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Antonio Colasanti

Antonio Colasanti

dr A Colasanti 350quDottor Antonio Colasanti, medico-farmacista specializzato in fitoterapia, omeopatia, consulente della rivista: “Piu Sani Piu Belli”.

 

Per chi volesse approfondire argomenti trattati può prendere contatto con il dottor Colasanti ai seguenti recapiti:


Email:


Tel. 347102038

URL del sito web:

Lo stetoscopio nacque grazie alla pudicizia. Si racconta

Stetoscopio 1900 mindel Dr. Antonio Colasanti - Il Dr. Renato Teofilo Giacinto Laennec narra che nel 1816 fu chiamato a visitare una giovane signorina che presentava sintomi di cardiopatia e, visitandola, l'applicazione delle mani e la percussione fornivano risultati incerti, data la grandezza notevole del seno.

L'età ed il sesso della malata gli vietava di ricorrere all'ascoltazione diretta con l'orecchio poggiato sul seno. Laennoc arrotolò allora un foglio di carta piggiandone un capo sul seno e l'altro infilandolo nel suo orecchio. Fu sorpreso quando senti i rumori cardiaci di piu nitida risonanza di quanto non avesse mai percepito.

Il rotolo cartaceo si trasformò ben presto in un cilidro di legno e successivamente nel moderno stetoscopio (strumento utilizzato per l’auscultazione del torace).
Si potra oggi discutere sulla strana riservatezza che vietava a Laennoc d'accostare l'orecchio sul seno opulento della giovane cliente su cui erano pure trascorse le carezze palpatorie delle sensibili mani, ma resterà sempre provato come la medicina moderna rimanga debitrice di preziose scoperte all'originale impulso d'un animo gentile dotato d'un garbato pudore.

 

 

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Le mille virtù dell’aloe

 aloe vera 350 260 mindi Antonio Colasanti* - L’aloe è considerata una pianta straordinaria, dalle molteplici proprietà benefiche per l’organismo già dall’antichità.

Basti pensare che gli antichi egizi avevano l’usanza di piantarla all’ingresso di casa per assicurarsi lunga vita e felicità. Si narra, anche, che Cleopatra la utilizzasse, in abbinamento ai celebri bagni di latte, come prodigioso rimedio di bellezza. Mentre il conquistatore Alessandro Magno, quando approdò sull’isola di Socotra, nell’oceano Indiano, trovò un’estesa piantagione di aloe. Il prezioso gel all’interno delle lunghe foglie fu utilizzato per medicare le ferite dei suoi soldati. Ma questi sono solo alcuni dei numerosissimi cenni storici. Oggi, più di prima, sappiamo che l’aloe ha numerose virtù, tanto che è stata fonte di diversi studi scientifici.

In natura esistono ben 200 specie di aloe, che crescono perlopiù in Africa, in America tropicale, ma anche in Europa. Si tratta di una pianta tropicale e sub tropicale, nota anche come xerofite, perché ha la capacità di sopravvivere in periodi di lunga siccità, evitando la perdita di acqua. Pur esistendo varie tipologie, la pianta più utilizzata e comune anche nel nostro paese è l’Aloe vera, che si usa sotto forma di gel (contenuto nella parte centrale della foglia) o succo (he deriva dalla foglia intera). Il gel viene utilizzato puro o in numerosi prodotti cosmetici per la pelle perché è dimostrata la sua potente azione lenitiva. Tanto che è un rimedio efficace in numerosi disturbi della pelle, anche come doposole per mitigare gli effetti dannosi delle scottature da eccessiva esposizione o per contrastare rossori ed eritemi. Il succo viene utilizzato soprattutto come depurante naturale dell’organismo, in particolare del tratto gastrointestinale. In questa pianta sono stati trovati 160 componenti, che agiscono in sinergia apportando tutta una serie di effetti benefici.

