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PD Ceccano: svolto il congresso ora al lavoro. Obiettivi e speranze

  • Scritto da  Emanuela Piroli

PDCeccano1 mindi Emanuela Piroli, Segretario PD Ceccano - “Il cambiamento è una legge della vita e coloro che si ostinano a guardare sempre solo al passato o si concentrano unicamente sul presente possono essere sicuri di perdersi il futuro.”  (J.F. Kennedy)

Il Circolo PD di Ceccano dopo essere stato commissariato per circa due anni e mezzo, domenica 15 ottobre finalmente ha realizzato il suo congresso, unitario, con l’elezione della nuova classe dirigente, che io ho l’onore di rappresentare e guidare. Una classe dirigente, che mi sento di definire solida, solidale e competente.
Un congresso partecipato, vivace, con diversi spunti di discussione, e a cui si è giunti dopo un percorso lungo e piuttosto tortuoso. Un risultato che fino a qualche mese fa sembrava irraggiungibile. Si è riusciti, con un’assunzione di responsabilità da parte di tutti, a superare le logiche correntizie, a soprassedere sul metodo Cencelli, convergendo su un progetto condiviso, per il bene della comunità. Senz’altro era necessario un cambiamento significativo, senza rinunciare, però, ai nostri valori e alla nostra storia.

Il Congresso

Su un totale di 437 iscritti, hanno votato in 306 (70%), con 300 schede valide, 4 bianche e 2 nulle, indubbiamente una larga partecipazione al voto.
Il PD che è stato messo in scena fino ad ora, era un PD condizionato dalle correnti, fatto di capibastone, di circuiti e cortocircuiti. Si era perso uno sguardo collettivo sulle cose e questo è il fallimento più grande per un Partito ed un Circolo che dovrebbero essere prima di tutto una comunità di persone. Allora, il Partito e il Circolo hanno ancora un senso se in quei luoghi è possibile davvero esprimersi, valorizzare le competenze e influenzare dal basso.
Uno dei mali maggiori che affligge oggi la politica non è la poca voglia di partecipare, ma la convinzione che la propria partecipazione venga strumentalizzata, quando, invece, dovrebbe necessariamente tradursi in potere decisionale.

Senza partiti non ci può essere politica, l’assenza dei partiti equivale alla morte della politica, ecco perché il nostro impegno sarà continuo. Ci impegneremo a riavvicinare le persone alla politica, quella vera, lottando contro i facili populismi e le destre xenofobe, è indispensabile diffondere nuova fiducia verso le istituzioni, intercettando i disagi e le esigenze primarie dei cittadini e facendoci portavoce a livello comunale, regionale e centrale. Questo è la nostra priorità: stare con il fiato sul collo su chi detiene il potere esecutivo. Le decisioni saranno prese in maniera collegiale attraverso un leale confronto interno, che ci permetta di arrivare ad una sintesi sui vari temi che ci troveremo ad affrontare.

Basta con le divisioni interne

Con questa idea di partito abbiamo deciso di ripartire mettendo da parte, in maniera definitiva, le divisioni interne, che hanno accompagnato i passati gruppi dirigenti del Partito Democratico ceccanese, e che hanno portato alle sconfitte elettorali e al commissariamento del partito. In un momento storico difficile, in cui la disaffezione politica, il dissenso verso i partiti, l’astensionismo e il populismo sembrano prevalere, noi accettiamo la sfida di rilanciare il PD di Ceccano, per riportarlo ad essere la forzaPDCeccano2 min motrice di tutto il centro sinistra, recuperando il ruolo guida, attraverso un dialogo costruttivo con le forze politiche, basato sulle idee e sui contenuti programmatici. Metteremo in atto politiche di collaborazione per costruire coalizioni forti e coese che possano garantire governabilità e gestione del bene comune cittadino, dovremo tornare a discutere finalmente sulle idee e lasciarci alle spalle rancori e mire puramente personali. Sappiamo che per vincere le prossime elezioni amministrative, bisognerà lavorare con un impegno costante da qui ai prossimi tre anni, al fine di rendere di nuovo attrattivo il PD per tutte le altre realtà del centrosinistra, civiche e non. Aspetto fondamentale, per ritornare ad amministrare la città, è il ruolo delle liste civiche, che rappresentano una parte importante della cittadinanza. Apriremo un confronto con il civismo democratico progressista in una visione anche di apertura a nuove collaborazioni. Questo è il primo passo che ci appresteremo a compiere. Mireremo a svolgere un’opposizione dura e costruttiva nei confronti di una amministrazione comunale che riteniamo inadeguata, inconcludente e “distratta”, che anziché dare delle risposte, si pone sulla difensiva e insiste con lo scaricare le responsabilità ad altri. Lo faremo coordinandoci con i nostri consiglieri comunali, cercando di mettere in risalto le mancanze dell’attuale amministrazione e iniziando a promuovere la nostra alternativa, le nostre proposte per una Ceccano migliore. Tratteremo ogni problematica, ambiente, lavoro, welfare ecc., con cognizione di causa, senza improvvisazioni, impegnandoci in primis ad ascoltare i cittadini, facendo nostre le loro esigenze e cercando di intervenire nel modo migliore. E proprio ai cittadini, alle diverse categorie di lavoratori, voglio rivolgermi, dicendo loro che noi ci siamo, il PD c’è, siamo al loro fianco, pronti a farci carico delle problematiche che li affliggono.

I giovani

C’è poi una cosa che mi sta particolarmente a cuore e su cui ho intenzione di lavorare fin da subito, è la costituzione a Ceccano di un circolo giovanile, i Giovani Democratici di Ceccano. I giovani sono il futuro, la speranza, l’entusiasmo, l’energia positiva, il PD ne ha bisogno e nella nostra città si sente forte la mancanza di questa realtà a sinistra. Ora ci sono i presupposti perché il nostro partito ritorni ad essere attrattivo per le nuove generazioni e c’è la volontà ad incoraggiare l’attivismo giovanile. In realtà anticipo, che la prima pietra è stata già posta e faccio un appello alle ragazze e ai ragazzi di Ceccano con la passione per la politica e l’impegno civico, con la voglia di contribuire a realizzare una società migliore fondata sui principi di uguaglianza, solidarietà, con l’amore per i diritti, dico loro di non guardarci più con sospetto.

Io mi ricordo quando avevo la loro età, me la ricordo quella “smania” di dire la mia e quella voglia di cambiare il mondo, e in fondo non sono cambiata poi molto, per me gli ideali contano ancora, per me far sentire la mia voce è vitale, per me il mondo si può cambiare, dando ognuno il proprio piccolo contributo. Noi siamo pronti ad affiancarli ed incoraggiarli, senza invadere i confini, lasciando loro la giusta e indispensabile autonomia.

 
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