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Draghi, l'informazione e la guerra

 COMMENTI

Lavorare per il Cessate il fuoco e un armistizio. Pensare seriamente al disarmo, innanzitutto, nucleare

di Ignazio Mazzoli
Draghi Biden laRepubblica 390 min«Pentagono alla Russia per "cessate il fuoco". Erdogan: "Adesione Svezia e Finlandia alla Nato sarebbe un errore" (Repubblica).» «L’Ue continuerà a fornire armi a Kiev (Corsera). Prima telefonata tra il capo del Pentagono e Shoigu. La richiesta Usa al ministro russo: “Cessate il fuoco”. Putin sente Scholz: “È l’Ucraina a bloccare i negoziati” (ilfattoquotidiano.it).» Alcuni titoli apparsi negli ultimi giorni sui giornali on line e cartacei. “Draghi smarca l’Europa dagli Usa e spiazza Biden” così titola “finanza.it” il suo servizio sulla visita del Presidente del Consiglio italiano in Usa al Presidente Biden dei giorni scorsi. Danno l’idea che qualcosa si muova in direzione opposta al temuto allargamento del conflitto.

C’è dell’altro che dovremmo sapere? Che si sono detti davvero Draghi e Biden? Perché mancano un comunicato finale e una conferenza stampa comune? Ci sono divergenze o soltanto convergenze non pubblicamente presentabili? Interrogativi legittimi soprattutto in Italia dove si confrontano tante informazioni, a volte diverse di poco, di molto in altri casi.
Infatti, su “Affaritaliani.it” si evidenzia, «Braccio di ferro tra Quirinale e Palazzo Chigi: il premier vuole "scappare" prima, ma il Presidente vuole tenerlo altri tre mesi». A firma di Alberto Maggi. Insomma, per non armeggiare con una rassegna stampa troppo lunga, diciamo che è diffusa la sensazione che ci siano troppe “cose” non dette.

Mentre si esalta l’impegno di Draghi per una posizione più autonoma dell’Europa e dell’Italia riferendo la frase ormai famosa «Siamo d’accordo sul sostegno all’Ucraina e sulle pressioni su Mosca, ma occorre anche chiedersi come si costruisce la pace. Inizialmente era una guerra in cui si pensava ci fossero un Golia e un Davide. Oggi non c’è più un Golia». Che significa? Nella mitologia Davide uccise Golia e oggi invece Golia non morirà? O che altro voleva dire? Per la verità ancora una volta una frase sibillina e soprattutto una rinuncia alla chiarezza. Infatti scopriamo che, stando alla “Rivista italiana difesa” con il nuovo decreto manderemo “APC cingolati M113 e obici semoventi da 155 mm PzH2000 ”. Per l’Ansa nella lista saranno presenti anche i “semoventi d’artiglieria M109”. Questa volta sappiamo anche i nomi delle armi. Ma aulacameraquesto sfoggio di partecipazione che senso ha se dobbiamo procedere averso una fase nuova, caratterizzata da trattative e iniziative politiche? Se si continua ad incrementare l’invio di armamenti si spinge verso l’allargamento del conflitto.

Vogliamo davvero arrivare ad un cessare il fuoco per un armistizio? Oggi è l’unico obiettivo credibile. In questi giorni la sensazione più forte è di avere a che fare con un “Draghi bifronte”. Uno per gli Usa e uno per l’UE e l’Italia? Questo può accadere quando si affrontano incontri internazionali senza un mandato del Parlamento di cui si è espressione. Accadono anche cose non dichiarate, o per meglio dire diverse da quelle dichiarate, come il pagamento in rubli del gas che ci arriva, dopo avere giurato e spergiurato che questo non sarebbe accaduto perché non previsto nei contratti. Nella giornata di venerdì 13 maggio la notizia era nei TG e nei talk show.

Che succederà il 19 maggio in Parlamento? Gli intendimenti politici dovrebbero disvelarsi ai cittadini italiani. Dobbiamo aspettare il dibattito parlamentare o ne sapremo qualcosa di più, prima?

Intanto una osservazione critica, anzi una protesta contro quella parte dell’informazione italiana che crede di essere depositaria della verità e della missione di portarla nelle menti del popolo italiano. Mi riferisco a quella macchina infernale che per decine di ore al giorno ci fa un inesorabile lavaggio del cervello su come osservare, valutare e interpretare questa guerra.

È incredibile come quest’area si auto assegni i titoli di indipendenza, obiettività e di correttezza. Qualità che sembrano incarnate essenzialmente dai conduttori dei talk show. Non mancano, certo, i direttori di alcuni grandi quotidiani cartacei.
È stupefacente come accusino di “disinformazione” tutti coloro che non sostengono la versione corrente del Pentagono USA. La disinformazione esiste, eccome! Me se vuoi fare solo informazione seria, devi mettere me, lettore o spettatore, nella condizione di farmi un giudizio autonomo. Non mi devi imbeccare. Altrimenti il confine fra informazione e disinformazione diventa tanto sottile da essere invisibile. Come lo diventa quando un conduttore dopo aver invitato il portatore di una posizione non condivisa dal potere lo contraddice violentemente e lo fa sbranare dagli ospiti che la pensano come il conduttore vuole. Le opinioni si devono confrontare, con pari diritti e pari rispetto, perché chi osserva possa giudicare. Altrimenti “si indottrina il pupo” e non altro.

