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Come credere che nulla sarà come prima?

parlamento europeo europa 350 260 mindi Ignazio Mazzoli - Che vertigine! Il “siamo tutti italiani” di Ursula Von Der Leyen, Presidente della Commissione Europea, nel giro di pochi giorni si trasforma in una dichiarazione di disprezzo per i Coronabonds, una proposta che oltre all’Italia è necessaria a ben 10 Paesi, dichiarando che “è solo uno slogan”.

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Solidarietà vo' cercando


Venerdì, 27 marzo, nelle stesse ore giungono segnali opposti, per fortuna, che parlano all’intelletto ed al cuore. “Nessuno si salva da solo” dice Papa Francesco ed aggiunge “Anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme” e soprattutto a quelle solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali.
“Nessuno si salva da solo” era un concetto tanto caro ad Enrico Berlinguer ci ricorda il giornale fortebraccionews.wordpress.com

E, subito dopo Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un discorso a reti unificate (non il primo in questo periodo) ha ricordato con grave preoccupazione che il Consiglio dei Capi di governo nazionali non ha preso decisioni, “mentre BCE e Commissione UE hanno adottato giuste misure finanziarie ed economiche e positive sostenute nel Parlamento Europeo” augurandosi, “prima che sia troppo tardi”, che tutti comprendano la pericolosa minaccia che su tutti noi grava. Il comune interesse ce lo impone. papaFrancesco Mattarella 350 min
Giuseppe Conte nella conferenza stampa a Palazzo Chigi, commentando, sabato 28, il no della Commissione ai coronabond ha rassicurato tutti: “Non passerò alla storia per chi non si è battuto: mi batterò sino alla fine per una soluzione europea“. E, subito dopo il Ministro Roberto Gualtieri ha dichiarato: Le parole di Von Der Leyen” sui Coronabond “sono sbagliate”… “la risposta più adeguata -richiede- uno shock simmetrico sull’economia”.
E, Piero Fassino, vicepresidente della Commissione Esteri della Camera, membro della Presidenza del PSE ha replicato con durezza: "I coronabonds (richiesti da 10 paesi) non sono uno "slogan" è un’infelice espressione quella della Van der Leyen”. Infatti i coronabonds sono uno strumento finanziario prezioso per mobilitare capitali necessari a far fronte alla più grave crisi che l'Europa abbia conosciuto dal dopoguerra”. Su tratta chiaramente di uno strumento finalizzato solo ad affrontare i costi economici e sociali della pandemia in sé. L’egoismo del nord Europa non tema che sia un sotterfugio per la condivisione dei debiti in toto.

Per una volta mi pare che anche il nostro Paese parli una sola lingua come se fosse una sola voce e per di più in sintonia anche con la parola di Papa Francesco che da anni dimostra di capire difende e sostiene le ragioni di più deboli e disagiati.
Che l’Italia parli una sola lingua in Europa e verso Bruxelles è un fatto da segnalare. Nuovo e importante anche per gli effetti benefici che produrrà verso gli scoraggiati e gli indecisi e gli indisciplinati dei nostri concittadini. Quello che dobbiamo tenere a mente, però, è il significato dei quel “nessuno può farcela da solo”: cioè, ognuno deve saper fare la propria parte senza rimpalli o incertezze.

 

In queste ore di telefonate, messaggi informatici di ogni genere, ne prendo a spunto uno che ho ricevuto dalla nostra brava narratrice di racconti, Loredana Ferri, che mi ha inviato un messaggio ricevuto su WhatsApp dal suo collega, Alessandro, che lavorava con lei alla Olivetti di Ivrea.
«Non capisco perché è diventato uno sport nazionale cercare di screditare le eccellenze esistenti e stavolta è toccato al dott. Burioni (il virologo ha polemizzato con la collega dell’ospedale Sacco di Milano e con il Presidente della Regione Toscana ndr). Possibile che siamo sempre alla ricerca di un capro espiatorio?” … “buttare fango addosso” anziché dire grazie “per il lavoro che stanno facendo e che stanno anche pagando con la vita”.
E conclude «Scusate lo sfogo... »

Mi colpisce sentire il bisogno di denunciare per scritto il disagio che procura chi sta alla caccia di un avversario in una situazione come questa.

