fbpx
Menu
A+ A A-

Mòria: L’isola che non dovrebbe esistere

  • Scritto da  Tania Castelli e Lisa Ferraris

Migranti e accoglienza

L'isola nel mare più bello del mondo è diventata un inferno in mezzo ad un cimitero d'acqua salata...

Foto 1 Castelli Ferraris 380 min di Tania Castelli e Lisa Ferraris.

"Seconda stella a destra/Questo è il cammino/E poi dritto, fino al mattino/Poi la strada la trovi da te/Porta all'isola che non c'è ..."

Così cantava Bennato e in un mondo ideale le magnifiche isole del Mediterraneo dovrebbero far pensare solo alle fiabe.
Ma nella realtà, da cinque anni accade che un'isola nel mare più bello del mondo sia diventata, invece, un inferno in mezzo ad un cimitero d'acqua salata.

Come si è arrivati a questo? Facciamo un passo indietro.

* Maggio 2015 - l’UE decreta la costruzione degli “hotspot” al confine esterno europeo.
* 20 marzo 2016 - il patto tra UE e Turchia impone il respingimento in Turchia dei migranti irregolari diretti in Grecia.
* 2017 - l’Europa sospende il programma di reinsediamenti.
* 2017 - l’Italia finanzia la Libia per il contenimento della pressione migratoria malgrado questa sia sconvolta da una guerra civile sin dal 2011.
* Luglio 2018 – in Grecia (isole Chios, Leros, Samos, Kos e Lesbo) ed in Italia (Lampedusa, Pozzallo, Trapani, Messina e Taranto) i CIE (Centri di identificazione/Espulsione) vengono convertiti in hotspot.

In questo scenario avviene il rogo di Mòria. Una tragedia annunciata dalle decisioni sbagliate e disumane di un intero continente.
La sera dell’8 settembre viviamo con particolare partecipazione questo dramma attraverso il filo diretto con i volontari e gli attivisti che prestano la loro opera a Lesbo.

Nawal Soufi, un’attivista indipendente, scandisce attraverso i social la cronaca di un disastro annunciato, fra cui:
- “Non ho parole per descrivere quello che sta succedendo. Il fuoco ha divorato il campo di Mòria quasi totalmente”
- “Vi supplico di mandare una commissione d’inchiesta, controlli internazionali, per vigilare su cosa succederà domani.”

Altri volontari ci raccontano di oltre 12.700 persone (di cui 4.000 bambini e 2.200 donne – dati UNHCR) in fuga verso le colline circostanti, respinte dalla popolazione locale verso campo avvolto dalle fiamme. La polizia ha lanciato lacrimogeni verso i rifugiati e pare siano stati uditi anche colpi d’arma da fuoco.
Le notizie battute dalle agenzie di stampa e che i volontari e gli attivisti con cui siamo in contatto ci coFoto 2 Castelli Ferraris 380 minnfermano, riportando dettagli allarmanti: la struttura sanitaria dove i 35 pazienti trovati positivi al covid-19 erano stati isolati insieme ai loro congiunti, si è incendiato e sono fuggiti mescolandosi alla folla (solo 8 sono stati identificati e messi in quarantena). Così come la struttura carceraria del campo i cui detenuti si sono dispersi nella folla. Gli uffici, le strutture sanitarie e di servizio ridotti in cenere.

Riusciamo a sentire nuovamente Nawal Soufi* solo a notte fonda, quando ci invia un riassunto della giornata mediante un messaggio perché non è in condizioni di comunicare a voce.
In seguito scriverà ancora:
“Dopo l’incendio di ieri, che ha portato via circa il 70% del campo, oggi un altro incendio lo ha devastato completamente. Le persone sono in cammino verso la città di Mytilíni, la polizia li ha bloccati a Panaiuoda e ci sono stati scontri tra migranti e forze dell’ordine. La polizia ha risposto con lacrimogeni in piena presenza di bambini e famiglie intere.”
La cronaca degli orrori continua con particolari desolanti: una parte dei migranti è stata respinta nuovamente verso Moria, dove non c’è più nulla, né cibo né acqua, né elettricità.
Altrove i rifugiati cercano riparo nei boschi, nei parcheggi, sul ciglio della strada, persino nei cimiteri. E’ una emergenza nella emergenza umanitaria.

Nawal ci dà ulteriore testimonianza:
- “Molte persone anziane non riescono più a procurarsi da mangiare. Grazie alla raccolta delle donazioni che organizzo, sto consegnando dei soldi ad ogni famiglia per comprare l’indispensabile al market più vicino al campo”
- “Ci aspettiamo un’ondata molto forte di repressione: arresti e molto altro. Siamo preoccupati per i contagiati da covid. Ieri erano 35, con quello che ci è successo, non oso neanche immaginare a che numeri di contagio si potrà arrivare.”
Ma la situazione era sull’orlo del precipizio già da tempo:
- il Governo greco firma un contratto da €854.000 con la Aktoras, la più grande azienda greca nel settore, per la realizzazione di una recinzione attorno al campo.
- 1 settembre 2020 - Notis Mitarachi, ministro dell’immigrazione e dell’asilo, annuncia la trasformazione dei campi in centri chiusi, per impedire la diffusione pandemica.
- 5 settembre - le ONG presenti in Grecia, stilano un report sulla situazione dei campi nelle isole in cui si evidenziano forti dubbi circa le reali intenzioni del governo greco dietro gli ultimi provvedimenti. E’ evidente che il contagio nel campo sia arrivato mediante i contatti con persone esterne al campo e che quindi l’urgenza semmai era di non far entrare il visru, piuttosto che impedire a 12.700 persone di uscire.
- 9 settembre 2020 - il portavoce del governo Stelios Petsas di concerto col Primo Ministro, dichiara lo stato d’emergenza aFoto 3 Castelli Ferraris 390 min Lesbos per 4 mesi, inviando forze dell’ordine e reparti dell’esercito in zona, militarizzando l’area.

Nawal Soufi ci invia un messaggio che farebbe sperare sull’invio di navi e traghetti per dare riparo ai firugiati, oltre alla promessa di 3.500 tende da far montare nella zona di Limnos. (Ndr: attualmente non abbiamo notizia di tali imbarcazioni).
Temendo una Moria 2.0, il sindaco Stratos Kytelis ed i suoi concittadini hanno bloccato l'accesso ai due campi militari che avrebbero dovuto ospitare le tende. Tutte le vie che portano all’area occupata dai rifugiati sono state bloccate ed alle ONG o chiunque altro voglia prestare soccorso ai profughi viene rimandato indietro. Nel raggio di 6 km attorno alle ceneri di Moria viene impedito ogni accesso mentre gruppi di fascisti pattugliano le vie dirette a Mytilíni ed ingaggiano scontri con queste persone inermi. (Dati confermati falla report sulla situazione di Aegean Boat che auspica “che la UE non decida di finanziare delle prigioni per famiglie e bambini.”)

La débâcle europea in merito alla gestione dei flussi migratori e delle soluzioni adottate è evidente da anni come il motivo per cui i governi proseguono su questa strada: scoraggiare l’immigrazione in Europa. Poco importa se per farlo si violino trattati internazionali come la Convenzione di Ginevra, le carte costituzionali (vedi ad esempio quella Italiana – Art. 10 Principi fondamentali).

Soltanto in seguito ad un evento di questa portata c’è stato qualche risultato, ancora marginale, che dimostra quanto sia sempre stato possibile agire diversamente:
- 406 minori non accompagnati presenti a Mòria sono stati trasferiti presso strutture protette a Salonicco, Grecia continentale. Di questi 17 sono risultati positivi al covid-19 e quando la loro struttura è andata a fuoco sono stati trasferiti in quella carceraria che poi è andata a fuoco a sua volta;
- Erna Solberg, premier norvegese, ha avviato l’iter per poter accogliere 50 profughi di Moria, dando priorità alle famiglie con bambini.
(Ndr: questo gruppo andrà a far parte dei 3.000 migranti in quota alla Norvegia per l’anno 2020.)
- Altri governi Europei si dicono intenzionati ad accogliere. Si attende l’avvio dei reinsediamenti.Foto 4 Castelli Ferraris 360 min
Fra tante notizie drammatiche l’unico dato positivo è che non ci sono vittime e che oggi si stanno cominciando a montare un gruppo di tende nel poligono di tiro di Kara Tebe (confermato da Nawal Soufi) anche se non sono state chiarite le origini degli incendi.

In tutta Europa si stanno moltiplicando iniziative di sensibilizzazione e pressione politica sui Governi nazionali e sul Parlamento europeo in favore del riavvio del programma di reinsediamento in Europa dei rifugiati.
In questo ambito si inserisce Italy Must Act con il coordinamento di Europe Must Act lanciando un segnale chiaro e forte alle istituzioni nazionali ed europee riguardo a quanto sta succedendo negli Hot Spot greci anche mediante iniziative di piazza
- link *Chiamata per dimostrazioni spontanee* https://www.facebook.com/groups/763959397341370/permalink/829034480833861/

L’ultima testimonianza che riceviamo oggi (12 settembre) da Nawal Soufi riguarda una manifestazione pacifica a Mytilíni organizzata dai rifugiati del campo di Mòria, dai volontari e dagli attivisti presenti sull’isola alla quale il sindaco Stratos Kytelis ha risposto schierando le forze dell’ordine.
All’arrivo del corteo ai posti di blocco hanno lanciato lacrimogeni verso i manifestanti (tra cui donne e bambini) ed impedendone contemporaneamente la possibilità di disperdersi, li costringono crudelmente a restare nell’area pervasa dai gas irritanti.
L’intento repressivo di stampo fascista è palese e non possiamo fare a meno di chiederci quale futuro avranno i dannati di Mòria, l’isola che non dovrebbe esistere?

 

*Nawal Soufi la chiamano un po' in tutti i modi: alcuni "Lady Sos", altri "l'angelo dei profughi". In due anni ha aiutato oltre 20mila migranti a sbarcare in Italia, mettendo a disposizione il suo numero di cellulare e trasformandosi in un centro di smistamento chiamate utilizzato da migranti e disperati.

 

 

 

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

 

Torna in alto

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici