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L’ambiente in Costituzione

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DIRITTI COSTITUZIONALI

La Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi

di Aldo Pirone
tutelaambyenteincostituzione PD 370 minIeri il Senato ha votato in prima lettura l’inserimento nella Costituzione della tutela ambientale. All’art. 9 dei princìpi fondamentali è aggiunto un terzo comma che recita: “la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”. Di conseguenza è modificato anche l’articolo 41 della Carta fondamentale, prevedendo che l’iniziativa economica non rechi danno alla salute e all’ambiente. Spetterà alla legge determinare i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini ambientali.

I voti a favore sono stati 224, 23 astenuti FdI (e Azione di Calenda) e nessun contrario. La modifica è frutto di un compromesso con la Lega, tuttavia è un evento positivo, atteso da anni. Il suo iter parlamentare sarà ancora lungo. Infatti, dopo l’approvazione della Camera, se non ci saranno modifiche, il testo dovrebbe avere ancora una lettura e relativi voti sia nell’uno che nell’altro ramo del Parlamento non prima di tre mesi.

A mia memoria è la prima volta che è modificato uno degli articoli dei dodici che illustrano i princìpi fondamentali della nostra Costituzione. Lo si fa per una questione diventata di estrema importanza per la salute pubblica e la sopravvivenza della nostra e delle altre specie: la salvaguardia dell’ambiente dalle manomissioni giunte al limite del non ritorno di una crescita economica che nell’ultimo quarantennio è stata di stampo neoliberista in Italia e a livello mondiale. Una crescita - non uno sviluppo - senza riguardi per nessuno: uomo, animale, vegetale che sia. Causa non secondaria della nascita di virus pandemici come il Covid 19. Una volta approvata definitivamente la modifica costituzionale bisognerà vedere la sua strumentazione legislativa ordinaria. E lì si aprirà la battaglia politica e culturale fra chi, progressista ed ecologista, vorrà applicare con coerenza il nuovo principio costituzionale e chi, conservatore, cercherà di eluderlo con varie argomentazioni e pretesti, ma sempre in nome dei diritti dell’economia preminenti su ogni altro aspetto della vita umana. E’ una musica che abbiamo già sentito durante la pandemia e di cui conosciamo tutti i suoi spartiti e variazioni ritmiche.

Ad eseguirla non è stata solo la destra a tutto tondo ma anche chi fra i potentati economici di lorsignori, non potendo resistere all’ondata green, cerca di cavalcarla in modo gattopardesco facendo passare per politiche ambientaliste, ispirate alla cosiddetta “transizione ecologica”, cose che con l’ecologia non c’entrano niente o assai poco. In questo senso il ministro Cingolani sembra abbia una predisposizione accentuata. La sua condotta concreta appare vieppiù ispirata dal celebre romanzo di Tomasi di Lampedusa che non alla missione di cui è stato investito e a cui è stato preposto.

A dare testimonianza delle ampie riserve mentali dei senatori di FdI sul testo approvato in Senato, è stata la loro astensione. I seguaci di Giorgia Meloni temono che la modifica costituzionale possa, in sintesi, danneggiare l’economia. Non gli viene in mente che l’attività economica possa non solo non essere d’ostacolo ma concorrere a uno sviluppo sostenibile rispettoso dell’ambiente e delle specie che lo abitano, e che tutto ciò debba garantirsi con una coerente e sapiente legislazione ordinaria. Tralascio le elucubrazioni di tal senatore La Pietra di FdI secondo cui il loro ambientalismo sarebbe di antica data perché per loro la terra è la patria. Che poi, unito a quello del sangue com'è uso da quelle parti ogni volta che si parla di immigrati, sarebbe un mito schiettamente nazista.

La logica è sempre quella che ha portato donna Meloni a contrastare i provvedimenti del Governo Conte contro la pandemia. Con Draghi è più prudente. Bisognerebbe fare un elenco di tutte le dichiarazioni, i comizi in parlamento, le bugie gridate sempre con voce stentorea che, in definitiva, non erano mirate a proteggere gli italiani dal Covid 19 ma la circolazione del virus dai provvedimenti del governo e delle autorità sanitarie ambedue preposti a salvaguardare la salute degli italiani.

Per fortuna le intemerate di “Giorgia” – e quelle del suo collega Salvini - sono andate a vuoto, altrimenti oggi parleremmo sì di riaperture ma dei loculi nei cimiteri.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

 

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Pubblicato in Commenti, Ambiente
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