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26 settembre '20. Tanta pioggia limita una gran voglia di piazza.

  • Scritto da  Edgardo Maria Iozia

Italy Must Act

 Una Piazza piena di sentimento, poche ma bellissime persone

di Edgardo Maria Iozia
Mòria, l'isola che non dovrebbe esistereDa alcuni giorni, guardo le previsioni del tempo. Sabato pomeriggio sole. Un buon auspicio per il successo della manifestazione, organizzata con tantissimo impegno e sostenendo tutti i costi da Tania, un vulcano di idee, ma soprattutto di azioni.

La mattina un bel sole sorride, le previsioni, sempre bello. Prime nuvole verso l’ora di pranzo, imperterriti tutti i siti meteo danno sole pieno.

E’ ora di uscire.
Apro internet Sole. Mi dicono tranquillo non pioverà, nonostante nuvoloni neri si addensino proprio sulla mia testa.
Prendo l’ombrello.
Uscita metro Piazza Barberini. Piove a dirotto.
Piazza SS.Apostoli, un lago, presidiato da Vigili urbani, 4 camionette della questura, agenti della Digos in borghese.
Sono solo, fra poco più di un’ora dovrebbero arrivare i manifestanti….
Una birra per non perdere l’abitudine.

Tania, arriva leggermente in ritardo, fermata da solerti carabinieri che hanno visto la macchina stracarica di altoparlanti, manifesti, volantini e panche per anziani …
Aspettiamo, per scaricare, l’arrivo di rinforzi!
Le 17.00. alla spicciolata sono arrivati Andrea di Baobab, Joseph di Black Lives Matter che sistemano l’attrezzatura al riparo di un balconcino.

Erika e Silvio, compagni del gruppo Stati popolari, ci hanno raggiunto e anche loro ci danno una mano per sistemare i manifesti.
Rivediamo con grandissimo piacere Loretta, incontrata qui in Piazza alla manifestazione romana delle sardine del 16 Febbraio. Sembra un secolo fa.

Non piove più, sono le 18.00 si inizia.
In piazza, non più di trenta persone, venticinque le organizzazioni che avevano aderito alla manifestazione. Di fronte a tante adesioni, la questura era stata informata che si prevedeva una partecipazione di trecento persone.

Apre gli interventi Tania. Dopo aver presentato Italy Must Act e Europe Must Act, racconta della esperienza disumana cui sono costrette donne e uomini, ma soprattutto migliaia di bambini a Moria e in tutti i campi di rifugiati. Una Europa che si gira dall’altra parte, dove i casi di tentativi di suicidio di bambini di 10 anni sono a malapena stampati in un trafiletto, nascosto da un mare di altre “notizie”. Non è questa la nostra Europa, quella dei Padri Fondatori, dei “valori” conclamati, mai applicati, del timore di scatenare ondate di razzismo e di populismo.

Joseph di Black Lives Matter porta la sua testimonianza, da sempre in Italia, ha visto più volte rifiutata la sua domanda di cittadinanza per cavilli e interpretazioni burocratiche. Una condizione nella quale versano migliaia di “cittadini” che sono nati qui, o hanno assimilato la nostra cultura frequentando scuole ed università. L’annuncio dei cambiamenti ai decreti della vergogna, chiamati “sicurezza”, non determinerà nessuna novità sostanziale, nel solco della Turco-Napolitano, della Bossi-Fini, dei decreti Minniti e Salvini. Un filo rosso che unisce una impostazione securitaria, che ha guardato e guarda solo al montante razzismo, fomentato dalle destre fasciste, e alla crescente difficoltà delle amministrazioni di sinistra a far fronte a cittadini sempre più intolleranti.