Vitamine e sali minerali

È una pianta ricca di vitamine e sali minerali: in essa troviamo buone fonti di calcio, utile per la salute di denti e ossa e per contrastare l’osteoporosi. Poi c’è il cromo, importante per un buon funzionamento del metabolismo. E ancora il fosforo, alleato delle ossa e costituente delle membrane cellulari. Contiene magnesio e potassio: il primo è importante anche per la produzione di energia cellulare. Mentre il potassio è uno dei più importanti minerali, chiamato anche il minerale del cuore, perché è fondamentale per le funzioni cardiache. Infine, troviamo anche rame, selenio, zinco, così come le vitamine (betacarotene, vitamine del gruppo B, vitamina C). Tutto questo mix di sostanze hanno un effetto antiossidante sull’organismo, quindi contribuiscono a combattere i radicali liberi e a contrastare i processi di invecchiamento.

Altri effetti benefici

· Ha proprietà antibatteriche e antimicrobica naturale e può essere utile per la pulizia di bocca e gengive, per favorire la guarigione di afte e altre piccole lesioni delle mucose.

· Il succo bevuto regolarmente, secondo le dosi indicate, può aiutare a rinforzare le difese dell’organismo.

· Ha un effetto depurante, quindi l’aloe assunta sotto forma di succo, contribuisce a eliminare le tossine dannose per l’organismo e a favorire un benessere intestinale e migliorare la digestione.

· Nei periodi di maggiore stress fisico, come anche il cambio di stagione, l’aloe può aiutare a migliorare le proprie energie.

· L’aloe è anche considerata un antinfiammatorio naturale e può essere di aiuto come calmante dei tessuti infiammati.

*farmacista, esperto in naturopatia e fitoterapia

 

 

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Il piacere delle carni con moderazione, molta moderazione

carne di manzo 350 minDr. Antonio Colasanti - Lo conferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità: bisogna limitare l’uso di carne. La presenza di grassi saturi e di colesterolo può creare problemi al sistema circolatorio. Non solo. La carne rossa contiene molto ferro eme, elemento ossidante che favorisce la sintesi delle nitrosamine che se in notevoli quantità possono avere effetti cancerogeni. Il punto non è quello di eliminarla dalla nostra dieta, ma di consumarla in dosi equilibrate. Sì a un consumo settimanale fino a due-tre volte (una per la carne bianca, una per la rossa ed eventualmente una per quella di maiale), ma non di più. Per i bambini sono ok porzioni di cento grammi, per le donne di centocinquanta grammi grammi, per gli uomini duecentocinquanta. Dopo i quarantacinque anni sarebbe opportuno dimezzare queste dosi per evitare ipertensione, gotta, malattie provocate da alimenti ricchi di purine, come appunto la carne.

Carne e problemi cardiovascolari

Mangiare quasi quotidianamente bistecche o simili specie se di carne rossa e lavorata può far aumentare del sessanta per cento il rischio di malattie cardiovascolari, vedi ictus. La causa potrebbe essere legata, secondo uno studio pubblicato sul Journal of Nutrition, non solo all’assunzione di ferro eme che mette in moto processi infiammatori anche ai vasi sanguigni, ma anche quello dei grassi. Ci sono alcuni tipi di carne, come quelle di maiale e degli animali da cortile, che contenendo più grassi insaturi che saturi aiutano a controllare il colesterolo e ne impediscono il deposito sulle arterie. In particolare, la carne di maiale contiene uno scarso quantitativo di collagene (una sostanza che serve a tenere uniti i muscoli tra loro ed è difficile da digerire) e per questo è più leggera. Ma ci sono altre carni, come le rosse, ricche di grassi saturi che possono provocare impennate del colesterolo e quindi problemi alla circolazione. In più non da trascurare la questione condimenti: spesso si aggiungono grandi quantità di grasso, decisamente dannose. Infine, sta esplodendo la moda del barbecue: è a rischio perché la carne può impregnarsi di fumi potenzialmente cancerogeni.

Carne secondo le età

Nell’adolescenza la carne è indispensabile perché l’apporto proteico di bistecche & C fornisce alle cellule amminoacidi essenziali per i tessuti in crescita. E tale apporto non può esser rappresentato solo dalle proteine contenute nel latte, nelle uova, nei formaggi, nel pesce. L’apporto proteico fornito da cereali e legumi non è sufficiente: questi vegetali non contengono le proteine nobili quelle a elevato valore biologico perché presentano una maggiore quantità di amminoacidi essenziali, assolutamente necessari per un’alimentazione equilibrata e completa. Dopo i quarant’anni e soprattutto nel periodo post cinquanta arrosti e filetto sono da considerare alimenti “di lusso” perché attivano la funzionalità tiroidea e l’attività del sistema simpatico, quello che regola le attività degli organi. Ciò può causare super eccitabilità nervosa e del cuore, una maggior produzione di acido urico nei reni e un aumento della pressione arteriosa. Il consiglio è quello a quest’età di mangiare la carne non più di due volte a settimana e di sostituirla con le proteine vegetali contenute nei legumi.

Regole per il consumo

1. Attenzione all’igiene del barbecue: la griglia è una delle maggiori cause di problemi digestivi perché spesso rimane sul tagliere a lungo, a temperatura ambiente, senza protezione. Inoltre, spesso viene cucinata male in modo non omogeneo e all’interno, se non è ben cotta, presenta un’alta carica batterica.

2. Mai lasciare carne cotta a temperatura ambiente: fra i 4 e i 60 gradi si replicano i batteri che causano tossinfezioni alimentari. Quella fresca va riposta subito in frigo, meglio se confezionata sottovuoto.

3. Controllare etichette e date di scadenza. Adesso va riposta durante il tragitto dal super mercato a casa in una borsa frigo per evitare il deterioramento.

 

 

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Contro l'orzaiolo massima igiene delle palpebre

Orzaiolo indicazioni 350 260 minDr. Antonio Colasanti - Gli occhi sono una parte del viso estremamente delicata. Talvolta essi e ciò che li proteggono possono essere oggetto di infezioni che seppure poco dolorose risultano estremamente fastidiose.

Una di queste e l'orzaiolo, fastidiosa ed antiestetica infezione palpebrale che si presenta come una sorta di foruncolo. nello specifico l'orzaiolo è una infiammazione acuta che colpisce una o piu ghiandole sebacee delle palpebre collocate alla radice delle ciglia.
Le palpebre contengono diversi tipi di ghiandole. Quelle di Meibomio (tedesco Heinrich Meibom) a secrezione sebacea. Quelle di Zeis (tedesco Eduard Zeis), sebacee in rapporto con i follicoli piliferi; quelle ciliari di Moll (olandese Jacob Anton Moll) sudoripare collocate nei follicoli delle ciglia.
L'orzaiolo si presenta come un ascesso localizzato a livello del margine palpebrale dovuto ad un ostruzione di una delle ghiandole sopracitate che producono sebo alla base delle ciglia. L'ostruzione del suo condotto di scarico con successiva suppurazione crea l'orzaiolo dove l'agente eziologico è nella maggior parte dei casi lo stafilococco.

Quando il batterio colpisce direttamente il follicolo e quindi la prima ghiandola di Zeiss si verifica un piccolo e superficiale ascesso e si parla di orzaiolo esterno; in questo caso si sviluppa un gonfiore lungo il bordo della palpebra che puo evolvere in foruncolo pieno di pus.
L'infezione da stafilococco di solito si contrae quando vengono toccati occhi e palpebre con le mani, infatti le dita sono veicoli di germi e a contatto con la pelle di quelle zone possono provocare un processo infiammatorio e quindi la formazione dell orzaiolo, non solo, ma tra le altre cause che possono provocare questo problema si ricorda la condivisione di asciugamani o di cosmetici, l'incuranza nel trattamento di congiuntiviti, ma anche la predisposizioni a infiammazioni oculari e a blefarite.
L'orzaiolo interno, chiamato calazio si verifica in seguito ad ostruzione o infezione di una ghiandola di Meibomio, determina una tumefazione della palpebra con processo cronico, rigonfiamento, bruciore, dolore, arrossamento, lacrimazione, con sensazione di corpo estraneo. L'infezione dura solitamente alcuni giorni con riassorbimento rapido e indolore.

La migliore arma di prevenzione è l'igiene palpebrale. Una corretta pulizia delle palpebre, delle ciglia, del contorno occhi aiuta a prevenire il disturbo.

Una serie di prodotti naturali possono accellerare la guarigione. Impacchi tiepidi di acqua borica, camomilla e malva riducono l'infiammazione e sgonfiano il foruncolo. La detersione deve essere delicata e seguire il verso delle ciglie per favorire il drenaggio delle ghiandole ed evitare che le ciglia cadano all interno dell occhio.
Un'altra pianta che riduce linfiammazione ed accellera la guarigione è la Bardana (Arctium lappa). Le sue radici e le foglie contengono sostanze dotate di attività antibatterica contro lo stafilococco.
Per questo i prodotti a base di bardana trovano applicazioni nei lavaggi delle affezioni cutanee e possono essere impiegati localmente per contrastare i problemi legati alla pelle.

Canapa indiana: utilizzi terapeutici e quelli dannosi

Carabinieri sequestrano canapa indiana mindel Dr. Antonio Colasanti - Oggi si fa tanto parlare della canapa indiana e dei suoi utilizzi terapeutici. Da piu parti si chiede la liberalizzazione perciò facciamo il punto.
La canapa è una pianta originaria dell'Asia appartenente alla famiglia delle cannabacee. Esiste una sola specie di canapa, ma le sue caratteristiche morfologiche si modificano facilmente in rapporto al clima dove viene coltivata, per cui se ne distinguono diverse varietà.
Da una di queste varietà la "cannabis indica", coltivata in indonesia ora e nord africa si estraggono i prodotti utilizzati dai tossicomani.

Le parti utilizzate da tempi antichissimi sono due.
La resina che assume denominazioni diverse socondo i paesi. Charas in Asia, haschish in medio oriente, Chira in nord africa. La canapa, fiori e foglie, raccolta disseccata e triturata e mescolata con tabacco prende il nome di marihuana.
Un uso endemico di questa droga è tradizionale in India ed in tutti i paesi mussulmani. Negli ultimi decenni il suo consumo si e diffuso in Usa ed in Europa.
I principi attivi della canapa sono gli isomeri e gli omologhi del tetraidrocannabbinolo, ma l'effetto inebriante della canapa deriva dall'azione di tutti i suoi principali componenti.
La canapa produce varie fasi di ebbrezza che possono essere cosi riassunte:
1 - una fase di eccitazione euforica che si avverte dopo 2 ore dalla somministrazione e che consiste in una sensazione da PARTE DEL PAZIENTE di un benessere fisico, di un allegria non ben definibile. Si conservano intatte le facolta mentali anche se le azioni sfuggono al controllo della volontà.
2 - secondo stadio dove si assiste ad una fase di esaltazione sensoriale affettiva per cui il soggetto vive in un mondo meraviglioso e fantastico a questo stadio fa seguito una fase estetica che consiste in una beatitudine tranquilla e ricca di visioni fantastiche. Dopo questo stadio estetico il "viaggio" si conclude con il sonno. A differenza dell'oppio la canapa non causa dipendenza fisica mentre per quella psichica ci sono molti rischi.

Questa tossicomania va controllata per la crescente diffusione giovanile e per l'apatia ed il disinteresse per tutto cio che circonda e per il decadimento fisico che comporta.
A livello terapeutico bisogna ricordare che il nostro organismo produce cannabinoidi in maniera naturale, ma alcuni fattori tra cui lo stress possono inibire una carenza di endocannabinoidi portando ad uno squilibrio di bilanciamento fisiologico. I cannabinoidi sono molecole prodotte dal nostro corpo: endocannabinoidi ed in natura fitocannabinoidi i quali servono come chiave per attirare specifici recettori.
I recettori cannabinoidi agiscono come dei piccoli lucchetti che devono essere attivati per stimolare la produzione degli impulsi fisiologici che regolano le varie funzioni.
Un sano sistema endocannabinoide regola: stress, infiammazioni, metabolismo, funzioni immunitarie, memoria, energia vitale, appetito, trasmissioni neuronali, umore, sonno, resistenza al dolore, controllo muscolare, azione antitumorale.
Alla luce di queste recenti ricerche l'uso dei cannabinoidi in terapia va esteso ed ampliato sulle varie patologie ad esso sensibile ed esteso ad altri campi fino ad ora inesplorati.

Anestesia ed evoluzione della chirurgia

anestesia 350 260 minDr. Antonio Colasanti - James Young Simpson (1811-1870) fu il primo ad adoperare il cloroformio per diminuire le sofferenze del parto. Cosi nel suo uso ebbe contrario tutto il clero che in questa circostanza ricordè come nella sacra scrittura si trovasse il pass: "Iddio disse alla donna, dopo il peccato originale, tu partorirai con dolore. Simpson mise fine a questa bambinesca opposizione facendo notare che la prima operazione chirurgica che la storia ricordi, cioe quella della creazione di Eva dalla costola di Adamo, fu compiuta sotto anestesia, infatti le sacre scritture riportano: "...ed il Signore fece cadere Adamo in un sonno profondo.

Pearson nel 1795 parla dei vapori inalati di etere per dare sollievo all'oppressione toracica nei catarri.
Grimelli nei suoi esperimenti sulle rane le pennella con soluzioni di etere.
Jackson inala vapori di etere prodotti da inalazione accidentale di cloro e lo consiglia al suo allievo dentista Morton e lo comunica all'Accademia delle scienze.
La contesa per la scoperta dell'anestesia fini male perché dei quattro presunti scopritori, due medici e due dentisti, Long mori nell oscurità,
Wells si suicidò in prigione, Morton mori povero, Jeckson impressionato per aver veduto la sua scoperta sfruttata da altri, impazzìe finì i suoi giorni in una casa di salute.

Comunque fu Morton colui che per primo aveva prodotto uno stato di insensibilita nelle operazioni chirurgiche a mezzo dell'etere nella certezza che questo prodotto poteva essere adoperato senza timore.
Nel 1831 il tedesco Liebig scopre il cloroformio che viene adoperato per la prima volta nella sala parto al posto dell'etere a causa del suo forte e sgradevole odore.

E' in questi anni che nasce la vera chirurgia.
Infatti precedentemente si eseguivano solo interventi velocita di veloce esecuzione degli interventi dal momenti che non si conoscevanoo sostanze capaci di sedare ed anestetizzare.
A questi scopritori va il grazie dell'umanità.

 

 

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La febbre è anche una terapia

febbre e termometro 350 260 minDr. Antonio Colasanti - Piretoterapia. In altre parole -la febbre che guarisce- agirebbe da intermediario cosi come un bel salto in acque gelide può guarire un raffreddore. Nel tempo in cui dominava la patologia umorale, la guarigione del fatto morboso era subordinata all’eliminazione della materia peccans cioè all’allontanamento dall’organismo dei materiali considerati dannosi. Uno dei mezzi per raggiungere questo fine era ritenuto il rialzo termico.

Già Ippocrate aveva notato le virtù terapeutiche degli accessi febbrili della quartana* sull’epilessia e su altre manifestazioni morbose. Celso riferisce che nel 100 a.C. si sia servito di sostanze atte a provocare la febbre per guarire diverse malattie. Anche Galeno riconobbe l’utilità della febbre quartana contro l’epilessia, ma anche nella melanconia e malattie dermatologiche. La febbre di Ippocrate è la stessa febbre che prende voi e me.

Trascurato nel medioevo il problema della febbre viene ripreso nel 1700 da Syderham. Luigi XI affetto da epilessia invocava la febbre quartana perché i medici curanti gli avevano assicurato che solo dopo un attacco di malaria sarebbe riuscito a liberarsi dalle convulsioni. Nel passato per ottenere un rialzo termico si ricorreva alla produzione artificiale di estese suppurazioni.
Storicamente è una scoperta italiana nel 1876. L’italiano Antigono Raggi non praticava ad arte nessuna cura antimalarica nei pazzi colpiti da tale infezione perché aveva osservato che in conseguenza degli stati febbrili miglioravano le malattie mentali fatto che non succedeva se si curavano con il chinino.

E’ però bizzarro che la febbre considerata sempre come indice di malattia debba venir messa alla pari con pillole e polverine farmaceutiche. Il concetto della febbre curativa può sembrare un paradosso se si considera l’aumento di temperatura unicamente come sintomo di malattia, se invece ricordiamo che la febbre rappresenta la reazione dell’organismo alla malattia stessa e come tale è un mezzo di difesa dell’organismo nella lotta contro le malattie.
Cosi e stata chiamata piretoterapia ogni modalità con la quale si tenta di ottenere un rialzo termico del corpo allo scopo di influenzare uno stato patologico in atto.

I metodi per provocare ipertermia artificiale si distinguono in due gruppi
1 - produzione esterna del calore mediante mezzi fisici
2 - elevazione della temperatura interna del corpo
Questi risultati si possono ottenere in svariati modi:
- iniezioni di malattie febbrili come malaria e febbre ricorrente, iniezione di germi attenuati sospensioni batteriche, autolisati di germi, iniezioni di peptone o latte, insomma non c’è che l’imbarazzo della scelta;
- si possono impiegare iniezioni di sostanze chimiche semplici come lo zolfo oppure agenti fisici come la diadermia, le onde corte;
Le più importanti reazioni all’ipertermia sono a carico dell’apparato circolatorio e respiratorio. Il rialzo termico modifica la pressione arteriosa, aumenta la percentuale di leucociti e delle globuline aumenta il metabolismo basale
In particolare, il rialzo termico induce una stimolazione del sistema immunitario con importanti vantaggi nel campo infettivo, ma ne beneficia tutto l’organismo, anche il trattamento di malattie degenerative dove è compromesso il sistema immunitario.

Quindi attenzione a combattere la febbre a tutti i costi con antipiretici di sintesi in quanto andiamo a bloccare dei sistemi di difesa naturali che il più delle volte portano ad autoguarigione.
Vis medicatrix nature**, diceva Ippocrate.

 

*La febbre quartana è una forma atipica di febbre intermittente che si verifica ogni quattro giorni.

**«forza guaritrice della natura», anche conosciuto come il principio della natura medica. è una traduzione latina del greco νονσων φνσεις ιητροι, attribuito a Ippocrate. L'espressione riassume uno dei principi guida della medicina ippocratica secondo cui gli organismi contengono “poteri innati di auto-guarigione”.

 

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Cervello e attività cerebrale

encefalo laterale 350 260 mindel Dr. Antonio Colasanti - Nel 1924 muore, all'età di 81 anni, il notissimo scrittore Anatole France, accademico di Francia vincitore del Nobel per la letteratura nell'anno 1921.
Gli anatomisti eseguono l'autopsia ed indagano sulla morfologia e peso del cervello. Lo studio del cervello del grande scrittore rappresentò una sorpresa, perché esso risulto di peso inferiore alla media e cioe di 1017 grammi.

Come è noto la media del peso dell encefalo dell'uomo normale supera i 1110 grammi, ma oscilla notevolmente e varia nei due sessi con il volume del corpo, con la statura nelle diverse razze, con la forma del cranio, con lo stato di salute, con l'età e con lo sviluppo intellettuale.

Differenze di peso tra uomo e donna. Il celebre dott. Chiarugi dava uomo 1403, donna 1229, curioso. Ma il dato piu importante è quello che riguarda il rapporto tra peso e sviluppo intellettuale nelle varie categorie sociali. Cosi si trovò che il peso dell encefalo nei lavoratori di fatica senza professione risulta inferiore a quello di negozianti, musici, fotografi, mentre risulta maggiore il peso di qello dei professionisti. Negli uomini eccellenti sono stati trovati cervelli pesanti: risultati eccezionalmente pesanti quelli di Cromwel, uomo di stato e Turgeniew poeta e romanziere 2000 e 2009 grammi; Byron poeta 1807 grammi; Siemens fisico 1900 grammi, Alessandro Volta fisico 1700 grammi. Analogamente pesanti i cervelli di Guillaume Dupuytren chirurgo, Schubert musicista, Liebig chimico ed Ugo Foscolo poeta.

Però lo studio ponderale dell encefalo ha dimostrato che il peso massimo dell encefalo di uomini di grande cultura è uguale al peso del cervello di uomini comuni. Studi successivi misero in rilievo la profondita delle scissure e quella dei solchi paragonando l'encefalo ad un orologio la cui funzione è legata e dipendente dalla perfezione del meccanismo e del materiale costruttivo.
Il cervello di anatole france era paragonabile ad un orologio Leroy, ad un opera cioè, di quella fabbrica francese di orologi di cui è nota la perfezione. E' evidente però che l'elegante paragone giunge alla conclusione che il rapporto tra peso e funzione cerebrale, ammesso che il rapporto esista, rimane senza soluzione.

Oggi si ammette che il grado intellettivo non sia tanto in rapporto con il peso della massa cerebrale tanto quante il numero delle circonvoluzioni cerebrali che sviluppano il grado intellettivo.

 

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Vecchie ricerche per nuove speranze

Crioterapia estetica 350 260 minDr. Antonio Colasanti - I dottori Smith e Fay hanno comunicato ad un congresso sul cancro tenutosi a Saint Luis, Stati Uniti, un lavoro sul trattamento del cancro per mezzo della refrigerazione dell organismo.
I medici sono partiti dalla nozione che la vita delle cellule neoplastiche è incompatibile con una temperatura bassa alla quale invece resistono le cellule normali. Essi si sono proposti di abbassare la temperatura dei cancerosi al grado predetto nella speranza di distruggere il tumore. Sono riusciti a portare la temperatura a 31.5 gradi.

A tale scopo è bastato usare acqua ghiacciata applicata sul corpo in compresse o in borse. Occorre tenere la temperatura per 5 giorni rinnovando le applicazioni.
Le funzioni organiche restano quasi sospese, quelle di reni ed intestino sono inibite, il cuore riposa, il ricambio depresso, si realizza una specie di vita latente paragonabile a quella degli animali ibernati o anche dei semi vegetali che pur non avendo alcun ricambio organico si mantengono atti a germinare.
Gli autori hanno sottoposto al trattamento solo cancerosi terminali inoperabili.

I malati sopportano bene la refrigerazione protratta, restano svegli e sorridenti ed al momento della cessazione della refrigerazione si sentono piu forti.

Lo stato di ibernazione cosi provocato e un fatto realizzabile, ed un trattamento del genere potrebbe convenire non solo per il cancro ma anche per altre malattie. Lagrolet, fisiologo di Bordeaux, aveva già fatto tali tentativi per curare la tubercolosi polmonare con la refrigerazione generale.
Questa terapia è stata largamente applicata nella febbre tifoide, non si era pero mai giunti alla ibernazione.

Queste notizie appaiono sulla rivista "Sapere" edita da Hoepli nel 1938.
Sono passati 80 anni e tali ricerche i sono state abbandonate.
Sarebbe auspicabile un rinnovato impegno su metodiche semplici che potrebbero portare a soluzione con metodi meno invasivi.

 

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Dalle superstizioni alla scienza

erbemedicinali 460 minDr. Antonio Colasanti - Nel 1500 con Paracelso si raggiunge il massimo della creativita terapeutica con la terapia della Signatura Rerorum. Si basava sul simbolismo magico-terapeutico delle diverse erbe officinali ritenute una panacea, più per la loro forma antropomorfa o per il colore, che per la loro effettiva azione curativa.
Ad esempio la "chelidonia" era usata per la cura delle malattie epatiche essendo fornita di un caratteristico succo giallo assai simile alla bile. La "sanguinaria" era efficace per curare le affezioni ematiche perche il suo succo di color rosso ricordava il sangue e cosi via...
La "vinca minor" o "erba delle streghe" pianta dotata di proprieta iperfisiche ben note agli occultisti serviva a preparare un talismano con una preparazione caratteristica.
Un altra erba magica era l' "iperico" detta anche "erba di San Giovanni" o "fuga demonum"W perché veniva usato negli esorcismi e veniva appeso alle porte ed alle finestre per scacciare diavoli e streghe. La piu pericolosa e magica era la "mandragora" - "atropa mandragora" - conosciuta dagli ebrei sotto il nome di "dudain" usata da Annibale per narcotizzare le truppe nemiche.
Glauber, grande alchimista scriveva: "napellus, mandragora cicuta et similes herbae nunquam aut certe rarissime alibi quam in tenebris et obductis locis reperiuntur". Si credeva che quest'erba avesse qualcosa della natura animale e che emettesse lamentevoli grida e, se ciò non bastava, si riteneva che chi strappava la mandragora doveva inesorabilmente morire.
La pianta tutta, a piccole dosi è narcotica stupefacente, a dosi maggiori è tossica e velenosa. La radice faceva parte di un vecchio rimedio narcotico chiamato "requies". La radice possiede anche proprieta antitumorali, in fase di studio; ha inoltre la doppia facolta di sedare ed eccitare secondo la sua essenza bivalente- maschio o femmina.
Erba eccitante ed afrodisiaca era la pianta piu rara e costosa della farmacopea.
Delle sue bacche si servivano le streghe per preparare narcotici e filtri amatori. Pitagora riteneva che le sue radici rendessero invisibili, si riteneva che guarisse malanni, che recasse fortuna, si riteneva inoltre che potesse crescere solo sotto gli alberi degli impiccati. In passato veniva usata per propiziare la fecondità, nelle cefalgie, nell'alienazione, vertigini, insonnie, agitazioni, allucinazioni. Veniva usata prima della scoperta degli anestetici prima di interventi chirurgici per dare un minimo di assopimento. Essendo una solanacea e molto tossica quindi deve essere usata con estrema cautela-
Altre erbe venivano usate contro gli incanti. "Scilla", "ruta", "rosmarino", "verbena".
Chi porta i fiori di "rosmarino" dalla parte del cuore sempre è allegro e da lui fuggono i demoni, diceva un vecchio detto. Inoltre c'è una credenza secondo la quale alcuni rami di rosmarino sotto il letto allontanano i sogni cattivi. La "ruta" il cui fiore si apre a forma di croce veniva usato come amuleto dalle mamme.
Il "samolo" simile alla primula, pianta sacra ai celti, era considerato magico.
La "betonica" disposta nelle stanze in mazzetti metteva l'abitazione al riparo dalla sfortuna e dalle influenze nagative.
L' "aglio" raccolto nella notte di S. Giovanni era un potente talismano contro malefici e malattie. "Mirra", "incenso" e "benzoino" sono resine il cui impiego magico era antichissimo: mettevano in contatto con il mondo dell invisibile e miglioravano i rapporti tra le persone. La "felce" era un altra importante pianta contro le streghe che doveva raccogliersi a San Giovanni.
Altro amuleto protettivo contro il malocchio era l' "artemisia", si riteneva che quest'erba conservata appesa in casa preservasse dai fulmini. inoltre chiamata anche - "cintura di San Giovanni" era cara ai viandanti perche non li faceva stancare. Disposta nelle calzature si credeva che contribuisse ad alleviare la stanchezza.
La "salvia" era portentosa per combattere la febbre, oltre alla facoltà di vincere la tristezza e di dare bellezza, si riteneva inoltre che concorresse a far conservare piu a lungo la vita.
L'erba "carlina" serviva ad impedire l'arrivo delle streghe. Un classico preparato con -"ginestra", "camomilla", "margherita", "melissa" detto acqua odorosa, veniva esposta la notte di S. Giovanni per essere benedetto ed allontantanava gli spiriti malefici-
Queste erano dunque le erbe magighe.
Sono passati 600 anni e la fitoterapia da empirismo è divenuta scienza con prodotti curativi in tutte le branche della medicina e molto spesso i farmaci non sono altro che derivazione delle piante. I Lanoxin curativo per il cuore si estrae dalla digitale. Legalon per il fegato estratto dal "cardo mariano" ma anche piante curative per le neoplasie sono estratti vegetali: vedi i derivati della "vinca minor" o i taxani estratti dal "tasso" o l' "artemisia" annua. La differenza è che i prodotti di sintesi chimica non hanno lo stesso effetto della pianta nella sua interezza perche questa contiene innumerevoli principi attivi che solamente cosi combinati producono gli effetti desiderati.
Vis medicatrix nature: diceva Ippocrate, padre della medicina.

 

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