La novità di questa epidemia è stata ed è la mancanza di conoscenza del Covid 19. Che gli studiosi e gli scienziati discutano mi pare inevitabile, ma anche rassicurante perché è il segno dello sforzo di approfondire un evento del tutto nuovo. Come si fa a parteggiare per l’uno o l’altro? Mi pare una tifoseria inutile e se volete senza senso. Chi può stabilire chi ha ragione?

Condivido quello che l’autore del post chiama "sfogo". Penso che la paura, sempre da rispettare, produca anche questi atteggiamenti, pur se non condivisibili. Durante le “paure” credo che si debba avere fiducia in qualcuno. Questo non esclude dubbi. Abbiamo mai pensato che temere tutti e tutti alla fine produce solo autolesionismo? In genere chi sparla fa parte di quelli che non rispettano i divieti e poi si contagiano. In momenti come questi i nostri straordinari cervelli (malgrado noi) ci suggeriscono gratuitamente tante soluzioni e ipotesi, da verificare, certo, ma da scambiare costruttivamente con gli altri. Purtroppo, il dialogo faccia a faccia non ci è consentito per opportuna difesa reciproca. Dietro una tastiera a volte prevale la solitudine che può produrre il peggio che abbiamo dentro, e non riusciamo più ad ascoltare l’intelletto. Gli sfoghi distruttivi sono da respingere con la più assoluta decisione. Il miglior aiuto reciproco che ci possiamo dare è quello di darci coraggio con un sorriso, se possibile dolce e affettuoso.

C’è dell’altro che la memoria mi ripropone, proprio in questo campo delle eccellenze della sanità e della sua relativa ricerca scientifica. Si tratta di Ilaria Capua, la scienziata che più volte in tv ci ha parlato di virus e vaccini e ci ha informato e rassicurandoci con spiegazioni e incoraggiandoci per il futuro. Ilaria Capua 350 min
Ilaria Capua era una deputata del Parlamento italiano. Ed è stata infangata come "trafficante di virus". La “macchina del fango” è stata una pratica molto in voga nell’ultimo quindicennio, tanto micidiale quanto facile da avviare ed alimentare. Calunnie spesso inventate fatte diventare verità incontrovertibili. Il 4 giugno 2014 dalla sua pagina Facebook, Alessandro Di Battista, ne chiese le dimissioni e invitò tutti i suoi "seguaci" a rilanciare quel fango mediatico (https://tinyurl.com/vw8suq3)
Ilaria Capua fu messa alla gogna anche da una stampa frettolosa che la descrisse a capo di una associazione a delinquere che "trafficava in virus". I parlamentari del M5S più volte in parlamento ne chiesero le dimissioni perché indagata. Ella si dimise per rispetto delle istituzioni e perché, diciamolo, vittima di una campagna calunniosa senza precedenti. Ilaria Capua fu processata e assolta. Oggi non lavora più in Italia.
Il Parlamento italiano e l’Italia hanno perso una delle persone più competenti in virologia, che più di tutti si sta impegnando a battere il coronavirus in questi giorni drammatici.
Queste condotte irresponsabili posso aver lasciato detriti e dato la stura a reazioni irrazionali dell’ansia e delle paure. «dagli inganni, dalla cattiva informazione e dalla manipolazione delle coscienze» anche Papa Bergoglio mette in guardia il mondo intero.

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Italia oggi


Ma dietro a tutto questo c’è la causa delle cause. Il crollo della credibilità delle forze politiche che ha “contagiato” anche l’autorità di istituzioni diverse, comprese quelle scientifiche e non solo.
Che Vertigine! Recuperare credibilità è una priorità nella direzione politica del Paese. Solo comportamenti irreprensibili e un’autocritica vera potranno essere il giro di boa per uscire da questa vertigine di contraddizioni nelle scelte e nelle affermazioni.

