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Estate 2019: cambiamenti climatici e politici

conte landini 350 minDonato Galeone* - Sarà fissata, con sottolineatura, nella storia del movimento sindacale italiano una data importante da ricordare che non potrà non essere quella del 21 settembre 2019 - con la CGIL a Lecce - tra il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte e il Segretario Generale, della CGIL, Maurizio Landini.

Penso – ne sono certo non solo io - che Il Presidente Conte ha voluto raccogliere l'invito della CGIL, peraltro, sollecitato da un movimento sindacale dei lavoratori italiani, rappresentato da oltre 12 milioni di persone e non solo dai 5 milioni di iscritti alla CGIL.

Il Presidente Conte già conosceva le proposte sulle scelte economiche e sociali formalizzate con la piattaforma unitaria della CGIL,CISL,UIL del 2018 sulla legge di Bilancio dello Stato, mai cambiata dai sindacati dei lavoratori ma sostenuta con manifestazioni pubbliche del 9 febbraio a Roma e del 22 giugno 2019 a Reggio Calabria!!

La ripresa annunciata e programmabile del confronto diretto tra organizzazioni di rappresentanza del lavoro - centralità lavoro, occupazione, fiscalità e redditi - sia a Palazzo Chigi che presso sedi dei Ministeri delegati a discutere temi e argomenti specifici connessi al lavoro e alle politiche fiscali e sociali dovrebbero tendere a confermare e verificare la volontà del Governo Conte 2 - nella sua collegialità - la quantificazione e qualificazione degli interventi sia nell'ambito dell'economia italiana e suo sviluppo possibile e sostenibile che nella prospettiva europea.

Con le proposte richiamate da Landini al Presidente Conte è stata sottolineata la condivisione sia del merito che del metodo, preventivo e costante, del dialogo con il Governo.

Landini, nel merito delle questioni decisorie prioritarie, ha richiamato al Presidente Conte, con la politica economica - innanzitutto - una incisiva riforma fiscale lottando l'evasione anche con mezzi esistenti tecnologicamente avanzati e operando la riduzione delle tasse per i lavoratori dipendenti e pensionati.

Avendo io letto, tutti, i 26 o i 29 punti del programma del nuovo Governo comunicato al Parlamento e approvato - superando rapidamente la crisi aperta l'8 agosto dalla comunicazione di sfiducia del Senatore Matteo Salvini - la discontinuità nell'azione di Governo dovrebbe significare - ora - cambiare rotta sulla politica economica mediante confronti operativi e cogenti sulla crescita del Paese, mediante l'attivazione di una politica industriale rispettosa dell'ambiente e del lavoro contrattato e partecipato sia nei risultati produttivi che nella sicurezza sui luoghi di lavoro; una politica attiva del lavoro e degli ammortizzatori sociali mirati verso la occupazione piena e qualificata, incentivando un piano straordinario adeguato alla domanda professionale richiesta dalle diversificate attività produttive nelle imprese innovative e nei servizi civili privati e pubblici.

Sono da condividere, con il nuovo Ministro, le nuove politiche di sviluppo per il Sud del nostro Paese - compresa l'aera del basso Lazio ex Cassa per il Mezzogiorno – che se rilanciate con un “piano straordinario di investimenti per la crescita e il lavoro” non potrà non identificarsi in azioni mirate territoriali nella dimensione nazionale, certamente definiti, mediante investimenti programmati e cofinanziati dalle imprese - da Sud a Nord - per “colmare il divario territoriale del nostro Paese” (punto 19 del programma di Governo).

Dovrei pensare e comunque, però, con ragionevolezza alla complessità, agli scopi e alle modalità dei confronti e degli incontri su i ripetuti e dichiarati“cambiamenti climatici, tecnologici del lavoro e politici” che non possono essere - a mio avviso - stagionali d'estate o di circostanza, pur solenni ed eccezionali, perché, si inseriscono in un mondo intero percorso da fremiti di crisi in ogni campo: dai comportamenti degli uomini all'impiego di inediti strumenti tecnologici, alle trasformazioni dell'ambiente naturale, sostenute in queste ultime settimane, da manifestazioni giovanili mondiali tanto esaltanti quanto convincenti e condivisibili.

Ritengo che non sia semplice ma complesso e impegnativo l'approfondire, almeno per me, il solo pensare alla espansione e trasformazione del lavoro nell'ambito della riqualificazione professionale che sembra ristringere sempre più le tipologie del lavoro umano emarginando uomini e donne impreparati - ad oggi - alla formazione necessaria, mentre gli automatismi e la robotica prendono il posto delle persone, con la inimmaginabile innovazione espansiva della intelligenza artificiale.

Osservo, però e impegna tutti, che pur in presenza di diversificate innovazioni di fine ottocento richiamate dalla “ Rerum Novarum = Le innovazioni ” di LEONE XIII - oltre 130 anni fa – anche si prevedevano cambiamenti nel mondo e nel modo del vivere umano.

E proprio in quegli anni si volle richiamare, con forza e determinazione, l'adeguamento allo spirito umano dell'epoca mantenendo la fermezza su taluni “valori eterni” - partendo dalla sussidiarietà - secondo cui “tutto parte dalla persona e deve tornare alla persona”.

Ecco, allora, che puntualmente riemerge, nei confronti di oggi, l'attualità del principio sul “lavoro dignitoso” e la “valorizzazione della vocazione della persona lavoratore” richiamate nel 2017 anche dalle comunicazioni di Papa Francesco inviate sia alla 48^ settimana sociale dei cattolici che alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali: “quando il lavoro non è più espressivo della persona perché essa non comprende più il senso di ciò che sta facendo, il lavoro diventa schiavitù: la persona può essere sostituita da una macchina. La seconda conseguenza chiama in causa la nozione di giustizia del lavoro. Il lavoro giusto è quello che non solamente assicura una remunerazione equa, ma corrisponde alla vocazione della persona e perciò è in grado di dare sviluppo alle sue capacità”.

Così come, puntuale, la richiesta formale della CGIL,CISL,UIL al nuovo Governo insediatosi e la convocazione a Palazzo Chigi - il 18 settembre - è stata più che sollecita da parte del Presidente del Consiglio Conte, presenti il Ministro dell'economia e finanze Gualtieri che prevede interventi triennali programmati sulle proposte dei lavoratori e il Ministro del lavoro Catalfo che ha ritenuto più che urgente avviare il confronto sulla “sicurezza nel lavoro” evidenziando, peraltro, l'importanza della sottoscrizione - finalmente - della “convenzione sulle rappresentanze sindacali”.

Appare, quindi, lineare che il positivo giudizio della CGIL,CISL,UIL su quell'incontro - quale avvio di un percorso nei contenuti già proposti dalle parti sociali al Governo - ha reso agevole al Presidente del Consiglio Conte la sua partecipazione alla manifestazione della CGIL il 21 settembre a Lecce, sottolineando - ancora - quanto già detto a Palazzo Chigi ai rappresentanti sindacali dei lavoratori: “il nostro obiettivo è quello di remare insieme per il bene del Paese”.

(*) già Segretario Generale di Frosinone e Segretario Regionale CISL Lazio
Dalla marina di Leporano, 26 settembre 2019

 

 

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