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Serrone. Ciao PD, scrive Maurizio Proietto

MaurizioProietto 2 ridimensionato minMaurizio Proietto, già Sindaco di Serrone, lascia il PD spiegandone le ragioni nella lettera che segue, inviata al Segretario Reg.le PD, al Segretario Prov.le PD e Direttivo Prov.le. al Segretario e al Direttivo del Circolo PD di Serrone.

Carissimi amici e compagni, come precedentemente comunicato ai segretari provinciale e comunale, Simone Costanzo e Michelangelo Italiano e al direttivo e agli amministratori comunali di maggioranza di Serrone, non ho rinnovato la tessera del PD del corrente anno.

Non ho condiviso, la maggior parte delle azioni politiche e di governo che sono state portate a termine negli ultimi anni, sottileando che molte di esse, peraltro, non erano state sottoposte al vaglio degli elettori, metodo consono alla nostra democrazia cioè con un programma elettorale.
Con entusiasmo e convinzione profonda, circa dieci anni fa ho creduto, insieme a molti di voi, che questo nuovo partito unendo le forze più progressiste del paese, sulla scorta di ideali socialisti, di matrice cristiana, del mondo dell’associazionismo e del volontariato, potesse rappresentare una speranza per la nostra società. Ho creduto che questa nuova formazione, il PD avesse come fine la ricerca di una maggiore equità sociale, sia in termini di risorse che di opportunità .

A malincuore ho dovuto, insieme a molti, prendere atto che le politiche e i provvedimenti dei governi degli ultimi anni, non hanno perseguito questa finalità. Tra l’altro molte di esse sono state e sono non condivisibili sia nel merito che nel metodo.
La presente non ha lo scopo di analisi e valutazione di argomenti arcinoti agli addetti ai lavori; consentitemi però di citarne due come esempio: la riforma del mercato del lavoro e in essa di fatto l’abolizione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori e il tentativo di riforma Costituzionale.
Neanche i tanti governi di centrodestra , che pure avrebbero voluto farlo, pur quando forniti di schiaccianti maggioranze parlamentari, hanno abolito l’articolo 18. Grande è stata dunque la delusione e lo sconforto, che cio’ sia stato fatto da un governo a guida PD, il cui presidente del Consiglio nonché segreterio PD, si dichiarava più vicino a Marchionne che ai rappresentanti dei lavoratori.
Per quanto concerne la riforma costituzionale si commenta da se, con il voto che i cittadini hanno liberamente espresso al referendum del 4 dicembre 2016 bocciandola nettamente (io tra questi).

Degli altri provvedimenti effettuati dagli ultimi governi e non condivisi, avremo sicuramente occasione di disquisire, nei tempi e nei modi che l’intercalare delle vicende politiche generali ci permetterà di farlo.
Più di ieri infatti c’è bisogno di impegno e sforzo collettivo per risollevare il nostro paese e la nostra provincia, particolarmente devastata dalla crisi dell’ultimo decennio.
Vi saluto cordialmente con intatta stima e amicizia personale.
Vi auguro buon lavoro con la speranza di ritrovarci sulla strada maestra della lotta politica, con la forza e la passione degli ideali trasmesse dalle le generazioni che hanno fondato la nostra Repubblica, con l’obiettivo di un mondo migliore, più giusto, più eguale.
Serrone,11/11/2017.

Maurizio Proietto

 
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