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Valentino Bettinelli

Valentino Bettinelli

Valentino Bettinelli, nasce a Frosinone il 19/12/1992. Dottore in Scienze politiche. Vive a Ceccano dove ha svolto il servizio civile presso la Biblioteca comunale di questa città.

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La pioggia non ha fermato la Valle del Sacco

valledelsaccoallariscossa 350 mindi Valentino Bettinelli (video) - Dopo una lunga attesa, densa di preparazione per l’evento sulla bonifica della Valle del Sacco, sabato 13 aprile è arrivato. Purtroppo, non senza uno strascico di pioggia battente che ha accompagnato i manifestanti lungo il percorso, che da Piazzale Kambo (stazione ferroviaria) doveva portare il corteo alla Villa Comunale di Frosinone. Le condizioni atmosferiche avverse di ieri nel capoluogo, hanno fatto sì che il cammino venisse accorciato. 16:30 circa quando il gruppo, compatto nonostante la pioggia, ha raggiunto il piazzale antistante il “Parco del Matusa”, accompagnati dalle parole d’ordine di Alberto Valleriani (Retuvasa),
Nel luogo di arrivo della marcia, parola a Roberto Rosso (Retuvasa), Giacomo Felici (Rete degli Studenti Medi) e Luciano Bragaglia (Frosinone Bella e Brutta). A loro il compito di ricordare l’importanza delle azioni di bonifica che andranno ad interessare l’intera area della Valle del Sacco. Bonificare siti e terreni è una partenza che dovrà portare al risanamento delle acque del fiume che, giorno dopo giorno, continuano a trasportare sostanze nocive ed altamente cancerose nei territori dei comuni interessati, da Colleferro a Ceprano.

Un problema diffuso, insomma, che muove le iniziative della cittadinanza attiva dell’intera Valle. Ad aprire la marcia di ieri lo striscione di Roccasecca, comune simbolo del disastro ambientale provocato dalla cattiva gestione del ciclo dei rifiuti nella discarica di Cerreto. Molti altri i comitati presenti, 31 dicono gli organizzatori. Fra gli altri: “Rifiutamoli” di Colleferro, “Cittattiva” di Ceccano, Frosinone Bella e Brutta, Vertenza Frusinate, i movimenti per gli Ospedali di Colleferro ed Anagni, il comitato dei Residenti di Colleferro. Presente la rappresentanza di Vertenza Frusinate, perché anche il tema del lavoro non venga slegato dalla questione della bonifica. Molti inoccupati potrebbero essere, infatti, inseriti nei piani di attuazione dei progetti, avviando una riqualificazione industriale, finalmente pensata su basi di ecosostenibilità.

Il problema dell’inquinamento della Valle del Sacco colpisce tutti i cittadini in maniera costante da decenni ormai. Manifestazioni di civile risentimento come quella di ieri dovrebbero essere il megafono anche per la politica locale. Rappresentanti, però, ancora una volta all’apparenza poco attenti alla questione; presenti alcuni sindaci. Abbiamo notato sotto la pioggia Marco Galli di Ceprano, quello di Pofi Tommaso Ciccone e la sindaca di Pico Ornella Carnevale, questi due con la fascia. Se altri ci sono sfuggiti è colpa del cattivo tempo, ce ne scusiamo. Qualche altro forse non è proprio venuto.

Purtroppo, l’assenza di molti amministratori è un dato costante da rilevare in occasioni come quella della marcia di Frosinone. Forse la pioggia ha spaventato i sindaci e gli eletti in Parlamento. Certamente questo timore non ha placato lo spirito dei tanti manifestanti che hanno portato le loro ragioni lungo la via Aldo Moro del capoluogo. Tante gambe e tante anime differenti, che avrebbero bisogno anche di una guida più chiara e programmatica. Aspettiamo di vedere come il Coordinamento interprovinciale, che ha promosso questa prima iniziativa della Vertenza, riuscirà ad organizzarsi ed organizzare per assicurare un’azione tenace, costante e largamente partecipata nell'elaborazione degli obiettivi e delle iniziative. Tante gambe e tante teste sono indispensabili per andare avanti e raggiungere gi obiettivi avanzati nella Piattaforma di base già presentata.

È fondamentale continuare con azioni di sensibilizzazione e protesta, al fine di mettere pressione anche agli organi che avranno il compito di gestire i primi fondi stanziati per la bonifica.
Il percorso sarà molto lungo e costellato di difficoltà, come la pioggia di ieri, ma lo spirito dei tanti manifestanti dovrà essere una leva necessaria per scardinare l’immobilismo amministrativo e politico dei rappresentanti locali.

 

 

La Valle del Sacco alla riscossa. Video di Ignazio Mazzoli

 

 

 

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L'inquinamento del Sacco ancora in dibattito a Ceccano

unmomentodelconvegno 29mar19 mindi Valentino Bettinelli - L'inquinamento della Valle del Sacco ancora argomento di dibattito in quel di Ceccano. Nel pomeriggio di venerdì 29 marzo, la sala auditorium della biblioteca ha ospitato un convegno organizzato dall’associazione “Famiglia Futura” e dalla “Lega Consumatori”.

I lavori, avviati e moderati dall’Avv. Manuela Maliziola, sono stati seguiti da un pubblico numeroso e particolarmente attento sulla vicenda. Al Presidente del Consiglio Comunale di Ceccano, Marco Corsi, il compito di estendere ai presenti il saluto dell’Amministrazione e di richiamare l’attenzione su un tema che deve essere affrontato “al di fuori di ogni steccato politico, mettendo al centro la salute e il bene dei cittadini e del territorio”.

Primo intervento tecnico quell dell’Ing. Aldo Pierro che, attraverso una serie di slide, ha spiegato come si procede ad una bonifica, dal punto di vista geologico ed ingegneristico. “La Valle del Sacco si trova al centro della Valle Latina, chiusa da due schermi montuosi che incidono molto sulla circolazione dell’aria che, inevitabilmente ristagna nella zona. Il SIN del Sacco interessa 7000 ha di terreni, per lo più inquinati; contaminazione derivante dall’industrializzazione senza criterio di sostenibilità degli anni ‘60-‘70”.