Andrea ha informato che alcuni ragazzi assistiti da Baobab Experience sono risultati positivi, seppur asintomatici. Sono stati trasferiti in un albergo per la quarantena ed eventuali cure, ma decine di ragazze e ragazzi continuano a vivere all’aperto, alla Stazione Tiburtina, senza ricevere nessun tipo di assistenza e di cure mediche dalla Asl, solo i volontari di MeDÙ si occupano di loro! Abbandonati ed invisibili!
In mattinata, racconta Andrea, un barcone con 120 persone a bordo è affondato al largo della Libia, sono sopravvisuti in otto, quando forse era possibile salvare qualcuno, la Capitaneria di porto ha impedito di fatto la partenza di Mare Jonio dalla Sardegna, vietando l’imbarco ad un dottore e ad un esperto di salvataggio. Che differenza tra il governo giallo verde e quello del “cambiamento”?

Momenti iniziativa 26 set20 minAlcuni momenti dell'evento e degli interventi (clicca sulla foto per ingrandirla)

Prende la parola Silvio, non parla a nome di Stati Popolari, ma da cittadino indignato. Il suo intervento è stato incentrato sul tema della manifestazione, sulle condizioni inumane in cui versano i rifugiati nei campi, sostenendo la richiesta di evacuare tutti i campi profughi.
La costruzione di una alleanza dal basso per una nuova politica è indifferibile, necessaria per un reale cambiamento delle politiche sociali e di integrazione.

Silvio ha concluso dicendo che bisogna combattere la disuguaglianza. Non è normale che chi lavora e teme per il suo posto di lavoro, se la prenda con i migranti, anziché con i ricchi che campano di rendita e su quella rendita pagano meno tasse di un cassaintegrato. La battaglia per i diritti umani non si tiene senza quella per la giustizia sociale.

Tocca a me. Parlo dell’Europa e della delusione per le proposte della Commissione Europea, che non affrontano alla radice il tema di una nuova politica europea di asilo e di accoglienza, ma si limita a proporre un sistema di opzioni tra la redistribuzione degli immigrati o il pagamento, dopo otto mesi dallo sbarco, delle spese di rimpatrio. La Commissione sa perfettamente che i “rimpatri” devono essere assistiti da accordi bilaterali tra i singoli Paesi. Non basta obbligare al pagamento dei costi di rimpatrio, che comunque lascia sulle spalle dei Paesi del Mediterraneo oneri enormi. (Un rimpatrio in Sud America costa oltre 10.000 euro!). Europe Must Act, è impegnata a sollecitare una soluzione di redistribuzione, svuotando tutti gli hot spot e soprattutto a favorire politiche solidali e di integrazione.

Serena della delegazione di Monteverde anti razzista, è intervenuta per portare il contributo di esperienza sul territorio. Ha partecipato con convinzione alla manifestazione, ringraziando chi l’ha organizzata. Monteverde ha una tradizione democratica e antifascista antica, perpetuata da tante organizzazioni sul territorio, come ANPI, alcune Ong attive in Africa parrocchie. Insieme hanno avviato un confronto sui temi dell’immigrazione. Il gruppo di Monteverde ha fornito tutte le informazioni utili per aderire alla mini-sanatoria della scorsa estate e “protetto” dallo sgombero il campo Rom alla Monachina, al termine del suo intervento Serena propone di organizzare una call in rete tra le diverse associazioni, per definire una strategia comune.

E’ la volta di Alice, rappresentante dei giovani di Amnesty International. La loro presenza, un piccolo striscione un grande cuore! Sono ragazze dai 19 ai 22 anni, una speranza per il cambiamento di questo Paese. Si battono per la giustizia e il rispetto della dignità ovunque: Il suo breve intervento è una testimonianza di quanto di buono esiste nella società e di quante energie sono pronte a spendersi nel volontariato, nelle campagne di sensibilizzazione per la dignità e la legalità nei confronti delle persone più fragili o i cui diritti sono violati. Alice condividendo gli obiettivi della manifestazione, ha dato la sua disponibilità e quella del gruppo Young di Amnesty International a collaborare in futuro per azioni congiunte.

Loretta, professoressa all’università la Sapienza di italiano agli stranieri, una lunga militanza in movimenti e in lotte antirazziste ha portato la sua esperienza, avendo passato anche alcuni anni in Africa. Tra le sue considerazioni, considerando l’uso a volte strumentale, per lei non è necessario usare i bambini, per dimostrare le ragioni umanitarie e non dell’accoglienza e del soccorso.

Purtroppo in Europa l’opinione pubblica è divisa in due facce della stessa medaglia razzista, a destra i migranti sono brutti cattivi e pericolosi, l’altra faccia si presenta come soccorritore: narrare i migranti come fragili e sostanzialmente minori rispetto agli altri: una spocchia da rivoluzione in cachemire!

striscioni 26set20 minLe delegazioni di Amnesty International Young e Monteverde Solidale Antirazzista (clicca sulla foto per ingrandirla)

Tania ha concluso la manifestazione, ringraziando gli intervenuti, rammaricandosi per la scarsa partecipazione, ma sottolineando l’importanza comunque di questo incontro, che ha fatto incrociare e conoscere realtà di organizzazioni e persone impegnate sul tema.

Tra i partecipanti anche esponenti di Nonna Roma, una organizzazione molto attiva sul territorio per le attività di assistenza e di aiuto alle famiglie in difficoltà. Preziosa la loro opera in periodo di lock down.
In piazza erano presenti rappresentanti di Emergency e della Comunità di SanťEgidio.
Tre ragazze, in vacanza o per motivi di studio provenienti dalla Germania, Morena, dalla Francia, Alice, dal Belgio, Emma, hanno assistito dall’inizio alla fine a questa iniziativa, pur non parlando bene l’italiano, avevano avuto notizia da internet. Un fatto su cui riflettere…

Cosa resta di questa giornata, oltre l’inaffidabilità dei siti di previsione del tempo?
La constatazione che è sempre più difficile far “partecipare” persone a iniziative di questo tipo.
Ci mancava moltissimo il contatto, la “fisicità”, ma è come se lo tsunami Covid abbia inciso profondamente sui nostri comportamenti. Non possiamo dire lo stesso di altri Paesi.
Ci sono state moltissime manifestazioni in tutta Europa, molto partecipate.
Italy Must Act è ancora poco conosciuta, certo, ma se vediamo la partecipazione alla manifestazione nazionale organizzata da tutti i sindacati della scuola e da organizzazioni studentesche nello stesso giorno e alla stessa ora a Roma, ci rendiamo conto che il fenomeno è diffuso e riguarda proprio noi italiani.

La presenza seppur “simbolica” di diverse generazioni insieme. Pochi nella fascia 30/50, molte donne, il sentir comune di organizzazioni diverse per scopi e strumenti, la voglia di tutti di “manifestare” la testimonianza di una Piazza. Parole che Ruth, ragazza eritrea, che Alice dalla Francia, che Joseph, anche lui di origine eritrea, ma romano da sempre, che Emma da un piccolo paesino della Vallonia o Morena da Francoforte, hanno voluto coniugare insieme, sia al microfono sia con la loro presenza “eroica”, al freddo di un autunno severo e antipatico.

Ci siamo ritrovati con Tania e Loretta al mitico Bibo bar, luogo del nostro primo incontro per una pizza e una birra, e questo ha reso la giornata ancora più bella.

Voglio esprimere un grande grazie a Tania, che ha reso possibile tutto questo. La caparbia determinazione, lo spirito di intraprendenza e sacrificio meritavano una ricompensa di partecipazione numericamente migliore, ma la possibilità di costruire un nuovo percorso con tutte le organizzazioni e gli amici e compagni incontrati in Piazza, hanno reso questo incontro prezioso e pieno di ottime prospettive per la costruzione di quella grande rete solidale che Italy Must Act intende costruire in tutta Italia. Ricomincio da tre!

 

Edgardo Maria Iozia è un rappresentante delle Sardine Creative e di Italy Must Act
pubblicato sul n° 17 di CieseeMagazine

 

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