fbpx
Menu
A+ A A-

Un proposta al Psi

sinistra 350 260di Ivano Alteri - "In principio fu il Socialismo". Questa frase dal sapore biblico potrebbe essere il punto di arrivo della riflessione che andiamo sviluppando, individualmente e collettivamente, sulla crisi che attanaglia ormai da troppo tempo quell'ampia area politica che ci ostiniamo a chiamare Sinistra. Dopo tutti gli sbandamenti, gli arretramenti, le rese, i tradimenti, il Socialismo sembra l'unica stella in grado di indicare ancora una qualche direzione, per quanto offuscata dalla fitta nebbia. Ma quell'affermazione potrebbe anche essere il punto di partenza di un'altra riflessione che conduca invece fuori da questa atroce crisi; che opprime noi, è vero, ma con noi tutti gli uomini e le donne del nostro tempo.

Volendo riassumere, molto schematicamente come nostro solito, la storia della sinistra italiana, potremmo dire che essa consista in un lungo processo che partendo dall'unità l'ha vista marciare spedita verso la frammentazione, fino alla polverizzazione della sua struttura partitica e sociale, nonché politica. Di scissione in scissione è giunta, da una parte, a ridursi in un pulviscolo impotente di posizioni più o meno strampalate, assiomatiche, autistiche, paradossalmente a-critiche e impolitiche, desolatamente senza popolo, che, contrariamente ai proclami fondativi, sono sempre giunte tutte, con una sistematicità diabolica, verso la totale inefficacia politica. Dall'altra parte, si è trasformata in quelle forze che invece riescono in qualche modo a creare ancora una massa critica ai fini dell'efficacia politica, anch'esse prescindendo dal popolo con un certo piglio, ma che sono state trascinate, per volontà dei loro dirigenti o per loro insipienza, a servire pedissequamente il Capitale. Il tutto, con grave danno di coloro che tutte quelle forze dicevano di voler rappresentare: i lavoratori, la povera gente, il 99% della popolazione. Insomma: una politica di sinistra, frammentata, infondata teoricamente e senza popolo, o fallisce o tradisce.

Percorrendo a ritroso questo drammatico fenomeno, e ri-aggregando idealmente quel che è stato proditoriamente scisso, arriviamo ad una data e un evento fatali: il 21 gennaio 1921 e la Scissione di Livorno; la madre di tutte le scissioni a sinistra. Seguendo questo percorso, quel che è divenuto negli anni progressivamente disperazione, si ricompone via via in vivida speranza; anzi, fondata aspettativa. E allora a noi viene in mente che bisognerebbe ripartire da lì, e ci poniamo, molto ingenuamente, una domanda: è sanabile la Scissione di Livorno? O, ancor meglio: è superabile?

Noi siamo troppo piccoli per dare una qualche risposta a queste domande; ma non così tanto da non sapere che esistono persone e "luoghi" che invece sarebbero in grado di farlo, anche per noi. Queste persone e questi "luoghi", purtroppo, sono state progressivamente marginalizzate, con cura maniacale, dalla classe dirigente che ha diretto la varia sinistra negli ultimi decenni. Guidata probabilmente da una presunzione incontenibile, quella classe dirigente ha ritenuto che l'azione politica, la prassi, fosse rimasta l'unica via percorribile, di fronte a un mondo ormai avviato strutturalmente a trasformare i rapporti capitalistici in perenne condizione antropologica dell'umanità; e di potere... anzi di dovere, quindi, fare a meno degli strumenti d'analisi e degli obiettivi ideologici, la teoria, che fino ad allora l'avevano guidata; trasformando in questo modo la Politica, la teoria della prassi, in semplice amministrazione al servizio permanente effettivo del Capitale. Ciò che ne è conseguito, l'opportunismo, il carrierismo, l'amoralità, la corruzione, l'indecisione, il velleitarismo, l'inganno becero, il tradimento, da parte del uomo politico della sinistra, è produzione diretta, vorremmo dire necessaria, e non collaterale, di quel fenomeno.

Tale desolante deriva rischia di portare effettivamente all'estinzione lo stesso seme dell'ideale di sinistra: l'Uguaglianza. Questa pianta, già estirpata in gran parte del pianeta (ma non ancora in tutto), rischia di essere definitivamente sterilizzata, privando i posteri dei suoi potenziali effetti salvifici. Siamo cioè arrivati ad un punto cruciale, dove le possibilità di scelta si riducono al vivere o morire, culturalmente e politicamente, oltre che esistenzialmente. Il dovere di reagire con efficacia dovrebbe perciò assalire ogni coscienza che abbia a cuore la Persona Umana; maschio, femmina o sfumatura che sia. Non è certo questo il momento delle annose recriminazioni, dei fiumi di parole in cui è affogata la riflessione vera ed efficace, dei distinguo cavillosi degli seguaci di setta, né, tanto meno, dei cortigiani che ai giorni nostri hanno immiserito la politica fino a piegarla ai fini di un'imbarazzante carriera. Oggi è il tempo delle scelte coraggiose, difficili, complesse. Ma è proprio questo tipo di tempo che sa dove scovare il coraggio, la capacità d'analisi e di sintesi, anche quando sembra che non ve ne siano affatto.

Ma perché questo lavorio sopraffino sia, appunto, efficace, c'è vitale bisogno che esso sia perfettamente organizzato; e, perché lo sia, è necessario che esista un partito che lo concepisca, lo svezzi, e ne curi la crescita, fino a condurlo all'età adulta. A questo punto si ripropone l'affermazione iniziale: in principiò fu il Socialismo; che da punto di arrivo di una riflessione, potrebbe farsi punto di partenza per un'altra riflessione, dotata di una quantità di elementi straordinariamente maggiori rispetto alla disponibilità dei nostri avi politici, e una qualità di analisi certo più affinata dall'esperienza e dall'evoluzione del pensiero e della storia; che la porrebbe, quindi, ad un livello di gran lunga superiore.

Secondo questa nostra modesta riflessione, toccherebbe dunque ai socialisti, al Partito Socialista, l'onore e l'onere di questa nuova ripartenza. Se la sentono i socialisti, il Partito Socialista, di assumere questo ruolo? Sono in grado di riordinare il fagotto contenente tutti i nostri tesori comuni, riporselo sulle spalle, per riprendere insieme il cammino? Il 21 gennaio cadrà il 94° anniversario di quell'evento fatale: può essere quella l'occasione per compiere il primo passo sulla lunga strada del comune futuro?

Frosinone 17 gennaio 2015

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

 

Pubblicato in Il Partito che vorrei
Torna in alto
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici