutiche
Con le foglioline per infusione a 70-80 gradi, si prepara una bevanda gradevole ad effetto tonico che facilita la digestione, produce un'azione diuretica e dimagrante, è astringente nelle forme diarroiche.
Il contenuto di "epigallocatechinegallate" siglate "egcg" del the verde in particolare le rende interessanti per le proprieta antiossidanti ed antinfiammatorie e coadiuvanti nelle terapie oncologiche in quanto inducono fenomeni apoptosici nelle cellule tumorali.
Nei soggetti col sistema nervoso eccitabile e preferibile evitare l'uso la sera.

 

 

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I crampi dello scrivano

Scrivereappunti 350 260 minDr. Antonio Colasanti -Tale patologia appare sui testi come "Patologia speciale medica e terapia" del dr. Adolph Strümpell, datato 1914.
Il crampo degli scrivani- grafospasmo-mogigrafia - e una forma frequente di disturbi motori chiamati "nevrosi di coordinazione professionale".

Il crampo è uno stato morboso nello scrivere come la balbuzie nel discorrere.
L'eccessivo affaticarsi nello scrivere è il dato eziologico piu importante, perciò la mogigrafia attacca di preferenza quegli individui che scrivono continuamente e soprattutto gli scrivani, i negozianti, gli impiegati. Sembra che una disposizione generale alle alterazioni nervose aumenti la tendenza a tali patologie. La massima parte dei casi si manifesta unita a sintomi nevrastenici.
Anche i fattori psichici -spavento ansie- esercitano una influenza all'insorgere del crampo, oltro ciò è stata richiamata l'attenzione sul fatto che le penne cattive, la cattiva posizione nello scrivere favorirebbero la genesi del grafospasmo.

Il sintomo essenziale del crampo degli scrivani consiste nel fatto che ogni tentativo di scrivere hanno luogo certi disturbi che impediscono la scrittura.
L'affezione inizia a gradi per poi estendersi rapidamente. La forma più frequente è quella spastica, non appena gli infermi iniziano a scrivere avvengono contrazioni o spasmi tonici nel braccio o nelle dita talchè la penna non puo piu essere tenuta ferma o esegue movimenti irregolari. lo scrivere diviene percio in tali condizioni impossibile o con massimo stento ed i caratteri sfigurati.

La prognosi deve essere fatta con riserva, in vero alcune volte avvengono guarigioni complete spontanee, ma altri casi sono inguaribili. cure si attuano con la galvanica proibendo al paziente di scrivere Imparare a scrivere con l'altra mano, ginnastica curativa metodica, massaggio.

Tale patologia ai nostri tempi è scomparsa in quanto lo scrivere è stato sostituito da compiuter, tablet, telefonini, tastiere ecc per cui la scrittura sta diventando un lontano ricordo ed il crampo degli scrivani una patologia dei nostri bisnonni.

Male, perché scrivere attiva centri corticali cerebrali legati alla vista ed alla fantasia intellettiva che allenano la mente ad essere piu pronta e vivace inoltre allenano la memoria e le funzioni cognitive ed allora.................................evviva la scrittura.

 

 

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Canapa, che dire?

cannabis terapeutica 350 260 minDr. Antonio Colasanti* - Canapa, che dire?
L’uso terapeutico

Le sommità fiorite sono ricche di cannabinoidi che si stanno rivelando utili in vari impieghi: analgesici nel trattamento del glaucoma, anti-vomito nelle forme tumorali, calmanti per dolori da contrattura muscolare e nervosa. Si comincia a sperimentarla per gestire l’emicrania e la colite ulcerosa. Il cannabidiolo si sta rivelando utile anche per contrastare alcune sintomatologie fra cui gli stati ansiosi. A volte, questo principio attivo si rivela utile nella regolazione dell’appetito. Non solo: secondo recenti ricerche dell’università La Sapienza di Roma il cannabidiolo ha un ruolo chiave nel ridurre la percezione del dolore e rinforzare il sistema immunitario. L’utilizzo prolungato avrebbe invece negativi effetti sull’uso della memoria a breve termine. Dal gennaio 2017 è stata legalizzata la produzione di Stato della cannabis terapeutica, ma non è sempre semplice farsela prescrivere. Uno degli ostacoli è la quantità insufficiente: l’unica materia prima ammessa è quella prodotta dall’Istituto Chimico Militare di Firenze, però, non basta a coprire il fabbisogno. Attenzione: a livello terapeutico bisogna ricordare che il nostro organismo produce cannabinoidi in maniera naturale. Ma stanchezza, stress e ansia possono inibirne la produzione portando l’organismo in carenza di questi calmanti. In simili casi può essere utile bilanciarli nuovamente con la somministrazione farmacologica.

