Menu
A+ A A-

Bando ASI: ancora un errore PD

ExVideocolor-Videocondi Ignazio Mazzoli - Straordinaria provincia di Frosinone. Come neve al sole i drammi in questo territorio si sciolgono lasciando il posto a polemiche confuse, non pertinenti. Il dove vai? Che riceve la risposta “porto pesce” è una straordinaria ingenuità rispetto a quello che accade nel dibattito, cosiddetto politico, qui nel frusinate.
Mi pare che ne sia un esempio il duellar di sciabola fra la Vicesegretaria del PD ciociaro, Sara Battisti vs la Consigliera regionale Daniela Bianchi.

Prima di tutto, non scopriamo l’acqua calda dichiarando, che “evidentemente è iniziata la campagna elettorale”, qui non è mai finita specialmente quando ci sono da lanciare strali contro presunti “traditori”, ma non solo, basta essere avversari di chi si ritiene detentore del primato nel partito di Renzi, in questa realtà, per ricevere colpi.
Per chi voglia leggere attentamente le perse di posizioni assunte da più parti in questi giorni non troverà che la Bianchi abbia proposto il bando per le APEA quale occasione per il Consorzio ASI, come sembra di leggere nella sciabolata che Battisti pensa di assestare alla Bianchi.
Per chi vuole davvero leggere, la consigliera regionale sostiene ben altro: «I dubbi avanzati alla presentazione del bando per la vendita del sito ex-VDC dell’Asi sono stati confermati… il bando che partiva da una base d’asta di circa 8 mln di euro è andato deserto … un fallimento che colpisce tutti … e che dovrebbe imporre un netto cambio di direzione alle scelte della Dirigenza del Consorzio Industriale Asi di Frosinone. Nel 2017 non possiamo limitarci a mettere in vendita un sito dismesso, ma “dobbiamo tutti lavorare per ad un progetto di rilancio”, come tra l’altro prevedeva il protocollo firmato con la Regione Lazio.»

I fatti e le parole con il loro significato. Aspettiamo due risposte

Chi scrive non vuole spalleggiare pregiudizialmente una posizione a scapito di un’altra. Si vuole cercare di riportare il quadro della discussione ai suoi termini reali. Da queste stesse colonne abbiamo sollevato per primi, il 6 ottobre scorso, tanti dubbi su quel bando. Scrivendo anche che la conferenza stampa di presentazione era stata piena di superlativi assoluti e povera di contenuti relativi alle caratteristiche del bando. I fatti oggi confermano che quel bando era sbagliato.
Appare ora come un’operazione da mercato del giovedì. I dubbi devono tradursi in qualcosa d’altro sulla base di un po’ di chiarezza. Insieme ai dubbi ponemmo delle domande rimaste senza risposte.

La prima, voleva sapere se la procedura avviata dal Presidente dell'ASI era lo sviluppo di indicazioni date dalla Regione oppure erano scelte personali perché, precisavamo il 9 ottobre, se c’è una doppiezza, siamo di fronte ad un’assemblea elettiva ed un Governo regionali che non sono in grado di esprimere una sintesi in rapporto alle proprie scelte, che sembrano in preda alle convulsioni. Allora la Consigliera Bianchi rilevava che il bando aveva «abbandonato il progetto in base al quale la Regione assegnò ad Asi l’immobile Vdc. Prevedeva che il sito diventasse la prima “cellula” di un più vasto progetto di sviluppo dell’intera Valle del Sacco. Un’area in cui accogliere imprese e centri ricerca legati all’innovazione, alla chimica verde, alle nuove tecnologie.»
Di qua non si sfugge e ricorda bene Gino Rossi (Vertenza Frusinate) quando dice che doveva essere messo a disposizione, quel sito, a costo zero.
Seconda domanda, come è spuntato il valore di base d’asta? Qual è la verità? Avrebbe dovuto essere il ristoro di spese sostenuta dall’ASI di Frosinone e che invece originariamente erano a carico della Regione? Per piacere qualcuno si faccia uscire la voce.
Come si vede fino ad ora il discorso su APEA ecc… non c’entra, e, sicuramente non c’entra direttamente anche se considerare le opportunità che offre potrà servire in un futuro. Quale sarà?

Il punto è uno solo: risanare l'Area di crisi complessa

Abbiamo letto da qualche parte che non è un problema di soldi l’assenza di offerte, perché il valore della base d’asta sarebbe irrisorio. Può darsi. (anche se 16 miliardi delle vecchie lire non sono proprio una bazzecola). Invece dando per buono che 8 milioni di euro siano spiccioli noi continuiamo a ritenete che c’è un problema di soldi e quasi sicuramente, tanti soldi. Chi li deve mettere? Si può pretendere che li investa da solo qualche privato che è tutto preso a valutare il suo tornaconto o deve mettercelo anche qualche “PUBBLICO” che valuta questo territorio “Area di Crisi complessa”?
Il punto è uno solo: questa Area di crisi complessa va riportata alla normalità sociale ed economica o no?
È verissimo che lo stabilimento ex Vidoecolor-Videocon ha perso ogni valore (chissà per colpa di chi?), soprattutto ha perso la sua “clean room”, quella famosa camera sterile che la rendeva appetibile per la produzione di apparati elettronici o di semilavorati farmaceutici. Finì misteriosamente in cenere qualche mese fa, dopo che lo stabilimento era stato acquisito dal Consorzio Asi di Frosinone e alla domanda di chi fosse la responsabilità dell’incendio, rivolta dagli ex lavoratori di quella struttura, ancora non si conosce risposta veritiera e verificata.

Rispettare l'articolo 63 della legge 448/98

I lavoratori oggi disoccupati dicono di esser disposti anche a sostenere con le loro lotte una scelta che rispetti il vincolo posto dall’articolo 63 della legge 448/98 sulla reindustrializzazione dei siti dismessi. Ciò significa che nell’ex Vdc bisogna farci produzione.

Bene la legge 448/97. È bene che chi fa affidamento sulla scomparsa della “clean room” sperando di utilizzare quell’enorme volume per trasformarlo in un capannone che occupi 10-15 persone (se va bene) senza produrre alcunché o come magazzino o ennesimo esercizio commerciale, sappia che ci sono energie per un intervento che in altre Regioni italiane ed europee è già attivo. Cioè, per dirlo con la Consigliera Bianchi, dare vita a «zone in cui le imprese mettono in comune infrastrutture, spazi produttivi, centri di ricerca ed impianti. Luoghi in cui concretamente si realizza l’economia circolare dove i materiali di scarto di un’azienda diventano la materia prima di un’altra, in cui la produzione di energia pulita viene fatta in maniera condivisa. Perché allora non provare ad alzare l’asticella e proporre alla Regione un progetto di vero rilancio industriale dell’area, piuttosto che perdere tempo e risorse in azioni che non hanno futuro?»

9 novembre 2017

Torna in alto
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici