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Fare emergere donne e uomini che mai si piegheranno all’indifferenza

  • Scritto da  Armando Mirabella

Milano SanBabila per accoglienza 350 260 mindi Armando Mirabella - Ho letto il pezzo di Veltroni di oggi e visto la partecipazione alla manifestazione antirazzista di ieri a Milano.
Conta la percezione. Più della realtà. La quantità di informazioni che ci circonda è infinità. Se non si è strutturati, non si è capaci di distinguere il vero dal falso, tutto diventa incerto perché su un tema è possibile trovare una opinione e, con lo stesso peso, il suo opposto. Il confine tra il “giusto” e lo “sbagliato” per molti non è tracciato né tracciabile. E allora, come se ci si fosse persi di notte in un bosco di infiniti alberi, ci si affida alle percezioni. Qualora si trovasse qualche indicazione su come uscirne, tra una mappa disegnata e spiegata dettagliatamente e un cartello, nell’urgenza, nella paura si sceglierebbe il cartello, la freccia con nome secco, ignorando se la mappa suggerisse un percorso più sicuro rispetto al cartello della scorciatoia pericolosa.

Vince l’indicazione semplice. In questa vita guidata dalle sensazioni, triste è il destino dell’idea minoritaria. Chi ha problemi con il livello 1, quello dei bisogni fisiologici (fame, sete, ecc.) o 2, i bisogni di salvezza, sicurezza e protezione, ed è nel bosco di infiniti alberi, non ha tempo di riflettere, forse non può nemmeno permettersi le prescrizioni di una idea strutturata, vuole che gli si dica, e subito, cosa fare per salvarsi. Costoro oggi hanno bisogno di un messaggio semplificato, meglio se fatto da persone con le quali identificarsi per modi e magari linguaggio. A questi si aggiungono coloro i quali sono ad un altro livello, il 4 di Maslow, quelli che hanno bisogni di stima, di prestigio, di successo e ancora più in alto, quelli che hanno soddisfatti tutti i precedenti e hanno solo bisogni di realizzazione di sé (realizzando la propria identità e le proprie aspettative e occupando una posizione soddisfacente nel gruppo sociale) e hanno capito che, sostenere l’idea vincente, gli porta degli ulteriori vantaggi. In questo quadro si allarga la platea di chi penserebbe in modo diverso dalla idea dominante, ma che si è rassegnato. Questi agiscono in due modi:
a) Tanto è tutto inutile, mi chiudo a casa e mi faccio i fatti miei. Almeno non perdo tempo e soldi
b) Tanto è tutto inutile, e allora bado ai casi miei

In questo quadro, triste è il destino dell’altra idea, quella oggi a sinistra, e di chi la pratica attraverso articoli di giornale, riflessioni e persino azioni politiche dirette. Se a sostenerla è un volto nuovo (giovane o meno giovane) nella società della percezione, della sensazione si dice: “e questo chi è?” lo si legge forse, lo si ascolta forse, non lo si vota perché automaticamente considerato perdente sicuramente. Se a sostenere l’idea oggi minoritaria attraverso articoli di giornale, riflessioni e persino azioni politiche dirette è un volto noto della società, supponiamo mister X, la reazione è:” “E' giunta l'ora di una nuova sinistra", disse la vecchia sinistra .... Surreale che Mister X abbia ancora il coraggio di pontificare”.

Una riflessione a parte meriterebbe almeno la credibilità di Mister x. Per esempio nel posto in cui si vive, nel proprio territorio, chi lo rappresenta? Come esercita il suo ruolo? Si accorda con la destra per incarichi e nomine da distribuire per appartenenza più che per competenza? Vuole costruire con pezzi della destra candidature ad enti intermedi? Sui temi dei beni comuni come si pone? Perché poi se per vincere, si venderebbe, o si è venduto l’anima, o se, per ringraziare gli amici, si arriva a cose come la candidatura di Casini chi vuole costruire una percezione avversa a Mister X ha poco da doversi industriare…

Ma oggi dopo la lettura del pezzo di Veltroni, del quale riconosco l’autenticità gratuita dello slancio, e dopo la manifestazione antirazzista di Milano, che segue il presidio altrettanto spontaneo sul molo di Catania, con oltre 10.000 persone che si sono radunate spontaneamente, dico che l’emergenza è quella di costruire un’altra percezione. Fare emergere donne e uomini che non si piegheranno mai all’indifferenza. Indifferenza così come spiegata da Michela Smargiassi: “capacità di fare la differenza. Che spesso tradisce l’intenzione politica di tradire tutte le differenze. Fra un contesto e un altro, come fra giusto e sbagliato, vero e falso, onesto e disonesto, destra e sinistra, sapere e ignoranza; per confermare l’unica differenza che il populismo prometteva di abolire: quella fra chi ha il potere e chi non ce l’ha”
Ecco, se in Italia, o anche a Frosinone c’è da scendere in piazza per costruire una altra sensazione, per dare visibilità, tangibilità ad una altra idea oggi minoritaria io ci sono. E ci sarò fin quando non sarà maggioritaria.

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