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6 aprile 2009 – Abruzzo - L'Aquila

  • Scritto da  Silvana Varosio

MELITEA. Associazioni

 Ricordi di volontari andati in soccorso

di Silvana Varosio*
image0 390 minQualche giorno dopo riceviamo la richiesta di volontari da inviare per aiutare gli aquilani.

Molti di noi rispondono immediatamente e ci sentivamo abbastanza preparati (almeno nel mio piccolo); le immagini che arrivavano non lasciavano molti dubbi su quello che avremmo trovato.
23 maggio 2009: si parte! La voglia di arrivare e rendersi utile era tanta, ma man mano che ci avvicinavamo diventavamo sempre più silenziosi. Destinazione non l’Aquila, ma Tempera, una piccola frazione.
Eravamo preparati (per modo di dire) alle macerie, alle strade interrotte, al via vai dei mezzi di soccorso, alle tende e ai disagi, ma alla tenerezza dei visi degli anziani, alla paura negli occhi dei bambini e alla rabbia delle persone che non volevano abbandonare tutto per andare negli alberghi, nessuno ci aveva preparato.

Abruzzesi: popolo gentile, lavoratore e tosto; abbiamo cercato di aiutare come potevamo. Ognuno di noi aveva un incarico: ilimage1 370 min mio e quello di mio figlio era procurare tutto ciò che poteva servire ai campi del paesino e quindi tutti i giorni eravamo all’Aquila.
Credetemi non ci si abitua facilmente ai morti, ai palazzi crollati, alle case senza le pareti esterne. Senza volerlo entri nelle vite di altre persone: i quadri alle pareti, gli armadi aperti, la cucina, i divani, ecc. E quasi ti vergogni, ti sembra di invadere l’intimità delle famiglie.
Anche a Tempera la situazione non era diversa. Siamo riusciti a recuperare la campana e l’orologio della loro chiesa, completamente distrutta e quando non eravamo di servizio, si parlava con gli abitanti del campo: ognuno aveva la propria storia da raccontare.

Foto 3

Il nostro servizio è durato una settimana, ci hanno ringraziato tutti con una poesia scritta da uno di loro e noi abbiamo ringraziato loro perché siamo tornati più ricchi nel cuore.image2 370 min
L’amicizia continua ancora oggi a 11 anni da quella terribile notte.
La vigilia di Pasqua mi ha telefonato un “amico” di Tempera: “ Ciao signora Silvana, come stai? Lo sai che sono passati 12 anni? ma io non mi dimentico di voi!”.
Anch’io, anche noi non ci dimenticheremo mai di voi!!!

*Silvana Varosio Protezione Civile
Coordinamento di Cuneo

 

 

Tempera, 15 aprile 2009

Non avrei mai pensato
di avere bisogno di un aiuto così grande.image3 370 min
Non avrei mai creduto che persone che non conosci
te lo avrebbero dato.
Ho sempre creduto negli angeli, ma non pensavo che ce ne fossero così tanti.
Angelo Mastracci

12 anni fa il terremoto che devastò L’Aquila e l’intero Abruzzo.
Erano le 3:32 del 6 aprile 2009
A evento concluso il bilancio definitivo fu di309 vittime, oltre 1.600 feriti, circa 80.000 sfollati e oltre 10 miliardi di euro di danni stimati.

AQUILA Il sisma colse nel sonno migliaia di persone radendo al suolo case, monumenti, edifici storici, ospedali, università.

ONNA. Come fai a raccontare di Andrea e dell’urlo di dolore della madre che rompe il silenzio irreale di Onna? Come fai a raccontare di Benedetta, l’hanno trovata accanto al suo fidanzato, abbracciati per sempre. E come fai a dimenticare un bimbo di 8 mesi, stretto tra i corpi della madre e del padre? L’hanno avvolto in un lenzuolo bianco e adagiato su un prato. E accanto a questo bimbo ci sono altri 39 morti. Avvolti da coperte e dal silenzio assoluto.

TEMPERA a pomeriggio quasi terminato ci sono ancora tre corpi da recuperare, e i cani annusano i detriti scodinzolando a caccia di altri eventuali dispersi. La piccola frazione ora è cinta da un cordone di sicurezza, e la piazza viene svuotata e lasciata solo alle operazioni di soccorso. Nel primo pomeriggio, però, il cuore sventrato di Tempera era ancora accessibile ai temerari. Ogni poco, la terra tornava a tremare, le case pericolanti a cedere, i muri lesionati a sporgersi e a crollare. A ogni sussulto, a ogni tonfo un gran balzo al cuore per tutti, anche per chi se ne stava prudentemente al sicuro piangendo e maledicendo il terremoto.

Così come la sua terra, il popolo abruzzese è caparbio, determinato ed indomito.
Ferita dal terribile terremoto del 6 aprile 2009, la gente d’Abruzzo è stata capace di rialzarsi e guardare avanti con coraggio e voglia di ricominciare.

L’amore n’ vvò le bbellezze;
l’appetite n’ vvò la salze.
(L’amore non vuole bellezze; l’appetito non vuole salse)
Il popolo abruzzese è concretezza e pretende concretezza..

 

Il video della Protezione Civile in onore delle vittime di Tempera

 

 

 

 

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