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«Una mano non sa quello che fa l'altra»

Buschini Zingaretti machecèdaridere mindi Ignazio Mazzoli - «Un bando è appena un punto di partenza e non un risultato per l'economia. Ben altro che un bando, speriamo utilmente fruttuoso, ci vuole in questa situazione frusinate», con queste parole, venerdì 6 dicembre UNOeTRE.it chiosava "un grande risultato per l’economia e l’occupazione del territorio”, passaggio particolarmente autocelebrativo della conferenza stampa del presidente del Presidente del’Asi di Frosinone.
Il giorno dopo si apriva un botta e risposta tra la consigliera Regionale Daniela Bianchi e Francesco De Angelis sulle pagine del blog di Alessio Porcu.

Daniela Bianchi

Possiamo leggere: «Il j'accuse della consigliera: la Regione non diede Vdc ad Asi per vendere il sito e incassare 8 milioni. Doveva essere la prima “cellula” di un progetto di sviluppo dell’intera Valle del Sacco, in cui accogliere imprese e centri ricerca legati alla chimica verde, alle nuove tecnologie».
Bella botta. Degna di uno scontro maggioranza-opposizione in una qualsia istituzione di questo Paese. Ma così non dovrebbe o potrebbe essere, in questo caso, perché sia il Presidente dell’Asi che la Consigliera Bianchi appartengono alla stessa maggioranza “tenuta in piedi” da Nicola Zingaretti.
Daniela Bianchi dichiara: «Avevamo iniziato un lavoro con obiettivi totalmente diversi. Si doveva “trasformare lo spazio industriale in uno spazio funzionale adatto ad accogliere le imprese, un luogo attrattivo per qualità e cultura industriale in relazione con il paesaggio circostante”. Non sono mie parole, ma quelle scritte nella celebrazione dei 50 anni del Consorzio Asi di Frosinone, che aveva tra i suoi progetti il rilancio dello stabilimento di Anagni».


La Consigliera Bianchi oggi rimprovera a Francesco De Angelis ed al Pd «d’avere abbandonato il progetto in base al quale la Regione assegnò ad Asi l’immobile Vdc. Prevedeva che il sito diventasse la prima “cellula” di un più vasto progetto di sviluppo dell’intera Valle del Sacco. Un’area in cui accogliere imprese e centri ricerca legati all’innovazione, alla chimica verde, alle nuove tecnologie.»

E incalza «Nel bando non c’è neanche il riferimento all’Area di Crisi Complessa di Frosinone riconosciuta grazie al lavoro della Regione Lazio (? nrd). Inoltre, non si fa alcun richiamo al coinvolgimento degli ex lavoratori VDC nelle eventuali assunzioni, come invece era stato dichiarato.»
Come si vede questa volta non siamo soli a ricordare questa cronica smemoratezza e forse neppure involontaria, ma anche altro, che leggiamo in queste dichiarazioni ci sembra interessante.
«L’idea originaria quindi è stata totalmente persa, per lasciare spazio ad una mera operazione immobiliare – continua Bianchi - sono mancati la lungimiranza di puntare ad un progetto ambizioso, il coraggio di ridisegnare politiche vecchie di 50 anni e la volontà di ascoltare chi, anche dal mondo imprenditoriale, si aspettava ben altro. Altra cosa che stupisce è la totale assenza della filiera istituzionale. Non si è voluto portare in questa azione le cose che stanno accadendo in Regione, come se la Provincia di Frosinone non facesse parte del Lazio. E qui richiamo alla responsabilità l’Assessore regionale Mauro Buschini presente alla conferenza stampa».


Leggiamo: «Daniela Bianchi punta il dito sulla profonda differenza di strategie. Da un lato c’è la Regione che va in una direzione. Dall’altro c’è ciò che accade in provincia di Frosinone: va in una direzione del tutto diversa. In regione si sta discutendo di Apea cioè di aree industriali e produttive all’avanguardia, a impatto ambientale zero e con servizi innovativi.» E aggiunge «Qui nella nostra provincia siamo fermi a parlare di vendere dei capannoni industriali al miglior offerente. Solo la scorsa settimana abbiamo avuto un tavolo di lavoro sulle APEA, raccogliendo spunti e riflessioni dal mondo delle imprese, per aprire le adesioni nel mese di novembre».

Francesco De Angelis

Come risponde il Presidente dell’Asi alla Consigliera regionale che ha contestato la vendita ed il modo in cui è stata fatta? «La procedura di gara seguita è quella che ci ha indicato la Regione Lazio. È stata la Regione ad individuare la strada: l’unica percorribile, altrimenti ne avremmo potuto rispondere sia in sede penale che di fronte alla Corte dei Conti». Francesco De Angelis avrebbe voluto vendere di fronte all’offerta economica più vantaggiosa. Ma non si può fare. «L’unica strada è la vendita ad asta pubblica, partendo dal prezzo stabilito in una perizia giurata»
A parte la facile battuta che definisce questo “botta e risposta” come il classico “dove vai? porto pesce”, in questa ”discussione”, chiamiamola così, salta in evidenza la fragilità e l’inadeguatezza di questa maggioranza regionale targata Zingaretti.

“la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra”

Come non accorgersi che se le cose stanno così, come i due oppositori la raccontano, siamo di fronte ad un’assemblea elettiva ed un Governo regionali che non sono in grado di esprimere una sintesi in rapporto alle proprie scelte, tanto che par di capire che “la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra”.
Se si ripercorre tutta la vicenda Videocolor-Videocon come non ricordare che in oltre 10 anni si sommati errori su errori anche di dimensioni madornali, in qualche caso non sempre “comprensibili” basta rammentare i tanti ricorsi alla magistratura. Come non ricordare che tutta la “storia” Accordo di Programma, fatto scadere, con la promessa di rinnovarlo e poi diventato, forse, anche Area di Crisi Complessa è costellata di interpretazioni, dimenticanze e tanto altro, fino al punto di raccontare che doveva servire solo a due giganti della farmaceutica e alla fine non sappiamo come sia andata a finire anche lì. L’unica certezza che si ha è che pure in questa occasione ci si dimenticò degli accordi che volevano le premialità per gli ex Videocon. In conclusione, tanti contrasti, infinite parole e nessuno sforzo di reindustrializzazione né antica né moderna.
Come non dare ragione alle valutazioni che abbiamo letto: «Per reindustrializzare un territorio quello che manca non è certo la componente immobiliare, i driver nel 2017 sono altri e spiace molto che nessuno lo comprenda (o faccia finta di non comprenderlo). Oggi l’ex Videocolor rischia di essere un problema per tutti prima che una opportunità.»

Confermiamo il nostro primo giudizio*: una comunicazione, la conferenza stampa, «piena di superlativi assoluti e povera di contenuti relativi alle caratteristiche del bando».

*https://www.unoetre.it/notizie/lotte-e-vertenze/per-una-vertenza-frusinate/item/5055-ex-vdc-all-asta-bando-elettorale-dall-asi.html

9 ott ‘17

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