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Le ragioni del NO di Nicola Fratoianni

Nicola FratoianniNadeia De Gasperis intervista Nicola Fratoianni Deputato di SI-Sel

1) Lei asserisce che si passerà da un “bicameralismo perfetto” a uno “pasticciato”. Ci spiega questa affermazione?

Basterebbe comparare il vecchio articolo 70 della Costituzione con il nuovo. Da tre righe si passa a un profluvio di parole, in cui si capisce ben poco delle nuove competenze suddivise fra la Camera e quello che sarà il Senato di nominati.
Sarebbe stato molto più semplice e immediato, a quel punto, eliminare il Senato, come avevamo persino proposto noi di Sinistra Italiana per smascherare il gioco del governo che puntava sulla semplificazione.

2) Cosa comporta rispondere alla disaffezione del popolo per la politica, premiando la governabilità? La velocizzazione decisionale del procedimento legislativo, propugnata dalla riforma, è un difetto?

Il vero inganno della riforma riguarda proprio la presunta velocizzazione. La verità è che quando c’è la volontà politica, i governi sono velocissimi a fare le leggi. Sapete quanto ci hanno messo ad approvare la legge Fornero? Appena 19 giorni, velocissimi. Il punto, invece, è l’accentramento delle competenze e lo sbilanciamento del potere dal Parlamento al governo. Questo è l’obiettivo della riforma: sterilizzare le rappresentanze politiche.

3) C’è il rischio che il governo abbia potere sulla rappresentanza del popolo? La sovranità, è ancora popolare? la Costituzione è la carta d’identità di un Paese. Questa riforma come ne cambierebbe il volto?

E’ una certezza, purtroppo, che la riforma restringe gli spazi di rappresentanza e quindi di democrazia. Li restringe in due modi: da un lato toglie la possibilità agli enti locali e alle comunità di intervenire su materie sensibili come ambiente, energia, infrastrutture, urbanistica, rifiuti, turismo e sanità (solo la programmazione rimane nelle mani delle regioni); dall’altro, come già detto, toglie poteri ai rappresentanti eletti dal popolo alla Camera, toglie la possibilità di scegliere i propri rappresentanti in Senato e rafforza le possibilità e le competenze del governo.
Come cambia il volto dell’Italia? Diventa una repubblica presidenziale di fatto. Un capo su tutti.

4) Si parla molto di “combianto disposto”. La lingua italiana offre tante intrerpretazioni: i due participi “combinato” e disposto” vogliono dire anche “congegnato” e “ordinato”?

Bella domanda. Se ne parla a proposito degli effetti combinati fra l’Italicum (la nuova legge elettorale) e lo stravolgimento della Costituzione. Il meccanismo congegnato è molto semplice: una delle minoranze politiche del paese può ottenere con l’Italicum il 55% dei deputati, pur magari avendo ottenuto al primo turno appena il 25% dei voti.
Avendo la piena maggioranza a sua disposizione, avrà più facilità ad esempio, ad eleggersi il presidente della repubblica, i membri del CSM (Consiglio superiore della magistratura), ovvero gli organismi che i padri costituenti avevano previsto come contrappeso al potere politico, in un magistrale equilibrio a tutela della repubblica.
Un imbroglio pericoloso.

5) C’è il rischio di una deriva autoritaria congetturata dalla sinergia tra riforma e legge elettorale?

Siamo già sufficientemente sottoposti alle leggi assurde e dittatoriali dei mercati finanziari, delle multinazionali e dei potentati economici. Se la politica continua a cedere spazi e non recupera la sua funzione di controllo, di tutela dei beni comuni e di riequilibrio delle forze in campo, vedo davvero difficile la realizzazione di una democrazia compiuta. Il volto della Costituzione oggi deve servire a questo.

6) C’è chi ritiene che ogni ritocco alla Costituzione ne indebolisca l'intento democratico, e pure da inapplicata, meglio tenerla così. Chi sostiene che meglio una riforma pasticciata e scritta male che niente. Lei cosa ne pensa?

Che innanzitutto la Costituzione vada pienamente applicata. Non mi pare che, ad esempio, il diritto alla salute in questo momento sia garantito a tutti i cittadini italiani, visto che 11 milioni di persone rinunciano alle cure per problemi economici.
Poi, per me si potrebbero anche fare delle modifiche alla Costituzione. Ne propongo una: eliminiamo il pareggio di bilancio, introdotto dal governo Monti, che ha soffocato il nostro paese e lo ha prostrato ai tecnocrati dell’Europa dell’austerity.

7) “Jobs act”, “Sblocca italia”, “Buona scuola”, è stato disatteso un patto sociale col popolo? Le riforme della costituzione sono necessarie se a incalzarme c’è un furor di popolo o devono essere promosse dai parlamentari?

Certamente Renzi ha realizzato il programma del centro-destra. Lo diceva Agnelli anni fa che la sinistra può fare cose che la destra non potrebbe fare.
Per questo Sinistra Italiana sta tentando in tutti i modi di risignificare la parola Sinistra, di restituirle la dignità e il senso culturale e politico che l’esperienza del governo Renzi e PD rischiano di toglierle.

8) Quale è la sua idea di stabilità? Quale pensa sia quella propugnata dalla riforma?

Due idee davvero antitetiche di stabilità. La mia prevede la sconfitta della povertà, il pieno diritto alla salute e all’istruzione per tutti i cittadini italiani (come stabilito dalla Costituzione vigente) e la riduzione delle disuguaglianze fra le persone. E’ immorale, oltre che fattore di instabilità, che ci sia chi guadagna appena 800 euro al mese, mentre c’è chi ne guadagna 8 milioni nello stesso lasso di tempo e magari nella stessa azienda.
La riforma, invece, bada alla stabilità e alla tranquillità dei mercati finanziari. Non a caso fra i maggiori sponsor della riforma ci sono le banche d’affari.

9) Gli endorsement di JP Morgan, della Merkel, dei poteri finanziari, e non ultimo del presidente USA, cosa ci dicono della partita che si gioca attorno al referendum?

Ciò che ho già detto poco fa: ci sono alcune istituzioni internazionali molto preoccupate dalla Costituzione italiana nata dopo la seconda guerra mondiale (e per la verità, la stessa preoccupazione la nutrono anche per le costituzioni di Spagna, Francia, Portogallo, Grecia...), perché prevede diritti e garanzie per i più deboli, per i lavoratori e tutela la rappresentanza. JP Morgan nel 2013 mise per iscritto che era necessario smontare la Costituzione “sinistroide” dell’Italia per consentire alle multinazionali di lavorare con più facilità e ricondurre tutti i beni pubblici (salute, acqua, trasporti) alle dinamiche di privatizzazione.

10) "Ciò che è costituzionale credo che si decida e si difenda in posti pubblici come questo, come anche in un commissariato, in un’aula scolastica, in una prigione, in un ospedale, su un posto di lavoro, alle frontiere attraversate dai richiedenti asilo. Ciò che è costituzionale si misura al pianoterra della società." (Erri De Luca). La trova d’accordo questo passo?

Molto d’accordo. Questo passo di De Luca mi ricorda il tentativo di Giuseppe Dossetti di inserire nella Costituzione italiana il Diritto alla resistenza per i cittadini contro i pubblici poteri che con le loro azioni mettessero a rischio i principi fondamentali stabiliti dalla Costituzione.
Mi spiego? La sovranità è del popolo, non dei governi.

11) La sinistra nuova alla quale lavora, deve essere alternativa al centro destra e al PD? Come sarà nel concreto, quale il suo volto operativo?

Sì. Alternativo nel senso che se il PD e Renzi fanno il jobs act, la buona scuola e lo sblocca italia, noi non abbiamo nulla a che spartire con questa storia. La sinistra che fa la destra perde, come si è visto anche nelle recenti elezioni americane. Mentre noi abbiamo intenzione di proporre un progetto di recupero della sovranità dei lavoratori, dei cittadini.
La Sinistra che stiamo costruendo ha come obiettivo principale quello della sconfitta delle disuguaglianze e della povertà, che non sono frutto di una punizione divina, ma di politiche di vessazione dei più deboli, compiute dalla destra e da una certa presunta sinistra.
Noi stiamo da un’altra parte.

 

Chi è Nicola Fratoianni?

Nicola Fratoianni é nato a Pisa il 04 ottobre del 1972. Laureato in Lettere e Filosofia, toscano “pugliesizzato”, come tiene a precisare, è Assessore alle Politiche giovanili, Cittadinanza sociale e Attuazione del programma della Regione Puglia dal 27 aprile 2010 nella Giunta Vendola 2. Nel febbraio 2014 è eletto Coordinatore nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà. Il 23 giugno 2014 diventa capogruppo ad interim di Sel alla Camera. protagonista nella lotta per i diritti e le libertà di ogni donna e uomo, e per l’attuazione delle migliori pratiche e programmi di politihe giovanili, sociali e del lavoro. Impegnato da sempre nel proporre interventi che favoriscono l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, nell’attività di sensibilizzazione messa in campo sui temi dell’inclusione e per favorire la piena cittadinanza dei migranti. Siede alla camera come deputato doo Sinistra Italiana.

 
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