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Galeotta fu la stele, che accese fantasie e portò alla perdizione…

  • Scritto da  Elisabetta Magnani

MANIFESTO MAIFESTAZIONE 350 mindi Elisabetta Magnani - L’ultima volta che ho ricordato questo passo dell’Inferno parlavo d’amore e non di quello fra Paolo e Francesca; ma questa è un’altra storia… la nostra parla di memoria, di simboli, di nazismo e di resistenza.

Correva il mese di marzo… e l’associazione “tal de tali” di Cassino decide di inaugurare una stele ai paracadutisti tedeschi caduti nei combattimenti del’44.
Una manciata di antifascisti, qualcuno disdegna l’epiteto, qualcuno lo teme, qualcuno mette l’accento sul prefisso “Anti”, anti presuppone un’avversione e quindi di per sé è già fascismo. Giusto, dunque una manciata di noi, “noi A FAVORE di tutto ciò che è speculare al fascismo: democrazia, repubblica, costituzione, uguaglianza, fraternità, tolleranza, et in primis, libertà…" in un fresco sabato pomeriggio primaverile, si sveglia dal torpore in cui versa da qualche decennio e decide che questa inaugurazione un s’ha da fare!

Ci si incontra alla casa della cultura, per l’occasione scende giù da Norcia a capo dell’armata, il “Cavalier Brancaleone” e nel Parco Baden Powel si discute la più congetturata contromossa. Gli antifascisti vogliono intervenire. Non si accetterà che l’inaugurazione abbia esito positivo, dobbiamo mostrare chiaramente la nostra avversità. I repubblicani dopo aver prontamente denunciato l’accaduto presso le alte cariche della regione, da dove tuona un indignato presidente: “Non si possono confondere meriti e responsabilità, mettere sullo stesso piano liberatori e oppressori, sostituire le ragioni della libertà con quelle dell'odio" , che ci mette tutti d’accordo, propongono di fare in contemporanea all’inaugurazione, un’azione dimostrativa che renda onore ai veri eroi: deponiamo una corona al monumento alle vittime civili. Gli alternativi invece, i fantasiosi, propongono un oggetto simbolico: un lenzuolo bianco con un un fiocchetto nero, quello del lutto. Lutto per la memoria di Cassino e per tutte le donne che ricostuirono la città dopo l’invasione tedesca. Un momento, quali donne? Eh, ce n’erano tante, inclusa mia nonna! Ah beh, si beh…
Dunque la “multietnica armata brancaleone” si divide.
Gli interventisti intervengono e i moderati dimostrano.

L’indomani, dopo la ritirata dell’Abbate e il dietrofront del sindaco, la stele verrà rimossa. la battaglia sembra vinta, ma vogliamo la rimozione anche delle targhe, non dovessero esserci poi, magari dei ripensamenti… anche questa vittoria non richiede grandi dispiegamenenti di energie, va da sé, dal momento che il misfatto non è provvisto di autorizzazione prefettizia. Però così non vale, neanche un po’ di sana lotta!
Tutto torna alla normalità.
E ora che si fa?

Il fascismo non è morto e qui si difendono i diritti costituzionali!
Facciamo un convegno, no, facciamo una manifestazione. Con tanto di corteo. Pieno di bandiere di tutte le nazioni del modo, bello! Ma chi lo invita il resto del mondo? Mettiamo la notizia su FB, coinvolgiamo le associazioni. Giusto.
Ma il corteo è rischioso, se poi c’è poca gente che figura si fa…
E’ no, un momento, i compagni vogliono manifestare, sfilare fra la gente ha un significato importante, allora facciamo un semi corteo, dico io, facciamo una passeggiata… ci troviamo li, guardiamo quanti siamo, e poi ci incamminiamo, chiacchierando come niente fosse. Qualche bandiera ci sarà!
Poi ieri in televisione, colpo di scena, su Rete 4 lo spot del 25 aprile. Uno fra i testimonial pronuncia la fatidica parola: “Antifascismo”. Su Rete 4. e allora si puo dire. Ragazzi, compagni, repubblicani, democratici… antifascismo si puo dire!

