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Lazio '18: politicismo e tattica, emergenze irrisolte

consiglio lazio 350 260di Ignazio Mazzoli - Il risultato del voto regionale si può archiviare come un risultato in controtendenza rispetto al voto nazionale? Nicola Zingaretti merita davvero tutti gli osanna che gli sconfitti del PD gli riservano ipotizzando addirittura per lui un futuro da segretario del PD?

Al voto regionale spetta più attenzione di quella che gli è stata riservata fino ad oggi alla luce di un riflesso consolatorio che cerca ogni sconfitto.
La prima cosa che balza agli occhi è che la "maggioranza" che regge Zingaretti non è tale. Con il Presidente sono 25. I consiglieri avversari sono 26. Anche se ne acquista uno (chi?) è una condizione di governo fragile e, senza fare profezie scontate, pronta ad incursioni delle opposizioni che potranno ottenere risultati quasi certi. Non bisogna dispiacersene, perché questa circostanza potrebbe assicurare una dialettica democratica vivace, trasparente (indispensabile sperarlo) e con risultati forse più apprezzabili per tutta la Regione e non solo per Roma e parte della sua provincia. Fino ad ora non è stato così.

In ben tre province Zingaretti non vince, anzi in quella di Latina arriva terzo. Questa constatazione conferma la fondatezza dell’osservazione che fa il centrodestra quando dice che il sindaco di Amelia, Sergio Pirozzi, ha fatto il gioco (solo per caso?) del Presidente Zingaretti. Infatti, se si sommano i voti della coalizione guidata da Stefano Parisi a quelli dello “Scarpone” (Pirozzi) si hanno questi numeri: 1.115.894 voti e il 36,06% per il primo, con una evidente distanza dal 32,92% del fratello dell’amato Commissario Montalbano.
Una riflessione s’impone subito quale conseguenza dei dati appena letti: Zingaretti vince grazie a Roma città che è stata l’idrovora di tutti gli stanziamenti della Pisana. E questo nessuno ci venga a dire che è il ‘solito’ antagonismo al ‘solito’ “Romanocentrismo”, perché se si sta in difficoltà (come ci hanno ripetuto fino alla nausea e ormai insinuandoci il dubbio che non sia vero) non ci può essere chi è privilegiato e chi è penalizzato. È una scelta sommamente ingiusta.

È un risultato, quello di Nicola Zingaretti, del politicismo, della tattica a tavolino. Roma prima e sopra ogni altra realtà, “sperando” che Pirozzi tenga duro. La tattica è assolutamente legittima, ma non può essere l’unica pratica di chi governa. Non è certo la virtù prima di un governante attento a tutti i sui governati e soprattutto non è la qualità prima di qualcuno che si vuol accreditare come candidato ad essere statista o anche soltanto segretario del PD. Non sarebbe ad un livello diverso da Matteo Renzi.
Nel territorio del Frusinate vale la pena considerare il risultato di alcuni comuni che vivono nel disastro della disoccupazione e del disagio sociale. Bisogna segnalarne solo alcuni per non farla tanto lunga, ma vi assicuriamo che non sono i soli. A Roccasecca e Anagni Zingaretti arriva solo terzo, ma nella stessa posizione arriva ad Alatri, Ripi, S. Elia Fiumerapido, S. Vittore nel Lazio, Sgurgola, Sora e Ceccano e mi fermo qui.

Che cosa paga il PD ed insieme a lui Nicola Zingaretti? La più assoluta sordità di fronte al dramma della estesa disoccupazione, non riuscendo a far rispettare le decisioni che ha dovuto assumere sotto la pressione della protesta per il lavoro, per la proroga della mobilità, per la ricerca di nuove occasioni di lavoro, per non citare il mancato reddito fra un lavoro ed un altro che pure faceva parte delle sue proposte del 2013. Non solo, è stato dimentico dei temi importanti oggi alla ribalta: la crisi democratica dovuta al distacco dalla gente; l’impoverimento crescente della popolazione; il debito ecologico per il disimpegno verso la bonifica della Valle del Sacco; la sovranità mancata sull’acqua e l’energia; l’enorme disagio che c’è nella sanità di questo territorio e che questo giornale ha censito con la massima puntualità. La situazione non è cambiata e finché non la si affronterà concretamente resteremo lontani dalla soluzione.
Abbiamo già definito e rappresentato come il voto abbia cancellato quello che si è sempre considerato immutabile establishment della Ciociaria. Ci auguriamo che non provi a sognare rivincite. Di danni ne ha fatti a gogò.

La rappresentanza del frusinate nel Consiglio Regionale del Lazio e quasi tutta rinnovata. Bene e buon lavoro a Pasquale Ciacciarelli di Forza Italia e a Loreto Marcelli del M5S. Ben arrivata anche Sara Battisti del PD, per Mauro Buschini anche lui Dem, ci vorrebbe un augurio diverso.
A tutti vien voglia di dire: oggi ci sono condizioni diverse per far contare di più questo territorio che vi ha votato. Abbiamo cercato di segnalare come ora non ci sia più un Governatore che dispone a suo piacimento, non dimenticate che il vostro primo compito è saper rappresentare questo territorio e conquistargli tutte le opportune misure perché la smetta di soffrire. Siete tutti primi fra pari. Siete stati eletti e nessuno pensi di essere in debito che qualche “grande” (si fa per dire) vecchio. Pensate solo a questo popolo dimenticato e fate il suo interesse a differenza di chi vi ha preceduto.
Basta continuare con il consenso morganatico mantenendo il contatto soltanto con i poteri forti, senza guadagnarsi i voti sul territorio e nel contatto diretto con i bisognosi risolvendo i loro problemi. Se il clima è cambiato, come sembra, la prossima volta non ci saranno esami di riparazione per chi anche questa volta è passato indenne, perché, questa volta, la competizione è aperta anche qui in Ciociaria.

8 marzo ‘18

 
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