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Il programma per l’Italia di Potere al Popolo

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poterealpopolo 350 260 La lista Potere al Popolo prenderà parte alle elezioni politiche del 4 marzo: il loro programma, i sondaggi e i candidati.

l nome è Potere al Popolo, con orgoglio tendono a precisare, si tratta per loro “dell’unica lista di sinistra” che prenderà parte alle elezioni politiche del 4 marzo.

Come è nata la lista Potere al Popolo e soprattutto il programma elettorale? Quest'ultimo è il frutto di circa 100 assemblee territoriali.

Nasce Potere al Popolo

Con la presenza di Potere al Popolo si può dire che lo scacchiere politico delle elezioni del 4 marzo può essere considerato completo. Ecco dunque che alle urne ci saranno Forza Nuova in tandem con Fiamma Tricolore, CasaPound, il centrodestra (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia), il centrosinistra ( PD, Lista Insieme, +Europa e Civica Popolare), Liberi e Uguali (MDP, Sinistra Italiana e Possibile) e Potere al Popolo.

La nascita e la realizzazione politica di Potere al Popolo è stata rapida anche se affonda le radici nella tradizione ormai secolare della sinistra in Italia. Si può dire che è anche il risultato del clima creato dalla scissione nel Partito Democratico.

Il distacco della parte più radicale del PD ha aperto un orizzonte nuovo, tanto che si iniziò da subito a parlare di un progetto per unificare la frammentata sinistra nel nostro paese. Lasciando perdere il tentativo molto timido e incerto di Giuliano Pisapia, uno slancio a riguardo è stato dato da Tomaso Montanari e Anna Falcone. Quelli che sono stati poi denominati “la sinsitra del Brancaccio”, attraverso una serie di incontri ed eventi avevano iniziato a tessere una fitta tela. Quando però la data delle elezioni si è avvicinata, ognuno fatto le proprie scelte.

La nascita di Liberi e Uguali e l’investitura di Pietro Grasso come leader ha provocato l’allontanamento di quelli del "brancaccio e di Rifondazione comunista. Così quello che sembrava essere la fine di un progetto politico è stato soltanto un nuovo inizio.

Per merito dei ragazzi dell’ex Opg "Je so’ pazz" di Napoli, il 18 novembre è nata l’idea di creare una lista a livello nazionale da presentare alle elezioni politiche. Visti i tanti scontenti a sinistra, il progetto ha preso subito piede trovando concretezza nell’ufficialialità della presenza alle urne di Potere al Popolo.

La nascita di Potere al Popolo è stata dettata quindi dalla necessità di sentirsi rappresentati a livello politico da parte della galassia dei movimenti della sinistra di lotta. Un novità assoluta quindi per una lista si pone come molto distante non solo dal PD, ma anche da Liberi e Uguali.

Visto che la nuova legge elettorale prevede che ogni lista determini un proprio capo politico, Potere al Popolo per questo ruolo ha scelto Viola Carofalo, una ricercatrice precaria di 37 anni che preferisce però essere definita “portavoce”.

Al progetto poi ha aderito anche Rifondazione Comunista assieme a Sinistra Anticapitalista, Eurostop e Pci.
Presenti anche numerosi movimenti che operano in tutta la penisola: dai No Tav, No Tap e No Muos, fino ai Clash City Workers che si occupano di questioni relative al mondo del lavoro principalmente a Roma e a Milano. Queste sono soltanto alcune delle sigle che hanno aderito a Potere al Popolo.

Il Programma

Esso si articola in 15 punti e si conclude con un capitolo davvero strategico dedicato a mutualismo, solidarietà e potere popolare laddove si afferma “per noi potere al popolo significa restituire alle classi popolari il controllo sulla produzione e sulla distribuzione della ricchezza; significa realizzare la democrazia nel suo senso vero e originario”. Una scommessa difficile ma l’unica possibile, anche per ridare all’Italia un futuro degno di essere vissuto e il ruolo di laboratorio politico e culturale che da tempo sembra aver perso per lo squallore insanabile della sua classe politica e imprenditoriale. Accettiamo la sfida!
A differenza della maggior parte delle altre forze politiche, Potere al Popolo ha elaborato il suo programma elettoralecon un gran numero di assemblee territoriali più che gremite. Alla fine è stato pubblicato sul proprio sito un dettagliato e approfondito programma che si snoda in 15 punti con, alla base, l’idea di “voler costruire una vera democrazia e ridare potere al popolo”.

1 - Difesa e rilancio della Costituzione nata dalla Resistenza
2 - Rottura dei trattati dell’Unione Europea
3 - Pace e disarmo con addio alla NATO e rescissione di tutti i trattati militari
4 - Cancellazione del Jobs Act e della riforma Fornero sul lavoro
5 - Abolizione riforma Fornero delle pensioni
6 - Ripristino della progressività del sistema fiscale e imposta sui grandi patrimoni
7 - Cancellazione della Buona Scuola
8 - Almeno 1% del Pil investito nella cultura
9 - Istituzione del Reddito minimo garantito
10 - Piano straordinario per la messa a disposizione di 1.000.000 di alloggi sociali in 10 anni, attraverso il prioritario riutilizzo del patrimonio esistente
11 - Estensione diritti sociali ai migranti e accoglienza per i richiedenti asilo
12 - Lotta alla violenza contro le donne e le persone LGBTQI
13 - Salvaguardia dell’ambiente e il risanamento dei danni connessi al cattivo uso delle risorse
14 - Politica di investimenti pubblici in settori produttivi mirati allo sviluppo dei territori più svantaggiati
15 - Depenalizzazione di una serie di reati ereditati dall’ordinamento fascista del Codice Rocco e amnistia per i reati legati alle lotte sociali, sindacali e ambientali

Questi sono soltanto dei titoli dei quindici punti del programma elettorale che si può trovare in tutta la loro interezza nel sito del movimento.

fonte: dagli articoli di Alessandro Cipolla money.it

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