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Mediterraneo: 100 Morti in "24 ORE"

 Meditterraneo mortale

 Almeno 900 persone sono annegate nel Mediterraneo quest’anno

di Lisa Ferraris
naufragio 1 390 minE’ drammatico il bilancio delle vittime in queste ore nel Mediterraneo, la rotta più letale dei migranti

In due giorni si sono registrati al largo delle coste libiche 3 naufragi che hanno causato la morte di 100 migranti tra i quali anche 2 bambini. Le segnalazioni degli assetti aerei di Frontex e le richieste di aiuto ad Alarmphone in questi giorni sono stati continui.
Il 10 novembre Open Arms ONG spagnola e nave umanitaria effettua un primo soccorso in acque internazionali di un’imbarcazione con a bordo 88 persone tra le quali 2 donne in stato di gravidanza, poco dopo risponde ad una nuova segnalazione a 30 miglia dalle coste della Libia.

Un centinaio di migranti sono già in mare, tra loro donne e bambini, la loro imbarcazione sfondata, le persone aggrappate a quel che resta del gommone, i soccorritori riescono a recuperare 110 persone, ma si registrano 6 vittime tra le quali il piccolo Joseph di appena 6 mesi che i medici di Emergency a bordo della Open Arms cercano di salvare invano.
In quei momenti Watch the Med-Alarmphone e Frontex segnalavano al largo della costa libica altre quattro imbarcazioni con un totale di 275 migranti a bordo.

Due ulteriori naufragi vengono segnalati dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni nella giornata del 12 novembre. Un’imbarcazione con 120 persone al largo di Khums si capovolge e causa la morte di 74 persone i 47 sopravvissuti sono stati riportati nel porto di Tripoli dalla guardia costiera libica e 31 sono i corpi che sono stati recuperati nelle operazioni di salvataggio.
Altre 19 persone tra cui 2 bambini, sono affogati dopo che le loro imbarcazioni si sono capovolte nella giornata del 12 novembre.

Secondo l’OIM almeno 900 persone sono annegate nel Mediterraneo quest’anno cercando di raggiungere l’Europa anche a causa dei ritardi nei salvataggi, tutt’ora la ONG Open Arms è la sola ad avere il permesso di essere attiva nella zona, mentre le altre sono bloccate nei porti.

Federico Soda, capo missione OIM in Libia per Italy.iom.int
«La perdita di vite umane nel Mediterraneo centrale è una manifestazione dell’incapacità degli Stati di intraprendere un’azione decisiva per dispiegare un sistema di ricerca e soccorso quanto mai necessario in quella che è la rotta più mortale al mondo.
Da tempo chiediamo un cambiamento nell’approccio nei confronti della Libia e del Mediterraneo.
Non dovrebbero più essere riportate le persone a Tripoli e si dovrebbe dar vita al più presto, ad un meccanismo di sbarco chiaro a cui possano far seguito delle azioni di solidarietà degli altri Stati. Migliaia di persone vulnerabili continuano a pagare il prezzo dell’inazione, sia in mare sia sulla terra ferma.»

250 persone sono sbarcate questa mattina a Trapani grazie alla Open Arms, se le operazioni di soccorso fossero statenaufragio 2 370 min coordinate sarebbero state molte di più.
Nonostante il vertice di Malta svolto il 23 settembre tra Italia, Francia, Germania, Malta e Finlandia che presiedeva l’incontro sulla ripartizione dei migranti salvati nel Mediterraneo, non esiste ancora un piano comune che miri ai salvataggi in mare, mentre le ONG sono sottoposte a continue restrizioni che bloccano di fatto le loro attività.

Inaccettabile è, inoltre, che si continui a permettere alla guardia costiera libica di rimportare e migranti nel porto di Tripoli dopo che tutte le organizzazioni umanitarie e gli stessi rapporti delle Nazioni Unite hanno denunciato torture e abusi su uomini donne e bambini da parte della guardia costiera e nei lager libici.

Nei centri di detenzione si continuano a consumare gravi violazioni dei diritti umani, è necessario attivare sistemi di soccorso coordinati dall’Unione Europea creando un accesso a vie legali e sicure di transito per proteggere chi ogni giorno rischia e troppo spesso perde la vita.

 

Lisa Anna Ferraris della Redazione di UNOeTRE.it, è cofondatrice di "Melitea", associazione che si batte per la revisone della legislazione italiana e di quella europea per la  solidarietà e l'accoglienza dei migranti
 
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