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A un anno dal Brancaccio

Brancaccio 18giu17 min L'aspettativa, la delusione. La distrazione di massa. Riprendere la lotta per il lavoro, i suoi diritti e la sua retribuzione

di Ignazio Mazzoli - Accadeva un anno fa. Il 18 giugno 2017, come previsto dagli organizzatori, alle 9 del mattino davanti al teatro ncaccio di Roma c'era già la fila. Si riempì la platea e poi la galleria, centinaia di persone restarono fuori ascoltando dagli altoparlanti. Che accadeva? Tomaso Montanari e Anna Falcone davano il via a un tentativo, ancora, di rianimare la sinistra puntando a una lista unica alle elezioni politiche che si sarebbero svolte il 4 marzo del 2018. L’aspettativa era la seguente: «Questa cosa nasce per essere a due cifre percentuali, se dovesse ridursi alla sinistra arcobaleno sarò il primo a dire che è stato un fallimento» (Montanari). (per leggere tutto, completata una pagina, torna qui in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)
  

  1. Entusiasmo alle stelle...
  2. E oggi?

Entusiasmo alle stelle...un anno fa

L’entusiasmo era alle stelle e la speranza infiammava cuori e intelligenze.
Si lanciò un percorso: dare vita a 100 piazze figlie del 18 giugno al Brancaccio. Migliaia di persone iniziarono a vivere una grande aspettativa e la speranza che finalmente la sinistra diffusa, sotto scacco in questo Paese dove l’egemonia della destra è sempre più evidente, potesse rialzare la testa e mettere in campo una alternativa credibile ed efficace. Questo significava confermare sì il ruolo dei partiti, riconosciuto dalla nostra Costituzione, provando però … PERO’ … a percorrere strade nuove, diverse, caratterizzate da un forte rinnovamento, sia programmatico sia di metodo. Strade nuove di partecipazione vera, evidente, vivace di rapporto vero e umano, non virtuale, con cittadine e cittadini, lavoratrici e lavoratori giovani e pensionati; italiani e immigrati.

L’aspettativa era di costruire con la più larga consultazione reale mai vista una lista che accogliesse, unisse e portasse in Parlamento la Sinistra più diffusa, concreta e carica di futuro. Quella dei cittadini, e delle tante lotte e vertenze disseminate nel Paese, per la difesa di un posto di lavoro, di un territorio, di un bene comune, di uno spazio, un diritto, un servizio o un principio. Quella della Costituzione che aveva vinto il 4 dicembre 2016.
Dissero. «Abbiamo proposto di farlo non contro, ma con, i partiti: in un'alleanza per la democrazia e l'uguaglianza. Perché, come ci ha ricordato anche ieri Maurizio Landini, "il problema non è mettere insieme cose che già ci sono, ma innescare un nuovo processo"».

I giorni passavano e nulla accadeva. I giorni passarono e nessuno consultò nessuno. Nuovi processi non furono innescati.
Che succedeva? Secondo metodi vecchi e stravecchi, criticati e condannati, quelli stessi che domandavano le novità avevano avviato incontri di conventicole e stati maggiori. Il politicismo degli organigrammi ingurgitava e digeriva, neutralizzandola ogni dichiarata novità possibile.falcone e montanari
Non basta definirsi alternativi a qualcosa o a qualcuno, bisogna comportarsi davvero in maniera alternativa innanzi tutto dimostrandosi antagonisti, di quelli da cui ci si vuole distinguere, nei contenuti concreti.

L'alleanza con Mdp.Art 1 è stata la prima patente di poca credibilità Quale era stata la condotta di chi era stato nel PD? Uscivano con almeno 3 anni di ritardo. E poi quel continuo lasciar intendere che si poteva anche rientrare senza Renzi. La rottura con quell'antefatto doveva essere radicale convinta e convincente. Ci sarebbero voluti fatti e persone nuove. Il Brancaccio del 18 giugno aveva queste caratteristiche.

Il riferimento al 4 dicembre 2016 era nelle nebbie e negli equivoci, forse. Si diceva che era anche una vittoria della sinistra e ci si comportava come se fosse solo una vittoria della sinistra. Fu una vittoria di popolo a cui contribuirono moltissime associazioni e molti partiti. Decisiva fu la forza unificante del tutti “contro Renzi”. Chi evocava quella vittoria, rifiutando di prepararsi in forma corretta alle elezioni che richiedono liste e candidati, o sognava di vivere in eterni movimenti non si sa bene promossi e diretti da chi o aveva già deciso con chi schierarsi e per chi votare, come poi è avvenuto. M5S, centro destra-Lega e senza dimenticare il decisivo contributo del “Il Fatto Quotidiano” furono, con l’impegno della sinistra fuori del PD, le forze decisive su cui poggiò quella battaglia vittoriosa. Però, i partiti a sinistra del PD non hanno raccolto alcun risultato. Il dopo 4 dicembre avrebbe dovuto essere costellato di lotte per il lavoro e i diritti che quella Costituzione, ancora una volta vincente, afferma e difende. Ahooo! Solo alchimie di parole. (continua a leggere. Vai in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

