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Maria Giulia Cretaro

Maria Giulia Cretaro

Maria Giulia Cretaro, nata ad Alatri il 17 Settembre 1992. Cresciuta a Veroli, dove vivo ancora oggi. Ho il diploma del Liceo classico, ed ora sono iscritta alla Facoltà di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso la Sapienza.

E' stata volontaria di Servizio Civile presso la Biblioteca di Ceccano.

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Veroli. La vittoria di Simone Cretaro

Simone Cretaro 350 mindi Maria Giulia Cretaro - Simone Cretaro ha vinto. L'ha fatto al primo turno con una maggioranza schiacciante assestata al 58, 85%. Dentro la cabina elettorale, oltre 7mila votanti hanno confermato l' appoggio al sindaco uscente. Se cinque anni fa, Simone Cretaro era stata la scommessa, il 26 Maggio i verolani, barrando il suo nome, hanno riconosciuto il valore del suo operato amministrativo e accordato nuova fiducia.

I risultati delle europee sul suolo ernico, avevano comunque diffuso preoccupazione e incertezza: la Lega, con oltre il 50% dei consensi, ha spopolato senza possibilità di appello. Per questo nella mattinata di lunedì, aleggiava malandrina su qualche testata l'ipotesi di una nuova amministrazione mossa a destra. Come se le due tornate potessero essere liquidate insieme, senza tener conto delle differenze organiche. In fondo la campagna serrata di Bussagli & Co., portata avanti tra ospit di alto rango e segnalazioni di inefficienze amministrative, sembrava aver fatto breccia in parecchi cittadini. Ma l'appoggio sbandierato sui social non basta a consacrare un sindaco. E così dopo poche ore dall'inizio dello spoglio, è stato subito evidente che Veroli da questo vento di cambiamento non è stata nemmeno solleticata. La sfilata salviana è servita ad assicurare il posto di prima lista tra tutte alla Lega, ma non è bastata a Bussagli per diventare primo cittadino. Anzi, il risultato della coalizione si è assestato su un modesto 33,67, un tiepido riscontro se paragonato al dispiegamento di forze e l'impegno prolisso del Senatore Rufa. L'Onorevole e il Professore escono come i grandi sconfitti di questa tornata, massacrati dalle percentuali e dall'opinione popolare, altro che Carthago delenda est. Una debacle della comunicazione del "Io Amo Veroli" che si arresta davanti alla concretezza di Simone Cretaro e la sua squadra. Perché il corposo risultato, che per un soffio ha sfiorato anche il premio che sarebbe valso la giunta a 12 seggi di maggioranza, è frutto di un lavoro di tutta la compagine, al di là dei personalismi. Una sinergica collaborazione attiva sul territorio e attenta al sociale, in grado di formare una rete salda che supera la novità a prescindere. Questo è lo scotto che che Bussagli ha pagato: porsi non come avversario ma come nemico, metodo che in politica paga solo con pacche sulle spalle e non con il consenso reale.

Stesso prezzo per Fabrizio Cretaro. Veroli non si inchina alle teorie pentastellate, tanto da riconoscerli merito con solo 944 voti. Nessun consigliere oltre il candidato sindaco per il Movimento, che non attecchisce sul territorio e nel tentativo di mostrarsi vicino ai cittadini, finisce per parlare una lingua sconosciuta che disorienta gli elettori. Per gli streaming dei consigli comunali ci sarà da attendere, nel frattempo basterebbe andarli ad ascoltare, sono aperti a tutti.

Così con la vittoria in mano, Simone Cretaro indossa nuovamente la fascia tricolore e si prepara ad altri cinque anni da primo cittadino. Ad affiancarlo, un consiglio variegato che tra volti conosciuti vede anche qualche novità. Riconfermati nomi che hanno fatto la differenza nelle passate amministrazioni, uno tra tutti il consigliere provinciale Germano Caperna, che con quasi 600 voti, è di nuovo il primo degli eletti. Lo seguono a ruota Assunta Parente, gli Assessori Cristina Verro e Patrizia Viglianti e Francesca Cerquozzi, tutti facente parti della squadra del PD; sarà proprio dentro il partito che si aprirà la partita più interessante per le cariche che contano.

Ma per le nomine c'è tempo, il sindaco può respirare ancora qualche giorno prima di affrontare le possibili tempeste interne. Ora c'è spazio solo per godersi la vittoria. Consapevole soprattutto, di non aver tradito il suo stile equilibrato e pratico, Cretaro ha tra le mani un paese migliore di cinque anni fa, a lui ora tocca fare l'ennesimo salto di qualità. I verolani gli hanno riconsegnato le chiavi della città, che sappia custodirle a dovere. Per ora i cittadini possono star tranquilli: nessuna funivia per Prato di Campoli e durante i Fasti nessuno sarà costretto a giocare alla Pallacorda.

 

 

 

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Veroli al voto: Confronto diretto dei candidati a Sindaco

Veroli confrontofraicandidatiasindaco 350 mindi Maria Giulia Cretaro - Sembrava un incontro archiviato, eppure è arrivato quello tra i candidati alla carica di Sindaco di Veroli, tra rimpalli . La conferma della testata organizzatrice è arrivata nella serata del 22, annunciando per il rotto della cuffia il confronto del giorno dopo, nell'Aula Magna del Liceo Sulpicio. Ad anticipare l'incontro del pomeriggio, un messaggio social del Sindaco uscente Simone Cretaro, che in un inciso affonda il primo gancio "... L'incontro è organizzato da un editore locale che è manifestamente schierato a sostegno di un altro candidato e che, nei cinque anni passati attraverso la sua testata on line, ha avuto un costante atteggiamento critico e ostile nei confronti dell'amministrazione comunale. Tali circostanze dovrebbero indurmi a non accettare l'invito. Invece ho accettato senza porre alcun tipo di condizione, perché sono fermamente convinto che il problema non è mai rappresentato dal contenuto delle domande o da chi le pone.. ". Della serie “qualcuno avrà pure il vantaggio nella prima mano, ma io gioco lo stesso, anzi rilancio".

E al tavolo, infatti sono accorsi tutti e tre, fatti accomodare dal mazziere, pardon moderatore, scelto per l'occasione, Alessio Brocco. Uno pseudo dibattito all'americana, ovvero nove domande, un minuto per rispondere a disposizione di ogni candidato: queste le regole della partita in virtù della par condicio. Per non far torto a nessuno, il giornalista ad ogni quesito ha estratto l'ordine di risposta, un rocambolesco metodo che ha placato il ritmo del dibattito ma non la fame dei candidati. Perché dopo un mese di campagna affidata agli slogan, urgeva un confronto sui programmi. E in un paio di mani, i bluff vengono a galla. Nei discorsi introduttivi ognuno rimane nel suo. Fabrizio Cretaro avanza con la ricetta consueta del Movimento: question time e sportelli di contrada, diretta streaming del consiglio comunale, compostaggio di quartiere per i rifiuti. Simone Cretaro si affida ai fatti del suo quinquennio e ai dati concreti ovvero incremento turistico ed investimento massimo dell'amministrazione per il sociale. Marco Bussagli riconquista il ruolo di candidato sindaco per il centrodestra, illustrando la sua Veroli "imprenditrice", con il turismo caposaldo, istruzione a colonna portante e nuovi assessorati tecnici.

Quindici minuti di platea in ossequioso ascolto, pronta a scaldarsi per i temi cruciali. Alessio Brocco riprende il microfono e distribuisce le carte. Un bouquet di domande che sembra calcare i punti programmatici di un candidato specifico, gli altri due capiscono al volo ma tengono salda la partita. Centro storico, Prato di Campoli, raccolta differenziata, turismo e commercio senza mancare la sanità; grande assente la questione acqua, Acea e Ato 5 possono attendere la prossima tornata elettorale. Sul sistema sanitario locale parte la stoccata di Bussagli, che fa la voce grossa sulle condizioni del vecchio ospedale e l'operatività mozzata della guardia medica. Un'ovvia occhiataccia all'operato di Cretaro Simone, peccato che a chiarire le idee al professore ci pensa anche il Cretaro pentastellato. Le competenze in merito sono della ASL e il bene in questione appartiene alla Regione, ergo il primo cittadino di autonomia in merito ne ha poca. Due risposte al prezzo di una: regola numero uno, mai sottovalutare l'avversario. Il climax dell'incontro si raggiunge con l' intramontabile domanda su Palazzo Campanari; Bussagli cerca di capire il perché di un tale acquisto gravoso per i contribuenti senza un progetto alla base conquistandosi applausi a gogo, Fabrizio Cretaro rilancia sostenendo che lasciar scegliere i cittadini su accendere o meno un mutuo sarebbe stata cosa buona e giusta. Ed è qui che la calma di Simone Cretaro si svela e placido cala il poker d'assi: esistono tutte le condizioni per procedere all'acquisto del Palazzo e l'iter è avviato. La sua amministrazione ha però scelto di rimandare a dopo le elezioni il lasciapassare definitivo, per attendere l'appoggio completo dei verolani. Democrazia diretta dai tempi delle polis greche in barba a quella 2.0.

Con lo stesso serafico appeal di chi ha la legge dalla sua, il Sindaco uscente bypassa la provocazione sull'utilizzo improprio del Palacoccia, sottolineandone la completa agibilità e fruizione per eventi di ampio respiro. Mentre il candidato di centrodestra vede arginato il suo cavallo/cavillo di battaglia, il pentastellato incassa il colpo e con eleganza non ribatte.
Era l'occasione per i tre di puntare tutto, per uscire trionfanti seppur scalfiti, nel solo incontro diretto.

Fabrizio Cretaro, inedita scoperta di questa tornata, guadagna approvazione e rispetto per i modi e l'attenzione mostrata. Perdonato anche lo scivolone sulla non conoscenza del bilancio Comunale, ha difeso le sue idee e palesato con garbo e lessico puntuale il suo programma, senza perdere mai l'obiettivo. Un esordio pubblico a cui ha reso giustizia.

Marco Bussagli, sicuramente più avvezzo a platee di uditori, tenta di uscire dai toni cauti del suo ruolo accademico per vestire quelli di politico, con qualche difficoltà di approccio. Recupera in corsa, proponendosi come alternativa credibile sul territorio e per il territorio grazie alla sua coalizione.

Simone Cretaro, che da amministratore uscente aveva tutto da perdere, conferma la sua padronanza della macchina comunale e la coscienza dei tempi e delle dichiarazioni in politica. Il silenzio che molti gli hanno rimproverato in questo mese, gli è valso il vantaggio nell'incontro.

Non sarà certo questo dibattito a sancire vinti e vincitori, a questo penseranno gli elettori domenica, ma è stato senza dubbio un guizzo di concretezza in una campagna elettorale poco politica e troppo d'azzardo. E chissà che qualcuno non abbia puntano troppo.

 

 

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E pure Salvini venne a Veroli

gliombrellidisalvini minVeroli è la città prescelta; mentre tutti gli altri appuntamenti in Ciociaria vengono annullati, Matteo Salvini, approda nella città ernica sul carroccio messo in piedi da Gianfranco Rufa, fiero cocchiere dell'incontro.

Palco da feste di paese, e impianto fonico corroborante, tutto ad hoc per accogliere il volto politico più fotografato d'Italia. A sostegno di Bussagli sindaco ci saranno anche liste civiche, Forza Italia e Fratelli D'Italia, ma la cavalcata delle valchirie è tutta leghista. Non c'era Wagner ad accompagnare il superbo ingresso del Capitano in Piazza Mazzoli, ma un più rigoglioso "Nessun dorma" pucciniano e al grido "Vincerò" Matteo Salvini spunta sul palco.

Un auspicio trionfale, condito da ovazioni e applausi del pubblico. Non certo l’orda di folle e urla a cui è abituato, ma si sa Veroli è sempre stata politicamente timida, al massimo curiosa. In fondo ai tanti accorsi da tutto il basso Lazio (meno del previsto ma la pioggia ha giocato il suo tiro mancino), poco interessavano i preamboli di Senatori, Candidati alle Europee e compagnia cantante, l'attenzione e gli occhi erano tutti per lui, il frontman della politica e dei selfie. Si, perché il Ministro dell'Interno, non ha assistito agli interventi dei suoi, tanto meno del candidato Sindaco, sale sul pulpito a propaganda già iniziata. Forse perché la dialettica di partito marca ad uomo e viaggia su binari definiti e dettati dall'alto, non serve una supervisione diretta. I candidati alle Europee poi, possono dormire sonni tranquilli, Salvini è capolista in ogni circoscrizione, possono risparmiare discorsi e programmi, a far campagna ci pensa lui. E dire che la squadra della Lega ci ha provato a prendersi qualche momento di gloria nella storica giornata di Mercoledì 15 Maggio. Ottaviani, lascia presagire il predominio assoluto di Salvini sulla coalizione di Destra, salutando gli ormai leader, surclassati dal capitano per lungimiranza e acclamazione. Il patron della kermesse Gianfranco Rufa, cerca di ricordare anche il candidato Sindaco, dimesso e mesto all’angolo del palco, e conferma il bisogno di cambiamento per Veroli. Ritorna sull'assetto nazionale, riferendosi "alla rigidità necessaria per educare i nostri figli e contrastare i radical chic e gli antifascisti più fascisti dei fascisti". Se due negazioni fanno un’affermazione, la conclusione vien da sè. Rilancia anche Francesco Zicchieri, che punta sul trend del momento, la "difesa è sempre legittima" raccimolando quegli applausi necessari per tornare a casa soddisfatto. La stoccata finale la da appellandosi alla tutela della famiglia tradizionale, indiscutibile e saldo valore d'Italia.

Autarchia, famiglia, incremento delle nascite: è il 2019 ma in un attimo è ventennio nei discorsi di Rufa e Zicchieri. Mancava una foto di Salvini a torso nudo nelle campagne ciociare e la rievocazione storica sarebbe stata completa.ilselfidisalvini 350 min
Ci pensa però l’italico virgulto a riportare l’attenzione sull’attualità; Salvini inizia sciorinando un elenco infinito di successi del Governo, non per ultimo l’abolizione della Legge Fornero “Oggi a Veroli non piove, sono le lacrime della Fornero”,e giù applausi da chi la pensione già ce l’ha e da, chi inconsapevole, non la vedrà mai. “Il 26 Maggio andate a votare, dobbiamo farci valere in Europa e non sottostare più alle regole dei burocrati”. Sistemi che, in vent’anni al Parlamento europeo, non è riuscito a contrastare, forse per il basso numero di presenze, ma questa è un’altra storia.
L’affondo più interessante e forse il solo tema nuovo rispetto ai comizi a cui ci ha abituato Matteo nazionale, è il Decreto Sicurezza Bis: dal prossimo anno saranno le società sportive a provvedere al pagamento completo del personale negli stadi, non più lo Stato. Chi potrà permetterselo giocherà, gli altri a casa, perchè per legge, senza sicurezza non si scende in campo; selezione naturale a suon di capitale. Dichiarazioni che arrivano alla vigilia del fascicolo aperto su Salvini dalla Corte dei Conti del Lazio. Perché il bel Piaggio P-180, la Ferrari dei cieli, sembra aver accompagnato il Vice premier su e giù per la Penisola anche per eventi elettorali con un massiccio dispiegamento di Forze dell’Ordine. Negli Stadi no, ma per acclamazione a furor di popolo i soldi dei contribuenti sembrano essere ben spesi.

Dopo tutto la prassi formale per il Capitano è quanto mai superata; ed infatti, in barba alla buona creanza istituzionale, che chiede ad un Ministro della Repubblica italiana di avvisare il Sindaco della città che visita, Salvini entra a Veroli senza suonare il campanello di Simone Cretaro. Al di là delle posizioni ideologiche si è Stato, ma in campagna elettorale tutto è concesso, anche una svista al galateo politico.

Si conclude così il pomeriggio; con indosso la felpina blu e la gloriosa scritta “Veroli” stampata in giallo, Matteo Salvini si appresta a scattare la carrellata di selfie, che impone una fila più lunga di tutto il comizio. Tutti contenti, felici e partecipi, anche il Professor Bussagli, nonostante non sia nemmeno stato nominato dal Ministro. Eppure la corsa per diventare Sindaco dovrebbe essere la sua, per fortuna c’erano gli striscioni alle loro spalle a ricordarlo.
La folla si accalca per una foto e le mamme avvicinano i bambini alle mani del Capitano. Sembrano lontani i tempi in cui eravamo chiamati terroni usurpatori di lavoro, ora il grido è “prima gli italiani” e tanto basta al popolo per dimenticare il passato.
Anche quello verolano calamitato dal fasci(n)o leghista.

 

 

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La Ministra Bongiorno a Veroli

giulia bongiorno 350 260 mindi Maria Giulia Cretaro - Tappeti rossi alla Galleria la Catena per il Ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno. L'Avvocato, arriva a Veroli dopo un incontro a Casamari con gli Operatori del Telefono Rosa della provincia. Ad accoglierla gli eletti del territorio tra le fila della Lega, il candidato sindaco Marco Bussagli e un parterre di concorrenti alle elezioni europee. Tutto accompagnato da una nutrita quantità di pubblico, interessato dal tema principale del convegno, la sicurezza declinata nelle recenti novità legislative. Perché l'Avv. Bongiorno, per sua stessa ammissione, è poco avvezza ad abbandonare il Palazzo del Ministero, lo fa per poco e rare occasioni, nelle quali occorre spiegare il perché di certi interventi amministrativi. Forse la coalizione che l'ha accolta, sperava in qualche parola in più spesa per il candidato di centro destra, ma questo non sarebbe stato costume del Ministro, la propaganda la delega ad altri. Ed infatti ci pensa Gianfranco Rufa, ai ruffiani ringraziamenti di rito. Le sue parole sono tutte per il coordinatore regionale della Lega, Francesco Zicchieri che lo ha accompagnato al Senato assicurandogli fiducia e per l'ospite d'onore Giulia Bongiorno. Un grande privilegio poter accogliere nella sua città natale un Ministro dall'impegno e la tenacia tangibili.

Un visibilmente emozionato il Dottor Bussagli, nel suo breve intervento di accoglienza esalta la forza delle donne che si concretizza tutta nella capacità retorica del Ministro. Una donna competente, che fa della sua professionalità il proprio motore attivo senza manierismi. Il candidato sindaco aggiunge una promessa: se dovesse essere eletto avrebbe delle responsabilità in questa città, tra i primi punti ci sarebbe aprire un telefono rosa che ancora manca.

