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PD Cassino. Da Ernesto Polselli a Simone Costanzo

partito democratico bandiera350 250di Ernesto Polselli - Caro Simone, penso che sia arrivato il momento non solo di riflettere, ma anche di fare una discussione franca, seria e a tutto campo della vicenda di Cassino, riconoscendo con umiltà gli errori fatti. Nessuno è immune da responsabilità per le divisioni del PD.

Sono d’accordo che la vicenda giudiziaria che vede coinvolti i Consiglieri comunali Francesco Mosillo, Dino Secondino e l’ex Sindaco di Centrodestra Bruno Scittarelli mortifica la città di Cassino e che bisogna avere piena fiducia e rispetto dell’operato della Magistratura. Oggi si viene a sapere che già da tempo Mosillo, Secondino e Scittarelli, erano soci di una società per la gestione dell'accoglienza degli immigrati su cui la Magistrature ha avviato una indagine. Motivo sufficiente perché tali esponenti politici dovrebbero dimettersi dai loro incarichi pubblici tanto più che è evidente il conflitto di interessi nella gestione di strutture pubbliche e di finanziamenti pubblici, che porta ad avere controllati e controllori nelle stesse persone.

La presenza di Bruno Scittarelli voluta da De Angelis è stata significativa per concretizzare l’alleanza con NCD e per sostenere la candidatura di Mosillo alle amministrative di Cassino. In merito all’Amministrazione Petrarcone va riconosciuto che nei cinque anni di governo non ha avuto la forza e la lungimiranza di aprire un progetto politico di governo con tutto il centrosinistra e che negli ultimi due anni ha avuto grosse difficoltà interne di tenuta; infatti in diversi consigli comunali c’era sempre il timore del raggiungimento del numero legale. Questa condizione scaturiva dal comportamento di alcuni consiglieri che avevano già deciso di abbandonare Petrarcone e lavoravano per indebolirlo dall’interno, come Francesco Carlino, Alberto Ficaccio, Fausto Salera, Antonio Giannandrea e Barbara Di Rollo, che poi, guarda caso, alle amministrative hanno sostenuto Francesco Mosillo.
Un disegno politico ben congegnato per indebolire il PD e colpire quella parte che sosteneva Petrarcone. Solo per inciso ti ricordo, Simone, che lo stesso Presidente del Consiglio regionale, Nicola Zingaretti, è venuto a Cassino a sostenere in una pubblica manifestazione, la candidatura di Petrarcone. Nemmeno questo impegno ha fatto desistere quelli che hanno portato alla sconfitta del centrosinistra.

E ti ricordo ancora, caro Simone, che Petrarcone è stato quello che è arrivato al ballottaggio e non quelli delle "grandi speranze e grandi risorse politiche e finanziarie" i quali non hanno fatto nulla, preferendo sostenere D'Alessandro, forse per un tacito accordo con uomini del centrodestra, avendo stretto probabilmente un patto d'onore.
La Direzione provinciale del PD dello scorso anno (cui fai riferimento) è stata un fallimento politico perché avrebbe dovuto affrontare la discussione sul futuro della città, sulla necessità di far continuare l’esperienza di centrosinistra di Petrarcone, sulla costruzione di un PD unito e di un centrosinistra unito. Si è invece trincerata su un aspetto formale-burocratico che era quello che occorreva il 60% degli iscritti per evitare le primarie a Sindaco. Ma cosa ancora più grave è che tutti quelli che contano in quella direzione erano a conoscenza del secondo sondaggio, commissionato da De Angelis, che dava Petrarcone vincente sul centrodestra.

L’assemblea degli iscritti del Circolo del PD di Cassino (che tu menzioni) è andata deserta per una tua diretta responsabilità, Simone, e di De Angelis, perché nel documento del gruppo "Io democratico" a voi inviato, vi invitavamo a far fare macchina indietro a Francesco Mosillo e quindi riunire il partito e presentare il simbolo PD. Purtroppo, Simone, hai accolto le decisioni dell'area De Angelis, preoccupato più di mantenere l'alleanza con questa area, che ti ha permesso con il suo sostegno di fare il Segretario provinciale, piuttosto che fare una battaglia negli interessi di tutto il partito e non di una sola parte. In tutta la vicenda amministrativa di Cassino l’unico che ha dimostrato di ragionare politicamente per il futuro della città è stato Marino Fardelli che con coraggio ed umiltà, grazie anche al lavoro politico svolto dal senatore Francesco Scalia, dal deputato Nazareno Pilozzi e dal presidente provinciale PD Domenico Alfieri, è venuto ad irrobustire il fronte Petrarcone per evitare il ritorno del centrodestra al governo della città.

Gli autori provinciali della candidatura di Mosillo, della spaccatura del PD e del centrosinistra a Cassino, e dell’alleanza con Scittarelli, Mignanelli e la Di Rollo, farebbero bene a considerare che non ci sono le condizioni, anche alla luce di quanto è avvenuto, per pensare di avere consensi elettorali. Questi sono stati i fatti della vicenda di Cassino. Ora è necessario guardare al futuro. Si deve ripartire da un progetto per rilanciare il PD per una politica di rinascita della città finita, per chiare responsabilità di alcuni, nelle mani del centrodestra o meglio solo in quelle di Mario Abbruzzese. Il PD deve ritrovare la sua unità per tornare ad essere il principale protagonista del centrosinistra e della città. Apriamo un confronto, chiudendo il lungo periodo del commissariamento, su la base di un riconoscimento della funzione e della indispensabile partecipazione di quanti si sono adoperati per mantenere vivo il partito e hanno dato piena fiducia a Petrarcone, il cui ruolo nel PD deve essere debitamente riconosciuto; occorre mettere ordine nel gruppo consiliare, chiarendo le posizioni di Mosillo e della Grieco, la cui collocazione deve essere ben definita per portare una lotta durissima all'attuale maggioranza, senza compromessi: o si sta con il PD o con D’Alessandro; sono da rifiutare e spezzare qualsiasi rapporto di coinvolgimento e di alleanze con personaggi del centrodestra di ieri e di oggi, a cominciare dallo stesso Scittarelli.

Caro Simone, ho voluto, senza alcuna astio o contrapposizione chiarire la veridicità dei fatti di quella campagna elettorale senza soffermarmi su altri particolari della storia politica a Cassino. Mi preme ora ricostruire le condizioni per ridare alla città un PD unito, rinnovato, combattivo. Non bisogna escludere nessuno, ma devono essere chiari i confini del nostro campo politico e morale. Una condizione indispensabile se vogliamo consegnare ai giovani un partito vivo, pulito, che può ridare un prospettiva di alternativa e di progresso.
Cassino 10-2-2017
*Membro direzione provinciale PD - Membro direzione regionale PD

 
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