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Trieste 17 aprile: la rotta balcanica

MELITEA. Associazioni

Una piazza europea per la manifestazione Balkanroute Calling (video)TriesteManifesto 350

Il 17 aprile sono scese in piazza a Trieste oltre 200 persone, tra loro anche molti attivisti, persone provenienti da varie città italiane e europee scese in piazza per portare solidarietà a chi tutti i giorni porta aiuto, cure e sostegno alle persone in transito lungo la rotta balcanica, rotta ormai diventata europea perché coinvolge tutti gli Stati del meridione dell’Europa.

Si è manifestato per affermare un netto rifiuto ai continui respingimenti, soprusi e violenze a cui sono sottoposti i migranti e di cui tristemente Trieste è diventata testimone.
Trieste, infatti, come si legge nel comunicato della manifestazione, “è lo snodo di arrivo delle persone in transito e nuova ripartenza: qui le rotte balcaniche si snodano verso altre mete, ed è qui, in questa zona di confine, che la polizia italiana ha effettuato respingimenti verso la Slovenia, perpetrando la pratica dei pushback a catena, all’interno di un sistema di abusi, violenze e deprivazioni, Trieste comizio mindove spiccano le torture della polizia croata, riconosciuto persino dai tribunali italiani.”

La carovana è iniziata in Piazza della Libertà, simbolo di solidarietà, la Piazza del Mondo ribattezzata da Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi dell’associazione Linea d’Ombra che affermano:
“Dai confini ci vengono restituiti migranti con corpi spezzati e le ossa rotte, incontriamo ogni giorno persone disumanizzate. Eppure arrivano qui con una capacità di resilienza straordinaria. Quelli che non riescono a raggiungere questa piazza, vengono catturati nei boschi, muoiono nei fiumi o vengono riconsegnati alla polizia croata che li massacra e deruba, per poi riportarli nell’inferno della Bosnia.”

La manifestazione si è poi spostata sotto il Consolato Croato ed il valico di Pesek, entrambi simboli delle politiche repressive eTrieste monumento min della violenza istituzionale.
Una piazza europea, dunque, che a dato rappresentanza a quella parte di cittadini che crede nel rispetto dei diritti, nella libertà di movimento e che condanna quei progetti finanziati dalla commissione europea, progetti che forniscono supporto finanziario, ad atti che contribuiscono alla violazione dei diritti umani, un Europa fatta da individui e non solo di finanza.

Franco Sartori del progetto Lesvos Calling dichiara: “Non vogliamo parlare di emergenza, perché è un concetto strumentale, vogliamo puntare il dito contro i colpevoli di questa situazione, contro chi attua respingimenti a catena e chiedere canali sicuri, libertà di movimento, documenti e permesso di soggiorno per tutti ed il rispetto delle vite umane.”
La solidarietà non può essere messa sotto attacco o venire considerata un crimine, le persone in transito non possono essere rinchiuse in campi che assomigliano sempre di più a veri e propri lager.

Dalla piazza di Trieste il grido è stato unanime: "noi sappiamo, non saremo mai complici e non resteremo mai indifferenti!"
Foto tre
Speriamo che questo sia l’inizio di un cammino che porta ad una presa di coscienza collettiva e di solidarietà, perché se è vero che nessuno si salva da solo, è anche vero che salvando quel popolo in cammino salviamo noi stessi.

 

Trieste min

Le Sigle aderenti alla manifestazione sono state numerose:

Campagna Lesvos Calling (Verona, Vicenza, Schio, Venezia, Marghera, Treviso, Padova, Trento, Bolzano)
Meltig Pot Europa
La Strada si cura Trieste
Progetto 20k Ventimiglia
Art Lab Parma
Ass. La Macchia, Rovereto (TN)
Un ponte di corpi Milano
Rete Porto Sicuro, Como
Officina 31021, Magliano Veneto
Melitea Roma
Redazione Comune.info
Solidarietà autogestita Firenze
Unione Sindacale italiana -CIT
Mediterranea Saving Humans

 

Il video

 

 

Link del video se si vuole conservare
https://m.youtube.com/watch?fbclid=IwAR0hn1w7eXAC1JAq91uLB9GdhJylnSjtHepBnbG2yDFB5aKnnn-dNbCu5O8&v=LUpW3TkciKw&feature=youtu.

 

 

 

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