Essendo in piena campagna elettorale, il già citato coordinatore regionale per la Lega, Francesco Zicchieri, rimarca l'ammirevole attaccamento per Veroli di Gianfranco Rufa. Così come ammirevoli sono gli atti concreti del Ministro e sua amica Giulia Bongiorno. Lascia il pubblico appellandosi al buonsenso degli elettori affinché" liberino questa città dal potere clientelare che la sinistra esercita da anni in ambito comunale" Un po' come paragonare Veroli ad un'oligarchia greca, senz'altro gli va riconosciuta l'audacia di raffronto. "Bussagli è una persona educata, che prima di chiedere il voto racconta storie e lo fa con eleganza e competenza. Perché votare Lega? Perché se prendiamo un impegno lo manteniamo, in 10 mesi abbiamo fatto non detto. Noi saremo con voi specialmente dal 27 Maggio in poi, garantendo una filiera con il Governo. Se vinciamo a livello nazionale, dobbiamo riuscire anche nelle amministrative " Se poi non ci fosse vittoria beh, altro discorso. 

Le presentazioni elettorali cessano quando prende la parola il Presidente della Camera Penale di Frosinone, Rosario Grieco. A lui il compito di introdurre le due nuove norme già votate: la Legittima Difesa ed il Codice Rosso, importanti per gli operatori del diritto.
"L'intelligenza di questo profilo di indagine sulla legittima difesa sta nell'aggiungere dei paletti a tutela del soggetto di parte lesa. È una garanzia per chi viene accusato di eccesso colposo di legittima difesa".

Toccato anche il tema della violenza sulle donne, con la norma "codice rosso", contro la violenza domestica e di genere. "La nuova legge annulla le lungaggini giudiziarie e obbliga l'autorità giudiziaria ad ascoltare la parte lesa entro 3 giorni dall'accaduto. Le norme introdotte rappresenveroli bongiorno 350 mintano il principio di una civiltà giuridica in evoluzione al di là delle connotazioni politiche". Un intervento di natura tecnica che pur cercando di mascherarlo, sprizza approvazione ideologica da ogni dove.

E dopo un'ora di ovazioni ecco finalmente la parola al Ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno. Fin da subito sottolinea la sua vicinanza alla Lega essenzialmente per il tema sicurezza, un po' come a rinnegare tutti gli altri dogmi che in questi settimane il partito sta parafrasando. Parte dunque dalla spiegazione della sua creatura giuridica "Noi non pensiamo che la legittima difesa sia la soluzione a tutto. Reputiamo però essenziale stabilire chi sia l'aggressore e chi l' aggredito, perché l'attuale linea di demarcazione è troppo sottile. Chiunque entra a casa altrui, accetta un rischio perché è nel torto. Nella norma non è prevista una licenza ad uccidere ma può semplicemente a respingere, e il verbo non è casuale. Prima di questa legge per difendermi avrei dovuto operare un'indagine notturna. Ma cosa dovevo accettare e soprattutto come potevo comprendere le reali intenzioni? Per questo la legislazione deve prendere in considerazione la diversità del tessuto sociale. La novità introdotta è che se agisco in uno stato di turbamento eviterò il calvario giudiziario" E qui arriva il nodo centrale, la questione politica. Una legge tanto chiara impone una posizione soprattutto se si è sostenuta in campagna elettorale. Si può cercare l'equilibrio con termini che possono suonare meno aggressivi, ma in sintesi è un'autorizzazione alla violenza come da copione elettorale. Perché, ribadisce la Bongiorno "Una promessa non è una dichiarazione d'intenti ma un impegno, questo ci assicura una credibilità politica. Come ministro non voglio fare grandi proclami, ma apportare cambiamenti nella vita quotidiana del cittadino" Un colpo al cerchio, uno alla botte, per riabilitare il nome della Lega e supportarlo nella coerenza avuta in 10 mesi.

La par condicio legislativa riaffiora verso la fine dell'intervento parlando di violenza sulle donne. "Questa riguarda per primi gli uomini, non ha senso parlarne tra donne, perché serve condividere il tema del Codice Rosso. Il problema dei problemi è per me il tempo della giustizia. Chi denuncia una violenza non ha adeguati aiuti, anzi troppo spesso l'attesa è di anni. O lo stato reagisce subito o la denuncia diventa un boomerang. Questo stabilisce la norma, mira a garantire la tutela della donna". La fiera e tronfia Bongiorno chiude la sua spiegazione senza alcun assist per il candidato sindaco che si assicura comunque la chiusura. Lo fa citando Salvini: "Quello che proponiamo è un mondo di buon senso, se lo volete sapete dove votare". Minaccia o promessa?

Mentre il VinciSalvini, il nuovo metodo di propaganda del Vice premier, fa il giro del web, a Veroli la Lega ha tentato di recuperare toni concreti e moderati.
All'elettore l'ardua sentenza, tra poco più di due settimane.

 

 

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Veroli al voto. Parla il Sen. Gianfranco Rufa

Gianfranco Rufa 350 260 mindi Maria Giulia Cretaro - Gianfranco Rufa affonda l'ascia in un campagna elettorale che per ora non ha mostrato guizzi dialettici. Lo fa con l'aplomb che da sempre lo contraddistingue, loquace e per nulla formale, oggi più che mai fedele alla Lega targata Matteo Salvini, il suo partito in Parlamento per vocazione e stile.

Il Senatore consacra il suo appoggio a Marco Bussagli, candidato sindaco per il centro destra a Veroli, ribadendolo sin dalle prime battute di questa intervista. L'Onorevole rintraccia nella persona dello storico dell'arte tutto quello che serve a Veroli, città di arte e cultura che nessuno meglio del professore potrebbe rappresentare. Un comune che in questi anni, secondo l'On. Rufa, avrebbe potuto molto di più in termini turistici e di valorizzazione. Per questo il nome di Bussagli, curriculum invidiabile e levatura morale impeccabile, accolto senza riserve da tutta la coalizione, sei liste equamente divise tra civiche e di partito: Lega, Forza Italia e Fratelli D'Italia.

Nel 2014 a sventolare vessilli politici era stato il solo Rufa nella tornata amministrativa, azione che non pagò in quell'occasione ma che gli ha assicurato a distanza di quattro anni lo scranno a Palazzo Madama. Per queste elezioni, il Senatore non manca di sottolineare il peso che avrà il suo stesso partito, è certo che molti sbarreranno il simbolo Lega anche nelle comunali. Perché dopotutto, è prerogativa dello spirito salviniano, calcare i palchi dei piccoli comuni e dimostrarsi vicino alle esigenze del cittadino. Non è un caso che il Vice Premier sia riuscito a programmare una visita a Veroli per il 15 Maggio; sarà un comizio istituzionale pregnato di toni da campagna elettorale.

Un po' come gli altri calendarizzati per questi 20 giorni, da Bagnai al Ministro Bongiorno, senza dimenticare il Ministro dell'istruzione Bussetti tutti pronti a spendere una parola per il candidato di coalizione, strizzando un occhio alle europee, ça va sans dire. Abbandonata la panoramica nazionale, Rufa riprende per qualche battuta il precedente ruolo di consigliere, puntando il dito sull'operato, a suo dire lacunoso, del mandato di Cretaro. "Mi chiedo cosa sia stato fatto in questi anni per il Giglio e per Sant'Angelo in Villa, in cosa questa amministrazione è intervenuta per migliorare le condizioni della mia zona, soprattutto dopo aver venduto progetti con il Bilancio partecipativo“. Rincara la dose, concentrandosi sul cimitero, tema per il quale si era speso nei quattro anni al Palazzo Comunale tra i seggi dell'opposizione. "Erano stati promessi lavori e cambiamenti: oggi vedo solo rattoppamenti dell'ultimo minuto prima delle elezioni. Siamo ancora in attesa di un'altra via d'accesso, di cui non si hanno notizie". Continuando a parlare di servizi, l'attenzione si ferma sulla rotatoria a Casamari, in prossimità dello svincolo della superstrada. "Contando che in giunta c'è un Consigliere Regionale, cos'altro serve per intervenire su un tratto di viabilità tanto cruciale?" Critico su ogni fronte, molto più quando si sfiora l'argomento Palazzo Campanari; un acquisto immotivato e dispendioso, che a detta del senatore, ha tolto fondi per provvedimenti ben più importanti ed essenziali per la collettività. Ma è sulle strutture sportive che le critiche del Senatore piovono affilate sulla corrente amministrazione. La domanda che aleggia è come un'opera quale il Palacoccia, possa essere oggi ancora in attesa della piena agibilità. Mancano i parcheggi, una rampa d'ingresso adeguata, e la piena operatività dell'impianto; tutto a fronte dei nove milioni di euro già spesi. Un'amara realtà, costata cara e non pienamente fruibile.

Al disappunto per il Palazzetto, si associa anche quello per il Cereate. Il nuovo complesso sportivo sorgerà a Casamari ma, come ci tiene a precisare Rufa, su un terreno di pertinenza dell'adiacente abbazia. Tra trentacinque anni, infatti, l'opera realizzata dovrebbe presumibilmente tornare in possesso dei legittimi proprietari. Tra un sorriso beffardo e l'altro l'Onorevole leghista si chiede "mancavano forse a Veroli strutture sportive private da comprare e riqualificare? Così a braccio penso al Campetto della Mosca, a quello di Sant'Angelo in Villa, non sarebbero stati acquisti appropriati essendo impianti fatiscenti ma esistenti?“ Qui il ruolo di consigliere lascia di nuovamente il posto al senatore che ricorda come "è oltretutto grazie ai finanziamenti ministeriali che potrà essere realizzato il Cereate. È il Governo a permettere al Comune di non accendere un altro mutuo".


Chiara, dunque, la ferrea volontà di Gianfranco Rufa di vedere l'amministrazione Cretaro abbandonare la guida della città dopo il 26 Maggio. Nel dubbio, intanto, attivismo sul territorio e un po' di proselitismo retrò, tanto per ricordare che Veroli ha un Senatore, che non ha alcuna voglia di guardare solo altrove, perché bisogna sempre ricordare da dove si parte. Salvini ha dettato la strada, Rufa cerca di tenerne il passo.

 

 

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Veroli. Salta il confronto fra i 3 candidati a Sindaco

veroli comune 350 260Maria Giulia Cretaro - Giovedì 9 Maggio, ore 18, Aula Magna di Veroli: tutto pronto per il dibattito della triade di candidati a sindaco. Un confronto all'americana, con domande dei giornalisti e il contro alla rovescia per le risposte. Peccato che a presenziare sia stato solo l'attuale Sindaco Simone Cretaro. Perché nella mattinata dello stesso giorno, i due sfidanti al trono comunale, hanno pensato bene di affidare ai social la comunicazione della loro assenza. Concomitante la pubblicazione dei post da parte di entrambe le pagine ufficiali delle coalizioni, che adducevano come spiegazione all'assenza la parzialità del moderatore e la scarsa chiarezza delle modalità di svolgimento del dibattito. Forse Fabrizio Cretaro e Marco Bussagli si aspettavano la disertazione dei cittadini insieme alla loro. Eppure la sala, non era vuota, anzi. In molti hanno accolto l'invito del primo cittadino a partecipare comunque. La richiesta primaria ovviamente era stata rivolta agli avversari, sottolineando la disponibilità completa a scegliere un altro arbitro per il confronto, fosse stato anche un giornalista candidato nello schieramento avversario. Eppure neanche questo è bastato, tanto che imperterriti hanno rifiuto l'incontro.

Ammesse le remore dei candidati sull'obiettività dell'appuntamento, forse avvisare con maggiore preavviso, specialmente in rispetto della cittadinanza, sarebbe stato eticamente più corretto. Perché che ad orchestrare il tete à tete sarebbe stato Egidio Cerelli era ben noto a tutti da tempo, se la sua posizione non era reputata idonea da Marco Bussagli e Fabrizio Cretaro, potevano sottolinearlo tempo addietro, motivando le ragioni e proponendo nomi alternativi. Va aggiunto che tutti e tre i candidati avevo dichiarato completa disponibilità al confronto proposto loro dallo stesso Cerelli: tirarsi indietro qualche ora prima sembra più un lanciare il sasso nascondendo la mano. Chiederne poi un altro (sempre via social), in tempi e modalità sconosciute, che non si sa bene chi dovrebbe decidere, risulta piuttosto velleitario.

Perché se le polis ateniesi qualcosa insegnano, le arene di dialogo sono il miglior modo per vantare le proprie ragioni. Negare la presenza equivale a rinunciare ad esprimerle. Il pomeriggio di giovedì era un'occasione importante per tutti e avrebbe fornito il pulpito perfetto per enunciare i proprio dubbi e assestare colpi dritti. Questo perché in politica, chi concorre per la prima volta, parte sempre in vantaggio. È l'amministratore a correre più rischi, è una regola non scritta. Presentandosi Simone Cretaro ha acceso la sua campagna elettorale, fino ad ora passata in sordina, senza spot ma scusandosi per il mancato confronto in qualità di padrone di casa. Nel tentativo di guadagnare consensi, gli altri candidati hanno garantito al già sindaco un margine di vantaggio, se non politico, di sicuro morale.

 

 

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Veroli Proxima a sostegno di Simone Cretaro

VeroliProxima 350 260 minSei liste a sostegno di Simone Cretaro Sindaco, nessuna marginale, tra questa senza dubbio spicca Veroli Proxima, che inaugura la sua sede del comitato martedì 7 Maggio, dopo una sosta elettorale per rispetto della prematura scomparsa dell'Avvocato Paolo De Simone. Un connubio di volti noti all'amministrazione e di emergenti in politica ma non nell'attività sociale; questa la scelta eterogenea dei candidati. Da questo muove l'introduzione di Germano Caperna, consigliere provinciale e capolista per Veroli Proxima "Il nome della nostra lista vuole significare tanto: Proxima, perché la nostra vuole essere una Veroli che guarda al futuro, partendo dalla vicinanza con la gente.Vogliamo portare avanti le nostre idee con la qualità garantita da chi ha già amministrato. Esperienza che si rafforzerà con la presenza in lista di tante facce nuove: un insieme di professionisti e candidati di svariati ambiti lavorativi” Germano Caperna continua affermando “la necessità di fare squadra con la Provincia e la Regione. È questo l’unico modo per ottenere risultati. Tutto senza dimenticare la nostra identità europea, che ora più di prima, è un sostegno attivo alle iniziative locali. Per questo abbiamo deciso di appoggiare nuovamente la candidatura di Simone Cretaro, Sindaco stimato, serio ed onesto. Non possiamo quindi perdere l’occasione di riaverlo come primo cittadino alla guida della nostra Città di Veroli”. Ed è proprio Simone Cretaro ad assicurare con un breve inciso, la sua stima a tutti i candidati. Un insieme di cittadini prima che di 'politici' che si spende per il comune da tempo. Chi con le associazioni, chi come amministratore, tutti hanno contribuito a migliorare questa città, collaborando e lavorando in sinergia. Perché, come ci tiene a sottolineare il Sindaco " Questa lista non deve sperimentare cosa vuol dire amministrare, molti già lo fanno con convinzione e serietà. Soprattutto, amando Veroli, non solo ad un mese dalle elezioni, ma con azioni concrete e durature".

Nessun bisogno di rottamazione o nuovo a priori per il primo cittadino, che ricorda quanto la competenza acquisita possa essere un bagaglio importante più che una discriminante, sia per la crescita politica che umana. Parole che pesano, considerando che la squadra che lo ha accompagnato nel quinquennio costava di 5 Assessori alla prima esperienza amministrativa, affiancati però a "veterani" della politica locale.

Una presentazione breve, con due soli interventi e senza discorsi di rito. Un segnale di concretezza che passa già dagli slogan che tappezzano la sede. Una lista prevalentemente femminile, che annovera anche i due assessori donna della giunta, Cristina Verro e Patrizia Viglianti.
Veroli Proxima punta sulle competenze dei sedici candidati e su quanto potranno continuare a fare per la città.

 

 

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Veroli al voto: Fabrizio Cretaro M5S

FabrizioCretaroM5SFabrizio Cretaro* candidato da sindaco di Veroli per il M5S intervostato da Maria Giulia Cretaro (video) -  Acea è tra gli argomenti più spinosi per i Comuni Ciociari, in caso di vittoria di elezioni, come verrebbe gestita la questione Acqua ed i servizi ad essa correlati

 

Tralasciando le ultime vicende giuridiche che riguardano tale argomento, in caso di vittoria il nostro obiettivo sarà quello di presentare un piano di fattibilità che vada in direzione della ripubblicizzazione del servizio idrico, attraverso la costituzione di un soggetto di diritto pubblico che presenti però nella propria governance anche le associazioni di categoria promotrici dell’acqua pubblica. Il fine ultimo, sarà quello di incrementare e migliorare i servizi idrici già presenti sul territorio verolano.

 

La Regione Lazio ha riconosciuto a Veroli un primato culturale nella Provincia, come nel vostro programma questo punto di forza sarà portato avanti?

In prima battuta pensiamo di valorizzare l’aspetto culturale attraverso la riorganizzazione del marketing turistico territoriale; questo grazie ad una serie di strumenti che possano dare ancora più servizi al visitatore. In tal senso vogliamo allargare l’offerta turistica anche a quelle tipologie di turismo che sono state negli ultimi anni troppo trascurate dall’amministrazione.

 

È facile scadere, dopo la campagna elettorale, in una distanza con la cittadinanza. Da qualche anno è stato introdotto il bilancio partecipativo; può essere sufficiente questa iniziativa per conoscere le aspettative dei cittadini e come pensate di assicurare dialogo con la cittadinanza e la sua partecipazione attiva nelle scelte del comune?

Sicuramente non può essere sufficiente solo il bilancio partecipativo per capire le aspettative della cittadinanza. Noi proponiamo un contatto diretto con gli abitanti del territorio attraverso uno strumento che è quello dello sportello dei rappresentanti di contrada; questo ci permetterà di recepire le istanze di tutti i cittadini in maniera continuativa. Per quanto riguarda la partecipazione all’attività politica comunale, predisporremo anche altri strumenti tra i quali mi piace ricordare la diretta streaming dei consigli comunali ed il question time: ossia la possibilità reale e concreta data al cittadino di poter intervenire nella sessione del consiglio stesso.

 

Il comune di Veroli presenta un territorio di grande estensione, particolarmente frazionato. Come conciliare le necessità del centro storico e quelle delle contrade, per rispondere alle domande degli oltre 20mila residenti? Esempio:Quali sono le esigenze principali del centro storico? Nelle contrade ci sono esigenze comuni o anche particolari per ognuna di esse, quali?