Ci vuole un “abbiamo sbagliato” dichiarato e vero, non basta dire che nulla sarà come prima. Che significa così generico senza impegni concreti?
Bisogna riuscire a mettere una pietra tombale sugli errori compiuti. Occorre garantire la certezza che quegli sbagli verranno corretti e non si ripeteranno.
Aver dimenticato gli ultimi, i deboli, i loro diritti e quelli dei lavoratori dipendenti e degli sfruttati richiede una correzione profonda e un’ammissione di responsabilità.

La prima responsabilità è quella, di fronte alle novità, di aver scelto di rifugiarsi nelle risposte più reazionarie del passato, quelle sconfitte dalla storia, quelle che hanno mortificato l’umanità. Senza cercare strade nuove.
Un bambino, in USA, che muore perché nessun ospedale lo accoglie giacché non ha l’assicurazione. È questa la sanità cheConte Gualtieri 350 min qualcuno ci augura? Che cos’è la limitazione di misure sanitarie? In Tennessee “gli affetti da atrofia muscolare spinale verranno ‘escluse’ dalla terapia intensiva” e in Minnesota saranno esclusi gli affetti dalla “cirrosi epatica, le malattie polmonari e gli scompensi cardiaci”? Ma queste sono pratiche politiche eugenetiche. E perché sedicenti di sinistra l’approvano sfacciatamente in post sui social italiani? Queste sono responsabilità e colpe vere e proprie. Chi si batte per la sanità pubblica e per i diritti universali delle persone?

Si può avere un’autocritica seria nel riconoscimento di questi errori?
Il sapere è l’arma più potente che donne e uomini hanno per affrontare la vita, gli eventi, il mondo.
Questo Sapere deve esser a disposizione di tutti. Deve servire a migliorare questo nostro mondo non ad avvelenarlo. Che cos’è la lotta per la difesa dell’ambiente se non il conflitto fa un buon uso delle competenze e un loro cattivo uso al servizio di pochi e potenti? Che cos’è il conflitto fra economisti che privilegiano lo sfruttamento del lavoro e quelli che almeno propongono una equa distribuzione del reddito? Che cos’è il jobs act che depotenzia i diritti dei lavoratori dipendenti e legittima il diritto di licenziare secondo gli opportunismi dell’appropriazione egoistica?
Che cosa sono le prestazioni di quei tecnici che contrabbandano la loro “competenza” “solo” per ottemperare alle volontà del potere e dei potenti, lasciando le cose come stanno: vedi l’inquinamento della Valle del Sacco adottando pseudo soluzioni vantaggiose solo per sfruttare dei suoli diventati edificabili. Altro che competenza? Roba da Palazzinari.

Si può avere un’autocritica seria nel riconoscimento di questi errori? Se ci sarà, la sfiducia si potrà superare insieme alla volgarità dei linguaggi ed alla semplificazione incolta dei problemi e delle soluzioni che trasformano tutti noi in esperti da bar.
Che vertigine! Ci addolorano e ci adirano i pronunciamenti di Ursula Von Der Leyen, ma perché sono possibili? Sono il prezzo che si paga per non aver capito il voto del 26 maggio ’19. I sovranismi non sono stati battuti, sono solo disarmati dalla recondita promessa ai potenti della UE che tutto resterà come prima cercando di imbellettare l’Unione. Bisogna innanzitutto cambiare la politica economica. Il fantasma dell’austerità (cosiddetta) è nell’ombra, ma vivo e vegeto. L’Europa che ci aspettiamo è l’Unione dei popoli, non delle Banche, governata dal Parlamento democraticamente eletto e non dalla Commissione, senza dover subire i ricatti delle singole nazioni.
Sono riflessioni che il coronavirus porta alla luce e che sono in relazione fra di loro

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Qui, ora


Sicuramente nel Lazio e nella nostra provincia il quadro è fra i meno drammatici, anche se dolori e problemi non mancano. 24 sono i morti, 434 i contagi (all'1 apr 20) su 97.689 in italia e 2706 nel Lazio. Il 26 marzo si era registrato il picco in Ciociaria con 47 nuovi contagiati. Con 40 casi in tre cluster (gruppi): Cassino, Veroli e Fiuggi. Oltre alle situazioni "attenzionate" riconducibili a quelli che in gergo tecnico vengono definiti "cluster familiari". Forse si può dire che la curva dei nuovi contagi non ha sfondato in Ciociaria. Si attende però che stabilmente la quota dei contagi si attesti stabilmente sotto il numero 20. Le strutture per anziani ancora oggi rappresentano la vera frontiera dell'epidemia nella regione. asl frosinone 350 min
I dirigenti della Asl hanno rilevato che la curva dei contagi non ha fatto registrare una crescita costante, ma asimmetrica nei numeri: nel senso che il dato finale quotidiano ha oscillato molto. basta vedere la sequenza degli ultimi sei giorni: 32, 26, 47, 29, 42, 24. Purtroppo, il dato non si è mai scesi sotto quota 20, che i vertici dell'Azienda Sanitaria di Frosinone considerano fondamentale per poter parlare di discesa della curva dei nuovi contagi che consentirebbe più gestibile la situazione soprattutto sul versante più importante di questa "guerra": quello di evitare il sovraccarico degli ospedali.

Da questo punto di vista c’è da riconoscere un grave mancanza di ascolto delle ripetute proposte di riutilizzo di strutture inspiegabilmente chiuse sin dai tempi della Giunta regionale Polverini. Da Anagni, Ceccano, Ceprano sono giunte sensate proposte di riapertura per alleggerire il carico delle strutture esistenti. Fino ad ora nessuna risposta. Silenzio immotivato.
Ancora una Vertigine. In molti durante queste giornate funeste hanno rivendicato che la democrazia non vada in vacanza, né si disarmi. Superfluo, non si è verificato, mica siamo in Ungheria. In Italia sono solo frasi ad effetto. Anche chi come me non si riconosce in alcuno dei partiti di governo e tantomeno in quelli dell’attuale opposizione non può non apprezzare il grande lavoro delle Istituzioni che ci governano. Capito subito il pericolo sin da quando esplose a Wuhan bloccando voli da e per la Cina, furono derise e bombardate da critiche. Hanno costantemente adeguato la loro condotta e la loro lotta per la salute di tutti noi. Sono passati dallo sfottò internazionale ad essere prese ad esempio. Sento che stanno svolgendo un lavoro che pochi potrebbero fare. A me francamente appare gigantesco e in assoluta sintonia con le istituzioni sanitarie e scientifiche. Vorrei che ad ogni livello avessero la capacità di ascolto che il Presidente Mattarella e Conte e tutti i suoi Ministri stanno dimostrando. Purtroppo, così non avviene in tutte le Istituzioni locali Comuni ed è la conferma che non tutti possono governare. In Italia, raccogliendo le raccomandazioni e i pareri di tutte le forze politiche il Parlamento viene consultato ogni 15 giorni senza compromettere le norme di difesa da contagio. Errori sicuramente ci saranno, ma chi non sbaglia? Pensiamo a chi deve parlare per forza. Alcuni fra quelli che hanno reclamato una comunicazione più frequente fra Governo e Parlamento poi plaudono, come ha fatto Matteo Salvini, alla possibile chiusura che Orban potrebbe imporre al suo Parlamento. Altro che vertigine?! Una vergogna ed una nuova preoccupazione.

Una domanda, per cominciare. Cosa possiamo credere che desideri la maggioranza degli italiani? Vogliono non avere paura. Il punto è salvare gli italiani e l’Italia. È riuscire a salvarci tutti.

Ma perché non ascoltare le proposte che nascono da esigenze evidentemente umane o se volete elementari? Questo è un caso in cui dimostrare che la democrazia non va in vacanza. Le esigenze non sono le polemiche che ancora imperversano, scioccamente, anche con linguaggi inopportuni o addirittura indecenti. Il turpiloquio non c’entra con le esigenze. Ma, risolvere le esigenze anche accettando le proposte sensate, è democrazia governante.

Che c’entra l’ipotesi di un nuovo governo in piena crisi? Proporre nomi, anche se prestigiosi, è come pescare parole in un cappello. Chi riflette sulle cause e le conseguenze? Qualcuno si è chiesto cosa ha prodotto il selvaggio tentativo di privatizzazione del nostro sistema sanitario nazionale nell’iniziale difficoltà di approccio ai soccorsi?

Cosa cambierà? Di fronte all’emergenza avanzare proposte di “cambi” in corsa è un delittuoso tentativo di distrazione. Ma davvero ha senso che qualcuno approfitti della sponda di opposizione per giudicare chi sono le persone inadeguate o quelle che faranno miracoli? Il paradigma applicato a Conte si può applicare a chiunque in qualunque campo. Sono adeguati i comportamenti di Tramp o quello di Boris Johnson? Bastano a capirci? Sono adeguati gli egoismi degli imprenditori che non volevano chiudere le aziende? Sono adeguate le operazioni di borsa nera che occhieggiano da più parti e che cominciano ad essere temute e denunciate? Chi le combatte?
Ma che significherebbe oggi una crisi di governo? E, per fare cosa?

C’è, sul fronte opposto, un altro rischio da evitare ed è quello di chi invita forze politiche e politici locali a stare fermi. Perché auto paralizzarsi quando si possono prendere tante iniziative da prendere in sostegno e in continuità con le scelte di governo?

Penso a quei comuni o altre istituzioni che in autunno andranno al voto. Che significa l’invito a stare tutti fermi insieme a l’invito di operare uniti? Operare uniti è un’ottima cosa, ma l’operare è l’esatto contrario dello stare fermi. O, non si hanno idee? Se si hanno idee bisogna metterle a confronto costruttivo. Trovare una sede dove farlo. Che significa percepire ogni proposta utile solo come propaganda e quindi da respingere? Magari perché proviene da qualcuno che è candidato o si candiderà? Si rendano responsabilmente utili quei tanti che parteciperanno alle eventuali competizioni elettorali. Qui c’è un vecchio vizio italico: la consuetudine ai retropensieri, al “retroscenismo”.

Mi viene in mente una circostanza che potrebbe accadere. Una bella donna si sente male, ha bisogno della respirazione bocca a bocca, ma si impedisce ad ogni uomo che potrebbe praticarla di intervenire perché a qualcuno viene in mente che chi interviene potrebbe essere spinto dall’illusione di baciarla? Ma è proprio necessario pensare male? Quanto è stupido che le paure obblighino a mettere in freezer i cervelli?Prof GiorgioBuonanno 350 min

Solo se circolano idee e proposte e si confrontano, producono iniziative solidali in una grande unità civica e solo così si possono chiarire dubbi e impedire progetti non condivisi. Sappiamo che la Protezione Civile nazionale ha creato i C.O.C, Centri Operativi Comunali che si coordinano direttamente con le autorità preposte. Ma come arrivano le esigenze del territorio a queste strutture. Perché non può esserci una struttura unitaria in cui dare il proprio contributo? E sì che servirebbe! Faccio alcuni casi.

Perché far abortire le proposte di riattivazione degli ospedali non utilizzati, perché non generalizzare la sanificazione delle strade che viene praticata in pochissimi comuni (Frosinone e Ceccano) indispensabile come chiarisce il prof. Giorgio Buonanno, perché non diffondere ovunque la distribuzione della spesa casa per casa almeno per gli anziani che sono soggetti a rischio, perché non generalizzare l’ipotesi della “Spesa sospesa” così utile a cittadini e commercianti per il prossimo futuro?

Rifiutare idee, proposte, iniziative significa condannarsi alla paralisi. Si produce il nulla, lasciando magari a qualche spregiudicato di intervenire con metodi clientelari verso singole persone attraverso laboratori o ambulatori privati? Quando si soffre c’è sempre chi fa affari in denaro e in voti.

 

aggiornato alle ore 16:00 del giorno 1 aprile 2020
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