L’olio di canapa

Le foglie e i fusti della canapa fresca contengono olio volatile che è impiegato da millenni dalle popolazioni mediterranee come un corroborante: ricco di acidi grassi polinsaturi omega 3 e omega 6 ottimizza la risposta del sistema immunitario ormonale e nervoso. Non solo. L’olio è prezioso per la sintesi delle ceramidi, il cemento della nostra pelle e viene utilizzato per nutrire la pelle e ristabilire il corretto equilibrio di sostanze lipidiche. L’olio di canapa e la canapa, ancora poco utilizzati nella nostra tradizione alimentare anche se hanno interessanti proprietà nutritive, infatti, contengono potassio, fosforo, vitamine E, D e quelle del gruppo B. Alcuni cuochi usano la farina di canapa nelle torte e l’olio di canapa per condire insalate. E ancora, l’olio di canapa mescolato a quello di malva hanno una funzione sfiammante e analgesica, se applicati su ragadi, ferite, ustioni. I cannabinoidi soprattutto THC e CBD svolgono funzione antibatterica, antinfiammatoria e analgesica.

Notizie storiche

Già citata come sostanza terapeutica nel Neiching, antico testo di medicina cinese del 200 A.C. la cannabis era molto conosciuta in Estremo Oriente come sostanza in grado di favorire visioni mistiche di felicità. Anche gli Assiri conoscevano l’uso di questa droga e in alcuni scritti sanscriti si fa riferimento a ricette a base di canapa e zucchero definiti pillole della contentezza. Gli Arabi chiamano la canapa Hashish e nel 1200 si formò una setta dedita al consumo di questa droga. Più o meno segretamente la canapa venne usata per le sue capacità di alterare la mente e nel secolo scorso a Parigi poeti e artisti come Charles Baudelaire ne facevano uso anche su consiglio dello psichiatra. Dagli anni Trenta dopo il Marijuana Tax Act firmato da Roosevelt la coltivazione della canapa è considerata illegale, proibita anche a scopo medico.

Cannabis e cervello

Nuovi studi rivelano la cannabis terapeutica utile per favorire l’equilibrio dell’attività elettrica cerebrale indispensabile per favorire l’addormentamento e tenere a bada le crisi epilettiche. Ma il dibattito scientifico continua a essere aperto per quanto riguarda l’uso ricreativo e compulsivo prolungato, soprattutto in fase adolescenziale tra i 12 anni e i 20. In questi casi si registrano una serie di effetti collaterali negativi: modificazione delle funzione cognitive cerebrali che comportano difficoltà organizzative ed esecutive, alterazioni nei meccanismi dell’attenzione e concentrazione. Anche nel sistema motivazionale si rilevano performance in calo. Il dibattito scientifico sul tema è aperto.

*medico, fitoterapeuta e farmacista a Frosinone

 

 

Incenso, albero sacro

albero boswellia 350 260 minDr. Antonio Colasanti - L'incenso è una resina che si estrae per incisione sul tronco dell'albero di "Boswellia serrata", specie originaria dellIndia dove è conosciuta con il nome di "Salai gugul". Il nome del genere boswellia si deve al botanico scozzese Johann Boswell che descrisse per primo la pianta.

