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Sviluppo turistico del nostro territorio: la prima occasione è alle prossime provinciali

  • Scritto da  Sandra Penge

S.DonatoV.Comino 350 260 mindi Sandra Penge - Una rete di sindaci per lo sviluppo turistico del nostro territorio: la prima occasione è alle prossime provinciali.

Domenica 26 agosto a Pignataro Interamna si è tenuto il secondo Open Day degli scavi del sito archeologico di Interamna Lirenas. L’evento, oltre a ricoprire un notevole interesse culturale, interroga profondamente la politica sui suoi progetti a medio e lungo termine per il nostro territorio.

Siamo infatti una provincia che – contro la propria stessa vocazione naturale – nel secondo dopoguerra ha basato la propria crescita principalmente sul settore industriale, quando il nostro “petrolio” sarebbe dovuto invece essere il territorio stesso, con le sue ricchezze paesaggistiche, storico-archeologiche ed enogastronomiche. Siamo un territorio in cui un Museo d’avanguardia come l’Historiale è chiuso alla vigilia del 75esimo anniversario delle Battaglie di Cassino.
Il sito archeologico di Interamna Lirenas non è interessante solo storicamente per l’importanza storica dell’insediamento antico, ma perché non è isolato: si trova al centro di una zona ricca di insediamenti romani, basti pensare alle aree archeologiche di Casinum (Cassino), Aquinum (Aquino-Castrocielo), Fabrateria Nova (San Giovanni Incarico), Fregellae (Ceprano) e – passando nel sud della provincia di Latina ma a distanza relativamente breve – Minturnae (Minturno), Sperlonga e Terracina. Queste potrebbero essere le tappe di un breve ma incisivo tour archeologico che potrebbe attraversare la nostra provincia, seguito da uno “medievale” o religioso (con il giro delle Abbazie, dei castelli), uno naturalistico che possa svolgersi a piedi o in mountain bike lungo i fiumi ed i numerosi sentieri montani (che ripercorrono in parte anche punti importanti delle Battaglie di Cassino) ed infine uno “marittimo” sulle spiagge del Sud Pontino. Si tratta di esempi semplici (molti altri se ne potrebbero fare: non me ne vogliano i comuni non citati) di percorsi che possano anticipare la visita a Roma, così vicina e da sempre troppo “fagocitante” nei confronti della Ciociaria e della Terra di Lavoro anche a causa della nostra inerzia.

Sarebbe importante – dunque- creare un nuovo ed articolato progetto di sviluppo per il nostro territorio, che venga possibilmente portato avanti da una rete di sindaci che siano sensibili (almeno quanto lo si è dimostrato quello di Pignataro Interamna) all’impatto anche economico che siti archeologici ben scavati e ben conservati possono avere sulla cittadinanza intera (perfino sull’inclusione dei migranti: pensiamo a Formia, dove nell’ambito dello Sprar i rifugiati hanno partecipato ad iniziative del CAI per la valorizzazione del territorio).

Un nuovo progetto di sviluppo turistico per il Basso Lazio, infatti, ha fortemente bisogno dei sindaci: occorre infatti che i comuni vicini o confinanti che condividono beni paesaggistici o archeologici collaborino per ottenere e condividere fondi, in modo da ottimizzare spese e risultati nel tutelare, estendere, valorizzare e rendere fruibili le aree di interesse storico; per raggiungere tale obiettivo occorre anche un Assessorato regionale al Turismo sensibile al tema (o sensibilizzato dalla rete dei sindaci), che faccia la sua parte per convogliare il più possibile i fondi europei su tali aree, anche grazie ad un rafforzamento delle istituzioni già esistenti, come i GAL. Infine, sarebbe opportuno che gli enti locali in rete sostenessero tutti quei privati, in particolare giovani, che potrebbero creare nuove attività commerciali e culturali (basti pensare al “Bosco delle favole” di Cassino) nonché strutture ricettive e di ristorazione che propongano i nostri prodotti locali e DOP; questo sostegno dovrebbe passare innanzitutto attraverso un programma di “assistenza” nella stesura dei progetti con i quali rispondere ai bandi europei per ricevere finanziamenti.

Il percorso di sviluppo fin qui delineato è sicuramente lungo, ma da qui a dieci anni potrebbe letteralmente cambiare il volto della nostra provincia, rispondendo al problema della disoccupazione, soprattutto giovanile, e della tutela del territorio e dell’ambiente. È pertanto opportuno iniziare subito a lavorare in tal senso e la prima occasione a disposizione è certamente quella delle prossime provinciali; non bisogna farsi sfuggire l’occasione di unire le forze di tutti gli amministratori locali, le forze progressiste ed i movimenti civici che hanno a cuore il territorio, in un unico progetto, basato su una piattaforma programmatica in cui tutela ambientale e valorizzazione delle risorse archeologiche, culturali ed enogastronomiche sia tra i punti fondanti.

 

 

Per chi volesse approfondire gli argomenti trattati può prendere contatto con il dottor Antonio Colasanti ai seguenti recapiti:
Email:
Tel. 347102038

 

 

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