Il Prof. Rudy Gargano, dell’Università di Cassino, ha affrontato il tema della bonifica delle acque: “La fitodepurazione è sistema efficace, ma bisogna evitare di sopravvalutare tale processo. Il problema della risoluzione attraverso le essenze arboree è rappresentato dal radicamento delle stesse.Radici che potrebbero far percolare gli inquinanti verso gli strati più bassi e verso le falde sotterranee*”. Ad avviso del Prof. Gargano “l’unica strada percorribile è quella della collaborazione interdisciplinare, al fine di creare un lavoro fondato su una visione sistemica del problema”.

Il tema dell’incidenza sulla salute pubblica è stato affidato al Dott. Giovanni Magnante (Associazione Medici di famiglia per l’ambiente), il quale ha affrontato il problema del29mqr19 maliziola 350 260 min particolato. “Queste polveri, sottili ed ultra sottili, creano mutazioni geniche nei cromosomi, portando inevitabilmente ad episodi cancerosi. L’inquinamento da metalli pesanti, sostanze velenose e polveri sottili causa anche numerose patologie a livello endocrino e cardiovascolare, specialmente tra i più giovani e nei neonati. I dati di incidenza sulla popolazione della nostra provincia sono doppi rispetto alla media nazionale”.

A chiudere gli interventi dei relatori, le parole del Prof. Roberto Persiani, responsabile della Chirurgia Oncologica mini-invasiva del Policlinico Gemelli. “La malattia è vista come un’ingiustizia. Diventa un'ingiustizia insopportabile quando si manifesta senza presenza di fattori di rischio, ma a causa di una condizione di inquinamento come quella della Valle del Sacco. Noi medici ci sforziamo per migliorare il nostro lavoro, ma contrastare le cause spetta a qualcun’altro”. Il Dott. Persiani ha fatto riferimento anche alla prevenzione: “Il panico e la disperazione investono quotidianamente chi si ammala e chi lo circonda. Il tumore va aggredito anche con la conoscenza, mettendo a disposizione delle persone gli strumenti per non rimandare ad una data che può essere tardiva”.

Dopo il prezioso sguardo scientifico sulla questione Valle del Sacco, spazio al dibattito e alle associazioni. Francesco Notarcola (Cittadinanzattiva) ha puntato il dito contro “una sanità assolutamente deficitaria”, richiamando i cittadini, affinché “diventino protagonisti di questa battaglia per il futuro”.
Anna Maria Tedeschi (Associazione Naturambiente) ha chiesto “un tavolo per la trasparenza, per il rispetto dell’Accordo di Programma per la bonifica del SIN Sacco. I soldi vengano effettivamente usati per i progetti citati nell’accordo”. Continua affermando che “i cittadini di uno Stato di diritto non dovrebbero mai essere costretti a dover scegliere tra lavoro e salute”.

Presente al convegno anche Roberto Rosso (Retuvasa), che ha annunciato “l’apertura di un Vertenza sul tema. Il 13 aprile ci sarà una manifestazione a Frosinone, nella quale trovare unità tra istituzioni, associazioni e società civile. L’area della Valle del Sacco è vittima di un inquinamento ambientale senza precedenti e di una piaga occupazionale dilagante. Bisogna trovare la congiunzione tra SIN e area di crisi complessa. Proprio per questi motivi, la necessità di aprire una vertenza di cittadini che hanno acquisito anche competenze, pronti a cambiare la situazione”.

Elisa Guerriero (Assessore all’ambiente del Comune di Ceprano) ha voluto chiarire delle cose in merito all’Accordo di Programma siglato da Ministero e Regione. “Il SIN Sacco è un’area che, negli anni, ha moltiplicato le sue problematicità. Questo accordo quadro è il risultato di una costante e pressante richiesta di attenzione avanzata dal Coordinamento dei Sindaci. I fondi stanziati rappresentano un punto di partenza e non certamente una fase di arrivo del percorso di bonifica”.

A chiudere gli interventi, il consigliere comunale di Ceccano, Luigi Compagnoni, che ha voluto raccogliere il suo pensiero in “tre parole chiave utili per risolvere insieme il problema: competenza, dati e piano”, esortando anche l’Amministrazione Comunale di Ceccano affinché si arrivi “a pubblicare i dati ambientale nella sezione trasparenza del sito istituzionale del comune”.

Manifestazione partecipata e densa di contenuti tecnici. Approfondimento garantito dalle personalità di spicco invitate da Famiglia Futura e Lega Consumatori. Un ulteriore passo di partecipazione civica ed associativa, affinché si arrivi ad una fattivo sblocco di una situazione che, con il suo decennale stallo, sta portando soltanto ad un costante deperimento dell’intera area della Valle del Sacco. Ora spetta alle Istituzioni il compito di rappresentare le istanze di cittadini esausti, continuamente colpiti dall’inquinamento derivante dalla contaminazione del suolo e dall’avvelenamento delle acque.

 

 

* La seguente frase "Radici che potrebbero far percolare gli inquinanti verso gli strati più bassi e verso le falde sotterranee" è stata rimossa per esplicita richiesta del Prof Rudy Gargano con le seguenti motivazioni che riportiamo integralmente.

