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"Democrazia offesa e vituperata in questo referendum"

votare 350 260Nadeia de Gasperis - La scorsa domenica mattina, ho indossato una gonna a ruota, le scarpe con la punta tonda, di quelle che batti i tacchi e voli via con un desiderio, e mi sono recata al seggio, accompagnata dal mio fidanzato. Poi è stata la volta che io ho accompagnato lui. “Bene” dice mia madre, “è bene che a votare si vada sempre accompagnati”.
Le chiedo se non sia una regola dei fondamentali del vivere politico, o un passaggio del vademecum scaramantico, propiziatorio a una buona una tornata elettorale. “Non è che una questione sentimentale, quello del voto è un momento importante che va condiviso”.

Votare, un gesto che va condiviso

In effetti, come avrei potuto dimenticarlo, se ogni volta, ad ogni tornata elettorale, sin da piccolina mi recavo al seggio con i miei genitori, spingendomi fin dento la cabina elettorale, percependo la ritualità del momento, respirando la intensa partecipazione alla vita cittadina, sociale, politica, civile, che strideva con la lampadina fioca che faceva poca luce sul voto. La sacralità del momento, il tepore dell’aria di maggio/giugno, rimandava alla liturgia della consegna dei doni al parroco nel mese di maggio, quando mi recavo nella parrocchia di Valleradice con i miei nonni. Il volto nuovo della scuola, quella che frequentavo nei giorni qualunque, il volto nuovo della chiesa, l’emozione delle persone care accanto a me, aumentavano la comunanza del sentimento della domenica del voto e quella dei voti. Una gonna a ruota, una maglietta pulita e le scarpette con la punta tonda. In un punto preciso si incontravano i due avvenimenti, nella fede che guidava a procedere.
Ogni volta che si presentava l’occasione, mamma ci voleva tutti svegli presto, spiegando quanto fosse importante la sana abitudine di recarsi alle urne il prima possibile. Seguiva un pranzo buono, una gita domenicale, un giorno di festa, di speranza. Quello che è accaduto alla democrazia in occasione di questo referendum è importante, è stata offesa e vituperata, insieme all’intelligenza dei cittadini, ma è stata difesa e onorata dal voto delle persone che si sono recate alle urne. Non importa contarci, l’importante è poter contare sempre sui preziosi strumenti della democrazia e difenderne la sacralità con la partecipazione sentita, emozionata, che mai abbandonerà chi come me ha vissuto, seppure da piccolina, gli anni della conquista dei valori sbeffeggiati da chi è poco avvezzo al senso della parola “democrazia” o deve averlo dimenticato troppo troppo presto per dirsene ancora sua espressione.

 
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