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13 novembre '17. L'Attivo unitario di Cgil Cisl e Uil

Stamegna Briganti Coppotellidi Ignazio Mazzoli - «Quella che il Governo si appresta a varare non è una legge di bilancio che soddisfa pienamente i sindacati». Da questo giudizio Cgil, Cisl e Uil sono partite per una serie di assemblee in tutti i luoghi di lavoro volendo informare e confrontarsi sugli incontri in atto con il Governo.
Oggi con inizio reale alle 10 nel salone dell’Amministrazione provinciale a piazza Gramsci, sotto la presidenza di Gabriele Stamegna, Segretario generale della Uil di Frosinone; Anselmo Briganti, Segretario generale della Cgil di Frosinone e Latina, a nome anche di Cisl e UIL, ha svolto la relazione introduttiva partendo da un assunto: «Sono pochissime le risorse per lo sviluppo e soprattutto sono pochissime per il Sud e questo non può che lasciarci insoddisfatti, dal momento che proprio in questo territorio svolgiamo il nostro impegno sindacale». A conferma della scarsità di risorse Briganti cita lo stallo dell’APE sociale (anticipo pensionistico agevolato a costo zero per le categorie che ne hanno diritto) per il quale molte richieste sono state rinviate indietro perché (si dice) non ci sono soldi. E, quindi, preferiscono riaprire l’accoglimento delle domande a quando arriveranno i ricorsi. (Tutti si sarebbero aspettati un giudizio critico su questo Governo capace di cotanto agire, così si mormorava in sala)

Obiettivi e proposte

I sindacati uniti evidenziano che - con la Piattaforma “Cambiare le pensioni, dare lavoro ai giovani” e con il Verbale di sintesi del 28 settembre 2016 erano riusciti ad introdurre elementi di flessibilità ed equità nel sistema previdenziale definendo così positivamente la fase 1. La cosiddetta fase 2, al contrario, non ha dato le risposte attese.

«Il “Lavoro ai Giovani” e “la buona occupazione” richiede il rilancio degli investimenti, per favorire il lavoro stabile, rafforzare e qualificare l’apprendistato, investire in Formazione». Un passaggio di Anselmo Briganti è stato accolto con molta attenzione «la tutela dell’occupazione deve essere prioritaria anche nella gestione delle riorganizzazioni e nelle ristrutturazioni, inoltre, occorre allargare l’utilizzo degli ammortizzatori sociali ed estendere le coperture alle imprese con meno di 5 dipendenti, prevedere il sostegno al reddito per coloro che hanno esaurito la Naspi, anche con il reddito di inclusione (una miseria per pochi ndr), legato al potenziamento delle politiche attive. È doveroso portare rapidamente a conclusione i rinnovi dei contratti del settore pubblico, nel rispetto dell’Accordo del 30 novembre ’16, oltre ai risultati salariali è necessario: valorizzare il lavoro pubblico e migliorare i servizi al cittadino; stabilizzare i precari; valorizzare il secondo livello di contrattazione e ripristinare la vigenza triennale; estendere la defiscalizzazione del salario di produttività e del welfare contrattuale anche al Pubblico impiego».
«L’emergenza è l’occupazione, che non abbiamo affrontato con la forza necessaria». Giusta e apprezzata autocritica; troppo presto però, seguita da una “giustificazione” «Ma forse neppure c’era la forza».
Il tema pensioni è stato affrontato con tutto l’impegno che merita. «Ormai si va in pensione a 67 anni e oltre». Ma «Quali e quanti saranno i lavori usuranti?» Chi sta leggendo, oggi martedì 14 novembre, potrà averli conosciuti da tv, radio e giornali odierni.
Non ha esitato, Briganti, ad affermare che il tema pensione è molto importante, perché cambiare le pensioni è una delle condizioni anche per dare lavoro ai giovani. E, ha chiosato «Poi non lamentarsi che centinaia di migliaia di giovani vanno all’estero senza dimenticarsi che la loro preparazione è costata a tutti noi tanti tanti soldi».
Vanno ripresi i temi illustrati stamattina anche perché appaiono dei nuovi impegni dei sindacati uniti. Per ora non dimentichiamo le affermazioni: «riuscire a rappresentare e difendere i precari; nel sistema welfare ci deve rientrare tutto; incentivare la previdenza complementare; parità delle donne sui posti di lavoro, ma non basta. Ora bisogna fare un salto culturale e si devono riconoscere la loro diversità e le loro esigenze. Le disuguaglianze sono cresciute». E, un nuovo passaggio autocritico: «recuperare il ritardo dell’azione per accrescere il dialogo con i lavoratori. Ci vogliono iniziative, assemblee e tutte le iniziative necessarie».

