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Pride only pride, voglia di diritti e di equità

  • Scritto da  Valentino Bettinelli e Maria Giulia Cretaro

orgogliociociaro 350 minMaria Giulia Cretaro e Valentino Bettinelli - Con lo slogan “Orgoglio Ciociaro” il corteo del Lazio Pride, svoltosi a Frosinone sabato 22 giugno, ha colorato la centralissima Via Aldo Moro, fino ad arrivare alla Villa Comunale.
Una manifestazione unitaria e pacifica che ha fornito la più bella risposta ai fiumi di polemiche che strumentalmente si erano scatenate sul merito del pride. Un mare di persone festanti, (8000 per gli organizzatori, 4000 per la Questura) , che con orgoglio hanno mostrato la necessità di unirsi per rivendicare i diritti di tutti.

Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali, Transgender, Intersessuali, Asessuali, e sì anche tanti, tantissimi eterosessuali, famiglie e bambini. I diritti non hanno un colore politico e il corteo arcobaleno che ha stregato il capoluogo ne è la dimostrazione. Tante le adesioni, Comuni, partiti, associazioni e movimenti che hanno sfilato fianco a fianco per superare l’oscurantismo del pensiero comune odierno, sempre più retrogrado e malcelato dietro fantomatiche morali cattoliche, spesso sbugiardate dallo stesso Pontefice.

La folla si è riunita alle 15:30, sotto un caldo sole, a Piazza Salvo D’Acquisto. A guidare la marcia il camion degli organizzatori che ha indicato il percorso ai tantissimi manifestanti. Arrivati sulla strada della discordia, la tanto discussa Via Aldo Moro, la sorpresa più bella; le vetrine dei negozi colorate con motivi arcobaleno, gli stessi, che a detta del Sindaco, sarebbero stati danneggiati dal "carnevale" e, soprattutto, tante persone che non hanno preso parte alla sfilata, pronte a filmare, fare foto e offrire il proprio sostegno alla causa. Scene di ordinata civiltà e di colorata disobbedienza a quel pensiero unico binario della tanto decantata “famiglia tradizionale”.
Meravigliosi i bambini in marcia con la bandiera della pace. Stoici i genitori che hanno accompagnato i propri figli in difficili tunnel di odio e persecuzione. Perché il 22 Giugno ha riportato Frosinone nel mondo, permettendo a molti, giovani e meno, di non doversi più nascondere all'ombra del pregiudizio di paese. Un messaggio verso tutti i moralizzatori spiccioli e soprattutto al Sindaco neo leghista Nicola Ottaviani, che aveva motivato il mancato patrocinio all’evento con “la violenza intellettuale e le furbate celate nei confronti dell’Ente”.

Ancora una volta una certa politica ha cercato di nascondere ed osteggiare lotte per i diritti di tutti, specialmente di chi ancora non li ha, ma la risposta della città dà il senso di una comunità ormai pronta a rivendicare quello che la Costituzione garantisce a tutti i cittadini “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”
La città di Frosinone e l’intera provincia hanno dimostrato che chi vuole diffondere odio, classismo e discriminazione non vince sempre. Il nostro territorio ha dato vita ad un evento storico, grazie alla caparbietà di chi ci ha creduto sin dai primissimi giorni, quando bisognava conquistare l’organizzazione attraverso una pacifica gara sui social network. Soprattutto dopo che la tornata elettorale che ha consacrato Salvini un pupillo ciociari. Eppure il pomeriggio del 22 giugno segna un punto da cui ripartire per aprire finalmente la stagione dei diritti anche in un provincia che sembrava così lontana.

Le strade di Frosinone hanno ospitato, in un presente difficile e nebuloso, il futuro da raggiungere. Hanno accolto la voglia di giustizia sociale che coinvolge non solo la comunità LGBTI+, ma tutti coloro che richiedono equità in rispetto dello status costituente. Non è il solo Stato a negare, ma una fetta di società a non concedere. La manifestazione di sabato è stato il senso concreto e palese di quanto la necessità ha assunto i toni del dialogo concreto e senza traccia del tanto temuto folklore. Perché il primo Pride in terra ciociara è stato a suon di pace ma ha schiaffeggiato i preconcetti di tanti benpensanti. Per ora attendiamo le dichiarazioni post evento di tutte le istituzioni che avevano puntato il dito e che ora dovranno cavare qualche ragno dal buco.
Il Frosinone Pride, culminato in serata con una festa al Parco Matusa, ha ribaltato le aspettative di molti, virando sull'etica e sulla bellezza delle differenze. Un passo dopo l'altro, uniti, perché nessuno subisca per la sola colpa di essere umano.

 

 

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