fbpx
Menu
A+ A A-

A due passi da noi, l'inferno

Associazioni. Melitea

A due passi da noi, muoiono il Diritto e la Civiltà

Bosnia Malitea Foto 1 390 minA due passi da noi, muoiono il Diritto e la Civiltà nella più totale indifferenza: primo tra tutti il diritto di muoversi liberamente di ogni essere umano, peraltro sancito proprio dalle leggi dell'Unione Europea. Diritto negato a chi è povero e cerca un futuro. Ai migranti economici, e spesso anche ai profughi, infatti, le porte europee sono state chiuse in faccia trasferendo il problema dei flussi migratori lungo le frontiere serrate. E mentre una ecatombe avviene nel Mediterraneo, i confini europei di terra non sono meno insanguinati. Anche su questo fronte è difficile la conta delle vittime, così come in quelli a ridosso di Ventimiglia, in Piemonte e Valdaosta. Quelli che si avventurano nella neve alta e affrontano a piedi i 300 km che li separano dall'Italia seguono un percorso paradossalmente detto "the game" e se si smarriscono rischiano di finire nei campi minati (mai bonificati!) tra Bosnia e Croazia. I sopravvissuti, invece, rischiano la violenza nei respingimenti della polizia croata e bosniaca, i più fortunati arrivano in Italia e vengono rispediti indietro in un infernale circolo vizioso.

Sono tanti quelli che provano più volte la fortuna col "the game". Probabilmente è questo il motivo per Bosnia Melitea Foto 2 380 mincui spesso la polizia bosniaca o croata li marchiano sul capo con vernice spray: una pratica umiliante, violenta e disumana con la quale forse si tenta di riconoscere i "recidivi". Moltissimi di quelli intercettati vengono massacrati di botte, anche torturati e non osiamo pensare al destino di donne e bambini …

Il campo profughi temporaneo di Lipa, a una quarantina di km dal confine tra Bosnia e Croazia, è stato distrutto da un incendio il 23 dicembre, lasciando circa 1200 persone (tra cui moltissimi donne e bambini) nella morsa del gelo invernale senza alcuna assistenza, vestiario adatto, farmaci e cibo. Altri 2000, rimasti fuori dai centri d’accoglienza, sono sparsi nei boschi tra Bihac e Velika Kladusa dove la polizia di frontiera tra Croazia e Bosnia li bracca come selvaggina. L’Agenzia dell’Onu per le Migrazioni (Oim) che fino a settembre gestiva il campo di Bihac ed uno in una ex fabbrica dismessa, non è stata messa in grado di accoglierli nonostante forti stanziamenti economici, poiché in Bosnia la popolazione delle località in cui sono state individuate le possibili collocazioni si sono opposte scendendo in piazza. I sindaci e gli amministratori locali lamentano di non aver ricevuto le risorse economiche necessarie.

Ormai è una guerra fra poveri in cui non mancano squadroni di civili in passamontagna che catturano chiunque venga trovato illegalmente in quei territori.Bosnia Melitea Foto 3 350 min

In queste ultime settimane c'è stata una forte mobilitazione militare anche lungo il confine italiano, che ha chiuso i profughi in un cerchio mortale nel quale le vittime silenziose di questa nuova emergenza umanitaria restano nel folto dei boschi. Vittime di cui le nostre istituzioni non vogliono parlare. I gruppi di volontari e le ONG, come ad esempio Linea d'ombra, che operano all'ingresso in Italia e lungo i passi montani nazionali, da giorni lanciano l'allarme osservando il repentino interrompersi degli arrivi: temono il peggio.

L'Italia, che si è scatenata in un tam-tam mediatico scandalizzandosi per le vittime causate dal gesto di un manipolo di esagitati oltreoceano, tace invece sull'emergenza umanitaria che si sta consumando a ridosso dei propri confini (prima di mare ora anche di terra). Quelle vite valgono forse meno di altre? Se il timore dei populisti e dei difensori del Natale è quello di una "invasione" extracomunitaria nel Bel Paese stiano pure sereni: il nostro è solo un territorio di transito lungo un viaggio della speranza verso il nord Europa o addirittura verso il Canada, in piena crisi demografica e disposto ad accogliere migranti e profughi.

Perché i Paesi lungo i confini dell'Unione si sentono in dovere di perpetrare tali violenze e provocare queste emergenze umanitarie? Glielo chiede l'Europa? Il volto umano dell'Europa è forse questoBosnia Malitea Foto 4 390 min? E l'Italia vuole davvero rendersi complice di questo nuovo eccidio? Intanto, in un rimpallo di responsabilità tra Paesi di confine e Unione Europea, passano le settimane in un rigidissimo inverno che sta stremando migliaia di esseri umani, colpevoli unicamente di voler vivere.

 

Tania Castelli fa parte della redazione di CiesseMagazine e di UNOeTRE.it. E' cofondatrice di "Melitea", associazione che si batte per la revisone della legislazione italiana e di quella europea per la  solidarietà e l'accoglienza dei migranti
 

 

 

 

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Pubblicato in Melitea (exIMA)
Torna in alto

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici