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A Roma il 16 ottobre con CGIL, CISL, UIL

 ANPI FROSINONE

Note sullo squadrismo del terzo millennio

anpi BANDIERA 350 260 minOrari e i punti di raccolta come comunicati dalla CGIL che organizza i pullman

 

Da CASSINO: ore 10:00 davanti sede CGIL, via Di Biasio

Da SORA: ore 12:00 davanti sede CGIL, viale S. Domenico

Da CEPRANO: ore 11:30 Casello A1 - ore 12:00 FROSINONE, piazzale S. Pertini (Agenzia Entrate)

Da ALATRI: ore 11:30 ex stazione ferroviaria - ANAGNI ore 12:00 Casello A1.

Le eventuali ulteriori richieste, subordinate alla disponibilità di posti, vanno comunicate a Beatrice Moretti, SPI-CGIL, 349 2138873.

Noi saremo con lo striscione dell'ANPI provinciale, i compagni e le compagne che viaggeranno autonomamente ci contattino sul posto e si aggiungano alla delegazione.

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Fatta la comunicazione di servizio, un paio di note sull'evolversi del caso forse sarà il caso di farle.

1) la destra istituzionale (!) si è fin da subito adoperata per deviare il discorso, coinvolta com'è nella degenerazione complessiva e particolare del confronto politico in scontro di posizione para-ideologica. Su più piani tenta di confondere i ragionamenti e di indirizzare come meglio le conviene il generale impulso di condanna degli atti compiuti dai loro cugini stretti. Intanto, la colpa si sposta sulla gestione della piazza, sulla quale, certo, si possono nutrire dubbi e più che dubbi, ma che se c'è stata non ha fatto che favorire i disegni criminali di quelli che poi hanno assaltato la CGIL, il Policlinico ed altro ancora. Pertanto, se dovessero essere accertate responsabilità di Questore, Prefetto e Ministro, insieme a funzionari di vario livello, questo si inquadrerebbe nell'ambito del favoreggiamento, non certo della repressione antidemocratica come invece cercano di balbettare i capi di Lega e FdI. Il "la" a questa miserabile strategia lo ha dato da subito l'On. Meloni, quando ha dichiarato di non conoscere la matrice dello squadrismo attuato a Roma.

2) Con troppa leggerezza si sta accettando, a seguito di quei fatti terroristici, la riduzione dell'agibilità politica delle piazze in forma democratica. Si parla, e si stanno preparando atti governativi, di limitazione alle possibilità di manifestare: niente più cortei, niente piazze vicine (quanto?) a sedi giudicate "sensibili", niente autorizzazioni se ritenute "rischiose", ecc.

Questo vuol dire, ad esempio, che a Firenze non si sarebbe potuta tenere la manifestazione per i lavoratori della GKN, in barba a tutti i discorsi pelosamente pietosi sui poveri licenziati.

3) Ieri sera il programma di Nicola Porro, che non è certo un pasdaran della CGIL o del sindacalismo tout-court, ha pubblicato un filmato interessantissimo, nel quale si vedeva e ascoltava uno dei caporioni più alti in grado degli eversori fascisti presenti in piazza, incitare i presenti a disporsi in corteo (non autorizzato, in manifestazione non autorizzata) per andare ad assaltare la CGIL. Oltre alle dichiarazioni di alcuni dei terroristi sulle loro intenzioni di invadere e poi tenere occupata la sede della CGIL per obbligare Landini a un riconoscimento politico delle loro organizzate nefandezze. Questo avveniva alle 16:30 circa, l'aggressione alla CGIL alle 18:00 circa (tutto il tempo per intervenire, come del resto si è fatto, giustamente, per Palazzo Chigi)

Non confondiamo certo gli intenti di Porro (sostenere gli obiettivi di cui al punto 1 sopra riportato) con la nostra analisi.Costituzione 380 min Tuttavia, quel filmato è utilissimo perché se fossimo in presenza di ragionamenti liberi e privi di malafede non sarebbe faticoso demolire tutte le fandonie sui presunti "infiltrati" (Sgarbi li chiama goliardi, beato lui) in una pacifica e democratica manifestazione di pensiero. Costoro sono stati gli organizzatori e i gestori assoluti dell'adunata, e tutto quello che è accaduto non solo è loro responsabilità, ma è stato pianificato e gestito militarmente e politicamente.

4) Il buonismo non ci piace quando è prodotto a sinistra, figuriamoci quando sentiamo Salvini e Tajani biascicare fesserie del tipo "manifestare contro tutte le violenze"! Che significa? Che scoperta è? Ci mancherebbe che non si condannasse la violenza in sé e l'uso della forza fisica nella lotta politica in uno Stato di diritto. Ma il fascismo è reato di per sé, anche nei momenti in cui non ritiene (o non ha bisogno) di ricorrere alla violenza fisica. Non per un nostro vezzo, ma perché la concezione autoritaria e sopraffattoria del potere e della stessa lotta politica è uno dei suoi principali fondamenti, non una deviazione di qualche squilibrato. L'idea stessa di una società esclusiva, prepotente, guerresca cozza direttamente con i principi e i dispositivi della Costituzione e della coscienza democratica italiane. Coscienza non di tutti, ovviamente; Costituzione inapplicata e osteggiata, lo sappiamo. Ma tutt'e due garanzia di convivenza civile, di progresso, di libertà.

5) e ultimo: Tutto questo e molto di più (che sarebbe il caso di analizzare meglio anche la nostro interno, senza aspettare sempre che qualche intellettuale lanci una parola d'ordine efficace e ci risparmi la fatica) mette in chiara luce il fatto che il gran da fare che si danno i fascisti nulla ha a che vedere con il sacrosanto diritto di mettere in discussione, con argomenti e fatti, le politiche di qualsiasi governo e le posizioni di chiunque, sul caso Covid come su ogni altra questione economica, politica, sociale. Se il tema è vero, e sentito da molti cittadini, il loro interesse non è certo quello di sostenerlo, bensì quello di utilizzarlo come leva sensibile per aggregare consensi istintivi, di pancia come si dice. Lo hanno fatto con tematiche varie e diverse, dall'immigrazione alla casa, dall'ecologia al disagio economico. Mai hanno proposto o lavorato per soluzioni: sempre per agitare il "popolo" con cui poi farsi scudo e magari contrattare qualche posizione con i loro referenti "istituzionali" che fanno finta di non ricordarsene.

Per parte nostra non possiamo certo risolvere da soli questi problemi. Però abbiamo il dovere di partecipare, con le nostre idee, le nostre proposte e le nostre istanze (e ce ne sono in quantità) ovunque: presso le Istituzioni come con i cittadini ed i lavoratori.

Per farlo, e farlo bene, abbiamo bisogno di approfondire, confrontarci, lavorare gomito a gomito, produrre politica (riflessioni, scritti, convegni, tutto ciò che può servire). Dobbiamo vederci più spesso fisicamente, ragionare e decidere cosa fare e come farlo, consapevoli che le cose non si producono da sole, e che l'Associazione non vive di aria e buone intenzioni.

Chiediamo pertanto, anche in occasione del Congresso, di convocare riunioni e fare in modo che siano partecipate.

Da parte dell'esecutivo provinciale il contributo è e sarà massimo per quanto possibile.

 

ultimo aggiornamento ore 19:15 del 13 ottobre '21

 

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