Gli effetti oggi e le loro cause

Non sono fantasie né retroscena. Si sono paralizzati due comportamenti: ai duri e puri “costituzionalisti” si è contrapposto il “concretismo politicista” che ha travolto ogni aspirazione alla consultazione di massa, sperando in accordi per la formazione delle liste e stando troppo accorti a non creare circostanze di conflitto esplicito con il PD e le sue proposte. Con una battuta qualcuno ha scritto: “troppo Grasso ha saturato il Brancaccio”. Esagerato. Magari fossero stati solo gli errori di Grasso!
A novembre è palese il fallimento. Salta l’assemblea prevista per il 18 di quel mese. I promotori del Brancaccio scaricarono su tutti gli altri le responsabilità dicendo: «Ci siamo fermati quando abbiamo avvertito con nettezza, nei soggetti organizzati, la paura di mettersi in gioco fino in fondo, preferendo ad una partita in campo aperto il tratto autoconsolatorio dell'identità, e quello politicista dell'autoconservazione: si stava, e si sta andando, verso la somma di tre partiti già esistenti.»

Non era la sola verità. Anna Falcone e Tomaso Montanari non erano in grado di andare avanti perché nell’estate e nell’autunno nulla avevano fatto di quello che, a Roma il 18 giugno, si era deciso di mettere in cantiere. Avevano il vuoto intorno a loro. Una debacle da piangere.
E il pianto sgorgò davvero in molti, che avevano sperato, quando Anna Falcone fini in lista con Liberi e Uguali. Per non essere eletta, poi. Sembrava di stare nel film “Pinocchio” quando incontra il gatto e volpe e si fa derubare delle monete d’oro.

Le formazioni politiche che hanno promosso l’assemblea del 2 dicembre dissero di volere dare un segnale di apertura concreto… ai cittadini di quella “maggioranza invisibile” del Paese che non votava più. Parole. Parole. L’esito lo conosciamo. La ragione? Hanno perso, perché non avevano più “credibilità”. Il Brancaccio e le sue decisioni erano l’ultima speranza di recuperare in parte quel "dono" che con lo sperpero dell’eredità delle lotte e delle conquiste della seconda metà del ‘900 si era smarrito nella totale inaffidabilità delle parole pronunciate dalla fine degli anni novanta in poi...

Le 100 piazze oggi servono davvero per ritornare su un binario non distorto dal governo giallo-verde e dalle suggestioni contrastanti che evoca.
Certo, perché mentre si fa di tutto per far credere di combattere il razzismo della Lega di Matteo Salvini con un solidarismo parolaio e di facciata, in realtà si staLAVORO 350 260 demonizzando il risultato elettorale del M5S (che fino ad ora ha fatto poco o nulla per impedirlo ???). Il giochino dei sondaggi serve per tenere al centro il tema immigrazione facendo credere che è l'emergenza italiana. I numeri dimostrano il contrario, ci sono solo 2,5 immigrati ogni 1000 abitanti italiani, il dato più basso nell’Europa occidentale. Se n'è accorto anche Salvini che ha spostato il tiro sulle Ong (il volontariato è diventato un nemico da battere) ed ora sui Rom.
«L’uso politico dello spread: come la BCE ha messo in riga l’Italia» così hanno titolato alcuni giornali. Penso che ci sia del vero. Su queste colonne abbiamo già scritto come si è manipolato negli 88 giorni che hanno preceduto la nascita del nuovo governo e poi si è continuato anche dopo.

L'emergenza italiana è una e solo una: la mancanza di lavoro in particolare per i giovani. E’ su questa voce che si è realizzato il 32% del M5S. (ma loro se lo ricordano?)
Su questo si deve spostare l'attenzione di.... tutti per correggere quel presunto 57% a favore delle iniziative di Salvini. L'opposizione sui temi dell’immigrazione diventa ridicola se non diventa opposizione per riportare al centro il tema lavoro costi, quel che costi. (Ma certo cosa c’è da aspettarsi da chi neppure è riuscito a fare un’autocritica serie e argomentata per essere creduta). Anche l'Europa preferisce ora parlare di immigrati (ed è una buona cosa, prima neppure di questo si riusciva a parlare) piuttosto che parlare di lavoro e diritti che toccano il portafoglio di banche e di lor signori.

Basta con questa gigantesca distrazione di massa. Spegnere i riflettori su Salvini e accenderli sul lavoro che non c'è, sui suoi diritti carpiti e sulla pessima retribuzione che riceve.
Si il Brancaccio del 18 giugno 2017 dovrebbe essere ricordato e ripreso. Ma come? Prima di tutto bisogna sapere a chi parlare.

 

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