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Diritti civili, interculturalismo, inclusione, parità, dignità...

#DIVERSƏDACHI. Associazioni

Roma in Piazza del Popolo domenica 28 febbraio alle 15,00

ZeroDiscriminazioni minIl movimento antirazzista Black Lives Matter Roma, insieme a molte realtà di attivismo sociale, sarà a Roma in Piazza del Popolo domenica 28 febbraio alle 15,00 per discutere e promuovere temi quali: riconoscimento dei diritti civili, interculturalismo, inclusione, parità, dignità, nuovi approcci culturali al valore sociale delle differenze.

L'evento di incontro e confronto con la cittadinanza romana è stato indetto in vista della Giornata mondiale contro tutte le discriminazioni del 1 marzo ed apre un nutrito calendario di manifestazioni che si terranno nella Capitale fino al 1 aprile.

Sarà l'occasione soprattutto per esprimere l'opposizione ferma e decisa della società civile al razzismo, alla discriminazione e all'emarginazione. Dunque l'appuntamento è per tutti a Roma, Piazza del Popolo, Domenica 28 febbraio alle ore 15,00 per un evento dal titolo #DIVERSƏDACHI

Comunicato ufficiale del comitato promotore, lista promotori e aderenti ed evento Facebook nei link di seguito

 

http://questaeroma.org/diversədachi-no-alle-discriminazioni-no-al-razzismo-no-alle-intolleranze-domenica-28-febbraio-2021-dalle-ore-15-alle-ore-18-in-piazza-del-popolo-a-roma/

 

https://fb.me/e/20LuPXn7O

 

 

 

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One, nisciun centomila, 8 settembre

Incusione RiseHub

L’Associazione Rise Hub, in collaborazione con ViviCasalvieri e il Collettivo Storie D’Amare, Vi invita a partecipare alla seconda edizione del Festival dell’Inclusione in Valle di Comino, quest’anno intitolato ONE, Nisciun e Centomila, che si terrà Domenica 8 Settembre dalle 18:00 a Posta Fibreno in via Carpello (area tra il bar Elfo del Lago e lo Smile Pub).

Questa seconda edizione sarà dedicata al Viaggio, un tema antico e peculiare per il nostro territorio e la nostra Storia che affronteremo grazie alle testimonianze dirette di storie di Emigrazione, di Immigrazione e di Restanza.

Tra gli ospiti avremo l’onore di avere la scrittrice Chiara Ingrao, che attraverso il suo ultimo libro Migrante per sempre fornirà al pubblico strumenti di riflessione sul perché sia importante e necessario parlare e raccontare di migrazione.

Parteciperà inoltre Cesare Erario, fondatore e curatore del Museo Académie Vitti, un gioiello della nostra Valle e storia unica al mondo di emigrazione, coraggio e resilienza.

L’evento sarà accompagnato da mostre fotografiche, musica dal vivo e cibo. Nella speranza di potervi accogliere nella splendida atmosfera del Lago di Posta Fibreno, cogliamo l’occasione per inviarvi cordiali saluti.

 

Rise Hub, Collettivo Storie d'Amare, ViviCasalvieri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ciack, si gira in Ciociaria: Una storia dall'esclusione all'inclusione

faraz alam 350 260 mindi Ivano Alteri, intervista a Faraz Alam - In un mondo di sopraffatti e sopraffattori, di vite predestinate all'esclusione, alla marginalità; condannate a restare per sempre inespresse, nella frustrazione che imprigiona e strazia, non è mai mancato e non mancherà mai qualcuno che a quel mortifero destino si ribella, e trovi il modo perché esso sia messo con le spalle al muro. In questo caso il suo nome è Bella, una bambina che con una “magia” della volontà cambia il proprio destino, e col suo il nostro. Chi pensa “questo è il mondo e questo sarà per sempre!” è suo nemico; e certo non conosce Faraz Alam, libico con cittadinanza indiana, regista del cortometraggio che sarà girato in Ciociaria, tra Fumone e Trivigliano, dal 24 al 27 maggio, di cui Bella è la protagonista principale.

Il film, prodotto dalla società cooperativa italiana Baburka Production, nasce con l'ambizione di partecipare ai vari festival internazionali del cinema; e non è esclusa una “prima” qui a Frosinone, quando sarà il momento. Intanto, l'autore e la produzione hanno chiesto, ed ottenuto con entusiasmo, il patrocinio e la partecipazione dell'Anpi provinciale di Frosinone. La sezione cittadina dell'associazione dei partigiani d'Italia è già in attività da qualche settimana per mobilitare i propri iscritti e simpatizzanti, con riunioni ed “eventi” sul web, invitandoli a partecipare come comparse alle riprese della scena finale, il 27 a Trivigliano, in cui la folla tripudierà Bella e canterà in coro “Bella ciao”. Una storia fuori dal tempo, perché insita in ogni tempo; una storia della volontà che spazza via ogni destino; una storia di liberazione e inclusione di cui abbiamo voluto parlare con lo stesso regista Alam, per farcene svelare i suoi tratti delicati e la sua poetica.

Alam, cosa vuole esprimere con la Sua poetica?

Non voglio raccontare una situazione politica specifica, ma descrivere un quadro generale, poiché quella narrata è una situazione che si ripete nel mondo, ovunque, tra oppressi e oppressori.
Ho il desiderio di raccontare queste storie come osservatore: non come chi le vive dall'interno, bensì le guarda dal di fuori. Come un outsider, quale sono per mia natura.
Non certo come straniero, ma come chi non è mai al centro di quel che accade, che è un po' di qua e un po' di là, intorno.
È così che è arrivata l'idea di Bella, il personaggio principale di questo film, che parla di libertà e inclusione.

Chi è Bella?

Bella è una bambina, che per il colore della sua pelle e per la sua provenienza sociale è emarginata, esclusa, condannata dal destino.
E sebbene il film voglia raccontare una storia atemporale, poiché non si riferisce a nessun tempo specifico, è però perfettamente inserita in questo tempo, poiché è una storia che si ripete tutt'oggi, ovunque.

Quindi vi si racconta il passaggio dall'esclusione all'inclusione?

Sì, e il finale del film è positivo, forse utopico. Ma è un'utopia che si può raggiungere, come fa Bella con la “magia” che mette in atto nel corso della storia, cambiando il suo destino.
In questo senso, quello della chiromante è un personaggio chiave, perché prevede un futuro uguale per tutti, al quale tutti resterebbero inestricabilmente legati, se ognuno non mettesse in atto la propria magia, come fa Bella.

Perché girare questo film a Fumone, a Trivigliano, in Ciociaria?

Perché volevo trovare un posto che non fosse ancora consumato e rovinato dal capitalismo. A parte la bruttissima antenna televisiva che deturpa il paesaggio (ride!), tutto il resto del borgo è rimasto intoccato dal consumismo e dal capitalismo.

E perché avete coinvolto l'Anpi?

Perché, prima di tutto, col tempo ho imparato che se si vuole far funzionare un'opera d'arte, le persone che vi sono coinvolte devono essere appassionate, devono crederci; poiché se non condividono l'idea politica che vi è nel profondo, non può andar bene. E l'Anpi crede profondamente nell'idea di liberazione e inclusione presente nel messaggio del film. Un'altra buona ragione è l'accoglienza che l'Anpi ci ha riservato, a fronte della nostra richiesta; e penso che questa per noi sia una motivazione importante, che farà andar bene le cose.

Alla fine del film tutti cantano “Bella ciao”. Perché questa canzone italiana per un film di respiro internazionale?

Perché “Bella ciao” è diventato un inno a livello quasi globale; e anche se è nato in Italia, quando si sente si capisce di cosa parli. E il testo della canzone, poi, è molto romantico: è bello sentire chi dice “se muoio, metti un fiore sulla mia tomba, affinché chi lo vede dica che quello è il fiore del partigiano, morto per la libertà”.
Quindi, il messaggio del film non è così utopico, come potrebbe sembrare, perché rappresenta qualcosa che può avvenire, poiché è già avvenuto.

Quale sarà il titolo del film?

È qui che si pone il problema del linguaggio e della lingua, per me che non parlo italiano (ride). Io voglio che il film abbia un titolo in italiano...

Anche a livello internazionale avrà un titolo in italiano, quindi?

Sì. Perché voglio che nel film emerga questa dualità. Troveremo un titolo migliore di quello attuale, in inglese: Between the lines.

Allora lo lasciamo in sospeso...

Sì. Poi, probabilmente, potrà venire fuori anche da quello che faranno le persone coinvolte, gli iscritti e gli amici dell'Anpi, durante le riprese nella piazza di Trivigliano.

Frosinone 18 maggio 2018

 

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C.O.R.I. Cambia Opinione Accetta l’Inclusione

C.O.R.I.4 350 260 min 28kL’ente lepino ha presentato al Ministero dell’interno il proprio progetto FAMI per l’accoglienza territoriale integrata dei migranti

C.O.R.I. - Change Opinion Recognize Inclusion (Cambia Opinione Accetta l’Inclusione) è il progetto territoriale di accoglienza integrata, diffusa e di qualità presentato nei giorni scorsi dal Comune di Cori al Ministero dell’Interno in risposta all’avviso FAMI 2014/2020 e nell’ambito del Programma Nazionale di Integrazione col quale il dicastero ha ripartito i richiedenti asilo e rifugiati in Italia tra gli enti locali aderenti allo SPRAR.

La proposta inoltrata dall’ente lepino è stata elaborata dal partenariato di qualificati operatori del terzo settoreSindaco di Coro aggiudicatari del relativo bando comunale di co-progettazione: Istituto Comprensivo Cesare Chiominto, APS Futuro Digitale, Il Circo della Farfalla Onlus, La Casa del Sole Onlus, Coop. Il Quadrifoglio, Coop. Karibu. In caso di realizzazione questa rete si estenderebbe alla partecipazione sinergica di altre associazioni che hanno manifestato il proprio interesse.

“Le iniziative di politica attiva previste puntano a coinvolgere e responsabilizzare l’intera comunità rispetto al fenomeno migrazione – spiega l’Assessore alle Politiche Sociali Chiara Cochi – questo infatti è l’unico modo per garantire un orientamento ed inserimento completo, controllato e sicuro nella nostra comunità, con reciproci benefici culturali, sociali ed economici, attraverso specifici percorsi formativi e professionalizzanti.”Assessora di Cori

“L’approvazione di questa progettualità consentirebbe unicamente di incrementare e potenziare gli interventi e i servizi di ospitalità, integrazione ed inclusione rivolti ai migranti già presenti nel nostro paese – precisa il Sindaco Mauro De Lillis - sono esclusi ulteriori nuovi arrivi, dal momento che tramite i CAS e lo SPRAR abbiamo raggiunto la quota parte proporzionale che ci compete secondo le disposizioni della Prefettura e del Viminale”.

