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Restituire agli ex Forestali il proprio ruolo per tutelare il nostro patrimonio naturale

  • Scritto da  Marco Maddalena

incendio livedi Marco Maddalena - L'emergenza incendi chiede il ripristino delle funzioni di controllo e prevenzione per tutelare il nostro patrimonio naturale
L’intera provincia di Frosinone, in questi giorni, sta vivendo un’infinita emergenza incendi, che non può essere attribuita solamente alla forte ondata di caldo, sicura-mente c’è spesso la mano della delinquenza di piromani ai quali si nasconde dietro anche la criminalità organizzata. Un’ emergenza che ha evidenziato anche quei pro-blemi strutturali derivati dalla riforma Madia e dall’eliminazione della Guardia Fore-stale
Aver smantellato il Corpo Forestale dello Stato, che svolgeva preziose attività di con-trollo e prevenzione è stato un grave errore del governo nazionale. Riteniamo che la cosa migliore da fare sia è quella di restituire agli ex forestali il proprio ruolo che è quello che sanno fare bene
C’è la necessità che la politica metta al centro della propria agenda di priorità il tema del rafforzamento della prevenzione, e degli strumenti di contrasto ai troppi roghi che ogni giorno distruggono il nostro patrimonio naturale .L’emergenza incendi che sta colpendo la provincia di Frosinone deve essere affrontata , immediatamente, le amministrazioni locali devono chiedere un maggior intervento non solo nello spe-gnimento ma in particolare nelle azioni di prevenzioni e tutela delle aree naturali alle istituzioni regionali e nazionali , perché spesso, e purtroppo, dietro la devastazione di aree protette e di pinete c’è la mano criminale dell’uomo.
Il bilancio delle conseguenze degli incendi è drammatico sia dal punto di vista eco-nomico sia dal punto di vista ambientale, addirittura c’ è stato un incendio di sterpaglie in pieno centro nel Capoluogo di Frosinone che ha portato alla combustione di un’autovettura e le conseguenza potevano essere peggiori.
Un bilancio che purtroppo potrebbe essere ancor più drammatico, visti i continui in-cendi di questi giorni che non lasciano presagire nulla di buono. MarcoMaddalena sin350 260
Il fenomeno, degli incendi, nella nostra provincia anno dopo anno, è sempre più in aumento, per colpa di soggetti senza scrupoli che sperano di arricchirsi sulle ceneri di questa devastazione che distrugge un patrimonio inestimabile in termini di vegeta-zione e di fauna selvatica. Abbiamo il dovere di contrastare chi attenta alla nostra vi-ta, togliendoci l’ossigeno.
L’associazione ambientalista Legambiente ci ricorda che dall'inizio dell'anno nel Lazio sono andati letteralmente in fumo oltre 1600 ettari di superficie, l'equivalente di 2500 campi da calcio. I dati, aggiornati alla data del 12 luglio, sono registrati nel Dos-sier Incendi 2017 di Legambiente, secondo cui la nostra regione è quarta in Italia per ampiezza di territorio interessato da roghi devastanti. Il Lazio ha guadagnato una posizione nella poco edificante classifica rispetto al rapporto del 2016, dove si era piazzato al quinto posto. I numeri della prima parte del 2017 raccontano di un peg-gioramento enorme, inoltre, nella nostra provincia non si ha notizia in merito all'at-tivazione dei Centri Operativi Provinciali (COP) per aumentare efficacia ed efficienza nel coordinamento degli interventi a scala territoriale locale
I Comuni devono attivarsi per imporre i vincoli paesaggistici e naturali previsti dalle legge nazionali in caso di aree soggette ad incendi come la Legge quadro in materia di incendi boschivi del 21/11/2000 n. 353, contenente divieti e prescrizioni derivan-ti da eventi calamitosi riferiti agli incendi boschivi , infatti nelle zone boscate attra-versate da incendi : non si può avere una destinazione diversa da quella preesisten-te all’incendio per almeno quindici anni; è vietata la realizzazione di edifici nonché di strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive; è vietato, per dieci anni, il pascolo di qualsiasi specie di bestiame e l’esercizio dell’attività venatoria, qualora la superficie bruciata sia superiore ad ettari uno.

 
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