«Spett.le Lega Consumatori Frosinone,
la presente per evidenziare l’errata comunicazione che state divulgando, utilizzando, purtroppo, la mia persona. Vi chiedo di rettificare ad horas quanto riportato sul Vs. sito WEB.
Invero, nella comunicazione inerente la conferenza sul degrado ambientale della Valle del Sacco del 29 marzo 2019, cui ho preso parte su cortese invito dall’avv. Maliziola (che legge per CC), sono attribuite alla mia persona –mediante virgolettato- affermazioni assolutamente mai sostenute:
“La fitodepurazione è sistema efficace, ma bisogna evitare di sopravvalutare tale processo. Il problema della risoluzione attraverso le essenze arboree è rappresentato dal radicamento delle stesse. Radici che potrebbero far percolare gli inquinanti verso gli strati più bassi e verso le falde sotterranee”.
La terza frase è assolutamente forviante e priva di alcun significato fisico. Infatti, le motivazioni addotte dallo scrivente nel succitato convegno erano del seguente tenore:
Solitamente le tecniche di fitodepurazione non possono da sole essere risolutive del problema della contaminazione dei suoli da lindano e metalli pesanti, poiché la capacità di intercettazione dei contaminanti da parte dell’apparato radicale dell’essenza erbacea a tal fine impiegate si limita agli strati di terreno più superficiali.
Purtroppo, a seguito del percolato lo spessore del terreno coinvolto dal processo di contaminazione è ben maggiore, al punto di poter interessare –ahimè- anche la falda. Questo comporta che le tecniche di phytoremediation devono essere coadiuvate da processi di bonifica più radicali, capaci di interessare gli strati di terreno più profondi. Un efficace esempio a tal riguardo è il soil flushing.
È evidente, pertanto, che il mio messaggio tecnico al convegno in epigrafe era di tutt’altra natura rispetto al Vs. comunicato, e mi duole constatare che la medesima errata dichiarazione è stata ripresa da alcuni quotidiani locali (e.g. L’Inchiesta del 2 aprile 2019) producendo sull’argomento disinformazione.
Resto in attesa di un Vs. pronta rettifica.
Con i migliori saluti
Rudy Gargano»

Leggendo questa richiesta è bene precisare che in essa si legge che è rivolta alla Lega Consumatori di Frosinone e ad un non precisato sito, quindi non riguarda né la carta stampata e se si vuole manco noi, visto che UNOeTRE.it non è il sito della Lega Consumatori di Frosinone come invece è sostenuto nell'email inviata dal professore.
Questo, va scritto, perché se è sempre giusto essere precisi ciò vale per chiunque, senza eccezioni.

_________________________________________

pagina aggiornata il 3 aprile 2019

 

 

 

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Essere cittadini italiani

scuolabus bruciato 400 mindi Valentino Bettinelli - Rahmi, Adam, Riccardo, un pullman, la ferocia razzista di un autista, il terrore, la distensione dopo la paura di morire a 12 anni.
Basterebbe questo per descrivere le sensazioni di cinquantuno ragazzi che hanno vissuto l’ora più brutta della loro ancora giovane esistenza. Eppure siamo in Italia, quel Paese dove ogni fatto di cronaca deve obbligatoriamente essere oggetto di sciacallaggio politico. Non era sufficiente il sequestro dei cellulari. Non erano sufficienti le mani legate. Non era sufficiente il gasolio pronto a bruciare nell’autobus, con loro dentro.
No, tutto questo non era sufficiente per chi oggi dice: “se Rahmi vuole la cittadinanza anche per i suoi amici si faccia eleggere in Parlamento e provi a cambiare la legge”.
Signor ministro Salvini, l’accanimento con tono di scherno contro un bambino, contro la sua dignità, è la cartina tornasole del suo .... spessore politico e morale.

Oggi la sicurezza dell’Italia è nelle mani di persone come Matteo Salvini, ministro degli Interni di un governo sempre più votato alla riscoperta dei valori del medioevo più buio. Il coraggio e la lucidità mostrata da quei ragazzi, però, è la forza che ognuno di noi dovrebbe avere per far sì che la ruota della storia torni a girare in direzione del futuro. Quella chiamata ai carabinieri, accorata ma mai sguaiata, educata nei modi e corretta nella forma, è il simbolo di un’Italia che c’è e va difesa. È l’Italia di ragazzi, poco più che bambini, immersi in una realtà che mai avrebbero pensato di vivere. Eppure loro erano lì e non hanno sbagliato nulla; ogni mossa è stata pensata e realizzata con estrema freddezza, quella che non ci si aspetta da dei tredicenni.

Qualche esponente di spicco del governo, evidentemente illuminato dalla luce delle stelle, ha pensato di avanzare la richiesta di assegnazione di un qualcosa che ha il sapore della decorazione per merito: la cittadinanza per comportamento eroico. Fa da contraltare, ancora una volta, il pensiero di Salvini che tentenna, non si esprime e poi deride, sbeffeggia, fa il bullo.
Ebbene, cari Conte, Di Maio, Salvini, e compagnia, la cittadinanza non è un premio, una medaglia, un decoro speciale da concedere. La cittadinanza è un diritto per chi nasce in Italia, cresce e si forma nel nostro Paese, studia la nostra storia, parla in modo impeccabile la nostra lingua (da notare, nelle telefonate, un uso perfetto del congiuntivo, spesso sconosciuto per molti Italiani “per antonomasia”), vive le nostre tradizioni e si rivolge alle nostre autorità e alle nostre forze dell’ordine. Il senso di responsabilità di quei ragazzini ne delinea i tratti di cittadini puri, attivi, pronti a difendere la piccola comunità di quel pullman, che da San Donato Milanese rischiava di portarli verso la morte.

Secondo Salvini dovremmo raccontare la storia, come se fosse una barzelletta che non fa ridere, di un Italiano, un Algerino e un Marocchino. E invece bisogna raccontare la storia di tre italiani. Tre giovani cuori che, a soli tredici anni, hanno mostrato al Paese intero più valori Costituzionali dei tanti presunti politici italiani. Cosa e chi è più italiano di chi si comporta in questo modo d’altronde?
È necessario che la sinistra, se davvero vuol definirsi tale, torni a lottare in nome dello IUS SOLI, diritto fondamentale che un Paese democratico deve garantire ai cittadini.
Rahmi, Adam e Riccardo. Ripartire da loro, dalla loro ostinazione, dalla loro resistenza. Proprio come i Padri della nostra Repubblica. In nome dei diritti, in nome della democrazia. In nome dei tre giovani italiani per diritto. Certamente non in suo nome, caro ministro Salvini.

 

 

 

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Basterebbe questo per descrivere le sensazioni di cinquantuno ragazzi che hanno vissuto l’ora più brutta della loro ancora giovane esistenza. Eppure siamo in Italia, quel Paese dove ogni fatto di cronaca deve obbligatoriamente essere oggetto di sciacallaggio politico. Non era sufficiente il sequestro dei cellulari. Non erano sufficienti le mani legate. Non era sufficiente il gasolio pronto a bruciare nell’autobus, con loro dentro.
No, tutto questo non era sufficiente per chi oggi dice: “se Rahmi vuole la cittadinanza anche per i suoi amici si faccia eleggere in Parlamento e provi a cambiare la legge”.
Signor ministro Salvini, l’accanimento con tono di scherno contro un bambino, contro la sua dignità, è la cartina tornasole del suo .... spessore politico e morale.

