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Salvini plaude al grave atto dittatoriale di Orbàn

Non solo Covid 19

Orbàn Salvini 380 mindi Valentino Bettinelli - La storia insegna che paura e crisi sociale sono state la leva perfetta per il proliferare delle peggiori dittature che l’umanità abbia mai vissuto.

A sferzare il clima di emergenza sanitaria, causato dalla globale pandemia dovuta al Covid-19, la notizia della presa assoluta del potere da parte del premier sovranista ungherese Viktor Orbán. Questo grave atto dittatoriale ha avuto il plauso del leader italiano dell’opposizione, Matteo Salvini, che definisce “democratica” una decisione che cancella proprio la democrazia. Quello stesso Salvini che, tra preghiere di cattivo gusto e analisi economiche di dubbia veridicità, si lamentava dell’ipotetico taglio della democrazia nella gestione dell’emergenza portata avanti dal capo del Governo Giuseppe Conte.

Se ce ne fosse mai stato bisogno, la pandemia dovuta al diffondersi del Covid-19 insegna come la cooperazione e il superamento degli interessi nazionali siano le uniche vie di salvezza per tutta la popolazione mondiale. Non c’è nazionalismo che possa garantire il benessere dei propri cittadini perché, come ben detto anche da Papa Francesco, nessuno può salvarsi da solo. Nessuno Stato può, dunque, rivendicare una propria autonomia decisionale di fronte ad una sfida di tale portata. Fare squadra è l’unico strumento valido per superare una crisi che, in questo primo momento riguarda l’aspetto sanitario, ma che si tramuterà in una gravissima recessione economica per tutti i Paesi mondiali.

In un clima di relazioni internazionali necessarie, stonano anche le prese di posizione di alcuni Stati membri dell’Unione Europea, che ignorano il pericolo globale, trincerandosi dietro la solita burocrazia che rende la nostra Unione poco all’altezza di questa ardua partita.

A dare coraggio alla spinta europeista di chi ancora crede nell’Unione dei Popoli voluta dallo stesso Altiero Spinelli, gli esempi di collaborazione e solidarietà da parte di Stati come l’Albania, che hanno inviato personale sanitario per aiutare la gestione dell’emergenza nel nostro Paese.

Le parole del primo ministro albanese, Edi Rama, rientrano a pieno nello spirito di sana cooperazione tra Stati e abbattono i pensieri dei tanti ideologi di una nuova Internazionale, di stampo sovranista. Il premier albanese ha colpito nel segno e, come in una battaglia navale, ha affondato i nazionalisti di tutto il mondo. La speranza è che il suo discorso sia da sprone per tutte le forze democratiche e convintamente europeiste. Impossibile non citare quel passaggio che, in poche parole, dà una lezione di storia e di futuro. “Non siamo un Paese ricco, ma non siamo privi di memoria. Non possiamo non dimostrare all'Italia che l'Albania e gli albanesi non abbandonano mai un proprio amico in difficoltà. Oggi siamo tutti italiani, e l'Italia deve vincere e vincerà questa guerra anche per noi, per l'Europa e il mondo intero”.

Negli ultimi giorni, a richiamare alla solidarietà, come già accennato in precedenza, anche il Pontefice. Da una Piazza San Pietro vuota, il Papa argentino si comporta da Vescovo e pastore del mondo, dei credenti e non, lanciando un appello alla collaborazione, perché risulta davvero impossibile trovare la forza per salvarsi da soli.

Ebbene, proprio una vera coscienza internazionale potrà condurre la popolazione mondiale alla salvezza e al raggiungimento di quel porto sicuro, rappresentato dalla vittoria sul Covid-19, un virus che ci ha dimostrato come non esistano confini. Non si può, dunque, pensare che le spinte sovraniste, dittatoriali ed illiberali possano aiutarci. L’Europa, intesa nel pensiero dei Padri Fondatori come Unione di Stati e di Nazioni, deve essere il grande anticorpo per combattere autoritarismo della nuova Internazionale Sovranista, guidata dal leader ungherese Viktor Orbán, alla quale strizza l’occhio il duo nostrano Salvini-Meloni.

Se c’è una preghiera da fare è quella nei confronti della democrazia, unico ostacolo a derive autoritarie e liberticide che il baciatore seriale di rosari vorrebbe imporre anche in Italia. Il primo tentativo dell’agosto 2019 è fallito. Non permettiamo che, superato il pericolo Coronavirus, i sovranisti nostrani tornino all’attacco.

Difendiamo la nostra democrazia, invitando l’Europa a difendere e rivendicare la propria vocazione internazionale. Solo in quel momento potremo dire che sarà andato tutto bene.

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