Alcuni interventi

Vivace il dibattito. Avrebbe meritato a nostro avviso più tempo e più ascolto. Solo qualche intervento riportiamo qui di seguito.

Emilio Lucidi della Uil ha avvertito un pericolo: «Stiamo parlando la stessa lingua degli imprenditori. Il sindacato è un’altra cosa o dovrebbe essere. Non accetto che esistono lavoratori fortunati o sfortunati. Gli accordi si debbono fare per tutti. I lavori usuranti sono tutti. Dare lavoro è anche produrre una riforma dei lavori. Già in famiglia è un dramma lo scontro fra generazioni».
Dure critiche come non si sentivano da tempo. «Ma si può fare una legge di stabilità che pensa solo ad evitare l’aumento dell’Iva. La ricerca dei lavori usuranti non risolve il problema dell’età pensionabile. Il sindacato rischia di fare la fine dei partiti. Basta con il lavoro in affitto e quindi riformare la legge delle agenzie interinali. Basta con Garanzia Giovani e contratti di formazione a babbo morto».

Gino Rossi. Apprezza questo incontro e chiede che sia seguito da altri più frequenti per capire e dialogare. «Bisogna riprendere la lotta per difendere i lavoratori che spesso nelle fabbriche vivono come schiavi». E si chiede «Cosa dobbiamo fare e come ci dobbiamo organizzare. Un paese che non investe in ricerca e sviluppo che paese è? In questa provincia da oltre 15 anni neppure un investimento. Non è più tollerabile tollerare il lavoro precario come quello dei 530 licenziati FCA. Qualcuno ha pensato al loro stato d’animo? Pieni di speranze e di energie da mettere a disposizione e d’improvviso licenziati con un sms.»
Prosegue – Rossi - con un durissimo attacco al mancato pagamento, da 5 mesi, della mobilità prorogata a 630 disoccupati che l’hanno conquistata con Vertenza Frusinate. Si chiede: «Il lavoro come si crea? Mica con ridicoli bandi come quello dell’ASI per l’ex-Vdc o con le fatiscenti infrastrutture dell’Area industriale che gridano vendetta per come appaiono le strade Asi Manca la sostanza: l’iniziativa, la continuità della spinta. La risposta deve venire dal territorio senza di essa restiamo fermi.»

Silvio Ascani dello SPI-Cgil mira dritto al Governo: «non è credibile e l’Inps deve separare assistenza dalla previdenza (è diretto a Boeri ndr). Ci sono le elezioni ma non bisogna fermarsi, anzi proprio ora si deve dare battaglia. La politica locale non ci rappresenta.»

Romeo Caruso si sofferma sul lavoro che i disoccupati con Vertenza Frusinate hanno fatto e lui con loro: «Vertenza Frusinate è un movimento che ha rappresentato un valore aggiunto del sindacato, in dialettica con lui svolgendo percorsi paralleli. Abbiamo fatto un gran lavoro che l'informazione ha minimizzato, ma grazie al nostro impegno siamo entrati al Ministero del Lavoro per trattare. Straordinario, ottenendo così un risultato per noi e per tutti i disoccupati italiani con l proroga della mobilità legata ai tirocini per nuove occupazioni.»

«Oggi siamo anche impegnati – prosegue Caruso - in un nuovo progetto: una legge d’iniziativa popolare per il “Reddito minimo garantito verso l’inserimento e il reinserimento nel mondo del lavoro” e dobbiamo raccogliere 10.000 firme e ci rivolgiamo anche a voi sindacati perché facciate con noi la vostra parte. Inoltre, vorremmo lavorare insieme per un piano industriale su questo territorio.»

L’incontro si è chiuso poco dopo le 13,30 con l’intervento del Segretario generale della Cisl di Frosinone, Enrico Coppotelli.

 
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