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Quando il Potere non è più diviso in tre

LAmerica di Trump 350x260di Daniela Mastracci - “Trump ha scelto il candidato ideale per compattare la destra: maschio bianco protestante, profondamente religioso e ultraconservatore, "un giovane Antonin Scalia", l'ideale per sostituire quel giudice scomparso un anno fa.” F. Rampini su La Repubblica di oggi (1 feb 17 ndr)
Oggi Repubblica apre nuovamente su Trump. E non solo Repubblica. Trump sta letteralmente catturando su di sé tutta l’attenzione dei quotidiani e dei mass media in generali, i social, i talk show, i programmi d’inchiesta...ovunque. È il segno, credo, della potenza tsunamica delle sue primissime firme. E a ragione! Tocca andargli dietro e comprendere, più che si possa.
Ha firmato il Muslim Ban, ha tagliato i finanziamenti alle cliniche che operano aborti, ha ristretto i termini dell’Obamacare; ha fatto dimettere la giudice che non ha inteso sottostare alla chiusura su immigrazione e ingressi negli Usa; ha deciso che un oleodotto passi all’interno di una riserva indiana fino ad ora protetta; ha minacciato il Messico di prendersi i risparmi dei Messicani negli Usa, se il Governo Messicano non intendesse pagare per la costruzione dell’odiosissimo muro; intrattiene rapporti preferenziali con Putin; avalla la Brexit ammiccando alla May....insomma altro da aggiungere? Ah sì, dal Muslim Ban è esclusa l’Arabia Saudita e qualche altro Paese arabo dove gli interessi personali del Presidente non possono essere minacciati (!!)

Tre poteri in mano a Trump

Stamane scopro che al peggio non c’è mai fine: Trump ha nominato il nuovo giudice della Corte Suprema statunitense: il 49enne Neil Gorsuch. Cosa significa? Intanto che il neo designato è un integerrimo conservatore, un repubblicano doc, come Trump (più repubblicano dei repubblicani, anche se, a parer mio, la definizione non gli calza più, date le derive che dimostra nei fatti). Secondo: la corte, con Neil Gorsuch all’interno, avrebbe la maggioranza repubblicana, esattamente come alle due camere del Congresso. Questo vuol dire che i tre poteri di cui uno stato di diritto consta, ed in cui è ripartito, sono tutti e tre in mano repubblicana, e quindi del presidente Trump. La tripartizione dei poteri, che servirebbe da controlli e bilanciamenti (chek and balance), è di un solo colore politico: dunque quali bilanciamenti? Quali controlli? Di fatto un monopolio repubblicano che scalza ogni eventuale opposizione democratica, a priori, senza nemmeno un contraddittorio in via potenziale, visto che Rampini ricorda “i democratici non hanno i numeri per opporsi”. Tre poteri: ma un solo partito e un presidente dello stesso partito. Democrazia? Bilanciamenti? Possibilità di prendere misure ad arginare questo tsunami Trump? Ecco, ora pare proprio di no! Lui ha nelle sue mani le redini delle istituzioni americane. Tra l’altro il neo giudice viene dipinto come ultraconservatore: così Federico Rampini “Di Gorsuch si prevede che userà il suo seggio per far pesare letrump proteste contro di lui posizioni della destra religiosa sui temi valoriali più controversi: è contrario ai matrimoni gay, all'aborto, a quel che rimane dell'"affirmative action" a favore delle minoranze. Diventa irrealistico pensare di fare avanzare norme più restrittive sulle armi.”

Prosciuga i diritti, ma garantisce armi a tutti

Che ne è dei diritti civili? Che ne è delle conquiste che il “paese più democratico del mondo” (???) ha conseguito negli ultimi decenni? E soprattutto, ricordando la gravità del problema circa il possesso di armi e delle stragi accadute (vedi Orlando, e non solo), la posizione di Trump e del neo giudice concordano nell’avallare tale pericoloso possesso, e nell’interpretare il secondo emendamento in senso personalistico: a difesa della persona, a prescindere dall’appartenenza ad una milizia nazionale (vedi mio articolo in proposito). Ma, ancora, Rampini scrive “E sarà la Corte suprema ad avere l'ultima parola sullo stesso decreto anti-islamici, così come sulle restrizioni al diritto di voto delle minoranze che i repubblicani continuano a imporre di fatto in molti Stati del Sud, col pretesto di combattere i presunti "brogli" che sono spesso un sinonimo di "voti democratici".”
Trump mi inquieta. E mi inquieta Putin. Come Orban, come Erdogan. Come la Le Pen e tutti coloro che le assomigliano. Mi inquieta Aleppo, sotto le bombe ormai da sei anni. Mi inquieta un mondo dove i rapporti di forza sono mutati.
Se il potere è indiviso, accade che chi comanda possa fare ciò che vuole, infischiandosene delle conquiste democratiche, politiche e civili, infischiandosene dei diritti sociali. Soprattutto cominciando a limitare libertà, con il tacito plauso dei cittadini stessi, perché tra loro serpeggia, ad arte, odio, insofferenza, intolleranza, Paura. Anche questo abbiamo già visto! E anche su questo attendo la posizione dell’Europa: c’è bisogno di politica, di consapevolezza, di memoria. C’è bisogno che i poteri non siano forti. Questo mood sotterraneo, e neanche troppo, che ammicca all’uomo forte è da fermare al più presto.

 
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