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Nawal Saufi: scusami Fuad

Associazioni. Melitea

Documento dell''inferno che questi nostri fratelli e sorelle attraversano

NawalSoufi 350 minL'attivista per i diritti dei migranti e dei profughi Nawal Saufi, sta percorrendo la rotta balcanica seguendo il percorso fatto da migliaia di disperati lungo passi innevati e ambienti impervi.

L'intento è quello di documentare l'inferno che questi nostri fratelli e sorelle sono costretti ad attraversare, spesso subendo violenze e respingimenti.
Durante questo duro cammino ha ricevuto la tragica notizia della morte di un ragazzo con cui era in contatto e che le chiedeva aiuto.

Nawal ci fa dono di questa testimonianza e nel video in calce all'articolo* ci mostra in quali condizioni si deve marciare per sperare di entrare in Unione Europea rivolgendo un appello a noi tutti ed ai governanti dell'Unione.

«Questa è la storia di Fuad, libanese, giovanissimo, scappato dal Libano per motivi politici e arrivato in Grecia con la grande speranza di rifarsi una nuova vita... ma la richiesta di asilo viene rigettata per ben 3 volte, viene arrestato nella città di Atene e portato nel carcere del campo di Moria dove vive per quasi un anno.

Nessun provvedimento per liberarlo o riportarlo in Turchia.

Fino a quando il Campo di Moria ha preso fuoco: quella notte è stata terribile e lui insieme ad altri prigionieri sono riusciti a fuggire prima che le fiamme portassero via le loro vite.

Uscito dal carcere si è consegnato alla polizia più volte per capire cosa doveva fare perché il suo era comunque uno stato di prigioniero; nel periodo in cui tutti dormivano in strada e la polizia vietava l’ingresso a moltissime organizzazioni ci siamo incontrati tante volte portando degli aiuti quando potevo: per consegnare scatolame, del tonno, del formaggio e del pane ci sentivamo come dei criminali. Fuad era sempre sorridente. Era di religione cristiana e scherzava sul fatto che avrebbero rimpatriato tutti mentre lui sarebbe stato adottato da qualche Chiesa. Prendeva con ironia qualsiasi argomento.

Per dimenticare le sofferenze che stava subendo nel carcere è entrato nel giro degli psicofarmaci e del degrado in cui verteva il campo di Moria.

Droga e psicofarmaci entravano nel campo senza problemi e addirittura venivano consegnati dagli stessi medici come se fossero cioccolatini.

Nonostante il suo tentativo di consegnarsi alla polizia per poter capire come uscire dall’isola e quali fossero i passi da fare per poter regolarizzare la propria situazione la polizia non dava risposte. Ma un bel giorno arrivò un uomo in borghese dentro la tenda di Fuad e lo portò via insieme ad altri prigionieri accompagnandolo al posto di polizia di Mitilini.

Fuad rimase lì per circa tre settimane. Poi arrivò il trasferimento verso uno dei campi chiusi del nord della Grecia: come tutti i rifugiati stava attendendo in questi giorni di essere liberato. Ma La sua dipendenza doveva essere curata e i conti che Fuad aveva fatto erano conti sbagliati...Mi aveva contattata pochi giorni prima della sua uscita dal carcere.

Voleva sapere come stavo e voleva un biglietto dell’autobus per raggiungere la città di Salonicco una volta uscito.

Due giorni fa Fuad è stato liberato con un foglio di via dal territorio greco, ha raggiunto Salonicco...E tutte le sue speranze sono morte li...

Stava dormendo per strada in una piazza, evidentemente fatto di psicofarmaci e forse di qualcos’altro, quando la polizia ha cercato di svegliarlo insieme al suo amico.

Il suo amico si sveglia ma Fuad no, era già morto.

Scusami Fuad se non ho risposto ai tuoi auguri di buon anno ma ero in frontiera nella rotta …»

 

Documento dell''inferno che questi nostri fratelli e sorelle attraversano
*Link al video di Nawal Saufi in marcia lungo la rotta balcanica con l'appello all'Europa

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1319922918365196&id=100010425011901

 

dal CiesseMagazine pubblicato su www.sardinecreative.wordpress.com
Pubblicato in Melitea (exIMA)
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