Menu
A+ A A-

Il «Non Vogliamo Accontentarci» di Ivano Alteri

assemblea1dic17 350 minTesto dell'intervento pronunciato nell'Assemblea per la Democrazia e l'Uguaglianza, del 1° dicembre '17 a Frosinone da Ivano Alteri

Care compagne, cari compagni
a nome di UNOeTRE.it e de L'Inchiesta ringrazio tutti voi e tutti noi per essere qui presenti.
Vorrei innanzitutto portare la solidarietà mia personale, dei due giornali e di questa assemblea ai 320 lavoratori della Ideal Standard di Roccasecca, che in questo momento stanno per precipitare nell'abisso della disoccupazione insieme alle loro famiglie. Essi vanno ad aggiungersi alle altre migliaia di nostri concittadini già condannati alla pena della emarginazione economica e sociale, per una colpa ancora sconosciuta.

Quest'assemblea è stata preceduta da altre quattro assemblee territoriali: ad Anagni, sul Lavoro; a Sora, su l'Inclusione; a Cassino, sui Beni Culturali; a Frosinone, sui Beni Comuni.

Essa era stata concepita come uno dei momenti del processo unitario, che allora era in corso, che avrebbe dovuto portare alla costituzione di una lista unica, “civica e di sinistra”, tra “la sinistra del Brancaccio” e i partiti della sinistra, in radicale dissenso con le politiche neoliberiste della destra e del Pd. Oggi abbiamo con noi Anna Falcone, una delle ispiratrici del movimento del Brancaccio assieme al Prof. Tomaso Montanari, che ringraziamo per il loro lavoro.

Com'è tristemente noto, quel processo unitario, almeno in parte, si è interrotto.
Ma solo in parte. Infatti, il 3 dicembre, a Roma, si terrà l'assemblea costituente di una lista unitaria di sinistra, e di un soggetto politico unitario di sinistra, tra Mdp-Art. 1, Sinistra Italiana e Possibile. Non si può negare l'importanza politica di quest'evento, che per la prima volta, dopo molti anni, vede la sinistra invertire la tendenza storica a scindersi, per avviare e concretizzare, invece, un processo unificante, sulla base delle esigenze reali della gran parte dei cittadini italiani. Per arrivare all'assemblea del 3, si sono svolte nel Paese centinaia di assemblee preparatorie; tra cui quella di Frosinone, partecipata e propositiva come non si vedeva da tempo. Esse hanno eletto ciascuna i delegati territoriali che andranno a formare la platea costituente dei 1500 del 3 dicembre. L'entusiasmo e le speranze dei partecipanti, dunque, sono del tutto legittimi e sono anche nostri.

Tuttavia, non possiamo e non dobbiamo accontentarci; e quest'assemblea serve a dire che noi non ci accontentiamo, che c'è ancora tempo e modo per riavviare il processo unitario interrotto, che si può e si deve insistere nella costruzione di un soggetto politico che ridia la rappresentanza politica forte a chi forte non sia già di suo.
Noi non possiamo rinunciare a rivendicare quella rappresentanza politica che ci è stata progressivamente sottratta. Per noi, essa è un'assoluta necessità; poiché qui da noi serve come il pane, per non essere affamati, umiliati e offesi.

Il Potere che si nasconde dietro il ceto politico odierno (non tutto, ma gran parte) ha progressivamente eroso la rappresentanza dei nostri diritti ed interessi, svuotando le istituzioni democratiche della nostra presenza; mentre cercava di rendere legale ciò che era, e resterà per sempre, inaccettabile. Fino ad ora, la protezione della Costituzione Repubblicana ha impedito che l'arbitrio si facesse definitivamente legge; e noi abbiamo impedito a nostra volta che tale protezione venisse meno, combattendo e vincendo la battaglia referendaria del 4 Dicembre 2016. E di questo dobbiamo ringraziare anche Anna Falcone e Tomaso Montanari.

Ma noi non intendiamo più limitarci a difenderci, non possiamo accontentarci. La rinuncia e la resa non ci appartengono! A noi non basta più soltanto resistere alle aggressioni predatorie. Neanche ai nostri avi politici è bastato. La loro Resistenza, infatti, è servita non soltanto ad abbattere il tiranno, ma anche a scrivere la Costituzione democratica per l'edificazione di un paese di uomini e donne liberi. La nostra odierna resistenza deve ora sfociare nell'applicazione integrale di quella Costituzione, per rendere effettiva la libertà che essa enuncia.
Questo è quanto ci occorre. Per noi vincere significa invertire le politiche fin ora seguite, ripristinare i nostri diritti, preservare gli interessi dei più, combattere ad armi pari contro l'oppressore. La nostra vittoria può consistere soltanto nel riprenderci la dignità di uomini e donne di fronte a chi pensa di poterci calpestare impunemente.

Di altre vittorie, noi non sappiamo che farcene.
Quest'assemblea, quindi, per noi è l'occasione per dire che non vogliamo accontentarci. E quella del 3 dicembre, a Roma, sarà l'occasione per dire che vogliamo procedere spediti, verso una nuova politica, verso una nuova rappresentanza.

Torna in alto
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici