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Decreti e ...malaffare

Federico Cafiero de Raho 350 260 mindi Nadeia De Gasperis - Decreto Genova. "La Rivoluzione del nostro tempo" di Paolo Ciofi, tra gli altri argomenti messi in luce, pone l’evidenza sulle idiosincrasie del nostro tempo. Un territorio che chiede cura e manutenzione e lo fa appellandosi al nostro buonsenso ogni qualvolta si verificano eventi straordinari di pioggia, terremoti o altri eventi meteorologici che in un ambiente sano e senza compromissioni non causerebbe danni della stessa portata. Eppure lo sviluppo scientifico e tecnologico non viaggiano di pari passo con la tutela dell’ambiente, inteso solo come paesaggio da fruire turisticamente, quando ci va bene. Ma l’autore ritiene che andrebbe messo a punto un piano per il lavoro e la sua qualificazione che fosse improntato alla tutela dei beni ambientali e culturali e alla messa in sicurezza del territorio, al suo risanamento e a quello delle periferie urbane.

È di pochi giorni fa il decreto Genova, un documento che introduce argomenti del tutto avulsi dal contesto e dalle esigenze del caso.
Permessi a delinquere, di questo si tratta, ma questa è una mia opinione personale, quella che arriva direttamente dal procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, intervistato dalle reti Mediaset, è che «Il decreto Genova è la più chiara dimostrazione di come evidentemente alle mafie non si pensi, perché in quel decreto è previsto che gli affidamenti avverranno anche in violazione delle discipline, salvo quelle penali. Quindi anche in violazione di discipline extrapenali, cioè interdittive, soggetti contigui, tutto ciò che è la barriera che è stata creata per quelle imprese mafiose che fanno il movimento terra».
Dichiarazione che si conclude con interrogativi inquietanti: «Quanto movimento terra ci sarà per la ricostruzione del ponte? Quante imprese interverranno per la costruzione? Quelli sono i circuiti in cui la ‘Ndrangheta, la camorra e cosa nostra si muovono di più. I primi investimenti le mafie li hanno fatti proprio in quelle imprese e allora non si può pensare all’urgenza senza pensare al contrasto altrimenti si lancia un messaggio che non è quello corrispondente a ciò che il popolo italiano vuole».

Ma non c’è solo questo nel decreto che porta il nome di una città duramente provata e anche solo per questo, mai si dovrebbe strumentalizzare il suo nome per mettere in atto delle nefandezze che altrimenti non avrebbero potuto “camuffarsi” da azioni contingenti, urgenti e positive.
Per esempio, il permesso a ricostruire case abusive nella città di Ischia, duramente colpita dal sisma del 21 agosto 2017. L’ennesima frattura tra M5S e Lega, fratture che si saldano con facilità, perché si sa, è un governo giovane! Perfino il Ministro dell’ambiente Sergio Costa, riferisce di aver sequestrato lui stesso molte case di Casamicciola. Ma Sergio Costa, ha dovuto ingoiare un compromesso che non lo soddisfa. Una norma che nulla ha a che fare con la ricostruzione del ponte e il miglioramento della mobilità genovese, ma che prevede invece anche di innalzare il livello di idrocarburi presenti nei fanghi di depurazione da utilizzare in agricoltura. Da 50 milligrammi per chilo a ben 1000 milligrammi per chilo.

«È un’autorizzazione a spargere un milione di tonnellate di fanghi carichi di idrocarburi e metalli pesanti sui suoli agricoli. Un regalo alle imprese che trattano le acque reflue di depurazione sia civili che industriali e che in regioni come la Lombardia e il Veneto hanno accumulato scorte che non riescono a smaltire. La Lombardia aveva già provato a fissare un limite ancora più alto, ma il Tar ha bocciato la norma», denuncia il leader dei Verdi Angelo Bonelli.
Sembra che questo provvedimento nasca dalla sentenza del Tar di Milano del luglio scorso, che bloccava la delibera dell’ex assessore regionale della Lombardia prevedendo l’innalzamento del limite massimo di idrocarburi contenuti nei fanghi destinati all’agricoltura da 50 a 10mila milligrammi per chilo.

Nel frattempo nei terreni padani potrebbero essere sversati fanghi che potenzialmente portano con sé idrocarburi pesanti e fenoli, sostanze bioaccumulabili, di cui pagheremmo lo scotto anche a distanza di molti anni.. Un provvedimento che per un Paese già molto fragile è un’azione sconsiderata e irresponsabile. Ma ora vedranno di aggiustare, di sistemare, di trovare un compromesso, intanto l’unico compromesso è il nostro Paese e la sua salubrità, la sua sicurezza.

 

 

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