 

C.O.R.I.

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A ExtraTV, Caruso parla di reddito d'inclusione

ExtraTv minLa prima volta di ExtraTv nel dare voce a Vertenza Frusinate ed alla sua iniziativa per la promozione della LIP regionale finalizzata all'ottenimeto del reddito minimo per la inclusione e reincliusione al lavoro, la raccolta delle firme e la ricerca di sostegno presso gli enti locali del Lazio: In questa prima occasione intervista Romeo Caruso, coordinatore del Comitato per la presentazione della LIP.

 

 

 

 

 

 

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Veroli a sostegno della LIP per il Reddito d'inclusione

veroli comune 350 260di Ignazio Mazzoli (video) - La LIP per il reddito d'inclusione e reinclusione nel mondo del lavoro fa un altro passo in avanti verso la discussione e speriamo l'approvazione nel Consiglio Regionale del Lazio.
Il consiglio comunale di veroli alle 20,45 di Venerdì 6 aprile ha approvato l'adesione a questa LIP con una grande e convinta maggioranza. 3 sole astensioni fra cui quella del Sen. Gianfranco Rufa della Lega.

Da queste colonne molte volte abbiamo parlato di questa strordinaria iniziativa dei disoccupati di Vertenza Frusinate, che di fronte a tanta sordità e promesse non mantenute, in primo luogo dalla Regione Lazio giudata da Nicola Zingaretti, hanno preso l'iniziativa di elaborare e scrivere una proposta di legge di iniziativa popolare con l'aiuto genroso di esperti e persone competenti. Lunga la strada che inizia il 23 marzo 201 nell'aula del Consiglio Provinciale, passa per la presentazione ed il deposito della propoista presso i competenti uffici della Presidenza del Consiglio Regionale laziale e poco dopo attiene l'autorizazione alla raccolta delle firme per arrivare alla discussioine in aula.

Le possibilità sono tre per realizzare questo obiettivo, raccolta di firme su moduli vidimati dai comuni, il voto di almeno 5 comuni o il voto di un consiglio provinciale. Si stanno percorrendo tutte e tre le strade. C'è da dire che l'approvazione dei consigli comunali è un'occasione di grande emozione.
La discussione che precede l'approvazione da parte del consiglio comunale di Veroli ne è stata una grande prova. Dalla presentazione della proposta di adesione svolta dalla giovane Assessora Patrizia Viglianti, all'appello al voto del Sindaco Simone Cretare c'è stata la manifestazione evidente di una convinta e calda partecipazione a questa iniziativa. Senza demagogia e senza perdersi dietro ai sentimentalismi, sono stati colti tre elemntoi fondamentali: la consapevolezza della grande dimensione della disoccupazione, 350.000 le persone senza occupazione nel Lazio di cui solo nel frusitate sono 135.000, come l'assessora Viglianti ha ricordato in modo incisivo; due, è stao evidente l'orgoglio di discutere e sostenre una inziativa nata dal "nostro territorio", come con una punta di tenerezza ha ricordato Patrizia Viglianti, rendendo già evidente un sentimento che il Sindaco Simone Creatario ha voluto evidenziare sottolineando come in questo caso si sia senza dubbi di fronte ad una reale manifestazione di partercipazione democratica che coinvolge anche perchè parte dal frusinate, ma non solo, perchè mette alla prova le isttituzioni che dovranno dimostrare di sapere ascoltare e raccogliere le proposte popolari. Un passaggio, questo, della seduta, assai rilevante e di grande impatto emotivo; terzo elemento di assai importante la forte sottolineatura di come questa proposta non solo corrisponda ad una ineliminabile necessità di sopravvivenza, assolutamente irrinunciabile, ma come ha detto il Sindaco, interviene in quell'ambito, spesso trascurato, che riguarda la voglia di lavoro da riconquistare come stato di vita indispensabile per assicurare dignità e rispetto ad ogni persona donna o uomo, giovane e vecchio.
Voglio dirlo, niente normale amministrazione, ma una evidente manifestazione di sintonia fra popolo e Istituzione. Grazie di cuore al Consiglio Comunale di Veroli per questa lezione corale di stile come ha confermato anche l'intervento del consigliere Germano Caperna a nome della maggioranza.

Il Consiglio non si è limitato al voto, ma ha voluto saperne di più come dimostrano i quesiti posti dai consiglieri Assunta Parente e Gianfranco Rufa. Ogni richiesta d'informazio9e è stata soddisfatta con ricchezza di argomenti da Romeo Caruso Coordiantore del Comitato per LIP del Reddito d'inclusione e di reinclusione, che nelle sue risposte ha anche ripercorse le tappe di una marcia, faticosa ma non inutile di Vertenza Frusinte, durante la quale ha conquistato fino ad ora, provvedimenti importanti non solo per i disoccupati ciociari, ma di tutta Italia nelle Aree di Crisi Complessa come avvenne il 9 maggio 2017 al Ministero del Lavoro ottendnedo emendamenti che poi sono diventati legge nel "Milleproproghe" approvato all'inizio dell'estate scorsa.
Il Sindaco Cretaro ha detto che forse quello di Veroli poteva esser un esempio da seguire. Ce lo auguriamo tutti perché in questa seduta consiliare si è dimostrato che Istituzioni e popolo possono dialogare e contribuire a costruire il bene comune.

 

Il video in cui presentano la proposta l'Assessora Patrizia Viglianti e il Sindaco SImone Cretaro. Autore del video è Romeo Caruso

 

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Cos'è l'inclusione?

PinaIsopo 350 260 minSabato 18 novembre si è svolto il primo degli incontri in preparazione dell’assemblea per la Democrazia e l’Uguaglianza che si svolgerà a Frosinone il 1° dicembre prossimo nel Salone della Provincia di Frosinone. Presieduto e coordinato da Nadeia De Gasperis ha ascoltato otto interventi sul tema della "inclusione sociale". A tutti coloro che sono intervenuti abbiamo offerto le colonne de L’Inchiesta e di UNOeTRE.it per pubblicare integralmente quanto da loro detto.

La professoressa Pina Isopo ha accolto subito l'invito e messo a disposizione il testo con cui ha partecipato al dibattito e così ci parla di sé e del suo impegno: “quando avevo circa 25 anni mi sono trasferita in Francia con i miei figli, ho imparato la lingua francese che non conoscevo minimamente, ho insegnato italiano presso il Centro Kiron di Parigi, ho collaborato con l'Ambasciata somala di Parigi ed anche con l'ex Ambasciatore Samantar per la redazione di articoli, testi da pubblicare ecc. .
Circa 6 anni dopo sono tornata a Sora ed ho creato il Centro Agorà Lingue (lingue straniere, traduzioni, interpretariato, soggiorni studio all'estero ed il primo soggiorno studio di stranieri -venuti da diversi paesi europei per apprendere l'italiano- in Ciociaria. Ho collaborato per alcuni anni con Amnesty International.
Ho vinto un concorso, sono entrata nella scuola pubblica e adesso sono quasi vent'anni che insegno italiano per stranieri nel CTP ora divenuto CPIA.

 

Buonasera.
Ho saputo che qualcun altro parlerà dell'importanza della conoscenza della lingua italiana, quindi non mi dilungherò sull'argomento, anche se da diversi anni insegno proprio italiano per stranieri.
Conoscere l'italiano è importante per tutti noi, ma è fondamentale per gli stranieri. Don Milani ha detto che senza il possesso della lingua non c'è riscatto possibile. E' vero. E ha detto anche che la povertà dei poveri non si misura a pane, a casa, a caldo, ma sul grado di cultura.
E anche se coloro che alcuni miei amici chiamano simpaticamente scimmie urlanti aizzano la gente con lo slogan "prima gli italiani", dobbiamo riconoscere che i più poveri tra i poveri sono questi migranti, i miei alunni, che arrivano sui barconi.
Altri li fermano nei lager della Libia, lager finanziati da noi italiani-brava-gente così gli italiani¬brava-gente non vedono gli sbarchi e tutto va bene in Italia.
Ho già avuto occasione di dire che secondo me non è razzismo questo. Se arriva in Italia qualche principe arabo musulmano, gli facciamo pure l'inchino e ci mettiamo a disposizione. Non parliamo di invasione né di terrorismo perché è ricco.

Il problema quindi non è la razza e non è neanche la religione: sono i soldi. Allora non dovremmo parlare di razzismo, ma di CLASSISMO.

Quel classismo che aveva trasformato le nostre scuole in un ospedale che cura i sani e rifiuta i malati, come diceva Don Milani.
Ho detto aveva trasformato per ragioni di ottimismo.
L'argomento del nostro incontro è l'Inclusione, quindi vediamo come siamo arrivati a parlare di inclusione.
In Italia hanno abolito le classi differenziali nel 1977 ed hanno contestualmente iniziato a parlare di Integrazione, ossia l'inserimento di portatori di handicap nelle classi normali al fine di eliminare ghettizzazioni che, invece di rimuovere le discriminazioni, le rendevano permanenti.
Fra gli anni 80 e 90 si parlava ancora di integrazione, ma stavolta riferendosi ai bambini immigrati. Si diceva integrazione ma si intendeva omologazione, assimilazione culturale, un po' come i famosi bambini africani di ex colonie francesi che dovevano recitare nos ancétres les Gaulois... (i Galli nostri avi)
In ogni caso, il senso era : facciamo entrare nelle classi normali bambini a cui manca qualcosa (alunni disabili, alunni con disturbi dell'apprendimento, con deficit di linguaggio, con deficit della coordinazione motoria, con svantaggio sociale e... bambini stranieri). E' chiaro: agli stranieri manca la conoscenza della lingua italiana, quindi, con direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012, il MIUR li ha anche inseriti nei BES (Bisogni Educativi Speciali) insieme ai ragazzi disabili o con gravi disturbi dell'apprendimento.