Non vuol essere un giudizio critico tout court. È solo una richiesta di moderazione che raccolgo proprio da una trasmissione dedicola 350ok mini cui non condivido spesso l’aggressività del conduttore sicuramente bravo per professionalità e cultura, contro chi non la pensa come lui, (non è l’unico purtroppo), anche se non sempre come, nel caso che qui citerò fra un rigo e che questo giornale ha già proposto a suoi lettori con un video: un parere di "Selvaggia Lucarelli".
Chi vuole può riascoltarla nel video alla fine di questo scritto. Ella comincia col criticare tutta l’enfasi esagerata nel parlare del “Coraggio”, finalizzata dice a "rimuovere la paura, per alimentare i conflitti... mira a un fortissimo reclutamento emotivo...". La guerra dice sembra un “Videogioco”. Il conduttore azzarda che si tratti di una “strategia comunicativa molto sofisticata per simpatizzare con i combattenti ucraini." Può darsi?
La Lucarelli incalza: “Se non romanticizzi la guerra sei filo putiniano... Non puoi capire quando è nata questa guerra…Non puoi n
eppure dire un ma, altrimenti stai giustificando l'aggressore”. Straordinaria Selvaggia Lucarelli, riesce con poche e chiare parole come si sia di fronte ad un attentato dell’autonomia delle menti e dei cuori, più semplicemente dell’autonomia dell’intelligenza. E aggiunge “Sono venuta qui in un clima intimidatorio”, e denuncia che ci sono giornalisti che formulano vere e proprie “liste di proscrizione” dei giornalisti “filo Putin” e dichiara che non ci troviamo difronte “neanche al maccartismo”, ma a manifestazioni da destinare alla psichiatria. Questo è il metodo conclude “di non controbattere sulla sostanza, ma di delegittimare l'interlocutore”. Per fortuna Il conduttore aggiunge a sostegno che poi “arrivano i sondaggi che dicono che una maggioranza relativa degli italiani è contraria all'invio di armi”.

Selvaggia Lucarelli termina con un’accusa pesante e ricca di verità: “trovo destabilizzante che negli studi televisivi si siano create queste contrapposizioni fra giornalisti russi e giornalisti italiani che da anni da decenni sono i megafoni del potere qui, quelli russi rischiano la vita, qui tutt'al più finiscono a fare le cronache sportive.” L’invito al coraggio di alcuni giornalisti italiani la fa molto sorridere.

La realtà è che la gente ha paura, di cosa? Giustamente, dei costi economici che già oggi paga, del rischio di trovarsi dentro una guerra di cui le motivazioni appaiono artatamente costruite, c’è il timore di perder “tutto” per alcuni, un “tutto” fatto di assai poco, ma per questi certamente indispensabile e di cui non si vuole essere privati.

Trovo che sia ragionevole e razionale la paura che inducono quelle terribili immagini di violenza e distruzione totale rese oscene, per chiunque, dai corpi abbandonati all’autodistruzione. Sono un obiettivo e indiscutibile elemento di dissuasione razionale che dovrebbe costringere tutti a rifletter sulle soluzioni non accontentandosi di rammentarsi che le guerre portano con sé questi risultati.
Non si tratta di offrire l’altra guancia, chi è aggredito deve difendersi, non c’è dubbio. Ma nel 2022 la guerra fa soprattutto vittime innocenti e distrugge beni incommensurabili frutto di sudato lavoro e di tempi lunghissimi. A nessuno, neppure agli stati deve essere più concesso di farsi giustizia da sé come vale per ogni individuo. Se le conseguenze sono quelle che stiamo vedendo bisogna cominciare a pens
SelvaggiaLucarelli 390 minarci. Altro che continuare questo odiosa e stucchevole polemica contro i pacifisti!

Bisognerebbe sempre portare a estreme conseguenze logiche un'affermazione, perché è un buon metodo di verifica del valore, dell'attendibilità e della praticabilità di ciò che si pensa.
Anzi, direi è un ottimo metodo, da consigliare, come esercizio, a chiunque svolga un'attività di pensiero e di elaborazione che debba portare in primo luogo a delle decisioni che coinvolgono non solo chi sta pensando.
È vero, la vita non è solo la semplice e concreta esistenza biologica. Vita è, anche, come si vive. Essere in vita, però, è indispensabile a determinare i modi di vivere, cioè realizzare cosa si pensa per migliorare le proprie e altrui condizioni. Se così è, l'essere vivi è la condizione di ogni conquista. (banale?)

Se ogni volta per affermare le nostre presunte migliori condizioni di vita ci sfidiamo fino alla morte che otteniamo? Morire per un'idea.
Pensare e agire è vivere, se si sviluppa il pensiero nella realtà storica, sociale, di tutto ciò che ci circonda. Oggi la guerra è la peggiore fra quelle conosciute e se continuano saranno sempre peggiori e più distruttive. Siamo gli esseri viventi che sanno farsi più male di chiunque altro. Basti pensare alla bomba atomica.

In un mondo che ha prodotto mostruosi sistemi di morte e distruzione come applichiamo la nostra lotta per migliorarci e progredire? Questa domanda è legittima. Il contrasto civile, la dialettica sociale ci hanno dato uno straordinario strumento: la politica che sostituisce la barbarie delle distruzioni. E, quindi pensare seriamente al disarmo, innanzitutto e prima di tutto quello nucleare.
Saper fare buona politica e saperla usare è una preparazione doverosa per predisporci al disarmo totale, per garantirci il futuro e garantirlo all’umanità finché questo mondo non si estinguerà da solo. Da solo, non per colpa nostra.
SE MORIAMO TUTTI A CHI SERVIRANNO O CHE SARANNO SERVITE LE CONQUISTE STRAORDINARIE CHE RIUSCIAMO A IMMAGINARE E REALIZZARE?

Video reso disponibile su YouTube da PiazzaPulita

 

 

 

 

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