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Un eroe del nostro tempo

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Era un suo ammiratore (di Berlusconi ndr), dall'inizio...

AmedeoFranco 350 mindi Aldo Pirone - Giudice Amedeo Franco a Berlusconi: “Dall’inizio sono sempre stato un suo ammiratore, tutti quanti, sono sempre stato...non dell’ultima ora, diciamo, anche se devo stare zitto perché in quell’ambiente è meglio non parlare. Questa cosa mi ha deluso profondamente perché ho trascorso tutta la mia vita in questo ambiente e mi ha fatto schifo, dico la verità”. Poi continua a piagnucolare: “In effetti hanno fatto una porcheria perché che senso ha mandarla alla sezione feriale? Voglio per sgravarmi la coscienza, perché mi porto questo peso del... ci continuo a pensare. Non mi libero... Io gli stavo dicendo che la sentenza faceva schifo”. Alla sezione feriale il fascicolo su Berlusconi, ricevuto dal Tribunale di Milano, ce lo mandò l’ufficio esame preliminare dei ricorsi della 3za Sezione, in persona del magistrato Luca Ramacci, che annotò: ‘Urgentissimo, prescrizione 1.8.2013’.

Il giudice Franco firmò la sentenza e ne siglò una per una tutte le 208 pagine, inoltre collaborò a stenderne le motivazioni. Poteva non farlo, non era obbligato. La di lui coscienza non ebbe alcun fremito, anzi fece parte del “plotone di esecuzione” come ha definito Franco il collegio giudicante. Dopo, invece, si risveglia e che fa? Lo fa correre al Quirinale da Ernesto Lupo, già Presidente della Cassazione dal 2010 al 2013 e poi consigliere di Napolitano per gli affari giudiziari, riferendo a Berlusconi di avergli detto: “Guarda, mi hanno coinvolto in questa faccenda maledetta...se avessi saputo...io mi sarei dimesso, mi sarei dato malato, sarei andato in ospedale perché non volevo essere coinvolto in ‘sta cosa, in ‘sto affare”. Insomma il nostro eroe, anzi il loro (dei berlusconiani e paraberlusconiani di ogni specie e colore), cerca l’assoluzione dal cavaliere non avendo avuto il coraggio di esporsi per fargliela dare.

E Berlusconi che fa? Si tiene queste registrazioni per sette anni e poi le fa tirare fuori dopo la morte dell’eroico giudice. Perché? Perbacco, ma perché – dice - voleva salvaguardare la persona del giudice Franco. Il che, come battuta, fa il paio con la marocchina Ruby nipote dell’egiziano Mubarak. Come ha scritto Marco Travaglio, la registrazione di Franco “Ricorda ai tanti smemorati chi è davvero B.: un delinquente seriale che i giudici o li paga o li induce a delinquere. E riporta il dibattito sulla riforma della giustizia nei giusti binari: in Italia le uniche carriere da separare sono quelle degli imputati eccellenti da quelle dei giudici collusi”.

Delle puerili alzate di scudi di maggiordomi politici e giornalisti su libro paga di padron Silvio, è inutile parlare. Lo hanno paragonato al caso Dreyfus, altri hanno addirittura lanciato una petizione per dargli il laticlavio senatoriale. Gli statisti Meloni e Salvini si sono subito prostrati. Qualcuno, più prudente, aspetta che Papa Francesco defunga per poi chiedere la beatificazione del cavaliere, sperando in un successore al soglio di Pietro più accomodante come Papa Borgia.

Dalla messinscena carnascialesca poteva mancare il clown maggiore? No. E infatti, Matteo Renzi ha fatto sentire tutto il suo antico affetto. Del resto a ritirare politicamente su Berlusconi, dopo la sentenza di condanna della Cassazione nel 2013, fu proprio il suo emulo di Rignano nel gennaio successivo. Come non ricordare i nefasti del patto del Nazareno? Come non rammentare l’improvvisa promozione di Silvio a padre costituente della riforma costituzionale Renzi-Boschi-Verdini? Son cose che stanno nel profondo del miocardio. "È doveroso – ha detto “il bomba” - fare chiarezza su ciò che esce dagli audio di quella trasmissione e nessuno può permettersi il lusso di far finta di niente".

Giusto. Basta ascoltarli quegli audio per rendersi conto della melma che ne esce.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

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