Qquesto genere appartiene alla famiglia delle "burseracee", comprende circa 30 specie distribuite tra africa ed asia. Gli antichi egizi importavano enormi quantita di incenso ogni anno dalla Somalia e dallArabia saudita governata dalla regina di Saba. Esisteva una strada dell incenso che da questi paesi attraverso, Giordania ed Israele, arrivava ai paesi del Mediterraneo.

L' incenso per tutte le popolazioni antiche è ancora oggi un'essenza preziosa da utilizzare in celebrazioni sacre. Per i cristiani l'incenso e uno dei doni portati da Re Magi per festeggiare la nascita di Gesù, per gli ebrei è una delle offerte rituali nel giorno di riposo, lo shabbat. E' anche chiamaton "albero dell incenso" poiché la sua resina ricavata attraverso incisioni nel tronco, veniva bruciata nei culti pagani dell area mediterranea.

Il termine incenso viene dal latino e significa "infuocato", ancora oggi questa preziosa resina viene utilizzata in varieAlbero dell'incenso - Boswelia funzioni religiose. La resina si ottiene incidendo la corteccia dell albero e raccogliendo l'essudato che a contatto con l'aria solidifica lentamente in gocce dette "lacrime". Ogni albero produce circa 1 kilo di resina l'anno. L'effetto dell'incenso bruciato è sempre stato duplice: facilitare uno stato di calma che aiuta la preghiera ed allo stesso tempo per le spiccare proprieta antibatteriche purificare gli ambienti dove si raccolgono insieme gruppi di persone. La Boswellia è da sempre considerata un medicamento essenziale della medicina ayurvedica, le sue proprieta terapeutiche sono diventate oggetto di studio da parte della medicina convenzionale.

Ricercatori tedeschi hanno scoperto che inalazioni d incenso possono indurre dipendenza emotiva in soggetti sensibili. Bruciando la resina si liberano sostanze psicoattive capaci di liberare dopamina, ormone della felicità. Questo effetto genera a livello centrale calma e serenità ed al tempo stesso stimola la creativita e la capacita di richiamare la memoria dei sogni. I vapori liberati nell aria migliorano la respirazione, in caso di asma o allergie e riducono gli stati infiammatori tracheobronchiali. Gli arabi bruciano incenso per alleviare dolori da parto, per mal di denti e febbre. In India l'incenso viene bruciato insieme al benzoino per superare il nervosismo, recuperare la pace interiore ed avere sonno ristoratore. Fonti letterarie ci testimoniano che le resine erano una parte importante dei ruti funebri romani e nelle sepolture egiziane per favorire il processo di mummificazione.

La droga e costutuita dalla gommoresina che contiene acidi boswellici e triterpeni.
Gli acidi boswellici sono dotati di attività antinfiammatoria utile nel trattamento di malattie infiammatorie croniche. La boswellia viene impiegata per il trattamento di pazienti affetti da colite ulcerosa e di altre malattie croniche a carico dei bronchi come asma o delle articolazioni come artrosi croniche periartiti ed artrite reumatoide. Il meccanismo d azione è privo di effetti collaterali dannosi per la mucosa gastrica. Recenti studi ne danno un ulteriore utilizzo in campo oncologico.
L'acido boswellico è efficace nel ridurre il gonfiore articolare, ripristinare e migliorare l'irrorazione sanguigna nelle articolazioni infiammate e alleviare il dolore. Il meccanismo d azione degli acidi boswellici e lagato all inibizione dell enzima "5-lipossigenasi" e alla sintesi dei "leucotrieni" mediatori della flogosi infiammatoria. La boswellia si trova in tintura o in capsule nella posologia raccomandata dal medico.

In gravidanza si deve evitare l'uso di olio essenziale di incenso anche vaporizzato in aria.
L'olio essenziale di incenso è ottimo per disturbi apparato respiratorio, catarro, bronchite, tosse, asma inoltre ha un'azione calmante e  diminuisce sbalzi d umore. Migliora la pelle, attenua le rughe, riduce rossore e gonfiore, ha inoltre azione antimicrobica contro batteri, virus e funghi.

 

 clicca sull'immagine di destra per ingrandire il  paricolare dell'albero dell'incenso

 

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Le virtù dimenticate del fico

fichi 350 260 minDr. Antonio Colasanti - Fico Ficus carica (fico comune) appartiene alla famiglia delle moracee. Pianta originaria dell'Asia minore coltivata nelle aree mediterranee.
Secondo la scuola medica salernitana del 1200 il fico stimolerebbe l'amplesso dei frigidi, mentre le scrofule, le ghiandole e i tumori guariscono cogli empistri di fico. I fichi erano molto apprezzati dai greci che ne vietavano l'esportazione.

Erotodo riferisce che nel corso di orge bacchiche si usavano falli di legno di fico. Era una specie protetta perche costituiva una produzione base per l'alimentazione, era ritenuta pianta sacra e veniva piantata nel recinto dei templi.
Andrea Mattioli importante botanico del 1500 narrava che i fichi maturi fanno sudare, spengono la sete e cacciano il caldo. Nel 16° secolo un ricettario cosmetico per far belle le mani alle donne consigliava: 20 fichi da far bollire per 20 minuti, poi con il risultato lavarsi le mani prima di dormire.

I fichi sono di colore diverso seconda le razze o varietà, quelli piccoli e violetti sono i migliori, si seccano al sole per conservarli in inverno. Ben maturi sono nutritivi e di facile digestione perche contengono sostanze digestive come cradina e papaina.

Contengono 60 di zuccheri, gomme sali, vitamine B e PP. Il sugo lattigginoso acre e caustico serve per togliere verruche e calli.

I fichi violetti sono emollienti si usano per gargarismi in decotto nel latte, nelle infiammazioni della bocca, gola, reni, vescica.
Ridotti in pasta risolvono ascessi e gonfiori. Seccati al sole sono espettoranti, si fanno bollire nell'acqua o latte tagliati a pezzi, si aggiungono 20 grammi di issopo per curare asma e raffreddori. 2 fichi polverizzati con pepe, presi a digiuno espellono i calcoli urinari. L'acqua che rimane è utile per eliminare la renella. Nelle coliche renali bere 2 bicchieri di infuso di foglie secche di fico mescolate con foglie di olmo.

Polvere di fico con miele fornisce un unguento per i geloni. Per la stitichezza 5 fichi da mangiare la sera. Decotto di fichi nel latte e fare gargarismi per irritazioni di gola e gengive.
I fichi sono utilissimi anche nella debolezza cardiaca e muscolare, nelle emorragie e nelle emorroidi, ottimi per prevenire le cistiti.
Quindi mangiamo i fichi con assoluta tranquillità. Attenzione ai diabetici perche contiene sostanze zuccherine, quelli secchi un po' di meno perché sono un concentrato di di vitamine, minerali, zuccheri, fibre e proteine.

Emozioni, salute e durata della vita

anziana ogliastrina primo piano 350 260 minDr Antonio Colasanti - L'influenza delle emozioni sulla salute e sulla durata della vita.
Un morale ben equilibrato da allegria influenza favorevolmente le funzioni nutritive ma le cose non vanno allo stesso modo quando si tratta di gioie intense ed improvvise.

In tutti gli shock conviene tener conto sia delle reazioni immediate che di quelle lontane, la gioia stimola ed esalta il dolore deprime ed abbatte, ma l'eccitazione prodotta dalla prima non dura piu a lungo della depressione indotta dal secondo.

D'altra parte l'uomo si abitua ai giorni gai come a quelli tristi. Anche rinnovellate le gioie perdono la loro azione tonica mentre quando le disgrazie si ripetono il dorso sia pure insensibile si curva ancora per sostenere il nuovo peso.

Una volta abbattuto l'individuo resta lungamente annientato, il potere di reazione resta abolito poiche lo schok troppo violento ha paralizzato tutte le risorze vitali, in effetti la disgrazia apporta una disintegrazione fisica e morale.
La durata della vita quindi sarebbe piu breve per gli individui la cui vita è dura per dolori e digrazie solo in quanto la loro forza di vitalita sarebbe ridotta. Per i forti le cose sono differenti. Il colpo di folgore dei cattivi giorni è per le nature vigorose il cordiale piu energico. Affina la sensibilità e tempra il carattere. I sensitivi attivi vivono piu a lungo perche questi temperamenti salgono piu in alto dopo le crisi.

Gli uomini pacifici raggiungono età molto avanzate. Il morale agisce sul fisico svelando le tendenze nascoste. La natura fa vivere, nelle sue mani l'uomo non è altro che uno strumento di gioia o di dolore. L'uomo è un essere vivente che dalle sue pene sa trarre materia di elevazione e progressione. Quando si lascia soverchiare è condannato.
La felicita e la disgrazia non mutano il destino ultimo degli uomini, non hanno influenza sulla durata della vita.

Benefici dal vino se si è moderati

Vino rosso 350 260 minDr. Antonio Colasanti - Il vino rosso ottenuto con metodi tradizionali e quindi non affidandosi a supporti chimici, proprio perché ricavato da uve rosse di cui è stata mantenuta la buccia ricca di polifenoli, se bevuto ogni tanto e con moderazione, un bicchiere a pasto, è un potente strumento antiossidante. L’alcool aumenta la secrezione di ptialina enzima contenuto nella saliva che trasforma gli amidi in zuccheri e stimola le contrazioni dello stomaco e l’apertura della valvola piloro che mette in comunicazione stomaco intestino. Favorisce la secrezione di bile soprattutto pancreatica attivando una migliore demolizione ed utilizzazione degli zuccheri.
Un uso moderato riduce il rischio di formazione di calcoli biliari inoltre aumenta la diuresi.

Altri vantaggi:
abbassa la quantità di colesterolo nel sangue e nei paesi dove si consuma vino si registra una più bassa incidenza di malattie cardiovascolari. Un bicchiere di rosso o di bianco placa l’irritabilità, migliora l’umore e rende un po’ meno rigidi nelle relazioni con gli altri. Il vino ha anche un discreto valore alimentare e un buon valore energetico da settecento a novecento calorie per litro.

Il resveratrolo
La buccia dell’uva rossa contiene resveratrolo, un polifenolo, che agirsce come un acceleratore metabolico brucia-grassi. E’ stato inoltre confermato che riduce l’infiammazione e ottimizza la circolazione del sangue in area cerebrale. Uno studio tedesco ha evidenziato che chi beve abitualmente moderate quantità di vino mostra un miglioramento della memoria, del controllo della glicemia e della funzionalità dell’ippocampo che ha un ruolo chiave nell’archiviazione dei ricordi. Il resveratrolo avrebbe anche un ruolo chiave nel contrastare l’invecchiamento, processo naturale dovuto all’ossidazione cellulare. Insieme all’alcol aiuta il sistema di difesa a eliminare germi e batteri dannosi.

Pillole di storia
Pare che la vite sia originaria dell’India e che la pratica della vinificazione sia iniziata in Armenia. Nell’Antico Egitto la produzione del vino era pratica consolidata tanto che nel corredo funerario del re Tutankamon c’erano anfore contenenti vino. I Romani lo proponevano abitualmente ai soldati per evitare che si ammalassero. Forse avevano già intuito le sue proprietà battericide confermate dalla scienza. Infatti, l’alcol contenuto nel vino modifica e altera la struttura chimica delle proteine e degli enzimi di virus e batteri che, così, non sopravvivono. Con il declino dell’Impero e l’avvento del cristianesimo la viticoltura fu per lo più vietata. Solo i monaci e le comunità ebraiche continuarono a produrlo.

Dosi
Il consumo moderato è descritto in modo diverso in varie ricerche, ma di solito va da due bicchieri per lei, e tre bicchieri per lui. Gli uomini possono berne di più perché il loro sistema ormonale consente una migliore metabolizzazione dell’alcol. Viceversa le donne a causa degli estrogeni e del progesterone lo digeriscono più lentamente. In realtà, secondo uno studio dell’università di Modena-Reggio-Emilia non esiste una dose valida per tutti, ciascuno deve valutare le proprie personali reazioni e regolarsi di conseguenza tenendo presente che se un uomo e una donna della stessa taglia bevono la medesima quantità di vino, lei sperimenterà un più altro livello di alcol nel sangue per un periodo di tempo più lungo.