Oggi la sicurezza dell’Italia è nelle mani di persone come Matteo Salvini, ministro degli Interni di un governo sempre più votato alla riscoperta dei valori del medioevo più buio. Il coraggio e la lucidità mostrata da quei ragazzi, però, è la forza che ognuno di noi dovrebbe avere per far sì che la ruota della storia torni a girare in direzione del futuro. Quella chiamata ai carabinieri, accorata ma mai sguaiata, educata nei modi e corretta nella forma, è il simbolo di un’Italia che c’è e va difesa. È l’Italia di ragazzi, poco più che bambini, immersi in una realtà che mai avrebbero pensato di vivere. Eppure loro erano lì e non hanno sbagliato nulla; ogni mossa è stata pensata e realizzata con estrema freddezza, quella che non ci si aspetta da dei tredicenni.

Qualche esponente di spicco del governo, evidentemente illuminato dalla luce delle stelle, ha pensato di avanzare la richiesta di assegnazione di un qualcosa che ha il sapore della decorazione per merito: la cittadinanza per comportamento eroico. Fa da contraltare, ancora una volta, il pensiero di Salvini che tentenna, non si esprime e poi deride, sbeffeggia, fa il bullo.
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Secondo Salvini dovremmo raccontare la storia, come se fosse una barzelletta che non fa ridere, di un Italiano, un Algerino e un Marocchino. E invece bisogna raccontare la storia di tre italiani. Tre giovani cuori che, a soli tredici anni, hanno mostrato al Paese intero più valori Costituzionali dei tanti presunti politici italiani. Cosa e chi è più italiano di chi si comporta in questo modo d’altronde?
È necessario che la sinistra, se davvero vuol definirsi tale, torni a lottare in nome dello IUS SOLI, diritto fondamentale che un Paese democratico deve garantire ai cittadini.
Rahmi, Adam e Riccardo. Ripartire da loro, dalla loro ostinazione, dalla loro resistenza. Proprio come i Padri della nostra Repubblica. In nome dei diritti, in nome della democrazia. In nome dei tre giovani italiani per diritto. Certamente non in suo nome, caro ministro Salvini.

 

 

 

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A Ceccano si è detto BASTAACEA

Bastaacea23mar19 350 260 mindi Valentino Bettinelli - Ancora Ceccano come palcoscenico per la protesta contro la sciagurata gestione del servizio idrico da parte di Acea. Questa volta, però, le rimostranze dei comitati si spostano per strada. Un corteo che dalla stazione ferroviaria, passando per lo storico ponte sul fiume Sacco, ha raggiunto Piazza Berardi nella mattinata di sabato 23 marzo. Manifestazione molto partecipata che ha registrato la presenza dei tanti attivisti riuniti dal Coordinamento Provinciale per l’acqua pubblica.
Una partecipazione e una protesta che affondano le proprie radici nella lotta per il referendum del giugno 2012, quando la popolazione scelse per il ritorno alla gestione pubblica del servizio idrico. Istanza popolare, ancora oggi, rimasta inascoltata dai legislatori e dai governi che in questi anni si sono succeduti.
Da sottolineare qualche assenza di troppo anche tra coloro i quali avevano promosso in maniera capillare la protesta di Ceccano. Mancanze che inevitabilmente hanno creato qualche malumore tra i dimostranti.

Nella raccolta di Piazza Berardi, al termine del corteo, voce a Domenico Aversa, del comitato “No Acea” di Ceccano e coordinatore provinciale. “Non siamo qui per rappresentare gli interessi di questo o quel partito politico. Anzi, vogliamo denunciare l’abbandono della classe politica nei nostri confronti”. Chiaro riferimento agli eletti nel nostro territorio, colpevoli non solo dell’assenza. A questi imputato il totale disinteresse nei confronti della vicenda. A tal proposito Aversa afferma che “non c’è stata nemmeno un’adesione formale da parte degli esponenti politici eletti nella nostra Provincia. Non un messaggio, non una chiamata. Una mancanza di rispetto nei confronti di una cittadinanza esasperata e ormai lontana dalla politica e dalle istituzioni”.

Ancora una volta registrare la latitanza della politica locale, regionale e nazionale è una prassi per chi racconta le vicende della ciociaria. Evidente l’assenza di dialogo tra classe dirigente e cittadini, in netto contrasto con quello che, per un politico, dovrebbe essere un dovere morale, ovvero l’impegno costante sul territorio e la cura degli interessi di tutti quelli che hanno anche contribuito all’elezione dei vari esponenti, di tutte le parti politiche. acquaAcea 350 260 min

A sottolineare la cattiva gestione da parte di Acea le parole di Aurora Colafrancesco, a nome di tutti gli utenti Acea. “Ogni giorno siamo costretti ad osservare la terra che esce dai nostri rubinetti, assieme all’acqua. Acea, però, non sembra interessata al confronto con noi utenti; l’unico interesse della società è quello economico. Se non si parla di soldi, bollette e morosità, non si può interloquire con i responsabili”.

 

A chiudere la manifestazione, l’intervento del portavoce del coordinamento, Mario Antonellis. Di nuovo un attacco ad una “politica continuamente assente”. Continua puntando il mirino sulle questioni più tecniche della vicenda. “Il nostro obiettivo è quello di far rispettare i risultati del referendum del 2012, rendendo di nuovo pubblica la gestione dell’acqua. Abbiamo scelto Ceccano perché da qui è partito il movimento per la risoluzione del contratto. Ringrazio il Sindaco, ma lo invito a non abbandonarci, perché abbiamo bisogno di amministrazioni pronte a lottare insieme a noi”. Centro del discorso di Antonellis proprio la questione sulla risoluzione contrattuale “ancora sub judice. C’è stato un ricorso al TAR da parte di Acea e un controricorso al Consiglio di Stato da parte dei Sindaci. Consiglio di Stato che, dopo un anno, ancora non si pronuncia sul tema”. L’obiettivo dei comitati è quello di unire le forze con gli amministratori perché “l’obiettivo di Acea è quello di vedere gli amministratori disuniti e scompaginati, affinché ci siano orizzonti diversi e inquinamenti politici”. Mario Antonellis conclude il suo intervento dicendo che “va assolutamente stralciato il Decreto Padoan per la riscossione coattiva del debito da parte di Acea. La multinazionale romana ha dovuto dichiarare che, in caso di mancata riscossione, rischiava il dissesto finanziario. Eventualità evidentemente falsa. Nel frattempo, infatti, Acea ha elargito sponsorizzazioni ingenti a televisioni e società di calcio come il Frosinone . La nostra protesta potrebbe arrivare anche nella maratona di Roma, altro evento sponsorizzato da Acea”.

