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Usa, elezioni di Midterm: che cambia?

Alexandria Ocasio Cortez Usa 350 260 mindi Maria Giulia Cretaro - Elezioni di Midterm concluse. Un traguardo standard solitamente per l'assetto politico americano, un appuntamento al voto meno sentito delle presidenziali e con conseguente minor affluenza alle urne.

Ma se il 2016 era stato l'anno del colpo di scena con la vittoria di Trump, il 2018 segna la ribalta dalla dormiente sinistra statunitense. I Dem riconquistano la Camera dopo 8 anni, non solo con i numeri (220 seggi contro i 199 dei repubblicani), piuttosto con le idee: recuperata la giustizia sociale, via le mezze misure. Minoranze religiose, gay, donne, una compagine eterogenea tenuta unita dalla diversità e la sua difesa. Questa è l'avanguardia della Camera: volti nuovi, tra i più giovani mai comparsi sulla scena congressuale, non ligi all'ortodossia politica, fuori dagli schemi di apparenza che l'America non ha mai negato. Se al Senato (riformato per 1/3), tiene la presa dell'ala liberale, la Camera si apre alla tutela dei diritti, all'immigrazione regolare, al rispetto etnico e di orientamento sessuale. Il voto del 6 Novembre potrebbe essere letto come un primo passo verso la corsa del 2020, e al taglio che i Democratici vorranno dare alla loro campagna.

Ma fermando l'analisi all'immediato, ci si trova davanti a degli Stati Uniti divisi : l'ondata blu si è arginata a metà, l'altra parte è ancora a destra. Un establishment incerto ma non nuovo. Quasi tutte le amministrazioni hanno fatto i conti con il Congresso a doppio schieramento. Questa volta però l'indicatore non è solo politico, o meglio non lo è per il classico lessico d'oltreoceano.

L'espressione sociale è la vera novità di questo Midterm. Un colpo definitivo al perbenismo d'immagine impostato da cui si sono sempre mossi tutti e 2 gli schieramenti, Trump l'aveva ribaltato e l'arma è stata usata contro la sua linea. L'hijab di Ilhan Omar, tra le prime due donne musulmane ad ottenere un seggio al Congresso e prima rifugiata, ha concretizzato il peggior incubo di Trump. L'omosessualità sdoganata e dichiarata di Jared Polis, repubblicano progressista schierato a favore della sanità federale, è in netto contrasto con la linea ufficiale del Partito. E poi c'è il nome del momento, Alexandria Ocasio-Cortez: a soli 29 anni conquista il suo posto nella più alta assise con una campagna low cost, promuovendo la difesa della migrazione regolare, minoranze etniche e sessuali. Il socialismo dimenticato dell'America è il suo motore, lo stesso che l'aveva guidata durante il lavoro accanto al Senatore Sanders durante le primarie presidenziali. Se una figura politica vince in queste elezioni, probabilmente è proprio lui: non perché riconquista un seggio certo, ma perché la sua idea di Sinistra, bocciata nel 2016, si assesta in questo Novembre contro il populismo di Trump.

Gli Americani hanno tempo per scegliere tra due volti più che mai diversi di un Paese complesso, devono solo scegliere dove condurre il prossimo Mayflower.

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