Meno perdite cognitive
Uno studio del paesi bassi ha monitorato persone di età compresa fra i quaranta e i settanta anni nel corso di cinque anni. Chi beveva due o tre bicchieri di rosso al giorno mostrava meno perdite cognitive di chi si asteneva. Uno studio simile si è svolto in Francia: le donne che consumavano uno o due bicchieri di vino al giorno e gli uomini che ne bevevano tre manifestavano maggiori capacità di ricordare gli eventi passati, di mettere in relazione le informazione e di elaborarle creativamente.

Aiuta a superare ansia e depressione
Uno studio effettuato sui residenti di New York over 65 che bevono abitualmente vino ha rilevato che i consumatori abituali sono meno soggetti ad ansia e depressione di chi è astemio. Ciò non è dovuto solo al fatto che i bevitori intrattengono amicizie più strette, ma anche all’attivazione dei circuiti della dopamina, molecola del piacere, stimolata dall’alcol. In corrette dosi il vino rosso, non più di due bicchieri, ha un effetto rilassante che favorisce l’addormentamento e predispone al riposo. Importante però eliminare i fattori di stress: dedicarsi ad attività che agitano o lavorare al pc.

 

 

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Il vino e noi

vino 2015 350 260 minDr. Antonio Colasanti - Siamo nel periodo della vendemmia, dai bei grappoli d'uva con dovizia millenaria uscira il buon vino.

Domanda ma fa veramente bene il vino?
Ci ricorda un detto popolare del 16° secolo: "il vino e il buon latte dell autunno, sappiamo che il vino sta all'anziano quanto il latte sta al bambino", ma anche la medicina ufficiale ci ricorda che il vino ha una funzione utile e benefica nell età avanzata e nelle malattie ad esse collegate.
L'apporto calorico di rapida utilizzazione, la stimolazione dell'appetito, l'azione eupeptica, la vasodilatazione periferica, l'azione sugli apparati respiratorio e cardiocircolatorio, l'effetto tonico e sedativo, non sono che alcuni degli effetti positivi del vino nell eta adulta.
A questi vanno sommati altri effetti di tipo psicologico, imortanti nell'anziano, quali la vivacizzazione dell'intelligenza, il miglioramento dell'umore, l'aumento della vitalità e della socievolezza, come il ritrovarsi in compagnia e scambiare quattro chiacchiere con gli amici davanti ad un bicchiere di vino o il sorseggiare un buon vino con la propria compagna o leggendo un bel libro tutti esempi che portano al buon funzionamento della mente ed uno stato di alcalosi tissutale che ci rende lontano dagli stati infiammatori pericolosi per malattie autoimmuni degenerative e cancerogene.

Composizione del vino. Dal vino possiamo isolare circa 400 componenti: l'acqua che ne rappresenta l'85 per cento, enzimi e sali minerali. La composizione varia a seconda il grado di maturazione, invecchiamento, modalita di preparazione, luogo di provenienza. Il vino contiene polifenoli, tannino, vitamine, oligoelementi, tutti contenuti in soluzione idroalcolica che estrae i principi attivi quando si mette a macerare e poi i fermenti che si formano durante la lievitazione.

Quanto vino bere?
Dosi moderate al di sotto di 55 grammi di alcool che corrispondono grosso modo per un adulto maschio di 70 kg a circa mezzo litro al giorno, poco meno per la donna e nulla per i bambini, diviso ai pasti principali.

Un po' di storia
Nell'antichità il vino veniva usato per la cura delle piaghe.
Ippocrate, 460 a.c medico greco considerato padre della medicina, consigliava i seguenti metodi: lavaggio con vino caldo, applicazione sulla ferita di una spugna imbevuta di olio e vino, telo di lino con olio e vino. La lana imbevuta di vino caldo venne usata per le cure delle piaghe nelle campagne napoleoniche e durante la guerra '15-'18.

Altro uso sono gli enoliti, cioè vino con aggiunta di erbe: si prepara dal vino messo in macerazione per 30 gioni con le erbe seguenti.
Vino per asma: ginepro-issopo; vino per bronchite: eucalipto-enula-pervinca; per raffreddore: cannella-chiodi di garofano-scorza arancia; per la febbre dell' influenza: salvia; per l'appetito: angelica-genziana; per la digestione: assenzio-genziana; per alitosi: anice-cardamomo; per acidità: sambuco-malva-aloe; pertorcicollo: nespola-aglio: per la vista mirtillo-prugnolo.

Quindi? Si al vino e prosit

Geoterapia

geoterapia 350 260 minDr. Antonio Colasanti - Se la terra è la madre da cui veniamo, di cui siam fatti, cui torneremo; attribuirle virtu terapeutiche sembra inevitabile.

La medicina magica del 500 conosceva cure mediante la terra usata o per via orale-geofagia o infossando il malato in buche scavate nella terra fresca. Tuttora nelle Nuove Ebridi la medicina popolare cura, infossandoli, i malati di tetano, e nel Madagascar si interra fino al collo l'idrofobo per una giornata intera sorvegliandolo e nutrendolo. Gli antichi romani mescolavano alla farina di frumento una terra bianca delle colline presso Napoli di cui vantavano l proprieta curative.

Anche la medicina moderna riconosce i pregi della geoterapia, specie nella forma dell'ingestione di terra.
La terra è un potente dinamogeno che ristabilisce l'equilibrio risvegliando l'attivita delle ghiandole deficitarie.
Ostacola e distrugge le culture microbiche, aumentando l'attivita del fermento diastatico delle cellule - ha grandi capacita di assorbimento. L'argilla ad esempio riesce ad assorbire elevate quantita di sostanze tossiche grazie alle dimensioni minime delle particelle che la compongono le quali posseggono alta tensione superficiale.

In passato l'abbate Kneipp curava il cancro con l'argilla in base alla teoria che con essa toglieva lo stato infiammatorio assorbendo e purificando i tessuti e dimostrò tale cura ideale per pleurite, appendicite, calcoli, vermi e ulcere.

La "geopatia" moderna è appannaggio di Adolf Jast. Nella prima metà del 1900 è autore di un libro dal titolo "Die erde als heilmittel" (la terra come medicinale). La sua teoria parte dal presupposto che ogni malattia indebolisce la forza vitale mentre la terra agisce come disintossicante e rinvigorente di base ridando cosi al malato la capacita di autocombattere il singolo male che lo afflige.

Il meccanismo d'azione della terra secondo l'ipotesi di Jung è che in essa operi sopratutto il metallo radiattivo "radio" ed in effetti l'argilla è ricca di tale elemento. Jung sostiene che una volta ingerita l'argilla si diriga verso l'organo ammalato; lo farebbe perchè ricca di principi vitali quindi va nell organo che ne è privo per la stessa attrazione dei poli nel campo elettromagnetico.
L'argilla è una forza inteliggente, ostacola la proliferazione microbica delle tossine e dei parassiti favorendo la ricostruzione cellulare.

Le terre curative cui si riconoscono maggiori virtù sono oltre l'argilla, il gesso, quelle spesso mangiucchiate dagli animali ed in genere le terre "a solazio", quelle gettate dalle talpe o altri animali quindi arricchite dal sole e dall'animale, le terre vulcaniche ricche di onde elettromagnetiche le terre solforose dove predomina lo zolfo. Tutte queste terre contengono calce e ferro. La calce e un alcalinizzante, il ferro trasforma l'idrogeno solforato tossico in innocuo solfuro di ferro. Quindi e buona abitudine assaggiare un po di terra dei boschi lontano da fonti di inquinamento seguita da un sorso di acqua pura di fonte.

 

 

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