Questa marcia vuole essere un primo segnale, a cui farà seguito un lungo elenco di ulteriori manifestazioni a difesa di un bene pubblico essenziale come l’acqua. Una protesta contro la gestione cervellotica da parte di un privato del bene comune. Un tentativo di affondo, da parte della cittadinanza attiva, nei confronti di una classe politica continuamente assente nel dibattito sulle questioni di primaria importanza per i territori. Viene, dunque, da chiedersi quali interessi muovano questa continua, e ormai insopportabile, latitanza da parte di politici, rappresentanti sindacali e Istituzioni?

 

 

 

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Taglio del nastro per la 14ª edizione del “Dieciminuti Film Festival”.

10minff 350 260 mindi Valentino Bettinelli - Taglio del nastro per la 14esima edizione del “Dieciminuti Film Festival”. La rassegna dedicata al cortometraggio e organizzata dall’associazione “Indiegesta”, si terrà a Ceccano presso la sala del Cinema Teatro Antares, fino a sabato 23 marzo.
Nella mattinata del 19 marzo, l’aula magna dell’ I.T.E. di Ceccano ha ospitato il convegno di apertura del festival. L’evento ha avuto come tema centrale la possibilità di riconversione del sito dell’ex Annunziata, per costruire una cittadella del cinema. Un dibattito, moderato dal prof. pietro Alviti, che ha visto sedere al tavolo di rappresentanza, al fianco del Sindaco Roberto Caligiore e del presidente di Indiegesta Alessandro Ciotoli, l’Architetto Alfonso Giancotti, Dario De Santis (Unindustria), Marcello Pigliacelli (Presidente della Camera di Commercio di Frosinone) e Claudio Gubitosi, ideatore e direttore del “Giffoni Film Festival”.
Dopo i saluti, affidati alla Preside dell’Istituto di Istruzione Superiore di Ceccano Alessandra Nardoni, parola ad Alessandro Ciotoli che, dopo un breve video introduttivo, ha esposto la sua idea di riqualificazione dello stabilimento Annunziata.
“Il progetto nasce proprio da qui, quando ero ancora uno studente alle prese con l’esame di maturità. La mia idea ha preso corpo la scorsa estate quando, osservando lo sviluppo di Giffoni, ho pensato quanto il nostro festival avesse bisogno di strutture adeguate per crescere sempre di più”. Continua affermando che “il sito dell’ex Annunziata è il posto perfetto per realizzare strutture ricettive, stabilimenti produttivi, start-up, palazzo del cinema. Un luogo dove i ragazzi possano appassionarsi al cinema e restare a lavorare lì”.
Il progetto che Ciotoli espone alla platea di ragazzi presenti è sicuramente innovativo e visionario, tanto da ispirare il legame con l’eroe figlio della penna di Cervantes, Don Chisciotte. Alessandro Ciotoli chiude, infatti, il suo intervento ricordando come “il mondo ha bisogno di tanti Don Chisciotte per cambiare realmente”.
A sostegno di questo progetto, il discorso dell’Architetto Giancotti, già curatore della riqualificazione del sito dell’ex Cartiera Savoni di Ceccano. “Bisogna riconquistare il potere della visione per leggere, interpretare e cambiare la realtà. Valorizzare i cosiddetti spazi dell’abbandono è l’obiettivo del mio lavoro. Credo que riqualificare questi spazi già esistenti sia un’opportunità non declinabile, una questione di responsabilità morale e civica”.
Dario De Santis ha ribadito “la necessità di uno sviluppo sostenibile, da ottenere con un approccio etico e culturale adeguato”. Al centro del discorso del rappresentante di Unindustria la celebre “Agenda 2030” diffusa dall’ONU. “La cultura, seppur non menzionata, può essere individuata indirettamente sui dati dell’agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile. Senza approccio culturale ed etico non si raggiungerà mai l’obiettivo”.
Marcello Pigliacelli prende spunto da Giffoni, affermando che “per dare futuro al nostro territorio serve anche la cocciutaggine di chi, difendendo le proprie idee, ha il coraggio di proporre idee innovative. Immagino un territorio dove industria e sviluppo sostenibile possano coesistere”.
Spazio centrale della discussione, giustamente dedicato a Claudio Gubitosi, ideatore e Direttore del Giffoni Film Festival. “La storia di Giffoni è una bella storia italiana. Il prossimo anno sarà il nostro 50esimo anniversario. Non è solo un festival, ma una realtà culturale internazionale. Giffoni è un comune di 12.000 abitanti ed io, cinquant’anni, fa ero un giovane diciassettenne, pronto a mettere in campo le sue idee visionarie. Proprio i giovani sono i padroni del presente e coloro che devono pretendere una visione innovativa per il futuro”.
Il Dott. Gubitosi ha voluto anche chiarire come “la rete di forze messa in campo, a livello politico e amministrativo, è la condizione necessaria per il raggiungimento di obiettivi così importanti. Bisogna mettere insieme tanti piccoli campanili e costruire, di conseguenza, una grande cattedrale, sempre rispettando e coltivando le radici”.
Un discorso puntuale e anche colorato che ha attirato l’attenzione dei tanti ragazzi presenti, colpiti dalla capacità di Gubitosi di instaurare una immediata empatia con i più giovani.
A chiusura dell’evento i saluti del Sindaco del Comune di Ceccano, Roberto Caligiore, che ha voluto ringraziare l’associazione Indiegesta per il lavoro e le iniziative di spessore messe in campo sul territorio, confermando la vicinanza e la disponibilità dell’Amministrazione.
Il Dieciminuti Film Festival 2019 è ufficialmente iniziato. Settimana densa di proiezioni ed incontri nelle serate al Cinema Teatro Antares, che nella giornata di sabato 23 marzo si concluderà con la proclamazione dei vincitori delle varie categorie in concorso.

