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Fare storia non raccontare storie

 STORIA e non racconti

 A proposito di “Cassino ed i treni della felicità"

di Lucia Fabi Angelino Loffredi
copertina infanziasalvata 300Con delusione abbiamo assistito, attraverso un video, a una discussione avente come tema “Cassino ed i treni della felicità" promossa dall’Associazione Cassino città della Pace. L’argomento riguardava l’ospitalità riservata ai bambini di Cassino da parte di famiglie del centro-nord Italia.

I partecipanti a questo incontro sono stati Marino Fardelli, Francesco Di Giorgio, Beatrice Moretti, Danilo Grossi i quali hanno dibattuto con Davide Ranalli, sindaco di Lugo, Andrea Follini, consigliere Città Metropolitana di Venezia e Deborah Onisto, consigliera comunale di Venezia.

Un’occasione importante dunque per approfondire il contesto del dopoguerra, conoscere le motivazioni, le speranze, i conflitti che si aprivano o quelli che si componevano. Purtroppo però, non abbiamo ascoltato niente di tutto questo, non avendo assistito a una lezione di buona storia. Peccato che il tutto si sia svolto con un metodo oggi molto in voga attraverso il quale si deformano le storie, si oscurano avvenimenti, partiti e persone. Sentiamo la necessità e l’urgenza dunque,di esprimere alcune considerazioni per contrastare tale ondata revisionistica.

Una vicenda esemplare, realizzata in quel lontano 1946, che univa nord al sud e mostrava nei fatti che un altro mondo era possibile, è stata resa piatta perché basata su aneddoti e ridotta ad una poltiglia di pessimo buonismo e di astratte buone intenzioni. Si è assistito insomma a 62 minuti di discussione dove non è emerso che quelle idee, quell’impegno, quella passione, generatrici dell’iniziativa dei Bimbi al Nord, nacquero e vennero realizzate dal PCI e soprattutto dal coraggio e dal sacrificio delle sue donne. Perché questo limite? questa volontà ad oscurare ? Faciloneria con cui è stata preparata la discussione? mancanza di conoscenza ? Forse, ma questo non può riguardare Francesco Di Giorgio, per anni funzionario del PCI che sapeva e sa del ruolo avuto dalle donne comuniste.

L’attenzione verso l’infanzia povera era nata già durante l’estate del 1945 ma riguardava i bimbi di Milano e di Torino ospitati in provincia di Reggio Emilia ma è solo con il V Congresso del PCI, tenuto a Roma alla fine del 1945, che l’impegno assume un valore nazionale. Cassino per giorni diventa centrale nel dibattito congressuale, e con l’intervento finale di Togliatti non si delinea un impegno assistenziale e caritatevole ma una più ampia battaglia politica di concreta unità e solidarietà fra nord e sud. Esiste inoltre un altro aspetto ignorato completamente durante la discussione, che agitò i clericali di Cassino e li spinse ad una campagna terroristica (la leggenda dei bambini mangiati dai comunisti nacque a Cassino) per non far partire i bimbi: la solidarietà nelle famiglie e in prospettiva il superamento degli orfanatrofi; la solidarietà valore che soppiantava la carità. Pur tuttavia nel Nord Italia ci fu un’attenzione e una disponibilità dei cattolici in particolare da parte di alcuni Vescovi.

Partirono da 33 paesi della provincia di Frosinone 3.450 bambini ospitati in 55 comuni del centro nord. Si trattò di una eccezionale, corale manifestazione d’impegno protrattasi per nove mesi. Si è trattato di un risultato corale e diffuso in tutto il territorio nazionale e il ruolo di Maddalena Rossi è stato importante ma non decisivo perché impegnata a Cassino solo per due mesi, nelle partenze di tre scaglioni su sette e successivamente chiamata dal partito comunista a partecipare alla campagna elettorale nel Veneto.

Inoltre abbiamo ascoltato che le ultime iniziative organizzate a Cassino attorno al tema siano nuove, uniche e che recuperano anni di oblio.
Certo nel corso degli anni si poteva scrivere, approfondire, far conoscere di più ma non si può accettare di rendere invisibili anche coloro che con i loro studi e con le loro iniziative, hanno ricordato l’esperienza di cui stiamo raccontando.

Pertanto rileviamo che:
già nel lontano 1973, durante una Festa dell’Unità a Ceccano, venne allestita una mostra fotografica riguardate i bambini che partirono quel 16 febbraio 1946;
 - il libro Cari bambini vi aspettiamo con gioia scritto da Angiola Minella, Nadia Spano, Ferdinando Terranova, uscito nel 1980;
 - il libro Mal’aria di Costantino Iadecola del 1998;
 - le pubblicazioni di Eugenio Beranger;
 - i dibattiti in questo secolo fra Franco Assante, Peppino Gentile;
 - il commovente incontro tenuto a Ceccano il 16 febbraio del 2006 organizzato dalla sezione del PdCI fra gli amministratori di Conselice( Ravenna ) e tanti ex bambini ospitati nel paese, in occasione dei sessanta anni dalla partenza del primo treno;
il libro di Guido Vettese Dopoguerra a Cassino nel 2007.
 - Il 2010 vede la pubblicazione di I treni della felicità di Giovanni Rinaldi,un titolo efficace e suggestivo, sempre scopiazzato e riproposto.
 - La memoria del Futuro 2019 edito dalla Regione Lazio e dalla Comunità Europea.

Ci scusiamo se abbiamo dimenticato qualche autore o qualche iniziativa ma a noi preme ricordare che nella nostra realtà pur fra tante difficoltà non c’è mai stato il deserto narrativo.

Nel 2011 Lucia Fabi e Angelino Loffredi pubblicano, edito dal comune di Ceccano, il libro l’infanzia salvata/ nord sud un cuore solo. E a disposizione di chiunque attraverso questo collegamento https://www.loffredi.it/infanzia-salvata.html

Non lo commentiamo per motivi di opportunità personale, ci teniamo ad evidenziare solo che fra tante notizie riportate rappresenta il riconoscimento delle persone semplici e generose che rischiavano di essere dimenticate e che invece con puntiglio abbiamo voluto ricordare. E’ un libro attorno al quale anche a Cassino ripetutamente abbiamo discusso.

Concludiamo ricordando Tullio Pietrobono, segretario del Comitato, la persona che ha conservato i documenti e le fotografie dai quali tutti abbiamo attinto. Vogliamo inoltre ringraziare Ermisio Mazzocchi che tale documentazione insieme a quella presente nel vecchio archivio del PCI ha raccolto, catalogato, salvato e consegnato all’Archivio di Stato di Frosinone, evitando così che tale eccezionale esperienza venisse dimenticata.

Ceccano 28 ottobre 2020

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