Io lo considero uno schiaffo sia per gli uni che per gli altri se si considera che questa disabilità, questo svantaggio potrebbe essere curato, come in altri paesi europei, con un corso intensivo di lingua italiana prima dell'ingresso nella scuola normale. Ma evidentemente non è una soluzione accettabile. Meglio inserirli di punto in bianco nelle classi e poi chiamarli BES.Sora 18nov17 350 260 min

Cos'è l'inclusione

Dopo il termine Integrazione si è passati al termine, mutuato dalla pedagogia anglosassone, di INCLUSIONE, anche questo diretto inizialmente agli alunni disabili e poi, per affinità ministeriale, agli stranieri.
Prima di cercare di capire cosa è Inclusione, vorrei provare a dire cosa per me NON è inclusione :
_ Non è inclusione la legge che prevede che i migranti non possano lavorare in attesa di sapere se la richiesta di asilo politico o di protezione internazionale è stata accolta o meno Non è inclusione la legge Minniti — Orlando (quella che facilita le espulsioni) che cancella il terzo grado di giudizio solo per i migranti e che prevede che facciano lavori socialmente utili gratuitamente
_ Non è inclusione fare le barricate per respingere 12 donne africane, come è successo nella civilissima Brianza, mi sembra
- Non è inclusione incendiare alloggi destinati ai richiedenti asilo e non lo è neanche lasciare i migranti in mezzo alla strada dopo che l'asilo l'hanno ottenuto
- Non è inclusione sfruttare i fondi destinati ai migranti per arricchirsi e poi farli vivere in condizioni indegne, come ho visto in alcune strutture
- Non è inclusione una legge che dichiara reato la clandestinità
- Non è inclusione dividere in mondo in NOI e LORO, anche perché noi siamo stati loro e ce
ne dimentichiamo facilmente.
Infatti, a parte l'emigrazione italiana nei vari paesi ricchi, dove ognuno di noi attualmente ha parenti, c'è stata anche l'emigrazione italiana in nord Africa, e questo non tutti lo sanno. Tra 1'800 e il 900 c'è stata l'invasione (per usare un termine alla moda) della Tunisia. Gli italiani scappavano dalla fame.
Apro una parentesi : oggi, di nuovo, anche non c'è nessuna guerra e nessuna carestia, moltissimi nostri giovani vanno a cercare lavoro all'estero, e giustamente diciamo che vanno a cercare migliori condizioni di vita. Per una logica poco comprensibile, lo stesso ragionamento non si applica ai giovani che arrivano qui. Misteriosamente quelli, che realmente scappano dalla guerra e dalla carestia, invadono e rubano il posto di lavoro ai residenti...
Tornando alla Tunisia, all'inizio del '900 c'erano oltre 100 mila italiani su una popolazione di poco più di 1 milione di abitanti. Claudia Cardinale è nata a La Goulette, vicino al porto di Tunisi, dove i nostri compatrioti avevano creato una grossa comunità. Abituati alla tolleranza, i tunisini non hanno avuto niente da ridire su quella presenza massiccia di stranieri e non ci sono stati problemi.
- Infine, non è inclusione neanche quello che accade in questa città dove un pubblico servizio, la scuola, è stato interrotto nel silenzio generale e dove viene negato il diritto allo studio garantito dall'articolo 34 della Costituzione... In questo periodo siamo ospiti gratuiti e persino graditi dell'Associazione Il Faro, che ringrazio con tutto il cuore. Infatti la mia scuola, il CM, non ha una sede. Abbiamo più di 500 iscritti e non abbiamo una sede. Forse questa amministrazione non ritiene urgente ottemperare ai suoi doveri visto che si tratta di migranti...

Insegnare a fare, salvare le tradizioni e dare una professionalità

E allora, cosa potrebbe invece essere Inclusione ?
In un seminario che ho seguito a La Spezia ultimamente, ho visto che hanno realizzato un progetto interessante: hanno fatto in modo che gli anziani insegnassero ai migranti come si fanno i muretti a secco, un lavoro che stava sparendo perché non voleva farlo più nessuno. Hanno salvato una tradizione, un mestiere necessario da quelle parti e hanno dato una professionalità ed un lavoro ai migranti.
Non potremmo farlo anche da noi ? Quanti mestieri stanno sparendo, quante botteghe artigianali stanno chiudendo per mancanza di manodopera ? Nella mia scuola -che ora non c'è- arrivano, tra gli altri, agricoltori, artigiani, sarti, operai specializzati. Non abbiamo niente da salvare, ripristinare, far rinascere nelle nostre città, nei nostri paesi, nei nostri centri storici formando contemporaneamente molti dei futuri italiani ?
Penso che le possibilità siano tante. In altri posti stanno ripopolando piccoli paesi destinati a sparire con famiglie - che chiedono solo di vivere e di guadagnarsi la vita dignitosamente - provenienti dal Maghreb, dalla Siria, da altri paesi devastati.
Non sarò certo io a trovare soluzioni, ma credo di poter dire che alla base di tutto ci sono la conoscenzana per tutti, la conoscenza della lingua per gli stranieri, la tolleranza, l'umanità e una visione intelligente della società. Queste mi sembrano le uniche chiavi per attuare l'inclusione.

 
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Aiutarli a casa loro. Come?

immigrati accoglienza progetto volontari mindi Antonio Simiele - Di fronte ad un fenomeno epocale e complesso qual è quello degli immigrati, provenienti in prevalenza dall’Africa, è di moda dire che bisogna aiutarli a casa loro. Un buon proposito. Sennonché, risulta un dire quasi sempre ipocrita. Non s’indicano, infatti, i modi concreti per farlo, non s'individuano le cause più profonde, non si denunciano le responsabilità; non si dice che, per aiutarli davvero, bisognerebbe, innanzitutto, interrompere l’ormai secolare sfruttamento di quel Continente da parte di potenze occidentali che, invece, non mostrano alcuna voglia di farlo: si è passati dalla tratta dei neri, alla lunga piaga del colonialismo, sino all’attuale prelievo sistematico delle sue ricchezze.

I tre quarti dell’oro mondiale provengono dall’Africa; nel Continente si trova il 90% dei presunti giacimenti di cobalto del pianeta, ci sono le maggiori riserve di titanio e la più grande riserva mondiale di radio; in molti Stati si estrae petrolio e in quasi tutte le regioni si trovano minerali ferrosi. La quasi totalità di queste ricchezze è gestita da grandi gruppi internazionali.
Ecco, per ricondurre i migranti alle zone di partenza, bisognerebbe cominciare a fare un uso di queste risorse a favore delle popolazioni locali e aiutare lo sviluppo delle vocazioni agricole, per mutare sul luogo le condizioni, creando lavoro e reddito; va da se che bisognerebbe, anche, finirla di dare sostegno a governi locali corrotti e funzionali solo agli interessi delle grandi potenze.
E’ un processo, com’è evidente, che ha bisogno di tempo, per cui l’accoglienza è un dovere. E’ un dovere per queste e per ragioni, come ci ricorda il papa, umane ed evangeliche che dovrebbero far riflettere quelli che si proclamano cattolici ma sono contrari. Un’accoglienza che si deve accompagnare con piani di aiuto ai Paesi di provenienza di cui si faccia carico innanzitutto l’Europa e con risposte concrete da dare ai cittadini italiani spaventati, le cui paure non vanno né alimentate, come fanno irresponsabilmente certe forze politiche, né sottovalutate, ma affrontate, ad esempio, riducendo drasticamente i tempi utili a stabilire se un migrante ha titolo per rimanere e trovando il modo per far lavorare chi è in attesa.

Le parole di papa Francesco dovrebbero far riflettere anche quanti, per loro definizione ipercattolici, si mostrano restii a concedere diritti di uguaglianza a chi, di fatto, è cittadino italiano per il suo percorso di vita, tanto più se è nato, cresciuto e ha studiato in Italia. Sono diritti che non riguardano i migranti ma cittadini che ormai da anni vivono nel nostro Paese. Riconoscerli, come in maniera molto prudente fanno lo ius soli “temperato” e lo ius culturae, regolamentati dalla legge in discussione in Parlamento, dovrebbe essere la normalità. Siamo, infatti, tra i pochi Paesi al mondo che sia rimasto fermo a un anacronistico principio del sangue. Quasi tutti i Paesi del continente americano applicano lo ius soli in modo automatico e senza condizione; lo applicano, anche se condizionato, pure i più importanti Paesi europei.

D’altronde l’inclusione di tutte le persone che vivono con noi e lo desiderano, facendole cittadini a pieno titolo, è un bene per l’Italia, le porta nuovo entusiasmo, la rafforza e ne accresce le fortune. E’ cosa da fare anche per ridurre i rischi di un’emarginazione che è terreno fertile per la crescita di soggetti votati al terrorismo, com’è apparso chiaro dalla personalità degli artefici di atti che hanno insanguinato la Francia, l’Inghilterra, il Belgio, la Germania negli ultimi anni, tutti figli di una mancata o insufficiente integrazione, in un’Europa che soffre già di suo per una crisi profonda economica e di cittadinanza che colpisce la maggioranza delle popolazioni.
25 ottobre 2017

 
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Da gennaio '18 arriva il REI: Reddito di inclusione sociale

cisl logo 350 260CISL Frosinone - Arriva il REI: Reddito di inclusione sociale da € 187,50 a € 485 al mese. Vieni alla CISL di Frosinone per ricevere informazioni, per fare l'ISEE e per capire se anche tu sei un beneficiario!
È questo l'appello rivolto alla cittadinanza senza reddito occupazionale da Alessandra Romano Segretario Provinciale CISL, che dichiara: "Dopo quasi un anno di applicazione, il SIA (Sostegno per l'Inclusione Attiva), misura sperimentale di contrasto alla povertà, in vigore dal 02.09.2016, verrà sostituito dal REI (Reddito di Inclusione) a partire da gennaio 2018, che assorbirà anche l'ASDI (Assegno Sociale di Disoccupazione)". La CISL non ha soltanto contrattato, a tutti i livelli, le condizioni per l'applicazione del SIA,. continua la Romano, ma ha accompagnato, con proposte sostenibili e testate nei laboratori per la coesione sociale territoriale, la nascita di nuove misure per il contrasto alla povertà, più espansive e maggiormente inclusive, elevando la platea dei beneficiari, soprattutto over 55 senza lavoro e con minori e/o diversamente abili a carico. Il REI è la risultanza di un percorso intrapreso nel 2013 con l'Alleanza contro la povertà, di cui la CISL è promotrice, finalizzato ad ottenere uno strumento di sostegno al reddito lungimirante e di ampie aspettative, poiché come CISL riteniamo che il benessere collettivo non possa che scaturire dalla somma di una moltitudine di benessere individuali, pertanto promuoviamo sempre modelli di “welfare economics”. Grazie alla promulgazione della legge delega n. 33 del 15.03.2017 per il contrasto alla povertà, il Governo sta provvedendo ai decreti attuativi per cui, le domande per il REI potranno essere presentate dal 1 dicembre 2017 presso i Comuni dialessandraromano 225 residenza, sulla base delle quali l'INPS emetterà la graduatoria degli aventi diritto a cui verrà nlasciata la Carta REI, con la ricarica del contributo spettante, da utilizzare per i pagamenti elettronici. La novità del REI riguarda la misurazione della situazione reddituale e patrimoniale dei richiedenti, che non si limiterà soltanto alla presentazione dell'ISEE (lndicatore della Situazione Economica Equivalente) fino a € 6000.00, ma terrà conto anche dell'ISR (Indice della Situazione Reddituale) fino a € 3000.00, che include il patrimonio mobiliare ed immobiliare per avere un quadro completo delle disponibilità (escludendo le spese per affitto, le spese condominiali, ecc.). Ciò che rimane ben saldo anche nel nuovo strumento di contrasto alla povertà è certamente il recupero del grado di corresponsabilità del beneficiario, che dovrà riorganizzare un progetto esistenziale virtuoso per sé e per il suo nucleo familiare, attraverso le politiche attive del lavoro, della formazione e della salubrità, determinando l'abbandono della ratio risarcitoria del sussidio.Di seguito, vi proponiamo una scheda sintetica dei requisiti e della applicazione del REI elaborata dal Centro Studi e Ricerche della CISL di Frosinone.

 
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Reddito minimo laziale per l'inclusione al lavoro. Una necessità

vertenza frusinate 3mar17 350 210di Donato Galeone* - Sul mio sito facebook gli amici Ignazio Mazzoli e Angelino Loffredi hanno condiviso e trasferito i due post di “Vertenza Frusinate Disoccupati uniti” con l'annuncio della Conferenza Stampa del 3 marzo e la visione del documento rielaborato nella forma di proposta di legge sul “Reddito Minimo” laziale mirato alla inclusione sociale e il lavoro.
Ringrazio Ignazio e Angelino che mi permettono di menzionare - non a loro - la nascita di “Vertenza Frusinate Disoccupati uniti” (una vertenza per il lavoro) e di sottolineare con qualche richiamo e commento l'attualità della iniziativa di riproposizione del reddito minimo da parte della rappresentanza dei disoccupati ciociari alle rappresentanze politiche laziali di ripristinare - adeguandola dal 2009 al 2017 - la Legge Regionale Lazio n.4/2009 che prevedeva il “Reddito Minimo Garantito”.
Quel provvedimento legislativo regionale - mi sembra utile richiamarlo - prevedeva nel triennio 2009-2011 la destinazione di 135 milioni di euro in favore di disoccupati, inoccupati e lavoratori precari così distribuiti: nel 2009 € 15 milioni; 60 milioni di € nel 2010 e 60 milioni di € nel 2011, media di reddito minimo pari a 580 € mensili, ai residenti nel Lazio da almeno 24 mesi, iscritti ai Centri per l'Impiego e con reddito personale imponibile non superiore a 8.000 euro l'anno.
Così come non si volle sufficientemente giustificare, in quegli anni, l'annullamento per il 2010-2011 dei 120 milioni di euro destinati alle domande dei disoccupati, inoccupati e lavoratori precari, probabilmente, perché nella previsione sbagliata di 60.000 domande previste ne furono presentate 115.000 e la sperimentazione triennale sul reddito minimo si concluse con la durata di una sola annualità e con una graduatoria discriminatoria tra i richiedenti, non certamente, mirata verso il lavoro ma come mero aiuto di sopravvivenza assistenziale caritatevole.
Ed è proprio questo l'aspetto essenziale - superare lo stato di sopravvivenza assistenziale - della riproposizione e ripristino di una legislazione regionale sul “reddito minimo garantito di reinserimento al lavoro” da emendare alla realtà sociale del 2017 e collegare alla interessante sperimentazione del “contratto di ricollocazione” già legiferato dalla Regione Lazio con la DGR n. 632 del 30.9.2014 sulla politica attiva del lavoro che è basata sull'adesione del lavoratore con un “patto” firmato, contestualmente, nel Centro per l'Impiego e dall'operatore o agenzia accreditata dalla Regione Lazio per l'assistenza intensiva e attiva, fino a ricollocazione a lavoro avvenuta e alla contestuale cessazione del reddito minimo.

Un circuito virtuoso: Un reddito di sostegno e politiche attive per nuovi lavori

Questo modello laziale di reddito minimo di sostegno verso il lavoro così integrato richiede, non solo a a mio avviso, l'accettazione di un sistema cooperativo pubblico-privato nel senso che gli operatori o agenzie riconosciute per la ricollocazione a lavoro “supportino il servizio pubblico” da orientare verso qualificate professionalità richieste dalle innovazioni tecnologiche e sul piano attuativo dello sviluppo locale e laziale, nella previsione produttiva possibile programmata.
Sappiamo che la capacità della Regione Lazio di integrare e adeguare normative con ogni “linea guida per regolare e gestire lo stato crescente della disoccupazione” già furono indicate con l'Accordo Stato-Regioni del 5.12.2013 così come nel basso Lazio con l'Accordo di Programma area di Frosinone,Anagni,Fiuggi dell'agosto 2013 e recentemente anche con i riconoscimenti delle aree di crisi complesse, appare evidente che continuano ad essere emergenti, giorno dopo giorno, le criticità vere sulla domanda-offerta di lavoro in assenza di rilancio produttivo e posti di lavoro nel basso Lazio, mentre sono prossime le scadenze del sostegno al reddito con gli ammortizzatori sociali anche per quanti hanno perso il lavoro e, nei fatti, di persone a zero reddito.
E fu proprio con queste persone e gruppi di licenziati per crisi aziendali che verso fine anno 2014 ci incontrammo alla Biblioteca comunale di Anagni alla presenza di un eccezionale disoccupato mantovano che, dopo avere raggiunto in bicicletta la sede dell'Unione Europea, con la stessa sua bicicletta raggiunse Anagni e raccontò alla CGIL - CISL - UIL provinciali la motivazione ed i risultati della sua iniziativa molto mirata per “sollecitare non austerità ma crescita produttiva e lavoro per l'Italia”.
Quell'incontro di Anagni si concluse, presente il direttore del giornale telematico www.uoetre.it e il direttore del quotidiano L'Inchiesta, con la proposta di aprire una “Vertenza per il Lavoro” coinvolgendo i licenziati delle aziende in crisi e la generalità dei giovani e meno giovani che attendevano lavoro e che i due giornali avrebbero sostenuto tutte le iniziative, in ogni sede,dei disoccupati ciociari nella lotta per il lavoro.
E l'11 gennaio 2015 da Frosinone, direttamente collegati con il gruppo dei disoccupati di Mantova si ritrovarono rappresentanti dei Sindacato e delle Associazioni locali, parlamentari del Lazio e alcuni Sindaci, tra cui il Sindaco di Anagni che centrarono le loro attenzioni sulle motivazioni della lentezza procedurale rispetto ai tempi attuativi degli interventi possibili e previsti dall'Accordo di Programma Sviluppo Frosinone,Anagni, Fiuggi sottoscritto il 3 agosto 2013.
Ed il 1°maggio - Festa del Lavoro - con CGIL-CISL-UIL al termine del tradizionale corteo di lavoratori e cittadini rappresentati da numerosi Sindaci veniva rilanciato, con lo sviluppo dell'economia provinciale e regionale, sia il sostegno al reddito per le migliaia di persone che avevano perso il lavoro e attendevano una ricollocazione, sia per le altre migliaia di giovani e donne che attendevano lavoro. Furono questi gli argomenti e le sollecitazioni della CGIL-CISL-UIL rappresentate dal Segretario Regionale della CISL Andrea Cuccello e riprese dal rappresentante di “Vertenza Lavoro Frusinate” Gino Rossi, licenziato-disoccupato della Videocon di Anagni, durante il comizio conclusivo del 1° maggio 1965 a Isola del Liri.

Una esperienza a cui guardare

Il gruppo auto organizzato e aggregatosi volta volta tra disoccupati, attorno allo slogan emblematico “Vertenza per il Lavoro “sin da fine maggio 2015 non si fermava e né si rassegnava ma dimostrava, giorno dopo giorno - pressato da esigenze di sopravvivenza famigliare - di continuare a rivendicare l'esercizio di un diritto “il lavoro che è alla base della dignità della persona” peraltro tanto esaltato e richiamato da Papa Francesco che 24 febbraio 2016 li accoglieva in Piazza San Pietro all'udienza generale di ogni mercoledì.
Frequenti sono stati gli incontri convocati dalla nuova Amministrazione Provinciale congiuntamente ai Sindaci per chiedere aiuti economici nella previsione di un lavoro che ritardava avvicinandosi la scadenza degli ammortizzatori sociali e veniva, ancora, sollecitata la Regione Lazio dal Presidente della Provincia e dai Sindaci per un incontro istituzionale che, finalmente, avveniva il 28 gennaio 2016, mediante il ricorso ai buoni uffici del ciociaro Consigliere-Assessore Regionale Mauro Bruschini e con un ordine del giorno attesissimo:”Lavoro e sviluppo nel territorio della Provincia di Frosinone”.

Quell'incontro regionale era tanto atteso per conoscere il “come” si dovevano orientare e utilizzare le risorse disponibili non solo a breve-medio termine ma anche da subito con il mettere in cantiere il “dove e quando” rendere spendibili le disponibilità già indicate nel Documento Economico Finanziario 2016 approvato recentemente dalla Regione Lazio, tenendo presente che, a breve, circa 50.000 cassaintegrati laziali nella previsione delle riorganizzazioni e ristrutturazioni tecnologiche produttive più della metà avrebbero perso posto di lavoro (parte di un mio articolo del 25 gennaio 2015 www.unoetre.it).
Da quella data a seguire si producevano nella Regione Lazio solo normative e qualche sostegno-bonus, ignorando che il nuovo sistema degli ammortizzatori sociali anche con i decreti attuativi del Jobs Act, accettabili o meno graditi, il sostegno al “reddito minimo” della persona che non lavora è ancora frammentato e non universale in attesa, peraltro, dell'istituzione di un “salario minimo” che è presente nella maggior parte dei Paesi europei.

Ed ecco, quindi, attualissima e da sostenere la riproposizione dopo oltre 7 anni, in presenza di crescente crisi occupazionale laziale, di una condivisibile e accettabile proposta di accesso al “Reddito Minimo di Inclusione al Lavoro” che è non altro un “ammortizzatore sociale di ultima istanza” e che riconferma tanto la disponibilità personale del richiedente a voler lavorare quanto la sua partecipazione attiva sia ai programmi di adeguamento professionale e sia la disponibilità per progetti di interesse sociale locale comunitario.
(*) ex Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio
Roma, 7 marzo 2017

 
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