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Che cos'è la perfezione? Così la vedo io

Ambiente Cibo e Umanità

Anche una mela ha il diritto di scegliere

di Lisa Anna Ferraris
lisaconnonna 350 minLa perfezione… cos’è la perfezione?

Quando ero piccola passavo le mie estati in campagna con la mia bis nonna.
La tipica casa di campagna nell’alessandrino: stufa a legna, un orto, qualche gallina, tanti topini, il dondolo, una fontana che tirava l’acqua dal pozzo, in cui ogni tanto si faceva il bucato, da cui si prendeva l’acqua per bagnare l’orto e da cui si beveva ottima acqua fresca (potabile? Non saprei, ma era fresca e sapeva di acqua).
La stufa perennemente accesa, su cui bolliva il minestrone per la sera. Ci sono profumi che ti restano dentro, irripetibili, unici, che se per caso li risenti da adulto ti catapultano nel momento in cui li hai sentiti.
Poi il “lettone”… materasso con erba e crini di cavallo all’interno (le paiasse pagliericci in italian o) io ero abituata al mio classico materasso torinese, ma quanto era comodo quello della mia bis nonna!
L’orto perfettamente studiato e inquadrato. Mia nonna era sempre nell’orto, toglieva erbacce. Zappettava, curava le piante come figlie.

A me in realtà non faceva fare molto, ero piccola .. tenevo la gomma dell’acqua ferma per bagnare il solco dei pomodori, sgranavo fagioli e piselli e al mattino partivamo con un vasetto di vetro per raccogliere la dorifora delle patate, in quei momenti la vedevo come Jack lo squartatore… lei metteva le “baboie” (in piemontese si chiamano indistintamente così tutti gli insetti dannosi e fastidiosi) nel vasetto e poi… quelli che riuscivo a nascondere o fare scappare sopravvivevano, gli altri no.
I pomeriggi in bici per andare dall’unico panettiere del paese per fare merenda con pane e mortadella, lungo la strada mi insegnava i nomi delle piante, dei fiori, come far suonare le foglie d’erba e far scoppiare i papaveri.

Quanto abbiamo perso e quanto abbiamo guadagnato in qualità di vita da quei tempi?
Ci siamo evoluti? Civilizzati? Siamo più ricchi, soddisfatti? Umanamente orgogliosi di essere come siamo?
Cosa non riusciamo più ad accettare del nostro passato? Siamo più comodi e sicuri di noi stessi?
Avevo dai 3 agli 8 anni nel periodo in cui frequentavo d’estate la casa di mia nonna, una decina di anni dopo un mio cugino anche lui di 6/7 anni frequentava casa mia, sempre in campagna, ma in un’altra zona: le Langhe.
Non potrò mai scordare la prima volta in cui quel bambino ha visto un baccello di piselli! E’ corso in casa da mia mamma gridando “Zia zia! Non sapevo che “nascevano” così, da noi a Torino nascono in scatola!”

“Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei”
Questa frase fu inventata da un famoso gastronomo francese Jean Anthelme Brillat-Savarin citata nel suo trattato “filosofia del gusto” nel 1825.
Ma nel 2020, sappiamo cosa mangiamo?

vignetodistruttodallagrandineForse facciamo finta di non saperlo per giustificare il nostro stile di vita. Super mercati, mercati e anche negozietti ci vendono frutta e verdura standardizzata; inverno, estate, sempre la stessa identica enorme possibilità di scelta.
Una mela raccolta e calibrata, viene messa in una cella frigorifera per 9 o 10 mesi in modo da rallentarne la maturazione, se si ammacca o è fuori dimensione viene scartata.
Volete il Bio? E’ un vostro e mio diritto, ma siete sicuri che sia veramente Bio?

Io ho un orto, non metto nessun tipo di prodotto, ma vi posso assicurare che negl’ultimi anni i cambiamenti climatici e l’inquinamento hanno messo a dura prova la mia risolutezza. I forti temporali, le grandinate, gli sbalzi di temperatura improvvisi, forse in città non sono un grosso problema, ma in campagna distruggono quello che mangiamo o vorremmo mangiare.

Le aziende agricole anche quelle Bio, per contrastare le perdite usano fare trattamenti con zolfo e rame (le aziende più oneste).
Piselli finissimi, carne tenerissima, mele grosse succose e lucide, prosciutto magro, mirtilli anche a Natale, potrei continuare per ore.. è questo che ci sta uccidendo: la perfezione.
La perfezione uccide, uccide noi, le piccole aziende, la gente onesta che lavora instancabilmente nonostante la terra sia bassa.
L’altra settimana sono andata al mercato contadino, li ho comprato una cassetta di albicocche grandinate….
Direte che sono pazza, ma lo rifarei altre mille volte se ancora ne trovassi!
Il contadino aveva quasi nascosto quella cassetta in un angolo, me l’ha proposta timidamente, mettendola di fianco alle altre perfette, gli ho chiesto allora se per caso avesse avuto anche albicocche beccate dalle gazze, perché sono le più dolci! Ci siamo messi a ridere, ero contenta come chi ha trovato il tesoro dei pirati!

Foto 3immigratiallavoro 350 min

La grande distribuzione, con le sue regole commerciali, ci sta uccidendo, non possiamo più fare finta di non saperlo, è la domanda che genera l’offerta, non il contrario.
Anni fa, in tempi non sospetti, ogni tanto dalle mie parti si sentiva vociferare che tra i boschetti ai lati delle vigne, si trovassero tende, resti di cibo, bucato appeso ai rami di noccioli. “per fortuna i carabinieri li hanno fatti sgombrare!”
Come dei topi nella loro tana… Chi sono?
Sono persone accampate, sono il nostro vino, il nostro olio, pomodoro, mela..
Sono il nostro cibo.. sono i disperati che lo raccolgono. In questi anni sono state ampiamente denunciate le condizioni di sfruttamento dei lavoratori stagionali. I più fortunati sono gli italiani, gli altri sono extracomunitari impiegati nei momenti di maggior produzione e raccolto, invisibili mentre lavorano e dimenticati a “contratto finito”.

Il 10% di loro non ha alcun tipo di alloggio e il 53% dei lavoratori firma un contratto, ma il patto si fa sul campo. Il contratto di fatto è carta straccia da utilizzarsi a beneficio del datore di lavoro in caso di necessità e così si creano ghetti e accampamenti.
Se è vero che siamo cosa mangiamo, io non voglio essere tutto questo, i nostri figli non devono essere questo, me lo ripeto come un mantra: voglio le albicocche grandinate, voglio trovare le lumache tra l’insalata, voglio sapere cosa mangio, voglio poter scegliere chi essere.

Questo per me è la perfezione!

 

Lisa Anna Ferraris della Redazione di UNOeTRE.it, è cofondatrice di "Melitea", associazione che si batte per la revisone della legislazione italiana e di quella europea per la  solidarietà e l'accoglienza dei migranti
 
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