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4 marzo '18 e la disfatta della sinistra

Napoleone Renzi alla Beresina 350 260Ignazio Mazzoli (in fondo i rislutati di Camera e Senato del MinInterno) - E' la fine (come vorrebbe qualcuno) o dobbiamo ricominciare daccapo? Oppure c'è un punto intermedio, una sorta di "da tre" di troisiana memoria (da Massimo Troisi) da cui riprendere il cammino? Sicuramente c’è un patrimonio da cui ripartire, ma senza nostalgie e rielaborandolo.
In primo luogo si tratta di ripartire dall’attuazione della Costituzione troppo a lungo disattesa e a volte dimenticata in termini di diritti e di ispirazione sia per quanto riguarda l’antifascismo e il diritto allavoro e la ricerca del raggiungimento delle uguaglianze in un momento di ingiustizie cresciute a dismisura.
Superare Renzi è costato un prezzo assai alto per le lacerazioni provocate, ma assolutamente necessario. Tuttavia lo si è fatto molto male. E’ costata a tutti, la “Beresina“* del centrosinistra.

Renzi ha usato un grimaldello che ha ingannato anche molti autentici elettori di sinistra e in primo luogo ha ingannato il suo partito. Il risultato è il disastro sotto gli occhi di tutti. Definirsi di sinistra (grazie ad una corte di pretoriani privi di ogni senso critico e, di scrupoli, forse) e fare terribili cose di destra. Ignobile. Come ignobile è stato l’unico suo intento: quello di picconare solo e soprattutto il patrimonio della sinistra italiana da cui si sarebbe dovuto partire per svilupparlo e attualizzarlo in fatto di scuola e sanità pubbliche, in fatto di gestione di beni comuni come l’acqua, in termini di rifiuto delle estese e costose privatizzazioni e soprattutto esternalizzazioni dei servizi, limitando i poteri dei nuovi padroni e non agevolandoli come fece con Acea che volle la riscossione coatta delle bollette e l’ottenne grazie alla compiacenza di Padoan. Bastano questi pochi esempi o bisogna continuare?

Ma il PD è stata una creazione opportuna e utile? Domanda da farsi, anche perché è stato il veicolo della truffa.
L’operazione di costituzione della Lista Liberi e Uguali ha dato un risultato assai deludente per alcune ragioni che hanno comunicato al popolo della sinistra e a tutti gli elettori messaggi contradditori e opportunistici.

Quanto è costato contraddire l’impostazione del Brancaccio anche per coloro che poi hanno dato vita Potere al Popolo? Che senso ha avuto creare la lista di LeU a 60 giorni dal voto senza chiedersi come sarebbe stata interpretata? Perché chi dice di aver visto giusto non è uscito subito dopo le regionali emiliane dove votò solo il 37%? Perché non si sono riconosciuti e ammessi gli errori fatti (pareggio di bilancio in Costituzione, Jobs Act, esodati prodotti dalla legge Fornero e si è aspettato a stare con i lavoratori solo in campagna elettorale per le vicende Ideal Standard e Embarco. Mi fermo qui?

E’ mancata una autocritica seria, sincera, credibile. D’Alema s’è scordato il congresso dei DS del 1997 quando disse agli imprenditori arricchitevi basta che assicurate lavoro? Sono spariti i diritti del lavoro e sono aumentati a dismisura i disoccupati. Gli elettori evidentemente nono se ne sono scordati e nemmeno hanno scordato altre scelte.

L'unità della sinistra non si può fare puntando a parlare alla pancia dei nostalgici senza agire sulla realtà e nella realtà. E' inaccettabile per un partito politico albergare al suo interno forze che sostengano che si possono anche prendere zero voti, purché si possa dire quello che si vuole. Il diritto di parola è appunto un diritto ma non è da solo, un operare politico. L'autoanalisi si faccia dallo psicanalista.

Ci sono forze uscite dal PD in epoca opportuna per non continuare a sostenere provvedimenti sbagliati (penso a Possibile e alla nutrita pattuglia che diede vita a Sinistra Italiana con un sofferto congresso giocato proprio sulla distanza che si doveva prendere dal PD) e poi perché sono finiti a stare con gli ultimi che fuoriuscivano odorando ancora tanto di PD e delle sue scelte antipopolari e nel Lazio (questo ci riguarda direttamente) addirittura hanno sostenuto Zingaretti, il presidente di giunta che avrebbe dovuto chiedere scusa ai ciociari per la crisi di questo territorio. Fa eccezione Possibile che in questo caso è stato assai coerente.

Quando le forze che definite “populiste”, cioè il primo partito d’Italia quale è il M5S (32%) e la Lega oggi partito nazionale (19%) oggi, se sommate, raggiungono circa il 52%, ha senso limitarsi a esorcizzarle con le invettive. Quel 52% non è populismo, o almeno, non lo è soltanto. Bisogna credere che davvero c’è un malessere profondo di cui occuparsi. Qui in provincia il quadro è inequivocabile: Centro destra coalizione vincente senza dubbi e grande successo del M5S. Degli altri non ci sono che tracce. Ce ne occuperemo dopo conosciuti i dati delle regionali.

Scompare la sinistra come peso politico condizionante. La sconfitta del centrosinistra e della sinistra è storica. Forse, finalmente, si può sperare in un chiarimento reale dentro un quadro di analisi serie e concrete che partano dalle reali forze sociali in campo, dai disastri di questo capitalismo finanziario che impoverisce il mondo dei più? Vogliamo capire che la mancanza della sinistra è problema mondiale e non riguarda solo i partiti socialisti e socialdemocratici disfatti e sfiancati come in Francia o in Germania, ma anche in Spagna, ma riguarda tutto il terzo settore a cominciare dai sindacati che hanno smarrito la via della rappresentanza dei bisogni, delle emergenze, della promozione e guida delle lotte? Si, il problema è mondiale, ma è lecito cominciare a parlane qui in Italia e in Europa?
C’è stato un cataclisma politico. Gli italiano hanno votato per un cambiamento radicale. Non resta che entrare in questa logia cercare di analizzarla e capirla per intervenire in questo nuovo quadro politico italiano.

*La battaglia della Beresina fu combattuta presso il fiume Beresina, affluente di destra del Dnepr, tra la Grande Armata di Napoleone e l'esercito dell'impero russo tra il 26 e il 29 novembre 1812, durante la campagna di Russia.

5 marzo 2018

I dati del Ministero dell'Interno

Camera dei Deputati

Lazio 1 e Lazio 2  http://elezioni.interno.gov.it/camera/scrutini/20180304/scrutiniCI16000000000

Senato

Lazio http://elezioni.interno.gov.it/camera/scrutini/20180304/scrutiniCI16000000000

 aggiornato il 22 aprile '18

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