14esima edizione del ‘Dieciminuti Film Festival’

AleCiotoli 350 260 mindi Valentino Bettinelli - E’ stata presentata nella sede dell’Amministrazione provinciale di Frosinone la 14esima edizione del ‘Dieciminuti Film Festival’, concorso internazionale dedicato al cinema breve e promosso dall’associazione culturale IndieGesta di Ceccano.

L’evento si terrà dal 19 al 23 marzo al Cinema Teatro Antares con le proiezioni dei corti selezionati per cinque categorie (Animazione, Extralarge, Doc10, Official Selection e Futurama Competition), della durata compresa tra i 10 e i 15 minuti. Particolare attenzione alla sezione Esplorazioni, quest’anno dedicata alla Spagna. Chiuderà il programma, sabato 23 marzo, la cerimonia di premiazione dei corti vincitori. (Tutti i dettagli sul sito del DFF https://dieciminutifilmfestival.wordpress.com/dff14-program/).

Ma il DFF non è solo cinema, come hanno spiegato il direttore artistico Alessandro Ciotoli, Daniele Fontana e Michela Altobelli, insieme ad una nutrita rappresentanza dell’associazione IndieGesta nel corso della conferenza di presentazione. Tanti gli ospiti che animeranno il dibattito sul palco dell’Antares, con le mattinate dedicate alle masterclass e le serate arricchite dalle interviste. A sostegno dell’iniziativa si sono detti nei loro interventi il senatore Massimo Ruspandini, il presidente della commissione Cultura alla Regione Lazio Pasquale Ciacciarelli, il sindaco di Ceccano Roberto Caligiore e l’assessore Arianna Moro. Un riconoscimento istituzionale è arrivato all’indirizzo dell’associazione “per l’ottimo lavoro fatto negli anni - ha spiegato Ruspandini -; un sodalizio che abbiamo visto nascere e crescere fino al raggiungimento di una qualità che colloca il DFF ad un livello di prestigio”. Dello stesso avviso il sindaco Caligiore che pochi minuti prima del senatore ha ricordato come “l’appoggio dell’amministrazione sia stato sempre pieno nei confronti di una realtà associativa importante e numerosa come quella di IndieGesta.

Quest’anno, poi, il festival sarà ospitato in un teatro Antares fresco di restyling e questo ci rende ancora più orgogliosi”. La chiusura della presentazione ha trovato nell’on. Ciacciarelli un relatore interessato e che si è detto subito “pienamente disponibile a promuovere il Dieciminuti Film Festival e tutte le attività dell’associazione IndieGesta” nei lavori della sua commissione alla Regione Lazio.

L’appuntamento è fissato, quindi, a martedì 19 marzo con l’apertura del DFF14 quest’anno organizzata a partire dalle 11 presso l’aula magna dell’Istituto Tecnico Economico di Ceccano. L’ospite d’onore sarà Claudio Gubitosi, il fondatore e organizzatore (da mezzo secolo!) del Giffoni Film Festival, che racconterà l’esperienza di Valle Piana e terrà a battesimo il taglio del nastro del DFF e “l'idea di una Città del Cinema nell'area dell'ex-saponificio Annunziata” che l’associazione IndieGesta ha deciso di lanciare a favore “di uno sviluppo sostenibile del territorio”.

 

 

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Bonifica Sacco. A Ceccano in Comune se ne parla

ceccano palazzo antonelli 350 253di Valentino Bettinelli - Seduta straordinaria del Consiglio Comunale di Ceccano, convocata dal Presidente Marco Corsi per la serata di ieri, Lunedì 4 marzo.
Tema dell’assise la questione ambientale della Valle del Sacco. Seduta di circa quattro ore, aperta dalla relazione dell’Assessore all’Ambiente Alessandro Savoni, il quale ha voluto ringraziare il lavoro degli uffici comunali che “hanno seguito le nostre continue richieste, senza ingerenze sulla questione”. L’assessore ha inoltre annunciato l’arrivo di un finanziamento che servirà per il montaggio di caldaie meno inquinanti nelle scuole e nei locali comunali. Programma utile alla riduzione delle polveri sottili nell’aria.

Alla consigliera Antonella Del Brocco il compito di illustrare il progetto sulla fitodepurazione, che servirà alla riduzione della presenza di lindano e beta-esaclorocicloesano nella acque del fiume. “250000 € verranno investiti per far sì che si passi dalla fase sperimentale, alla realizzazione di una filiera per la lavorazione e la trasformazione della canapa. Il nostro metodo ha destato l’interesse di altri enti, che ci hanno contattato per relazionare sul tema”.
Un intervento quella della Del Brocco, molto particolareggiato e apprezzato anche dalle opposizioni, che però hanno espresso altri dubbi relativi alla questione. Il consigliere Luigi Compagnoni non capisce “la mancanza di visione in filiera per una Valle che non inizia e finisce a Ceccano. La bonifica può ritenersi fattibile, solo con un modello di sviluppo messo a sistema”. In chiusura del suo intervento, Compagnoni chiede che i dati scientifici vengano pubblicati nella sezione trasparenza del sito del comune “affinché possano essere sostenuti anche da contributi esterni”.

Manuela Maliziola e Giulio Conti hanno sottolineato come, nella questione ambientale, vadano tenute fuori le casacche politiche, favorendo una discussione che metta al centro il bene comune e la salute dei cittadini. In particolare l’ex sindaco Maliziola ha difeso “il lavoro svolto dall’Amministrazione da me guidata nel 2013. Sforzo profuso affinché il sito della Valle del Sacco non venisse declassato come Sito di Interesse Regionale”.

L’Assessore Mario Sodani, accogliendo le proposte della minoranza, ha acceso i riflettori sulla “necessità primaria di tutelare il bene più prezioso a nostra disposizione, ovvero l’ambiente in cui viviamo”. Continua Sodani ribadendo “il bisogno di un coordinamento territoriale, utile a costruire programmi di sviluppo basati su una nuova urbanizzazione verde. Costruire nuove città più vivibili ed ecosostenibili”.
Discussione lunga e sostanzialmente portata avanti con toni pacati, a parte qualche momento di tensione tra Sodani e Conti.

Dopo gli interventi di Consiglieri ed Assessori, spazio al Sindaco Roberto Caligiore. Il primo cittadino ha evidenziato “la mancanza, da parte di Governo e Regione, di progetti utili a favorire energie alternative e abbattere le sostanze inquinanti e le polveri sottili”. Il centro della relazione del Sindaco è stato l’Accordo di Programma che giovedì 7 marzo, alle 11:00 in Prefettura, sarà sottoscritto dal Ministro all’Ambiente Costa e dal Governatore della Regione Lazio Zingaretti.
“L’Accordo” -sostiene Caligiore- “è figlio del grande lavoro del Coordinamento dei Sindaci della Valle del Sacco”. In seguito all’introduzione sul documento il Sindaco ne ha illustrato le caratteristiche più tecniche. “La gestione dei progetti sarà affidata alla Regione, in qualità di RUA (Responsabile Unico di Attuazione). Il coordinamento di controllo convocherà i Comuni una volta l’anno, in un’audizione informativa sulla verifica dei progetti”.

In chiusura di intervento, Caligiore ha voluto rimarcare “la latitanza degli enti sovracomunali e i tempi biblici degli stessi. È stata chiesta, inoltre, una moratoria al Ministero, per bloccare l’apertura di altre aziende inquinanti sul nostro territorio”.
Assise lunga e densa di discussione sul tema Valle del Sacco che però, poco chiarisce in merito alla fattibilità dei progetti di bonifica finanziati. Giovedì, dunque, la ratifica dell’intesa. I progetti andranno comunque spiegati meglio, in particolare sulle metodologie di bonifica dei siti finanziati; per il Comune di Ceccano parliamo dell’ex Snia-Bpd di Bosco Faito, dell’ex stabilimento Annunziata e dell’ex cava Pietrisco Di Anime Sante. Tre finanziamenti, per una cifra che supera di poco i 3.300.000 €.
Il dibattito sul tema ambientale è fondamentale, ed ora sembra che si passi alla praticità delle azioni. Come informazione, continueremo a vigilare sulla questione.

 

 

 

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Primarie PD. Circolo di Roccasecca si asterrà dalla consultazione

  • Pubblicato in Partiti
partito democratico bandiera350 250Valentino Bettinelli intervista Ileana Munno, segretaria del Circolo PD “Sandro Pertini” di Roccasecca - Sempre più vicino l’appuntamento con le Primarie nazionali del Partito Democratico. Votazione aperta che avrà luogo domenica 3 marzo. In provincia di Frosinone, però, il clima non è tra i più distesi: a squarciare la quiete dell’avvicinamento al voto, la decisione del Circolo di Roccasecca di astenersi dalla consultazione. Decisione arrivata in seguito al sopraelevamento della discarica, deciso dalla Regione Lazio. Qualche giorno fa, attraverso un comunicato molto duro, la segreteria annunciava la decisione al grido di “prima che del Partito Democratico, siamo Roccaseccani”. Abbiamo deciso di porre delle domande a riguardo, alla segretaria del Circolo “Sandro Pertini”, Ileana Munno.
L’ambiente ancora relegato all’ultimo posto della scala di valori. Quanto il sopraelevamento della discarica potrà incidere sulla condizione generale del Comune di Roccasecca?
Il problema non riguarda solo Roccasecca, ma gli effetti della MAD si ripercuotono anche nei comuni limitrofi. L’esistenza della MAD che ribadisco perdura da anni (2002), con l’allora Presidente della Regione Storace, ha causato gravi ricadute sul nostro territorio. L’insistenza da parte nostra nasce proprio dalla consapevolezza che la discarica di Cerreto è ora esaurita. Si trovi un sito provinciale alternativo, si impegnino Regione e Provincia nel porre fine ad una storia che dura da più di quindici anni.
Il 3 marzo si voterà per le primarie nazionali del PD. Come circolo cittadino avete annunciato il vostro distacco dal voto. Come nasce la decisione e quanto incide, anche personalmente, questa scelta ?
L’idea è nata da uno degli iscritti del circolo “Sandro Pertini” di Roccasecca, nel corso della riunione convocata subito dopo la notizia dell’ok della Regione al sopraelevamento. Decisione condivisa all’unanimità, a cui ha fatto seguito una lettera diretta al Presidente Zingaretti, per comunicare la nostra scelta di astenerci dal voto, e per metterlo al corrente della nostra contrarietà alla decisione presa sulla discarica.
Abbiamo inoltre scritto una lettera a tutti i segretari di circolo del basso Lazio, chiedendo di non svolgere le primarie e prendere posizione sulla vicenda che ci vede tristemente protagonisti. Siamo un popolo che ha già dato molto alla nostra Provincia. Le primarie sono un unicum del nostro partito. Sono la dimostrazione di una comunità che si incontra anche fuori dal web. Sono un festa, un momento di discussione anche con l’ex iscritto di turno che critica ma vota, sono una sfida a durata giornaliera, ma soprattutto la meraviglia di riscoprirsi comunità e non sentirsi isolati.
Arriva, però, un punto dove bisogna urlare a gran voce e farsi ascoltare. Noi l’abbiamo fatto con i mezzi a nostra disposizione. Essendo del Partito Democratico, abbiamo deciso di astenerci dalle primarie.
Avete la percezione di un partito lontano dalle vostre istanze locali?
Io credo in questo partito, sempre. Ci credevo quando era al 40% e ci credo adesso che è al 18%. Parlarne male per me è una sconfitta.
Ho apprezzato che siano venute tutte le istituzioni del partito, ma se alle parole non corrisponde alcuna azione, trovo tutto piuttosto inutile. L’ho detto più volte in questi giorni: non ha senso parlare di “cambiamento del PD”, se già torniamo alle discussioni interne tra correnti, lasciando nel silenzio problemi seri e concreti come il nostro. Lega e M5S hanno fatto loro la battaglia che ci vede protagonisti, in quanto cittadini di Roccasecca, e hanno già guadagnato simpatie e consensi.
Il Partito Democratico non ha risposto.
Pesano questi silenzi, macigni che aumentano le distanze tra i cittadini e il partito. Ha poco senso anche partecipare alle Direzioni Provinciali, se poi non trovo un partito compatto, pronto a muoversi con cognizione di causa su problemi del genere.
Quali saranno le prossime mosse per cercare di contrastare la decisione assunta sulla discarica?
Insieme al circolo PD di San Giovanni Incarico stiamo ultimando un documento condiviso dove, ancora una volta, chiediamo ai nostri rappresentanti istituzionali di lavorare affinché si ponga fine alla discarica di Cerreto. Abbiamo partecipato alla manifestazione, voluta dall’Amministrazione Comunale di Roccasecca, contro il sopraelevamento della discarica.
Il 3 marzo non saremo nelle piazze del nostro Paese e credo che quell’assenza, la nostra assenza, si sentirà.
 
 

 

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Mariella, Nadeia e la storia di Olimpia

Mariella Nadeia Olimpia mindi Valentino Bettinelli (video a fine testo) - Nel pomeriggio di venerdì 15 febbraio, la Biblioteca Provinciale di Frosinone ha ospitato la presentazione del libro “Senza rosa né celeste”, scritto da Mariella Fanfarillo; manifestazione organizzata dalla redazione di UNOeTRE.it e con il patrocinio della Provincia di Frosinone.
Dialogo con l’autrice affidato alla vicedirettrice di UNOeTRE.it, Nadeia De Gasperis, positivamente sorpresa per la presenza al suo fianco anche di Olimpia, protagonista della vicenda narrata nel libro. Prima delle parole, spazio ad un emozionante cartoon realizzato da Marlo Mack, che racconta il rapporto di una madre con sua figlia transessuale.

Accese di nuovo le luci della sala, la commozione dei presenti era evidente. Emozione passata grazie all’inizio di una vera e propria chiacchierata che ha visto protagoniste tre donne, impegnate a raccontare a tutti una storia di vita, di diritti prima negati e rivendicati con forza.
Per stessa definizione dell’autrice, “questo libro nasce per aiutare altri genitori ad accogliere le necessità dei propri figli; io non ho dovuto accettare nulla, ho semplicemente accolto mia figlia. Altro obiettivo del libro, la critica ad un sistema binario, basato sul pensiero unico di stampo androcentrico”.
Olimpia è stata la seconda minorenne, in Italia, a cui è stato concesso il cambio anagrafico, ancor prima dell’intervento definitivo. Una conquista storica, che però, secondo sua madre Mariella, “ad Alatri pare non sia ancora riconosciuta. Ancora una volta la politica locale e la società civile, dimostrano di non riuscire ad uscire fuori dagli schemi precostituiti. C’è ancora un legame forte con le tradizioni, che in realtà, ci trascinano sempre più verso un ritorno al medioevo”.

La forza di mamma Marilù, come la chiama sua figlia Olimpia, è straordinaria; “sono stata una mamma autodidatta. Ho capito di dover assecondare gli interessi di Olimpia, sin dalla sua infanzia, e se non l'avessi fatto avrei cresciuto una figlia infelice. Ancora peggio, forse non potrei parlare con mia figlia qui vicina a me”.
Olimpia ha raccontato la sua vita, usando anche la sua grande autoironia. Proprio lei ha detto che “nella fase di transizione era lei stessa a spiazzare tutti, anticipando le eventuali battute”. Una ragazza giovane, ma evidentemente già segnata da una vita che non le apparteneva. Per affrontare un percorso così difficile serve molta forza, ma anche “una famiglia capace di ascoltare e accompagnare i propri figli”. Continua dicendo che “la mia volontà era quella di esistere, uscendo dall’invisibilità e dal binario del pensiero dominante. È giusto che ognuno viva la sua sessualità in maniera individuale”.

La storia di Olimpia è costellata di difficoltà, anche nel mondo della scuola; tanti gli episodi che hanno costretto sua madre ad intervenire. Oggi però, nella sua classe di ventiquattro ragazze, sono le stesse compagne a battersi, anche più di lei, per i diritti di tutte le donne.
Proprio la donna è stata al centro dell’evento, con la pregevole moderazione di Nadeia De Gasperis, che ha voluto puntare l’obiettivo anche sul linguaggio, quasi mai declinato al femminile e sempre basato su un maschilismo di fondo, insito nella nostra società.
La discussione sul tema della transessualità e sulla difesa dei diritti di tutti, è più che mai necessaria vista la contingenza di una politica oscurantista e negazionista. Una classe dirigente che ogni giorno mette in discussione anche i valori costituzionali. Mariella Fanfarillo ha voluto chiarire come l’Articolo 3 della Carta sia centrale per una società davvero civile. Ma quei diritti vivono un attacco costante. “Emblematico l’atteggiamento delle destre di governo, che promuovono il ritorno al medioevo. Da Fontana a Pillon, con obiettivi chiari: rimettere al centro la cosiddetta famiglia tradizionale, mettere in discussione, a quarant’anni di distanza, la legge 194 e negare alle donne il diritto di divorziare, limitandole alla condizione di femmina, come nella preistoria”.

Prima della conclusione, spazio alle domande. Interventi del pubblico che hanno confermato l’interesse suscitato dalla storia di Olimpia, raccontata da mamma Mariella. La stessa autrice ha voluto chiudere leggendo una breve lettera a sua figlia, ringraziando la sua casa editrice per averla pubblicata.
Un pomeriggio di dibattito, grazie al quale ragionare sulla spirale nella quale la nostra società è intrappolata. Per sfuggire da questa deriva negativa è necessario comprendere che il nostro futuro è nelle mani delle donne, e la chiacchierata di venerdì ha confermato questa visione.
Un ringraziamento a Mariella ed Olimpia per la disponibilità che hanno mostrato nel raccontare anni di vita duri, ma splendidi. E un plauso alla nostra Nadeia per l’eccellente lavoro svolto.

 

Video-cronaca integrale della presentazione di "Senza rosa né celeste" (a cura di Ignazio Mazzoli)

 

 

 

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