Il nostro programma è volto a conciliare le necessità di tutto il territorio di Veroli. Questo sarà possibile grazie ad alcuni strumenti come lo sportello dei rappresantanti di contrada per raccogliere le istanze dei singoli cittadini. Ma anche grazie ai tavoli permanenti di concertazione, porto l’esempio di quello turistico e quello commerciale, che ci permetteranno di monitorare continuamente la situazione territoriale, consentendoci poi di intervenire tempestivamente sulle criticità presenti su tutte le frazioni di Veroli.

 

In un momento economicamente difficile come questo, parlare di imposte è quanto mai delicato. Quali misure sono previste? Come progettate la vostra gestione fiscale del comune e come incideranno o dovrebbero incidere sui contribuenti?

Il tema delle imposte è oggi quanto mai delicato.Noi proponiamo una serie di misure di cittadinanza attiva che possano ridurre il carico fiscale presente attualmente sulle spalle dei verolani. Ad esempio l’insieme delle soluzione che abbiamo studiato per il miglioramento della gestione dello smaltimento dei rifiuti. O il progetto “Veroli friendly” che si rivolge alle attività commerciali verolane, o ancora il progetto del reddito energetico. In sintesi, la totalità di queste misure ci permetterà di portare avanti un’azione positiva nei confronti della cittadinanza e di ottenere cosi la riduzione della tassazione per i contribuenti.

 

A conclusione dell’intervista, un breve messaggio di Fabrizio Cretaro rivolto ai cittadini di Veroli, per votare Movimento 5 Stelle il 26 Maggio
Io invito tutti i cittadini di Veroli a leggere il nostro programma e a discuterlo con noi nella piazze e sui nostri social. Il Movimento 5 Stelle di Veroli è pronto a governare questa città. Il 26 Maggio si giocherà una partita molto importante per il futuro di Veroli, dunque per il bene di Veroli, votate Movimento 5 Stelle per Fabrizio Cretaro Sindaco.

 

La video intervista a cura di Maria Giulia Cretaro

 

 

*Fabrizio Cretaro, 30 anni, è nato e cresciuto a Veroli. Dopo il diploma da Ragioniere Programmatore ha conseguito la laurea di Tecnico di Neurofisiopatologia. Si definisce in primis un cittadino di Veroli, quindi attivista del Movimento 5 stelle da quasi 4 anni ed ora è candidato sindaco per lo stesso, qui nel suo paese. 

 

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Veroli. La riapertura del Museo Civico Archeologico

Veroli MuseoCivicoArcheologico 350 mindi Maria Giulia Cretaro - L'amministratore guidata da Simone Cretaro sceglie un atto di spessore per avviarsi alla chiusura del mandato: la riapertura del Museo Civico Archeologico.
Il progetto, in cantiere dal 2018 con la denominazione di “Luoghi del tempo”, è stato presentato nella mattinata di martedì presso la Sala Consiliare di Veroli, gremita di cittadini e mezzi stampa.

Apertura affidata al Sindaco "Questo nuovo allestimento è frutto di un lungo lavoro, iniziato già dal Professor D'onorio e portato a realizzazione da questa amministrazione.
Il traguardo raggiunto non è altro che un punto di partenza. Il primo obiettivo è stato essere inseriti nell'OMR (organizzazione regionale museale),entrare a far parte di un circuito che che permetta di valorizzare le bellezze di Veroli. In seconda battuta, sarà necessario coinvolgere la Curia, per la riapertura della Biblioteca Giovardiana e creare dunque una rete del nostro patrimonio. Tutto ciò permetterà al nostro Comune di crescere, perchè investire sulla cultura è la vera prospettiva di sviluppo. Non certo soli ma collaborando con le numerose realtà associative, come la Pro loco, l’Airone e Ciociaria Turismo, già da tempo impegnate concretamente sul territorio e per questo meritano il nostro paluso. Chiunque amministrerà da Maggio avrà un testimone importante da portare avanti, con tutti gli onori ma anche gli oneri”. Parole, quelle di Simone Cretaro, che sottolineano l’elemento portante dei suoi cinque anni da primo cittadino; una città che punta sulla cultura e la continua promozione delle sue risorse.

Dello stesso avviso anche l’Assessore alla Cultura e al Turismo, Cristina Verro, attivo motore del progetto “Siamo partiti per un viaggio indietro nel tempo, un percorso lungo e studiato insieme alla Soprintendenza Archeologica della Provincia di Frosinone, Latina e Rieti .
Quello che è nato è un Museo dinamico, uno spazio a disposizione di tutti, non solo per le opere ma soprattutto per il ruolo didattico: la vera novità, infatti, sono i laboratori dedicati ai bambini che permetteranno loro di conoscere meglio il nostro territorio e la sua storia. Una sfida ambiziosa anche per il futuro, che potrà essere vinta lavorando correttamente e continuando a rispondere ai bandi nazionali ed europei per recuperare risorse altrimenti non disponibili.” A ribadire l’importanza della sinergia tra enti, la Direttrice del Museo, la Dottoressa Francesca Della Porta “Senza la volontà dell’amministrazione e l’attenzione della Soprintendenza questo progetto non sarebbe stato possibile, una lungimiranza che oggi permette di fruire di un Museo interattivo e in evoluzione costante” . La breve carrellata di interventi è stata conclusa da quello della Dottoressa Paola Refice, neo Responsabile della Soprintendenza delle Belle Arti “Passeggiando per Veroli si respira un passato importante e prestigioso, ne parlano le pietre e le strade oltre che gli elementi più noti. La forza di questo comune si concretizza nella restituzione ai cittadini di beni pubblici troppo spesso lasciati nascosti. Lo Stato da solo non può garantire la diffusione del patrimonio, è la collaborazione con l’ente locale a rendere la divulgazione culturale realtà”.