(Strano perché qualche pomeriggio fa, la delegazione al completo dei consiglieri comunali PD di Cassino, che ha accolto in sala Restagno l’onorevole Emanuele Fiano, quella parolina inquietante, nonostante si sia parlato di problemi della sinistra, di disunità, di sconfitta elettorale, nonostante che eravamo ad un tiro di schioppo dal 25 aprile, nonostante che la socialdemocrazia di Cassino si stia mobilitando per regalare ai cittadini un contesto di riflessione sulla Liberazione, insomma malgrado ciò, nessuno (giornalisti a parte) l’ha pronunciata, solo lui, con la disinvoltura di chi quell’aria di libertà - di espressione, di parola, di pensiero - forse, dico forse perché personalmente non ho avuto modo di chiederglielo, la respira.

Allora questa festa del 29 aprile una missione a Cassino ce l’ha. Ne vale la pena. Molti artisti hanno accettato subito, senza compenso. Anche i relatori i giornalisti e tutti quelli che interverranno. Tutti hanno detto si, senza remore. Che strano.
Qualche persona di sinistra è uscita dalla tana, sono nate amicizie e ci sono stati anche scontri, diversi, ma comunque ci siamo incontrati, conosciuti, e mica è poco!
I ragazzi degli istituti superiori sono stati entusiasti dell’iniziativa e molti di loro contenti di essere stati coinvolti e di avere il compito, faticoso, di convincere anche altri, perché scuotere questi ragazzi dalla alienazione in cui li abbiamo costretti, non è facile. Ma quanto lo vorrebbero, quanto stanno aspettando che il mondo adulto si accorga dell’oblio in cui sono precipitati. Quanto hanno bisogno di quei luoghi di divertimento, scambio e approfondimento, alternativi alla consueta passeggiata per il corso, con tacco 12 e borsetta griffata, pantalone griffato, maglietta griffata, e più sei griffato più sei figo, perché c’ hai i soldi e se c’hai soldi la tua famiglia conta e se esco con te che vieni da una famiglia che conta, conto qualcosa anch’io; allora intorno ai ragazzini griffati un nugolo di ragazzetti, e gli altri, un po’ più soli.

I ragazzi però hanno ancora voglia di appartenere ad una società un po’ più giusta. Abbiamo poco tempo, perché finito il liceo quel che è fatto, è fatto. Se non siamo stati capaci di dargli motivazioni valide, la responsabilità sarà solo nostra.
Se avremo degli ometti in miniatura che scimmiottano, ambiziosi, il politicante ruffiano e arrogante di turno, avremo fallito. Perché lo avranno fatto per soddisfare le nostre perverse aspirazioni.

Non foss’altro che un luogo di partenza questo 29 aprile per non sentirsi soli e non aver pudore ad alzare la fronte, e trovandosi davanti l’imponente Abbazia, dichiarare serenamente: sono antifascista.
Dunque Brancaleone Da Norcia, Abacuc, notaio giudeo, robusto Pecoro, giovane Taccone e Mangoldo lo scudiero, io sono pronta.
Quasi quasi, sono pure contenta di questo accrocchio di personaggi così diversi e così fascinosamente significanti nelle loro complesse personalità.
domenica 29 alle 9,30 davanti al Comune di Cassino, io ci sarò. Poi proseguiamo tutti insieme, comunisti, socialdemocratici, repubblicani e l’ANPI in testa “chiacchierando come se niente fosse”, con qualche bandiera, qualche canzone e qualche slogan al megafono, perché nell’articolo 21 della Costituzione italiana c’è scritto: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Po dalle 11… al Parco Baden Powel inizia la festa.
Un po’ di Rock, di folk, due chicche di teatro e la Costituzione, fino a tarda sera.
Da qualche parte dovrà pur nascere un fiore…

Una poesia ci sta bene

“Dici:
per noi va male. Il buio
cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando
si era appena cominciato.
E il nemico ci sta innanzi
più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso
una apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può negarlo.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d’ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole
le ha stravolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.
Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto?
Qualcosa o tutto? Su chi
contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla corrente? Resteremo indietro, senza
comprendere più nessuno e da nessuno compresi?
O contare sulla buona sorte?
Questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
oltre la tua.”
B.Brecht

 Cassino 29 Aprile '18

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