Il rinnovato allestimento interno, illustrato nella visita dall’Archeologa responsabile Daniela Quadrino, segue una linea tematica e temporale, con ogni sala dedicata a particolari momenti di vita quotidiana e non solo. Una di esse interamente destinata al sarcofago, prima posizionato dietro il Monumento ai caduti, ora restaurato e conservato adeguatamente. Un progetto che muove dal passato ma caratterizzato da una forte impronta innovativa: dalla cartellonistica ad hoc, ai nuovi reperti provenienti da Palestrina, passando per i tablet presto a disposizione dei visitatori tutto perchè possa essere un luogo accattivante oltre che d’interesse artistico.Un museo che strizza l’occhio alla completa accessibilità e fruibilità: la prossima dotazione di audio guide e materiale virtuale unita all’assenza di barriere architettoniche permetterà a tutti di godere del nuovo allestimento. Un museo interattivo già nell’immediato: numerose infatti le attività per l’età scolare curate dalla Dottoressa Brunilde Mazzoleni, che vedranno i piccoli partecipanti impegnati in lavorazioni manuali per renderli protagonisti coscienti della storia.

Un museo a guida femminile, che riconosce la professionalità e la proietta in un circuito moderno ed efficiente.
Un museo, ultima eco di un’amministrazione che ha scommesso sulla cultura vincendo a pieno il primo tempo. Perchè se la bellezza a Veroli non è mai mancata, farla riscoprire è un dovere e un merito di chi gestisce la res publica.

 

 

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Veroli. Verso il voto 2019

veroli comune 350 260di Maria Giulia Cretaro - A Veroli si voterà per le amministrative il 26 Maggio, lo stesso giorno in cui gli elettori italiani si pronunceranno sul nuovo establishment del Parlamento europeo.
Per il comune ernico una nuova sfida dunque, come di fatto lo è ogni appuntamento elettorale. A differenza di cinque anni fa, quando erano stati in sei a contendersi la carica di primo cittadino, attualmente i candidati si fermano a tre.

Sul numero ufficiale di liste civiche che sosterranno i candidati bisognerà attendere l'ufficializzazione dei programmi, ad oggi solo nomi sporadici che iniziano a palesare il loro sostegno all'uno o all'altro. Per ora l'elemento di novità è il ritorno al supporto dei partiti . Mentre nel 2014, solo l'attuale Senatore della Lega Gianfranco Rufa aveva riportato l'appoggio di Forza Italia, Fratelli d'Italia e Alleanza Nazionale, il 2019 verolano si profila come un ritorno al simbolo, da destra a sinistra, e la corsa dei 5 stelle. Questi ultimi hanno rintracciato in Fabrizio Cretaro, nella vita tecnico di neurofisiopatologia e attivista nel movimento da più di 4 anni, la figura più adatta per la rappresentanza in Comune, in un meet up tenutosi lo scorso dicembre. Di certo un'esperienza nuova per i pentastellati che a Veroli, per quanto concerne la politica locale, non hanno mai avuto un riscontro. Perché se il il voto nazionale esprime un malessere diffuso, quello delle amministrative definisce un rapporto diretto e concreto che si riconosce nella persona. Due mesi per vedere dunque se la partita nel comune ernico desterà i risultati attesi.

La proposta della coalizione di centrodestra è il professor Marco Bussagli, verolano d'adozione, pronto a contendersi il posto di primo cittadino con il sindaco uscente, Simone Cretaro.
Il suo nome non è certo sconosciuto al proscenium verolano, suo è stato l'Assessorato alla Cultura durante il primo mandato D'onorio. Storico dell'arte di spiccata levatura, sceglie di candidarsi con il sostegno di Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia; un'indubbia sterzata politica, vista la sua precedente collaborazione con il centro sinistra.
I meriti accademici ed il prestigio di Bussagli hanno probabilmente fatto gola a quell'ala politica orfana a Veroli di figure di riferimento, tanto da ottenere il beneplacito dei coordinamenti. Sintomo di questo, l'assenza di opposizione nel corrente mandato, specialmente dopo il salto di qualità dell'On. Rufa: cinque anni di consigli comunali poveri di proposte divergenti dalla maggioranza e di dialogo politico. E se la politica si nutre di confronto, a Veroli negli ultimi tempi è mancato, almeno in Sala Consiliare.
A tentare la riconferma come primo cittadino, quello uscente, l'Avv. Simone Cretaro, che si presenta con l'appoggio del Partito Democratico. Una candidatura annunciata ma non scontata, che porta con sé il continuum del lavoro già avviato. I cinque anni guidati dal giovane avvocato hanno visto una ripresa del comune sotto molteplici aspetti: uno su tutti, l'attenzione particolare verso la cultura, spunto attrattivo per la comunità. Progetti e dati sostenuti dalla situazione finanziaria del comune; uno dei pochi della Provincia con bilancio stabile e con un'importante capacità d'indebitamento.
Un lavoro di giunta che ha traghettato Veroli verso un percorso di crescita di certo solo all'inizio.

Questo è l'impegno che toccherà indistintamente i tre candidati: valorizzare le risorse già in atto e riqualificare il territorio nella sua interezza.
Oltre al centro storico, gli amministratori futuri dovranno tener conto di una popolazione di oltre 20mila abitanti, spalmata su numerose frazioni, distanti tra loro geograficamente e con esigenze diverse.
Essere il sindaco di tutti, spot elettorale tra i più sdoganati, è per Veroli realtà imprescindibile. Mentre Porta Romana è la via d'accesso per sempre più turisti, zone periferiche ma densamente abitate attendono ancora una rete fognaria operativa. Il commercio, concentrato tra il Giglio di Veroli e Casamari, ha abbandonato da tempo il centro storico, stentando a ripartire fatta eccezione per poche storiche attività.

Studiare delle misure appropriate per ogni realtà partendo dalle richieste dei cittadini; intercettare le necessità di un intero paese e tentare di condurlo ad una condizione omogenea è l'impegno concreto che va ben oltre quello elettorale. Redigere un programma appropriato conta, la sua attuabile realizzazione molto di più.
Dal 26 Aprile si aprirà dunque la campagna, da lì un mese intenso per raggiungere ogni cittadino e far comprendere passo dopo passo le azioni pensate per un comune tanto particolare.
L'appuntamento verolano può essere un'occasione per recuperare, seppur in una piccola realtà, un dialogo politico funzionale. Via i personalismi da vessilli partitici e spazio al miglioramento di un territorio seguendo il confronto. Ci sono tutti i presupposti perché questa possa essere una tornata elettorale consapevole, con programmi reali e candidati credibili, con lo scopo univoco di porsi al servizio della comunità.

 

 

 

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